Cesmet bollettino della DENGUE nelle MALDIVE
Scheda paese · Scheda malattia · Edizione 1 agosto 2026
MALDIVE E DENGUE vista dall’Italia
Il paradiso ha una zanzara. Quello che devi sapere prima di partire.

Redazione scientifica del POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA
Direttore: Dr. Paolo Meo — tropicalista, infettivologo
Come è fatta questa scheda
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Perché una scheda dedicata alle Maldive
Nel 2026 il 71% delle dengue diagnosticate in Italia arriva dalle Maldive. Un cambio di geografia del rischio che quasi nessun turista conosce.
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La situazione oggi: i numeri dell’epidemia
Andamento mensile dei casi nel 2026, confronto con il 2025, decessi e allerta delle autorità sanitarie maldiviane.
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Atollo per atollo: dove circola davvero il virus
Le aree a incidenza più alta, il peso di Malé e la differenza reale fra isole abitate, resort e liveaboard.
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La zanzara: chi è, dove vive, quando punge
Aedes aegypti e Aedes albopictus, il loro habitat nei villaggi e nei resort, e perché pungono di giorno.
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Che cos’è la dengue e come si manifesta
Sintomi, tempi di incubazione, decorso tipico e i segnali d’allarme che impongono il ricovero immediato.
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Perché la seconda dengue è più pericolosa della prima
Il fenomeno del potenziamento anticorpo-dipendente e chi deve considerarsi a rischio aumentato.
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| 7 |
QDENGA: il vaccino, in profondità
Perché la prima dose protegge già chi parte, quando farla, a chi è essenziale e la posizione del CESMET.
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Proteggersi dalle punture: cosa funziona davvero
NOZETA e olio di Neem come repellente di prima scelta del CESMET, abbigliamento, ambienti e orari.
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Se hai la febbre alle Maldive
Cosa fare sull’isola, quali farmaci evitare assolutamente e quando chiedere l’evacuazione sanitaria.
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Se hai la febbre al rientro in Italia
La finestra dei 14 giorni, cosa dire al medico e perché la tua diagnosi protegge anche il tuo quartiere.
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| 11 |
Non solo dengue: Zika e chikungunya
Gli altri virus trasmessi dalla stessa zanzara e le implicazioni per chi cerca una gravidanza.
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La checklist del viaggiatore
Cosa fare appena prenoti, nei giorni prima, in valigia e al ritorno. Una lista da spuntare.
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Domande frequenti e fonti
Le domande che riceviamo più spesso in ambulatorio e i riferimenti scientifici di questa scheda.
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1. Perché una scheda dedicata alle Maldive
Per anni la dengue è stata, nell’immaginario del viaggiatore italiano, una malattia del Sud-est asiatico o dell’America Latina. Qualcosa che si prende zaino in spalla, non in un bungalow sull’acqua. Nel 2026 questa immagine è semplicemente sbagliata.
I dati della sorveglianza nazionale italiana sono netti: dei 169 casi di dengue confermati in Italia nel primo semestre 2026, tutti importati da viaggi, il 71% ha come luogo di esposizione le Maldive. Nel primo trimestre la percentuale era ancora più alta, l’83%. Nessun’altra destinazione si avvicina.
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169
casi dengue in Italia 2026
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71%
esposizione Maldive
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~120
viaggiatori italiani infettati
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Lo stesso fenomeno si osserva in Spagna, dove circa la metà dei 124 casi importati registrati fino al 19 luglio 2026 è collegata a un viaggio nelle Maldive. Non è un’anomalia italiana: è un’epidemia in corso in un arcipelago che riceve due milioni e mezzo di turisti l’anno.
