HANTAVIRUS
sinonimi: (Hantavirosi – Hantavirus Pulmonary Syndrome / Hemorrhagic Fever with Renal Syndrome)
SINTESI DELLA MALATTIA
| PARAMETRO | DATI CHIAVE |
| Agente eziologico | Virus RNA a singolo filamento, famiglia Hantaviridae, genere Orthohantavirus |
| Serbatoio | Roditori selvatici (principalmente topi e ratti di varie specie) |
| Trasmissione | Via aerosol da escrezioni di roditori infetti (feci, urina, saliva) |
| Distribuzione | Mondiale, con varianti geografiche specifiche per continente |
| Incubazione | 7–42 giorni (media 2–4 settimane) |
| Letalità | 1–15% (HFRS); fino al 35–50% (HPS/HPS-like da Andes virus) |
| Vaccino disponibile | No (non disponibile al di fuori della Corea del Sud e della Cina) |
| Notifica | Malattia a notifica obbligatoria in Italia e in molti Paesi |
1. Introduzione e Descrizione della Malattia
L’hantavirosi è una zoonosi virale acuta causata da virus appartenenti alla famiglia Hantaviridae. Gli hantavirus infettano i roditori selvatici senza causare loro malattia apparente, ma possono trasmettere infezioni gravi all’uomo attraverso il contatto con le loro escrezioni.
Nell’uomo l’infezione può determinare due principali sindromi cliniche:
– la Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS, Hemorrhagic Fever with Renal Syndrome)
– la Sindrome Cardio-Polmonare da Hantavirus (HPS/HCPS, Hantavirus Cardiopulmonary Syndrome).
La famiglia Hantaviridae comprende numerose specie virali, ciascuna associata a uno specifico serbatoio animale roditore. I principali hantavirus di interesse medico comprendono:
- Hantaan virus (HTNV) – Asia orientale; causa la forma più grave di HFRS
- Seoul virus (SEOV) – distribuzione mondiale attraverso il ratto domestico (Rattus norvegicus)
- Puumala virus (PUUV) – Europa settentrionale e centrale; causa la Nephropathia epidemica, forma lieve di HFRS
- Dobrava virus (DOBV) – Balcani ed Europa orientale; associate a forme gravi di HFRS
- Sin Nombre virus (SNV) – Nord America; causa principale di HPS nelle Americhe settentrionali
- Andes virus (ANDV) – America Latina (Argentina, Cile); l’UNICO hantavirus con comprovata trasmissione interumana
- Bayou, Black Creek Canal, Choclo, Laguna Negra – altri hantavirus americani, variamente distribuiti
| ⚠ ATTENZIONE: L’Andes virus (ANDV), identificato principalmente in Argentina e Cile, è l’unico hantavirus noto per cui è stata documentata una trasmissione da persona a persona, sebbene rimanga rara. Questo dato è di primaria importanza epidemiologica come dimostrato dall’episodio della nave MV Hondius (maggio 2026). |
2. Agente Eziologico e Biologia del Virus
2.1 Caratteristiche Virologiche
Gli hantavirus sono virus a RNA a singolo filamento, con genoma tripartito (segmenti L, M e S) di polarità negativa. Appartengono all’ordine Bunyavirales, famiglia Hantaviridae. Il virione ha forma sferic
a o ovoidale, con un diametro di 80–120 nanometri, ed è dotato di un involucro lipidico che lo rende sensibile ai comuni disinfettanti (etanolo, ipoclorito di sodio, calore).
I segmenti genomici codificano per: la nucleoproteina N (segmento S), le glicoproteine di superficie Gn e Gc (segmento M) e la RNA-polimerasi RNA-dipendente (segmento L). Le glicoproteine di superficie mediano il legame ai recettori cellulari (integrine beta-3) e sono i principali bersagli della risposta immunitaria anticorpale.
