Paolo Meo - MioDottore.it

Paolo Meo

Aiutiamo la vita! Mamme e bimbi in fuga dalla guerra: insieme possiamo fare molto per loro.

UcrainaLa Fondazione Cesmet – Centro Studi Medicina Tropicale, appoggia l’opera di assistenza dei Camilliani ai rifugiati Ucraini che scappano a milioni dalla guerra in Ucraina. Perché vogliano aiutare e supportare, in questo momento, in questa fase della guerra, un progetto in Polonia. Perché in questo momento la Polonia è in una situazione di gravissima emergenza. Più di un milione e mezzo di persone, ad oggi, si sono rifugiate in questo paese. E i numeri sono in continuo aumento. La Polonia ha dimostrato una grande sensibilità e disponibilità nei confronti di questi fratelli pieni di bisogno e di terrore. Dopo due settimane di distruzione, morte, lontananza dalla loro casa e dai loro affetti.

Fratel Miroslaw Szwajnoch, dell’ordine dei Padri Camiliani, oltre ad essere il responsabile ed il referente del “progetto di assistenza alle mamme e bambini in fuga dall’Ucraina” che verrà realizzato a łomianki, cittadina a poco più di venti chilometri da Varsavia, è anche direttore dell’ospedale camilliano di Tarnowskie Gory che fin dall’inizio della pandemia è stato destinato ai pazienti con il covid-19. Persona impegnata su più fronti, da molti anni gestore ed amministratore di ospedali e strutture impegnative. La sua presenza è senza dubbio la garanzia per tutti noi e per tutti coloro che decideranno di aiutare l’opera di assistenza dei Camilliani nei confronti dei rifugiati in Polonia, ed in particolare mamme e bambini, ed anche bambini soli, senza più nessuno.
Ci dice Fratel Miroslaw in una lettera inviata al gruppo che dall’Italia segue il progetto, di cui la Fondazione Cesmet fa parte, e a tutti coloro che leggono questo articolo. “Accetteremo con gratitudine qualsiasi aiuto. Inoltre, è molto importante sentire che non siamo soli nelle nostre azioni. Ancora una volta, aiuteremo i rifugiati anche se non c’è aiuto finanziario dall’esterno”.
Non possiamo far sentire solo Fratel Miroslaw ed i suoi confratelli, perché non possiamo far sentire sole queste mamme che hanno lasciato i loro uomini e papà in Ucraina a combattere, e forse a morire. E non possiamo lasciare soli questi bambini, a cominciare dai tanti orfani che hanno perso tutti i loro cari. E’ compito di ciascuno di noi far sentire loro il sostegno e la vicinanza. Qualcuno è partito. Penso ai tanti giornalisti e volontari, in prima linea per aiutare sul posto dove c’è la guerra rischiando la propria vita. La maggior parte di noi nelle retrovie abbiamo il dovere di sostenere questa umanità sofferente. E aiutare loro vuol dire aiutare realmente l’umanità intera così piegata da anni di pandemia ed ora da una guerra che coinvolge tutti.
Il progetto dei Camilliani nella casa religiosa di łomianki, vicino a Varsavia prevede la riabilitazione del vecchio seminario per creare un “rifugio temporaneo” per ospitare mamme e bambini, anche orfani, in fuga dalla guerra in Ucraina.
Il progetto è suddiviso in tre parti distinte con budget differenti da finanziare con le donazioni di tutti.

La prima parte del progetto prevede opere di riabilitazione e sistemazione della struttura per consentire una vita dignitosa a 50/60 persone. Occorre adattare la casa, prima abitazione di studenti, ad hospis per rifugiati.
Nel progetto l’adeguamento e l’ampliamento dei locali caldaia, per fornire riscaldamento ed acqua calda per lavarsi. L’aumento della attuale potenza elettrica con modifiche dei potenziali, la sistemazione delle camere da letto e dei bagni a disposizione dei rifugiati. L’adeguamento di internet e sistemi di comunicazioni per consentire alle famiglie di mantenere i collegamenti con i propri cari.

La seconda parte del progetto prevede l’acquisto di materiali ed equipaggiamenti. (daremo i dettagli in un altro articolo). Tutto quello che serve per la pulizia dei locali, la pulizia personale delle mamme e bambini. Gli equipaggiamenti per le cucine, e per i locali comuni. Coperte e vestiario. Tutto quello che serve per la vita a “tempo determinato” e si spera breve per queste famiglie. Circa 60 tra mamme e bambini.

