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Encefalite da zecche: consigli per Scout e esploratori

Campo scout nelle Alpi italiane con tende e boschi — zona ad alto rischio zecche
Allarme Scout · Stagione 2026

Boschi bellissimi.
Zecche pericolose.

Per capi scout, genitori ed esploratori: l'encefalite da zecche (TBE) è una malattia grave e prevenibile. Chi frequenta la natura è tra i soggetti più esposti.

30% casi con esiti neurologici permanenti
vaccino: 3 dosi per una protezione completa
>27 paesi europei con TBE endemica

Scout, capi e famiglie:
siete tra i più a rischio

L'attività scout per sua natura porta ragazzi e adulti esattamente negli ambienti dove le zecche vivono e prosperano. Riconoscere il rischio è il primo passo per proteggersi.

🏕️

Campeggi e bivacchi

Dormire all'aperto in aree boschive o erbose aumenta significativamente il tempo di esposizione alle zecche, soprattutto nelle ore notturne.

🌲

Escursioni in boschi e foreste

Sentieri, sottobosco, erba alta: habitat ideale per le zecche. Le attività scout si svolgono spesso nelle zone a più alta densità di zecche infette.

🍄

Raccolta di legna, funghi, erbe

Attività tipicamente scout che richiedono contatto diretto con vegetazione bassa, tronchi caduti e fogliame — luoghi preferiti dalle zecche.

🚵

Cicloturismo e orienteering

Percorrere sentieri in mountain bike o durante gare di orienteering espone a contatto ripetuto con la vegetazione ai lati dei percorsi.

🗺️

Viaggi in aree endemiche

Campi estivi in Trentino, Friuli, Veneto o all'estero in Austria, Slovenia, Paesi Baltici — tutte zone ad alta endemia TBE.

👨‍👩‍👧

Capi scout e genitori

Anche gli adulti che accompagnano i ragazzi sono pienamente esposti. Il rischio non riguarda solo i giovani esploratori.

Zecca (Ixodes ricinus) ingrandita — vettore del virus TBE

La zecca che non si vede

L'encefalite da zecche (TBE — Tick-Borne Encephalitis) è causata da un virus trasmesso principalmente dalla zecca comune europea Ixodes ricinus. La puntura è indolore e spesso passa inosservata.

"Chi frequenta boschi, prati e campeggi è tra i soggetti più a rischio in assoluto nei confronti delle conseguenze delle punture di zecca." — Dr. Paolo Meo, Medico Tropicalista e Infettivologo

A differenza della malattia di Lyme — per cui esiste terapia antibiotica — l'encefalite da zecche non ha una cura specifica. L'unica protezione efficace è la prevenzione: il vaccino.

Le fasi della malattia

La TBE evolve spesso in due fasi distinte. Riconoscerle può fare la differenza.

7–14 giorni

Incubazione

Dopo la puntura della zecca, il virus si replica in silenzio. Nessun sintomo evidente. Questa finestra è il momento ideale in cui il vaccino — se somministrato preventivamente — ha già esercitato la sua protezione.

Fase 1 settimana

Prima fase influenzale (≈1 settimana)

Febbre, cefalea, dolori muscolari, astenia — sintomi simil-influenzali. Nel 70-80% dei casi la malattia si ferma qui e guarisce spontaneamente. Nel restante 20-30% si procede alla seconda fase.

Fase 2 grave

Seconda fase neurologica (potenzialmente grave)

Meningite, encefalite, mielite. Sintomi neurologici gravi: paralisi, disturbi del linguaggio, tremori, coma. Fino al 30% dei pazienti con coinvolgimento del SNC riporta danni neurologici permanenti. La mortalità arriva all'1–2%.

Dove si rischia: Italia, Europa e oltre

La distribuzione geografica del TBE è in costante espansione — le zone a rischio si allargano ogni anno verso nuove aree, comprese regioni storicamente considerate sicure.

🇮🇹 Italia: zone ad alto rischio

  • Friuli-Venezia Giulia — Area di endemia storica e ben documentata
  • Veneto — Alpi Bellunesi — Zone montane con alta densità di zecche infette
  • Trentino-Alto Adige — Frequente meta di campi scout estivi
  • Emilia-Romagna — Segnalazioni in aumento nelle zone appenniniche
  • Lazio — Casi sporadici documentati in aree boscose

🌍 Europa e Asia: zone endemiche

  • Austria — Una delle più alte incidenze in Europa; vaccinazione diffusa
  • Germania, Svizzera — Baviera e regioni alpine ad alta endemia
  • Slovenia, Croazia — Mete estive popolari per campi scout
  • Paesi Baltici, Polonia, Scandinavia — Endemia consolidata
  • Russia fino alla Siberia, Asia orientale — Sottotipo siberiano e dell'Estremo Oriente
⚠️ Attenzione: La lista delle zone a rischio si aggiorna ogni anno. Se il vostro campo scout si trova in una delle regioni citate — o in aree limitrofe — la vaccinazione è fortemente raccomandata per tutti i partecipanti, capi inclusi.
Somministrazione vaccino contro l'encefalite da zecche

Il vaccino TBE:
sicuro ed efficace

Il vaccino contro l'encefalite da zecche è disponibile, sicuro, ben tollerato e altamente efficace. È l'unica misura che protegge davvero dal rischio neurologico.

1

Prima dose — subito

Si può iniziare il ciclo vaccinale in qualunque momento dell'anno. Prima si inizia, prima si è protetti.

2

Seconda dose — dopo 1-3 mesi

Dopo la seconda dose si raggiunge un buon livello di protezione (≈90%). Ideale prima dell'estate o di un campeggio in zona endemica.

3

Terza dose — dopo 5-12 mesi

Completa il ciclo primario. La protezione supera il 95% e dura 3–5 anni. Poi basta un richiamo.

Richiami periodici

Un booster ogni 3–5 anni mantiene la protezione nel tempo. Esiste uno schema accelerato per chi deve partire in fretta.

Protezione in natura:
regole d'oro per gli scout

Il vaccino è la protezione principale, ma abbinarlo a comportamenti corretti riduce ulteriormente il rischio di puntura.

👕

Vesti lungo

Pantaloni lunghi infilati nei calzini, maniche lunghe. Le zecche si arrampicano dal basso verso l'alto.

🧴

Repellente DEET

Applica repellente a base di DEET (20–30%) su pelle esposta e sulla parte esterna dei vestiti.

🔍

Ispezione al rientro

Controlla accuratamente il corpo a fine giornata: ascelle, inguine, dietro le orecchie, cuoio capelluto.

🦟

Rimozione corretta

Usa pinzette a punta fine, afferra la zecca vicino alla pelle, estrai con trazione verticale regolare. Non torcere.

📍

Sentieri aperti

Cammina al centro del sentiero. Evita di sfiorare erba alta, felci e arbusti ai bordi del percorso.

🏥

Monitora dopo la puntura

Se dopo 7–14 giorni da una puntura compare febbre, malessere o eritema, consulta subito un medico.

Un esperto al tuo fianco

Dr. Paolo Meo

Medico Tropicalista · Infettivologo · Direttore Clinica del Viaggiatore

Specialista in malattie infettive e medicina tropicale, il Dr. Meo dirige la Clinica del Viaggiatore (Cesmet Artemisia) a Roma. Con anni di esperienza in medicina del viaggio, segue l'epidemiologia delle malattie trasmesse da vettori in Italia, Europa e nelle aree tropicali. Offre consulenze per vaccinazioni, profilassi e protezione specifica per attività all'aperto, campi scout e spedizioni internazionali.

Non aspettare la prossima estate.
Vaccinati adesso.

Contatta la Clinica del Viaggiatore per prenotare la tua vaccinazione TBE. Proteggi te, i tuoi ragazzi e la tua squadra.

Cesmet Artemisia · Roma

Questa pagina è a scopo informativo e non sostituisce il consulto medico professionale. Per informazioni sulla vaccinazione TBE contatta direttamente la clinica.

clinicadelviaggiatore.com  ·  [email protected]

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ENCEFALITE DA ZECCHE (ITALIA – EUROPA – ASIA) PROTEGGITI E VACCINATI SUBITO

Zecche e malattie correlate: la situazione 2026

Le zecche non aspettano più la primavera — e nemmeno tu dovresti aspettare per vaccinarti.
È già metà marzo e un dottore forestale fiorentino, Alberto Biffoli, si ritrova con quindici zecche addosso in due giorni di lavoro in bosco. Non in una macchia mediterranea subtropicale, non a bassa quota, non in estate: siamo oltre i 1000 metri, tra Emilia-Romagna e Toscana, in una fustaia di conifere con scarso sottobosco. Suo figlio, pur meno esposto, ne conta comunque quattro il primo giorno, cinque o sei il secondo. Una delle zecche ha morso Biffoli addirittura oltre due giorni dopo una doccia.