2.2 Stabilità Ambientale
Gli hantavirus sono relativamente fragili nell’ambiente esterno. Perdono infettività in pochi giorni a temperatura ambiente, ma possono sopravvivere per periodi più lunghi in condizioni fredde, umide e al riparo dalla luce solare diretta. Nelle escrezioni essiccate di roditori, il virus può rimanere infettante per diverse ore in ambienti chiusi e polverosi, condizione particolarmente rilevante per il rischio di trasmissione per inalazione.
3. Trasmissione e Modalità di Contagio
3.1 Serbatoio Animale e Vettori
Ogni hantavirus è strettamente associato a una o poche specie di roditori serbatoio specifici, nei quali causa un’infezione asintomatica persistente con eliminazione continuativa del virus nelle feci, nell’urina e nella saliva. I principali roditori serbatoio includono:
| RODITORE | RUOLO E DISTRIBUZIONE |
| Apodemus agrarius | Topo campagnolo striato – serbatoio del virus Hantaan e Dobrava in Europa |
| Myodes glareolus | Arvicola rossastra – serbatoio del virus Puumala in Europa |
| Rattus norvegicus | Ratto norvegico – serbatoio del Seoul virus, distribuzione mondiale |
| Peromyscus maniculatus | Topo cervo – principale serbatoio del Sin Nombre virus (Nord America) |
| Oligoryzomys longicaudatus | Topo di riso dalla lunga coda – serbatoio dell’Andes virus (Argentina, Cile) |
3.2 Vie di Trasmissione all’Uomo
La trasmissione all’uomo avviene principalmente attraverso le seguenti modalità:
- Via aerosol (principale): inalazione di particelle aerosolizzate di feci, urina o saliva essiccate di roditori infetti. È la via di trasmissione più comune e pericolosa.
- Contatto diretto: contatto cutaneo-mucoso con materiali contaminati da escrezioni di roditori, specialmente in presenza di lesioni cutanee.
- Morsicatura di roditori infetti: rara ma documentata.
- Trasmissione interumana (Andes virus soltanto): documentata in focolai in Argentina e Cile. Avviene attraverso contatti stretti con casi infetti, probabilmente tramite secrezioni respiratorie. NON è documentata per altri hantavirus.
| NOTA EPIDEMIOLOGICA RILEVANTE
Le attività ad alto rischio comprendono: Il rischio aumenta significativamente in ambienti chiusi e poco ventilati con presenza di roditori. |
3.3 La Trasmissione in Ambienti Confinati (Navi, Edifici)
L’episodio della nave MV Hondius (aprile-maggio 2026) ha riportato all’attenzione la possibilità di focolai in ambienti confinati.
In questo contesto, le ipotesi più accreditate sono:
– la presenza di roditori infestanti a bordo con contaminazione di spazi comuni o di stoccaggio alimenti,
– oppure l’introduzione del virus da parte di un passeggero già infetto da Andes virus (con eventuale trasmissione interumana).
Gli spazi chiusi e la scarsa aerazione amplificano il rischio di inalazione di aerosol infetti.
4. Distribuzione Geografica
Gli hantavirus hanno una distribuzione geografica mondiale, strettamente dipendente dalla distribuzione dei roditori serbatoio. Le principali aree endemiche sono:
| AREA GEOGRAFICA | VIRUS E SINDROME PREVALENTE |
| Europa settentrionale e centrale | Nephropathia epidemica (Puumala virus) in Scandinavia, Russia, Germania, Francia, Paesi Baltici, Polonia |
| Europa orientale e Balcani | HFRS grave da Dobrava virus in Serbia, Croazia, Slovenia, Grecia, Russia |
| Asia orientale | Forme gravi da Hantaan virus in Cina, Corea del Sud, Russia orientale; Seul virus in tutto il continente |
| Nord America | HPS da Sin Nombre virus principalmente negli stati rurali degli USA (sud-ovest), Canada |
| America Latina | HPS/HCPS da Andes virus in Argentina e Cile; altri hantavirus in Brasile, Panama, Bolivia, Paraguay, Uruguay |
| Africa, Australia | Segnalazioni sporadiche, epidemiologia meno definita; Seoul virus documentato in roditori |
In Italia sono stati segnalati casi sporadici di infezione da Puumala virus (forma europea lieve), principalmente nel nord-est del Paese e nelle aree pre-alpine. La sorveglianza epidemiologica è attiva ma i casi rimangono numericamente limitati.