2. La situazione oggi: i numeri dell’epidemia
L’Health Protection Agency (HPA) delle Maldive pubblica dati mensili sulle malattie infettive. Il 2026 si è aperto con un’impennata che non ha precedenti recenti e che è proseguita per tutto il primo semestre.
| Mese 2026 | Casi dengue | Stesso mese 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 647 | 424 | +53% |
| Febbraio | 428 | 76 | +463% |
| Marzo | 535 | 60 | +792% |
| Aprile | 648 | — | in crescita |
| Maggio | 778 | — | picco del semestre |
| Totale gen–mag | ~3.000 | — | — |
Un dato che i tour operator non raccontano
muore a 23 anni punto da una zanzara infetta di virus della DENGUE
Circa tremila casi in cinque mesi in un Paese di poco più di 500.000 abitanti significano un’incidenza altissima. Nello stesso periodo il flusso turistico non ha subito rallentamenti: il governo maldiviano punta a 2,5 milioni di visitatori nel 2026.
Il 13 aprile 2026 un giovane di 23 anni residente a Milano, nell’atollo di Shaviyani, è deceduto all’Indira Gandhi Memorial Hospital di Malé dopo un ricovero in terapia intensiva. È il decesso che ha portato la dengue in prima pagina nelle Maldive.
L’HPA ha diffuso ripetuti avvisi alla popolazione — a gennaio, ad aprile e nei mesi successivi — chiedendo la collaborazione di consigli comunali, strutture private e cittadini per l’eliminazione dei focolai larvali. Il consiglio comunale di Malé ha intensificato le operazioni di disinfestazione (fogging) dall’inizio dell’anno.
3. Atollo per atollo: dove circola davvero il virus

Le Maldive sono 26 atolli naturali e oltre 1.190 isole, di cui circa 190 abitate e più di 170 destinate a resort. La sorveglianza sanitaria ragiona per atollo, non per singola isola: i dati pubblici disponibili sono espressi come incidenza per 10.000 abitanti a livello di atollo amministrativo. Questa è la geografia reale del rischio.
| Atollo | Incidenza (gennaio 2026) | Rilievo per il turista |
|---|---|---|
| Vaavu (Felidhoo) | 75 casi / 10.000 ab. | Atollo con la più alta incidenza; meta di safari-boat e immersioni |
| Kaafu (Malé Atoll) | 71 casi / 10.000 ab. | Include Malé, Hulhumalé, l’aeroporto e la maggior parte dei resort |
| Gaafu Alifu | 47 casi / 10.000 ab. | Atollo meridionale, resort e isole locali |
| Alifu Alifu (Ari Nord) | fra i più colpiti a marzo | Zona classica di resort e crociere |
| Shaviyani | fra i più colpiti a marzo | Atollo settentrionale; sede del decesso di aprile |
| Altri atolli | trasmissione diffusa | Nessun atollo può essere considerato indenne |
Il limite dei dati e come leggerlo
Non esistono dati pubblici sul numero di zanzare infette per singola isola: nelle Maldive non è attiva una sorveglianza entomo-virologica capillare come quella che, per esempio, l’Italia applica alla zanzara tigre. Chi vi promette una mappa “isola per isola” delle zanzare positive vi sta raccontando qualcosa che non esiste.
Quello che sappiamo è la geografia dei casi umani, che nelle isole piccole coincide di fatto con la geografia del vettore: se su un’isola di due chilometri quadrati ci sono casi, la zanzara infetta è lì.
Isole locali, resort e liveaboard: tre rischi diversi
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Malé e isole abitate
Rischio alto
Densità urbana, cisterne, ristagni domestici, trasmissione continua
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Guesthouse su isole locali
Rischio medio-alto
Si vive dentro il villaggio, con la stessa esposizione dei residenti
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Resort su isola privata
Rischio medio
Disinfestazione regolare, ma personale e forniture arrivano dalle isole abitate
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L’idea che il resort sia una bolla protetta è la più diffusa e la più pericolosa delle convinzioni. I resort maldiviani effettuano disinfestazioni regolari e mantengono standard elevati, ma ogni isola-resort riceve ogni giorno personale che vive sulle isole abitate, e ospita vegetazione lussureggiante, sottovasi, grondaie e fioriere: esattamente l’habitat che Aedes aegypti predilige. Diversi casi diagnosticati in Italia riguardano viaggiatori che non hanno mai lasciato il proprio resort.