La specie identificata è Ixodes ricinus, la famigerata “zecca dei boschi”: il vettore principale della borreliosi di Lyme e, soprattutto, della meningoencefalite da zecca (TBE), malattia neurologica grave e potenzialmente invalidante.
La presenza massiccia in una zona ad alta quota e con basso sottobosco è insolita persino per un esperto del settore: “Erano anni che non ne trovavo tante”.
Un dato che non lascia spazio all’ottimismo: i cambiamenti climatici stanno anticipando e ampliando geograficamente la stagione di attività delle zecche, rendendole un rischio concreto anche dove e quando non ce lo aspettiamo.
Scout, escursionisti, boscaioli, fungaioli, pastori, e agricoltori, amanti della montagna — chiunque frequenti ambienti naturali è esposto.

Il repellente aiuta, ma non basta. L’unica protezione realmente efficace contro la TBE è il vaccino: iniziare il ciclo ora significa essere coperti in tempo per la primavera e l’estate, quando il rischio esplode.
Non aspettare che sia troppo tardi.

 

Leggi lo Speciale Scout

 

cosa fare per proteggerti:
1. chiedi una consulenza con il dr. Paolo meo, per approfondire la questione delle zecche e prepararti alle tue vacanze, o capire come lavorare in sicurezza (scrivi a [email protected]

2. chiedi di effettuare la vaccinazione per la TBEpresso il POLO VIAGGI, Cesmet – Artemisia .  PRENOTA SUBITO la tua prima dose


La stagione a rischio è già alle porte. Sei più esposto se fai:

escursioni in boschi o foreste,
attività agricole o forestali,
campeggio,
raccolta funghi,
cicloturismo, caccia
viaggi in aree endemiche.

Dove rischi:

Italia,
le zone ad alto rischio sono le regioni nord-orientali — Friuli-Venezia Giulia, Veneto (Alpi bellunesi) e Trentino-Alto Adige
— con segnalazioni sporadiche anche in Emilia-Romagna e Lazio.
Europa
Europa centro-orientale, Paesi Baltici, Scandinavia, Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria (in particolare la Transdanubiana), Slovenia. I dati 2026 confermano una tendenza in espansione verso nord-ovest e sud-ovest del continente.
Mondo
Siberia, Russia, Cina settentrionale, Giappone, Corea
(sottotipi Siberiano e dell’Estremo Oriente, con maggiore virulenza).

Cos’è la TBE e perché è pericolosa

L’Encefalite da Zecca (TBE – Tick-Borne Encephalitis) è una malattia virale grave che colpisce il sistema nervoso centrale — cervello, meningi e midollo spinale. Si trasmette principalmente attraverso il morso di zecche infette del genere Ixodes, attive da marzo a novembre, con picchi in primavera e inizio estate.
La malattia può manifestarsi in forma bifasica:
Fase 1 (simil-influenzale): febbre, cefalea, dolori muscolari, malessere generale
Fase 2 (neurologica): meningite, encefalite, paralisi, in alcuni casi esiti permanenti
I dati italiani mostrano che il 18% dei casi sviluppa sequele neurologiche permanenti e circa il 28,5% sequele temporanee. La malattia non ha terapia antivirale specifica: la prevenzione è l’unica arma efficace.

VACCINATI !
Il vaccino disponibile In Italia è disponibile TicoVac® (Pfizer) in formulazione
adulti (0,5 mL)
e pediatrica (0,25 mL per bambini fino a 15 anni),
con oltre 100 milioni di dosi somministrate nel mondo.

⏰ Perché iniziare ADESSO il ciclo vaccinale

Le zecche sono già attive da marzo. Il ciclo vaccinale completo richiede tre dosi somministrate in mesi:
Dose Tempistica
1ª dose Oggi — giorno 0
2ª dose Dopo 1–3 mesi (oppure 14 giorni in caso di urgenza)
3ª dose Dopo 5–12 mesi dalla seconda dose

Chi inizia ora in marzo sarà immunizzato con le prime due dosi entro aprile–maggio, ovvero prima del picco stagionale di attività delle zecche. Aspettare significa esporsi senza protezione.
Per chi è già vaccinato in precedenza:
< 60 anni: richiamo ogni 5 anni (il primo a 3 anni dal ciclo primario)
≥ 60 anni: richiamo ogni 3 anni

A chi è consigliata la vaccinazione
Residenti e lavoratori in zone boschive/rurali endemiche

✅ SCOUT,    Viaggiatori diretti in zone a rischio in Italia, Europa e Asia
✅ Escursionisti, campeggiatori, trekker, ciclisti, cacciatori, raccoglitori di funghi
✅ Militari, forestali, agricoltori, veterinari con esposizione professionale
✅ Bambini da 1 anno in su che frequentano ambienti naturali a rischio

In Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige la vaccinazione è gratuita per i resident

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Meningite: il killer silenzioso che colpisce i giovani

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Cosa è successo in Inghilterra? perché riguarda tutti noi? e perché vaccinarsi può salvarci la vita?
Immagina di uscire una sera con gli amici, ballare in discoteca, tornare a casa stanchi ma felici. Tre giorni dopo sei in terapia intensiva. Non è la trama di un film dell’orrore. È esattamente quello che è successo a Canterbury, nel Kent, in Inghilterra, nel marzo 2026.
L’EPIDEMIA CHE NEL MARZO 2026 HA SCONVOLTO IL REGNO UNITO
Tra il 5 e il 7 marzo 2026, un gruppo di studenti universitari ha frequentato il Club Chemistry, una discoteca nel centro di Canterbury. Nei giorni successivi, molti di loro hanno cominciato a sentirsi male. Quello che sembrava un banale stato influenzale si è rivelato qualcosa di molto più grave: meningite da meningococco TIPO B. In pochi giorni si sono registrati oltre 20 casi, con 2 morti — tra cui Juliette, una studentessa di 18 anni, e un ragazzo di 21 anni iscritto all’Università del Kent.
Il vice-direttore medico per l’Inghilterra, il dottor Thomas Waite, ha dichiarato: “È di gran lunga l’epidemia a crescita più rapida che abbia mai visto nella mia carriera.” Le autorità sanitarie britanniche hanno distribuito d’urgenza oltre 2.500 dosi di antibiotici in prevenzione e avviato una campagna di vaccinazione per meningococco B di emergenza per oltre 5.000 studenti universitari residenti nei dormitori del campus universitario.
Questo episodio non è stato un caso isolato. È un promemoria brutale che la meningite batterica esiste, colpisce forte e colpisce soprattutto i giovani. E soprattutto è diffuso ovunque, in Europa ed in tutto il mondo.
LA DISCOTECA NON È SOLO DIVERTIMENTO: È UN RISCHIO BIOLOGICO
Suona forte, ma è la realtà. In un locale affollato, con aria ricircolata, urla, baci, bicchieri condivisi e migliaia di goccioline respiratorie sospese nell’aria, la trasmissione del meningococco — così come di altri patogeni — è facilitata in modo significativo. L’epidemia di Canterbury ne è la dimostrazione più drammatica e recente.
Questo non significa smettere di uscire. Significa essere consapevoli, vaccinarsi, e sapere cosa fare se qualcosa non va.

 

PRENOTA LA TUA VACCINAZIONE

Scrivi a [email protected] richiedendo le vaccinazioni per i 4 tipi di maningococco ACWY, oppure per meningococco B.
Se vuoi richiedi una consulenza con me, dr. Paolo Meo, per sapere come comportarti. Ti ricordo che parte del tuo contributo, per la consulenza richiesta, è destinato ai nostri programmi di cooperazione in Kenya.

