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Fine ottobre 2020: la Covid -19 riprende la sua forza infettante e la sua corsa diffusiva, ma segue le regole di tutti i virus.
mutazioni del genoma
Per il virus SARS-CoV-2 riprendere la forza infettante e una diffusione sempre più ampia significa che il microrganismo non si è mai assopito né si è mai indebolito. Tale era e tale è rimasto. I virus, come tutti i microbi, seguono regole e comportamenti ben precisi e non mutano certo da un momento all’altro casualmente. Poche mutazioni puntiformi, come è accaduto e come è stato documentato da centinaia di centri di ricerca in tutto il mondo, non stravolgono il comportamento di una forma di vita semplice ma di esperienza di milioni di anni come i virus. In questi giorni di fine ottobre 2020 e di inizio autunno sta aumentando in modo esponenziale il numero delle persone infette, cioè di coloro nei quali il virus si riproduce senza manifestarsi. La microscopica forma di vita (virus Sars-CoV-2) è confinata all’interno degli individui che ha contattato e combatte o trova una sorta di convivenza con gli organismi senza dare a vedersi. (approfondisci)
Contemporaneamente aumentando gli infetti, esponenzialmente aumenta anche il numero dei malati, ossia di coloro che non riuscendo a controllare e ad arrestare il virus con le loro prime difese aspecifiche esterne, dopo aver incubato il virus, in forte riproduzione, per 5/7 giorni, manifestano sintomi di lieve o media entità. I malati, ossia i sintomatici, sono in proporzione numeri contenuti e ridotti rispetto alle decine o centinaia di migliaia di infetti, ossia chi ha il virus in corpo, che possono essere contagiosi oppure non diffondere virus. La malattia costituisce quindi una seconda linea di difesa che l’organismo mette in campo per combattere ed uccidere il virus, considerato un nemico che ha superato le prime linee di difesa. Se questa risposta difensiva, ossia i sintomi della malattia, diventa eccessiva, non controllata e le risposte infiammatorie, cellulari, molecolari diventano troppo forti, rivoltandosi e attaccando l’organismo, la persona si aggrava, i parametri vitali si alterano e deve ricorrere a cure importanti fino alla terapia intensiva. Relativamente poche persone, con scarsa energia difensiva, con malattie croniche importanti e debilitanti, con presenza di altri batteri o virus,le co-infezioni, generalmente anziani, non sopportano questa situazione, non reggono questo tsunami interno
che gli si rivolta contro e muoiono.
Questa ondata inarrestabile di infezioni, ossia di casi infetti, tende ad aumentare nei numeri e negli effetti non perché facciamo più tamponi, ( anzi ricordo che se devi fare un tampone naso faringeo antigenico rapido, inserito in una valutazione clinica infettivologica puoi cliccare qui) ma perché la diffusione del virus segue regole, modi, situazioni che si ripetono per tutti i virus. Caratteristiche del virus, comportamenti, stagionalità, aumento di altri virus e batteri nell’ambiente e quindi stagionalità ne sono le cause e la sua presenza è indipendente da quanti tamponi facciamo.
Sempre più velocemente siamo lanciati verso il blocco delle attività prima di settore e poi globali. Dalla ristorazione alle attività culturali e sportive, e i blocchi non finiscono qui. Motivo di queste imposizioni è la necessità di frenare la corsa del virus, che a mio parere difficilmente si farà imbavagliare. E la ripresa della attività infettante e della diffusione del virus segue una curva esponenziale. Ciò che non riesco a capire è perché ci meravigliamo di un fenomeno che poteva e doveva sempre previsto? Nel sito web della Clinica del Viaggiatore Cesmet, centro medico specializzato in malattie tropicali e infettive, che da sempre si è occupato di problemi clinici e diagnostici riguardanti le malattie infettive, in particolare legate ai viaggi, abbiamo sempre sostenuto come la flessione dei casi di Covid-19 seguisse la flessione della presenza di tutte le malattie infettive stagionali invernali, in particolare respiratorie che si presentano l’inverno e tendono quasi a scomparire in primavera estate. Flessione di casi di malattie legata al comportamento umano che si tiene in primavera ed in estate; alla rimodulazione stagionale delle risposte immunitarie del nostro organismo; alle difficoltà incontrate dai microbi, ed in particolare dai virus nel corso della stagione estiva. Difficoltà di sopravvivenza nell’ambiente. Per non parlare del fenomeno deleterio delle co-infezioni, cioè della azione contemporanea di diversi virus e batteri che si ritrovano a banchettare insieme dentro di noi. Questo fenomeno delle co-infezioni è tipico autunnale ed invernale e diminuisce notevolmente nella stagione estiva.
I medici che hanno pratica con le malattie infettive e che operano e curano i malati, cioè i clinici, non hanno mai dubitato della ripresa della malattia Covid-19. Tranne pochi colleghi, spesso confusi, nessuno degli addetti ai lavori ha mai pensato che il virus era morto o indebolito. Poche modifiche del genoma virale non potevano modificare la sua capacità di diffondere tra le persone in modo così imponente, o di aggredire l’organismo in modo così profondo.
Siamo oramai in autunno e l’inverno si avvicina. Le malattie causate da virus e batteri sono in aumento. Già diversi focolai di infezioni intestinali con diarrea, nausea e mal di pancia si presentano diffusamente in particolare negli ambienti scolasti dei più piccolini. Raffreddori, febbri da primi virus respiratori cominciano a presentarsi e a diffondersi. E sono gli stessi sintomi del Covid ma non è Covid. Crescerà anche il Covid nel prossimo futuro ma cresceranno tutti gli altri malanni di stagione. Dobbiamo cominciare a entrare nella mentalità che questo virus convive con noi e con gli altri germi. Nella maggior parte dei casi infetterà gli organismi ma rimarrà nascosto, ed i numeri saranno in costante aumento. In una parte di popolazione, anche se ridotta, il virus si manifesterà con sintomi soprattutto delle alte vie respiratorie, accompagnando gli altri virus della stagione. In poche persone si presenterà in modo violento e addirittura letale. Gli anziani, i malati cronici sono i soggetti più esposti. (Approfondisci)
Il vero problema non è costituito dalla diffusione della infezione da SARS-CoV-2 nella popolazione giovane e adulta fino ai 55/60 anni, ma dal proporzionale aumento dei casi clinici e tra questi l’insorgenza di peggioramenti che portano ad un utilizzo delle strutture sanitarie, dei pronto soccorsi e del sistema sanitario da parte di una larga fetta di popolazione,spesso non bisognosa di cure ospedaliere.
Basta una febbre o un mal di gola che si corre in pronto soccorso. Non c’è nulla di più sbagliato ed anche pericoloso.
Lasciamo le strutture sanitarie a chi ne ha veramente bisogno. In caso di malessere rimaniamo a casa e chiediamo consigli ai medici di famiglia o agli specialisti in infettivologia sul comportamento da adottare e su come curarsi. Le strutture sanitarie, i reparti ed i pronto soccorsi lasciamoli a coloro che hanno necessità. Non c’è solo la malattia Covid-19 ma ci sono anche tutte le altre malattie, anche gravi e rischiose, che devono continuare ad essere trattate e seguite dai medici.
L’isteria, la paura, la non conoscenza del problema non aiutano, anzi…
Ognuno di noi adotti la regola numero uno del distanziamento e utilizzi in modo serio le mascherine. Ed eviteremo che ristoranti, bar, gelaterie, pasticcerie, palestre, piscine e tanto altro vengano chiusi. Quante migliaia di persone stanno perdendo il posto di lavoro. Quanti disastri economici per migliaia di imprese familiari ed i loro dipendenti o lavoratori giornalieri. Cominciamo a prenderci le nostre responsabilità. Ognuno di noi ha avuto la sua responsabilità per queste chiusure. Ora possiamo rimediare pensando che il nostro comportamento influenza il lavoro anche degli altri. Palestre e piscine potevano essere risparmiate se sportivi e atleti avessero adottato comportamenti più attenti.
