VIDEO Meningite: una guida per i giovani
Un video che, con parole semplici ma efficaci fornisce consigli e suggerimenti per evitare che un batterio rovini per sempre la nostra vita.
VIDEO Meningite: una guida per i giovani Leggi tutto »
Un video che, con parole semplici ma efficaci fornisce consigli e suggerimenti per evitare che un batterio rovini per sempre la nostra vita.
VIDEO Meningite: una guida per i giovani Leggi tutto »
Guarda anche questo video interessante
Cosa è successo in Inghilterra? perché riguarda tutti noi? e perché vaccinarsi può salvarci la vita?
Immagina di uscire una sera con gli amici, ballare in discoteca, tornare a casa stanchi ma felici. Tre giorni dopo sei in terapia intensiva. Non è la trama di un film dell’orrore. È esattamente quello che è successo a Canterbury, nel Kent, in Inghilterra, nel marzo 2026.
L’EPIDEMIA CHE NEL MARZO 2026 HA SCONVOLTO IL REGNO UNITO
Tra il 5 e il 7 marzo 2026, un gruppo di studenti universitari ha frequentato il Club Chemistry, una discoteca nel centro di Canterbury. Nei giorni successivi, molti di loro hanno cominciato a sentirsi male. Quello che sembrava un banale stato influenzale si è rivelato qualcosa di molto più grave: meningite da meningococco TIPO B. In pochi giorni si sono registrati oltre 20 casi, con 2 morti — tra cui Juliette, una studentessa di 18 anni, e un ragazzo di 21 anni iscritto all’Università del Kent.
Il vice-direttore medico per l’Inghilterra, il dottor Thomas Waite, ha dichiarato: “È di gran lunga l’epidemia a crescita più rapida che abbia mai visto nella mia carriera.” Le autorità sanitarie britanniche hanno distribuito d’urgenza oltre 2.500 dosi di antibiotici in prevenzione e avviato una campagna di vaccinazione per meningococco B di emergenza per oltre 5.000 studenti universitari residenti nei dormitori del campus universitario.
Questo episodio non è stato un caso isolato. È un promemoria brutale che la meningite batterica esiste, colpisce forte e colpisce soprattutto i giovani. E soprattutto è diffuso ovunque, in Europa ed in tutto il mondo.
LA DISCOTECA NON È SOLO DIVERTIMENTO: È UN RISCHIO BIOLOGICO
Suona forte, ma è la realtà. In un locale affollato, con aria ricircolata, urla, baci, bicchieri condivisi e migliaia di goccioline respiratorie sospese nell’aria, la trasmissione del meningococco — così come di altri patogeni — è facilitata in modo significativo. L’epidemia di Canterbury ne è la dimostrazione più drammatica e recente.
Questo non significa smettere di uscire. Significa essere consapevoli, vaccinarsi, e sapere cosa fare se qualcosa non va.
PRENOTA LA TUA VACCINAZIONE
Scrivi a [email protected] richiedendo le vaccinazioni per i 4 tipi di maningococco ACWY, oppure per meningococco B.
Se vuoi richiedi una consulenza con me, dr. Paolo Meo, per sapere come comportarti. Ti ricordo che parte del tuo contributo, per la consulenza richiesta, è destinato ai nostri programmi di cooperazione in Kenya.
PERCHÉ I GIOVANI SONO I PIÙ A RISCHIO
Il meningococco — il batterio Neisseria meningitidis — vive normalmente nella gola e nel naso di molte persone senza causare alcun sintomo. Il fenomeno del portatore sano è diffuso. Si stima che tra il 10 e il 25% della popolazione sia portatore sano del batterio. Il problema esplode quando le condizioni sono favorevoli alla trasmissione: ambienti affollati, aria condivisa, contatti ravvicinati e prolungati.