 

PERCHÉ I GIOVANI SONO I PIÙ A RISCHIO
Il meningococco — il batterio Neisseria meningitidis — vive normalmente nella gola e nel naso di molte persone senza causare alcun sintomo. Il fenomeno del portatore sano è diffuso. Si stima che tra il 10 e il 25% della popolazione sia portatore sano del batterio. Il problema esplode quando le condizioni sono favorevoli alla trasmissione: ambienti affollati, aria condivisa, contatti ravvicinati e prolungati.
Le università, le mense, le palestre, le case condivise e — soprattutto — le discoteche sono ambienti perfetti per la diffusione. I giovani che si trasferiscono per la prima volta lontano da casa incontrano in poco tempo centinaia di nuove persone, ognuna con la propria flora batterica. Il sistema immunitario, per quanto giovane e reattivo, si trova improvvisamente esposto a ceppi batterici mai incontrati prima. Aggiungete a questo le notti brevi, l’alcol, lo stress degli esami, e avete tutti gli ingredienti per un’infezione che può sfuggire di mano.
I SINTOMI: COME RICONOSCERE IL PERICOLO
Qui sta il vero problema: all’inizio la meningite assomiglia a un’influenza, o ad un postumo da sbornia, oppure ad un semplice mal di testa. Ed è per questo che è così pericolosa, perché ci si mette a letto sperando di star meglio, mentre il batterio sta già invadendo il sangue e poi il sistema nervoso centrale.
I segnali d’allarme da non ignorare mai sono:
• Febbre alta a insorgenza rapida
• Mal di testa intenso e progressivo, diverso dal solito;
• Rigidità del collo (difficoltà a piegare la testa in avanti);
• Fotofobia: fastidio alla luce;
• Nausea e vomito;
• Mani e piedi gelati nonostante la febbre;
• Confusione, sonnolenza eccessiva, difficoltà a svegliarsi;
• Eruzione cutanea con macchie rosso-violacee che non scompaiono premendo un bicchiere di vetro sulla pelle — questo è il segnale più grave, indica una sepsi in corso
Una “Regola d’oro”: Se un amico va a letto sentendosi male, controllalo ogni ora. Non aspettare. Se compare uno di questi sintomi, chiama il 118. La meningite batterica può uccidere in meno di 24 ore dall’inizio dei sintomi. Il tempo è tutto.
DIAGNOSI E TERAPIA: OGNI ORA CONTA
La diagnosi è clinica considerando in modo opportuno i sintomi premonitori e la conferma avviene in ospedale attraverso la rachicentesi (prelievo del liquido cerebrospinale), gli esami del sangue con emocolture e test rapidi di biologia molecolare per identificare il ceppo batterico. Spesso però, in presenza di un quadro clinico fortemente suggestivo, la terapia antibiotica viene avviata immediatamente, prima ancora della conferma di laboratorio — perché aspettare può costare la vita.
Il trattamento si basa su antibiotici per via endovenosa ad alte dosi (cefalosporine di terza generazione come il ceftriaxone), supporto intensivo con fluidi, ossigeno e, nei casi più gravi, ricovero in terapia intensiva. Nonostante le cure ottimali, la mortalità della meningite batterica resta tra il 5 e il 10%, e circa il 20% dei sopravvissuti riporta sequele permanenti: sordità, amputazioni per necrosi, danni neurologici. Non è una malattia da sottovalutare. La nostra campionessa Bebe Vio ne è uno degli esempi più evidenti.
Bebe Vio è la campionessa che ha sfidato la meningite B. Nata a Venezia il 4 marzo 1997, è una schermitrice paralimpica specializzata nel fioretto. Il 20 novembre 2008, a soli 11 anni, viene colpita da una meningite fulminante da meningococco B che le causa un’infezione così estesa da rendere necessaria l’amputazione di tutti e quattro gli arti. E un anno prima i medici le sconsigliarono proprio il vaccino per la meningite di tipo B.
I VACCINI: LA VERA DIFESA
E allora perché non proteggersi prima? Esiste un vaccino. Anzi, ne esistono diversi:
• Vaccino MenACWY: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y. In Italia è raccomandato e offerto gratuitamente negli adolescenti. In UK è già da anni nel calendario vaccinale scolastico. I sierogruppi sono presenti in tutto il mondo. Opportuno nei viaggiatori internazionali che avranno contatti in ambienti chiusi.
• Vaccino MenB: protegge dal sierogruppo B, il più frequente in Europa tra i giovani adulti — esattamente quello che ha causato l’epidemia del Kent. In Italia è disponibile (Bexsero® o Trumenba®) ma spesso poco conosciuto e poco richiesto.
Il problema è che il vaccino MenACWY non protegge dal MenB. E il MenB è il ceppo dominante nei paesi europei tra i 15 e i 25 anni. Molti ragazzi pensano di essere protetti perché hanno fatto il vaccino a scuola, ma non è così.
La copertura vaccinale per il MenB è ulteriormente calata dopo la pandemia COVID-19, lasciando intere coorti di giovani adulti vulnerabili. La buona notizia è che il vaccino è sicuro, efficace e può essere fatto a qualsiasi età.

COSA FARE SE SEI UNO STUDENTE, UN FREQUENTATORE DI LOCALI, UN GIOVANE
Non serve aspettare un’epidemia. La prevenzione si fa prima. Ecco le azioni concrete:
1. Controlla il tuo stato vaccinale. Hai fatto il Meningococco ACWY? E il Meningococco B? Se non sei sicuro, non esitare a chiedere di effettuare le vaccinazioni.
2. Vaccinati prima di andare all’università. È il momento di massima esposizione al rischio.
3. Conosci i sintomi. Stampali mentalmente. Condividili con i tuoi amici.
4. Se un amico sta male — davvero male — non aspettare. Meglio chiamare il 118 per un falso allarme che trovarlo la mattina in uno stato critico.
5. Non ignorare la febbre alta dopo una serata in discoteca. Non è sempre la sbornia.

 

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Soggetti over 65 e Viaggiatori: perché il vaccino Anti-Pneumococco è indispensabile

Vaccinazione Antipneumococcica: Prevenire le Polmoniti Batteriche

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Le polmoniti batteriche, tra le cui cause lo Streptococcus pneumoniae (pneumococco) domina le statistiche, rappresentano una seria minaccia per gli individui più deboli e fragili, con quasi 700.000 casi annui negli anziani italiani e migliaia di decessi. Queste polmoniti hanno fattori di aggravamento come l’influenza ed altri virus in coinfezione e l’antibiotico-resistenza come situazione pericolosa nella diminuzione della sensibilità terapeutica.

Per questi motivi la vaccinazione preventiva è lo strumento più efficace per ridurre il rischio di polmonite, di sepsi sistemica e di meningite pneumococcica, da proporre particolarmente nei gruppi di soggetti vulnerabili.

Il Problema delle Polmoniti Batteriche

Il pneumococco causa il 15-20% delle polmoniti negli adulti, con una incidenza del 30-40% negli over 65, e nel 2022 ha registrato 1.026 casi invasivi in Italia, in aumento nel periodo post-Covid rispetto agli anni precedenti.
Queste infezioni portano a circa 10.000 ospedalizzazioni annue negli anziani e complicanze gravi come sepsi (15-20%) o meningite (12%).  La prevenzione vaccinale riduce significativamente l’impatto, coprendo i sierotipi più aggressivi, responsabili del 76% delle malattie invasive negli over 65.

Questi i diversi tipi di Vaccini disponibili in Italia

In Italia sono autorizzati diversi vaccini antipneumococcici, classificati in:
coniugati (PCV) per bambini e adulti,
polisaccaridici (PPSV23) per richiami adulti.

Tipo Vaccino Sierotipi Coperti Indicazioni Principali Nomi Commerciali Principali
PCV15 (coniugato 15-valente) 15 (es. 1,3,4,5,6A,7F,14,19A,23F) Bambini, adulti a rischio; sequenza con PPSV23 Vaxneuvance® (MSD)[7]
PCV20 (coniugato 20-valente) 20 (aggiunge 8,10A,11A,12F,15B a PCV15) Adulti ≥18 anni, dose unica o sequenza Prevenar 20® (Pfizer)[7]
PCV21 (coniugato 21-valente, V116) 21 (include 3,6A,7F,8,9N,10A,19A,22F,24F,33F) Adulti, over 64; copertura +12,4% vs PCV20 V116 (MSD), classe CNN AIFA[1][8]
PPSV23 (polisaccaridico 23-valente) 23 Adulti >50-65 anni, dopo PCV per richiamo Pneumovax 23®[5]

 

Target del Piano Vaccinale

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV 2023-2025) raccomanda la vaccinazione per over 65 anni e adulti >18 con comorbidità.

  • Bambini: Routine dal 3° mese (3 dosi PCV15/PCV20 + richiamo), prioritari <5 anni.
  • Adulti sani: ≥65 anni, dose unica PCV20/PCV21.
  • Gruppi a rischio: >18 anni con cardiopatie, BPCO, diabete, cirrosi, alcolismo, immunodepressione, asplenia, fumo; sequenza PCV15 + PPSV23 (intervallo ≥1 anno).
  • Viaggiatori: Consigliata per aree ad alta endemicità o viaggi a rischio.

Per over 65 non vaccinati, preferire PCV20/21; richiami ogni 5-10 anni in immunocompromessi.

Perché Vaccinarsi Ora

La vaccinazione antipneumococcica previene fino al 76% delle polmoniti invasive negli adulti e riduce le ospedalizzazioni, integrandosi con i vaccini anti-influenzale per la protezione invernale. La vaccinazione è sicura, ben tollerata ed efficace. contattaci per un consulto personalizzato. Proteggi te stesso e i tuoi cari: prenota oggi la tua dose!

Viaggiatori e vaccino antipneumococcico. 

