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Ebola Bundibugyo Bollettino di aggiornamento n. 5 · 17 ottobre 2026

Ebola Bundibugyo Bollettino di aggiornamento n. 5 · 17 ottobre 2026

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POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA · Clinica del Viaggiatore
direttore e responsabile scientifico dr. Paolo Meo, medico infettivologo e tropicalista

Ebola Bundibugyo

Bollettino di aggiornamento n. 5 · 17 ottobre 2026
La nuova ordinanza del Ministero della Salute, il punto sull’epidemia in RDC e il caso Kenya

9.277
casi confermati in RDC
4.478
decessi confermati
48,3%
letalità grezza
65
zone sanitarie, 7 province
2
casi in Kenya (1 decesso)
Dati del Ministero della Salute della RDC al 14 ottobre 2026, riportati da ECDC il 15 ottobre [2]

1. In sintesi

  • Il 1° ottobre 2026 il Ministro della Salute ha firmato una nuova ordinanza di sorveglianza per chi arriva in Italia dalla Repubblica Democratica del Congo: è in vigore dal 2 ottobre per 120 giorni, cioè fino alla fine di gennaio 2027 [1].
  • Rispetto all’ordinanza del 29 maggio esce l’Uganda, dove l’OMS ha dichiarato chiuso il focolaio il 27 agosto dopo 20 casi e 2 decessi [5].
  • In RDC l’epidemia non accenna a una discesa stabile: è la più grande epidemia di Ebola mai registrata nel Paese, di qualunque specie virale [3].
  • Il Kenya ha confermato il primo caso importato (6 ottobre, deceduto) e un secondo caso in un familiare già in quarantena (14 ottobre) [3][6].
  • Per l’Europa il rischio resta molto basso secondo l’ECDC; per l’OMS è molto alto in RDC, alto nei Paesi confinanti, basso nel resto dell’Africa e nel mondo [3][7].

2. La nuova ordinanza del 1° ottobre 2026

Il titolo è «Misure di sorveglianza sanitaria nei confronti delle persone provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo in relazione all’epidemia di malattia da virus Bundibugyo (BVD)». Prende il posto dell’ordinanza del 29 maggio, anch’essa di 120 giorni e scaduta a fine settembre [1].

A chi si applica

  • A chi entra in Italia provenendo direttamente o indirettamente dalla RDC, oppure vi ha soggiornato nei 21 giorni precedenti l’ingresso [1].
  • Le misure per chi ha avuto un’esposizione ad alto rischio e per i contatti di caso valgono qualunque sia il Paese di provenienza [1].
  • Resta il quadro operativo già noto: autosegnalazione al Dipartimento di Prevenzione dell’ASL entro 24 ore dall’ingresso, anche senza sintomi, con il modulo ministeriale; stratificazione del rischio secondo la circolare del 29 maggio [4].
Ordinanza 29 maggio 2026 Ordinanza 1° ottobre 2026
Paesi RDC e Uganda Solo RDC
Finestra di provenienza 21 giorni 21 giorni
Alto rischio e contatti Legati ai due Paesi Qualunque provenienza
Vigenza 29 maggio – fine settembre 2 ottobre – fine gennaio 2027
Circolari di riferimento 18 maggio, 29 maggio 18 maggio, 29 maggio, 17 giugno
Fonte: Ministero della Salute, pagina Ebola [1]; SIMG [4]. Il testo integrale dell’ordinanza va consultato su salute.gov.it.

3. Il quadro epidemiologico in RDC

Al 14 ottobre il Ministero della Salute congolese conta 9.277 casi confermati e 4.478 decessi, con 2.486 guariti; quel giorno sono stati notificati 65 nuovi casi e 37 decessi, quasi tutti in Ituri e Nord-Kivu [2]. L’OMS descrive una trasmissione elevata e fluttuante, in calo in alcune zone e in crescita in altre, senza una tendenza stabile alla discesa [3][8].

Distribuzione per provincia (OMS, dati al 6 ottobre)

Provincia Casi Decessi Zone colpite
Ituri (epicentro) 6.480 2.989 28 / 36
Nord-Kivu 1.755 1.013 17 / 34
Haut-Uélé 364 153 7 / 13
Tshopo 51 17 7 / 23
Bas-Uélé, Sud-Kivu, Sud-Ubangi pochi casi — 1–3 per provincia
Totale RDC 8.728 4.205 64 zone, 7 province

Tre segnali da tenere d’occhio

  • Morti in comunità: dal 25 settembre al 6 ottobre 264 dei 372 decessi sono avvenuti fuori dai centri di trattamento, segno di ritardi nella diagnosi e nell’accesso alle cure [3].
  • Contatti persi: il follow-up è sceso al 78% il 14 ottobre, sotto l’obiettivo dell’85% [2][3].
  • Nuove aree: il Nord-Kivu ha la letalità più alta (57,7%) e secondo fonti ufficiali citate dai media due casi sarebbero stati confermati nel Nord-Ubangi, che diventerebbe l’ottava provincia (dato in attesa di conferma OMS) [2][3].

4. Fuori dalla RDC

Kenya

Il primo caso era un cittadino keniota residente da anni in RDC, malato da circa un mese e curato in diverse strutture sanitarie congolesi. Il 2 ottobre è arrivato via terra a Kampala e il 3 ottobre in aereo a Nairobi, dove è stato isolato ed è morto il 5 ottobre [3][10]. L’OMS ritiene probabile che si sia contagiato in una struttura sanitaria mentre si curava per un’altra malattia [3].