Le università, le mense, le palestre, le case condivise e — soprattutto — le discoteche sono ambienti perfetti per la diffusione. I giovani che si trasferiscono per la prima volta lontano da casa incontrano in poco tempo centinaia di nuove persone, ognuna con la propria flora batterica. Il sistema immunitario, per quanto giovane e reattivo, si trova improvvisamente esposto a ceppi batterici mai incontrati prima. Aggiungete a questo le notti brevi, l’alcol, lo stress degli esami, e avete tutti gli ingredienti per un’infezione che può sfuggire di mano.
I SINTOMI: COME RICONOSCERE IL PERICOLO
Qui sta il vero problema: all’inizio la meningite assomiglia a un’influenza, o ad un postumo da sbornia, oppure ad un semplice mal di testa. Ed è per questo che è così pericolosa, perché ci si mette a letto sperando di star meglio, mentre il batterio sta già invadendo il sangue e poi il sistema nervoso centrale.
I segnali d’allarme da non ignorare mai sono:
• Febbre alta a insorgenza rapida
• Mal di testa intenso e progressivo, diverso dal solito;
• Rigidità del collo (difficoltà a piegare la testa in avanti);
• Fotofobia: fastidio alla luce;
• Nausea e vomito;
• Mani e piedi gelati nonostante la febbre;
• Confusione, sonnolenza eccessiva, difficoltà a svegliarsi;
• Eruzione cutanea con macchie rosso-violacee che non scompaiono premendo un bicchiere di vetro sulla pelle — questo è il segnale più grave, indica una sepsi in corso
Una “Regola d’oro”: Se un amico va a letto sentendosi male, controllalo ogni ora. Non aspettare. Se compare uno di questi sintomi, chiama il 118. La meningite batterica può uccidere in meno di 24 ore dall’inizio dei sintomi. Il tempo è tutto.
DIAGNOSI E TERAPIA: OGNI ORA CONTA
La diagnosi è clinica considerando in modo opportuno i sintomi premonitori e la conferma avviene in ospedale attraverso la rachicentesi (prelievo del liquido cerebrospinale), gli esami del sangue con emocolture e test rapidi di biologia molecolare per identificare il ceppo batterico. Spesso però, in presenza di un quadro clinico fortemente suggestivo, la terapia antibiotica viene avviata immediatamente, prima ancora della conferma di laboratorio — perché aspettare può costare la vita.
Il trattamento si basa su antibiotici per via endovenosa ad alte dosi (cefalosporine di terza generazione come il ceftriaxone), supporto intensivo con fluidi, ossigeno e, nei casi più gravi, ricovero in terapia intensiva. Nonostante le cure ottimali, la mortalità della meningite batterica resta tra il 5 e il 10%, e circa il 20% dei sopravvissuti riporta sequele permanenti: sordità, amputazioni per necrosi, danni neurologici. Non è una malattia da sottovalutare. La nostra campionessa Bebe Vio ne è uno degli esempi più evidenti.
Bebe Vio è la campionessa che ha sfidato la meningite B. Nata a Venezia il 4 marzo 1997, è una schermitrice paralimpica specializzata nel fioretto. Il 20 novembre 2008, a soli 11 anni, viene colpita da una meningite fulminante da meningococco B che le causa un’infezione così estesa da rendere necessaria l’amputazione di tutti e quattro gli arti. E un anno prima i medici le sconsigliarono proprio il vaccino per la meningite di tipo B.
I VACCINI: LA VERA DIFESA
E allora perché non proteggersi prima? Esiste un vaccino. Anzi, ne esistono diversi:
• Vaccino MenACWY: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y. In Italia è raccomandato e offerto gratuitamente negli adolescenti. In UK è già da anni nel calendario vaccinale scolastico. I sierogruppi sono presenti in tutto il mondo. Opportuno nei viaggiatori internazionali che avranno contatti in ambienti chiusi.
• Vaccino MenB: protegge dal sierogruppo B, il più frequente in Europa tra i giovani adulti — esattamente quello che ha causato l’epidemia del Kent. In Italia è disponibile (Bexsero® o Trumenba®) ma spesso poco conosciuto e poco richiesto.
