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Vaccinare in Gravidanza: una Strategia per Due Vite

Vaccinare in Gravidanza: una Strategia per Due Vite

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Collana CESMET · Vaccini in Gravidanza

Vaccinare in Gravidanza: una Strategia per Due Vite

Quali vaccini proporre e utilizzare prima, durante e dopo la gravidanza:
raccomandati, da valutare con attenzione, controindicati

Documento introduttivo della collana — per ginecologi, medici e future mamme

Redazione Dr. Paolo Meo — Direttore POLO VIAGGI · tropicalista – infettivologo

In sintesi

Vaccinare una donna in gravidanza significa proteggere due pazienti con un solo gesto: la madre, più vulnerabile ad alcune infezioni, e il neonato, che nei primi mesi di vita non può ancora essere vaccinato e si difende soltanto con gli anticorpi ricevuti dalla mamma. È il principio dell’immunizzazione materna.

Per anni le vaccinazioni in gravidanza sono state guardate con un eccesso di prudenza, come se il periodo gestazionale fosse di per sé una controindicazione. È un equivoco che ha lasciato scoperte molte donne e molti neonati. Oggi le evidenze sono solide e la strategia è chiara:

(1) alcuni vaccini non solo sono sicuri, ma vanno attivamente raccomandati;

(2) altri vaccini si somministrano solo quando il rischio di contrarre la malattia supera il rischio teorico del vaccino;

(3) altri ancora — i vivi attenuati — vanno rimandati.

Questo documento apre la collana CESMET dedicata alle vaccinazioni prima e durante la gravidanza e ne fissa la cornice generale: i singoli vaccini saranno poi approfonditi, ciascuno in un proprio capitolo.

Perché vaccinare in gravidanza

La gravidanza modifica l’assetto immunitario, cardiovascolare e respiratorio della donna, rendendola più esposta alle complicanze di infezioni che in altre condizioni sarebbero banali. L’influenza, per esempio, aumenta il rischio di ospedalizzazione, di parto prematuro e di basso peso alla nascita. Ma il beneficio più prezioso della vaccinazione materna è indiretto e riguarda il neonato. Gli anticorpi materni (IgG) attraversano la placenta, soprattutto nel terzo trimestre, e conferiscono al bambino una protezione passiva proprio nella finestra più fragile: i primi mesi di vita, quando il sistema immunitario è immaturo e molte vaccinazioni dirette non sono ancora possibili.

È lo stesso meccanismo — collaudato da decenni con il tetano e la pertosse — che oggi si estende a nuove minacce come il virus respiratorio sinciziale. Vaccinare la madre nel momento giusto significa consegnare al neonato uno scudo pronto all’uso già dal primo giorno di vita.

Un principio guida semplice

Dietro l’apparente complessità delle raccomandazioni c’è una regola di lettura che orienta quasi tutte le decisioni:

(1) I vaccini inattivati (virus/batteri uccisi),

(2) i tossoidi,

(3) i vaccini ricombinanti / a subunità sono considerati sicuri in gravidanza.

(4) I vaccini vivi attenuati sono controindicati a scopo cautelativo, per il rischio teorico — mai dimostrato — legato alla replicazione del microrganismo.

Un punto rassicurante, da comunicare sempre alla donna: la somministrazione accidentale di un vaccino vivo attenuato — per esempio in una gravidanza non ancora nota — non ha mai fatto registrare un aumento di aborti o malformazioni e non costituisce indicazione all’interruzione di gravidanza. La prudenza è precauzionale, non il segnale di un danno atteso.

La mappa delle vaccinazioni in gravidanza

La tabella che segue riassume, a colpo d’occhio, le tre categorie. È uno schema di orientamento: ogni scelta va poi calata nella singola paziente, nella sua storia clinica e nella specifica situazione epidemiologica.