Anche se il virus diffonde ugualmente in presenza di comportamenti quali distanziamento, mascherine, e lavaggio delle mani, nonostante tutto la loro applicazione frena sicuramente il contagio, soprattutto delle persone anziane.
I vaccini, se si riuscisse a trovarli, hanno il compito di evitare le co-infezioni tra malattie aggressive. Antinfluenzale, antipneumococco, e antimeningite sono le migliori protezioni anche per rafforzare il nostro sistema difensivo.
Quindi grande attenzione, prudenza per proteggere soprattutto chi, per la sua debolezza può anche soccombere, ma non ci consideriamo tutti malati. Il virus può contattarci ma noi, nella maggior parte dei casi possiamo superarlo e distruggerlo. E se ci infetta, può convivere connoi senza che ce ne accorgiamo.
D’altra parte più casi, più malati, più coinvolgimento del sistema e delle strutture sanitarie.
Viaggi in Sardegna? Dal 14 Settembre parte l’obbligo- secondo quanto indicato dal governatore della regione- “ordinanza n° 43 dell’11 settembre 2020 art. 10 comma 1 e 2” di effettuare un tampone nasale per la ricerca dell’ antigene virale o test sierologici con la ricerca di anticorpi contro il Covid-19, con una certificazione COVID FREE: se non arrivi con questa certificazione c’è l’obbligo di effettuare i test all’arrivo e rimanere in quarantena fino al momento dei risultati.
IL TAR della Sardegna ha revocato l’obbligo di effettuare tamponi o test sierologici per entrare nell’isola. Quindi non occorre più presentare certificazione per arrivare nei porti o negli aeroporti sardi. Ma la pratica ed il controllo potrebbe continuare ad essere una buona pratica. Questo nel proprio e nell’altrui interesse.
Il presidente Solinas tra Giugno e Luglio 2020, alle porte delle vacanze, aveva più volte minacciato di imporre i tamponi o test sierologici per il SARS- CoV-2 ai vacanzieri che volevano entrare nell’isola. Allora i casi di Covid-19 in Sardegna erano contenuti e, come in molte regioni del sud, il virus diffondeva, apparentemente, in modo limitato. La politica dell’ attenzione e del controllo dei casi infetti che potevano diffondere velocemente nell’isola, portati da altre regioni, è stata interpretata come una forma di razzismo verso chi proveniva dal centro/nord Italia. Nulla di più sbagliato e fuorviante.
Da più parti veniva invocata, soprattutto nel nord Italia, la strategia del tampone a tappeto, su più gente possibile. E nonostante tutto Solinas veniva tacciato di razzista verso il Centro – Nord. Tante le critiche ed anche le prese di posizioni politiche nei sui confronti. Opinioni, anche del governo, incomprensibili per un paese dove si continuava ad imporre una giusta attenzione al virus tramite la politica dei tamponi.
Due strategie preventive, due politiche differenti
Quindi delle due l’una:
(1) LIBERA CIRCOLAZIONE: O si decideva di far circolare liberamente il virus per far crescere l’immunità della popolazione sana, under 50, scelta che potrebbe trovare la sua ratio immunologica, nella formazione di nuove difese immunitarie in una larga fascia di popolazione sana, dove il virus circola in modo asintomatico. Controllando contemporaneamente, con particolare attenzione, le classi di età più sensibili e le fasce di malati cronici e deboli. Questo è compito primario della medicina di base. Obiettivo di questa politica sanitaria è la crescita controllata del numero dei contagiati accompaganato dalla cura dei sintomatici. Gli attuali livelli di capacità terapeutica sono notevolmente mogliorati con l’esperienza di questi mesi.
Tutto questo in attesa- probabilmente ancora lunga- di vaccini contro il SARS-CoV-2.
Questa è in parte la politica adottata durante l’estate in molte regioni, e imposta al popolo sardo, con controlli a monte praticamente assenti e regole poco applicate per facilitare un turismo già particolarmente sofferente.
(2) CONTROLLI STRETTI E OBBLIGATORI: Oppure, dopo mesi di lockdown, in vista delle vacanze estive, e di flussi importanti di vacanzieri che rimanevano sulle coste italiane, si continuava ad applicare una politica di controlli sanitari, imponendo all’entrata nell’isola test Covid, obbligatori e a maglie strette per controllare, per quanto possibile, la diffusione del virus, cercando di proteggere l’intera popolazione dell’isola. D’altra parte, in una situazione di emergenza sanitaria, in caso di pandemie così violente e pericolose, a lasciare la scelta dei comportamenti preventivi alla volontà di ciascuno, si rischia di non ottenere i risultati voluti.
Molti addetti ai lavori, ossia molti medici specialisti nelle materie infettive ed affini, sono convinti che si può uscire dalla aggressione di microrganismi così pericolosi solo adottando strategie e comportamenti univoci, che tengano conto delle caratteristiche del germe, in questo caso il virus del Covid-19, e della reattività dell’uomo, con le sue infinite variabili.
Controllare la diffusione di un virus vuol dire controllare l’ambiente dove diffonde, i meccanismi di diffusione, le persone e la loro risposta, con regole ben precise e non lasciate al caso. Se si decide di controllare la diffusione di un virus nuovo e poco conosciuto, in particolare in luoghi chiusi, come quelli di lavoro e ambienti scolastici, il suo controllo non può essere lasciato ad un atto volontario, perché rischia di rendere inutile l’operato di tanti mesi di lavoro. La conseguenza più logica risulterebbe essere quella di non fare alcun test ed alcun controllo. E far ricorso alla Costituzione a garanzia delle libertà di scelta in questi frangenti non ha alcun senso.
Quanto sopra descritto configura due politiche sanitarie differenti che devono tener conto delle caratteristiche della popolazione a cui si applicano, dei diversi modi di agire, ma anche dei diversi ambienti ed altre variabili. Questo è lo stesso problema che si ripropone per i vaccini. Obbligo si, obbligo no.
Ma torniamo alla Sardegna.
Arriva l’estate e la Sardegna, più del solito è stata metà di vacanzieri, scatenati dopo mesi di silenzio ed assenza di divertimento. Il giusto divertimento e la giusta confusione. Ma ci si è dimenticati che il virus SARS-CoV-2 circola anche in estate. Il virus ha continuato a fare il suo mestiere. Circolare , diffondere ed infettare. Dopo mesi di distanziamento forzato, soprattutto i giovani, per necessità e indole, si sono ritrovati tutti insieme, più stretti possibile, e le notti estive sono il miglior modo di stare l’uno accanto all’altro.
Quante migliaia di persone hanno albergato all’interno del proprio organismo il virus a loro insaputa! Normale dinamica del rapporto microbo – persona. A maggior ragione, dinamica di un virus nuovo che trova un terreno vergine dove galoppare, diffondere, riprodursi. Ma tutto questo era scontato e, ancor di più, c’è da aspettarselo in questo momento di rientro dalle vacanze. Dalla Sardegna, ma anche da altre regioni, dove si era diffuso e riprodotto, il virus è stato trasportato creando tanti nuovi focolai. La crescita attualmente è esponenziale, e noi non ce ne accorgiamo.
Ora la Sardegna vuole frenare l’entrata del virus, che si è però impossessato del territorio e della sua popolazione.
