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Situazione della Malaria in Costa Rica (2024- primo trimestre 2025)

Sebbene storicamente la Costarica avesse quasi eliminato la malaria, negli ultimi anni si è verificata una preoccupante recrudescenza. Nel 2024, sono stati confermati 232 casi di malaria autoctoni, ossia acquisiti localmente, mentre nei primi mesi del 2025 si contano già 6 casi confermati. Questo rappresenta un significativo incremento rispetto agli anni precedenti: nel 2018 erano stati segnalati 70 casi rispetto ai 12 del 2017.
Il rischio di malaria in Costarica è considerato generalmente basso, ma richiede particolare attenzione in specifiche aree del paese. Mentre storicamente la maggior parte dei casi erano causati dal Plasmodium vivax, recenti rapporti segnalano anche la presenza di Plasmodium falciparum, una forma più pericolosa del parassita che può causare complicazioni gravi.

Distribuzione Geografica della Malaria

La malaria in Costarica presenta una distribuzione geografica più circoscritta rispetto alla dengue, con focolai ben identificati:

Provincia di Limón
La regione caraibica, in particolare la Provincia di Limón, rappresenta l’area con il maggior numero di casi. Un recente focolaio nella regione di Huerta Caribbean ha registrato 116 casi positivi di malaria, così distribuiti:
57 casi a Pococí (nelle aree di Ticabán, El Jardín, Las Brisas e El Rótulo),
55 casi nel cantone di Limón (nelle aree di Moín, Villa del Mar, Limón 2000 e il settore Miles),
2 casi a Matina, 1 caso a Guácimo e 1 caso a Siquirres.
Questi i dati ufficiali e diagnosticati nelle strutture pubbliche e denunciate. Diversa la situazione sul terreno dove molti casi non vengono denunciati.
Provincia di Alajuela
Le zone settentrionali della provincia di Alajuela, specialmente quelle vicine al confine con il Nicaragua, presentano un rischio significativo.
Le aree di Medio Queso, San Gerardo, Cuatro Esquinas, Isla Chica, La Trocha, Las Delicias e Coquital
hanno registrato casi di malaria.
Questo aumento è stato collegato anche all’estrazione illegale di oro nelle zone delle miniere, che attira lavoratori migranti dai vicini paesi ad endemia malarica.
Altre Regioni
Casi sporadici sono stati segnalati anche nelle aree intorno a
Puntarenas e nella Provincia di Heredia.
Tuttavia, il rischio in queste aree è considerato molto inferiore rispetto alle province di Limón e Alajuela.

Rischi per i Turisti e Misure Preventive
Il rischio per i turisti varia significativamente in base alle regioni visitate, alla stagione e alle attività svolte durante il soggiorno. È importante sottolineare che sia la dengue che la malaria possono essere prevenute adottando appropriate misure di protezione.
Rischi Relativi alla Malaria
Il rischio di contrarre la malaria è generalmente considerato basso per i turisti che visitano le aree turistiche più frequentate. Tuttavia, per coloro che intendono visitare la costa caraibica, in particolare la Provincia di Limón, o le zone settentrionali di Alajuela, il rischio aumenta significativamente. Si sconsiglia alle donne in gravidanza, maggiormente a rischio, di visitare tali aree.
Misure Preventive Raccomandate
Per proteggere efficacemente la propria salute durante un viaggio in Costarica, si raccomandano le seguenti misure preventive:
Protezione dalle Punture di Zanzare
La protezione dalle punture di zanzare rappresenta la prima linea di difesa contro la malaria:
Utilizzare repellenti per zanzare naturali a base di olio di neem (NOZETA) oppure chimici a base di DEET, picaridina o IR3535 sulle parti esposte del corpo.
Indossare indumenti protettivi, preferibilmente di colore chiaro, che coprano la maggior parte del corpo (maniche lunghe, pantaloni lunghi). Pernottare in alloggi dotati di zanzariere o aria condizionata.
Evitare di uscire nelle ore di maggiore attività delle zanzare, considerando che le zanzare vettori della malaria sono attive dal tramonto all’alba.

Si consiglia ai viaggiatori di:

Informarsi sulla situazione sanitaria aggiornata prima della partenza, consultando i siti ufficiali del Ministero della Salute costaricano o le autorità sanitarie del proprio paese. Pianificare l’itinerario considerando le aree a maggior rischio, eventualmente limitando il tempo trascorso nelle regioni più colpite, specialmente durante la stagione delle piogge. Consultare un medico specialista in medicina dei viaggi almeno un mese prima della partenza per ricevere consigli personalizzati in base all’itinerario previsto e alla propria condizione di salute. Includere nel proprio bagaglio repellenti per zanzare, zanzariere portatili e indumenti protettivi.
Con queste precauzioni, è possibile godersi le meraviglie naturali e culturali della Costarica minimizzando i rischi per la propria salute.

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BIBLIOGRAFIA
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3. https://my.ambimed-group.com/it/scheda/costa-rica-CR
4. https://www.tripadvisor.it/ShowTopic-g291982-i813-k5165595-Costa_rica_con_bambini_ad_agosto_rischio_malaria-Costa_Rica.html
5. https://gecomed.it/costa-rica-aumentano-i-casi-di-malaria-e-di-dengue/
6. https://www.viaggiaresicuri.it/schede_paese/pdf/CRI.pdf
7. https://www.viaggio-centrosudamerica.com/costa-rica-viaggiare-sicuri/
8. https://costarica-individual.com/it/costa-rica-impfungen/
9. https://www.vax-before-travel.com/costa-rica-visitors-confront-perpetual-tourism-rules-and-infected-mosquitoes-2025-03-03
10. https://www.clinicadelviaggiatore.com/costarica-scheda-paese/
11. https://www.healthytravel.ch/it/country-iframe?pageurl=4D93E08C-B99E-4265-8AB6-030286D4FD89
12. https://www.ilgirodelmondo.it/-49-_p.html
13. https://www.vax-before-travel.com/2025/02/06/caution-advised-near-costa-ricas-airport
14. https://www.simvim.org/nazioni/costa-rica/
15. https://www.seremi.it/sites/default/files/Dengue_aggiornamento_globale_30_05_2024%20(1).pdf
16. https://www.eda.admin.ch/eda/it/dfae/rappresentanze-e-consigli-di-viaggio/costa-rica/consigli-viaggio-costa-rica.html
17. https://www.pnrr.salute.gov.it/imgs/C_17_eventiEpidemici_2559_comunicato_itemComunicato0_files_itemFiles0_fileAzione.pdf
18. https://www.tcs.ch/it/camping-viaggi/informazioni-turistiche/utile-da-sapere/consigli-di-viaggio/raccomandazioni-sulle-vaccinazioni.php
19. https://inviaggio.simti.it/costa-rica/
20. https://www.clinicadelviaggiatore.com/alert-sanitari/
21. https://www.viaggiaresicuri.it/find-country/country/CRI
22. https://moodle2.units.it/pluginfile.php/374481/mod_resource/content/1/6%20Igi%20zoonosi%20emergenti.pdf
23. https://www.centronazionalesangue.it/dengue/
24. https://travelhealthpro.org.uk/pdfs/generate/country.php?cnt=58
25. https://www.fitfortravel.nhs.uk/destinations/central-america/costa-rica
26. https://zanzare.ipla.org/index.php/it/2-non-categorizzato/53-dengue
27. https://www.traveleasy.it/news/paesi-esotici-quando-e-necessaria-l-assicurazione-medico-sanitaria.html
28. https://www.climatecentre.org/14980/in-the-americas-surging-dengue-fever-linked-to-climate-change/
29. https://www.paho.org/sites/default/files/2025-02/2025-feb-7-phe-epi-alert-dengue-final2.pdf

 

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Distribuzione Geografica della Dengue in Costa Rica

15-03-2025- La dengue non è distribuita uniformemente in tutto il territorio costaricano, ma presenta aree di maggiore concentrazione. Il Ministero della Salute del paese ha segnalato un importante aumento dei focolai in specifiche regioni del paese. In particolare, le aree più colpite sono:

 

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Ospedale Al Rajaa di Aleppo un baluardo di “SPERANZA”

il prof KETTI nel suo ospedale
                 Il prof KETTI nel suo ospedale

Marzo 2025
L’ospedale Al Rajaa di Aleppo, il cui nome significa “Speranza”, rappresenta una delle poche strutture sanitarie ancora funzionanti in una città devastata da anni di conflitto. Fondato nel 2003 dal chirurgo ortopedico Emile Katti in collaborazione con Monsignor Giuseppe Nazzaro, questo ospedale è diventato un simbolo di resilienza e un esempio di coesistenza pacifica in un paese lacerato dalle divisioni settarie.
La struttura, di proprietà della Custodia di Terra Santa, è uno dei più grandi ospedali privati di Aleppo con 65 posti letto e uno dei pochi ancora pienamente funzionanti nel nord della Siria. Il Professor Katti, che dirige l’ospedale da oltre vent’anni, ha scelto di rimanere ad Aleppo nonostante il suo passaporto francese e le qualifiche professionali gli avrebbero permesso di trasferirsi all’estero. La sua decisione testimonia un profondo impegno nei confronti della popolazione siriana. Nel corso degli anni, il Dottor Katti è diventato una voce autorevole per la situazione sanitaria in Siria, partecipando a convegni internazionali per testimoniare le difficoltà affrontate dai medici siriani.
Uno degli aspetti più significativi dell’ospedale è la composizione del suo staff, che riflette la diversità etnica e religiosa della Siria. L’équipe medica include professionisti di diverse confessioni: cristiani cattolici, maroniti, musulmani sciiti, sunniti e alawiti. Anche dal punto di vista etnico, l’ospedale accoglie personale di diverse origini, tra cui curdi e armeni. Questa coesistenza pacifica ha fatto dell’ospedale quello che il Dottor Katti ha definito “un ottimo laboratorio di convivenza” prima della guerra. Anche durante il conflitto, l’ospedale ha mantenuto questa filosofia inclusiva, offrendo cure a tutti i pazienti senza discriminazioni, come sottolineato dallo stesso Katti: “Non chiediamo mai se sono civili o militari, cristiani o musulmani”.
Durante gli ultimi quattordici anni di conflitto, l’ospedale ha dovuto affrontare sfide enormi. Tra le principali difficoltà vi è stata la carenza di personale medico specializzato, poiché molti professionisti hanno lasciato il paese. Il Dottor Katti ha spiegato che ad Aleppo, che nel 2005 contava 2 milioni di abitanti, erano rimasti solo due o tre neurochirurghi, con altre specializzazioni in condizioni simili.
L’ospedale ha anche sofferto di gravi problemi infrastrutturali. La mancanza di elettricità ha costretto a fare affidamento su generatori a gasolio, che spesso si guastavano o esplodevano perché non progettati per un uso continuativo. La carenza di acqua, bloccata in alcuni periodi dall’ISIS, ha ulteriormente complicato le operazioni. I macchinari si danneggiavano frequentemente a causa degli improvvisi blackout, e la loro riparazione era difficile per la fuga degli ingegneri biomedici.
L’embargo internazionale ha rappresentato un altro ostacolo significativo. Il Dottor Katti ha denunciato come le sanzioni occidentali abbiano reso quasi impossibile ricevere fondi dall’Europa o acquistare nuove attrezzature mediche. Nonostante queste difficoltà, Al Rajaa è riuscito a continuare la sua attività, offrendo cure a circa 800-1000 persone al mese nel 2014, numero salito a oltre 1000 pazienti mensili negli anni successivi.
L’ospedale ha beneficiato del sostegno di diverse organizzazioni umanitarie e religiose internazionali. L’Associazione Pro Terra Sancta ha fornito regolarmente aiuti umanitari, tra cui generi alimentari, beni di consumo e medicinali essenziali. La Fondazione Cesmet ed il gruppo India ha sostenuto l’ospedale attraverso campagne di raccolta fondi, mentre Radio Vaticana ha contribuito a dare visibilità internazionale alla situazione. Nel 2025, Caritas Ambrosiana ha stanziato fondi per garantire l’autonomia energetica dell’ospedale attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico, cercando di risolvere uno dei problemi più persistenti: la mancanza di elettricità affidabile.
Negli ultimi mesi, la situazione ad Aleppo è drammaticamente peggiorata.
A fine novembre 2024, la città è caduta nuovamente in mano ai ribelli del gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham, dopo essere stata sotto il controllo governativo dal 2016. Questo cambio ha generato nuove tensioni e violenze, con conseguenze dirette sulla popolazione civile e sulle infrastrutture sanitarie. Il parroco latino di Aleppo, Padre Bahjat Elia Karakach, ha recentemente descritto la città come “sull’orlo di una guerra civile”, con un clima di grande tensione che si respira in tutta la Siria.
In questo contesto estremamente volatile, l’ospedale Al Rajaa continua a rappresentare uno dei pochi punti di riferimento sanitari per la popolazione locale. Nonostante le notizie recenti non forniscano dettagli specifici sulle condizioni attuali dell’ospedale, gli sforzi continuativi delle organizzazioni internazionali per sostenerlo suggeriscono che continui a operare, pur tra mille difficoltà. L’impegno di Caritas Ambrosiana per l’installazione di un impianto fotovoltaico nel 2025 indica che ci sono progetti attivi per migliorare la funzionalità dell’ospedale anche in questa fase critica.
L’ospedale Al Rajaa rappresenta molto più di una semplice struttura sanitaria. In un paese devastato da anni di conflitto, divisioni settarie e crisi umanitarie, è diventato un simbolo di speranza e resilienza.