Livello Vaccino Indicazione in gravidanza
● Raccomandati — da offrire attivamente
dTpa Difterite-tetano-pertosse acellulare. Ad ogni gravidanza, 27ª–36ª sett. (idealmente ~28ª).
Influenza (inattivato) In qualsiasi trimestre, se la gestazione cade in stagione influenzale.
COVID-19 (mRNA) Raccomandato, in particolare nel 2º–3º trimestre.
VRS / RSV (Abrysvo) Dose singola nel 3º trimestre, in alternativa al monoclonale nel neonato — cap. dedicato.
▲ Con attenzione — solo se il rischio di malattia supera il rischio teorico
Epatite B Se suscettibile e con esposizione in corso o prevista.
Epatite A In caso di rischio concreto (viaggio, esposizione).
Meningococco ACWY / B In situazioni epidemiche o di rischio individuale elevato.
Poliomielite (IPV) Solo se esposizione inevitabile; formulazione inattivata.
Rabbia Post-esposizione: sempre indicata, mai controindicata. Pre-esposizione: se rischio elevato.
Pneumococco Non di routine; da valutare in presenza di comorbidità.
Colera / TBE (inattivati) Solo per rischio di esposizione documentato.
■ Controindicati — vaccini vivi attenuati (da rimandare)
Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) Vivo attenuato. Prima della gravidanza; poi rimandare al post-partum.
Varicella Vivo attenuato. Come sopra.
Herpes zoster (vivo att.) Controindicato in gravidanza.
Febbre gialla Vivo attenuato. Solo se esposizione inevitabile e non differibile.
Tubercolosi (BCG) Controindicato.
Tifo orale (Ty21a) · Influenza LAIV (spray) Formulazioni vive: controindicate. Esistono alternative inattivate.
HPV Non un vivo attenuato, ma rimandato al post-partum per dati insufficienti.

● Raccomandati: da offrire attivamente

Sono il cuore della strategia.

(1) La dTpa va ripetuta ad ogni gravidanza — anche se la donna è già vaccinata o in regola con i richiami — perché lo scopo non è proteggere lei, ma far arrivare al neonato un alto livello di anticorpi contro la pertosse, malattia che nei primi mesi di vita può essere mortale. La finestra ottimale è la 27ª–36ª settimana, idealmente intorno alla 28ª.

(2) La vaccinazione antinfluenzale (inattivata) è offerta in qualunque trimestre durante la stagione epidemica;

(3) la vaccinazione anti-COVID-19 con vaccino a mRNA è raccomandata, soprattutto nel secondo e terzo trimestre;

(4) il vaccino anti-VRS, la vera novità degli ultimi anni.

▲ Con attenzione: la logica del rischio-beneficio

Questa categoria non è una “zona grigia” di incertezza, ma il territorio del giudizio clinico. Si tratta in larga parte di vaccini inattivati che non si somministrano di routine, ma che diventano indicati quando la donna è realmente esposta al contagio:

(1) una gestante suscettibile all’epatite B con partner infetto, un viaggio in area a rischio;

(2) una situazione epidemica di meningococco;

(3) merita una nota a parte la profilassi antirabbica: dopo un morso a rischio la vaccinazione post-esposizione non è mai controindicata in gravidanza, perché la rabbia è invariabilmente mortale.

In tutti questi casi la domanda non è “si può?”, ma “il rischio della malattia, qui e ora, supera il rischio teorico del vaccino?”.

■ Controindicati: i vivi attenuati

(1) Morbillo-parotite-rosolia (MPR),

(2) varicella, herpes zoster vivo,

(3) febbre gialla,

(4) BCG,

(5) tifo orale e influenza in spray nasale: sono tutti vaccini vivi attenuati, da rimandare.

La strategia corretta è anticiparli, verificando l’immunità della donna prima del concepimento. Un caso particolare è la febbre gialla: in un viaggio inevitabile verso un’area endemica, la vaccinazione può essere valutata quando l’esposizione non è differibile. L’HPV, pur non essendo un vivo attenuato, si rimanda al dopo-parto per dati insufficienti in gravidanza.

Prima della gravidanza: la finestra da non perdere

La miglior vaccinazione in gravidanza è spesso quella fatta prima. La consulenza preconcezionale è il momento ideale per mettere in ordine proprio i vaccini che poi non si potranno somministrare: verificare l’immunità verso morbillo, parotite, rosolia e varicella e, se la donna è suscettibile, vaccinarla — rimandando l’inizio della gravidanza di almeno un mese (28 giorni) dopo l’ultima dose. È anche l’occasione per completare l’HPV e aggiornare il richiamo dTpa. Rosolia e varicella contratte in gravidanza possono avere conseguenze gravi sul nascituro: prevenirle prima significa togliere dal tavolo un rischio importante.

Dopo il parto: recuperare e proteggere

Il puerperio è la seconda finestra utile. Le donne risultate suscettibili a MPR o varicella vanno vaccinate prima della dimissione dal reparto di maternità, per non affrontare una successiva gravidanza di nuovo esposte. È anche il momento della cosiddetta strategia “a bozzolo” (cocoon): vaccinare i conviventi e i contatti stretti — in primis il padre — per costruire attorno al neonato un anello di persone immuni che riducono la probabilità di portargli in casa l’infezione.