Giusto e corretto frenare l’entrata del virus dall’esterno, ma questo freno funzionerà se non sarà lasciato alla volontà di ciascuno. Il presidente della regione ha deciso che tutti coloro che entrano devono dimostrare, per quel che si può, di non portare il virus.
Quindi voi che vi recate nella bellissima Sardegna ricordate di certificare l’assenza del virus dentro di voi con test effettuati 48 ore prima di partire.
Africa Polio free. Il 25 agosto 2020 è una data storica, un traguardo impensabile fino a pochi anni fa. Il poliovirus è sconfitto. OMS annuncia il successo
AFRICA POLIO FREE ragazzino aggredito da poliovirus fuori dall’aeroporto
Febbraio 1981 aeroporto di Mogadiscio, la mia prima missione in Africa, ancora medico ragazzino. Sbarcato dall’aereo e presi i bagagli mi avvio all’uscita di una sorta di costruzione che sembra non reggersi in piedi. Muri scrostati, macchiati ovunque, intervallati da cartoni, legna e … vuoto di parete.
Una folla variopinta a me sconosciuta nei modi e nei comportamenti attende fuori la dogana. Mi addentro a spintoni tra la gente e vedo tanti piccoli bambini per terra, con le loro gambine bloccate sopra una sorta di tavoletta su rotelle. Si strascinano con le loro braccine veloci come piccoli uccellini. “bakshish bakshish – un aiuto – un soldino” è una voce unica, un grido che cresce andando verso i fuoristrada che ci aspettano pronti a portarci via. Altri bimbi con le grucce, accompagnati da adulti non si sa bene se compassionevoli o sfruttatori del male altrui. E da sempre la compassionevole poliomielite è stata motivo di sfruttamento indegno di persone sofferenti. Per me ed i miei colleghi medici imberbi, freschi di studio ma privi di esperienza è il trauma di chi affronta per la prima volta l’ Africa; e con l’Africa la poliomielite. Una malattia che da sempre ha lasciato morte e segni indelebili e permanenti ha chi ha subito l’attacco del virus. Il “sacro fuoco del fare” di chi si è appena laureato, pieno di scienza e di studi, si spegne di fronte alla cruda realtà della vita di tutti i giorni. Il sapere si scontra con la realtà dura e dolorosa. Le immagini dei testi sbiadiscono di fronte a tanto dolore, nascosto dal furore dei piccoli bambini, sempre comunque pieni di vita, ma sfigurati dal virus della polio. Malattia terribile, drammatica, sfigurante
WORLD POLIO FREE ricordi di polio a scuola
E il mio ricordo corre dove quello dei più giovani non arriva. All’inizio degli anni ‘60 quando, ancora bambino, alla scuola materna, ricordo alcuni compagni, con il loro grembiulino, segnati indelebilmente dalla aggressione del virus della poliomielite. Con la loro zoppia tipica della gamba sfigurata dalla polio, con quei piedini storti, con la poca forza di appoggio. Alcuni con le grucce sempre al loro fianco. Questo era il virus della polio tra di noi.
Ricordi lontani oramai dimenticati. E ricordi indelebili di quelle campagne di vaccinazioni con file interminabili di mamme e piccoli il cui obiettivo era arrivare dopo ore allo zuccherino rosa. Era una conquista. E tutti noi, piccoli scolari in quel tempo abbiamo un ricordo lontano, sbiadito ma piacevole.
vaccino antipolio con lo zuccherino
Tutti i bambini erano entusiasti di andare a prendere lo zuccherino. Che conquista questo vaccino, quante vite salvate, quante persone storpie in meno, fino a sparire, quasi. Queste zollette hanno reso l’Italia, l’Europa e il nord del mondo polio free. Per il sud del mondo ci sono volute lotte e sforzi enormi, ma alla fine …
Mettiamoci bene in mente che se non ci fosse stato questo zuccherino ancora saremo stati pieni di grucce, tavolette, zoppie, arti deformati.Il vaccino contro la polio ha eliminato tutto questo. E questo deve essere chiaro ai NO VAX di tutto il mondo. Il vaccino ci ha eliminato questa tremenda realtà che ora i signori NO VAX non vedono più.
Questa immagine di una polio così diffusa e così crudele ce la porteremo avanti per molti anni. I miei ricordi vanno ai tanti Etiopi, bambini e adulti, nel nord del paese; vanno al progetto Tana Beles, alla fine anni ’80. Camminate strascicanti di tante persone legate al proprio destino condizionato da un virus assassino; accanto all’ospedale del cantiere, gruppetti di poliomelitici in cerca più di bakshish che di cure. I miei ricordi vanno ai villaggi del nord della Sierra Leone che si sviluppavano attorno ai cantieri di tante imprese, la mia era la Salini Costruttori, che comunque propose e finanziò, grande esempio per una impresa all’inizio degli anni ’90, una campagna di vaccini per la polio fatti nei villaggi e sulle popolazioni dei suoi lavoratori, che vivevano vicino ai cantieri. Quante persone buttate a terra accanto alle loro capannine con i loro monconcini, gambe rovinate, piccole grucce, tavolette, lettighe per i più sfortunati.
I miei ricordi vanno alla Nigeria, Mauritania, Kenia, Mozambico … e altri paesi. Il virus presente ovunque. E in Etiopia ancora con il nostro fuoristrada sempre circondato da folle di ragazzini
la poliomielite questo lo abbiano visto e grazie ai vaccini non c’è più
urlanti, con le loro danze ritmiche e per terra tanti piccoli bambini che si trascinano sotto le ruote con le loro tavolette mobili. C’era da aver paura a ripartire o guidare con il rischio di schiacciare questi corpicini … ma chi conosce questi ragazzini con le loro le loro gambine flosce e malformate, conosce la loro rapidità di movimento. Come i colombi, che credi di uccidere con la macchina, ma più ti muovi più spariscono. La bella Addis negli anni ‘80 e ‘90 era piena di casi di polio. Una realtà scomparsa con le campagne di vaccinazioni. Vaccinazioni inizialmente date in modo incerto, da organizzazioni di volontari, contro il parere e la voglia di tutti. Vaccinazioni che poi sono diventate il mantra dei governi. La protezione delle generazioni future.
E il nostro lavoro non è stato vano. Nelle savane africane, per anni, dal 1981, l’anno del mio primo vaccino somministrato in Africa, nei villaggi e nei cantieri spersi nei più diversi paesi, fino all’organizzazione dl un “centro di vaccinazioni” realizzato secondo regole in uno dei tanti ospedali in Tanzania, collegato a rete con tutte le altre strutture sanitarie che distribuiscono a tutta la popolazione vaccini, con una ottima organizzazione dello stato tanzanese; ed io ne sono stato parte. Tutto questo era una vera utopia un tempo. Ma l’obiettivo è stato raggiunto e allora è valsa la pena di studiare, organizzare, gestire campagne di vaccinazioni nei luoghi e nelle condizioni più diverse. Dai campi profughi della guerra dell’Ogaden, Qoorioley – Merka ,Somalia, ai nomadi Tuareg e Mauri sempre in movimento, ai villaggi di Sierra Leone, Nigeria e Niger, Mozambico e sud Zimbabwe, al confine sud Africa. Che lotta dura convincere i capi tribù, o i capi dei villaggio o religiosi, che le campagne vaccinali sarebbero state fondamentali per la salute dei loro bambini.