Grazie alla dedizione del Professor Emile Katti e del suo staff multietnico e multireligioso, Al Rajaa continua a offrire assistenza medica vitale alla popolazione di Aleppo, indipendentemente dalle loro affiliazioni religiose o politiche, rimanendo un faro di speranza per migliaia di siriani in un periodo di profonda incertezza.

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La Tubercolosi: Un’Emergenza Globale che Riguarda Anche l’Italia

La Tubercolosi è una emergenza globale che riguarda non solo i paesi a scarso livello igienico ma anche i paesi avanzati tra cui Europa e USA. Anche l’Italia è presa dal fenomeno. ( 09 marzo 2025)
La tubercolosi (TB) continua a rappresentare una delle più gravi emergenze sanitarie a livello mondiale, ben lontana dall’essere un ricordo dell’era vittoriana. Negli ultimi anni, la malattia ha ripreso vigore anche in paesi sviluppati, con focolai significativi che rappresentano un campanello d’allarme per i sistemi sanitari nazionali e globali.

Il ritorno della tubercolosi nei paesi sviluppati
Uno dei più vasti focolai di tubercolosi nella storia degli Stati Uniti si è recentemente verificato in Kansas, dove nell’ultimo anno sono state diagnosticate 67 persone affette da TB. Questo incremento si inserisce in un trend di crescita continua dei casi negli Stati Uniti dall’inizio della pandemia di COVID-19. La tubercolosi, lungi dall’essere un problema del passato, è tornata a essere la principale causa di morte al mondo per un singolo agente infettivo, dopo tre anni in cui questo triste primato era detenuto dal COVID-19.
Nel Regno Unito, i tassi di TB sono diminuiti costantemente tra il 2011 e il 2020, ma questa tendenza positiva si è invertita dall’emergere del COVID. Nel 2023, si è registrato un aumento del 13% del numero di persone ammalatesi di TB in Inghilterra rispetto all’anno precedente, mettendo a rischio lo status di “bassa incidenza di TB” del paese.

La situazione italiana: dati e tendenze
Anche l’Italia è interessata dal fenomeno, sebbene con numeri più contenuti rispetto ad altri paesi. Nel 2023 sono stati registrati 2.600 nuovi casi diagnosticati di tubercolosi, corrispondenti a un tasso di 4,4 casi per 100.000 abitanti. Questo dato, pur rappresentando un calo del 33% rispetto al 2015, è ancora lontano dall’obiettivo di ridurre l’incidenza del 50% entro il 2025. Nel 2022, i casi notificati erano stati 2.700, con un’incidenza pari a 4,6 ogni 100.000 abitanti.
Dal 2020, l’Italia ha registrato meno di 3.000 casi all’anno, con 2.480 casi notificati nel 2021. Nonostante questi numeri possano apparire relativamente bassi, gli esperti avvertono che dal 2025 la tubercolosi potrebbe diventare la principale causa di decesso per singolo agente infettivo.

Chi sono i soggetti più a rischio in Italia
In Italia, i casi di tubercolosi riguardano principalmente due categorie di persone. Da un lato, i migranti che spesso sono entrati in contatto con il micobatterio anni prima nel loro Paese di origine e che poi si ammalano dopo l’arrivo in Italia, anche a causa delle condizioni di stress e dell’abbassamento delle difese immunitarie legati al viaggio e alla nuova condizione. Dall’altro lato, ci sono pazienti anziani nati in Italia che hanno contratto il batterio in gioventù, quando la TB era una malattia più frequente, e che sviluppano la malattia in età avanzata, quando il fisico è più fragile.
La tubercolosi è infatti tornata a costituire un’emergenza soprattutto presso le popolazioni vulnerabili, tra cui soggetti migranti, pazienti immunodepressi, e persone che vivono in contesti di convivenza stretta come rifugi per senzatetto e carceri.

Diagnosi della tubercolosi: i test più utilizzati
La diagnosi precoce della tubercolosi è fondamentale per prevenire problemi di salute a lungo termine e ridurre la trasmissione dell’infezione. Due sono i principali test utilizzati per la diagnosi: il Test di Mantoux e il Quantiferon.

Il Test di Mantoux
Il Test di Mantoux, test in vivo, noto anche come test cutaneo alla tubercolina (TST), è un metodo di screening tradizionale per verificare la presenza di infezione, anche latente, da parte del Micobatterio della Tubercolosi. Viene eseguito mediante un’iniezione intradermica di una soluzione contenente derivati proteici purificati della tubercolina nella parte interna dell’avambraccio. Viene studiata la reazione delle cellule linfocitarie e di altre famiglie di globuli bianchi a livello intradermico. (da qui test in vivo)
Se il test è positivo, si sviluppa un rigonfiamento cutaneo duro con un diametro che supera un valore soglia (5, 10 o 15 mm in base alla classe di rischio del paziente) nelle successive 48-72 ore. La misurazione di questa reazione cutanea aiuta a quantificare la risposta immunitaria del paziente, offrendo informazioni importanti sulla storia dell’esposizione al Mycobacterium tuberculosis.
È importante notare che la positività al test per un paziente con infezione in corso si verifica solo dopo 8 settimane dal contagio (periodo finestra), quindi in casi di sospetto contagio, anche in presenza di test negativo, è necessario ripeterlo dopo 8-10 settimane.

Il Test Quantiferon
Il Quantiferon è un test di laboratorio (test in vitro) che può affiancare, non sostituire, la reazione intradermica della Mantoux. Viene utilizzato per diagnosticare sia la tubercolosi polmonare attiva e l’infezione da micobatteri non tubercolari, sia per individuare un’infezione latente di tipo tubercolare.
A differenza del test Mantoux, il Quantiferon misura la quantità di interferone gamma prodotta dai linfociti T e dai monociti prelevati e messi a contatto con gli antigeni specifici del Mycobacterium tuberculosis (ESAT-6 e CFP-10). Il risultato viene espresso in termini di positivo/negativo: la positività si riscontra in caso di soggetti con un’infezione tubercolare in atto o latente, mentre i soggetti vaccinati risultano negativi.Un vantaggio significativo del Quantiferon è che non produce reazioni crociate in soggetti vaccinati con BCG, riducendo così i falsi positivi rispetto al test Mantoux.

Le sfide della prevenzione e del trattamento
Per contrastare efficacemente la diffusione della tubercolosi, è essenziale avviare programmi di sorveglianza che includano anche i casi di infezione latente. Attualmente, in Italia non esiste un registro centralizzato che raccolga le notifiche provenienti dalle strutture locali e dal Ministero della Sanità, il che rende più difficile il monitoraggio e la prevenzione di eventuali aumenti della malattia.
Inoltre, il trattamento della tubercolosi richiede terapie lunghe, di almeno sei mesi, che in alcuni casi possono essere anche più prolungate. Sebbene a livello globale il tasso di successo del trattamento per la tubercolosi sensibile ai farmaci rimanga elevato (88%), la gestione dei casi resistenti ai farmaci rappresenta una sfida crescente.

Un problema globale che richiede soluzioni condivise
La tubercolosi è un’infezione aerea che non rispetta i confini nazionali. Con l’aumento dei movimenti di massa, anche a causa del cambiamento climatico e dei conflitti, il principio secondo cui “la TB ovunque è TB ovunque” è oggi più valido che mai.
Per porre fine alla tubercolosi, sia negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Italia o a livello globale, è fondamentale ricordare e applicare il vecchio adagio medico: curare la persona, non la malattia. Questo implica non solo migliorare i metodi diagnostici e terapeutici, ma anche affrontare le condizioni socioeconomiche che favoriscono la diffusione della TB, come la povertà, il sovraffollamento e la malnutrizione, l’ambiente dove si vive. Aria e sole rimangono due paletti fondamentali per il controllo della persona..
L’obiettivo di eliminare la tubercolosi entro il 2035 appare ancora lontano, ma con un impegno coordinato a livello globale, nazionale e locale, è possibile fare significativi passi avanti nella lotta contro questa antica ma persistente minaccia.

https://www.clinicadelviaggiatore.com/test-mantoux-o-tst-o-test-igra-quantiferon/
https://www.epicentro.iss.it/tubercolosi/Tb_Mdr-Xdr
https://www.epicentro.iss.it/tubercolosi/epidemiologia

 

dr. Paolo Meo
direttoro POLO VIAGGI – la clinica del viaggiatore
CESMET – ARTEMISIA

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Mauritius – Scheda Paese – Alert, epidemie, malattie

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Malattie prevalenti sul territorio

 Situazione Sanitaria a Mauritius: Analisi delle Malattie Infettive e Rischi per i Turisti

Mauritius, nonostante il suo status di destinazione turistica tropicale, mantiene un profilo sanitario relativamente controllato grazie a programmi di sorveglianza attiva e interventi di sanità pubblica.
Tuttavia, la presenza di vettori come le zanzare *Aedes* e *Culex*, unita alla connettività globale, espone l’arcipelago a rischi infettivi che richiedono attenzione.