Le crociere in liveaboard (safari-boat) meritano una nota a parte: le imbarcazioni sostano vicino alle isole, le zanzare salgono a bordo all’ormeggio e gli spazi comuni all’aperto al tramonto sono un punto di esposizione tipico. L’atollo di Vaavu, che guida la classifica dell’incidenza, è una delle rotte più battute.
4. La zanzara: chi è, dove vive, quando punge
Nelle Maldive la dengue è trasmessa da due specie del genere Aedes: soprattutto Aedes aegypti, la zanzara della febbre gialla, e in misura minore Aedes albopictus, la zanzara tigre che conosciamo bene anche in Italia. Entrambe sono presenti in modo stabile sull’arcipelago.
- Punge di giorno. È la differenza che sorprende tutti. A differenza delle anofele della malaria, che pungono di notte, Aedes è attiva soprattutto nelle due-tre ore dopo l’alba e nelle due-tre ore prima del tramonto. La zanzariera sul letto serve a poco; il repellente alle 17:00 sull’aperitivo in spiaggia serve moltissimo.
- Vive vicino all’uomo. Non è una zanzara di foresta: si riproduce in piccole raccolte d’acqua di origine domestica — sottovasi, cisterne, secchi, copertoni, grondaie, ciotole degli animali, teli. Il raggio di volo è breve, spesso poche decine di metri.
- Vola basso e punge le caviglie. Il repellente va applicato anche su piedi, caviglie e polpacci, che sono le zone più frequentemente dimenticate.
- Le Maldive hanno il clima ideale tutto l’anno. Non esiste una vera stagione a rischio zero. Il monsone Iruvai e le piogge aumentano i focolai larvali, ma la trasmissione è continua nei dodici mesi.

IL PARERE DEL DR. MEO
Nei quarant’anni che ho passato fra tropici e ambulatorio, la frase che sento più spesso è: “Dottore, ma io ero in un resort a cinque stelle”. Come se il virus leggesse le stelle di TripAdvisor. La zanzara che ti punge non sa quanto hai pagato la notte: sa che c’è un sottovaso pieno d’acqua dietro la spa e che tu sei fermo al bar alle sei di sera con le caviglie scoperte.
L’altra frase che sento è: “Non me l’ha detto nessuno”. E questa mi fa più rabbia della prima, perché è vera. L’agenzia vende il sogno, il resort vende la calma, e nessuno mette in valigia l’informazione che serve. È esattamente per questo che scriviamo queste schede.
5. Che cos’è la dengue e come si manifesta
La dengue è un’infezione virale acuta causata da quattro sierotipi distinti del virus dengue (DENV-1, DENV-2, DENV-3, DENV-4). L’infezione con un sierotipo lascia un’immunità permanente verso quel sierotipo soltanto, e una protezione temporanea e parziale verso gli altri tre.
| Fase | Quando | Che cosa succede |
|---|---|---|
| Incubazione | 4–10 giorni dalla puntura | Nessun sintomo. È in questa finestra che molti tornano a casa |
| Fase febbrile | giorni 1–3 | Febbre alta improvvisa, cefalea frontale, dolore retro-orbitario, mialgie e artralgie intense (la “febbre spacca-ossa”), nausea, esantema |
| Fase critica | giorni 3–7 | Sfebbramento: è il momento più insidioso. Nella maggior parte dei casi inizia la guarigione, in una minoranza compaiono le complicanze |
| Convalescenza | giorni 7–14 e oltre | Astenia marcata, talvolta per settimane; possibile rash pruriginoso |
SEGNALI D’ALLARME — cerca assistenza medica immediata
Dolore addominale intenso e persistente · Vomito ripetuto · Sanguinamento da naso o gengive, ematomi spontanei, sangue nel vomito o nelle feci · Respiro affannoso · Letargia, irrequietezza, confusione · Estremità fredde e sudate · Riduzione della diuresi
Questi segni compaiono tipicamente proprio quando la febbre scende, fra il terzo e il settimo giorno. Il calo della febbre nella dengue non significa che stai guarendo: significa che entri nella fase in cui va sorvegliato.
