Presso il Cesmet Clinica del viaggiatore, le donne di qualsiasi età riceveranno informazioni sulle malattie infettive ed i criteri di prevenzione, gli esami di controllo da effettuare ed i comportamenti da mantenere. Alle donne in gravidanza è dedicato un servizio particolare e l’attenzione alle vaccinazioni da eseguire.
Presso il centro di vaccinazioni del Cesmet clinica del viaggiatore vengono effettuate le vaccinazioni pediatriche richieste per legge e consigliate dai medici pediatrici. Il centro segue anche i protocolli dei bambini di altre nazioni che possono avere esigenze e protocolli diversi da quelli nazionali.
E’ richiesta consulenza medica obbligatoria a qualsiasi bambino che giunge per la prima volta sotto l’osservazione del medico.
Presso la Clinica del Viaggiatore Cesmet il dr. Paolo Meo, dopo alcuni decenni di attività presso cantieri e con aziende presenti in diverse parti del mondo è a disposizione dei datori del lavoro delle aziende e dei medici competenti per impostare una corretta attività preventiva prima dei viaggi internazionali di lavoro.
Da quasi 40 anni al servizio dei viaggiatori, il Cesmet Clinica del Viaggiatore offre servizi di medicina preventiva e un Centro di Vaccinazioni per effettuare qualsiasi vaccino sia necessario o richiesto.
Il taglio clinico che caratterizza il nostro Centro Cesmet e il f0ndamentale aspetto di medicina preventiva prevedono, per motivo di sicurezza del viaggiatore, e per fornire le giuste e corrette informazioni e per una reale valutazione del rischio, una consulenza medica con il dr. Paolo Meo o con i suoi collaboratori, prima di effettuare le vaccinazioni.
In corso di consulenza, sulla base delle caratteristiche fisiche e fisiologiche di ciascun viaggiatore, fatta una valutazione del rischio paese e malattie, ogni viaggiatore riceve un’indicazione personalizzata di come difendersi dalla situazione di rischio, quali farmaci preventivi e curativi portare nelle piccola farmacia da viaggio e quali vaccinazioni possono essere utili per la propria protezione. L’unico farmaco obbligatorio in corso di viaggio, in alcuni paesi, è la vaccinazione per la Febbre Gialla, che verrà consigliata o indicata a seconda delle mete e delle caratteristiche del viaggio, sempre dopo attenta valutazione del rischio.
Il dr. Paolo Meo, medico tropicalista ed infettivologo, direttore del Cesmet, esegue consulenze per i viaggiatori che si recano in qualsiasi parte del mondo, o che affrontano viaggi di particolare impegno (montagna, immersioni, situazioni estreme ed altre situazioni). Per la sua esperienza pluridecennale in cantieri e luoghi di lavoro in aree tropicali ed equatoriali è a disposizione delle aziende e dei medici competenti per consulenze al personale viaggiante e impostazione di protocolli specifici.
Fin dall’inizio presso il Cesmet il dr. Paolo Meo si è occupato di diagnostica e di cura ambulatoriale e domiciliare dei casi di lieve e media entità di Covid-19. Presso il Cesmet potrai prenotare una visita in caso di necessità per valutare la tua situazione ed impostare una terapia personalizzata rispetto al tuo stato di salute ed alla tua situazione clinica. Puoi anche richiedere una consulenza per saperne di più sulla malattia, sulla prevenzione e le eventuali vaccinazioni periodiche per affrontare il prossimo futuro.
appartenente al genere degli “Orthopoxvirus” della famiglia dei Poxviridae. Da sempre sono state classificate due forme cliniche: Variola maiore Variola minor. L’uomo, nel corso dei millenni è stato infettato, ed ha anche convissuto con quattro tipi di “orthopoxvirus”. Il Variola virus, maior e minor, il virus del vaiolo bovino e molto recentemente, da circa 60 anni, dal “virus del vaiolo delle scimmie”.
La prima testimonianza di “vaiolo nell’uomo” risale alla presenza di un “rush pustoloso” rilevato sulla
“mummia del Faraone Ramses V”.
Le grandi pandemie di vaiolo hanno decimato la popolazione europea e degli altri continenti per millenni. Di tutte le persone infettate moriva tra il 20 ed il 60% degli adulti ed oltre il 70% della popolazione infantile. Un vero e proprio flagello dell’umanità.
Grazie ad una imponente campagna di vaccinazione portata avanti da tutti i paesi del mondo il vaiolo è stato eradicato nel 1977.