La previsione di costo per queste due prime parti di progetto è di circa 90.000€ da trovare in pochi giorni.

La terza parte del progetto prevede i costi di gestione delle persone (mamme e bambini) e quindi delle famiglie presenti nel seminario, divenuto “rifugio temporaneo”. Il costo giornaliero e mensile per le persone per la gestione dell’alloggio, le spese correnti, gli alimenti, lo smaltimento dei rifiuti, le utenze di elettricità ed acqua. E poi il costo del personale di servizio e di supporto.
Le spese previste e budgettate arrivano a circa 1000€ al giorno; una media di circa 30.000€ al mese. Tutto questo serve ad accogliere e a far vivere in modo dignitoso e familiare circa 50/60 persone che sono scappate dalla guerra in condizioni disperate, tra sofferenze che noi riusciamo a mala pena a comprendere. Ucraina

Queste persone sono arrivate al confine tra Ucraina e Polonia e sono state raccolte nei centri organizzati dallo stato polacco e dalle organizzazioni di volontariato. Da questi centri di raccolta a migliaia sono stati e continuano ad essere trasferiti nelle strutture messe a disposizione sia dallo stato che dai privati in tutta la Polonia. La casa dei camilliani di łomianki è una di queste strutture.

L’obiettivo di Fratel Miroslaw Szwajnoch è quello di cominciare ad ospitare le mamme ed i bambini nella struttura dal 20 di marzo, ossia tra meno di 10 giorni. Uno sforzo immane. L’appello è rivolto a tutti noi che leggiamo questo articolo. Ed io rivolgo un appello a tutti. Doniamo secondo le possibilità di ciascuno. Da pochi euro a quanto potete e decidete. In questo modo cerchiamo di sostenere la realizzazione di questo progetto.

Potete versare una cifra base per la realizzazione e l’arredamento della struttura.

Effettuando il vostro bonifico a:
“ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE UCRAINE – mamme e bambini ed orfani, profughi che fuggono dalla guerra”.

Per Donare Subito :
CAUSALE: da Fondazione Cesmet per progetto CADIS “assistenza alle famiglie ucraine”;
INTESTAZIONE:  Fondazione Camillian Disaster Service Internazionale;
IBAN: IT13T0310403202000000840270;
BIC: DEUTITM1582

Oppure

CAUSALE: a Fondazione Cesmet per progetto CADIS “assistenza alle famiglie ucraine”;
INTESTAZIONE:  Fondazione Cesmet Centro Studi Medicina Tropicale;
IBAN: IT12W0103003271000061266647;
BIC: PASCITM1A37

Potete anche prendere l’impegno di adottare un bambino, una mamma o una famiglia con un versamento mensile di 20€ oppure 50€ oppure 100€ o altra cifra che potrete decidere. Preciseremo in altro articolo come fare questa adozione effettuando un versamento per un impegno di 6 mesi eventualmente da rinnovare per altri sei mesi.

 

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Ucraina – Scheda Paese – Alert, epidemie, endemie

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La Fondazione CESMET e la Cclinica del Viaggiatore appoggiano e partecipano alla realizzazione del progetto:
“ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE UCRAINE – mamme e bambini ed orfani, profughi
 che fuggono dalla guerra”.

  •       Per Donare Subito :
    CAUSALE da Fondazione Cesmet per progetto CADIS “assistenza alle famiglie ucraine”;
    INTESTAZIONE:  Fondazione Camillian Disaster Service Internazionale; IBAN: IT13T0310403202000000840270;
    BIC: DEUTITM1582

Il Cesmet Clinica del Viaggiatore e la sua Fondazione Cesmet – medicina tropicale sono impegnati a sostenere economicamente il


Progetto di “ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE UCRAINE – mamme e bambini ed orfani, profughi che fuggono dalla guerra”.
Il progetto è realizzato dalla Fondazione CADIS (Camillian Disaster Service International) dei Padri Camilliani, ordine religioso ospedaliero, ed in particolare dalla “Provincia Camilliana in Polonia” nella Località di  Buraków, Łomianki, in Polonia, nei pressi della Capitale Varsavia.