Va detto con onestà: la maggior parte delle infezioni da dengue nel viaggiatore adulto sano decorre in forma lieve o addirittura asintomatica, e si risolve senza conseguenze. La forma grave è una minoranza. Ma è una minoranza che esiste, che può richiedere terapia intensiva, e che nelle Maldive nel 2026 ha già causato almeno un decesso.
6. Perché la seconda dengue è più pericolosa della prima
È la caratteristica che rende questa malattia diversa da tutte le altre che il viaggiatore conosce. Chi ha già avuto la dengue con un sierotipo e si infetta successivamente con un sierotipo diverso ha un rischio significativamente maggiore di sviluppare una forma grave.
Il meccanismo si chiama potenziamento anticorpo-dipendente (Antibody-Dependent Enhancement, ADE): gli anticorpi prodotti contro il primo virus non riescono a neutralizzare il secondo, ma vi si legano e ne facilitano l’ingresso nelle cellule del sistema immunitario, amplificando la replicazione virale e la risposta infiammatoria.
Chi deve considerarsi a rischio aumentato
Chi ha avuto un episodio documentato di dengue in passato, anche molti anni fa e anche in un altro continente.
Chi ha soggiornato a lungo in area endemica e potrebbe aver avuto un’infezione lieve o asintomatica senza saperlo — situazione molto più comune di quanto si creda.
Chi torna ripetutamente nella stessa area tropicale, moltiplicando le occasioni di incontrare un sierotipo diverso.
Questo punto è centrale per capire il capitolo successivo: è proprio nella popolazione già venuta a contatto con il virus che il vaccino QDENGA offre la protezione più solida, ed è in questa popolazione che il rischio di malattia grave, senza vaccino, è più alto.
7. QDENGA: il vaccino, in profondità
Che cos’è
QDENGA® (TAK-003, Takeda) è un vaccino tetravalente vivo attenuato, autorizzato dall’Agenzia Europea per i Medicinali e disponibile in Italia presso i centri di medicina dei viaggi. Contiene tutti e quattro i sierotipi del virus dengue in forma attenuata, costruiti su una piattaforma DENV-2. È indicato a partire dai 4 anni di età.
A differenza del precedente Dengvaxia, QDENGA può essere somministrato sia a chi ha già avuto la dengue sia a chi non l’ha mai avuta, senza necessità di eseguire prima un test sierologico.

La prima dose protegge già chi parte
È il punto che il CESMET vuole affermare con la massima chiarezza, perché è quello che nella pratica fa la differenza fra un viaggiatore protetto e uno che parte scoperto. Una sola dose di QDENGA induce già una risposta immunitaria verso tutti e quattro i sierotipi e offre al viaggiatore una protezione adeguata al soggiorno.
| Voce | Indicazione del POLO VIAGGI CESMET |
|---|---|
| Momento ideale della prima dose | 14–30 giorni prima della partenza |
| In caso di urgenza | anche a circa una settimana dalla partenza: si vaccina comunque |
| Età | dai 4 anni in su; nessun aggiustamento di dose oltre i 60 anni |
| Seconda dose (richiamo) | a 3 mesi dalla prima. Rafforza l’immunità e porta la copertura a 4–5 anni |
| Se si parte con una sola dose | il richiamo si programma al rientro: il viaggio non va rimandato |
| Test sierologico preliminare | non necessario |
Il messaggio pratico
Il ciclo a due dosi è lo schema ottimale e va preferito ogni volta che c’è il tempo per farlo: è quello che consolida la risposta immunitaria e che estende la copertura a quattro-cinque anni, coprendo quindi anche i viaggi successivi.
Ma la mancanza di tre mesi di preavviso non è, e non deve diventare, un motivo per rinunciare alla vaccinazione. Chi si presenta da noi tre settimane prima di partire per le Maldive viene vaccinato e parte protetto. Chi si presenta a una settimana dalla partenza viene vaccinato lo stesso.
Chi non riesce a completare il richiamo prima di partire lo esegue al ritorno: la protezione acquisita non va persa e il beneficio a lungo termine si recupera integralmente.