Il 14 ottobre è stato confermato un secondo caso in un familiare stretto che era già in quarantena, senza evidenze di trasmissione comunitaria [6]. Restano aperti alcuni contatti: cinque individuati fuori dal Kenya e quindici non ancora rintracciati [2]. L’OMS sta svolgendo una valutazione rapida del rischio specifica per il Kenya [3].

Uganda ed Europa

  • Uganda: focolaio chiuso il 27 agosto; 20 casi, di cui 15 importati dalla RDC e 5 secondari [5].
  • Paesi Bassi: il 1° ottobre è stato evacuato un operatore sanitario positivo che lavorava nella risposta in RDC. Per l’ECDC è il quarto caso importato in Europa legato a questa epidemia; casi tra operatori e personale umanitario sono attesi e non cambiano la valutazione di rischio molto basso per la popolazione europea [3][7].
  • L’OMS sconsiglia restrizioni ai viaggi e al commercio con i Paesi colpiti [3].

5. Indicazioni del POLO VIAGGI per chi parte e chi rientra

  • Chi rientra dalla RDC (o vi è stato nei 21 giorni precedenti) deve inviare l’autosegnalazione all’ASL entro 24 ore, anche se sta bene [1][4].
  • Febbre al rientro dall’Africa centrale e orientale: non presentarsi al pronto soccorso o dal medico senza avvisare. Telefonare prima (112 o medico curante) e dichiarare il viaggio.
  • Chi va in RDC, Uganda o Kenya per lavoro o volontariato: evitare contatti con persone malate e con salme, non frequentare strutture sanitarie senza adeguate misure di protezione, conoscere in anticipo il centro di riferimento locale.
  • Ricordare la malaria: nei viaggiatori di ritorno dall’Africa la causa più frequente di febbre resta la malaria, che va sempre esclusa con urgenza.
  • Per una valutazione personalizzata prima della partenza: POLO VIAGGI CESMET – Artemisia, consulenza di medicina dei viaggi.

6. Il commento del dr. Paolo Meo

IL PARERE DEL DR. PAOLO MEO · POLO VIAGGI

Una proroga giustificata. Siamo davanti all’epidemia di Ebola più ampia mai vista nella Repubblica Democratica del Congo, senza un vaccino e senza terapie specifiche contro il Bundibugyo. In queste condizioni la sorveglianza sui rientri è l’unico strumento che abbiamo, ed è giusto mantenerla.

Il punto debole è il Kenya. Il primo caso importato ha seguito un percorso che conosciamo bene: malato in Congo, in auto fino a Kampala, poi in aereo a Nairobi. Ora c’è un secondo caso, per fortuna in un familiare già in quarantena e senza trasmissione comunitaria. La formula «direttamente o indirettamente» copre chi transita da Kenya o Uganda dopo essere stato in RDC. Chi però arriva dal Kenya senza essere passato per il Congo non rientra nell’ordinanza, a meno che non sia un contatto. Per ora è una scelta proporzionata, ma la situazione va seguita settimana per settimana.

Un messaggio per i colleghi. Un GeneXpert negativo per Ebola Zaire non esclude il Bundibugyo. Davanti a una febbre al rientro dall’Africa centrale questo è un tranello concreto, e va detto chiaramente a chi lavora in pronto soccorso e negli ambulatori.

— dr. Paolo Meo, medico infettivologo e tropicalista

7. Fonti

  1. Ministero della Salute – Ebola: ordinanza 1° ottobre 2026 e circolari 18 maggio, 29 maggio, 17 giugno 2026. salute.gov.it
  2. ECDC – Ebola disease outbreak in the Democratic Republic of the Congo, aggiornamento 15 ottobre 2026. ecdc.europa.eu
  3. OMS – Disease Outbreak News DON619, 8 ottobre 2026. who.int
  4. SIMG – Circolare ministeriale 29 maggio 2026 e materiali operativi. simg.it
  5. UKHSA – Outbreaks under monitoring, settimana 39 (aggiornato 1° ottobre 2026). gov.uk
  6. Bernama/Xinhua – Kenya Confirms Second Ebola Case, 15 ottobre 2026. bernama.com
  7. Lovguiden (sintesi comunicato ECDC) – Quarto caso importato in Europa, 1° ottobre 2026. lovguiden.dk
  8. ONU Info – Ebola: l’épidémie persiste en RDC, le Kenya confirme un 2e cas, 15 ottobre 2026. news.un.org
  9. UKHSA – Outbreaks under monitoring, settimana 36 (dati al 7 settembre 2026); dati al 10 agosto da INSP-RDC (bollettino POLO VIAGGI n. 3). gov.uk
  10. Kenya News Agency – Kenya confirms first imported Ebola case, 6 ottobre 2026. kenyanews.go.ke

Nota Meo–Claude · metodo e trasparenza

Le ricerche per questo bollettino sono state effettuate con Claude AI, e impaginazione e veste grafica sono state studiate insieme fra Claude e il dr. Meo. Dati e fonti sono stati poi valutati e verificati dal dr. Paolo Meo, che ha rivisto il testo e ne porta l’intera responsabilità scientifica. Lo strumento cerca, ordina e dà forma alla pagina: il medico decide e firma.

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