 

Leggi ed approfondisci qui sulla drammatica situazione sanitaria durante la guerra.

 

 

Morbillo – Tubercolosi, 6 Marzo 2022

In aumento i casi di Morbillo già prima dello scoppio della guerra. Attualmente dopo circa 10 giorni dallo scoppio della guerra non si possono definire i numeri della epidemia ma le condizioni di sovraffollamento nei rifugi antiaerei, sotto le metropolitane e nei treni che portano migliaia di persona in fuga, hanno favorito il diffondersi della malattia.
In particolare nelle regioni orientali dell’Ucraina, gli  oltre 6 anni di guerra e guerriglia avevano favorito un riapparire di casi di tubercolosi multiresistenti. La guerra sta favorendo un riaccendersi dell’epidemia ed un diffondersi dei focolai di tubercolosi. OMS lancia un allarme anche nei paesi vicini che stanno accogliendo sul loro territorio centinaia di migliaia di profughi.

Poliomielite: casi in aumento, 6 Marzo 2022
Dal 2021 sono apparsi i primi casi di poliomielite dovuti al crollo di vaccinazioni manifestatosi dal 2014 nella regione del Donbass e in tutta l’area orientale del paese. I casi erano aumentati nel corso dell’anno, e si cercava di correre ai ripari con campagne di vaccinazioni mirate. Ora con la guerra le condizioni drammatiche di assenza di misure di igiene, sovraffollamento nelle stazioni, treni, metropolitane, utilizzate come rifugi e nei rifugi aerei favoriscono la diffusione del virus, attraverso i residui e le micro particelle fecali. OMS lanci una emergenza Poliomielite in Europa, ed in particolare nei paesi di confine dove i livelli di copertura vaccinale continuano ad essere bassi.

 

Malattie prevalenti sul territorio nel periodo iniziale della guerra

 

Sono in aumento costante le malattie del sistema respiratorio, con casi importanti di bronchiti e di broncopolmoniti batteriche e virali.

COVID-19 aveva raggiunto un picco di casi nel dicembre 2021. In gennaio ed inizio febbraio del 2022 il virus continuava a galoppare e a diffondere in una popolazione con una copertura vaccinale del 34%. Una delle più basse del continente europeo. Le condizioni determinate dalla guerra, il sovraffollamento nei rifugi, nei sotterranei delle metropolitane, nei mezzi di trasporto utilizzati per scappare, costituiscono un sistema di diffusione unico. L’assenza di utilizzo di mascherine, e di altri comportamenti favorisce il diffondere del virus. Le condizioni climatiche con temperature che la notte scendono sotto i – 20°C, senza riscaldamenti, spesso in rifugi di fortuna, favoriscono l’insorgere di malattie respiratorie e polmonari, e SARS-CoV-2 trova un organismo debole, anche per scarso apporto di cibo, e la possibilità di produrre forme cliniche particolarmente gravi.

Sono in aumento le forme di enteriti ed enterocoliti, con disagi e malesseri sempre più diffusi nella popolazione.

In aumento i casi di Poliomielite (dal 2021 i primi casi), ed i casi di Tubercolosi.

La guerra, con i feroci bombardamenti sulle città ucraine, sta mettendo a dura prova tutto il sistema sanitario. Molti ospedali, cliniche e ambulatori sono stati bombardati, alcuni distrutti. Difficili i rifornimenti di medicine ed equipaggiamenti. Le scorte di ossigeno, secondo fonti OMS, sono quasi esaurite.

 

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Drammatica situazione sanitaria durante la guerra in Ucraina

La drammatica situazione sanitaria attuale in Ucraina e nei paesi limitrofi durante la prima settimana di guerra.
L’
impatto sulla salute della popolazione.

UN  APPELLO DI EMERGENZA
La Fondazione CESMET e la Clinica del Viaggiatore per
l’ “ASSISTENZA ALLE FAMIGLIE UCRAINE – mamme e bambini ed orfani, profughi
 che fuggono dalla guerra”.