Malaria: Assenza di Trasmissione Locale e Casi Importati
La malaria è stata eliminata da Mauritius nel 1998, con nessun caso indigeno registrato da oltre due decenni. Tuttavia, il Paese segnala annualmente tra 12 e 54 casi importati, principalmente da viaggiatori provenienti da aree endemiche africane o asiatiche. Il vettore storico *Anopheles arabiensis* è ancora presente, ma le campagne di controllo, inclusa la distribuzione di zanzariere trattate con insetticidi e il monitoraggio dei focolai larvali, hanno prevenuto la riattivazione della trasmissione locale. I turisti devono adottare precauzioni standard (repellenti, abiti lunghi) solo in contesti rurali, sebbene il rischio sia classificato come “molto basso”.

Dengue: Focolai Ricorrenti e Strategie di Contenimento
La dengue rappresenta una delle principali sfide sanitarie, con un’impennata di casi nel 2024: 3.311 infezioni a Mauritius e 1.363 a Rodrigues, inclusi quattro decessi. L’epidemia, favorita da condizioni climatiche umide, ha coinvolto il sierotipo DENV-2, lo stesso responsabile della riemersione del 2009 dopo 30 anni di assenza. Il vettore principale è *Aedes albopictus*, poiché *Ae. aegypti* fu eradicato negli anni ’50 durante le campagne antimalariche. Le autorità hanno intensificato la disinfestazione con larvicidi (es. *Bacillus thuringiensis*), nebulizzazioni di piretroidi e l’eliminazione di siti di riproduzione come pneumatici e contenitori d’acqua stagnante. I turisti sono esposti a rischio moderato, soprattutto durante la stagione delle piogge (novembre-aprile), con raccomandazioni a utilizzare repellenti a base di DEET e indossare abiti protettivi.

Altre Arbovirosi: Chikungunya e Rischio Zika
Il virus Chikungunya ha colpito Mauritius nel 2005-2006, causando migliaia di casi caratterizzati da febbre alta, artralgie debilitanti ed eruzioni cutanee. La trasmissione, mediata da *Ae. albopictus*, ha evidenziato la vulnerabilità dell’isola alle infezioni importate, come dimostrato da casi italiani contratti durante soggiorni nel 2006].
Per lo Zika, nonostante l’assenza di casi autoctoni, esiste un piano nazionale di preparazione che integra sorveglianza attiva ai punti d’ingresso, controllo vettoriale e monitoraggio di complicanze neurologiche e microcefalia.
La prossimità a Réunion e Madagascar, dove lo Zika è endemico, mantiene alto il rischio di introduzione.

 Encefalite Giapponese: Rischio Teorico e Assenza di Casi Locali
Non sono stati segnalati casi di encefalite giapponese (JE) a Mauritius. Il virus, trasmesso da zanzare *Culex* (specie *Cx. tritaeniorhynchus*), richiede serbatoi animali come suini e uccelli acquatici, assenti o non endemici nell’arcipelago. Tuttavia, la presenza di *Culex quinquefasciatus* e i voli diretti dall’Asia pongono un rischio teorico, sebbene remoto. L’OMS non raccomanda la vaccinazione JE per i viaggiatori diretti a Mauritius, a meno di prolungati soggiorni rurali in aree risicole.

 Malattie a Trasmissione Alimentare e Idrica
Le infezioni gastrointestinali dominano i rischi non vector-borne, con la “diarrea del viaggiatore” che colpisce fino al 30% dei visitatori.
Agenti eziologici comuni includono *Escherichia coli*, *Salmonella* spp., *Giardia lamblia* ed epatite A. Focolai di colera sono rari, ma il consumo di frutti di mare crudi o poco cotti, come le ostriche di Flic-en-Flac, può esporre a *Vibrio cholerae*.
Le raccomandazioni chiave includono:
–   evitare acqua non imbottigliata,
–   gelati artigianali,
–   verdure crude
–    pesce marinato.
Gli hotel a 5 stelle aderiscono a protocolli HACCP, riducendo il rischio per i turisti[4].

Rischi Sanitari per i Turisti: Prevenzione e Accesso alle Cure
I rischi principali si concentrano su dengue e gastroenteriti.

Le strutture sanitarie, come il Sir Seewoosagur Ramgoolam National Hospital a Pamplemousses, offrono standard occidentali, con costi contenuti per visite mediche (50-80 EUR) e analisi di base.
Le farmacie dispongono di farmaci antipiretici e reidratanti, ma è consigliabile portare scorte personali di medicinali specifici.
Le assicurazioni viaggio con copertura sanitaria sono indispensabili per evitare spese impreviste[5].

Conclusioni e Raccomandazioni Strategiche
Mauritius mantiene un equilibrio precario tra sviluppo turistico e controllo sanitario.

L’adozione di un approccio One Health, integrato con partenariati regionali (es. Commissione dell’Oceano Indiano), è cruciale per mitigare l’introduzione di vettori invasivi come *Anopheles stephensi*.

I turisti devono privilegiare vaccinazioni come
–   epatite A
–   anti typhoid,
–   colera (orale),
–  
VACCINAZIONE PER LA DENGUE
oltre a misure anti-zanzare, mentre le autorità dovrebbero potenziare la diagnostica molecolare per arbovirus emergenti. La sostenibilità di questo modello dipenderà dalla capacità di bilanciare vigilanza epidemiologica e promozione turistica.

 

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Madagascar – 07 – Malaria: situazione e prevenzione

  • CHE COSA E’

    La Malaria è una malattia infettiva, (Tutto sulla malaria – CESMET – Clinica del Viaggiatore), acuta, causata da un parassita, il Plasmodio, che entrato nell’organismo attraverso la puntura della zanzara Anopheles, attacca immediatamente le cellule epatiche, creando danni al fegato, e poi parassitando i globuli rossi, con anemia anche grave. Presente nel paese, è una malattia molto legata agli ambienti umidi, alle stagioni piovose ed alle condizioni meteorologiche ed ambientali favorevoli alla riproduzione della zanzara. Il consiglio che ti posso dare è quello di controllare prima di partire l’itinerario del tuo viaggio, le condizioni meteo attuali delle aree dei tuoi soggiorni. Non ti fidare “del sentito dire – non c’è malaria! ” la malaria è presente dove non te lo aspetti e con i cambiamenti climatici la zanzara Anopheles è arrivata a colonizzare anche territori in alta quota, prima non ospitali per l’insetto.
    Ricorda che la Malaria è una malattia potenzialmente grave ed anche fatale. Non sottovalutarla! E’ possibile prevenirla utilizzando, come prima linea difensiva, repellenti efficaci (VEDI NOZETA – OLIO DI NEEM);

    utile anche l’utilizzo degli zampironi da portare sempre con sé;

    come seconda linea di difesa essenziale l’utilizzo di adeguati farmaci per la chemio profilassi, sicuri ed efficaci, da assumere in particolare nelle stagioni di maggior rischio e nelle aree con rischi elevati di incontro con la zanzara Anopheles;

    una terza linea difensiva consiste nel porre attenzione ad un vestiario idoneo che ti copra le parti scoperte al tramonto e la notte, difesa efficace ma spesso difficile a certe latitudini e a certi climi. Anche se dobbiamo ricordarci che più ci si copre meno si soffre il caldo, e meno si bevono bevande ghiacciate e meno si ha sete.  Per approfondire leggi la scheda sulla malaria.

 

  • NEL PAESE
    Situazione della Malaria in Madagascar: Analisi Epidemiologica e Prospettive per il 2024-2025

    Il Madagascar continua a confrontarsi con una complessa situazione epidemiologica legata alla malaria, malattia che rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità nel paese. Nonostante gli sforzi di controllo, fattori ambientali, socioeconomici e biologici contribuiscono a mantenere elevata la trasmissione, con significative variazioni geografiche e temporali.

    Epidemiologia della Malaria nel 2024
    Nel 2024, il Madagascar ha registrato 2,8 milioni di casi di malaria, con 400 decessi, secondo i dati del Ministero della Salute Pubblica. Questo rappresenta un aumento del 64,7% rispetto al 2022, quando i casi erano 1,7 milioni. L’impennata è attribuibile a molteplici fattori, tra cui eventi climatici estremi, come le inondazioni di febbraio 2024, che hanno danneggiato le infrastrutture sanitarie e aumentato la proliferazione delle zanzare Anopheles.
    Il distretto di **Ikongo**, nel sud-est, è emblematico della crisi: qui, 2.205 bambini sono stati trattati per comorbilità di malaria e malnutrizione tra il 2022 e il marzo 2024,

    La stagionalità rimane un fattore critico: il periodo di massima trasmissione coincide con l’estate australe (**ottobre-marzo**), caratterizzata da temperature elevate e precipitazioni intense.
    Tuttavia, i cambiamenti climatici hanno alterato i pattern tradizionali, con segnalazioni di casi in altopiani oltre i 2.000 metri, aree storicamente a basso rischio.

    Proiezioni per il 2025
    Le previsioni per il 2025 delineano uno scenario preoccupante. L’UNICEF stima che 4,7 milioni di persone necessiteranno di assistenza umanitaria a causa di siccità prolungate, cicloni e epidemie.
    Nelle regioni meridionali e sudorientali, dove la **sicurezza alimentare** è critica (il 36,3% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione cronica), la sinergia tra denutrizione e malaria amplifica il rischio di mortalità infantile.
    Nelle sei regioni più colpite (Androy, Anosy, Atsimo Andrefana, Atsimo Atsinanana, Fitovinany e Vatovavy), sono attesi 1,2 milioni di casi** nel 2025, con un carico significativo sui servizi sanitari già fragili.

    Modelli climatici prevedono un aumento delle temperature medie e alterazioni nelle precipitazioni, favorendo la riproduzione delle zanzare. Inoltre, la **resistenza agli insetticidi** da parte di *Anopheles gambiae* e *An. arabiensis*, documentata in cinque distretti, minaccia l’efficacia delle zanzariere trattate (ITN),

    Distribuzione Geografica e Aree Critiche
    La malaria è endemica in **tutto il Madagascar**, ma con gradienti di intensità.
    –  Le **aree costiere** – particolarmente quelle orientali e occidentali – registrano la maggiore prevalenza, con tassi superiori al **15%** in villaggi rurali.
    Le città, inclusi centri urbani come **Antananarivo** e **Toamasina**, non sono immuni: il rischio nelle zone periurbane è paragonabile a quello delle foreste.

    Zone ad Alto Rischio
    1. **Costa Orientale**: Il distretto di **Ikongo** e la regione di **Atsinanana** sono tra le più colpite, con elevata umidità e densità di *An. funestus*.
    2. **Costa Occidentale**: Aree come **Menabe** e **Melaky** presentano focolai persistenti, favoriti da paludi e fiumi a flusso lento.
    3. **Sud e Sud-Est**: Le regioni di **Androy** e **Anosy** combinano povertà, insicurezza alimentare e accesso limitato alle cure, con tassi di mortalità infantile del **10-15%**.

    Aree a Rischio Emergente
    Gli **altopiani centrali**, tradizionalmente a bassa endemia, hanno riportato focolai di *P. vivax* in villaggi sopra i **1.500 metri**, legati a cambiamenti nelle temperature.
    L’isola di **Nosy Be**, meta turistica, pur essendo classificata a basso rischio, ha segnalato casi nel 2024.