Nel 1967 l’OMS confermava oltre quindici milioni, numeri ufficiali, di persone colpite dal vaiolo nel mondo, e con oltre due milioni di morti. Da allora fu organizzata la più massiccia campagna di vaccinazione, coordinata da OMS, e condotta con un imponente sforzo congiunto di tutti i paesi. Questo sforzo consentì di eradicare una delle peggiori malattie virali presenti nel mondo.
Nel 1979 fu dichiarata la “malattia eradicata”. L’ultimo caso certo di vaiolo contratto in natura, da “Variola minor”, fu diagnosticato in Somalia il “26 ottobre 1977”. La quasi totalità della popolazione nel mondo, fino al 1977 aveva ricevuto il vaccino per il vaiolo, e ne porta tuttora il segno sul muscolo deltoide del braccio. Da allora la vaccinazione è stata sospesa. Per i nati prima del 1977 la copertura per il vaiolo, nelle due forme, ma anche e soprattutto per il tipo “vaiolo delle scimmie”, un tipo di virus individuato molto recentemente, è stata garantita da questa grande campagna vaccinale che ha coperto gran parte della popolazione globale. Il primo caso della malattia causata dal nuovo virus, e successivamente la diffusione endemica in Africa, ha sempre colpito, prevalentemente la popolazione nata dopo l’anno ’80. Ossia giovani e giovani adulti, che non opponevano la forza immunologica creata dal vaccino, nei confronti di questo nuovo virus.
Vaiolo delle scimmie, una malattia virale animale trasmessa all’uomo e diffusasi tra i non vaccinati
Il Poxvirus è un virus del gruppo Orthopoxvirus che causa una malattia infettiva contagiosa per i primati (scimmie) e per alcuni mammiferi. Ossia è una zoonosi virale, correlata al virus del vaiolo umano, che provoca nell’uomo una malattia simile ma di solito più lieve e meno aggressiva di quella del Vaiolo. Sintomi simili a quelli osservati in passato, nei pazienti affetti da vaiolo umano, ma clinicamente meno gravi, spesso sfumati.
Nel 1958 comparvero due focolai di una malattia “simile al vaiolo” in colonie di scimmie sulle quali si “sperimentava la trasmissione del virus e nuovi vaccini”. Fu dato il nome di “vaiolo delle scimmie”. Una zoonosi che in seguito si trasmise all’uomo. Il primo caso umano di vaiolo delle scimmie fu registrato nel 1970 nella Repubblica Democratica del Congo, durante un periodo di intensificazione degli sforzi per eliminare il vaiolo tramite vaccinazione. Da allora il vaiolo delle scimmie è stato segnalato nell’uomo in altri Paesi dell’Africa centrale e occidentale, prevalentemente in soggetti giovani non vaccinati.
L’eradicazione del vaiolo è dovuta alla intensa campagna di vaccinazioni in tutto il mondo; la comparsa e la diffusione della nuova forma del “Vaiolo delle scimmie” è dovuta alla successiva cessazione della vaccinazione, che ha fatto emergere la nuova forma comparsa 20 anni prima in un gruppo di scimmie. I casi di questa zoonosi, principalmente nell’Africa Centrale e Occidentale, molto spesso manifestatisi in villaggi dispersi nella foresta dei grandi bacini fluviali per contatti stretti con animali, sono comparsi sempre più spesso anche nelle aree urbane dei paesi africani, per contagio interumano ravvicinato. Serbatoi animali che includono roditori e primati (scimmie), hanno contribuito al diffondersi di questa malattia. La nuova malattia del “vaiolo delle scimmie” è rimasta sotto controllo con la vaccinazione del vaiolo umano, nella popolazione vaccinata. Tutti gli adulti e le persone di età avanzata hanno mostrato resistenza al virus in questione, i giovani non vaccinati per il vaiolo, hanno mostrato suscettibilità al virus. I casi sono comparsi prima in villaggi, poi in grandi città e si sono diffusi nei soggetti non vaccinati per il Vaiolo umano. Nel 2003 è arrivata negli Stati Uniti manifestando alcuni casi non gravi e con contagio per rapporti stretti.