  •            Per Donare Subito :
    CAUSALE da Fondazione Cesmet per progetto CADIS “assistenza alle famiglie ucraine”;
    INTESTAZIONE:  Fondazione Camillian Disaster Service Internazionale; IBAN: IT13T0310403202000000840270;
    BIC: DEUTITM1582

Ucraina: Situazione sul campo

Migliaia sono le vittime segnalate in aumento costante. Migliaia sono i feriti per i combattimenti terrestri e per i bombardamenti delle città e cittadine in tutto il paese.
Servizi Medici di Emergenza (EMS), Reparti Chirurgici Unità di Terapia Intensiva sono paralizzati sia da pazienti traumatizzati per le ferite riportate durante i combattimenti, sia dai danneggiamenti o addirittura dalle distruzioni causate dai combattimenti.
I Servizi Sanitari Essenziali sono interrotti ed al collasso. Una grande emergenza è dovuta al blocco dei trattamenti delle “malattie croniche/non trasmissibili” (NCD): “diabete, neoplasie e malattie cardiovascolari”.
Azzerato l’accesso ai “servizi di salute mentale” e di “sostegno psicosociale”, l’assistenza sanitaria sessuale, riproduttiva e materna, le cure prenatali. Non è più praticabile alcun tipo di assistenza alle persone con disabilità.

Grave è la situazione determinata dal difficile, se non impossibile accesso alle strutture sanitarie di base, ai medici di famiglia, ai servizi sociali. Tutto questo a causa della mobilità di persone e mezzi limitata e per i problemi di sicurezza.

L’organizzazione sanitaria in buona parte del paese, ed in particolare nelle grandi città sotto assedio e bombardate è inaccessibile alla popolazione.
Una situazione particolarmente grave è determinata dal blocco dell’accesso ai programmi statali di rimborso dei “farmaci economici” e “dell’insulina gratuita” per i pazienti diabetici. Tutto questo è un dramma poco conosciuto che sta piegando la resistenza di una popolazione già indebolita nella sua salute fisica e mentale dalla guerra.

Molte infrastrutture sanitarie (ospedali, ambulatori, centri specialistici, centri materno infantili) sono danneggiate e l’accesso agli ospedali di riferimento ed anche alle farmacie è molto limitato. Non arrivano scorte di farmaci ed equipaggiamenti. Il personale sanitario in parte è occupato nel conflitto, in parte non riesce più a gestire i servizi. Molti hanno lasciato le aree colpite dal conflitto. Il sistema sanitario è sulla via della paralisi. La questione non viene riportata e non viene dato il giusto peso alla drammaticità della situazione.

 

SITUAZIONE SANITARIA
La paralisi dei servizi sanitari rendono la popolazione, in particolare i bambini, le categorie più deboli, le donne in gravidanza, più sensibili alla aggressione delle malattie infettive trasmissibili, quali COVID-19, poliomielite e morbillo. Scarsa è la copertura vaccinale e questo aumenta il rischio di epidemie, in particolare tra i bambini;
La pandemia di COVID-19 è stata particolarmente aggressiva. Circa 5.000.000 di casi con oltre 100.000 morti dall’inizio della pandemia. E una copertura vaccinale della popolazione del 34%, percentuale bassissima che rende la popolazione ancora aggredibile dal SARS-CoV2 (var. Omicron) che in questi giorni non trova più freni nella sua diffusione.
I recenti casi di polio denunciati nella nella parte occidentale del paese aggravano il rischio di diffusione incontrollata della malattia, in una popolazione con copertura vaccinale limitata. Il morbillo rialza la testa ed i casi sono in aumento.
E’ chiaro che le condizioni di confinamento nei rifugi, lo spostamento della popolazione e i danni alle infrastrutture, tutto determinato dalla guerra in corso, di cui non si vede la fine, non fanno che aumentare i rischi di diffusione di Covid-19, polio, morbillo e di malattie respiratorie e diarroiche. Tutte queste condizioni, se non arginate potrebbero rapidamente avere un grande impatto sulla salute della popolazione.