Negli anni ‘80 e ‘90 molti stati africani erano praticamente assenti nella organizzazione delle campagne vaccinali. I villaggi sparsi in immensi territori erano lasciati soli. I vaccini erano una chimera, i grandi assenti o meglio i grandi sconosciuti. Andando avanti negli anni le campagne di vaccinazioni portate avanti dagli enti internazionali, da congregazioni di vari credi religiosi, da Onlus sempre più presenti, hanno cambiato la sorte di interi popoli. Il problema allora era reperire i vaccini, organizzare il trasporto, garantire la catena del freddo. E la questione principe nei villaggi, quando tra mille difficoltà i vaccini arrivavano era dove stoccare queste dosi preziose di vaccini che spesso arrivavano da spedizioni quasi clandestine? Nella maggior parte dei villaggi infatti non c’era la corrente elettrica e ambulatori, spesso piccole capanne in terra e sterco e gli health center, belli a vedersi da lontano, non avevano frigoriferi né tanto meno generatori. I più forniti avevano vecchi frigoriferi a cherosene, che la maggior parte delle volte non si trovava una volta esaurite le scorte. Questa era l’Africa di tanti anni fa. E gli sforzi personali di tante persone si scontravano contro queste realtà. Il nostro pensiero era, non ce la faremo mai, ma … andiamo avanti lo stesso.
vecchi frigoriferi a cherosene
Poi lo sforzo dell’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e di altri Enti Internazionali e di tanti enti privati di buona volontà hanno agito sui governi nazionali rafforzando sempre più la coscienza che una buona organizzazione sanitaria pubblica e giuste campagne vaccinali imposte dal livello governativo,avrebbero cambiato il volto delle proprie nazioni e dell’Africa nel suo insieme salvaguardato la vita di milioni di persone, in particolare bambini. E così è avvenuto. Le nazioni africane hanno preso coscienza che il bene della popolazione era il bene dei governi, per lo meno per la salute.
Già a metà degli anni ‘90, ed io ne sono testimone, i tanti bambini storpi si erano sensibilmente ridotti. All’uscita dagli aeroporti sempre più ragazzini urlanti, saltellanti, pieni di vita e sempre meno tavolette mobili con sopra corpicini deformi e grucce posate sui muri delle strade. Poi, avanti negli anni 2000, dai nostri fuoristrada, mezzi sempre stridenti con le realtà e la povertà di cittadine e villaggi, ma necessari per il nostro lavoro, cercavamo agli angoli delle strade, o lungo le infinite piste in terra rossa, queste piccole creature sfigurate da un virus, il poliovirus che non perdonava e non perdona. Ma un po’ per volta sono diminuite fino a sparire. Migliaia di chilometri percorsi lungo le polverose strade africane. Prima con la presenza costante e diffusa di bambini o adulti poliomielitici, testimoni viventi della aggressione di un virus deformante. Poi grazie ai vaccini rapidamente scomparsi nel corso degli anni 2000, sempre più testimoni della forza delle vaccinazioni. Le tavolette a rotelle con i corpicini deformi non si vedevano più. I vaccini antipolio somministrati in campagne di vaccinazioni studiate e gestite in modo capillare, costante, organizzato e con mezzi sempre più moderni hanno avuto il sopravvento sul poliovirus.
vaccinazione antipolio in Africa
I numerosi sforzi prima di singole organizzazioni private e poi delle più forti organizzazione degli Stati coordinati da OMS con il supporto di UNICEF e tanti altri organismi sono serviti. L’Unione Africana, che ha riunito tutti gli stati ed i governi africani ha contribuito non solo a formare una coscienza ma a fornire organizzazione e fondi per queste campagne. Non è stata lotta vana. L’ultima battaglia è stata condotta in Nigeria. Terra difficile, ma decisa quando ha capito che il bene del suo popolo passava anche sconfiggendo la malattia. E la malattia e la vita di milioni di persone passava attraverso la prevenzione vaccinale. Un territorio immenso, una popolazione sterminata, la furia delle armate di Boko Aram, i santoni locali, le diffidenze verso tutto e tutti, il sangue di gallo versato sulle gambe malate dei poliomielitici, antiche tradizioni tribali. E nonostante tutto questo le campagne vaccinali hanno preso piede. Nonostante la difficoltà di mantenere i vaccini con la giusta catena del freddo, di trasportarli per sentieri e piste tra savane e foreste, in ogni dove, di raggiungere i villaggi più sperduti, la battaglia è stata vinta. L’Africa ha raggiunto il 95% di copertura per il vaccino contro la poliomielite . La battaglia è veramente vinta. Non abbassiamo la guardia. Continuiamo a fornire in modo capillare e a tutte le poipolazioni, anche nei villagi più periderici e sperduti, quel bene prezioso che ha sconfitto la POLIOMIELITE IN AFRICA, ovvero i vaccini.
La Poliomielite prima scomparsa dall’Europa, poi dalle Americhe, Oceania, Asia come una macchia d’olio. Ora dall’Africa. Il virus arretra ovunque. Resiste con qualche caso dove la guerra impedisce una buona e corretta gestione della salute pubblica. Afganistan e Pakistan terre martoriate da lotte fratricide e lì il poliovirus ancora resiste. Ma siamo convinti che per l’amore di tanti bambini la guerra ed il terrore tra popoli lasceranno spazio alla guerra verso il virus. Una guerra combattuta con l’arma delle vaccinazioni
Una guerra da estendere e da continuare nei confronti di tante altre malattie. Trascinati dall’esempio e dalla vittoria prima sul vaiolo, malattia sparita agli inizi degli anni ’80, l’ultimo caso in Somalia nel 1981; ed ora della vittoria sul Poliovirus, in particolare in Africa dove nessuno scommetteva su questo successo.
Un pensiero ai NO VAX. Neanche questa vittoria sul Poliovirus, una vittoria di tutta l’umanità su uno dei peggiori virus che ha condizionato e distrutto la vita di milioni di persone, vi convince della bontà delle campagne di vaccinazioni? L’ AFRICA POLIO FREE dovrebbe farvi capire che anche i vaccini hanno un fondamento, un qualche cosa di buono. Anche una malattia mortale e gravemente invalidante come la poliomielite si può combattere e vincere. Nonostante questa vittoria di tutta l’umanità i vaccini sono e rimangono il vostro grande nemico; ma questa volta, con questa notizia inaspettata a tutti noi, un traguardo considerato irraggiungibile fino a qualche anno fa, forse le diatanze si possono ridurre, forse potete cominciare a ricredervi un pò.
E comunque una raccomandazione da medico che di campagne vaccinali ne ha fatte diverse, nelle condizioni e nei paesi più diversi. Non
AFRICA POLIO FREE
abbassiamo la guardia verso il poliovirus e verso tutte le altre malattie che si combattono con le vaccinazioni. Supportiamo e facilitiamo in tutto il mondo le campagne di vaccinazioni, dalle donne in gravidanza, ai neonati e piccolissimi bambini. Non dimentichiamo i richiami nei tempi giusti, e ricordiamoci da adulti di rafforzare il nostro sistema immunitario con i richiami periodici. Il vaccino antipolio sta facendo il suo miracolo, il virus prima in ritirata forzata in Africa è stato sconfitto. L’AFRICA è POLIO FREE. Ora lottiamo in Afganistan e Pakistan ed eliminiamo il virus anche da questi paesi e rendiamo il mondo POLIO FREE. Ce la possiamo fare e questa volta questa situazione è alla portana di mano.