Il vaccino antipneumococcico è consigliato per i viaggiatori internazionali perché lo Streptococcus pneumoniae causa polmoniti batteriche, meningiti e sepsi in contesti di sovraffollamento (es. voli, treni, ostelli), climi estremi o aree con scarsa igiene sanitaria, dove il rischio aumenta del 20-30% rispetto alla routine quotidiana.
È particolarmente utile per chi viaggia in destinazioni tropicali, Africa o Asia (endemicità alta per IPD), anziani over 65, immunocompromessi o con comorbidità, integrandosi con le vaccinazioni del Piano Nazionale (PNPV 2023-2025).

Quando Vaccinarsi

  • Tempistica ideale: Almeno 2 settimane prima della partenza per sviluppare immunità piena; per richiami, 1 settimana prima.
  • Target prioritari tra viaggiatori: Over 65, bambini <5 anni, fumatori, diabetici, cardiopatici, asplenici o in viaggi >1 mese in zone a rischio (es. pellegrinaggi, volontariato).
  • Stagionalità: Sempre, ma urgente in inverno o pre-stagione influenzale per co-protezione oppure durante le stagioni delle piogge, invernali, monsoniche.

Come Vaccinarsi

  • Tipi consigliati: PCV20 (Prevenar 20®) o PCV21 (V116) per dose unica adulti/viaggiatori; PCV15 (Vaxneuvance®) + PPSV23 sequenza per rischi elevati.
  • Somministrazione: Iniezione intramuscolare (deltoide adulti, antero-laterale coscia bambini);
  • Schema pratico:
Gruppo Vaccino Dosi Note
Adulti sani ≥18 PCV20/PCV21 1 dose Copertura 76% IPD​
Over 65/Rischio PCV15 + PPSV23 1+1 (≥1 anno intervallo) Richiamo 5 anni​
Bambini viaggiatori PCV15/PCV20 3+1 richiamo Dal 3° mese​

Chiedi ed informati presso il centro Cesmet e chiedi una consulenza con il dr. Paolo Meo per approfondire su questa vaccinazione e la tua opportunità di vaccinarti

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India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori

India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori
(aggiornamento al 25 gennaio 2026)

Che cos’è il Nipah virus

  • Infezione virale zoonotica tipo ad RNA del genere Henipavirus;
  • che può causare febbre, encefalite e grave insufficienza respiratoria;
  • Malattia rara, ma potenzialmente grave, con letalità elevata dal 60 al 75% nei casi clinici;

Dove si trova e dove sono i focolai in India

  • Focolai sporadici e circoscritti, soprattutto in:
    • Stato del Kerala (es. distretti di Kozhikode, Malappuram, Palakkad, Ernakulam).
    • Stato del West Bengal (area di Kolkata).
  • Nessuna evidenza di circolazione diffusa in tutto il Paese.
  • Nessun focolaio segnalato nelle principali mete turistiche classiche (Delhi, Mumbai, Goa, Rajasthan, ecc.).

Come si trasmette

  • Serbatoio naturale: pipistrelli frugivori (flying fox, genere Pteropus).
  • Possibili ospiti amplificatori: soprattutto suini.
  • Modalità di contagio:
    • Contatto con pipistrelli o loro escrezioni (urina, saliva, feci) su frutta o superfici.
    • Consumo di succhi/frutta crudi contaminati (es. succhi non pastorizzati di palma da dattero in zone rurali).
    • Contatto stretto con suini malati in allevamenti o macelli.
    • Contatto stretto non protetto con un malato (familiari, caregiver, operatori sanitari).

Rischio per il viaggiatore

  • Rischio molto basso o quasi nullo per il turista o il viaggiatore d’affari che segue le normali misure igieniche.
  • Il rischio aumenta se:
    • si soggiorna in aree rurali di Kerala/West Bengal in contatto con animali (pipistrelli, suini);
    • si assiste malati in ospedale o a domicilio in zone di focolaio senza adeguata protezione.
  • Non è una malattia che si trasmette facilmente, per via aerea, come l’influenza: richiede contatti ravvicinati e prolungati.

Cosa fare prima del viaggio

  • Verificare eventuali focolai in corso nelle aree che si intendono visitare.
  • Pianificare una consulenza di medicina dei viaggi per valutare rischi personali e comorbidità presso centri specializzati e di esperienza.
  • Per operatori sanitari / missioni umanitarie: definire in anticipo i protocolli di protezione (DPI, procedure in reparto).

Cosa fare durante il viaggio

  • Evitare visite non necessarie ad ospedali in aree di focolaio; se inevitabili, usare mascherina, guanti e igiene accurata delle mani.
  • Non consumare:
    • succhi crudi di palma da dattero o succhi non pastorizzati venduti per strada in aree rurali;
    • frutta visibilmente morsicata o contaminata.
  • Evitare il contatto con pipistrelli e con suini (allevamenti, macelli, mercati rurali).
  • Seguire buone norme generali di igiene: lavaggio mani, acqua e cibi sicuri, attenzione agli animali.

Cosa fare dopo il viaggio

Consultare rapidamente il medico (o il centro di medicina dei viaggi) se, entro 3 settimane dal rientro dall’India, compaiono:

  • febbre alta improvvisa
  • forte mal di testa
  • sonnolenza marcata, confusione, convulsioni
  • difficoltà respiratoria importante

Quando si consulta il medico, è importante riferire:

  • le zone visitate (es. soggiorno in Kerala o West Bengal)
  • eventuali visite in ospedale o contatti con malati
  • eventuale contatto con pipistrelli o suini
  • consumo di succhi/frutta crudi in aree rurali.

 

Vaccino e prevenzione specifica

  • Al momento non esiste un vaccino disponibile per i viaggiatori contro il Nipah virus.
  • La prevenzione si basa su:
    • evitare contatti a rischio con animali e malati;
    • adottare norme igieniche e di sicurezza alimentare;
    • usare dispositivi di protezione in ambito sanitario.

India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori Leggi tutto »

INFLUENZA 25/26: la Variante K del virus influenzale A/H3N2 corre veloce.

INFLUENZA 25/26: la Variante K del virus influenzale A/H3N2 corre veloce. 
In questo articolo voglio fornire una descrizione delle caratteristiche biologiche e cliniche e qualche consiglio di come proteggersi.

Il VIRUS protagonista indiscusso della stagione 2025/26 è costituito dalla variante K (sottoclade K) del virus influenzale A/H3N2, identificato come “improvvisa” variante emergente già a partire dall’agosto 2025 in Australia. E vi ricorderete che vi avevamo preannunciato che questo ceppo influenzale presentava allora, ed oggi è confermato, sette mutazioni della “proteina emoagglutinina” che gli conferiscono una straordinaria capacità di “eludere l’immunità pregressa della popolazione”, risultante da vaccinazioni precedenti o infezioni naturali passate. E questo rende il mixovirus di quest’anno particolarmente diffusivo.
È fondamentale sottolineare che 
questa variante K NON presenta una maggiore aggressività o severità clinica rispetto all’H3N2 stagionale tradizionale. Piuttosto, la vera caratteristica biologica della variante K risiede nella sua efficienza replicativa e nella velocità di trasmissione, che le ha permesso di prolungare significativamente la stagione influenzale negli emisferi meridionali (Australia e Nuova Zelanda) per almeno un mese oltre il normale.​

Questo aspetto è clinicamente rilevante perché, sebbene la variante non sia più virulenta, la sua capacità di eludere parzialmente l’immunità della popolazione ha generato un picco epidemiologico anticipato e potenzialmente più ampio. Le sequenze genomiche depositate nel database internazionale confermano che in questo periodo invernale il subclade K è nettamente predominante anche in Italia, rappresentando la spina dorsale dell’epidemia attuale.​

Clinicamente, l’infezione da variante K presenta il classico spettro sintomatologico dell’H3N2 stagionale:

  1. febbre alta (>38°C) ad esordio brusco,
  2. tosse intensa,
  3. faringite,
  4. dolori muscolari e articolari marcati,
  5. stanchezza profonda,
  6. congestione nasale
  7. nei bambini, disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea).

È degno di nota che l’H3N2, indipendentemente dal sottoclade, produce manifestazioni febbrili più pronunciate rispetto all’H1N1, che invece tende a manifestarsi con sintomi respiratori superiori più salienti (tosse persistente, mal di gola, congestione nasale).​

Tra le complicanze specifiche documentate figurano

  1. le otiti media,
  2. sinusiti,
  3. bronchiti e polmoniti,
    1. con un rischio aumentato in determinate popolazioni vulnerabili:
      1. anziani over 65,
      2. bambini sotto i 5 anni,
      3. donne in gravidanza,
    2. persone affette da patologie croniche respiratorie (asma, BPCO) o cardiache,
    3. individui immunocompromessi.​

Diffusione Geografica e Temporale: Il Picco Imminente

La diffusione della variante K in Italia mostra le medesime caratteristiche osservate nell’emisfero Sud:

  • un picco epidemiologico anticipato (già evidente a metà dicembre 2025)
  • con previsioni di raggiungimento del picco massimo tra la fine del 2025 e mese di gennaio 2026.

