POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA · Dipartimento di Medicina Tropicale e Malattie Infettive – Direttore: Dr. Paolo Meo, infettivologo-tropicalista
Ebola Bundibugyo
Bollettino di aggiornamento n. 6 · 30 ottobre 2026
Kenya, Uganda e Tanzania: il punto sull’Africa orientale, il quadro generale e le indicazioni per chi parte
RDC: dati al 27 ottobre (ECDC, 29/10). Kenya: dati al 26 ottobre (Ministero della Salute del Kenya, ECDC, OMS).
In sintesi
- Kenya: il focolaio resta chiuso nel “recinto” dei contatti. 9 casi confermati e 2 decessi, tutti a Nairobi e tutti legati al primo paziente arrivato dalla RDC il 3 ottobre. Gli 8 casi secondari (4 familiari, 4 operatori sanitari) erano già in quarantena quando si sono ammalati. Nessun nuovo caso dal 20 ottobre, nessuna trasmissione in comunità [1.1–1.3].
- Il 26 ottobre i primi 20 contatti hanno completato i 21 giorni e sono tornati a casa; 98 erano ancora in sorveglianza e 7 pazienti in cura, stabili [1.2][1.4].
- Uganda: nessun caso attivo. Il focolaio (20 casi, 2 decessi) è stato dichiarato chiuso dall’OMS il 27 agosto. Entebbe è però tornata sotto i riflettori come scalo di transito dei casi di Kenya e Nigeria; dal 25–26 ottobre chi è stato in RDC non può transitare dall’Uganda [2.1–2.3].
- Tanzania: nessun caso, ma dal 17 ottobre modulo sanitario online obbligatorio per tutti gli arrivi, controllo della temperatura e sorveglianza di 21 giorni per i viaggiatori ad alto rischio; controlli rafforzati al valico di Namanga con il Kenya [3.1–3.3].
- RDC: l’epidemia continua a crescere e ha superato i 10.000 casi confermati in 8 province: è la più grande mai registrata nel Paese. Nigeria: un caso importato, evacuato in Svizzera il 26 ottobre [4.1][4.2].
- Rischio per il viaggiatore in Kenya, Uganda o Tanzania per turismo o lavoro ordinario: trascurabile.
ECDC valuta basso il rischio per chi va nelle aree colpite e molto basso per la popolazione europea [4.2].
1. Kenya: tre settimane dopo il recinto ha tenuto
IL PARERE DEL DR. MEO · Il recinto ha tenuto
In oltre quarant’anni di Africa ho visto che l’Ebola si ferma sempre nello stesso modo: trovare i contatti, chiuderli in un recinto, contarli ogni giorno. Il Kenya lo ha fatto bene. Tutti e otto i nuovi malati erano già sotto osservazione quando è salita la febbre: persone che avevano accudito il primo paziente in famiglia o in ospedale, nelle ore in cui nessuno sapeva ancora di che cosa si trattasse.
Questa è la lezione da portare a casa: il virus Bundibugyo, come gli altri ebolavirus, non viaggia nell’aria, ma con il sangue, il vomito, le feci e le mani di chi assiste un malato grave. Chi va in Kenya per un safari, per il mare o per lavoro non corre un rischio reale. Il punto debole sono stati gli ospedali nelle primissime ore, non le strade di Nairobi.
— Dr. Paolo Meo, infettivologo-tropicalista
Cronologia essenziale
| Data | Evento |
|---|---|
| 3 ottobre | Un cittadino keniota residente in RDC, malato da circa un mese, arriva a Nairobi in aereo da Entebbe dopo aver attraversato l’Uganda su strada [1.1][1.5]. |
| 5–6 ottobre | Ricoverato al Nairobi Hospital, positivo al Bundibugyo, muore il 5 ottobre; sepoltura sicura e annuncio ufficiale il 6 [1.1]. |
| 12 ottobre | Il governo dichiara l’Ebola Bundibugyo malattia epidemica e pubblica le regole su screening, isolamento e quarantena [1.6]. |
| 14–20 ottobre | Otto casi secondari, tutti in quarantena: 4 familiari e 4 operatori sanitari (tra cui un addetto alle pulizie di stoviglie e biancheria di 49 anni) [1.2][1.7]. |
| 22 ottobre | Rintracciati tutti i 135 contatti, in Kenya e all’estero [1.3][1.4]. |
| 23 ottobre | Secondo decesso: la terza paziente, donna di 65 anni, familiare del primo caso, sintomatica dal 13 ottobre [1.2]. |
| 26 ottobre | Escono dalla quarantena i primi 20 contatti; 98 ancora in sorveglianza; 7 pazienti in cura, stabili (3 familiari, 4 operatori) [1.2][1.4][1.8]. |
Che cosa dicono i numeri
Il quadro keniota è quello di un cluster unico, ospedaliero e familiare, senza catene di trasmissione sconosciute. Dal 6 ottobre il Kenya aveva già sottoposto a screening oltre 650.000 viaggiatori; al 22 ottobre erano 709.093 i viaggiatori controllati e 461 i campioni testati in cinque laboratori [1.3][1.9]. La letalità osservata (2 su 9) è più bassa di quella in RDC, come atteso quando i pazienti sono individuati presto e curati con terapia di supporto intensiva.