PAESI VICINI

Al 01 marzo, 874.026 (dati ufficiali UNHCR) potrebbero essere già fuggite dalla violenza in Ucraina. Ufficiosamente si parla di oltre 1 milione di persone che hanno passato i confini.
La sola Polonia ha già accolto oltre 600.000 rifugiati, la Repubblica Moldova 90.000, l’Ungheria 150.000, la Slovacchia 70.000, la Romania 60.000 e altri paesi europei 80.000.
L’UNHCR stima che oltre 5 milioni di persone potrebbero fuggire dall’Ucraina e cercare protezione e sostegno in tutta la regione europea.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), con UNHCR, CRI (international),altre agenzie internazionali e gruppi di volontariato mirano ad assistere questi milioni di rifugiati e richiedenti asilo nei paesi vicini. Le “priorità sanitarie immediate” riguardano per prima cosa “l’accesso ai servizi di pronto soccorso e chirurgici” per i traumi da guerra e da fuga, da freddo e da sotto alimentazione. Segue l’accesso ai servizi sanitari essenziali “ospedalieri ed ambulatoriali” e provvedere alle scorte di farmaci di tutti i tipi, ma in particolare garantire i farmaci per i malati cronici (diabetici, cardiaci polmonari). Necessari farmaci e servizi per le mamme ed i bambini, i malati di HIV e di tubercolosi in trattamento.

In tutti i paesi meta dei rifugiati ucraini, occorrerà affrontare il problema della diffusione di COVID-19, anche favorendo campagne di vaccinazioni a tappeto, controllo delle infezioni respiratorie stagionali. Grande attenzione al rischio di focolai di morbillo e di polio.

L’OMS sta creando ed organizzando in questi giorni un “centro logistico ed operativo di emergenza” in Polonia per distribuire forniture mediche essenziali di emergenza, kit di traumatologia e per chirurgia; farmaci salvavita e di urgenza; forniture di laboratorio; per poi effettuare distribuzioni di materiali e farmaci in Ucraina ma anche nei paesi vicini che assistono i profughi.

La risposta alla situazione di grave emergenza causata dalla guerra consiste nel realizzare servizi per la cura dei traumi da guerra, ma soprattutto per garantire la continuità delle cure per tutte le categorie di pazienti cronici e che necessitano di farmaci e cure salvavita.
Fondamentale ricordarsi che le condizioni di sovraffollamento dei profughi possono peggiorare la situazione del COVID-19 e delle epidemie di polio e morbillo. E’ fondamentale da parte di tutti i soggetti che partecipano a vari livelli alla assistenza della popolazione Ucraina sostenere gli sforzi di risposta al COVID e alla sua diffusione assicurando che tutte le risposte rimangano attive e che continui la distribuzione di dispositivi di protezione personale (DPI), di forniture di test Covid, e soprattutto di vaccini e di terapie necessarie per i casi particolarmente aggressivi.

dati e contesto da OMS clicca qui

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Scheda vaccinazione Colera- Come funziona

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Gli studi di immunogenicità hanno dimostrato bassa efficacia del vaccino nel produrre anticorpi neutralizzanti e in ogni caso una scarsa risposta dei linfociti di tipo B nei confronti del colera dopo vaccinazione per via orale. La risposta anticorpale vibrocida è scarsa. L’immunità protettiva risulta essere mediata dagli anticorpi secretori IgA prodotti localmente a livello intestinale. L’immunità risulta essere prevalentemente da contatto.
Il vaccino induce risposte contro le tossine intestinali da parte delle IgA nel 70-100% dei soggetti vaccinati. Mentre invece il vaccino produce anticorpi vibrocidi nel 35-55% dei soggetti vaccinati e anticorpi anti tossine 78-87% dei soggetti vaccinati. Le risposte delle dosi di richiamo inducono una buona risposta anamnestica. Negli adulti la memoria immunitaria dura almeno 2 anni.

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Scheda vaccinazione Colera- Introduzione all’argomento

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Il vaccino anticolerico è un farmaco per la profilassi vaccinale contro il Vibrione del colera. I primi vaccini tradizionali erano iniettivi, costituiti da cellule intere di batteri uccisi col fenolo. Da oltre un decennio non è più raccomandato dall’OMS per la loro scarsa efficacia, circa il 30- 50% dei vaccinati; per la breve durata dell’immunità (3-6 mesi); per il senso di sicurezza delle persone vaccinate, con basso livello di copertura.
Per tutti questi motivi è stato studiato e messo in commercio dal 2004 un vaccino, orale, con le seguenti caratteristiche: costituito da (1) cellule intere di batteri, uccisi col calore e la formalina; (2) subunità B non tossica della tossina del colera. Viene ottenuta con tecniche di ingegneria genetica. Questa tossina stimola una risposta anticorpale più forte e migliore dei precedenti vaccini. Sempre la tossina induce una immunità crociata nei confronti di ETEC (Escherichia coli Enterotossigena, enterotossina termolabile, e della diarrea causata da questo batterio. Diarrea del viaggiatore.

