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India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori

India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori

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India Bengala Occidentale – Nipah virus: piccoli focolai locali, rischio molto basso – quasi nullo per i viaggiatori
(aggiornamento al 25 gennaio 2026)

Che cos’è il Nipah virus

  • Infezione virale zoonotica tipo ad RNA del genere Henipavirus;
  • che può causare febbre, encefalite e grave insufficienza respiratoria;
  • Malattia rara, ma potenzialmente grave, con letalità elevata dal 60 al 75% nei casi clinici;

Dove si trova e dove sono i focolai in India

  • Focolai sporadici e circoscritti, soprattutto in:
    • Stato del Kerala (es. distretti di Kozhikode, Malappuram, Palakkad, Ernakulam).
    • Stato del West Bengal (area di Kolkata).
  • Nessuna evidenza di circolazione diffusa in tutto il Paese.
  • Nessun focolaio segnalato nelle principali mete turistiche classiche (Delhi, Mumbai, Goa, Rajasthan, ecc.).

Come si trasmette

  • Serbatoio naturale: pipistrelli frugivori (flying fox, genere Pteropus).
  • Possibili ospiti amplificatori: soprattutto suini.
  • Modalità di contagio:
    • Contatto con pipistrelli o loro escrezioni (urina, saliva, feci) su frutta o superfici.
    • Consumo di succhi/frutta crudi contaminati (es. succhi non pastorizzati di palma da dattero in zone rurali).
    • Contatto stretto con suini malati in allevamenti o macelli.
    • Contatto stretto non protetto con un malato (familiari, caregiver, operatori sanitari).

Rischio per il viaggiatore

  • Rischio molto basso o quasi nullo per il turista o il viaggiatore d’affari che segue le normali misure igieniche.
  • Il rischio aumenta se:
    • si soggiorna in aree rurali di Kerala/West Bengal in contatto con animali (pipistrelli, suini);
    • si assiste malati in ospedale o a domicilio in zone di focolaio senza adeguata protezione.
  • Non è una malattia che si trasmette facilmente, per via aerea, come l’influenza: richiede contatti ravvicinati e prolungati.

Cosa fare prima del viaggio

  • Verificare eventuali focolai in corso nelle aree che si intendono visitare.
  • Pianificare una consulenza di medicina dei viaggi per valutare rischi personali e comorbidità presso centri specializzati e di esperienza.
  • Per operatori sanitari / missioni umanitarie: definire in anticipo i protocolli di protezione (DPI, procedure in reparto).

Cosa fare durante il viaggio

  • Evitare visite non necessarie ad ospedali in aree di focolaio; se inevitabili, usare mascherina, guanti e igiene accurata delle mani.
  • Non consumare:
    • succhi crudi di palma da dattero o succhi non pastorizzati venduti per strada in aree rurali;
    • frutta visibilmente morsicata o contaminata.
  • Evitare il contatto con pipistrelli e con suini (allevamenti, macelli, mercati rurali).
  • Seguire buone norme generali di igiene: lavaggio mani, acqua e cibi sicuri, attenzione agli animali.

Cosa fare dopo il viaggio

Consultare rapidamente il medico (o il centro di medicina dei viaggi) se, entro 3 settimane dal rientro dall’India, compaiono:

  • febbre alta improvvisa
  • forte mal di testa
  • sonnolenza marcata, confusione, convulsioni
  • difficoltà respiratoria importante

Quando si consulta il medico, è importante riferire:

  • le zone visitate (es. soggiorno in Kerala o West Bengal)
  • eventuali visite in ospedale o contatti con malati
  • eventuale contatto con pipistrelli o suini
  • consumo di succhi/frutta crudi in aree rurali.

 

Vaccino e prevenzione specifica

  • Al momento non esiste un vaccino disponibile per i viaggiatori contro il Nipah virus.
  • La prevenzione si basa su:
    • evitare contatti a rischio con animali e malati;
    • adottare norme igieniche e di sicurezza alimentare;
    • usare dispositivi di protezione in ambito sanitario.

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