Il problema è che il vaccino MenACWY non protegge dal MenB. E il MenB è il ceppo dominante nei paesi europei tra i 15 e i 25 anni. Molti ragazzi pensano di essere protetti perché hanno fatto il vaccino a scuola, ma non è così.
La copertura vaccinale per il MenB è ulteriormente calata dopo la pandemia COVID-19, lasciando intere coorti di giovani adulti vulnerabili. La buona notizia è che il vaccino è sicuro, efficace e può essere fatto a qualsiasi età.
COSA FARE SE SEI UNO STUDENTE, UN FREQUENTATORE DI LOCALI, UN GIOVANE
Non serve aspettare un’epidemia. La prevenzione si fa prima. Ecco le azioni concrete:
1. Controlla il tuo stato vaccinale. Hai fatto il Meningococco ACWY? E il Meningococco B? Se non sei sicuro, non esitare a chiedere di effettuare le vaccinazioni.
2. Vaccinati prima di andare all’università. È il momento di massima esposizione al rischio.
3. Conosci i sintomi. Stampali mentalmente. Condividili con i tuoi amici.
4. Se un amico sta male — davvero male — non aspettare. Meglio chiamare il 118 per un falso allarme che trovarlo la mattina in uno stato critico.
5. Non ignorare la febbre alta dopo una serata in discoteca. Non è sempre la sbornia.
Meningite: il killer silenzioso che colpisce i giovani Leggi tutto »

Mappa della Meningite da Meningococco Leggi tutto »
Polisaccaridi capsulari di Neisseria meningitidis:
in commercio:
– Polisaccaridi capsulari coniugati con proteine altamente immunogene [anatossina difterica, anatossina tetanica, proteina della tossina difterica Cross-Reactive Material CRM197 (non tossica, ad alta inmmunogenicità)]:
in commercio:
Il vaccino coniugato per il meningococco di gruppo C garantisce una protezione a lungo termine solo contro le infezioni da Neisseria meningitidis di sierotipo C. Con l’età adulta il rischio di infezione meningococcica diminuisce e dopo i 25 anni di età l’immunizzazione non è più raccomandata.
A febbraio 2010 la Food and Drug Administration ha licenziato il vaccino meningogoccico tetravalente coniugato Menveo (Menveo, Novartis Vaccines and Diagnostics) licenziato per uso a singola dose per soggetti di età compresa tra 11 e 55 anni, ma entro il 2010 si prevede la richiesta di autorizzazione da parte di Novartis anche per i bambini dai 2 mesi in su. In questo modo sarà il primo vaccino sviluppato per tutte le fasce d’età. L’efficacia di Menveo sta nella tecnologia di preparazione. Trattandosi di un vaccino coniugato, e non semplicemente di un polisaccaridico, la sua efficacia nell’indurre una significativa risposta immunitaria si riscontra anche tra i bambini più piccoli nei quali il sistema immunitario è ancora immaturo per sviluppare anticorpi contro i polisaccaridi di membrana. L’efficacia del nuovo vaccino tetravalente coniugato rappresenta un importante passo avanti per la prevenzione della meningite meningococcica, proprio perché i vaccini quadrivalenti finora disponibili sono indicati principalmente nei soggetti con 2 anni o più, mentre la meningite colpisce maggiormente nei primi mesi di vita.
Secondo un comunicato stampa emesso il 16 novembre 2012, un nuovo vaccino realizzato per la prevenzione della Meningite da Neisseria menigitidis di gruppo B e della setticemia che può associarsi, ha ricevuto l’approvazione da parte del Comitato dell’Agenzia Europea dei Medicinali per Uso Umano (Commitee for Medicinal Products for Human Use o CHMP). Il nuovo vaccino, chiamato Bexsero e sviluppato da Novartis, è destinato all’immunizzazione contro la meningite sostenuta dal meningococco di gruppo B.