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano tuttavia l’impossibilità di una previsione esatta del momento del picco, sottolineando che esso potrebbe verificarsi in qualsiasi momento tra fine dicembre e inizio febbraio.​

Questa proiezione temporale è supportata dal fatto che l’A/H3N2 ha circolato molto poco negli anni precedenti nella popolazione italiana, generando una cohorte ampia di individui suscettibili, soprattutto nei bambini. Tale gap immunitario a livello di popolazione rappresenta il terreno fertile per una diffusione accelerata.​

La pressione ospedaliera attesa (richiesta di ricoveri per sintomi gravi) dalle autorità sanitarie è descritta come “alta”, con particolare preoccupazione per il mantenimento della capacità di risposta nelle strutture di emergenza-urgenza durante il periodo festivo, noto per ridotte disponibilità di personale sanitario e disponibilità di letti.

Contesto Globale: La Stagione “Record” negli USA 2024/25
Per contestualizzare la gravità della stagione 2024-2025, è illuminante considerare i dati epidemiologici dagli Stati Uniti, dove la sorveglianza è particolarmente rigorosa.
Durante i mesi di picco (ottobre 2024-maggio 2025), gli USA hanno registrato oltre 

  • 47 milioni di casi influenzali, il dato più elevato dal 2010-2011,
  • con 610.000 ospedalizzazioni cumulative (il record storico)
  • e approssimativamente 130.000 decessi per influenza.
  • Il tasso di ospedalizzazione ha raggiunto il 7,0%
    (confrontato al 5,6% della stagione precedente e al 4,9% di due anni prima).​

Particolarmente allarmante è il dato pediatrico:

  • 231 decessi registrati nei bambini,
  • di cui il 90% in soggetti idonei alla vaccinazione ma non vaccinati.
  • Inoltre, il 35,0% dei pazienti con influenza confermata ha richiesto una visita al pronto soccorso entro 30 giorni dall’infezione,
  • percentuale superiore alla media storica (24,1% nel 2012-2013).​

 

Un chiarimento tra le forme della “influenza aviaria H5N1 Clade 2.3.4.4b”
nei confronti della influenza umana Variante K dell’H3N2

Desidero chiarire una potenziale fonte di confusione terminologica e concettuale tra i due tipi influenzali attualmente circolanti nel mondo:
Quando si discute di
variante clade 2″ nel contesto dell’epidemia influenzale attuale, occorre distinguere nettamente tra due entità biologicamente e epidemiologicamente distinte:

  1. Variante K dell’H3N2 stagionale: costituita da “virus influenzale umano” endemico, caratterizzata da trasmissione efficiente umano-umano”, bassa mortalità, dominante globalmente;
  2. Variante Clade 2.3.4.4b dell’H5N1 costituita ad “virus dell’influenza aviaria” ad alta patogenicità (HPAI), spillover zoonotico sporadico, ossia con possibile trasmissione uccelli – mammiferi; spillover recente in bovini da latte (ossia trasmesso da uccelli a bovini), e possibile passaggio da bovini-uomo, con tasso di mortalità estimato 38-48%

La confusione sorge talvolta dal fatto che, nella nomenclatura dell’influenza aviaria, il “clade 2.3.4.4b” si riferisce effettivamente a una linea genetica specifica dell’H5N1.

Tuttavia, nell’ambito dell’epidemia stagionale attuale (dicembre 2025), la pressione virale dominante e i dati epidemiologici pertinenti derivano esclusivamente dalla variante K dell’H3N2, non dall’H5N1.

Parliamo della rara forma di H5N1 Clade 2.3.4.4b: Situazione Epidemiologica Attuale

Sebbene non rappresenti una minaccia immediata all’epidemia stagionale in corso, la situazione dell’H5N1 clade 2.3.4.4b merita una discussione dettagliata data l’importanza della sorveglianza globale e il profilo di rischio pandemico.

Epidemiologia Umana
Dal marzo 2024 al giugno 2025, gli Stati Uniti hanno registrato 70 casi umani confermati di H5N1 clade 2.3.4.4b.
Le esposizioni erano ripartite come segue:

  • 41 da bovini da latte,
  • 24 da polli commerciali,
  • 2 da pollame da cortile,
  • 3 da fonte di esposizione sconosciuta. L’ultimo caso registrato negli USA risale a maggio 2025, suggerendo una fase calante dell’incidenza umana negli Stati Uniti.​

A livello mondiale, dal 2003 al maggio 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato 972 casi confermati di H5N1 con 468 decessi, per un tasso di mortalità cumulativo del 48%.
Nel 2025 (dati fino a
maggio), sono stati registrati 13 casi globali con 5 decessi, corrispondente a un tasso di mortalità del 38%.​

È fondamentale evidenziare che non è stata mai documentata trasmissione uomo-uomo  sostenuta di H5N1 clade 2.3.4.4b. Tutti i casi umani derivano da esposizioni dirette a fonti animali (avicoltura, bovini da latte, ecc.).​

Patogenesi e Adattamento Mammifero
La particolarità biologica più inquietante del clade 2.3.4.4b è la sua progressiva adattamento a ospiti mammiferi.

Fino al marzo 2024
, i virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità non si riteneva causassero infezioni economicamente significative nei bovini.
L’identificazione del genotipo B3.13 nei bovini da latte del Texas e Kansas ha rappresentato un precedente senza storia.
Questo genotipo ricombinante, derivante da una fusione di geni dell’HPAI H5N1 europeo e dell’LPAI nord-americano,
si è successivamente diffuso a 17 stati americani e a oltre 1.000 mandrie.​

Nei bovini, l’infezione si manifesta prevalentemente come mastite e ridotta produzione lattea, con sintomi respiratori lievi. Tuttavia, un genotipo distinto (D1.1), un altro ricombinante HPAI-LPAI, ha causato due casi umani gravi, uno fatale in California.

La caratteristica biologica di massima preoccupazione risiede nel dual receptor-binding capacity osservato nei ceppi bovini isolati: il virus mantiene l’avidità per i recettori α2,3-sialici (di tipo aviario) mentre acquisisce capacità di legame ai recettori α2,6-sialici (di tipo umano), presenti nell’epitelio respiratorio superiore umano. Questa adattabilità recettoriale rappresenta un passo potenziale verso una facilitazione di trasmissione inter-specie e intra-specie nell’ospite umano.​

Patogenicità in Modelli Sperimentali

Studi di infezione sperimentale in furetti con il ceppo umano del Cile H5N1 (genoma D1.1) hanno documentato febbre, secrezione nasale, diarrea, secrezione oculare, letargia marcata e segni di malattia severa quali dispnea e respirazione affannosa.
Questo profilo clinico, sebbene limitato ai modelli animali, riflette il potenziale per manifestazioni respiratorie severe nell’ospite umano.​

Valutazione del Rischio Pandemico

Il consenso scientifico internazionale considera l’H5N1 clade 2.3.4.4b come una “seria minaccia pandemica”. I fattori di preoccupazione includono:​

  • Diffusione globale continuativa nel compartimento aviare selvatico e domestico
  • Incursioni in ospiti mammiferi (visoni, foche, leoni marini, bovini)
  • Plasticità genetica: diversità genotipica elevata e potenziale per reassortimento con virus influenzali umani stagionali
  • Spillover sporadico persistente in umani con casi umani in Cile, Canada e USA caratterizzati da gravità aumentata

Tuttavia, l’assenza di trasmissione umano-umano sostenuta e il fenomeno di “viral inert” (il virus non ha acquisito la capacità replicativa ottimale nell’ospite umano) mitigano il rischio a breve termine.

 

Manifestazioni Cliniche Dettagliate dell’Influenza Stagionale 2025

La variante K produce un quadro clinico indistinguibile dalla classica influenza H3N2 stagionale. I tre criteri diagnostici cardine (indicatori di sospetto diagnostico nel setting primario) sono:​

  1. Esordio acuto di febbre sopra 38°C (in adulti) o >39°C (nei bambini piccoli)
  2. Almeno un sintomo respiratorio: tosse, congestione nasale, faringite
  3. Almeno un sintomo sistemico: mialgia marcata, artralgia, astenia profonda

L’assenza di uno di questi tre elementi depone generalmente per diagnosi alternativa (raffreddore comune da rhinovirus, per esempio).​

La progressione temporale classica prevede:

  • un picco sintomatologico nei giorni 2-4 di malattia, con la febbre che tende a persistere per 3-5 giorni anche in assenza di complicanze batteriche secondarie.
  • La tosse e l’astenia possono protrarsi per 1-2 settimane, rappresentando frequente motivo di visita medica tardiva e preoccupazione del paziente.Differenze Sintomatologiche H3N2 vs H1N1

Studi comparativi dei dati clinici di cure primarie hanno documentato che:
– i pazienti infetti da H3N2 presentano febbre più elevata e più prolungata rispetto a quelli con H1N1;
– i pazienti con H1N1 al contrario manifestano tosse più frequente (63,8% vs 40,7%), mialgia più comune (71,8% vs 48,2%) e faringite (40,4% vs 19,0%).