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Scheda vaccinazione Colera- Notizie e bibliografia

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Cholera vaccines: WHO position paper – August 2017, in Releve Epidemiologique Hebdomadaire, vol. 92, n. 34, 08 25, 2017, pp. 477–498. URL consultato il 12 gennaio 2021.
1. ^ Stefan L. Karlsson, Elisabeth Ax e Erik Nygren, Development of stable Vibrio cholerae O1 Hikojima type vaccine strains co-expressing the Inaba and Ogawa lipopolysaccharide antigens, in PloS One, vol. 9, n. 11, 2014, pp. e108521, DOI:10.1371/journal.pone.0108521
2. ^  Jan Holmgren e Myron M. Levine, Mucosal Immunology (Fourth Edition), Academic Press, 1º gennaio 2015, pp. 1047–1082, ISBN 978-0-12-415847-4. URL consultato il 12 gennaio 2021.
3. ^ John D. Clemens, G. Balakrish Nair e Tahmeed Ahmed, Cholera, in Lancet (London, England), vol. 390, n. 10101, 23 settembre 2017, pp. 1539–1549, DOI:10.1016/S0140-6736(17)30559-7.
4. ^ (EN) Office of the Commissioner, FDA approves vaccine to prevent cholera for travelers, su FDA, 24 marzo 2020.
5. ^ WHO | Lessons learnt from 12 oral cholera vaccine campaigns in resource-poor settings, su WHO. URL consultato il 12 gennaio 2021.
6. ^ Salta a:a b c David Sinclair, Katharine Abba e K Zaman, Oral vaccines for preventing cholera, in The Cochrane Database of Systematic Reviews, vol. 2011, n. 3, 16 marzo 2011, DOI:10.1002/14651858.CD008603.pub2.
7. ^ T. Mall e K. Gyr, Episode resembling immune complex disease after cholera vaccination, in Transactions of the Royal Society of Tropical Medicine and Hygiene, vol. 78, n. 1, 1984, pp. 106–107, DOI:10.1016/0035-9203(84)90188-3. URL consultato il 12 gennaio 2021.
M. M. Levine, Vaccines against enteric infections, in The Lancet, 1990, pp. 958-961.
• J. Clemens e altri, Field trial of oral cholera vaccines in Bangladesh: results of three-year follow-up, in The Lancet, 1990, pp. 270-273.
• Suharyono e altri, Safety and immunogenicity of single-dose live oral cholera vaccine CVD 103-HgR in 5-9-year-old Indonesian children, in The Lancet, 1992, pp. 689-694.
• Forrest, B.D., LaBrooy, J., Attridge, S.R., et al., A candidate live oral typhoid/cholera hybrid vaccine is immunogenic in humans, in The Journal of Infectious Diseases, 1989, pp. 145-6.

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Scheda vaccinazione Colera- Calendario vaccinale

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Per gli adulti e i bambini dai 6 anni di età il ciclo della vaccinazione prevede l’assunzione di 2 dosi di vaccino. I bambini dai 2 ai 6 anni di età devono assumere 3 dosi di vaccino. Le dosi devono essere somministrate nell’intervallo tra 7 / 40 giorni. Se sono trascorse più di 6 settimane tra le dosi, è necessario ricominciare il ciclo di immunizzazione.

Dose di richiamo
Per una protezione continuativa nei confronti del colera, si raccomanda una singola dose di richiamo, entro 2 anni per gli adulti e i bambini a partire dai 6 anni di età ed entro 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età.
Per gli adulti ed i bambini da 2 a 6 anni sarà necessario somministrare una dose di richiamo dopo 24 mesi dalla prima assunzione. Nel caso siano trascorsi più di 2 anni dall’ultima vaccinazione o più di 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età, sarà necessario ripetere il ciclo di base.
Bambini al di sotto dei 2 anni di età
Dukoral è stato somministrato a bambini di età compresa tra 1 e 2 anni nell’ambito di studi sulla sicurezza e l’immunogenicità, ma l’efficacia protettiva non è stata studiata in questo gruppo di età. Quindi l’uso di Dukoral nei bambini al di sotto dei 2 anni di età non è raccomandato.
Anziani
I dati sull’efficacia protettiva del vaccino nei soggetti dai 65 anni sono molto limitati, ma può essere somministrato senza controindicazioni.
Modo di somministrazione
Il vaccino è per uso orale. Prima di assumere il vaccino la sospensione va miscelata con la soluzione sodio bicarbonato. Non ingerire cibo e bevande 1 ora prima e 1 ora dopo la vaccinazione. Evitare la somministrazione di altri medicinali per os 1 ora prima e 1 ora dopo la somministrazione di Dukoral.

