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L’inverno che arriva

L’inverno che arriva

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CESMET – CLINICA DEL VIAGGIATORE
direttore e redattore dr. Paolo Meo — medico tropicalista infettivologo

Le malattie attese nella stagione 2026-2027, come affrontarle e come preparare il nostro organismo

PROTAGONISTA
Influenza A(H3N2)
INSIEME A
H1N1, COVID-19, RSV
PICCO ATTESO
dicembre–febbraio
VACCINARSI
ottobre–metà novembre

In sintesi

Nella stagione 2026-2027 il virus guida è l’influenza A(H3N2) sottogruppo K, insieme a H1N1, COVID-19 e RSV; il picco è atteso fra dicembre e febbraio. Le stime italiane indicano 12-14 milioni di infezioni respiratorie complessive (prof. Pregliasco). Il segnale dall’Australia — meno casi ma più ricoveri — invita a non abbassare la guardia sui fragili. Il vaccino antinfluenzale, aggiornato ai ceppi A/Missouri (H1N1), A/Darwin (H3N2) e B/Victoria, va fatto fra ottobre e metà novembre; over 65, bambini piccoli, donne in gravidanza e malati cronici dovrebbero valutare con il medico anche i vaccini contro COVID-19, RSV e pneumococco. A questo si aggiungono sonno regolare, attività fisica, alimentazione varia e l’abbandono del fumo: nessun integratore sostituisce il vaccino.

1. Che inverno ci aspetta

Ogni anno, con l’autunno, tornano i virus respiratori. Per la stagione 2026-2027 gli esperti italiani concordano su chi saranno i protagonisti, ma non ancora su quanto sarà pesante la stagione. È bene dirlo con onestà: le previsioni divergono.

  • Il virus da tenere d’occhio è l’influenza A(H3N2), in particolare il sottogruppo K che ha dominato la circolazione internazionale nella stagione passata. Accanto a esso circolerà, in misura più moderata, l’A(H1N1), mentre l’influenza B dovrebbe restare marginale.
  • L’Australia, che vive l’inverno prima di noi, ha registrato un numero complessivo di casi più basso dell’anno scorso, ma con più ricoveri e più forme gravi. È un segnale che non va sottovalutato.
  • Le stime italiane vanno da 12-14 milioni di infezioni respiratorie complessive (influenza, RSV, COVID-19, rhinovirus) secondo il prof. Pregliasco, a scenari più pesanti ipotizzati da altre analisi. Nessuna previsione è ancora definitiva.
  • La stagione è già partita in sordina: l’H1N1 ha circolato in Italia già ad agosto. Il picco è atteso, come di consueto, fra metà dicembre e i mesi di gennaio-febbraio.

2. I protagonisti della stagione

Malattia Che cosa aspettarsi Chi rischia di più Protezione principale
Influenza Febbre alta improvvisa, dolori muscolari, tosse, grande spossatezza. Può complicarsi con polmonite e peggiorare le malattie croniche. Over 65, bambini piccoli, donne in gravidanza, malati cronici Vaccino antinfluenzale annuale
COVID-19 Circolazione continua durante l’anno, con aumenti stagionali. Quadri più gravi nei fragili. Anziani, immunodepressi, pluripatologici Richiamo con vaccino aggiornato
Virus respiratorio sinciziale (RSV) Bronchiolite nel lattante; nell’anziano bronchite e polmonite, scompenso di malattie cardiache e respiratorie. Neonati e lattanti; anziani e fragili Anticorpo monoclonale nel neonato; vaccino nell’anziano e in gravidanza
Polmonite da pneumococco Complicanza batterica frequente dopo un’influenza. Over 65, malati cronici, immunodepressi Vaccino antipneumococcico
Raffreddori e rhinovirus Frequenti, fastidiosi, quasi sempre benigni. Nessun vaccino disponibile. Tutti Igiene delle mani, ricambio d’aria
Gastroenteriti virali (norovirus) Vomito e diarrea improvvisi, molto contagiosi nelle comunità. Anziani, bambini, comunità chiuse, crociere Lavaggio delle mani, igiene degli alimenti

3. Influenza o raffreddore? I segnali da non ignorare

L’influenza inizia di colpo: febbre spesso sopra i 38 °C, brividi, dolori muscolari e articolari, mal di testa, tosse e una stanchezza che obbliga a letto. Il raffreddore arriva invece gradualmente e resta confinato a naso e gola. Il periodo di incubazione dell’influenza è di circa due giorni, e si è contagiosi da un giorno prima dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo.

Quando chiamare subito il medico (o il 112)

Respiro affannoso o difficoltà a respirare; dolore al petto; febbre alta che non scende dopo 3 giorni o che ritorna dopo un miglioramento; confusione, sonnolenza marcata, labbra o unghie bluastre; nel bambino: respiro rapido, rientramenti del torace, rifiuto di bere, pochi pannolini bagnati. Nei soggetti fragili ogni peggioramento improvviso va valutato senza attendere.