Quanto protegge
Negli studi registrativi condotti su oltre 20.000 partecipanti in aree endemiche, QDENGA ha mostrato un’efficacia complessiva intorno all’80% contro la dengue confermata in laboratorio a 12 mesi, e una protezione di circa l’84% contro l’ospedalizzazione. A distanza di quattro anni e mezzo l’efficacia contro la malattia si attesta intorno al 60%, mentre la protezione contro le forme che richiedono il ricovero — quelle che davvero contano — si mantiene più alta e più duratura.
La protezione è più elevata e più solida in chi ha già avuto un contatto con il virus. Nel soggetto mai infettato la protezione contro DENV-1 e DENV-2 è buona, mentre i dati su DENV-3 e DENV-4 sono più limitati. Il vaccino non protegge tutti i vaccinati contro tutti i sierotipi: per questo la protezione antizanzara resta indispensabile anche dopo la vaccinazione.
Chi deve vaccinarsi: la posizione del CESMET
Le società scientifiche italiane di medicina dei viaggi, nelle loro indicazioni generali, non raccomandano QDENGA in modo indiscriminato a tutti i viaggiatori internazionali e riservano la raccomandazione piena a chi ha già avuto la dengue o a chi soggiorna a lungo in area endemica.
Il POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA, per la specifica destinazione Maldive e alla luce dell’epidemia in corso nell’arcipelago nel 2026, assume una posizione più netta e la dichiara apertamente.
Le indicazioni del POLO VIAGGI CESMET per chi parte per le Maldive
ESSENZIALE negli ultrasessantenni e nei portatori di malattie croniche: diabete, cardiopatie, broncopneumopatie, nefropatie. Sono le persone in cui la dengue, se contratta, ha la probabilità più alta di evolvere in forma grave e di richiedere il ricovero.
ESSENZIALE in chi ha già avuto un episodio di dengue in passato, anche molti anni fa e in un altro continente: è il soggetto a maggior rischio di forma grave per il fenomeno del potenziamento anticorpo-dipendente.
IMPORTANTE nei bambini a partire dai 4 anni di età, per i quali il vaccino è autorizzato e per i quali la protezione comportamentale è, nella realtà di una vacanza al mare, molto difficile da mantenere per l’intera giornata.
FORTEMENTE CONSIGLIATO a tutti coloro che si recano alle Maldive, indipendentemente dall’età, dalla durata del soggiorno e dal tipo di struttura scelta. L’arcipelago è oggi la prima sorgente di dengue importata in Italia: la raccomandazione è generale.
NON INDICATO in gravidanza, in allattamento e nei soggetti immunodepressi: sono controindicazioni assolute del vaccino vivo attenuato. Per queste persone la difesa si costruisce interamente sul repellente e sul comportamento.
Controindicazioni e cautele
- Gravidanza e allattamento: controindicato. Si tratta di un vaccino vivo attenuato. Alle donne in età fertile si raccomanda di evitare una gravidanza nel mese successivo alla vaccinazione.
- Immunodepressione: controindicato. Comprende le terapie immunosoppressive, i corticosteroidi sistemici ad alte dosi, le immunodeficienze congenite o acquisite. Attenzione: alcuni pazienti cronici rientrano in questa categoria e vanno valutati singolarmente.
- Ipersensibilità nota a un componente del vaccino o reazione grave a una dose precedente.
- Immunoglobuline o emoderivati recenti: attendere almeno 6 settimane, preferibilmente 3 mesi, dalla fine del trattamento.
- Gli effetti indesiderati più comuni sono lievi e transitori: dolore in sede di iniezione, cefalea, mialgie, malessere, febbricola nei giorni successivi.
IL PARERE DEL DR. MEO
Per anni ho visto viaggiatori tornare dallo studio senza vaccino perché qualcuno aveva detto loro che “ci vogliono tre mesi”. È una risposta burocratica, non clinica. La prima dose di QDENGA lavora: induce una risposta verso tutti e quattro i sierotipi e mette il viaggiatore in condizione di partire coperto. Il momento migliore per farla sono i quattordici-trenta giorni prima della partenza; se uno mi arriva a sette giorni, lo vaccino comunque, perché la protezione si costruisce nei primi giorni del soggiorno e le Maldive non sono un rischio di un giorno solo.