Il 19–20 ottobre gli Stati Uniti hanno alzato al livello 3 (“riconsiderare il viaggio”) l’avviso per il Kenya, citando la salute insieme a criminalità, terrorismo e sicurezza stradale [1.10]. L’OMS continua a sconsigliare restrizioni a viaggi e commerci [1.11].
Le prossime tappe (stima CESMET)
I contatti esposti fino al 20 ottobre usciranno dalla sorveglianza di 21 giorni intorno al 10 novembre.
Per dichiarare chiuso il focolaio servono 42 giorni senza nuovi casi dall’ultimo paziente guarito o sepolto: in assenza di altri casi, la fine non potrà essere dichiarata prima di metà dicembre 2026.
2. Uganda: focolaio chiuso, frontiera sorvegliata
Il focolaio ugandese si è fermato a 20 casi confermati e 2 decessi; l’ultimo caso risale al 21 giugno. Il Ministero della Salute lo ha dichiarato concluso il 28 luglio e l’OMS il 27 agosto, dopo 42 giorni senza nuovi casi [2.1].
In ottobre l’Uganda è tornata in primo piano come Paese di transito. Secondo Africa CDC, sia il primo paziente keniota sia il caso della Nigeria sono passati dall’aeroporto di Entebbe il 3 ottobre [2.2]. Il Ministero ugandese ha precisato che il transito non dimostra un contagio avvenuto nel Paese e che non ci sono casi attivi [2.4]; il luogo di esposizione del caso nigeriano è ancora in discussione fra le autorità. Il 25 ottobre l’Uganda ha comunicato che 60 contatti legati al caso keniota hanno completato i 21 giorni di sorveglianza senza ammalarsi [2.3].
Dal 25–26 ottobre l’Uganda ha stretto i controlli di frontiera: chi è stato in RDC non può transitare dall’Uganda, nemmeno con voli charter [2.2]. L’OMS considera comunque ancora alto il rischio per l’Uganda per la lunga frontiera con le province colpite [2.5].
Per chi va in Uganda
Turismo classico (Kampala, Murchison, Queen Elizabeth, gorilla a Bwindi): rischio Ebola molto basso. Attenzione ai parchi e ai distretti occidentali al confine con la RDC: informarsi prima su eventuali allerte locali.
Chi arriva dalla RDC deve prevedere un itinerario che non passi da Entebbe.
3. Tanzania: nessun caso, controlli più stretti
La Tanzania non ha mai registrato casi in questa epidemia. Al 18 giugno le autorità avevano indagato 64 segnalazioni in 21 regioni e testato 11 casi sospetti, tutti negativi [3.4]. Il 21 ottobre il Chief Medical Officer ha confermato che nel Paese non c’è Ebola [3.2].
Dopo i casi in Kenya, il Travel Advisory n. 18 del 17 ottobre prevede [3.1][3.3]:
- modulo online di sorveglianza sanitaria da compilare prima della partenza per tutti i viaggiatori in arrivo;
- controllo della temperatura e screening in aeroporti, valichi di terra e porti;
- sorveglianza di 21 giorni (messaggi automatici o contatto diretto) per chi è considerato ad alto rischio.
Non si tratta di una chiusura delle frontiere. Nella regione di Arusha oltre 100 operatori sono stati formati, è stato designato un centro di isolamento e lo screening al valico di Namanga (la via dei safari combinati Kenya–Tanzania) è stato intensificato [3.5].
Per chi va in Tanzania e Zanzibar
Safari nel nord (Serengeti, Ngorongoro, Kilimanjaro) e mare a Zanzibar: rischio Ebola trascurabile.
Compilare il modulo sanitario prima del volo e mettere in conto controlli e possibili attese, soprattutto passando via terra dal Kenya a Namanga.