Un focus sul VRS: la novità che cambia la prevenzione perinatale

Il virus respiratorio sinciziale è la prima causa di bronchiolite e una delle principali cause di ricovero nel primo anno di vita. Fino a poco tempo fa la prevenzione era limitata ai bambini più fragili. Oggi disponiamo di due strumenti complementari:

(1) il vaccino materno Abrysvo, somministrato alla gestante nel terzo trimestre per trasferire anticorpi al feto;

(2) l’anticorpo monoclonale (nirsevimab), somministrato direttamente al neonato.

In Italia i monoclonali per i nuovi nati sono già operativi e, per la stagione 2025-2026, si aggiunge l’offerta del vaccino in gravidanza.

Punto chiave sul VRS

Le due strategie:

vaccino alla madre

monoclonale al neonato

non vanno combinate di routine nella stessa coppia madre-bambino: si sceglie l’una o l’altra in base alle circostanze cliniche e stagionali. Finestre di somministrazione, tempistiche, intervallo con la dTpa ed efficacia saranno oggetto del capitolo dedicato.

Il parere del Dr. Meo

Nella mia esperienza il vero ostacolo non è la sicurezza dei vaccini, ma la paura — spesso alimentata da un’informazione confusa. La donna in gravidanza non chiede certezze assolute: chiede di capire.

Il nostro compito, come ginecologi e medici, è trasformare un elenco di raccomandazioni in una decisione consapevole, spiegando che qui non si protegge un paziente, ma due. Ogni vaccino fatto al momento giusto è un dono che la madre consegna al proprio bambino ancor prima che nasca. Questa collana nasce per dare a colleghi e future mamme uno strumento chiaro, onesto e aggiornato.

Dr. Paolo Meo · Direttore POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA

Come è organizzata la collana

Questo documento introduttivo fornisce la cornice. Ogni vaccinazione avrà poi un capitolo dedicato, con la stessa struttura: malattia e rischio in gravidanza, tipo di vaccino, tempistiche, sicurezza, controindicazioni e messaggi per il counseling. I capitoli previsti:

dTpa — difterite, tetano, pertosse: lo scudo contro la pertosse neonatale.
Influenza — perché vaccinare in ogni stagione epidemica.
COVID-19 — vaccini a mRNA e sicurezza in gravidanza.
VRS / RSV — vaccino materno e monoclonale: come scegliere.
MPR e Varicella — la prevenzione preconcezionale e post-partum.
Epatiti A e B — quando l’esposizione cambia le regole.
Meningococco e Pneumococco — le indicazioni selettive.
Vaccini del viaggiatore in gravidanza — febbre gialla, rabbia, tifo, colera, TBE, encefalite giapponese.
HPV — perché si rimanda e come recuperare.

Messaggi chiave

  • Vaccinare in gravidanza è proteggere due vite: la madre e, tramite gli anticorpi transplacentari, il neonato.
  • Regola d’oro: inattivati, tossoidi e ricombinanti sono sicuri; i vivi attenuati sono controindicati e vanno rimandati.
  • Raccomandati attivamente: dTpa ad ogni gravidanza, influenza, COVID-19 e — novità — il vaccino anti-VRS.
  • La categoria “con attenzione” è governata dal rapporto rischio-beneficio, non dall’incertezza.
  • La somministrazione accidentale di un vaccino vivo non è mai indicazione all’interruzione di gravidanza.
  • La finestra preconcezionale e il post-partum sono momenti preziosi quanto la gravidanza stessa.

Riferimenti essenziali

  1. Ministero della Salute. Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza — Circolare e aggiornamenti (2019; revisione 2025).
  2. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro. Vaccinazioni per le donne in gravidanza e in età fertile.
  3. SIGO, AOGOI, AGUI, SIN, SIP, FNOPO. Position paper sulla vaccinazione anti-VRS in gravidanza (Abrysvo).
  4. European Medicines Agency (EMA). Abrysvo — Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.
  5. Kampmann B, Madhi SA, Munjal I, et al. Bivalent Prefusion F Vaccine in Pregnancy to Prevent RSV Illness in Infants. N Engl J Med 2023;388:1451-1464.
  6. Ministero della Salute. Prevenzione dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (RSV): monoclonali per i neonati e vaccino in gravidanza — stagione 2025-2026.
  7. Ministero della Salute. Circolare sulle raccomandazioni per la vaccinazione antinfluenzale, stagione 2025-2026.
  8. Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).

Redazione Dr. Paolo Meo — Direttore POLO VIAGGI · tropicalista – infettivologo

POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA · Centro di Medicina Tropicale e dei Viaggi

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Documento a fini informativi e di aggiornamento professionale. Non sostituisce la valutazione clinica individuale né le indicazioni ministeriali vigenti.

 

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