4. Il sistema migliore: le vaccinazioni

Non esiste un rimedio che “rinforzi le difese” quanto un vaccino mirato. La vaccinazione non garantisce di non ammalarsi, ma riduce in modo netto il rischio di forme gravi, ricoveri e complicanze. Il Ministero della Salute raccomanda il vaccino antinfluenzale a tutti a partire dai 6 mesi di vita, e in particolare alle categorie a rischio.

I vaccini antinfluenzali di quest’anno sono aggiornati ai ceppi attesi: A/Missouri (H1N1), A/Darwin (H3N2) e B/Victoria. La determina AIFA è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre 2026, e i lotti della stagione precedente sono stati ritirati.

Vaccinazione A chi è raccomandata Note pratiche
Antinfluenzale Tutti dai 6 mesi; offerta attiva a over 60, bambini 6 mesi-6 anni, donne in gravidanza, malati cronici, operatori sanitari Ogni anno. Negli over 65 preferire le formulazioni potenziate (alto dosaggio, adiuvate, ricombinanti), ma non rimandare se non disponibili
COVID-19 (richiamo aggiornato) Anziani, fragili, immunodepressi, secondo le indicazioni nazionali e regionali Può essere somministrato nella stessa seduta dell’antinfluenzale
RSV Anziani e adulti con fattori di rischio secondo le indicazioni regionali; donne in gravidanza nelle settimane previste; anticorpo monoclonale ai neonati Nell’adulto è una dose singola, non annuale
Antipneumococcico Over 65 e persone con malattie croniche o immunodepressione Se non già eseguito, è il momento giusto per farlo

Quando vaccinarsi

Il periodo ideale va da ottobre a metà novembre: la protezione si costruisce in circa due settimane e deve essere pronta prima del picco di dicembre-gennaio. Chi arriva in ritardo può comunque vaccinarsi finché il virus circola.

5. Preparare l’organismo: ciò che funziona davvero

Molti chiedono quale sia “il miglior sistema” per preparare il corpo all’inverno. La risposta seria è che non esiste un integratore miracoloso: esiste un insieme di abitudini, semplici e documentate, che mantengono efficiente il sistema immunitario e riducono i danni se l’infezione arriva.

Misura Che cosa dicono le prove Indicazione
Sonno Dormire poco riduce la risposta immunitaria e anche la risposta ai vaccini 7-8 ore, orari regolari
Attività fisica Il movimento moderato e regolare è associato a meno infezioni respiratorie Camminare 30 minuti al giorno; evitare sforzi estremi quando si è già malati
Alimentazione Una dieta varia fornisce i micronutrienti necessari; le carenze peggiorano le difese Frutta e verdura di stagione, legumi, pesce, poco alcol
Vitamina D Utile a chi è carente, soprattutto anziani e chi esce poco; inutile a chi ha valori normali Dosarla e integrarla solo se bassa, su indicazione medica
Fumo Danneggia le difese delle vie respiratorie e aumenta le complicanze Smettere: è la misura con il beneficio maggiore
Malattie croniche Diabete, BPCO, scompenso non ben controllati aumentano il rischio di forme gravi Controllo dal medico in autunno, terapia aggiornata
Vitamina C, echinacea, “immunostimolanti” Prove deboli o assenti nel prevenire l’influenza Non sostituiscono il vaccino

Le misure di igiene restano fondamentali: lavare spesso le mani, arieggiare gli ambienti, tossire nel gomito, restare a casa quando si hanno sintomi, e per i più fragili usare una mascherina FFP2 nei luoghi chiusi e affollati durante il picco.

6. Se ci si ammala

  • Riposo, liquidi e farmaci sintomatici (antipiretici e analgesici) sono sufficienti nella maggior parte dei casi. Leggere sempre il foglietto e rispettare le dosi. Nei bambini e negli adolescenti con influenza l’aspirina è controindicata per il rischio di Sindrome di Reye: usare solo paracetamolo o ibuprofene, secondo età e peso, seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo.
  • Gli antibiotici non curano i virus: vanno usati solo quando il medico sospetta o accerta una sovrainfezione batterica. L’uso improprio alimenta le resistenze.
  • Nelle persone ad alto rischio il medico può valutare un farmaco antivirale, che funziona meglio se iniziato nelle prime 48 ore: per questo i fragili devono contattare presto il proprio medico.
  • Non tornare al lavoro o a scuola con la febbre: si prolunga la malattia e si contagiano gli altri.