Il tampone per COVID-19 è considerato in tutto il mondo il test più sicuro per identificare la presenza del virus nell’organismo. Ed il test RT-PCR per SARS-CoV-2 è richiesto da compagnie aeree e paesi di destinazione in tutto il mondo. I centri medici pubblici autorizzati a effettuare questo esame sono le uniche strutture a poter eseguire il TAMPONE. Fino ad ora il test veniva eseguito solamente a cittadini malati, a sospetti e a categorie particolari. Ora anche i viaggiatori presentando una richiesta di un medico o di uno specialista con un certificato possono richiedere l’effettuazione del test. Da qualche giorno quindi anche i viaggiatori internazionali, con un certificato medico accedono all’effettuazione del Tampone. Il Centro medico Cesmet – clinica del viaggiatore da sempre ha effettuato dei protocolli specialistici per il controllo del COVID-19 per diverse categorie rilasciando una certificazione dello stato di salute delle persone o dei lavoratori e la certificazione del loro stato immunitario, ossia della resistenza o sensibilità al virus. Anche per i viaggiatori internazionali il Cesmet ha istituito un protocollo sanitario con videat infettivologico, test funzionali e sierologici e certificazione. A tutti i viaggiatori vengono rilasciati coonsigli e indicazioni su come viaggiare e quali protezioni adottare in corso di viaggio, ricoordando sempre l’importanza di alcune vaccinazioni. Al termine di questo protocollo viaggi internazionali con le certificazioni, valide per i viaggi viene rilasciata una richiesta di effettuazione di TAMPONE per COVID in urgenza.
Per noi del Cesmet il viaggiatore internazionale, oltre al test PCR puro e semplice ottenuto con il Tampone, deve ricevere una valutazione medica specialistica e con il certificato dello stato di salute ed immunologico deve ricevere, soprattutto in questo periodo, indicazioni e consigli per il viaggio. Per questo motivo per la richiesta del TAMPONE occorre sottoporsi ai protocolli sanitari da sempre proposti. (clicca qui per approfondire)
Al viaggiatore che effettua il Protocollo Viaggi Internazionali insieme ai certificati dello stato di salute e dello stato immunologico viene rilasciata la richiesta del medico infettivologo per effettuare il tampone per motivo di volo internazionale, in regime di urgenza. I certificati e la richiesta di tampone vengono rilasciati a vista il giorno del videat infettivologico. Il test PCR deve essere fatto alcuni giorni prima e la risposta si riceve via mail in 48 ore.
Nel caso di partenze programmate si può avere tutto il tempo di effettuare un chek-up diabetologico completo, diversamente in caso di partenze improvvise tentare almeno di ottimizzare prima, durante e dopo il viaggio lo stato metabolico.
Presso il Centro Medico Cesmet, Clinica del Viaggiatore puoi richiedere una consulenza prima del viaggio per viaggiare in sicurezza adeguando la tua situazione.
Soprattutto in questo periodo di pandemia è bene sapere che nel diabete scompensato i virus, come altri batteri o miceti trovano un pabulum ottimale per moltiplicarsi.
Ricordare di mantenere un range glicemico almeno al di sotto di 140 mg/ml a digiuno e 2 h. dopo i pasti.
La glicemia non deve mai essere al di sotto di 75/70 mg/ml
Assumere immediatamente o un bicchiere di latte o appositi stick di glucosio o acqua e zucchero.
Il chek-up diabetologico di base consiste in:
Visita Diabetologica
Analisi metaboliche complete
Cardiologica con ECG
Visita Angiologica con ECDoppler dei vasi epiaortici ed arti inferiori
Visita Oculistica completa
Eventualmente anche: Vs.ta Neurologica con EMG 4+8 segm.
Visita Urologica
Visita Nefrologica
Visita Ginecologica
Visita Andrologica
Visita Dermatologica
Visita Odontoiatrica
Visita Dietologica
Visita Psicologica
Visita Podologica
Consideriamo che il Diabete sia il tipo I che il tipo II è una malattia endocrina, soggetta quindi ai ritmi circadiani ormonali, inevitabilmente nel caso di viaggi con variazione di fuso orario superiore allle 4/6 ore si crea spesso uno scompenso temporaneo dei ritmi e della sincronia dei feedbach secretori.
In caso di terapia con microinfusore deve essere settato con l’aiuto del diabetologo in base al fuso orario.
E’ quindi auspicabile partire in fase di buon compenso metabolico di base.
Evitare di saltare i pasti o di assumere in continuazione cibo, mantenere altresì un’alimentazione in 5 pasti, riducendo i carboidrati ed escludendo i dolci, adattando progressivamente l’orario di assunzione all’arrivo a destinazione. Assumere sempre abbondante acqua.
All’arrivo modulare le calorie in base al compenso metabolico ed allo sport praticato, evitare la frutta tropicale, mantenere nelle donne una dieta di circa 1200 Kcal. max e nell’ uomo di 1700 Kcal. max, in 5 pasti.
Ricordare che se si parte in stagione invernale e si giunge in zona tropicale non possiamo all’arrivo assumere le stesse calorie di prima della partenza e viceversa.
RICORDARE SEMPRE :
1) Avere sempre con se i medicinali, a portata di mano, sia insulina con penne ed aghi che ipoglcemizzanti orali, evitare di esporli a temperature troppo alte o troppo basse.
2) Avere sempre con se una fonte di Glucosio: vi sono vari prodotti in vendita in farmacia, effettuare comunque sempre i 2 spuntini h. 10,00 ed h. 17,00 circa.
3) Avere con se una dichiarazione del Diabetologo, che attesti la malattia, il numero di un familiare, del medico di base, la terapia e cosa effettuare in caso di emergenza (ipoglicemia), in duplice lingua ( It./Ing.)
4) Se viaggiate in aereo portate con voi un certificato medico, con data non anteriore ai 30 gg, che attesti la patologia, la terapia, la posologia la modalità di assunzione, e somministrazione del farmaco; il foglietto illustrativo ed un’ autocertificazione attestante che il contenitore sia anti-urto ed anti-rovesciamento.
5) Preparare i farmaci in un sacchetto trasparente e richiudibile.
6) Se indossate un microinfusore o un sensore per il monitoraggio glicemico avvisare la sicurezza, si devono evitare gli scanner, eventuale perquisizione manuale.
7) Non mettere mai l’insulina nel bagaglio da spedire, potrebbe risentire dei grandi sbalzi di temperatura e pressione.
8) Fondamentale avere con se una quantità doppia di farmaco !
Al fine di non rischiare in caso di ritardi, code, imprevisti vari. Tutti i tipi di penne da insulina in terapia, le lente e le rapide, aghi in abbondanza, sticks per il glucometro in abbondanza con i pungi dito.
9) Sia in aereo che in treno che per nave cercare di muoversi quando possibile, passeggiare con continuità, si consumano Calorie !
Buon Viaggio,
dr. Francesco Saverio Floridi
diabetologo presso i centri antidiabete ACISMOM
Responsabile servizio diabetologia
del poliambolatorio SMOM
DURANTE LA PANDEMIA DI SARS-CoV-2 E’ IMPORTANTE FARE I RICHIAMI DELLE VACCINAZIONI SCADUTE E EFFETTUARE ALCUNE VACCINAZIONI PER EVITARE COINFEZIONI CON SARS-CoV-2
In questo periodo di pandemia COVID-19 è diventata cosa molto rilevante la protezione immunitaria dell’organismo, ed il rinforzo delle difese immunitarie. Per questo motivo è opportuno revisionare la propria cartella sanitaria vaccinale per verificare lo stato delle vaccinazioni.
