EPIDEMIA DI EBOLA BUNDIBUGYO (RD CONGO – UGANDA) 2026
Commenti sulla situazionale in Africa Centrale Aggiornamento al 7 giugno 2026
redazione e commenti dr. Paolo Meo
QUADRO EPIDEMIOLOGICO ATTUALE (7 giugno 2026)
Casi confermati Decessi confermati Guariti
Rep. Dem. del Congo (RDC) ~380 ~60 ~8
Uganda 15 1 —
TOTALE ~395 ~61 —
I dati sono aggiornati al 6 giugno 2026 (OMS / Africa CDC / EbolaMap).
I casi sospetti, dopo la revisione OMS del 2 giugno, sono scesi da oltre 900 a ~116 ancora in attesa di conferma.
precedentemente comunicati (~238) includevano molti casi poi attribuiti ad altre patologie febbrili.
ORIGINE E PAESI COINVOLTI
Il focolaio — il 17° nella storia della Rep. Democ. Congo — è stato dichiarato il 15 maggio 2026 nella provincia dell’Ituri
(nord-est della RDC, città di Bunia), con il primo decesso documentato già il 24 aprile.
Il ritardo nella diagnosi è stato causato dai kit diagnostici inizialmente calibrati solo per il ceppo Zaire, che hanno restituito falsi
negativi.
Il virus responsabile è il Bundibugyo ebolavirus (BDBV), terza epidemia mai registrata con questo ceppo,
già più grande delle precedenti (2007 Uganda; 2012 RDC).
L’Uganda è stato coinvolto a partire da metà maggio tramite casi importati (Kampala e distretto di Rwampara).
L’OMS ha dichiarato l’emergenza sanitaria internazionale (PHEIC) il 17 maggio 2026.
FATTORI DI RISCHIO E CRITICITÀ
Il ceppo Bundibugyo non dispone di vaccino approvato né di terapia antivirale specifica:
il vaccino rVSV-ZEBOV (Ervebo) e i farmaci mAb attivi sul ceppo Zaire non sono efficaci sul BDBV.
Il tasso di letalità nei casi confermati si attesta intorno al 12–14% (storicamente 25–50%), probabile effetto di bias di
segnalazione. La zona dell’Ituri è devastata da conflitti armati, con accesso umanitario difficile:
– un’equipe di sepoltura è stata attaccata il 6 giugno in South Kivu.
– Al 6 giugno risultano infettati 16 operatori sanitari.
L’Italia ha attivato protocolli di sorveglianza (circolare 18 maggio, ordinanza 29 maggio) e valuta il rischio per
la popolazione europea come molto basso. Nessun caso confermato fuori dall’Africa.
PROSPETTIVE: L’EPIDEMIA È IN ESPANSIONE O SI STA CONTENENDO?
Al 7 giugno il quadro sembra essere ancora in espansione, ma con segnali parzialmente incoraggianti. La revisione al
ribasso dei casi sospetti (da oltre 900 a ~116 pendenti) operata dall’OMS il 2 giugno indica:
– un progressivo smaltimento dell’arretrato diagnostico,
– non una vera e propria riduzione reale dei contagi.
– I casi confermati continuano ad aumentare ( 344 il 3 giugno → ~380 il 6 giugno) su 24 zone sanitarie in tre province della RDC.
in particolare nelle aree di guerra e di guerriglia
MSF ha avvertito il 31 maggio che nessuna epidemia di Ebola aveva mai registrato così tanti casi così rapidamente
dopo la dichiarazione ufficiale.
Sul fronte positivo: il 1° giugno è stata registrata la prima guarigione;
– MSF ha aperto un centro di trattamento da 65 posti a Ituri;
– CEPI ha stanziato oltre 60 milioni di dollari per accelerare tre candidati vaccini anti-BDBV
(IAVI, Moderna, Università di Oxford); trial clinici in corso.
– L’OMS ha lanciato il 5 giugno un piano strategico continentale congiunto con la RDC.
Il rischio di propagazione regionale — Uganda inclusa — è reale ma attentamente monitorato.
Un contenimento effettivo richiederà settimane se non mesi, subordinato all’accesso umanitario nelle zone di conflitto e allo sviluppo rapido di contromisure
specifiche.
Ma i rischi per viaggiatori internazionali nell’area al di fuori delle zone di guerra o dei villaggi interna sono da considerare quasi nulli.
continueremo a tenenre monitorata la situazione e ad informare valutando i reali rischi di contagio del virus.
Fonti: OMS (WHO) · Africa CDC · EbolaMap.org · Sky TG24 · Euronews · Salutelab.it |
Documento redatto da dr. Paolo Meo il 7 giugno 2026 .