    Specie di Plasmodium e Caratteristiche Biologiche
    In Madagascar circolano principalmente **due specie** di *Plasmodium*:

    1. *Plasmodium falciparum*
    Responsabile del **95%** delle infezioni, *P. falciparum* domina il panorama malarico. Caratterizzato da **elevata virulenza** e resistenza multifarmacologica, questo parassita mostra:
    **Resistenza alla clorochina e alla sulfadossina-pirimetamina**, documentata in studi farmacologici.
    **Sensibilità all’artemisinina**, che ne fa il cardine delle terapie combinate (ACT)[4].

    2*Plasmodium vivax*
    Pur rappresentando una minoranza dei casi (circa **5%**), *P. vivax* presenta peculiarità uniche:
    – Infezione in individui Duffy-negativi: Il 40% della popolazione malgascia è Duffy-negativa (assenza del recettore DARC), ma studi genetici hanno identificato ceppi di *P. vivax* capaci di invadere eritrociti Duffy-negativi, sfidando il paradigma tradizionale.
    – **Elevata proporzione di infezioni submicroscopiche**: Il **98,5%** delle infezioni da *P. vivax* non è rilevabile tramite microscopia ottica, richiedendo diagnostica molecolare.

    Co-infezioni e Implicazioni Cliniche
    Le **co-infezioni** *P. falciparum/P. vivax* sono frequenti, complicando la gestione terapeutica. Inoltre, la **comorbilità con malnutrizione** riduce l’efficacia dei farmaci antimalarici e aumenta il rischio di forme severe.

    Fattori di Rischio e Determinanti Sociali
    Cambiamenti Climatici
    L’aumento della temperatura media (**+1,5°C** negli ultimi decenni) e la maggiore frequenza di **cicloni** (es. **Batsirai** nel 2022) hanno creato habitat ideali per le zanzare, estendendo le stagioni di trasmissione. Nelle zone umide, il ciclo di vita di *Anopheles* si è accorciato da **14 a 10 giorni**, incrementando il tasso di riproduzione.

    Resistenza agli Insetticidi
    Le zanzare *An. gambiae* e *An. funestus* hanno sviluppato resistenza a **piretroidi** e **DDT** in **11 distretti**, riducendo l’efficacia delle ITN e dello spraying intradomiciliare.

    Prevenzione
    – **Zanzariere trattate (ITN)**: Distribuite a **85%** delle famiglie nel 2024, ma la rapida degradazione degli insetticidi ne limita la durata[16].
    – **Chemioprevenzione stagionale (SMC)**: Somministrazione di **sulfadossina-pirimetamina + amodiachina** a bambini sotto i 5 anni nelle regioni endemiche , nella popolazione locale.

    PROFILASSI

    Doxiciclina 100 mg (BASSADO – MIRACLIN senza lattosio),

    è un ottimo farmaco, che personalmente considero di prima scelta per soggiorni in aree turistiche sicure che in viaggi avventurosi, durante trekking e in caso di utilizzo di tende o residenze poco controllate. Farmaco per soggiorni in residenze protette o aree di lieve rischio, ma anche per soggiorni in aree a rischio elevato. Devi sapere che la “doxiciclina 100 mg” è un farmaco di prima scelta non solo per la “prevenzione della infezione malarica” ma anche per la “prevenzione e la cura delle infezioni batteriche intestinali e cutanee” e verso le “infezioni causate da punture di zecca – il temibile tifo esantematico”.
    Per le sue caratteristiche il farmaco è molto versatile, può essere infatti assunto per soggiorni brevissimi o brevi, alcuni giorni o settimane, ma anche nel lungo periodo, cioè per molti mesi. Ti ricordo a questo proposito che farmaci a base di tetracicline, compresa la doxiciclina, vengono assunti per mesi e mesi, anche oltre un anno, dai ragazzi affetti da acne, cioè infezioni sul volto o tronco. Un farmaco sicuro, efficace, privo o con scarsi effetti collaterali. Ricordiamo che alle dosi di profilassi, 100 mg al giorno, gli effetti di sensibilizzazione ai raggi solari, sono praticamente ridotti al minimo. L’effetto è ponderale ossia direttamente legato al quantitativo di sostanza presente nel farmaco. In ogni caso ricorda sempre l’uso di creme solari protettive. Il farmaco è a basso costo e non è utilizzabile al di sotto dei 10 anni. In gravidanza l’assunzione di doxiciclina 100 mg è possibile nelle primissime settimane di gravidanza, prima della 16ª settimana, difatti da studi e pratica clinica non sembra comportare rischi per il feto. Resta valida la regola che è importante consultare il proprio medico prima di assumere qualsiasi farmaco durante la gravidanza per valutare i potenziali rischi e benefici.

    Il farmaco è da evitare in caso di allergia o intolleranza alle tetracicline. In profilassi per la malaria si assume tutti i giorni, durante il pranzo con un grosso bicchiere di acqua, dal momento della entrata in area a rischio, durante il soggiorno e per una settimana dalla uscita dall’area di rischio malarico. (anche se l’emivita del è breve l’evidenza ci indica in una settimana il mantenimento della assunzione del farmaco).

    Atovaquone-Proguanile (MALARONE)

    Farmaco sul mercato da oltre 20 anni. Farmaco fino a qualche anno fa di prima scelta sia in profilassi che in terapia, è stato abbandonato nella pratica clinica, perché sempre meno efficace. In terapia oramai da anni è sostituito dai F a base di Artemisia Annua. Come non funziona più per la cura della malaria il farmaco è sempre meno efficace anche nella profilassi. Difatti negli ultimi anni è sempre più diminuita l’efficacia nei confronti della malaria, seguendo in parte la sorte delle forme resistenti alla clorochina. Sono state descritte da diversi anni forme di resistenza a cominciare dall’oriente, dai paesi del triangolo d’oro (Thailandia, Laos Myanmar) e poi diffusasi in Africa ed anche nelle Americhe. Il farmaco è ancora utile ed efficace nell’ utilizzo pediatrico. Era utilizzato per periodi non superiori ai 30 giorni, ma utilizzabile fino a 60 giorni. Si assume una compressa tutti i giorni da 2/3 giorni prima di partire ad 1 settimana al rientro. Non è farmaco più da consigliare in queste aree se non nell’età pediatrica.

    Meflochina (LARIAM 250)

    Farmaco utilizzato da oltre 40 anni, un tempo efficace in terapia e profilassi, attualmente ha una efficacia molto bassa in profilassi e nulla in terapia. Non è più da utilizzare sia negli adulti che anche in età pediatrica. Anche per il LARIAM vale il ragionamento fatto per il MALARONE. La Meflochina è stata sospesa nella terapia per la malaria perché non più efficace. La forte resistenza è iniziata in estremo oriente per poi estendersi in tutto l’Oriente, il Medio Oriente, l’Africa ed in fine le Americhe. E’ stata dimostrata fin dall’inizio la sicurezza del farmaco nelle donne in gravidanza con le quali eventualmente può ancora essere utilizzato, per quella ancora scarsa efficacia, ma pur sempre presente.
    Il farmaco era utilizzato in soggetti in buone condizioni di salute. Non era da utilizzare nei cardiopatici, soggetti aritmici, neuro e psicopatici, in chi soffre di insonnia. Riferiti sintomi da irritabilità del sistema nervoso periferico e centrale. Da evitare in modo assoluto in chi effettua immersioni, soggiorni in alta quota, voli aerei ripetuti e prolungati. Molto favorevole la modalità di assunzione che prevede una dose settimanale da una settimana prima di partire a 3/4 settimane al rientro. Ma l’esperienza pluriennale ci dice che il farmaco è fortemente inefficace vista l’elevata resistenza dei plasmodi, sviluppata da anni.  Dr. Paolo Meo – medico tropicalista – direttore Cesmet

     

  • AL RIENTRO

    In caso di febbre, di diarrea o comunque di malessere, è indispensabile consultare senza indugio (in caso di febbre, possibilmente entro 24 ore, per la possibilità di aver contratto la malaria, se si è di ritorno da una zona a rischio) un Medico Specialista o esperto in Malattie Tropicali.

Madagascar – 07 – Malaria: situazione e prevenzione Leggi tutto »

Comore-Mayotte, Isole – Scheda Paese

Bandiera Comore-Mayotte, IsoleMappa Comore-Mayotte, Isole

SITUAZIONE SANITARIA AL FEBBRAIO 2025

La situazione sanitaria a Comore e Mayotte è caratterizzata da una complessa interazione tra fattori ambientali, socioeconomici e epidemici. L’arcipelago, diviso tra la Repubblica delle Comore e il dipartimento francese d’oltremare di Mayotte, affronta sfide significative legate alla diffusione di malattie infettive, con un’impennata della dengue, una persistente minaccia di malaria e focolai emergenti di colera e chikungunya.
L’impatto del ciclone Chido nel dicembre 2024 ha esacerbato le vulnerabilità infrastrutturali, rendendo urgente un’analisi approfondita delle dinamiche sanitarie in atto.**

 

Impatto del ciclone Chido sulle infrastrutture sanitarie

 Danni strutturali e crisi umanitaria
Il ciclone Chido, che ha colpito Mayotte a metà dicembre 2024 con venti superiori a 220 km/h, ha provocato danni catastrofici, distruggendo abitazioni, strade e sistemi idrici. Le operazioni di soccorso hanno coinvolto 1.600 agenti di polizia e gendarmeria, oltre a squadre di vigili del fuoco e soccorritori inviati dalla Francia metropolitana e da La Réunion. Tuttavia, la carenza cronica di infrastrutture sanitarie a Mayotte – dove il 77% della popolazione vive sotto la soglia di povertà – ha reso la risposta inefficace. L’ospedale principale ha registrato 246 feriti e 9 casi critici, ma la mancanza di elettricità e la distruzione delle baraccopoli hanno limitato l’accesso alle cure.

Rischio di epidemie post-ciclone con ripercussioni nel 2025
Le inondazioni e l’accumulo di acque stagnanti hanno creato condizioni ideali per la proliferazione di zanzare del genere *Aedes* e *Anopheles*, vettori di dengue e malaria. Inoltre, l’interruzione della fornitura idrica ha costretto la popolazione a utilizzare fonti contaminate, aumentando il rischio di colera. François-Xavier Bieuville, prefetto di Mayotte, ha stimato migliaia di vittime nascoste sotto i detriti, suggerendo un sottostima ufficiale dei decessi.

L’espansione della dengue: dinamiche regionali e fattori climatici
Trend epidemiologici nelle Comore e a Mayotte

A Mayotte, casi autoctoni sono stati registrati durante l’estate 2024, sebbene nessun nuovo caso sia stato segnalato dopo settembre.
Nelle Comore, invece, la dengue rimane endemica, con focolai legati alla scarsa copertura delle misure di controllo dei vettori. L’aumento delle temperature medie (+1,5°C rispetto all’era preindustriale) e gli eventi meteorologici estremi hanno ampliato l’habitat delle zanzare *Aedes aegypti*, favorendo la trasmissione virale.

 Impatto del ciclone sulla diffusione della dengue
Il ciclone Chido ha peggiorato la situazione a Mayotte, dove i detriti e le acque stagnanti hanno moltiplicato i siti di riproduzione delle zanzare. Studi genetici su *Aedes gambiae* nell’arcipelago hanno evidenziato una correlazione tra migrazioni umane e introduzione di ceppi virali dalla Tanzania e dal Madagascar. La mancanza di programmi di disinfestazione efficaci, unita alla povertà strutturale, rende l’area un hotspot per future epidemie.