Il richiamo a tre mesi è la scelta migliore e va programmato: non tanto per il viaggio che stai facendo, quanto per i quattro-cinque anni successivi, che è quello che quella seconda dose ti regala. Ma se il calendario non lo consente prima della partenza, si fa al ritorno. Il viaggio non si rimanda e la vaccinazione non si salta.
E poi c’è la parte su cui non transigo. Se hai più di sessant’anni, se hai il diabete, se hai un cuore, un polmone o un rene che non funzionano come dovrebbero, per me questo vaccino è essenziale, non opzionale: sei tu quello che rischia la terapia intensiva, non il ragazzo di venticinque anni nel bungalow accanto. E se hai bambini sopra i quattro anni, ricordati che al mare nessun bambino tiene addosso il repellente per dodici ore. Il vaccino, quello, resta.
8. Proteggersi dalle punture: cosa funziona davvero
Il vaccino non sostituisce la protezione antizanzara: la integra. Le raccomandazioni ufficiali sono esplicite nel chiedere che le misure di protezione personale proseguano anche dopo la vaccinazione. Nelle Maldive, dove l’esposizione è quotidiana e diurna, questo è il vero lavoro del viaggiatore.
NOZETA – olio di Neem: il repellente scelto dal CESMET
Il CESMET ha testato e selezionato NOZETA, la formulazione per uso umano dell’olio di Neem (Azadirachta indica) arricchita con essenze aromatiche, fra cui Corymbia citriodora, che ne potenziano l’effetto repellente e ne rendono gradevole la fragranza. È il prodotto che indichiamo per primo ai nostri viaggiatori diretti alle Maldive.
- Naturale, sicuro, multiuso. Estratto dal frutto e dalle radici dell’albero di Neem, è utilizzabile sui neonati, sui bambini, in gravidanza e nei soggetti con pelle sensibile o che desiderano evitare prodotti di sintesi. Proprio le categorie che, alle Maldive, non possono ricorrere al vaccino.
- Attivo sulle zanzare Aedes, vettori di dengue, Zika e chikungunya, oltre che sulle Anopheles della malaria.
- Non solo repellente. Ha un’azione lenitiva e antinfiammatoria dopo la puntura, protegge da zecche e parassiti cutanei (scabbia, pidocchi) ed è efficace su eritemi e scottature solari: alle Maldive è tre prodotti in uno.
- Applicazione: sulle zone da proteggere, una o più volte al giorno, con particolare attenzione alle ore del mattino presto e a quelle precedenti il tramonto, e sempre dopo il bagno.
Le altre misure
| Misura | Come applicarla |
|---|---|
| Repellente di prima scelta | NOZETA (olio di Neem), una o più applicazioni al giorno e dopo ogni bagno |
| Repellenti di sintesi | DEET 30–50%, icaridina (picaridina) 20% o IR3535, per chi li preferisce o in aggiunta nelle esposizioni più intense; non utilizzabili nei bambini piccoli e sconsigliati per uso prolungato |
| Sequenza corretta | Prima la crema solare, poi — dopo 15–20 minuti — il repellente. Mai il contrario |
| Zone da non dimenticare | Caviglie, piedi, polpacci, nuca, orecchie. Aedes vola basso |
| Abbigliamento | Manica lunga e pantaloni leggeri e chiari nelle ore a rischio; tessuti trattati con permetrina per chi fa escursioni o crociera |
| Ambienti | Aria condizionata o ventilatore acceso, zanzariere alle finestre, spirali o diffusori negli spazi aperti al tramonto |
| Attorno all’alloggio | Segnalare alla struttura sottovasi, secchi e ristagni: la zanzara che ti punge è nata a pochi metri da te |
9. Se hai la febbre alle Maldive
- Rivolgiti subito al medico del resort o al centro sanitario dell’isola. Il test rapido NS1 è ampiamente disponibile nelle strutture maldiviane e dà una risposta nelle prime ore di malattia.