Per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età gettare via metà della soluzione e miscelare quella che rimane, circa 75 ml, con l’intero contenuto del flacone.

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Scheda vaccinazione Colera- Efficacia del vaccino

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La vaccinazione orale contro il colera dimostra una buona efficacia ma variabile. Garantisce una protezione fino al 90% dei casi nei primi sei mesi dalla somministrazione, nel 52% dei casi dopo un anno dalla prima somministrazione, e nel 62% dopo due anni nel caso venga effettuato un richiamo. Tuttavia occorre prestare comunque attenzione per quanto riguarda il consumo di cibo e acqua, in quanto un inoculo importante di batteri potrebbe compromettere l’efficacia del vaccino.
Dal momento che Dukoral viene usato in Svezia dal 1991, la ditta ha presentato i risultati di tre studi principali che erano già stati condotti per sostenere l’impiego di Dukoral.
Gli studi di efficacia sono stati condotti su un totale di quasi 113 000 persone. Nei tre studi, l’efficacia di Dukoral, somministrato in due o tre dosi, veniva confrontata con quella del placebo. Furono condotti in zone di endemia colerica.
Il primo studio interessò più di 89 000 persone in Bangladesh e fu utilizzata una tossina colerica estratta da batteri del vibrione al posto della più recente tossina ricombinante.
Gli altri due studi confrontavano Dukoral, contenente tossina colerica ricombinante, con il placebo in oltre 22 000 persone in Perù. Le persone dell’ultimo studio ricevevano anche una dose di richiamo 10 – 12 mesi dopo.
Furono presentati alcuni studi sull’uso di Dukoral che dimostravano l’efficacia di Dukoral anche su una grave forma di diarrea da Escherichia Coli enterotossigena.
Nello studio in Perù l’efficacia protettiva a breve termine nei confronti del colera dopo 2 dosi di vaccino è stata dell’85%. L’efficacia protettiva contro il colera è stata valutata nell’ambito di due campagne per la vaccinazione di massa organizzate in Mozambico (dicembre 2003-gennaio 2004) e a Zanzibar (febbraio 2009- maggio 2010) l’efficacia protettiva di 2 dosi di Dukoral è risultata dell’84%.

 

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Scheda vaccinazione Colera- Effetti collaterali e avvertenze

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Molti studi clinici che hanno coinvolto adulti e bambini a partire dai 2 anni di età, condotti in Paesi endemici e non endemici hanno stabilito la sicurezza di Dukoral sia per il colera che per l’Escherichia coli enterotossigena (ETEC), che produce enterotossina termolabile. Nel corso degli studi clinici sono state somministrate oltre 94.000 dosi di Dukoral.
Per quanto riguarda le reazioni avverse sono stati segnalati, con maggiore frequenza, sintomi gastrointestinali tra cui dolore addominale, diarrea, feci liquide, nausea e vomito.

Controindicazioni

Le controindicazioni all’effettuazione del vaccino anticolerico riguardano: ipersensibilità ai principi attivi, ipersensibilità ad uno qualsiasi degli eccipienti o alla formaldeide. Durante il processo di fabbricazione viene utilizzata formaldeide ed è possibile che questa sia presente in tracce nel prodotto finale per cui è necessario fare attenzione nei soggetti con ipersensibilità accertata alla formaldeide.
Occorre rinviare la somministrazione di Dukoral nei soggetti affetti da malattie gastrointestinali acute o da malattie febbrili acute.
Una dose di Dukoral contiene circa 1,1 g di sodio. I pazienti che seguono una dieta a basso contenuto di sodio devono tenerne conto.
Dal momento che il vaccino orale contro il colera non fornisce una protezione totale al 100% e è importante attenersi alle misure di protezione e di prevenzione alimentare, personale ed ambientale per evitare il contagio con il bacillo del colera.