Malaria: tra eliminazione e rischio di reintroduzione

 Successi e vulnerabilità a Mayotte
Mayotte ha raggiunto un traguardo storico nel 2021, con zero casi autoctoni di malaria, grazie a un programma di eliminazione avviato nel 2001 che includeva diagnosi rapida, terapie combinate e campagne di sensibilizzazione. Tuttavia, la persistenza di casi importati dalle Comore (85,8% dei casi) e dal Madagascar mantiene alto il rischio di reintroduzione. L’analisi genotipica di *Plasmodium falciparum* ha dimostrato che i rari casi autoctoni registrati tra il 2017 e il 2020 erano legati a ceppi importati.

Situazione critica nelle Comore
Nelle Comore, la malaria rimane endemica, con *P. falciparum* resistente alla clorochina presente nell’85% dei casi. Il conflitto tra le isole e la carenza di risorse hanno limitato l’accesso a zanzariere trattate con insetticida e terapie antimalariche. Nel 2022, l’OMS ha registrato un aumento del 56,95% dei casi nell’arcipelago, attribuito al collasso dei sistemi sanitari locali.

Altre malattie infettive: colera, chikungunya e mpox

 Epidemia di colera e crisi idrica
A partire da marzo 2024, Mayotte ha affrontato un’epidemia di colera originata dalle Comore, dove 2.584 casi e 61 decessi erano già stati segnalati. La trasmissione è stata favorita dalle rotte migratorie illegali e dalla mancanza di accesso all’acqua potabile per il 33% della popolazione mahorase. Le unità di trattamento del colera a Koungou e Dzoumogné hanno raggiunto la capienza massima, costringendo le autorità a implementare controlli sanitari ai confini e una campagna di vaccinazione con 5.000 dosi.

 Chikungunya e zoonosi emergenti
Il virus chikungunya, trasmesso da *Aedes albopictus*, è endemico nell’Oceano Indiano, con focolai storici legati a condizioni igieniche precarie. A maggio 2024, un nuovo ceppo di mpox (clade Ib) è emerso nella Repubblica Democratica del Congo, diffondendosi in Burundi, Uganda e Kenya, con un aumento del 990% dei casi globali. Sebbene non ancora segnalato a Mayotte, il rischio di introduzione attraverso viaggiatori è elevato.

 

  • Previsioni Meteo
  • Clima: Il clima è di tipo tropicale, con una stagione calda e umida da novembre ad aprile e una stagione secca da maggio a ottobre. Per buona parte dell’anno vi è una temperatura quasi perfetta di 25°C.

Prevenzione e profilassi

Vaccinazioni obbligatorie

 

 

Approfondimenti sulla malaria

  • CHE COSA E’

    La Malaria è una malattia infettiva, acuta, presente nel paese, molto legata agli’ ambienti umidi, piovosi, alle stagioni ed alle condizioni meteorologiche. Controlla prima di partire l’itinerario del tuo viaggio e le condizioni meteo delle aree dei tuoi soggiorni. Ricorda che la Malaria è una malattia potenzialmente grave ed anche fatale. Non sottovalutarla. E’ possibile prevenirla con una attenzione al vestiario che ti copra le parti scoperte al tramonto e la notte, all’utilizzo di repellenti e all’ utilizzo di adeguati farmaci per la profilassi, nelle stagioni di maggior rischio. Per approfondire leggi la scheda sulla malaria

  • NEL PAESE

    Successi e vulnerabilità a Mayotte
    Mayotte ha raggiunto un traguardo storico nel 2021, con zero casi autoctoni di malaria, grazie a un programma di eliminazione avviato nel 2001 che includeva diagnosi rapida, terapie combinate e campagne di sensibilizzazione. Tuttavia, la persistenza di casi importati dalle Comore (85,8% dei casi) e dal Madagascar mantiene alto il rischio di reintroduzione. L’analisi genotipica di Plasmodium falciparum ha dimostrato che i rari casi autoctoni registrati tra il 2017 e il 2020 erano legati a ceppi importati.

    Situazione critica nelle Comore
    Nelle Comore, la malaria rimane endemica, con P. falciparum resistente alla clorochina presente nell’85% dei casi. Il conflitto tra le isole e la carenza di risorse hanno limitato l’accesso a zanzariere trattate con insetticida e terapie antimalariche. Nel 2022, l’OMS ha registrato un aumento del 56,95% dei casi nell’arcipelago, attribuito al collasso dei sistemi sanitari locali.
    Il rischio di infezione malarica, principalmente da Plasmodium falciparum, ma anche da vivax ed altre forme, possibili infezioni da forme miste (prevalenza falciparum e vivax), esiste tutto l’anno in tutto il Paese.

    In particolare esiste un maggiore rischio durante la stagione piovosa e umida e nelle aree del paese dove acquitrini, paludi, fiumi e laghi favoriscono la presenza di zanzare Anopheles, attive al tramonto e durante la notte.
    Le aree di savana secca, le aree scarsamente abitate ed i periodi di ridotta presenza di insetti ed in particolare di zanzare costituiscono motivo di riduzione di rischio.
    Le cittadine e le grandi città presentano un rischio di infezione talvolta uguale se non maggiore alle zone periferiche e selvagge.
    Notificata resistenza alla clorochina ma anche alla meflochina ed in parte ad atovaquone. Ridotta resistenza a Doxiciclina.

     

  • PROFILASSI

    Doxiciclina, è un ottimo farmaco di scelta per i soggiorni sia in aree turistiche che in viaggi avventurosi, durante trekking e in caso di utilizzo di tende o residenze poco controllate. Farmaco per i soggiorni in residenze protette o aree di lieve rischio, sia per soggiorni a rischio elevato. Devi sapere che la “doxiciclina 100 mg”è un farmaco di scelta non solo per la prevenzione della infezione malarica ma anche per la prevenzione delle infezioni batteriche intestinali e cutanee e verso le infezioni causate da punture di zecca. Per le sue caratteristiche il farmaco è molto versatile, può essere infatti assunto per soggiorni brevissimi o brevi, alcuni giorni o settimane, ma anche nel lungo periodo,cioè per molti mesi. Ti ricordiamo che farmaci a base di tetracicline, compresa la doxiciclina, vengono assunti per oltre 1 anno da ragazzi che manifestano l’acne, cioè infezioni sul volto o tronco. Un farmaco sicuro, efficace, privo o con scarsi effetti collaterali. Ricordiamo che alle dosi di profilassi, 100 mg al giorno, gli effetti di sensibilizzazioni ai raggi solari, sono praticamente assenti. In ogni caso ricordiamo l’uso di creme solari. Farmaco di basso costo. Non è utilizzabile al di sotto dei 12 anni o in gravidanza, o in caso di allergia o intolleranza alle tetracicline. Si assume tutti i giorni, durante il pranzo, dalla entrata in area a rischio, per una settimana dalla uscita dall’area di rischio malarico.

    Atovaquone-Proguanile, farmaco sul mercato da quasi 20 anni possiede ancora una buona copertura antimalarica per le forme resistenti alla clorochina, anche se sono state descritte da diversi anni forme di resistenza e di scarsa efficacia. Utile per l’utilizzo pediatrico, Utilizzato per periodi non superiori ai 30 giorni, ma utilizzabile fino a 60 giorni. Si assume una compressa tutti i giorni da 2/3 giorni prima di partire ad 1 settimana al rientro.

    Meflochina, farmaco utilizzato da oltre 30 anni, Efficace in profilassi e in terapia. Efficace sia negli adulti che anche in età pediatrica. Efficacia e sicurezza dimostrata anche nelle donne in gravidanza. Utilizzabile in soggetti in buone condizioni di salute. Da non utilizzare nei cardiopatici, soggetti aritmici, neuro e psicopatici, in chi soffre di insonnia. Riferiti sintomi da irritabilità del sistema nervoso periferico e centrale. Da evitare in chi effettua immersioni, soggiorni in alta quota, voli aerei ripetuti e prolungati. Favorevole la modalità di assunzione che prevede una dose settimanale da una settimana prima di partire a 3/4 settimane al rientro.

  • AL RIENTRO

    In caso di febbre, di diarrea o comunque di malessere, è indispensabile consultare senza indugio (in caso di febbre, possibilmente entro 24 ore, per la possibilità di aver contratto la malaria, se si è di ritorno da una zona a rischio) un Medico Specialista o esperto in Malattie Tropicali.

Pillole di salute

  • Come evitare di ammalarsi

    Dai tempo al tuo organismo di ambientarsi al nuovo clima ed al nuovo ambiente. Prima del viaggio, se possibile, dedica alcune ore alla attività fisica, e abitua il tuo organismo ai nuovi ritmi durante il viaggio…leggi tutto

  • Chi deve vaccinarsi per la febbre gialla

    La vaccinazione contro la Febbre Gialla o Vaccino Antiamarillico, malattia virale acuta, che si trasmette tramite puntura di zanzara, è l’unica pratica preventiva che può essere richiesta obbligatoriamente dalle autorità sanitarie di un Paese per poter entrare attraverso i valichi di frontiera….

    leggi tutto

  • La malaria, attenzione….!

    E’ una malattia infettiva, acuta, spesso ma non sempre febbrile, talvolta caratterizzata da pochi sintomi ma sempre con presenza di grande stanchezza, può essere fortemente debilitante, provocando anemia talvolta grave e molto spesso alterazioni metaboliche ed organiche. Appena entrati nell’organismo i parassiti colonizzano le cellule del fegato che poi vengono via via distrutte creando zone di necrosi (morte cellulale) e di fibrosi puntiforme. Alla lunga il parassita malarico crea lesioni permanenti a livello epatico. (altro che medicine contro la malaria che fanno male al fegato!).
    Ricorda che la protezione dei farmaci utilizzati per la profilassi (prevenzione) è efficace e sicura. Gli eventuali effetti collaterali, raramente presenti, sono sicuramente meno dannosi, sul tuo organismo, rispetto alle conseguenze derivanti dalla malattia stessa. Tali effetti collaterali, sempre temporanei, possono dipendere da dosaggi non corretti o da intolleranze individuali. Devi temere l’azione distruttiva del parassita sul tuo organismo piuttosto che gli effetti collaterali,generalmente non pericolosi dei farmaci antimalarici.
    Febbre, brividi, sudorazione, cefalea nucale, stanchezza ingravescente sono i sintomi più frequenti e caratteristici. Ma non sempre la malaria si presenta in modo così eclatante. Basta un malessere al rientro dal viaggio a far scattare l’attenzione.
    FAI SUBITO GLI ESAMI DI LABORATORIO PRESSO UN CENTRO SPECIALIZZATO. TI ASPETTIAMO AL CESMET PER ESCLUDERE CON UNA VISITA E CON ESAMI MIRATI CHE I TUOI SINTOMI PROVENGANO DA UN ATTACCO MALARICO.