- Non assumere aspirina, ibuprofene o altri antinfiammatori non steroidei. Aumentano il rischio emorragico. Il paracetamolo è il farmaco di riferimento per febbre e dolore.
- Idratati abbondantemente. La disidratazione è il principale fattore che peggiora il decorso, e sull’isola tropicale è facilissima.
- Riposa e fatti controllare quotidianamente nella fase di sfebbramento: è la finestra critica.
- Proteggiti dalle punture anche da malato: nei primi giorni sei tu la fonte del virus per le zanzare dell’isola.
- Verifica la tua assicurazione sanitaria. Molte isole distano ore di idrovolante o barca da Malé, e il trasferimento in caso di forma grave è costoso e non sempre rapido. Un’assicurazione con copertura per evacuazione sanitaria non è un optional alle Maldive.
10. Se hai la febbre al rientro in Italia
L’incubazione arriva fino a 14 giorni. Significa che moltissimi viaggiatori si ammalano dopo il rientro, spesso con il ricordo del viaggio già archiviato.
La regola dei 14 giorni
Qualsiasi febbre che compare entro 14 giorni dal rientro da un’area tropicale va valutata rapidamente in un centro di medicina dei viaggi, dichiarando sempre destinazione e date del soggiorno.
Anche in Italia, nei primi giorni di malattia, continua a proteggerti dalle punture. La zanzara tigre è presente in gran parte del Paese: un viaggiatore virèmico non protetto è il punto di partenza di un focolaio autoctono.
Non è un allarme teorico. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità con la Fondazione Bruno Kessler, pubblicato nel 2026, ha dimostrato che quasi tutte le trasmissioni locali di dengue in Italia avvengono entro circa 400 metri dal caso importato, e che la diagnosi precoce con disinfestazione tempestiva riduce di oltre il 40% la trasmissione secondaria. La tua diagnosi rapida protegge il tuo condominio.
11. Non solo dengue: Zika e chikungunya
La stessa zanzara che trasmette la dengue veicola anche il virus Zika e il virus chikungunya. Nel febbraio 2026 le autorità sanitarie britanniche hanno confermato un caso di Zika in un viaggiatore rientrato dalle Maldive.
Se stai cercando una gravidanza
Il virus Zika è associato a malformazioni congenite gravi. Le donne in gravidanza dovrebbero valutare con attenzione l’opportunità del viaggio; chi programma una gravidanza dovrebbe rispettare i periodi di attesa raccomandati dopo il rientro, diversi per l’uomo e per la donna.
È un tema da discutere in consulenza pre-viaggio, non da risolvere leggendo un forum. Nel dubbio, chiedeteci.
Per la chikungunya sono oggi disponibili in Europa due vaccini — IXCHIQ® (vivo attenuato) e VIMKUNYA® (inattivato, autorizzato in Svizzera nel maggio 2026 per i soggetti dai 18 anni) — la cui indicazione va valutata caso per caso in base alla destinazione e al profilo del viaggiatore.
12. La checklist del viaggiatore
| Quando | Che cosa fare |
|---|---|
| Appena prenoti | Contatta il centro di medicina dei viaggi. Se hai tre mesi di margine, programma il ciclo completo di QDENGA (prima dose + richiamo prima della partenza) |
| 14–30 giorni prima | Momento ideale per la prima dose di QDENGA. Verifica delle altre vaccinazioni (epatite A e B, tifo, tetano, morbillo) |
| Anche a 7 giorni | Sei ancora in tempo: la prima dose si fa comunque. Non rinunciare al vaccino perché ti sei mosso tardi |
| Prima di partire | Acquisto di NOZETA in quantità sufficiente. Sottoscrizione dell’assicurazione sanitaria con copertura per evacuazione |
| In valigia | NOZETA, paracetamolo, termometro, abbigliamento chiaro a manica lunga, spirali o diffusore |
| Durante il soggiorno | Repellente ogni giorno, con particolare attenzione al mattino presto e nelle ore prima del tramonto. Aria condizionata di notte |
| Al rientro | Richiamo di QDENGA a 3 mesi dalla prima dose, se non completato prima. Per 14 giorni: se compare febbre, consulto immediato dichiarando il viaggio. Niente aspirina o FANS. Protezione antizanzara anche in Italia |
13. Domande frequenti
Posso ammalarmi anche se sto solo in resort?