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Scheda vaccinazione Colera- Indicazioni terapeutiche

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Il vaccino anticolerico “Dukoral” è indicato per l’immunizzazione attiva nei confronti della malattia causata dal sierogruppo “O1 del Vibrio cholerae”, nei bambini a partire dai 2 anni di età e negli adulti. In particolare per tutti i viaggiatori internazionali e per coloro che si recano in zone endemiche e dove sono presenti focolai epidemici.
Oltre alla protezione dalla malattia dovuta a Vibrio cholerae, il vaccino ha una azione di protezione nei confronti di ETEC, diarree da E. Coli, ed ha una capacità di stimolare gli anticorpi di superficie dell’orletto cellulare intestinale. E’ quindi indicato per in n viaggiatori, in senso generale. Deve essere sempre accompagnato dal rispetto delle normali misure protettive e di igiene. In caso di diarrea occorre immediatamente attuare una adeguata reidratazione e reintegro salino.
Posologia

Per gli adulti e i bambini dai 6 anni di età il ciclo della vaccinazione prevede l’assunzione di 2 dosi di vaccino. I bambini dai 2 ai 6 anni di età devono assumere 3 dosi di vaccino. Le dosi devono essere somministrate nell’intervallo tra 7 / 40 giorni. Se sono trascorse più di 6 settimane tra le dosi, è necessario ricominciare il ciclo di immunizzazione.

Dose di richiamo
Per una protezione continuativa nei confronti del colera, si raccomanda una singola dose di richiamo, entro 2 anni per gli adulti e i bambini a partire dai 6 anni di età ed entro 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età.
Per gli adulti ed i bambini da 2 a 6 anni sarà necessario somministrare una dose di richiamo dopo 24 mesi dalla prima assunzione. Nel caso siano trascorsi più di 2 anni dall’ultima vaccinazione o più di 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età, sarà necessario ripetere il ciclo di base.
Bambini al di sotto dei 2 anni di età
Dukoral è stato somministrato a bambini di età compresa tra 1 e 2 anni nell’ambito di studi sulla sicurezza e l’immunogenicità, ma l’efficacia protettiva non è stata studiata in questo gruppo di età. Quindi l’uso di Dukoral nei bambini al di sotto dei 2 anni di età non è raccomandato.
Anziani
I dati sull’efficacia protettiva del vaccino nei soggetti dai 65 anni sono molto limitati, ma può essere somministrato senza controindicazioni.
Modo di somministrazione
Il vaccino è per uso orale. Prima di assumere il vaccino la sospensione va miscelata con la soluzione sodio bicarbonato. Non ingerire cibo e bevande 1 ora prima e 1 ora dopo la vaccinazione. Evitare la somministrazione di altri medicinali per os 1 ora prima e 1 ora dopo la somministrazione di Dukoral.

Per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età gettare via metà della soluzione e miscelare quella che rimane, circa 75 ml, con l’intero contenuto del flacone.

 

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Scheda vaccinazione Colera- Composizione e caratteristiche

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Il Dukoral, nome commerciale del vaccino del colera, è una sospensione e polvere effervescente. Vaccino orale, inattivato.

Ogni dose della sospensione del vaccino, di 3 ml, contiene:
1,25 x 1011 batteri complessivi, appartenenti ai seguenti ceppi:
– Vibrio cholerae O1 Inaba, biotipo classico (inattivato con il calore) 31,25×109 batteri*
– Vibrio cholerae O1 Inaba, biotipo El Tor (inattivato con formalina) 31,25×109 batteri*
– Vibrio cholerae O1 Ogawa, biotipo classico (inattivato con il calore) 31,25×109 batteri*
– Vibrio cholerae O1 Ogawa, biotipo classico (inattivato con formalina) 31,25×109 batteri*
– Subunità B ricombinante della tossina colerica (rCTB), di 1 mg, prodotta nel V. cholerae O1 Inaba, ceppo 213 del biotipo classico;
*La Conta batterica viene effettuata prima dell’inattivazione.

Gli Eccipienti presenti:
– Sodio fosfato monobasico diidrato 2,0 mg,
– sodio fosfato dibasico diidrato 9,4 mg,
– sodio cloruro 26 mg,
– sodio bicarbonato 3600 mg,
– sodio carbonato anidro 400 mg,
– saccarina sodica 30 mg,
– sodio citrato 6 mg

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