    CHIAMA IL CENTRO CLINICO E DIAGNOSTICO TROPICALE La malaria: scheda tecnica

  • Zanzare & co. – Come proteggersi

    • le zanzare che trasmettono malattie diverse dalla malaria sono attive durante il giorno ed ovunque vi sia una raccolta di acqua dolce: indossare abiti di colore chiaro, lunghi e con maniche larghe, pantaloni lunghi e larghi, di colore chiaro, magliette o camicie con maniche lunghe e larghe e di colore chiaro da infilare nella cintura dei pantaloni….

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  • Nuotare con precauzione

    Per prevenire l’eventuale trasmissione di malattie infettive, è opportuno nuotare esclusivamente in piscine con acqua clorata. L’acqua del mare è sicura.
    Fare il bagno in acque contaminate può essere pericoloso per la pelle, gli occhi, le orecchie, le mucose della bocca, specialmente se…

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  • Il mal di montagna

    E’ un insieme di sintomi che si può manifestare quando l’organismo umano, superati i 2500 metri di altitudine, non si è ancora adeguato alla nuova situazione ambientale.
    Possiamo definire l’alta quota come segue…

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  • In valigia

    Montagna o mare, safari e avventura o vacanza di tutto riposo, caldo o freddo: devi preparare il tuo bagaglio con cura, attenzione, senza esagerare e soprattutto prevedendo ……l’imprevedibile. Abbigliamento appropriato al clima e non dimenticando mai una piccola farmacia da viaggio.

  • Al rientro a casa

    Quando rientri da un viaggio ricorda di prenderti una pausa di un tempo sufficiente per riadattare il tuo organismo al tuo ambiente ed ai tuoi ritmi di vita. Stanchezza, malessere, senso di vuoto, scarsa capacità alla concentrazione….

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Informazioni generali

Capitale: Moroni (delle Comore, 60.200 abitanti) e Mamoudzou (di Mayotte, 45.700 abitanti)

Lingua: Comore: arabo (lingua ufficiale), francese (lingua ufficiale), shikomoro (un misto fra swahili e arabo) e mahori (un dialetto swahili) – Mayotte: mahoriano (un dialetto swahili), francese (lingua ufficiale, parlata dal 75% della popolazione)

Moneta: Comore: franco comoriano. Mayotte: euro

Fuso orario: GMT+3

Storia,Economia,Cultura:https://www.cia.gov http://www.britannica.com

Sicurezza: www.viaggiaresicuri.it ; www.dovesiamonelmondo.it

Comore-Mayotte, Isole – Scheda Paese Leggi tutto »

Cuba – 02 – Alert sanitari

Quali sono le epidemie attuali a Cuba?

COVID-19  Segui la situazione giornaliera dei casi nel paese (clicca qui)

FEBBRAIO 2025 – EMERGENZA OROPOUCHE E COMPLICAZIONI NEUROLOGICHE
L’epidemia di virus Oropouche, iniziata nel 2024, ha raggiunto dimensioni critiche con 23.639 casi sospetti e 626 confermati a livello nazionale, interessando tutte le province cubane. Il Ministero della Salute Pubblica (MINSAP) ha segnalato 76 casi di sindrome di Guillain-Barré, 25 encefaliti e 15 meningoencefaliti direttamente correlati all’infezione. La trasmissione, principalmente attraverso punture di moscerini (Culicoides paraensis) e zanzare Culex, è favorita dalle condizioni climatiche umide e dalle carenze nel controllo vettoriale. I sintomi iniziali (febbre alta, cefalea, mialgie) sono spesso confusi con dengue o chikungunya, ritardando la diagnosi differenziale.
Particolarmente preoccupanti sono i primi casi di trasmissione verticale segnalati nell’ottobre 2024, con esiti ancora sotto indagine. Si raccomanda ai viaggiatori di utilizzare repellenti a base di icaridina (≥20%) o DEET (≥30%), efficaci contro entrambi i vettori, e di evitare aree rurali nelle ore crepuscolari. Consigliato anche utilizzo di OLIO DI NEEM.

DENGUE: PICCO IN CORSO CON PREVALENZA DI DENV-3
Nonostante una lieve riduzione rispetto ai mesi precedenti, Cuba registra oltre 2.700 ricoveri attivi per dengue, nei primi 2 mesi del 2025 con un paziente in condizioni critiche10. Il sierotipo dominante DENV-3, associato a maggior rischio di forme emorragiche, rappresenta il 68% delle infezioni, seguito da DENV-2 (27%).
Le province più colpite includono L’Avana, Santiago de Cuba e Matanzas, dove l’indice di infestazione da Aedes aegypti supera il 6% (soglia di sicurezza: <1%)10. La carenza cronica di insetticidi e le interruzioni elettriche hanno compromesso le campagne di fumigazione, aggravando il rischio. Il vaccino QDENGA non è disponibile sull’isola; si consiglia pertanto una valutazione pre-partenza con un medico tropicalista.

COVID-19: ASSENZA DI RESTRIZIONI MA MANTENIMENTO DELLA VIGILANZA Dal marzo 2024, Cuba ha rimosso tutte le limitazioni legate al COVID-19, inclusi i requisiti vaccinali e i tamponi pre-partenza. Tuttavia, rimane obbligatorio compilare il modulo D’Viajeros digitale entro 72 ore dall’arrivo, integrato nel sistema di tracciamento sanitario nazionale. Il tasso di vaccinazione locale rimane elevato (92% con ciclo primario), ma si raccomanda ai viaggiatori di completare eventuali richiami raccomandati dall’OMS.

CRISI ENERGETICA E IMPATTO SULL’ASSISTENZA SANITARIA I ripetuti blackout nazionali, culminati nella sospensione delle attività non essenziali il 14-15 febbraio 2025, hanno paralizzato il 40% delle strutture ospedaliere, con interruzioni nelle sale operatorie e nei reparti di dialisi. Ospedali di riferimento come il Calixto García (L’Avana) e il Clínico de 26 hanno segnalato malfunzionamenti dei generatori di emergenza, costringendo a rinvii di interventi non urgenti. Si consiglia ai viaggiatori con patologie croniche di portare scorte di farmaci essenziali e dispositivi medici autonomi (es. glucometri)56.

RACCOMANDAZIONI INTEGRATE PER I VIAGGIATORI . Protezione vettoriale: Utilizzare zanzariere impregnate di permetrina e indossare abiti trattati con permetrina al 0,5%38. . Monitoraggio sintomi: In caso di febbre >38,5°C con rash cutaneo o sintomi neurologici (parestesie, debolezza muscolare), recarsi immediamente al Centro Internazionale de Salud La Pradera (L’Avana).
3. Preparazione farmacologica: Includere nel kit viaggio paracetamolo (evitare FANS per rischio emorragico) e soluzioni reidratanti orali910.
Questi alert riflettono un contesto sanitario in rapida evoluzione, dove le malattie infettive si intrecciano a criticità infrastrutturali, richiedendo un approccio preventivo rigoroso

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India – 02 – Alert sanitari

Quali sono le epidemie attuali in India?

 

GENNAIO 2025  DENGUE
A gennaio 2025, la situazione della dengue in India mostra un trend di lieve diminuzione dei casi rispetto ai picchi raggiunti nel 2024. Tuttavia, la malattia continua a rappresentare una preoccupazione significativa per la salute pubblica, specialmente in alcune regioni.
Situazione della dengue a gennaio 2025
Casi recenti: Durante la prima settimana di gennaio 2025:
– Kerala ha riportato 119 nuovi casi di dengue;
– Karnataka ha registrato un aumento significativo con 93 nuovi casi nella seconda settimana.
Questo segna un incremento del 389% rispetto alla settimana precedente, ma i numeri complessivi rimangono inferiori ai picchi precedenti.
Mortalità: Fino a gennaio 2025, non sono stati segnalati decessi recenti legati alla dengue in queste regioni, suggerendo che le misure di controllo stanno avendo successo nel contenere la malattia.

Situazione nel 2024    Nel corso del 2024, l’India ha affrontato un numero significativo di casi di dengue:
Casi totali: Fino al 31 ottobre 2024, sono stati riportati 186.567 casi e 160 decessi. Questo rappresenta un aumento rispetto all’anno precedente, quando i casi erano stati circa 160.000 nello stesso periodo;
Distribuzione geografica: Le regioni più colpite sono state Kerala e Karnataka.
In Kerala, sono stati registrati circa 20.550 casi nel 2024,
in Karnataka ha visto circa 32.789 casi nello stesso anno.
Delhi:
Ha riportato più di 4.000 casi durante l’anno, con una mortalità di circa undici decessi.
Entrambe le aree hanno mostrato un trend di diminuzione dei casi verso la fine dell’anno;
Mortalità: La mortalità totale per dengue nel 2024 è stata di circa 160 decessi in India. Questa cifra è relativamente bassa rispetto agli anni precedenti, ma rimane una preoccupazione per le autorità sanitarie.
Stati maggiormente colpiti

DICEMBRE ’24 – GENNAIO ’25   VIRUS NIPHA
 rappresenta una delle principali preoccupazioni sanitarie in India all’inizio del 2025:
– Si sono verificati casi mortali nella regione del Kerala, con due vittime confermate negli ultimi mesi.
– Le autorità hanno imposto misure di contenimento come chiusura di scuole e obbligo di mascherine in alcune zone.
– Il virus ha un’alta mortalità, con tassi tra il 40% e il 75%.
– Si trasmette principalmente dai pipistrelli e maiali agli esseri umani, ma è possibile anche la trasmissione da persona a persona
I casi animali sono stati in aumento in tutto il 2024. Anche i casi umani hanno avuto un aumento nell’ultimo trimestre del 2024. Nel settembre 2024 si è verificato un focolaio nel distretto di Kozhikode, Kerala:
6 casi confermati, 2 decessi, 1288 contatti identificati e messi in quarantena
La trasmissione avviene attraverso diverse vie:
Da animale a uomo: – Contatto diretto con animali infetti, principalmente pipistrelli della frutta (genere Pteropus) e maiali. – Consumo di alimenti contaminati da fluidi corporei di animali infetti, come:
– Frutta contaminata dalla saliva di pipistrelli
– Linfa di palma da dattero cruda
Da uomo a uomo: attraverso il contatto ravvicinato con persone infette o i loro fluidi corporei.
– Trasmissione attraverso goccioline respiratorie.
– Particolarmente comune tra familiari e operatori sanitari che assistono pazienti infetti.