7. Chi viaggia durante l’inverno

Per chi parte, l’inverno italiano non è l’unico calendario da considerare. Nell’emisfero australe la stagione influenzale va all’incirca da aprile a settembre, mentre nei paesi tropicali l’influenza circola durante tutto l’anno, spesso con aumenti nella stagione delle piogge.

  • Chi parte in autunno o in inverno per un viaggio lungo dovrebbe vaccinarsi prima della partenza, non al rientro.
  • Aeroporti, voli lunghi, navi da crociera e viaggi di gruppo sono ambienti di forte trasmissione di virus respiratori e di norovirus.
  • La febbre al rientro da un paese tropicale non va mai attribuita all’influenza senza aver prima escluso la malaria: entro tre mesi per la forma più pericolosa (P. falciparum), ma anche oltre — fino a un anno o più — per le forme da P. vivax e P. ovale, che possono dare recidive tardive.
  • Una visita di medicina dei viaggi alla Clinica del Viaggiatore permette di aggiornare, nella stessa occasione, sia le vaccinazioni stagionali sia quelle specifiche per la destinazione.

8. Dieci regole per l’inverno

  1. Vaccinarsi contro l’influenza tra ottobre e metà novembre.
  2. Se si è anziani o fragili, chiedere al medico anche di COVID-19, RSV e pneumococco.
  3. Dormire a sufficienza e muoversi ogni giorno.
  4. Mangiare in modo vario, con frutta e verdura di stagione.
  5. Smettere di fumare.
  6. Controllare in autunno le malattie croniche e la terapia.
  7. Lavare spesso le mani e arieggiare le stanze.
  8. Restare a casa con la febbre; mascherina FFP2 nei luoghi affollati se si è fragili.
  9. Niente antibiotici senza indicazione del medico.
  10. Conoscere i segnali di allarme e chiamare presto il medico se compaiono.

Commento del dr. Paolo Meo

Ogni autunno mi viene chiesto quale sia il segreto per arrivare in forma all’inverno. La risposta non è affascinante, ma è quella che funziona: vaccinarsi al momento giusto, dormire, muoversi, non fumare, tenere sotto controllo le proprie malattie. Tutto il resto viene dopo.

Mi preoccupa il calo dell’adesione alla vaccinazione: poco più di un italiano su cinque — dato sulla popolazione generale — dichiara di essersi vaccinato nell’ultimo anno; il target specifico del 75% riguarda gli over 65 e resta ancora lontano. La stanchezza accumulata dopo la pandemia è comprensibile, ma i virus non si stancano.

Il segnale che arriva dall’Australia, con meno casi ma più ricoveri, ci dice che il vero obiettivo non è evitare qualche giorno di febbre, ma proteggere chi rischia di finire in ospedale: i nostri anziani, i malati cronici, le donne in gravidanza e i bambini piccoli. Vaccinare loro, e vaccinare chi vive accanto a loro, è il gesto più utile che possiamo fare questo inverno.

Fonti

1. Ministero della Salute. Circolare n. 5134 del 23 giugno 2026 – Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2026-2027.
2. ISS EpiCentro. Influenza – aggiornamenti e raccomandazioni del Ministero, consultato 17/09/2026.
3. AIFA. Determina n. 497/2026 dell’11 settembre 2026 (G.U. 15/09/2026) – composizione dei vaccini antinfluenzali 2026-2027; sintesi in Quotidiano Sanità, 16/09/2026.
4. FIMMG Roma. Influenza: quali virus circoleranno in Europa e in Italia nella stagione 2026–2027, 16/03/2026.
5. Assosalute-Federchimica / IQVIA, intervento del prof. F. Pregliasco. AgenSalute, 16/09/2026.
6. LaPresse Salute. Influenza in Italia, come sarà nel 2026-27, 08/09/2026.
7. Leggo / Adnkronos Salute. Intervista al prof. M. Bassetti sulla stagione 2026-2027, 10/09/2026.
8. Microbiologia Italia. Raccomandazioni vaccinali autunnali 2026: COVID, influenza e RSV, settembre 2026.
9. PNPV 2023-2025 – obiettivi di copertura antinfluenzale negli over 65 (minimo 75%, ottimale 95%).


Nota Meo–Claude

Le ricerche per questo documento sono state effettuate con Claude AI; impaginazione e veste grafica sono state studiate insieme fra Claude e il dr. Meo. I dati sono stati poi valutati e verificati sulle fonti primarie, e le bozze riscritte dal dr. Paolo Meo, che ne porta l’intera responsabilità. Lo strumento cerca, ordina e dà forma alla pagina: il medico decide e firma. Aggiornato al 17 settembre 2026.

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Telefono e WhatsApp 346 6000899 · seg.cesmet@gmail.comDocumento divulgativo: non sostituisce il parere del proprio medico. In emergenza chiamare il 112.

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