4. Lo sguardo generale il cuore è la RDC
IL PARERE DEL DR. MEO · Il problema resta la RDC
Kenya, Uganda e Tanzania sono la periferia di questa epidemia; il cuore è nell’est della RDC, dove i casi hanno superato i diecimila e quasi un malato su due muore. Lì il virus circola in comunità, i morti fuori dai centri di cura sono ancora troppi e la guerra rende difficile seguire i contatti.
Finché la RDC non si piegherà, altri casi importati nei Paesi vicini sono da mettere in conto. Ai colleghi ripeto quanto già scritto: un test negativo per Ebola Zaire non esclude il Bundibugyo. Davanti a una febbre al rientro dall’Africa centrale e orientale chiedete sempre dove è stato il paziente e chi ha toccato.
— Dr. Paolo Meo, infettivologo-tropicalista
Repubblica Democratica del Congo
Al 27 ottobre: 10.193 casi confermati e 4.960 decessi (letalità 48,7%), oltre 2.700 guariti e circa 1.000 ricoverati [4.1][4.2]. Le province colpite sono otto: Ituri, Nord-Kivu, Sud-Kivu, Tshopo, Haut-Uélé, Bas-Uélé, Sud-Ubangi e Nord-Ubangi; 66 zone sanitarie su 178. L’Ituri resta l’epicentro con circa il 71% dei casi [4.2][4.3]. Solo nell’ultimo aggiornamento disponibile sono stati notificati 52 nuovi casi in quattro province e 20 decessi in comunità [4.3].
Quadro per Paese
| Paese | Stato | Casi / decessi | Ultimo caso | Rischio per il viaggiatore |
|---|---|---|---|---|
| RDC | IN CRESCITA | 10.193 / 4.960 | quotidiani | Alto nelle province colpite; evitare viaggi non essenziali nell’est |
| Kenya | CONTENUTO | 9 / 2 | 20 ottobre | Trascurabile (cluster chiuso, Nairobi) |
| Nigeria | SORVEGLIANZA | 1 / 0 | 20 ottobre | Trascurabile; 62 contatti seguiti |
| Uganda | CHIUSO | 20 / 2 | 21 giugno | Molto basso; cautela al confine RDC |
| Tanzania | NESSUN CASO | 0 | — | Trascurabile; modulo sanitario obbligatorio |
Fonti: ECDC 28–29/10; OMS DON622 23/10; Ministero della Salute del Kenya 26/10; Ministero della Salute della Tanzania 21/10.
Fuori dall’Africa orientale
La Nigeria ha confermato il 20 ottobre un caso in una donna arrivata dall’Uganda, sintomatica dal 7 ottobre; il 26 ottobre la paziente e il marito, contatto stretto, sono stati evacuati in Svizzera (Ginevra e Zurigo). Al 27 ottobre i contatti seguiti erano 62 [4.2][4.4]. In Europa i casi finora sono stati importati da operatori sanitari o umanitari rientrati dalla RDC (Francia in giugno, Paesi Bassi il 1° ottobre), senza trasmissione secondaria [4.2][4.5].
Vaccini e terapie
Per il Bundibugyo non esistono ancora vaccini né farmaci specifici autorizzati [4.2]. Dal 27 agosto la RDC vaccina gli operatori in prima linea con Ervebo (nato contro il ceppo Zaire) per valutarne la protezione crociata, e il 23 ottobre a Bunia è partito lo studio TUMAINI (fase 2/3) con vaccinazione “ad anello” dei contatti [4.2][4.6]. In valutazione anche i candidati ChAdOx1-BDBV (Oxford), mRNA-1469 (Moderna), due vaccini a base rVSV e uno MVA. I risultati sono attesi nell’arco di alcuni mesi [4.2][4.6].
Italia
Resta in vigore l’ordinanza del 1° ottobre 2026 (120 giorni, fino a fine gennaio 2027): chi arriva in Italia, direttamente o indirettamente, dalla RDC o vi ha soggiornato nei 21 giorni precedenti deve segnalarsi alla ASL entro 24 ore, anche senza sintomi. Sono coperti anche i contatti di casi e le esposizioni ad alto rischio, da qualunque Paese [4.7]. Kenya, Uganda e Tanzania non sono inclusi come Paesi di provenienza: chi rientra da lì senza essere stato in RDC e senza contatti a rischio non ha obblighi.