Tra i focolai di malattie infettive diffuse in più stati sia del Nord che del Centro sud:
• Leptospirosi: Ha causato un significativo aumento dei decessi, rappresentando circa un terzo di tutte le morti per malattie infettive nel 2024. In prevenzione e cura utile la doxiciclima.
• Dengue: Come sopra riportato, nonostante una leggera riduzione dei decessi, da 153 nel 2023 a 99 nel 2024, rimane una preoccupazione in molti stati
• Tubercolosi (TB): L’India ha il 25% del carico globale di TB. Il governo mira all’eliminazione entro il 2025, con progressi significativi nella riduzione dell’incidenza e della mortalità
• Malaria: Continua a essere una minaccia significativa, specialmente nelle regioni sub-sahariane ,dell’India5

GENNAIO ’25   ENCEFALITE GIAPPONESE
Nel 2024, l’encefalite giapponese (EJ) in India ha continuato a rappresentare un problema di salute pubblica significativo, con una distribuzione geografica diffusa e caratteristica stagionale spiccata.
Diffusione geografica: L’encefalite giapponese è stata riportata in 24 stati e territori dell’Unione Indiana nel 2024. Gli stati più colpiti includono:
– Assam: Ha registrato il maggior numero di casi, con 925 su un totale di 1.548 casi segnalati in tutto il paese.
– Uttar Pradesh: Storicamente una delle aree più colpite, ha visto un miglioramento significativo, con zero morti per encefalite nel 2024.
– Bihar: Continua ad essere uno degli stati ad alto rischio.
– Altri stati endemici:
Jharkhand,
Madhya Pradesh,
Chhattisgarh,
Andhra Pradesh,
Telangana,
Karnataka,
Tamil Nadu,
West Bengal,
e stati del Nord-Est come Manipur, Meghalaya, Nagaland.
Andamento stagionale
L’encefalite giapponese in India segue un pattern stagionale caratteristico:
– Picco stagionale: La trasmissione aumenta durante la stagione dei monsoni (luglio-agosto) e il periodo post-monsone (ottobre-novembre).
– Periodo di maggior rischio: Le epidemie tipicamente si verificano da luglio a ottobre, con un picco durante la stagione delle piogge.
Questo andamento è legato all’aumento delle popolazioni di zanzare e dei luoghi di riproduzione durante questi periodi.
Dati epidemiologici nel 2024, secondo i dati del Programma Integrato di Sorveglianza delle Malattie (IDSP):
– Totale casi riportati: 1.548 in 24 stati e territori dell’Unione.
– Assam ha registrato il 60% dei casi totali (925 su 1.548).

GENNAIO 2025: CHIKUNGUNYA

Casi della febbre virale emorragica, particolarmente acuta, sono stati segnalati negli altopiani centro meridionali del Sub Continente Indiano. I casi sono continuati durante tutto l’anno dall’ottobre 2022 e si sono mantenuti per il persistere delle piogge durante la stagione invernale del 2022. La lotta alla zanzara, la protezione ambientale, l’utilizzo di repellenti efficaci e l’utilizzo delle zanzariere costituiscono la prima linea efficace di protezione.

GENNAIO 2025: MALARIA

L’innalzamento progressivo delle temperature e dell’umidità, dopo il periodo invernale fresco e con poche zanzare, porta all’aumento della diffusione della Anopheles con il propagarsi di malattie di origine parassitario (Plasmodio). Dopo un progressivo abbassamento di casi di malaria dal 2015 al 2019 e dopo 3 anni di pandemia Covid-19, in modo anomalo si è verificato un aumento di casi di malaria, anche mortali, in aree del paese ad altitudine superiore ai 1800 metri. VEDI LA SEZIONE MALARIA DELLA SCHEDA
Nella regione dell’Asia sudorientale, per l’OMS, tre paesi continuano a rappresentare il 98% del totale dei casi segnalati nella regione. L’India con il 58% di casi rappresenta il primo paese dell’area, seguita dall’ Indonesia, con il 30% ed il Myanmar con il 10%. Secondo il WMR 2019, l’India rappresentava il 3% del carico globale della malaria nel mondo. Nel 2019, nonostante il paese mostrasse il più alto carico di malaria della regione SEA, mostrava anche una importante riduzione dei casi di malaria segnalati del 49% e dei decessi del 50,5% rispetto al 2017. I mancati controlli del territorio ed anche l’attenzione delle persone durante la pandemia ha contribuire a far nuovamente diffondere e crescere i casi di malaria nella maggior parte dei paesi. Sia nelle grandi pianure del nord che nelle grandi città, ma anche lungo gli altopiani centro meridionali ed in tutti i paesi rivieraschi.

Il fenomeno é presente ed è cresciuto nel triennio del Covid-19. Chi si reca in India deve informarsi delle aree di presenza della zanzara Anopheles, difendersi dalla puntura delle zanzare e non esporsi al rischio di puntura.

NOVEMBRE  2024: ADENOVIROSI – malattie respiratorie superiori. Mortalità elevata nei bambini fino a 9 anni.

Si mantiene elevato anche il numero dei casi di morbillo presenti nella maggior parte delle province del paese.

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ALERT FILIPPINE fine anno 2024

Alert sanitari

Alla fine del 2024, le Filippine stanno affrontando diverse epidemie e problemi di salute pubblica:

 

Filippine -DENGUE:
aumentano i casi di dengue nei primi 9 mesi del 2023. Il vaccino contro la dengue, la pratica preventiva “salvavita”

I Immagine che contiene testo, grafica, aqua, mappa Descrizione generata automaticamentecasi di Dengue nel primo semestre del 2024 sono aumentati in tutto il territorio delle Filippine rispetto al 2022/23. Protezione dalla puntura delle zanzare Aedes o vaccinazione contro la malattia i metodi preventivi da seguire. Il nuovo vaccino Qdenga della casa Takeda considerato un ” salvavita sicuro ed efficace”.

La dengue rimane una delle principali preoccupazioni sanitarie nelle Filippine. Nel 2024, il paese ha registrato un aumento significativo dei casi rispetto agli anni precedenti:

– Oltre 100.000 casi segnalati tra gennaio e settembre 2024
– 299 decessi confermati, ma si ritiene che la diffusione reale sia molto più ampia
– 14 delle 17 regioni dell’arcipelago hanno riportato un aumento dei casi nel 2024, con una crescita esponenziale da maggio fino a Novembre;

 

Filippine: aumentano i casi di dengue a Zamboanga del Norte (Settembre 2023)

Durante il 2023/24 sono aumentati esponenzialmente i casi di febbre di Dengue in tutte le Filippine. La malattia si è manifestata piuttosto aggressiva e con diffusione costante. In particolare, nella provincia di……..leggi tutto

Leptospirosi

A seguito delle massicce inondazioni di fine luglio 2024, si è verificato un allarmante aumento dei casi di leptospirosi. Il Dipartimento della Salute filippino ha ordinato a tutti gli ospedali della capitale di attivare il loro piano di capacità per la leptospirosi. Doxiciclina 100 mg è il farmaco in prevenzione e in cura. Richiedi una consulenza per informazioni e prevenzione;

Malaria

Sebbene non sia diffusa in tutto il paese, la malaria rimane un problema in alcune aree specifiche:

– Presente principalmente nelle isole di Palawan e Mindanao
– Nessun rischio a Manila e nelle altre aree urbane

Aggiornamento COVID-19

Mentre le restrizioni legate al COVID-19 sono state ampiamente allentate, il virus continua a circolare. Tuttavia, dal 22 luglio 2023, non è più richiesta alcuna documentazione relativa al COVID-19 per l’ingresso nel paese. È importante notare che la situazione epidemiologica può cambiare rapidamente, e i viaggiatori dovrebbero sempre consultare le fonti ufficiali più aggiornate prima di visitare le Filippine.

Leggi qui tutte le info necessarie per viaggiare

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INFLUENZA AVIARIA. STATO DI EMERGENZA IN CALIFORNIA. RISCHIO DI SALTO DI SPECIE

L’influenza aviaria sta attualmente destando preoccupazione a livello globale a causa della sua crescente diffusione e del rischio di trasmissione tra diverse specie animali, incluso l’uomo.

La situazione dell’influenza aviaria è in rapida evoluzione e richiede un monitoraggio costante. Mentre gli esperti lavorano per contenere la diffusione del virus e studiarne le possibili mutazioni, è fondamentale mantenere alta l’attenzione e adottare misure preventive, soprattutto nelle aree ad alta densità di allevamenti avicoli. Il virus prima presente solo negli uccelli selvatici si è diffuso negli allevamenti di polli e quindi in mammiferi selvatici ed ora in particolare nei bovini.
La collaborazione internazionale e la sorveglianza continua saranno cruciali per prevenire una potenziale pandemia di origine aviaria nell’uomo.

Cerchiamo di capire meglio cosa sta succedendo.

Cos’è l’influenza aviaria? (secondo WHO)
L’influenza aviaria, nota anche come “influenza degli uccelli”, è una malattia causata da virus influenzali di tipo A che colpiscono principalmente i volatili. Il ceppo più noto e preoccupante è l’H5N1, identificato per la prima volta in Scozia nel 1959.

Diffusione geografica

Il virus dell’influenza aviaria, in particolare il ceppo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI), si è diffuso notevolmente a livello globale:

– Inizialmente concentrato in Asia, il virus si è progressivamente espanso in Europa, Africa e America.
– Uno studio dell’Università della California ha identificato la provincia cinese del Guangdong come origine di diversi ceppi virali, tracciando i percorsi di diffusione regionale e internazionale.
L’influenza aviaria si sta diffondendo rapidamente in diverse parti del mondo, colpendo non solo gli uccelli selvatici e il pollame, ma anche i bovini da latte in diversi stati degli USA. Questa ampia diffusione aumenta le possibilità di esposizione umana al virus.

Ampliamento della gamma di ospiti

Negli ultimi anni, il virus ha mostrato una preoccupante capacità di infettare nuove specie:
– Oltre 50 specie diverse di mammiferi sono state trovate infette dai virus HPAI.
– Nel 2024, si è verificata per la prima volta la trasmissione del virus H5N1 dai volatili ai bovini, con focolai segnalati in diversi stati degli USA.

La diffusione tra gli animali

Negli ultimi mesi, si è osservato un aumento significativo dei casi di influenza aviaria:
– Tra gli uccelli selvatici: In Italia e in Europa si registra una crescente circolazione del virus H5N1 nell’avifauna.
– Negli allevamenti avicoli: Il virus si sta diffondendo anche nel pollame domestico, con numerosi focolai segnalati in diversi paesi.
– Nei mammiferi: Sono stati rilevati casi di trasmissione ad altre specie animali, come bovini e visoni.

Il salto di specie

Il “salto di specie” si verifica quando un virus riesce a superare la barriera biologica tra diverse specie animali. Nel caso dell’influenza aviaria, questo fenomeno è particolarmente preoccupante perché:
1. Aumenta il rischio di mutazioni: Ogni volta che il virus infetta una nuova specie, può subire modifiche genetiche che potrebbero renderlo più adatto alla trasmissione tra mammiferi, incluso l’uomo.

2. Amplia la diffusione: La capacità di infettare diverse specie animali aumenta le possibilità di propagazione del virus.

3. Complica il controllo: Diventa più difficile contenere l’epidemia quando coinvolge molteplici specie animali.

 

Questi salti aumentano le opportunità per il virus di mutare e potenzialmente adattarsi meglio alla trasmissione tra esseri umani.

 La trasmissione all’uomo

Sebbene rara, la trasmissione del virus aviario all’uomo è possibile, soprattutto in caso di contatto stretto con animali infetti Recentemente:
– Sono stati segnalati 61 casi umani confermati di influenza aviaria in sette stati degli USA, di cui 34 in California.
– In Louisiana, è stato registrato il primo caso grave di influenza aviaria nell’uomo negli Stati Uniti.

È importante sottolineare che finora non sono stati rilevati casi di trasmissione da uomo a uomo del virus H5N1[10].

 Lo stato di emergenza in California

Il governatore della California, Gavin Newsom, ha dichiarato lo stato di emergenza per l’influenza aviaria il 18 dicembre 2024. Questa decisione è stata presa per diverse ragioni:
1. Rapida diffusione: Il virus è stato rilevato in 645 aziende lattiero-casearie della California, con metà dei casi emersi solo nell’ultimo mese.
2. Rischio per l’industria lattiero-casearia: L’epidemia sta colpendo duramente i bovini da latte, mettendo a rischio un settore economico importante.
3. Necessità di risorse: Lo stato di emergenza permette di mobilitare rapidamente personale e risorse per contenere l’epidemia.
4. Prevenzione: Sebbene il rischio per la salute pubblica rimanga basso, le autorità vogliono agire preventivamente per evitare una possibile escalation.