Chi si reca in paesi a rischio dovrebbe essere vaccinato con il vaccino polisaccaridico che copre i sierogruppi A, C, W135 e Y, anche se sono già stati vaccinati con il vaccino coniugato per il meningococco del sierotipo C. La vaccinazione è particolarmente importante per coloro che vivono o lavorano o visitano un’area a rischio quando è in corso un’epidemia anche se sono già stati vaccinati con il vaccino coniugato. Nei bambini sotto i 18 mesi la risposta contro il meningococco di sierotipo C con vaccini polisaccaridici non coniugati è inferiore rispetto a quella riscontrata negli adulti.
Composizione:
vaccino batterico: antigene polisaccaridico della parete del meningococco del sierogruppo C coniugato con la proteina CRM 197 del Corynebacterium diphteriae (da non considerare come immunizzante contro la difterite). Eccipienti: idrossido di alluminio, mannitolo, sodio fosfato dibasico, cloruro di sodio, acqua.
Indicazioni:
Limite di età per la somministrazione: 2 mesi.
Immunizzazione attiva dei bambini a partire dai due mesi di età, degli adolescenti e degli adulti, per la prevenzione dell’infezione invasiva dal sierogruppo C di Neisseria meningitidis.
Efficacia:
100%. Efficacia dopo: la terza dose.
Durata:
fino a 5 anni.
Modalità di somministrazione:
Somministrazione intramuscolare profonda, preferibilmente nella coscia anterolaterale nei bambini sotto i 12 mesi e nella regione deltoide di bambini di età superiore ai 12 mesi, adolescenti e adulti.
Effetti collaterali:
Controindicazioni:
Calendario:
Composizione:
una dose (0,5 ml di vaccino ricostituito) contiene:
Indicazioni:
immunizzazione attiva di adolescenti (dall’età di 11 anni) e adulti a rischio di esposizione ai gruppi A,C,W135 e Y di Neisseria meningitidis per impedire l’insorgenza di patologie invasive.
Efficacia:
– Adolescenti:
sierogruppo A – 75%
sierogruppo C – 79%
sierogruppo W135 – 94%
sierogruppo Y – 81%
– Adulti:
sierogruppo A – 67%
sierogruppo C – 71%
sierogruppo W135 – 82%
sierogruppo Y – 66%
Modalità di somministrazione vaccino meningite:
iniezione singola da 0.5 ml intramuscolare, preferibilmente muscolo deltoide; non sono state ancora determinate la necessità e le tempistiche di una dose booster di Menveo.
Effetti collaterali vaccino meningite:
in sede di inoculo dolore, eritema, indurimento, prurito; a livello sistemico cefalea, nausea, capogiro, febbre.
Controindicazioni assolute vaccino meningite:
ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti,, compreso tossoide difterico o precedenti eventi avversi a vaccini; relative: grave evento febbrile acuto.
Gravidanza e allattamento:
dati clinici ancora insufficienti.
Meningite – Vaccinazione Leggi tutto »
La meningite da meningococco è un vero flagello che colpisce molto spesso i bambini in età scolare. Si può presentare oltre che nella classica forma nella quale colpisce il sistema nervoso centrale, che può avere un decorso breve e tragico, anche nella forma settica, caratterizzata dalle tipiche macchie emorragiche sulla pelle, non meno letale e rapida purtroppo. Può essere trattabile con gli antibiotici giusti, a patto che vengano somministrati tempestivamente, sotto controllo medico.
La buona notizia è arrivata in parte tre decenni fa. Era stato infatti introdotto in commercio un efficace vaccino. La profilassi di questa malattia faceva un importante passo in avanti e chi era sottoposto a questa vaccinazione è stato sufficientemente protetto. Il problema però era che il meningococco è costituito da una famiglia di ceppi diversi, i cosiddetti sierogruppi, che danno luogo a immunità diverse, che non sono sovrapponibili. Pertanto chi è immune ad un sierogruppo non lo è se la malattia è provocata da un sierogruppo differente. I sierogruppi coinvolti in questo primo tentativo di immunizzazione si chiamano: A,C, W135 e Y. Restava escluso dalla protezione il sierogruppo B. Il quale per altro almeno nel nostro Paese, come nel resto dell’Occidente, è quello che capita più di frequente. A dire il vero anche il C è piuttosto rappresentato e da luogo a numerosi casi, almeno il 30-40% del totale, ma il restante 50-60% è dovuto appunto al B. Un vero Killer. La ragione per la quale non era stato prodotto un vaccino risiedeva nella ampia variabilità della capsula che determina nell’ospite una risposta anticorpale diversa e impedisce quindi la formazione di un’immunità valida universalmente.