5. Indicazioni del POLO VIAGGI chi parte e chi rientra
IL PARERE DEL DR. MEO · Non annullate il viaggio, pensate alla malaria
A chi in questi giorni mi chiede se rinunciare al safari in Kenya o in Tanzania rispondo di no. L’Ebola non si prende sui pulmini dei parchi, sulle spiagge di Diani o di Zanzibar, negli alberghi o negli aeroporti: si prende assistendo un malato grave o toccando un defunto senza protezioni.
Al rientro dall’Africa orientale una febbre è quasi sempre malaria, dengue o un’infezione intestinale, non Ebola. E la malaria non aspetta: va cercata subito, entro 24 ore. Il vero rischio è che la paura dell’Ebola faccia dimenticare la profilassi antimalarica.
— Dr. Paolo Meo, infettivologo-tropicalista
Il rischio secondo il profilo del viaggiatore
| Profilo | Rischio Ebola | Che cosa fare |
|---|---|---|
| Turisti: safari e mare in Kenya, Tanzania, Zanzibar | TRASCURABILE | Partire normalmente; consulenza pre-viaggio di routine |
| Lavoro, affari, visite a parenti (Nairobi inclusa) | TRASCURABILE | Evitare visite in ospedale non necessarie; conoscere la struttura di riferimento |
| Turismo in Uganda, anche nei parchi occidentali | MOLTO BASSO | Informarsi sulle allerte nei distretti al confine con la RDC |
| Medici, infermieri, volontari in Kenya o Uganda | BASSO | Precauzioni standard e DPI con ogni febbrile; consulenza specifica prima di partire |
| Chi va o passa dall’est della RDC | REALE | Consulenza dedicata; obbligo di segnalazione ASL al rientro; niente transito da Entebbe |
Prima di partire
- Consulenza di medicina dei viaggi: febbre gialla (consigliata caldamente per savane, foreste e safari anche dove non obbligatoria), profilassi antimalarica, vaccinazioni di routine e, se indicate, rabbia e tifo.
- Profilassi antimalarica: prima scelta doxiciclina 100 mg, 1 compressa al giorno a pranzo con un bel bicchiere d’acqua, dal giorno di arrivo fino a 10 giorni dopo l’uscita dall’area a rischio (lo schema ufficiale prevede 4 settimane); in alternativa atovaquone-proguanil (Malarone), anche per i bambini secondo il peso.
- Assicurazione sanitaria con copertura di ricovero e rimpatrio; in valigia termometro, gel igienizzante, repellente (NOZETA, olio di neem, anche lenitivo dopo le punture).
- Per la Tanzania: compilare il modulo sanitario online prima del volo.
Durante il soggiorno
- Lavarsi spesso le mani; evitare il contatto con persone visibilmente malate, con sangue e altri fluidi corporei, con defunti e con i riti funebri.
- Non consumare né toccare carne di selvaggina (“bushmeat”); niente contatti con animali selvatici, vivi o morti.
- In caso di febbre, rivolgersi solo a strutture riconosciute e dire subito da dove si viene. Seguire le indicazioni delle autorità locali e degli screening ai confini.
Al rientro in Italia
- Febbre entro 21 giorni dal rientro dall’Africa orientale: pensare prima alla malaria e fare il test entro 24 ore.
- Se si è stati in RDC, o se c’è stato un contatto documentato con un malato o un defunto: non andare da soli al pronto soccorso o dal medico. Chiamare prima il 112 o il proprio medico e dichiarare il viaggio.
- Chi rientra dalla RDC (o vi è stato nei 21 giorni precedenti) deve segnalarsi alla ASL entro 24 ore, anche se sta bene.
- Per una valutazione personalizzata prima della partenza: POLO VIAGGI CESMET – Artemisia, WhatsApp 346 6000899, seg.cesmet@gmail.com.
6. Che cosa seguiremo nei prossimi bollettini
- Kenya: fine della sorveglianza dei contatti (circa 10 novembre) e conto alla rovescia di 42 giorni per la chiusura del focolaio.
- Nigeria e Svizzera: esito della sorveglianza dei 62 contatti e chiarimento sul luogo di contagio.
- Uganda e Tanzania: eventuali nuovi casi importati e misure ai confini.
- RDC: andamento settimanale nelle otto province, primi dati dello studio TUMAINI e delle raccomandazioni OMS sui vaccini candidati.
- Italia: eventuali modifiche all’ordinanza del 1° ottobre.