Questa pratica preventiva periodica è importante, per garantire e rafforzare le difese immuni efficienti. Per questo motivo la invitiamo a verificare insieme le date di scadenza dei prossimi richiami dei vaccini. In questo periodo in cui un virus aggressivo e virulento ha ucciso centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, in pochi mesi, abbiamo imparato una cosa importante. Vaccinarsi vuol dire rafforzare il sistema immunitario generale e proteggersi da malattie specifiche gravi. SARS-CoV-2 ha avuto e continua ad avere campo libero poiché non abbiamo un vaccino che ci protegge.
vaccinazioni uno scudo di protezione
Un altra informazione necessaria in questo periodo. Se vuole proteggersi dal rischio di co-infezioni tra SARS-CoV-2 ed altri batteri o virus, che potrebbero diventare rischiose, fare un richiamo o effettuare ex novo il vaccino del “pneumococco”(pneumovax) e del “meningococco ACWY” (mencevax) può diventare una ottima protezione, da effettuare per la stagione 2020/2021 anche prima dell’estate. Ricordo poi che per il periodo autunno – inverno 2020/2021 il vaccino per l’influenza elimina il rischio della co-infezione tra i due virus respiratori. Un quarto vaccino importante può essere il vaccino Dukoral, bustine orali per l’intestino. Questo vaccino, utilizzato anche per il colera, ha lo scopo di fortificare le difese immunitarie di superficie dell’apparato digerente (ovvero produrre gli anticorpi IgA di mucosa). Questo perché gli studi di SARS-CoV-2 ci hanno dimostrato che il 20% degli infetti dal virus ha una patologia intestinale o secerne il virus con le feci. Sicuramente una protezione ed una prevenzione in più in famiglia e nel lavoro. (un lavoro in bibliografia: https://www.gastrojournal.org/article/S0016-5085(20)30282-1/fulltext ) La validità e l’opportunità di effettuare o richiamare questi vaccini sarà oggetto di discussione in un eventuale incontro.
Le co-infezionisono l’incontro tra virus e batteri all’interno del nostro organismo. L’azione combinata di due o più microbi può creare una moltiplicazione dei sintomi ed una aggressione maggiore. Vaccinarsi vuol dire porre una barriera per queste evenienze.
L’opportunità di rafforzare il sistema immune vale per la vita quotidiana in Italia, e soprattutto per viaggi e soggiorni in Europa ed in paesi extraeuropei. Rimaniamo a disposizione per qualsiasi domanda o quesito inerente alla pandemia e ad i vaccini proposti. Potrà scrivere e rispondere a questo messaggio o telefonare al numero 0639030481 per informazioni ed appuntamenti.
Il test sierologico per COVID19 altro non è che la ricerca degli anticorpi IgM – IgG prodotti dall’organismo infettato dal nuovo Coronavirus. Le difese, l’ambiente ed il clima. Vediamo passo passo le fasi di difesa dal Coronavirus. Richiedi tramite Cesmet la possibilità di effettuare il tampone per reale necessità.
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Risposte alle questioni di COVID-19. La malattia; le risposte sul tuo stato di salute; le questioni riguardanti i test. Il medico specialista in malattie infettive è a tua disposizione per fornirti informazioni, spiegazioni e pareri anche sul tuo stato di salute. (in particolare per chi non risiede a Roma). Ti verranno fornite tutte le spiegazioni e la modalità di attivazione del VIDEOCONSULTO. Clicca qui per ricevere le informazioni e prenotarti.
Il rapporto tra virus ed organismo umano.
Parliamo di una storia naturale, del rapporto tra virus e uomini. Una storia che non è per forza storia di guerra, ma anche di convivenza e talvolta d’amore. VIRUS ed ORGANISMI da milioni di anni hanno imparato a convivere e ad aiutarsi reciprocamente. La capacità riproduttiva degli primi e la loro possibilità di moltiplicarsi e l’utilizzo di alcuni meccanismi ma soprattutto la possibilità di attivare sistemi difensivi dei secondi. Da sempre il mondo vegetale ed animale si attiva e si difende contro esseri microscopici quali virus e batteri. E nel mondo dei viventi anche noi uomini costituiamo un ottimo terreno per la vita e la crescita per miliardi di microbi di tutti i tipi.
Ambiente clima e virus respiratori
da “il meteo” una riflessione
Intanto dopo mesi di diffusione massiva del virus, da maggio, ma soprattutto da giugno il virus ha assunto sempre più una forma latente. I contagi diminuiscono, la malattia sembra arrestarsi e perdere i forza, e i morti da SARS-CoV-2 sono sempre meno. Le stesse terapie intensive, per mesi al collasso, si sono svuotate. Tutto questo era prevedibile. La prudenza nei confronti di un virus nuovo ci ha sempre spinto alla prudenza nel prevedere gli andamenti della malattia. Ma durante l’estate, al di là dei comportamenti e ridotta frquenza degli ambienti chiusi, che diminuiscono le possibilità di contagio, le condizioni climatiche influenzano le attività difensive innate delle mucose respiratorie.
Mucose e sottomucose respiratorie. l’ambiente interno e le condizioni difensive mutano al mutare delle condizioni climatiche.
Aumenta la temperatura esterna, mutano le condizioni di umidità, e quindi di presenza di molecole acquose, di ioni disciolti, di pulviscolo sospeso. Aumentano gli spostamenti di masse d’aria con cambiamenti delle azioni elettromagnetiche a livello delle cellule delle mucose delle prime vie respiratorie. Il tratto respiratorio cambia il suo ambiente di superficie. In un certo senso è più protetto e meno attaccabile. Il microcircolo della mucosa nasale, orale, faringea, laringea ed anche tracheale è più dilatato, l’attività ossigenante, l’apporto di ioni ferro, la stimolazione dei cicli energetici cellulari aumentano, ed anche la stimolazione dei sistemi difensivi è più attiva. La produzione degli anticorpi di superfice e la stessa temperatura della sottomucosa è più elevata ed in particolare i virus, ma anche alcuni batteri hanno maggiore difficoltà ad attecchire e a aggredire le cellule della superficie respiratoria. Questo meccanismo da sempre costituisce una delle spiegazioni della ridotta presenza di malattie respiratorie nei luoghi dove si verificano queste condizioni climatiche ed ambientali.
I comportamenti di attenzione personale continuano
Naturalmente il distanziamento, le mascherine, il lavaggio accorto delle mani, e l’attenzione a chi ci circonda è la base per evitare il contagio e di ammalare. Di seguito descriviamo le fasi dela malattia che costituiscono la prima difesa dell’organismo nei confronti del virus.
Le fasi della malattia COVID19 (e di tutte le malattie infettive) Fase 1 – esposizione, incubazione e latenza – Stiamo bene e non abbiamo sintomi, durata 4/14 giorni
Il virus SARS-CoV2, come tutti gli altri virus respiratori, si trovano all’interno delle goccioline di saliva, e da queste si fanno trasportare. Queste goccioline infette entrano nel nostro naso, nella bocca o negli occhi e depositano il virus che trova subito un buon ambiente per riprodursi. Le cellule delle nostre vie respiratorie costituiscono un ambiente molto favorevole per la riproduzione e la moltiplicazione virale. Da un virus a milioni di virus.
COVID19: fasi di difesa dal Coronavirus
Questo piccolo essere, il più piccolo al mondo, aderisce alla parete delle cellule. Inserisce le sue chiavi (proteine) nelle serrature cellulari, quelle giuste, ed entra all’interno facendosi trasportare. Qui trova le strutture idonee a moltiplicarsi. Moltiplica prima il suo RNA (acido nucleico), che comincia a diffondere all’intero ed all’esterno della cellula. (un periodo di circa 7 giorni). Poi aiutato dalla cellula, produce il suo involucro (proteine) con meccanismi semplici e precisi. Da uno a milioni di nuovi virus. E così di cellula in cellula. Cellule che subisco danni irreparabili e muoiono. Passa il tempo in modo silente e dopo altri 4/7 giorni la diffusione è ampia e le cellule morte ed alterate sono un po’ ovunque. Questa è la fase in cui il tampone è positivo, ed il virus diffonde anche non in presenza di sintomi.