Queste differenze sintomatologiche dovrebbero caratterizzare la valutazione clinica e l’approccio terapeutico.​

Interazioni Virali tra diversi virus delle alte vie respiratorie.
Meccanismi Fondamentali di Interferenza Virale

La circolazione simultanea di molteplici patogeni respiratori (influenza, RSV, rhinovirus, coronavirus generici, SARS-CoV-2) non produce semplicemente una sovrapposizione lineare di malattia, ma queste interazioni virali talvolta antagoniste talvolta sinergiche determinano dinamiche patologiche complesse governate dal fenomeno “dell’interferenza virale”.

Questa si verifica quando l’infezione da un virus primario innesca una “risposta immunologica innata” (produzione interna di interferone di tipo I e III) che sopprime la replicazione di un virus secondario (fenomeno denominato challenge).

Per chiarire il fenomeno: in studi realizzati su coltura cellulare di epitelio respiratorio,
– l’infezione da virus influenzale A (IAV) o da virus respiratorio sinciziale (RSV) riduce significativamente la replicazione di SARS-CoV-2 tramite l’induzione di uno stato “antivirale” cellulare.
L’effetto è più pronunciato con IAV che con RSV.​

Implicazioni Epidemiologiche e rapporto tra casi influenzali e casi di COVID: una spiegazione dell’andamento delle due epidemie:

Durante la stagione 2024-2025, questi meccanismi di competizione hanno generato un’epidemiologia caratteristica:
una ondata massiccia di influenza (82 milioni di casi USA da ottobre 2024 a maggio 2025) ha interferito con la diffusione di SARS-CoV-2, mantenendola fortemente.
Al diminuire dell’attività influenzale in primavera 2025, è seguita una risalita marcata di SARS-CoV-2, in particolare della variante NB.1.8.1 (derivata da JN.1), che ha causato un aumento di ospedalizzazioni.​

COVID-19 e la Variante NB.1.8.1 attualmente in Circolazione

La variante di SARS – CoV-2 denominata NB.1.8.1 rappresenta un’evoluzione della linea Omicron con mutazioni aggiuntive sulla proteina spike (T22N, F59S, G184S, A435S, V445H, T478I) che conferiscono ridotta sensibilità agli anticorpi neutralizzanti. Tuttavia, i dati epidemiologici attuali indicano che NB.1.8.1 NON causa malattia più severa rispetto alle varianti Omicron precedenti. La trasmissibilità è elevata, ma la clinica prevede sintomi prevalentemente lievi, soprattutto in individui vaccinati o con infezione pregressa.​

Coinfesione Influenza-COVID-19: Implicazioni Cliniche

Diversi studi hanno valutato l’impatto della coinfesione influenza-SARS-CoV-2 sulla gravità della malattia COVID-19.
Gli autori documentano che
la coinfesione con influenza è associata a un aumento 2-fold del rischio di ammissione in ICU (odds ratio = 2,09, IC 95% = 1,64-2,68) e a un aumento 2,31 volte del rischio di ventilazione meccanica (IC 95% = 1,10-4,85) rispetto a infezione COVID-19 in monoterapia. Quindi un aggravamento rispetto alle singole infezioni.

Co-Circolazione di Altri Virus Respiratori
I dati RespiVirNet italiano, pubblicati da Istituto superiore di Sanità per dicembre 2025 documentano la circolazione simultanea di:

  • RSV: pico raggiunto in gennaio 2025 (396 casi nella settimana 4)
  • Rhinovirus: circolazione anno-round con picchi invernali, ruolo potenziale di “protezione” tramite interferenza virale verso IAV e SARS-CoV-2
  • Coronavirus generici (escludendo SARS-CoV-2): 1003 casi totali stagione
  • SARS-CoV-2: circolazione continua, prevalentemente variante NB.1.8.1

 

Efficacia Vaccinale e Protezione nella Stagione 2025

I dati scientifici ci portano ad affermare che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione e da sintomi particolarmente gravi. E’ da sottolineare che l’efficacia vaccinale verso infezione ossia la fase di attacco acuto è ridotta, ma la protezione verso la severità (morte, ospedalizzazione) rimane solida, probabilmente per il mantenimento di epitopi B e T cellulari cross-conservati.​

I pediatri dell’Istituto Superiore di Sanità sottolineano l’importanza della vaccinazione immediata, poiché i bambini, in quanto principali diffusori del virus, potrebbero raggiungere una protezione adeguata prima del picco epidemiologico previsto tra fine dicembre e inizio gennaio.

La situazione epidemiologica al 24 dicembre 2025 è caratterizzata da una massiccia ondata di influenza stagionale dominata dalla variante K dell’A/H3N2, non da una emergenza H5N1 pandemica. La variante K non è clinicamente più severa dell’H3N2 tradizionale, ma la sua capacità di eludere parzialmente l’immunità pregressa ha generato un picco epidemiologico anticipato e potenzialmente ampio. I dati italiani e globali indicano tassi di ospedalizzazione superiori alla media storica e pressione straordinaria sui sistemi sanitari.

L’H5N1 clade 2.3.4.4b rimane una minaccia di sorveglianza a lungo termine, particolarmente dati i fenomeni recenti di adattamento mammifero e la persistente spillover zoonotico, ma non rappresenta un problema epidemiologico acuto nell’ambito della stagione influenzale in corso.

La coinfezione con SARS-CoV-2 variante NB.1.8.1 e altri patogeni respiratori è possibile e comporta conseguenze cliniche misurabili (aumento di ICU e ventilazione), richiedendo vigilanza diagnostica e terapeutica avanzata nei pazienti critici.

La vaccinazione rimane la strategia preventiva primaria, con efficacia mantenuta verso la severità dei sintomi.

L’utilizzo di antivirali (oseltamivir) per pazienti ad alto rischio o con malattia conclamata rimane valido e da favorire in particolare nei portatori di patologie croniche.

redattore dr. Paolo Meo
Direttore POLO VIAGGI

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Influenza Stagione 2025-2026: Il Sottoclade K dell’A(H3N2)

Influenza Stagione 2025-2026: Il Sottoclade K dell’A(H3N2) Considerazioni sulla malattia e strategie preventive secondo il Dr. Paolo Meo

Qui sotto è disponibile un podcast sulle novità della stagione in corso; buon ascolto! (5 minuti circa)

 

La Situazione Attuale in Italia

Secondo i dati del sistema di sorveglianza “RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità”, la stagione influenzale 2025-2026 si sta sviluppando con un’intensità notevole. Tra il 1° e il 7 dicembre 2025, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute ha raggiunto 12,4 casi ogni 1.000 assistiti, con un incremento significativo rispetto alla settimana precedente. Dal mese di ottobre, si contano già oltre 4 milioni di casi, di cui circa 695 mila tra 1-7 dicembre. Il tasso di positività per influenza nella comunità ha raggiunto il 25,3%, mentre nella popolazione ospedaliera è arrivato al 28,8%.  Il Dr. Paolo Meo, infettivologo e tropicalista, direttore del POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA di Roma, sottolinea come in questa stagione la circolazione del virus A(H3N2) è predominante, ed in particolare la sua variante denominata sottoclade K, merita una speciale attenzione dal punto di vista epidemiologico ed anche clinico.  

Cosa è il Sottoclade K del virus A(H3N2)?

Il sottoclade K del virus A(H3N2) rappresenta un’evoluzione significativa nel panorama dei virus influenzali circolanti. Questa variante presenta sette mutazioni aggiuntive a livello della proteina emoagglutinina (K2N, S144N, N158D, I160K e Q173R) rispetto ai precedenti selezionati per la formulazione vaccinale della stagione 2025-2026. Ad Agosto ’25  è stato rilevato per la prima volta questo “nuovo ceppo ” nell’emisfero australe, in particolare in Australia e Nuova Zelanda, dove ha prolungato la stagione influenzale fino a ottobre e novembre, cosa insolita rispetto ai normali tempi di circolazione virale. Secondo i dati “dell’European Centre for Disease Prevention and Control” (ECDC), il “sottoclade K” rappresenta circa la metà delle sequenze virali registrate globalmente tra maggio e novembre 2025, con percentuali ancora più elevate in specifiche regioni: in Australia ha rappresentato il 50% circa dei virus, mentre in Nuova Zelanda ha superato i due terzi dei ceppi in circolazione. Questo dimostra l’elevata capacità diffusiva di questo sotto ceppo influenzale.​  

L’impatto sulla trasmissibilità

Un elemento importante riguarda l’aumento della trasmissibilità di questo sottoclade. Secondo i dati “dell’UK Health Security Agency (UKHSA)”, il “numero R” indice di riproduzione del sottoclade K (ovvero il “numero medio di persone a cui ogni persona infetta trasmette il virus) si attesta a circa 1,4, rispetto a circa 1,2 riscontrato negli anni precedenti. Cosa vuol dire questo? Che 100 persone infettate dal sottoclade K possono trasmettere il virus a 140 persone, anziché alle 110 di altre stagioni influenzali. La capacità di contagio e quindi di diffusione è sicuramente maggiore, questo non corrisponde a una maggiore gravità dei sintomi, come ha tenuto a confermare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nei suoi ultimi bollettini.   ​  

Perché il sottoclade K circola così facilmente in questa stagione?