5. Periodo di Incubazione
Il periodo di incubazione degli hantavirus varia da 7 a 42 giorni, con una media di 2–4 settimane dall’esposizione. Tale variabilità dipende dalla carica virale inalata, dalla via di esposizione e dal tipo di virus. Per l’Andes virus, trasmesso anche per via interumana, il periodo di incubazione documentato nei casi secondari è di 18–23 giorni.
6. Sintomi e Manifestazioni Cliniche
La presentazione clinica dipende dal tipo di hantavirus e può manifestarsi come due distinte sindromi principali.
6.1 Febbre Emorragica con Sindrome Renale (HFRS)
Tipica degli hantavirus del Vecchio Mondo (Hantaan, Seoul, Puumala, Dobrava). L’HFRS si sviluppa in cinque fasi cliniche sequenziali:
- Fase febbrile (3–7 giorni): esordio brusco con febbre elevata (39–41°C), brividi, cefalea intensa, mialgie, dolore lombare, rossore facciale e petecchie. Può comparire disturbo visivo da edema oculare.
- Fase ipotensiva (ore-2 giorni): ipotensione arteriosa fino allo shock, con trombocitopenia e proteinuria franca.
- Fase oligurica (3–7 giorni): oliguria/anuria marcata, iperazotemia, ipertensione, possibili emorragie interne.
- Fase diuretica (giorni-settimane): poliuria intensa, rischio di squilibri idroelettrolitici.
- Fase convalescenziale (settimane-mesi): lenta ripresa della funzione renale; nella maggioranza dei casi la guarigione è completa.
Forme cliniche per gravità:
La Nephropathia epidemica (Puumala virus) è generalmente lieve con bassa mortalità (<1%).
Le forme da Hantaan e Dobrava virus sono più gravi, con mortalità del 5–15%.
6.2 Sindrome Cardio-Polmonare da Hantavirus (HCPS/HPS)
Tipica degli hantavirus del Nuovo Mondo (Sin Nombre, Andes, altri). Si manifesta con:
- Fase prodromica (3–5 giorni): febbre, mialgie intense, cefalea, tosse secca, nausea e vomito. Clinicamente aspecifica.
- Fase cardio-polmonare (ore-giorni): rapida evoluzione verso edema polmonare non cardiogeno, grave insufficienza respiratoria, shock cardiogeno. La progressione può essere fulminante nelle prime 24–48 ore.
- Fase diuretica e convalescenziale: nei sopravvissuti, rapido miglioramento respiratorio e recupero.
| ⚠ ATTENZIONE: L’HPS/HCPS da Sin Nombre virus ha una mortalità del 35–50%. La sindrome può evolvere in ore verso l’insufficienza respiratoria acuta richiedente ventilazione meccanica. La diagnosi precoce è determinante per la sopravvivenza. |
6.3 Sintomi Comuni a Entrambe le Forme
Indipendentemente dal tipo di sindrome, i sintomi di allarme che richiedono immediata valutazione medica comprendono:
- febbre alta ad esordio brusco,
- cefalea intensa,
- mialgie severe,
- dolore addominale o lombare,
- dispnea anche lieve,
- oliguria,
- trombocitopenia.
In caso di recente esposizione a roditori o ambienti potenzialmente infestati, anche in soggetti tornati da zone endemiche, l’hantavirosi deve essere sempre inclusa nella diagnosi differenziale.
7. Diagnosi
7.1 Diagnosi Clinico-Epidemiologica
Il sospetto diagnostico si basa sull’associazione tra quadro clinico compatibile e storia di esposizione a roditori o ambienti a rischio. Elementi fondamentali:
– anamnesi di lavori in ambienti rurali, campeggio, pulizia di spazi infestati,
– viaggio in aree endemiche nelle settimane precedenti.