L’influenza aviaria è considerata un rischio significativo per l’umanità per diverse ragioni:

Potenziale pandemico
Il virus dell’influenza aviaria H5N1 ha dimostrato una notevole capacità di evolversi e adattarsi a nuovi ospiti, inclusi i mammiferi. Questo potenziale evolutivo aumenta il rischio che il virus possa acquisire la capacità di trasmettersi efficacemente da persona a persona, portando potenzialmente a una pandemia.

Elevata patogenicità
L’H5N1 è noto per la sua elevata patogenicità negli esseri umani. Nei casi di infezione umana registrati finora, il tasso di letalità è stato estremamente alto, circa il 50%[2]. Sebbene le infezioni nell’uomo siano ancora rare, questa elevata virulenza è motivo di grande preoccupazione.

Mutazioni preoccupanti
Recenti studi hanno evidenziato che una singola mutazione genetica potrebbe essere sufficiente per migliorare significativamente la capacità del virus di legarsi ai recettori delle cellule umane. Inoltre, sono state osservate rare mutazioni genetiche in casi umani gravi, come quello recentemente segnalato in Louisiana.

Emergenza di nuove varianti
Sono emerse nuove varianti del virus con caratteristiche preoccupanti:
– La variante Fujian è diventata il ceppo predominante in gran parte dell’Asia.
Alcuni ceppi hanno mostrato una leggera riduzione della suscettibilità all’oseltamivir, un farmaco antivirale comunemente usato.

Rischio di riassortimento genetico
Gli esperti sono particolarmente preoccupati per la possibilità che il virus H5N1 possa infettare i maiali, che possono essere ospiti sia di virus aviari che umani. Questo scenario potrebbe portare a un riassortimento genetico, creando potenzialmente una nuova variante del virus più adatta alla trasmissione umana.

Preparazione e sorveglianza
Sebbene il rischio attuale per la popolazione generale rimanga basso, le autorità sanitarie stanno prendendo sul serio la minaccia. La dichiarazione dello stato di emergenza in California per l’epidemia nei bovini da latte e l’intensificazione della sorveglianza virologica sono esempi di misure preventive fondamentali per evitare ulteriori diffusioni nell’uomo.

Mentre non c’è ancora evidenza di una trasmissione sostenuta da persona a persona, la combinazione di questi fattori rende l’influenza aviaria una minaccia potenziale che richiede un monitoraggio costante e una preparazione proattiva da parte della comunità scientifica e delle autorità sanitarie globali.

Citazioni:
https://www.marionegri.it/magazine/influenza-aviaria-nuova-pandemia

INFLUENZA AVIARIA: NEGLI USA PRIMO CASO UMANO GRAVE DI H5N1, IL RISCHIO RIMANE COMUNQUE BASSO


https://www.epicentro.iss.it/focus/flu_aviaria/mondo
https://www.efsa.europa.eu/it/topics/topic/avian-influenza
https://www.vet33.it/cronaca/2372/influenza-aviaria-stati-uniti-mutazioni-nel-primo-caso-umano-grave.html
dr. Paolo Meo
direttore Cesmet Clinica del Viaggiatore
infettivologo tropicalista

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Brasile – 02 – Alert sanitari

 

 

Novembre 2024: il virus OROPUCHE costituisce un nuovo allarme in tutta l’America Latina e Caraibica.
Nel 2024 sono stati diagnosticati oltre 10.000 casi in diversi paesi.  La stragrande maggioranza si trova in Brasile. Tra il 2015 e il 2022 le denincie di questa malattia sono state in Brasile di 261. Nel 2024 i casi sono aumentati in modo esponenziale. La zanzara Aedes è il vettore del visus.  Ma in uno studio pubblicato sulla rivista del CDC, Emerging Infectious Disease, a ottobre 2024 riporta che il contatto sessuale potrebbe essere un modo per trasmettere il virus.
Oropuche si diffonde con una puntura d’insetto
A propagare il virus vari insetti, oltre le zanzare, tra cui i moscerini ed i rapporti sessuali con persone portatrici del virus. Il virus, della stessa famiglia dello Zica , colpisce i feti.
Il virus è stato identificato per la prima volta nel 1955 e ha preso il nome dal villaggio di Trinidad in cui è stato trovato. La pronuncia: “o-ro-push”.
L’oropouche è ospitato in uccelli, scimmie, roditori e bradipi. È un arbovirus come la dengue, lo Zika e la Chikungunya, il termine si riferisce a qualsiasi malattia causata da punture di insetti.

Al settembre 2024, la situazione della dengue in Brasile riferita dalle autorità sanitarie è critica.

Oltre 9 milioni di casi sono stati segnalati ufficialmente dall’inizio dell’anno.

I casi non denunciati sono un numero molte volte maggiore.

Questo rappresenta un aumento significativo rispetto al 2023 e rende il Brasile il paese con il maggior numero di casi di dengue nella regione delle Americhe.

Per maggiori informazioni consulta il sito web: www.dengueonline.it

Brasile, ancora in aumento i casi di Dengue- 12 Aprile 2024

 

Al 10 aprile sono più di 3 milioni i casi di Dengue denunciati in Brasile dall’inizio dell’anno, superando in pochi mesi il totale dei casi dell’intero 2023. I decessi confermati sono 1256, mentre per altri 1857 sono in corso esami di conferma.
Gli stati che denunciano un aumento di casi sono…….Leggi tutto

MAGGIO 2024: FEBBRE GIALLA
Casi della malattia sono stati denunciati nello stato di Minas Gerais, Anche nei primi mesi del 2023 ci sono alcuni casi sospetti della malattia. I pazienti hanno presentato febbre, ittero, dolori muscolari e dolori febbrili. Sono state individuate diverse scimmie portatrici sane del virus. Le scimmie costituiscono il serbatoio e la causa dei nuovi casi anche se sporadici. Importante la copertura vaccinale.

GIUGNO 2024: CHIKUNGUNYA Fino al MESE DI APRILE l’aumento dei casi della malattia è stato del 120%, da 16.971 a 35.569 casi probabili. Le più alte percentuali di aumento sono state osservate nella regione del sud-est, con enfasi sugli stati di Minas Gerais e Espírito Santo. Altri in aumento sono Tocantins, Mato Grosso do Sul, Bahia e Sergipe.
Essenziale l’attenzione alla puntura delle zanzare con l’utilizzo di repellenti efficaci.

 

Dengue: dichiarato a Rio de Janeiro lo stato di emergenza- 7 febbraio 2024

 

Nel solo mese di Gennaio i casi hanno superato i 10.000, quasi quanto la metà dell’intero anno precedente. La diffusione e la gravità della situazione hanno spinto le autorità locali a dichiarare lo stato di emergenza, anche in vista dell’approssimarsi del carnevale che radunerà in piazza e nelle strade milioni di persone.  Ai viaggiatori diretti in zone a rischio è raccomandato il vaccino e grande attenzione a evitare le punture di zanzara. Approfondimenti sulla Dengue qui.

La Dengue in Brasile: la situazione si aggrava  – 3 febbraio 2024

 

L’epidemia di “febbre virale da Dengue in Brasile” si aggrava nel mese di gennaio 2024. I casi sono cresciuti nelle prime 3 settimane del 2024 di oltre 500% rispetto allo stesso mese del 2023. Nello stato brasiliano di Rio de Janeiro il numero dei casi certi è aumentato del 587% nelle prime 3 settimane di gennaio. I casi denunciati sono oltre 10.000; i casi presunti sono 10 volte superiori. Gli ospedali e le cliniche private a Rio de Janeiro e nello Stato hanno registrato un aumento di casi medio del 778 %. I dati provengono dal ministero della Salute.

Come all’epoca del Covid-19 le autorità sanitarie stanno pensando di convertire alcune strutture sanitaria esclusivamente alla gestione del problema della febbre virale di Dengue per aumentare la capacità di assistenza per i casi gravi ed avanzati della malattia. Siamo in una reale situazione di emergenza.

Un altro pilastro della strategia……………..continua  a leggere qui

 

 

 

30 LUGLIO 2023: TURISTA ITALIANO MUORE DI DENGUE. AVEVA 14 ANNI
L’evento drammatico purtroppo conferma la pericolosità della malattia e la necessità di un’attenta prevenzione. Leggi tutto

MAGGIO 2023: DENGUE a Rio de Janeiro:
I casi in città sono aumentati del 600% rispetto agli anni precedenti. Nel 2023 in tutto il Paese i contagi sono aumentati del 46% Nelle grandi città ed in particolare a Rio c’è stato un esponenziale aumento dei casi di dengue. L’epidemia di Dengue raramente si è manifestata così diffusa. Le zanzare Aedes Aegypti mantengono la trasmissione con un aumento del 600% del numero di diagnosi confermate dall’inizio dell’anno 2023.
Vista la gravità della situazione, l’amministrazione comunale di Rio ha riferito di stare “monitorando” diverse aree della metropoli, soprattutto nella zona ovest, dove si è registrato il maggior numero di contagiati. L’Organizzazione panamericana della sanità ha riferito che in tutto il Brasile i casi di dengue hanno registrato un aumento del 46% nei primi due mesi del 2023, quando sono stati rilevati 158.310 contagiati. Tra gennaio e febbraio c’è stato un aumento della presenza della zanzara Aedes aegypti. I sintomi manifestati sono stati febbre, eruzioni cutanee e dolori muscolari e articolari.
Lo stato di Espirito Santo sta vivendo nel 2023 la più seria epidemia con 29mila contagi e nove morti.
A Minas Gerais i casi sono stati 7mila con sei morti.
A Rondonia, solo a gennaio sono stati confermati più di mille pazienti, il 40 per cento in più rispetto a tutto il 2022.
I decessi causati da patologie riconducibili al contagio sono stati 987, in aumento del 301 per cento in un anno.

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MARZO 2023: Approvazione in Brasile del nuovo vaccino contro la Dengue: il Q-DENGA della casa Takeda.
Il 2 marzo l’Agenzia nazionale di sorveglianza sanitaria del Brasile (Anvisa) ha approvato la registrazione del nuovo vaccino contro la dengue, il Qdenga,

MARZO 2024 Morbillo
Da alcuni mesi è in atto una epidemia di morbillo. il numero dei casi si mantiene elevato ed è in crescita. I casi di morbillo sono presenti nella maggior parte delle province del paese.

ANNO 2024: MALARIA

L’innalzamento delle temperature e dell’umidità, le piogge portano all’aumento della diffusione di diversi tipi di zanzare (Aedes e Anopheles), con il propagarsi di malattie di origine virale e parassitario. E’ ciò che si è verificato in modo anomalo, con l’aumento di casi di malaria, anche mortali, in aree del paese anche ad altitudine superiore ai 1800 metri. Ciò conferma la necessità di una informazione corretta ed aggiornata sulle reali situazioni epidemiologiche sul paese, al fine di attuare il miglior protocollo preventivo e la profilassi più adeguata.

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