Sì. Diversi casi diagnosticati in Italia riguardano viaggiatori che non hanno mai lasciato l’isola del resort. Il rischio è inferiore rispetto alle isole abitate, ma non è zero.
C’è una stagione più sicura per andare?
No. Nelle Maldive la trasmissione è continua tutto l’anno. I periodi piovosi aumentano i focolai larvali, ma non esiste una finestra sicura.
Ho già avuto la dengue anni fa: posso stare tranquillo?
Al contrario. L’immunità è specifica per il sierotipo che hai contratto, e una seconda infezione con un sierotipo diverso comporta un rischio maggiore di forma grave. Sei la persona per cui il vaccino è più chiaramente indicato.
Devo fare un esame del sangue prima del vaccino?
No. QDENGA può essere somministrato senza test sierologico preventivo, sia ai sieropositivi sia ai sieronegativi.
Parto fra due settimane. Faccio in tempo a vaccinarmi?
Sì, e siamo nella finestra ideale: il periodo migliore per la prima dose sono i 14–30 giorni prima della partenza. Anche a una settimana dalla partenza vaccinarsi ha senso e va fatto. Il richiamo si esegue al rientro, a tre mesi dalla prima dose.
Devo per forza fare due dosi prima di partire?
No. La prima dose offre già una protezione adeguata al viaggio. Il richiamo a tre mesi è la scelta migliore perché consolida l’immunità e porta la copertura a quattro-cinque anni, ma può essere eseguito al rientro: non è un motivo per rimandare la partenza né per rinunciare alla vaccinazione.
Ho più di sessant’anni e sono diabetico. Il vaccino è indicato?
Per il CESMET è essenziale. Età superiore ai sessant’anni e patologie croniche — diabete, cardiopatie, broncopneumopatie, nefropatie — sono le condizioni in cui la dengue evolve più facilmente in forma grave. Fa eccezione chi è in terapia immunosoppressiva, per il quale il vaccino è controindicato.
Il vaccino mi esonera dal repellente?
No, in nessun caso. NOZETA va in valigia comunque. Le raccomandazioni ufficiali chiedono esplicitamente di proseguire le misure di protezione personale anche dopo la vaccinazione.
Fonti e riferimenti
- Health Protection Agency (HPA), Maldives — Communicable Disease Monthly Summary e Dengue, Influenza and Measles Summary, 2026.
- WHO SEARO — Epidemiological Bulletin, edizioni 2026, sezione Maldive.
- Istituto Superiore di Sanità — Dashboard nazionale arbovirosi, aggiornamento al 30 giugno 2026 (169 casi di dengue, 71% con esposizione alle Maldive).
- Ministerio de Sanidad (Spagna) — Casos importados de dengue y chikungunya, 30 luglio 2026.
- EMA — Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto QDENGA® (vaccino dengue tetravalente vivo attenuato), Takeda.
- SIMVIM / VaccinarSì — Indicazioni per l’utilizzo del vaccino contro la dengue nel viaggiatore.
- Comitato svizzero di esperti per la medicina dei viaggi (EKRM) — Raccomandazioni sulla vaccinazione antidengue nel viaggiatore.
- Manica M. et al. — Autochthonous transmission patterns of dengue virus serotype 2 in Italy. Eurosurveillance 2026;31(27).
- NaTHNaC / TravelHealthPro — Outbreak updates, Maldive 2026.
Come usare questa scheda
Questa scheda ha finalità informative e non sostituisce la consulenza medica individuale. La decisione sulla vaccinazione e sulla profilassi va presa insieme al medico, valutando la storia clinica, la destinazione precisa, la durata del soggiorno e le condizioni personali.
Il POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA offre consulenza pre-viaggio, vaccinazioni internazionali e valutazione al rientro. Aggiorniamo questa scheda a ogni variazione rilevante del quadro epidemiologico.