COVID19: storia naturale dell’infezione (Bio Group Medical System srl)
Fase 2 – sintomi e malattia – prime difese naturali aspecifiche, durata media dai 4 ai 10 giorni
L’organismo si accorge dell’invasione dei virus e corre ai ripari. Tutti gli esseri viventi possiedono da sempre sistemi sentinella, di allarme, e di attacco. La difesa contro i virus comincia inviando cellule aggressive (linfociti ed altri tipi globuli bianchi) e producendo sostanze di segnalazione e di aggressione al virus (proteine). Si attivano i sistemi della infiammazione, si alza la temperatura corporea (febbre), si attivano i meccanismi di produzione di muco (catarro) e della tosse. Meccanismi difensivi che noi chiamiamo sintomi o malattia ma che altro non sono che iniziali sistemi difensivi (difesa pronta e aspecifica). Tutto questo in attesa delle truppe d’assalto, gli anticorpi. (il tampone per la ricerca del virè positivo e la presenza di anticorpi IgM è ancora negativo)
Fase 3 – anticorpi IgM prime difese specifiche rapide – regressione sintomi: dopo una media di 3/6 giorni dall’insorgere della malattia
Sono le prime vere truppe di assalto contro i microbi, compreso il SARS-COV2. Arrivano nei luoghi della aggressione virale ed in tante aree sentinella sparse per tutto il corpo, globuli bianche che producono gli anticorpi M (IgM), ossia armi di contenimento del virus, non molto potenti, ma sicuramente di contrasto. Ed i sintomi della malattia, ossia febbre, infiammazione, tosse ed altri, se il sistema degli anticorpi funziona, cominciano a ridursi. Il virus è frenato, stordito ma ancora presente. ( il tampone per la ricerca del virus è ancora positivo ed inizia la presenza degli anticorpi IgM)
storia naturale malattia sintomi e produzione anticorpi
Fase 4 – anticorpi IgG – le difese che neutralizzano il virus: convalescenza e regressione, dopo una media di 4/8 giorni dalla comparsa delle Ig M ( siamo tra i 14 ed i 21 giorni dalla comparsa dei sintomi)
Ma la guerra contro il SARS-COV2 non sarebbe vinta se dopo 4/8 giorni di lotta, non venisse in aiuto un ulteriore sistema, ancora più potente, costituito dagli anticorpi IgG. Questo sistema attacca i virus ancora più violentemente ed i virus cominciano a morire, uno sterminio. I sintomi della malattia spariscono. La malattia è vinta. Siamo nella fase di regressione e di convalescenza della malattia.
(il tamponeper il virus è generalmente negativo e si nota la presenza degli anticorpi IgM ed IgG.)
Fase 5-resistenza alla malattia e ricordo dell’infezione avuta per mesi o anni:per SARS-COV2 ancora non si conosce la durata dell’immunità.
Ma c’è di più. L’organismo ha imparato la lezione contro i nuovi nemici. Si è organizzato con un sistema difensivo (anticorpi IgG specifiche e globuli bianchi connessi) che perdura nel tempo. Per la COVID-19, malattia così recente, ricercatori di tutto il mondo cercano di capire il livello e la durata della protezione. Secondo il sistema naturale degli eventi dovrebbe durare anni, ma … tutto è possibile. (il tampone è francamente negativo, si negativizzano gli anticorpi IgM s sono positivi solo gli anticorpi IgG) Considerazioni per i soggetti in buona salute: questo sistema difensivo, valido ed efficace, protegge gli individui sani, che si mantengono in salute con una vita regolare, una alimentazione idonea, una attività fisica sufficiente e costante. L’alimentazione, lo sport, il riposo, il sonno regolare. Tutti i fattori che rafforzano il nostro sistema difensivo e la produzione di anticorpi.
COVID19: anticorpi IgM IgG coronavirus
Fase 6- il peggioramento dei sintomi – la cronicizzazione – la morte oltre i 21/28 giorni di malattia con sintomi stazionari o in peggioramento:
Gli individui che hanno carenza o assenza dei sistemi difensivi, cellulari, anticorpali sono destinati ad un peggioramento dei sintomi della malattia. L’infiammazione, la febbre, sostanze proteiche di tutti i tipi diventano aggressive nei confronti degli organi e della loro funzionalità. Quello che prima era un sistema di difesa, si rivolge contro il corpo e lo comincia a distruggere. Ne soffre anche il virus, che però rimane presente ed attivo. Si comincia a bloccare la funzionalità respiratoria, renale, cardiaca, muscolare, neurologica. La malattia avanza, galoppa verso il punto di non ritorno. Il virus ha vinto. Se la reazione non è particolarmente forte entriamo verso una fase di cronicizzazione, altrimenti i danni dell’organismo sono irreversibili e si va verso la morte, talvolta rapida.
Considerazioni per i soggetti portatori di malattie debilitanti o anziani – soggetti senza difese: da questa breve spiegazione capiamo perché gli anziani, le persone già malate, coloro che hanno scarse difese immunitarie proseguono nella malattia e spesso non ce la fanno. Ci rendiamo conto dell’importanza dei nostri sistemi di difesa. Perché dobbiamo condurre più possibile una vita sana, assumere integratori che potenzino i nostri sistemi. Giusi e corretti senza esagerare. Ci rendiamo finalmente conto il perché dei vaccini, ossia di quei sostituti dei microbi , ma non altrettanto pericolosi , che attivano i nostri sistemi difensivi. In tutti noi ma soprattutto negli anziani e nei portatori di malattie croniche. Vaccinare vuol dire proteggere gli organismi con scarse difese immunitarie. La lezione del nuovo Coronavirus è chiara per tutti.
I tempi e le risposte dei test per la ricerca del virus (tampone) e della ricerca di anticorpi (test sierologico – rapido). I periodi migliori per eseguire i test.
(fase 1 – esposizione, incubazione e latenza):
– Tampone: risulta negativo
– Test sierologico – rapido: risulta negativo
COVID19: test IgM IgG
(Fase 2 – sintomi e malattia – prime difese naturali aspecifiche)
– Tampone risulta positivo
– Test sierologico – rapido risulta negativo
(Fase 3 – anticorpi IgM prime difese specifiche rapide – regressione sintomi)
– Tampone risulta positivo
– Test sierologico – rapido risulta positivo (IgM) – inizio eventuale IgG
(Fase 4 – anticorpi IgG – le difese che neutralizzano il virus – convalescenza e regressione) dopo una media di 4/8 giorni dalla comparsa delle Ig M):
– Tampone risulta negativo
– Test sierologico – rapido risulta positivo (IgG)
(Fase 5: resistenza alla malattia e ricordo dell’infezione avuta) mesi o anni. Per SARS-CoV2 ancora non si conosce il periodo:
– Tampone risulta negativo
– Test sierologico – rapido risulta positivo (IgG)
(Fase 6: il peggioramento dei sintomi – la cronicizzazione – la morte) oltre i 20 giorni di malattia con sintomi stazionari o in peggioramento:
– Tampone risulta positivo
– Test sierologico – rapido risulta negativo (nella cronicizzazione negative o basse IgG)
Coronavirus: il perché della scelta del test diagnostico rapido (in immunocromatografia) in questa fase della pandemia, per la ricerca degli anticorpi IgM – IgG SARS-COV2.