Il Dr. Paolo Meo del CESMET evidenzia un fattore epidemiologico fondamentale: la suscettibilità aumentata della popolazione generale. Difatti il virus A(H3N2) ha circolato in modo molto limitato negli anni e nelle stagioni precedenti (2023-2025), durante le quali il ceppo predominante è stato l’A(H1N1). Questo significa che una quota molto significativa della popolazione italiana, in particolare i bambini, non possiede un’immunità sufficiente derivante da infezioni o vaccinazioni precedenti contro questo virus. ​ Il Professor Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Università Vita-Salute San Raffaele, sottolinea che questa situazione si traduce nella pratica in una maggiore suscettibilità all’infezione e nel fatto che la popolazione abbia minore protezione crociata rispetto ai tipi degli anni precedenti. Tale condizione ha contribuito all’inizio anticipato della stagione influenzale in Italia, che si è manifestato con tre settimane di anticipo rispetto alla stagione 2024-2025.    La Triade Sintomatologica Caratteristica dell’Influenza H3N2 Secondo il Dr. Paolo Meo, direttore del POLO VIAGGI CESMET, i pazienti affetti da influenza A(H3N2) presentano caratteristicamente una triade sintomatologica ben riconoscibile:
  1. Febbre Alta ad Esordio Improvviso La febbre rappresenta il sintomo iniziale più caratteristico e insorge in modo brusco, non graduale. Nella maggior parte dei casi, la temperatura corporea supera i 38-38,5°C, con picchi anche superiori a 39-40°C, soprattutto nei bambini. La febbre si presenta tipicamente accompagnata da brividi intensi e rappresenta il segno clinico più evidente della vera infezione influenzale, distinguendola dalle forme di semplice raffreddamento.
  2. Sintomi Respiratori Importanti Accanto alla febbre compaiono manifestazioni respiratorie significative: tosse secca e stizzosa (in genere non catarrale), mal di gola, congestione nasale e starnutazioni. La tosse tende a persistere più a lungo rispetto ai sintomi febbrili, talvolta per 1-2 settimane. In alcuni pazienti si osserva anche naso che cola o congestione nasale marcata.
  3. Dolori Muscolari e Malessere Generale Importante Il Dr. Paolo Meo sottolinea come i dolori muscolari (mialgie) e articolari (artralgie) rappresentino un’altra caratteristica distintiva dell’influenza A(H3N2). Questi dolori sono diffusi su tutto il corpo (“come se si sentissero le ossa”) e si associano a cefalea intensa, grave malessere generale, astenia marcata e senso di profonda spossatezza. Tale sintomatologia sistemica distingue la vera influenza da forme parainfluenzali o da comuni raffreddori virali.
L’insieme di questi sintomi (febbre alta, sintomi respiratori, dolori sistemici) deve essere presente contemporaneamente per poter parlare di vera sindrome influenzale. I sintomi di solito compaiono 1-2 giorni dopo il contatto con il virus e la risoluzione spontanea si verifica generalmente entro 7-10 giorni, sebbene la tosse possa persistere per 2-3 settimane.​ Efficacia Vaccinale: Rassicurazioni Dai Dati Inglesi Una questione che preoccupa è la possibile ridotta efficacia del vaccino 2025-2026 di fronte al sottoclade K, poiché questa variante non era stata ancora individuata quando i vaccini sono stati formulati. Il Dr. Paolo Meo del POLO VIAGGI CESMET ribadisce, tuttavia, l’importanza di interpretare correttamente i dati emergenti da diverse parti del mondo. I dati del Regno Unito, dove il sottoclade K è già diventato dominante, forniscono indicazioni rassicuranti: il vaccino stagionale 2025-2026 mantiene:
  • un’efficacia del 70-75% nel prevenire il ricovero ospedaliero nei bambini (fascia 2-17 anni);
  • Una efficacia del 30-40% negli adulti;
Una meta-analisi pubblicata sul New England Journal of Medicine nel 2025 conferma che l’efficacia complessiva del vaccino contro il ricovero si attesta al 67% nei bambini e al 48% negli adulti della fascia 18-64 anni, con dati ancora migliori nei soggetti vaccini in precedenti stagioni.​ Sebbene il vaccino possa presentare una minore efficacia nel prevenire l’infezione con il sottoclade K, rimane altamente efficace nel prevenire le forme gravi della malattia e soprattutto i ricoveri ospedalieri. Il vaccino continua inoltre a mantenere la sua piena efficacia nei confronti degli altri virus influenzali circolanti (A/H1N1 e B).   Le Misure Preventive Non Farmacologiche Secondo le raccomandazioni del Dr. Paolo Meo del CESMET nei confronti dei  pazienti e dei viaggiatori, in particolare a coloro che richiedono consulenze preventive presso il POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA, la prevenzione dell’influenza si basa su semplici ma efficaci misure igieniche: Igiene delle Mani Lavare regolarmente le mani con acqua e sapone, soprattutto dopo aver toccato superfici e suppellettili, prima di portarsi le mani al viso, e prima di mangiare. L’uso di igienizzanti per le mani con alcol (almeno 60%) rappresenta un’alternativa valida quando l’acqua non è disponibile. ​ Igiene Respiratoria Coprire la bocca e il naso quando si tossisce o starnutisce, preferibilmente utilizzando un fazzoletto monouso (che deve essere subito gettato) o, in sua assenza, la piega del gomito. Isolamento delle persone Malati Restare a casa quando si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili, soprattutto nella fase iniziale della malattia. Il periodo di contagiosità inizia uno o due giorni prima della comparsa dei sintomi e termina circa una settimana dopo l’esordio; nei bambini e nei soggetti immunocompromessi questa durata può essere più lunga. Uso della Mascherina in Caso di Malattia Nei soggetti infetti, l’indossare di una mascherina chirurgica contribuisce a ridurre la trasmissione del virus, soprattutto in ambienti affollati e nei contatti ravvicinati. Distanziamento da Persone Malate Evitare il contatto stretto con persone che presentano sintomatologia influenzale, mantenendo una distanza di almeno un metro durante le fasi di tosse o starnutazione. Pulizia e Ventilazione degli Ambienti Mantenere gli spazi frequentati ben ventilati e pulire regolarmente le superfici di contatto frequente (maniglie, banchi, telefoni, etc.). Vaccinazione: Timing e Categorie Prioritarie Il momento ottimale per sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale è tra metà ottobre e metà dicembre, poiché la protezione diventa attiva dopo 5/6 giorni per la prima “attivazione linfocitaria e monocitaria”, e completamente efficace dopo circa 2 settimane dopo la somministrazione. Il picco influenzale è atteso tra dicembre 2025 e gennaio 2026, tuttavia, non è mai troppo tardi per vaccinarsi e quindi nel mese di gennaio è possibile coprirsi nei confronti del virus. Lo stesso Ministero della Salute raccomanda di effettuare la vaccinazione anche tra dicembre e gennaio. Queste le categorie prioritarie per la vaccinazione, per la stagione 2025-2026:
  • Persone di età pari o superiore a 60 anni
  • Bambini da 6 mesi a 6 anni
  • Donne in gravidanza
  • Persone con patologie croniche (malattie cardiache, respiratorie, diabete, immunodeficienze, etc.)
  • Personale sanitario e sociosanitario
  • Familiari e conviventi di persone ad alto rischio
  • Persone residenti in strutture di lungodegenza o assistenziali
I soggetti ad alto rischio dovrebbero vaccinarsi già dal mese di ottobre, al fine di garantire la massima protezione possibile durante l’intera stagione. Quando Rivolgersi al Medico: Segnali di Allarme Il Dr. Paolo Meo del POLO VIAGGI CESMET sottolinea l’importanza di riconoscere i sintomi che richiedono un intervento medico urgente. Si consiglia di contattare il medico curante nel caso in cui:
  • I sintomi influenzali sembrino inizialmente migliorare, ma poi si ripresentino accompagnati da febbre elevata e peggioramento della tosse
  • La febbre non scenda nonostante l’assunzione di farmaci antipiretici
È necessario recarsi immediatamente al pronto soccorso in caso di:
  • Difficoltà respiratoria o fiato corto
  • Dolore o sensazione di pressione a livello del torace o dell’addome
  • Vertigini improvvise o capogiri
  • Stato confusionale
  • Vomito prolungato o grave
  • Febbre molto alta che non risponde ai farmaci antipiretici
  • Nei bambini: colorito bluastro della pelle, respiro accelerato, sonnolenza anomala, irritabilità, o movimento ridotto
Conclusioni e Raccomandazioni del Dr. Paolo Meo Il Dr. Paolo Meo, direttore del POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA, sintetizza le raccomandazioni per affrontare al meglio la stagione influenzale 2025-2026: La situazione epidemiologica attuale deve generare attenzione per la prorpia e l’altrui salute. Sebbene il sottoclade K del virus A(H3N2) mostri una maggiore contagiosità e abbia allungato la stagione influenzale nell’emisfero australe, non costituisce un nuovo virus e non provoca necessariamente forme più gravi di malattia. La vaccinazione rimane lo strumento più efficace per ridurre il rischio di contrarre l’influenza e soprattutto per prevenire le complicanze e i ricoveri ospedalieri. Anche se l’efficacia è sicuramente leggermente ridotta nei confronti del sottoclade K, il vaccino mantiene comunque un’efficacia significativa nel proteggere dalle forme severe. L’associazione tra vaccinazione e misure igieniche fondamentali ossia: igiene delle mani, igiene respiratoria, isolamento quando malati, ventilazione degli ambienti – rappresenta l’approccio più razionale e scientifico per ridurre la diffusione virale e proteggere sia se stessi che i soggetti più vulnerabili della comunità. Per coloro che necessitano di consulenze specializzate sulla prevenzione influenzale, sulle strategie vaccinali personalizzate in base al profilo di rischio individuale, o che desiderano sottoporsi a vaccinazione antinfluenzale presso una struttura specializzata in medicina preventiva e del viaggio, il POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA rimane a disposizione con consulenze mediche sia in ambulatorio che online, grazie al coordinamento del Dr. Paolo Meo e del suo staff di assistenti.