7.2 Diagnosi di Laboratorio
| METODO | INDICAZIONE E NOTE |
| Sierologia (ELISA/IFA) | Rilevazione di IgM e IgG anti-hantavirus. Prima scelta diagnostica. Le IgM compaiono precocemente (entro 1–7 giorni dall’esordio sintomatico) |
| Western Blot | Conferma sierologica in casi dubbi |
| RT-PCR | Rilevazione diretta dell’RNA virale nel sangue; utile nelle fasi precoci prima della sieroconversione |
| Immunoistochimica | Su tessuto autoptico; diagnosi retrospettiva in deceduti |
| Esami di routine | Trombocitopenia (quasi universale), leucocitosi, iperazotemia, proteinuria, elevazione degli enzimi epatici, LDH elevata |
| NOTA DIAGNOSTICA
In Italia la diagnosi sierologica degli hantavirus è disponibile presso laboratori di riferimento regionali e l’Istituto Superiore di Sanità (ISS). Il medico che sospetti un caso deve contattare il laboratorio di riferimento per le modalità di invio del campione e la corretta esecuzione del test. |
8. Diagnosi Differenziale
Le manifestazioni iniziali degli hantavirus sono aspecifiche e sovrapponiamo a quelle di numerose altre condizioni. Le principali patologie da considerare in diagnosi differenziale comprendono:
- Influenza e sindromi influenzali
- Leptospirosi (anch’essa zoonosi da roditori con coinvolgimento renale)
- Rickettsiosi e altre malattie da vettori artropodi
- Sepsi batterica con insufficienza multiorgano
- Polmonite batterica o da Legionella
- Syndrome da distress respiratorio acuto (ARDS) di altra eziologia
- Malaria (nei viaggiatori di ritorno da zone endemiche)
- Febbre tifoide
- Dengue e altre arboviriosi emorragiche
- Insufficienza renale acuta di altra causa
9. Terapia
9.1 Terapia Antivirale
Non esistono antivirali approvati specificamente per l’HPS da Sin Nombre virus o Andes virus. La ribavirina non è indicata per via orale nella fase grave.
La ribavirina per via endovenosa è l’unico antivirale con evidenze di efficacia nella HFRS, soprattutto se somministrata precocemente (entro i primi 4 giorni dall’esordio).
L’efficacia nella HPS/HCPS è meno documentata.
9.2 Terapia di Supporto
La gestione è prevalentemente di supporto intensivo e rappresenta il pilastro del trattamento, in particolare per l’HCPS:
- Ventilazione meccanica: frequentemente necessaria nell’HPS per il rapido sviluppo di ARDS
- Ossigenazione extracorporea a membrana (ECMO): utilizzata con successo in casi gravi di HCPS
- Gestione emodinamica: monitoraggio stretto della pressione arteriosa, terapia dello shock con liquidi e vasopressori
- Dialisi/emodialisi: in caso di insufficienza renale grave nella HFRS
- Correzione degli squilibri idroelettrolitici: fondamentale nelle fasi oligurica e diuretica
- Trasfusioni e prodotti ematici: in caso di trombocitopenia grave o emorragie
| ⚠ ATTENZIONE: NON esiste un vaccino disponibile in Europa o nelle Americhe. In Corea del Sud e in Cina sono disponibili vaccini per uso locale contro Hantaan e Seoul virus, non autorizzati altrove. La profilassi si basa esclusivamente sulla prevenzione dell’esposizione. |
10. Prevenzione e Misure di Protezione
10.1 Misure Generali di Prevenzione
In assenza di un vaccino, la prevenzione si basa sul controllo dei roditori e sulla riduzione dell’esposizione alle loro escrezioni:
- Controllo dei roditori: rimozione di fonti di cibo e siti di nidificazione; utilizzo di rodenticide e trappole in edifici rurali e depositi
- Arieggiamento degli ambienti: prima di pulire aree potenzialmente infestate da roditori, aerare per almeno 30 minuti
- Uso di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale): mascherine FFP2/FFP3, guanti monouso, tuta protettiva in caso di pulizia di ambienti contaminati