Perché presso il CESMET Clinica del Viaggiatore si è scelto di utilizzare il test rapido per identificare gli anticorpi (M e G) di SARS-CoV2, ossia la risposta immunitaria in un soggetto sano o con pochi sintomi, nel corso della pandemia COVID-19? COVID-19: un protocollo specialistico con certificazione infettivologica del tuo stato di salute per la FASE 2 di ripartenza.
IL TEST SIEROLOGICO
Da medico infettivologo ho deciso di utilizzare il “test sierologico rapido” (in immunocromatografia), per fornire, in particolare a chi è sano o con pochi sintomi, una valutazione, con ottima approssimazione, sulla presenza degli anticorpi contro il virus, ossia il contatto con il virus SARS-CoV-2, in questi 3 mesi di pandemia di COVID-19. Mai effettuare il test sierologico per COVID-19 da solo, ma sempre inserito in un consulto infettivologico, secondo il nostro protocollo di controllo.
Perché utilizzare questo test diagnostico. Perché è:
utile e sicuro nel fornire la risposta; qualitativo (SI – NO ANTICORPI); rapido (5 minuti); efficace nella risposta (sensibilità e specificità che tende al 98/99%); maneggevole e non invasivo ( goccia sangue dal polpastrello); facilmente eseguibile in ambulatorio, in ambiente di lavoro o a casa
sempre eseguito da un medico, in corso di un consulto o visita medica. Meglio se visita infettivologica.
E’ un test validato, giusto per fornire risultati ragionevolmente certi, da valutare con la storia epidemiologica (luoghi, contatti e persone) e con i sintomi e le malattie degli ultimi 3 mesi; valutando anche i test funzionali respiratori e circolatori; per stabilire lo stato di salute, le probabilità di contatto, e la resistenza o sensibilità al virus manifestata attraverso gli anticorpi.
Nell’esaminare la “persona sana” è sufficiente realizzare il “test qualitativo rapido” che fornisce risposte facilmente interpretabili; è infatti un risultato secco che si richiede: SI o NO;
il test rapido per coronavirus
(Nella valutazione del malato, anche grave, sono necessari i test ELISA, ossia la presenza e la quantità degli anticorpi. Questa valutazione anche numerica è fondamentale per la valutazione della risposta immunitaria nella storia del contagio, della evoluzione e della prognosi della malattia; per una valutazione terapeutica, e sulla variazione degli anticorpi nel tempo – qui i test quantitativi sono indispensabili).
Il TEST DIAGNOSTICO per la ricerca di anticorpi IgM / IgG verso SARS- CoV2 è un test rapido immunocromatografico (a flusso laterale), per la rilevazione “qualitativa” degli anticorpi; Il test da noi utilizzato rileva la presenza di anticorpi anti SARS- CoV2 nei campioni e non deve essere utilizzato come unico criterio diagnostico; non è test quantitativo né di valutazione delle modifiche nel tempo degli anticorpi – necessari per i malati;
Il test rapido quantitativo, con ottima sensibilità e specificità, è utile, pratico, maneggevole, nella ricerca dei soggetti che hanno avuto il contatto con il virus. La Infezione primaria da SARS- CoV2 è caratterizzata da presenza di IgM rilevabili da 3/7 giorni dopo inizio sintomi; eventuale infezione secondaria o risoluzione infezione alta presenza di IgG;
Resta il test RT-PCR, per la ricerva del virus contampone, l’unico test che può definire con una certezza quasi assoluta, la presenza del virus nell’organismo (fase infettiva)
SENSIBILITA’ DIAGNOSTICA (media 97,40% = 86,2%-99,9)
La sensibilità di un esame è la probabilità che un soggetto malato presenti un risultato positivo.
Un esame è cioè sensibile al 100% quando tutti i malati risultano positivi.
la capacità di identificare correttamente i soggetti ammalati,
‘ottima sensibilità, allora è basso il rischio di falsi negativi, SPECIFICITA’ DIAGNOSTICA (media 99,3% = 96,2% – 99,9%)
La specificità di un esame è la probabilità che un soggetto sano presenti un risultato negativo. la capacità di identificare correttamente i soggetti sani, ovvero non affetti dalla malattia. a un’ottima specificità, allora è basso il rischio di falsi positivi,
Coronavirus – SARS-CoV-2: perché la scelta di inserire il test sierologico diagnostico ( con metodica immunocromatografica) per la ricerca degli anticorpi IgM – IgG SARS-COV2, all’interno di un CONSULTO INFETTIVOLOGICO accompagnato da test funzionali organici.
I Certificati per viaggiare durante la pandemia COVID-19. L’applicazione del protocollo #ProntiARipartireVIAGGI INTERNAZIONALIconsente al medico di certificare sia lo stato di salute della persona, che il suo stato immunitario, ossia la presenza di anticorpi IgM e IgG per COVID-19 e al termine viene rilasciata richiesta per effettuare TAMPONE per COVID-19 in urgenza. (informati qui)
Presso la Clinica del Viaggiatore CESMET scegli di effettuare il tuo TEST COVID.
protocollo COVID-19 #ProntiARipartirecon certificato medico di stato salute e stato immunologico (presso la sede CESMET a ROMA)
CERTIFICATO MEDICO STATO DI SALUTE E STATO IMMUNITARIO COVID-19
protocollo COVID-19 #ProntiARipartirecon auto dichiarazione dati epidemiologici e clinici e valutazione medica in videoconsulto ( a distanza )
Tutte le questioni di COVID-19. La malattia; le risposte sul tuo stato di salute; le questioni riguardanti i test. Il medico specialista in malattie infettive è a tua disposizione per fornirti informazioni, spiegazioni e pareri anche sul tuo stato di salute.(in particolare per chi non risiede a Roma). Ti verranno fornite tutte le spiegazioni e la modalità di attivazione del VIDEOCONSULTO.
#ProntiARipartire rappresenta uno strumento agile e sicuro che permette un rientro in azienda rapido e sicuro. L’attenzione del Protocollo è rivolta a tutelare i lavoratori, ossia le persone, messe sotto controllo sanitario, certificando la salute e l’immunità, dei singoli, e continuando a seguire nei mesi il personale. Questo per rispondere ai nuovi criteri in materia di sicurezza sul lavoro (d.lgs 81/08, Tit X). A tutela del datore di lavoro, dei lavoratori, dei clienti.
Rivolto agli RSPP ed ai Medici Aziendali.
SICUREZZA PERSONALE AZIENDALE
PER APPROFONDIRE IL PROTOCOLLO AZIENDE
Quale TEST SIEROLOGICO utilizzare e perché !
Perché presso il CESMET Clinica del Viaggiatore si è scelto di utilizzare il test rapido per identificare gli anticorpi (M e G) di SARS-CoV2, ossia la risposta immunitaria in un soggetto sano o con pochi sintomi, nel corso della pandemia COVID-19?
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il test rapido per coronavirus
Il TEST DIAGNOSTICO per la ricerca di anticorpi IgM / IgG verso SARS- CoV2 è un test rapido immunocromatografico (a flusso laterale), per la rilevazione “qualitativa” degli anticorpi; SENSIBILITA’ DIAGNOSTICA (media 97,40% = 95,2%-99,2%)
La sensibilità di un esame è la probabilità che un soggetto malato presenti un risultato positivo. ‘ottima sensibilità, allora è basso il rischio di falsi negativi, SPECIFICITA’ DIAGNOSTICA (media 99,3% = 96,2% – 99,9%)
La specificità di un esame è la probabilità che un soggetto sano presenti un risultato negativo. la capacità di identificare correttamente i soggetti sani, ovvero non affetti dalla malattia. a un’ottima specificità, allora è basso il rischio di falsi positivi,