Influenza Stagione 2025-2026: Il Sottoclade K dell’A(H3N2) Leggi tutto »

Street Food, senza pensieri: i consigli del dott. Paolo Meo

Profumi irresistibili, colori vivaci… lo street food è una tentazione di viaggio. Ma tra banchi e padelle all’aperto si nascondono rischi reali per la salute. Sul nostro canale You Tube, destinato a viaggiatori consapevoli, trovi un video chiaro e concreto del dott. Paolo Meo, specialista in Malattie Tropicali e Infettive: in pochi minuti spiega come scegliere in sicurezza, riconoscere le situazioni a rischio, prevenire le infezioni più comuni e quando è necessario consultare medici esperti prima e dopo il viaggio.

Gusta il mondo senza compromettere la tua salute: guarda il video ora e viaggia con consapevolezza.

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Giornata Mondiale contro l’AIDS

 

 

In questa Giornata Mondiale contro l’AIDS facciamo nostre le parole e le raccomandazioni che ci vengono dal nostro Ministero della Salute :
“Solidarietà globale, responsabilità condivisa” è il tema della Giornata mondiale contro l’#AIDS. Mai come quest’anno sono parole che parlano del nostro futuro. Solo uniti e responsabili possiamo sconfiggere emergenze sanitarie globali. E i pregiudizi che spesso le accompagnano.”

 

Questi i numeri di UNAIDS

Nel 2024, 40,8 milioni [37,0 milioni-45,6 milioni] di persone nel mondo erano affette da HIV.

Nel 2024, 1,3 milioni [1 milione-1,7 milioni] di persone hanno contratto l’HIV.

Nel 2024, 630 000 [490 000-820 000] persone sono morte per malattie correlate all’AIDS.

Nel 2024, 31,6 milioni di persone [27,8-32,9 milioni] avevano accesso alla terapia antiretrovirale.

91,4 milioni [73,4 milioni-116,4 milioni] di persone sono state infettate dall’HIV dall’inizio dell’epidemia.

44,1 milioni [37,6 milioni-53,4 milioni] di persone sono morte per malattie correlate all’AIDS dall’inizio dell’epidemia.

 

 

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La Chikungunya: un video per informarsi e scoprire cos’è

Scopri tutto quello che c’è da sapere sull’infezione da Chikungunya, una malattia trasmessa dalla puntura di zanzare che si sta diffondendo anche in Europa, ma che rappresenta soprattutto un rischio nei paesi tropicali. Nel video pubblicato sul nostro canale YouTube , il dott. Paolo Meo, specialista in medicina preventiva e malattie infettive e tropicali, spiega in modo chiaro i principali aspetti dell’infezione, fornendo consigli pratici per prevenirla e sottolineando l’importanza di rivolgersi a medici esperti prima e durante il viaggio. Non perderti questa guida essenziale per viaggiare in sicurezza!

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Aedes vittatus a Cuba: il nuovo vettore che preoccupa le autorità sanitarie

Dal 2020 è stata confermata la presenza sull’isola della zanzara Aedes vittatus, specie invasiva capace di trasmettere dengue, zika, chikungunya e febbre gialla. Questa scheda riassume le informazioni essenziali per viaggiatori e operatori sul campo.

Che cos’è Aedes vittatus

Aedes vittatus è una specie di zanzara ritenuta invasiva e particolarmente adattabile. A differenza dell’Aedes aegypti, che tende a vivere e riprodursi negli ambienti domestici e punge principalmente gli esseri umani, A. vittatus mostra una maggiore flessibilità ecologica e comportamentale.

Quando e dove è stato identificato a Cuba

La prima rilevazione (gennaio 2020)

La presenza dell’insetto è stata segnalata per la prima volta nel gennaio 2020 nella località di Ramón de las Yaguas, nella provincia di Santiago de Cuba.

Diffusione nelle regioni orientali

Secondo lo studio pubblicato nel 2022 su MEDISAN, la specie è stata rilevata in oltre 30 località dell’est dell’isola e in almeno quattro comuni della provincia. Le autorità hanno lanciato allerte entomologiche e raccomandato di intensificare il monitoraggio.

Perché questa specie rappresenta una preoccupazione

L’allarme è motivato da alcune caratteristiche chiave dell’Aedes vittatus:

  • Alta adattabilità: colonizza ambienti urbani, rurali e aree boschive.
  • Alimentazione flessibile: punge sia esseri umani sia altri mammiferi.
  • Riproduzione versatile: deposita uova in pozzanghere, vasi, barili, naturali cavità d’albero e qualsiasi accumulo d’acqua.
  • Resistenza ambientale: uova più resistenti a disidratazione e sole; larve tolleranti a salinità e alte temperature.
Nota: queste caratteristiche la rendono più difficile da controllare rispetto ai vettori tradizionali e aumentano il potenziale di diffusione delle arbovirosi sull’isola.

Implicazioni per la salute pubblica

Gli autori dello studio avvertono che, qualora la specie si stabilisse in modo permanente, potrebbe diventare un vettore significativo di malattie virali. Per questo motivo è stata emessa un’allerta entomologica nazionale e sono state rafforzate le attività di sorveglianza nelle province orientali.

Il contesto epidemiologico attuale

L’identificazione dell’Aedes vittatus si inserisce in un quadro segnato dall’aumento dei casi di dengue e dall’espansione della chikungunya. Problemi cronici come la scarsità di acqua potabile, pratiche di stoccaggio domestico dell’acqua e risorse sanitarie limitate rendono alcune comunità particolarmente vulnerabili.

Cosa significa per il viaggiatore

Per chi si reca a Cuba, il nuovo vettore rappresenta un rischio aggiuntivo in un contesto già sensibile alle arbovirosi. Indicazioni pratiche in estrema sintesi:

  • Prestare attenzione alla protezione personale contro le punture di zanzara (repellenti, abbigliamento, zanzariere) e valutare con un medico specialista l’opportunità di effettuare i vaccini ( febbre gialla, dengue. chikungunya).
  • Ridurre accumuli d’acqua intorno a case e alloggi temporanei.
  • Informarsi sulle aree di maggiore circolazione dei vettori e sulle raccomandazioni locali.

Ricerca e sorveglianza

Lo studio guidato da Mirtha Gladys Pérez Menzies ha aggiornato l’elenco delle specie di zanzare a Cuba a 71 unità, sottolineando la necessità di rafforzare la ricerca entomologica e i sistemi di sorveglianza epidemiologica per monitorare una possibile diffusione verso le regioni centrali e occidentali.

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