- Disinfezione: umidificazione delle superfici con soluzione di ipoclorito di sodio (candeggina al 10%) prima della pulizia, per evitare l’aerosolizzazione del virus
- Protezione degli alimenti: conservare in contenitori ermetici inaccessibili ai roditori
- Campeggio sicuro: non dormire direttamente sul terreno in aree boschive; usare tende con chiusure; evitare di toccare roditori
10.2 Misure di Controllo in Caso di Focolaio
In caso di focolai umani, e in particolare in presenza di Andes virus (con possibile trasmissione interumana), le misure di controllo comprendono:
- Isolamento dei casi in ambiente ospedaliero con precauzioni da droplet e da contatto
- Identificazione e sorveglianza dei contatti stretti
- Indagine epidemiologica per identificare la fonte comune di esposizione
- Notifica obbligatoria alle autorità sanitarie competenti
10.3 Misure Specifiche per i Viaggiatori Internazionali
Chi si reca in aree endemiche per hantavirus (America del Sud, zone rurali del Nord America, Europa orientale, Asia orientale) deve:
- Informarsi sul rischio specifico per la destinazione
- Evitare il contatto con roditori e le loro tane
- Non raccogliere o maneggiare roditori morti
- Usare DPI adeguati se il lavoro prevede esposizione a polvere in ambienti rurali
- Consultare un medico specialista in medicina dei viaggi prima della partenza
11. Prognosi e Complicanze
La prognosi varia significativamente in base al tipo di hantavirus, alla tempestività della diagnosi e alle cure ricevute.
– La Nephropathia epidemica (Puumala) ha una mortalità inferiore all’1% e una guarigione quasi sempre completa.
– Le forme gravi da Hantaan/Dobrava hanno mortalità del 5–15%.
– L’HPS da Sin Nombre virus presenta mortalità del 35–50%, con i decessi concentrati nelle prime 24–72 ore dalla comparsa della fase cardio-polmonare.
Le complicanze a lungo termine più frequentemente documentate comprendono:
– insufficienza renale cronica (nella HFRS grave),
– ipertensione arteriosa,
– affaticamento cronico
– sequele neuropsicologiche.
Nella maggioranza dei casi di malattia lieve-moderata la guarigione è completa senza sequele permanenti.
12. Aspetti di Interesse per il Medico del Viaggiatore
L’hantavirosi è una zoonosi di crescente rilevanza per la medicina dei viaggi per diverse ragioni:
l’aumento dei viaggi in aree naturali remote,
il crescente interesse per il turismo avventuristico e di esplorazione,
la possibilità di focolai in ambienti confinati come navi e strutture ricettive in aree endemiche.
Il caso MV Hondius (2026) ha dimostrato come l’infezione possa manifestarsi in contesti inattesi, anche su imbarcazioni.
Il medico del viaggiatore deve considerare l’hantavirosi nella diagnosi differenziale di qualsiasi sindrome febbrile acuta con coinvolgimento renale o respiratorio in chi ha recentemente visitato aree rurali, boscose o endemiche. La malattia non risponde ai comuni antibiotici e può essere fatale se non riconosciuta e trattata tempestivamente.
13. Bibliografia Internazionale
Articoli e Studi Clinici
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- Istituto Superiore di Sanità (ISS). EpiCentro – Il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica. Roma: ISS; aggiornato periodicamente. Disponibile su: www.epicentro.iss.it
- Pan American Health Organization (PAHO). Hantavirus in the Americas. Guidelines for diagnosis, treatment, prevention and control. Washington DC: PAHO/WHO; 2013.
Scheda redatta da:
Dott. Paolo Meo Infettivologo e Medico Tropicalista Direttore CESMET – CLINICA DEL VIAGGIATORE Roma www.clinicadelviaggiatore.com
in riferimento all’episodio MV Hondius (aprile-maggio 2026) e alle fonti scientifiche disponibili.