Fonti
Capitolo 1 – Kenya
[1.1] OMS – Disease Outbreak News DON622, “Ebola disease caused by Bundibugyo virus – DRC, Kenya and Nigeria”, 23 ottobre 2026. link
[1.2] ECDC – Ebola disease outbreak caused by Bundibugyo virus, multi-country, aggiornamento del 28 ottobre 2026. link
[1.3] UN News – “Ebola: 20 contacts released from quarantine in Kenya, amid vaccine ‘hope’ in DR Congo”, 27 ottobre 2026. link
[1.4] Reuters (via Internazionale) – “Kenya releases first Ebola contacts from quarantine”, 26 ottobre 2026. link
[1.5] Ambasciata USA a Nairobi – Health Alert, 6 ottobre 2026. link
[1.6] Citizen Digital – “Gov’t gazettes new Ebola rules”, Legal Notices n. 203 e 204 del 12 ottobre 2026. link
[1.7] Associated Press / Al Jazeera – ottavo e nono caso, 19–20 ottobre 2026. link
[1.8] Ebola-tracker.org – Kenya (sintesi dei comunicati del Ministero della Salute keniota fino al 26 ottobre 2026). link
[1.9] Il Farmacista Online – “Kenya. Primo caso importato di Ebola Bundibugyo”, 6–7 ottobre 2026. link
[1.10] AGI – “Cresce l’allerta Ebola, gli Usa sconsigliano i viaggi in Kenya”, 20 ottobre 2026. link
[1.11] Al Jazeera – “Kenya confirms first Ebola case”, 6 ottobre 2026 (posizione OMS sulle restrizioni). link
Capitolo 2 – Uganda
[2.1] ECDC – aggiornamento del 28 ottobre 2026 (chiusura del focolaio ugandese: MoH 28 luglio, OMS 27 agosto). link
[2.2] Euronews – “Ebola: Uganda restricts travel as Nigerian case evacuated to Europe”, 26 ottobre 2026. link
[2.3] ECDC – aggiornamento del 27 ottobre 2026 (60 contatti in Uganda). link
[2.4] The Star (Nairobi) / Reuters – dichiarazione del Ministero della Salute ugandese, 20–21 ottobre 2026. link
[2.5] OMS – Disease Outbreak News DON613 (valutazione del rischio per l’Uganda). link
Capitolo 3 – Tanzania
[3.1] The Citizen (Dar es Salaam) – “Tanzania tightens Ebola screening after Kenya confirms three cases”, Travel Advisory del 17 ottobre 2026. link
[3.2] The Chanzo – “Tanzania’s Ebola alert stays in place”, avviso del CMO del 21 ottobre 2026. link
[3.3] The Chanzo – “Tanzania widens Ebola screening to all arrivals”, 19 ottobre 2026. link
[3.4] The Citizen – “Tanzania declares Ebola free status”, 19 giugno 2026. link
[3.5] Xinhua – “Tanzania strengthens Ebola preparedness at Kenya border”, 27 ottobre 2026. link
Capitolo 4 – Quadro generale
[4.1] ECDC – “Ebola disease: multi-country outbreak 2026”, pagina aggiornata al 29 ottobre 2026. link
[4.2] ECDC – aggiornamento del 28 ottobre 2026 (province, vaccini, valutazione del rischio UE/SEE). link
[4.3] Ministero della Salute della RDC, via Outbreak News Today – aggiornamento al 27 ottobre 2026. link
[4.4] ECDC – “Ebola disease: multi-country outbreak 2026”, key facts sulla Nigeria (62 contatti al 27 ottobre). link
[4.5] RIVM (Paesi Bassi) – “Current information about Ebola”, ottobre 2026; POLO VIAGGI, Bollettino n. 5 del 17 ottobre 2026. link
[4.6] UN News – 27 ottobre 2026 (studio TUMAINI). link
[4.7] Ministero della Salute – ordinanza Ebola del 1° ottobre 2026; POLO VIAGGI, Bollettino n. 5 del 17 ottobre 2026. link
Nota Meo–Claude · metodo e trasparenza
Le ricerche per questo bollettino sono state condotte con Claude AI; impaginazione e grafica sono state sviluppate insieme da Claude e dal dr. Meo. I dati sono stati verificati su fonti primarie (OMS, ECDC, ministeri della Salute di Kenya, Uganda, Tanzania e RDC) e il testo è stato rivisto e riscritto dal dr. Paolo Meo, che ne porta la piena responsabilità scientifica. Lo strumento cerca, ordina e dà forma; il medico decide e firma.
Dati aggiornati al 30 ottobre 2026: la situazione può cambiare rapidamente.