La copertura per il sierogruppo B è possibile tramite il vaccino chiamato Bexsero®. Questo vaccino è stato concepito in Italia. I ricercatori Novartis di Siena, per realizzare questo vaccino, hanno infatti messo a punto un approccio innovativo, chiamato “reverse vaccinology”. Hanno dapprima decodificato l’intera mappatura genetica di un ceppo patogeno appartenente al sierogruppo B, scoprendo 600 nuove proteine, e riproducendole tramite l’ingegneria genetica al fine di praticare ulteriori indagini, in quanto tutti antigeni potenziali. Nessun singolo antigene da solo infatti potrebbe proteggere contro la diversità espressa dai ceppi di MenB, spiegando la resistenza del sierogruppo alle difese immunitarie, o meglio la scarsa immunogenicità. Successivamente gli investigatori hanno trovato una combinazione di antigeni risultata essenziale per la sopravvivenza del batterio, la funzione, e la capacità di causare infezioni, riscontrabile nella maggior parte dei ceppi di MenB in circolazione a livello mondiale.
I quattro antigeni identificati e utilizzati in Bexsero sono:
Successivamente è stata fatta un’amplissima ricerca per identificare con metodiche di ingegneria genetica i fattori comuni ai diversi ceppi, 85 nella fattispecie, che provocavano le infezioni. In altri termini si è proceduto nella ricerca del numero minimo di varianti antigeniche sufficienti a determinare una risposta immunitaria efficace.
Dopo aver ottenuto un prodotto vaccinico ottimale, si è provveduto a sperimentarlo in una serie di trial in tre fasi. La prima allo scopo di determinare la sicurezza, gli effetti tossici, gli effetti metabolici e farmacologici in un ristretto numero di individui. Nella fase II si sono verificati gli effetti collaterali, i rischi associati e la immunogenicità. Nella fase III, su un numero di vaccinati molto ampio, si è indagato sul manifestarsi dell’effetto clinico desiderato, cioè la protezione, in relazione all’esposizione al rischio di acquisire l’infezione da MenB. Il vaccino, sottoposto a verifica nel quadro di una serie di studi clinici in popolazioni di bambini, che dopo vaccinazione risultavano protetti, è senz’altro efficace e non ha dato luogo a fenomeni di tossicità e gli effetti collaterali sono stati di scarso rilievo.
Bexsero® è stato in fase di sviluppo per circa 20 anni. L’Unione europea ha dato l’approvazione alla commercializzazione del vaccino meningite meno di una settimana dopo i favorevoli risultati pubblicati sul Lancet dello studio di Vesikari di fase III presentati per la prima volta nel 2010 in occasione della diciassettesima Conferenza Internazionale sulla Neisseria. Basandosi sulla metodica chiamata “retro o reverse vaccinology”, Rappuoli spera che si possano in un vicino futuro realizzare vaccini diretti magari contro l’HIV, o la malaria o tanti altri flagelli.
Sembra che nel mondo la macchina della ricerca non si sia arrestata e continui a produrre benefici rimedi e duraturi per il genere umano.
Se vuoi richiedere ulteriori informazioni, prenotare una visita o prendere un appuntamento per una vaccinazione, contattaci via e-mail oppure telefona ad uno dei seguenti numeri:
Telefono (08.30 – 17.00) – 06/39030481
Bexsero: il vaccino per la meningite meningococcica B Leggi tutto »