La mia esperienza in Africa con casi sospetti del vaiolo delle scimmie. Tra il 1998 ed il 2002, durante ripetute mie missioni nell’area dei campi profughi di Kinshasa, di MPASA I, enorme villaggio – campo di profughi, oltre 500.000 persone in pochi anni, giunti dal nord est del paese, di fronte all’aeroporto internazionale, mi ritrovai ad operare in un ambulatorio – health center, a cui facevano capo migliaia di profughi dalle aree interne, ed in particolare luogo di arrivo di “truppe rivoluzionarie” composte prevalentemente da giovani e giovanissimi leve di un esercito irregolare, proveniente dalle aree più interne delle regioni del nord, soprattutto Mutiene e Kugankat. Durante l’attività clinica era frequente osservare, nel nostro piccolo ospedale periferico, giovani soldati che giungevano dalle aree interne del Congo con febbre e malessere generale, accompagnati da sintomi simil vaiolosi, vescicole e piccole pustole, in particolare alle estremità degli arti superiori, sul volto e sui genitali. A queste manifestazioni cutanee si accompagnava la presenza di linfonodi gonfi e dolenti. Queste forme erano fortemente debilitanti e si manifestavano per contatti stretti e diretti tra persone. L’ambiente militare favoriva molto il diffondersi di queste forme. La cosa particolare, che ci colpiva, era che erano esenti da queste forme tutti coloro che erano stati vaccinati per il vaiolo, e la malattia diffondeva soprattutto nei giovani e giovanissimi. La diagnosi era nella maggior parte dei casi misconosciuta. Era recente l’eradicazione del vaiolo. La trasmissione era evidente che non era solo per rapporto sessuale, ma prevalente la diffusione per contatto con le pustole presenti sulla pelle di varie zone del corpo.
Avevo avuto modo di osservare queste forme, sporadiche ma presenti, anni prima, in alcuni villaggi sperduti in Sierra Leone a nord di Makeni, nelle aree di costruzione della grande diga di Bumbuna. Tra il 1994 e il 1996 diversi casi in giovani provenienti dai villaggi del nord, al confine con la Guinea, arrivavano alla nostra attenzione. Caratteristica la febbricola, le pustole, i linfonodi dolorosi ed una grande stanchezza che durava a lungo. La trasmissione in questi casi era diretta con gli animali infetti. L’abitudine di mangiare scimmi crude e soprattutto il cervello delle steese scimmie, favorì molto il diffondersi di questa malattia.
Tutte queste forme erano comunque lievi ed autolimitantesi. La caratteristica era sempre la forte debilitazione fisica della persona in presenza di pustole e linfonodi gonfi e dolenti.
I focolai del vaiolo delle scimmie fuori dall’Africa
Nel 2003 è stato descritto un primo caso, prima sospetto poi accertato, di “vaiolo delle scimmie” fuori dall’Africa Equatoriale, in USA, collegato al contatto della persona con i cani della prateria infetti. Questi animali domestici, che funzionavano da serbatoio, erano stati a contatto con ratti marsupi e ghiri gambiani che erano stati importati nel paese dal Ghana. Questo focolaio portò in poco tempo ad oltre 70 casi di vaiolo delle scimmie negli Usa. Da allora i casi si sono diffusi in modo sporadico ed in piccoli focolai.
Il vaiolo delle scimmie è stato segnalato in viaggiatori dalla Nigeria in Israele a settembre 2018; nel Regno Unito a settembre 2018, dicembre 2019, maggio 2021 e maggio 2022; a Singapore a maggio 2019, e negli Stati Uniti d’America a luglio e novembre 2021.
Dal mese di aprile 2022 diverse decine di casi si stanno diffondendo in diversi paesi europei. Sono stati i due i focolai in Europa, uno a Madrid e l’altro a Gran Canaria, ad avere amplificato la diffusione del vaiolo delle scimmie. La rapidità della diffusione è spiegata perché entrambe le località sono frequentate da turisti di tutto il continente, appartenente alla fascia di età che non ha fatto il vaccino per il vaiolo.
Per esperienza anche diretta possiamo dire che la diffusione di questo virus è sicuramente favorita da contatti stretti tra persone, e passaggio di droplets e saliva, ma non è, al momento, da considerare una malattia a trasmissione tipicamente sessuale, anche se i rapporti possono favorire il passaggio del virus. L’esperienza fatta anche nei paesi dell’area equatoriale ci dice che l’infezione avviene per contatto con le pustole, stretto contatto con secrezioni respiratorie, contatto con le mucose interne. La trasmissione attraverso saliva e particelle respiratorie richiede un contatto faccia a faccia prolungato». Le attuali informazioni provenienti da ECDC (agenzia dei centri di malattie infettive dell’Unione Europea), sui circa ottanta casi registrati fino ad oggi (tutti uomini, una sola donna), evidenzia una predisposizione nei rapporti omosessuali, ma non è da considerare malattia sessualmente trasmessa. Una spiegazione può essere data da un cluster generato da pochi individui che si sono infettati e poi è iniziata una diffusione, che potrebbe essere limitata, anche se le previsioni sono di una amplificazione esponenziale della diffusione.
Non è la prima volta che si registrano focolai in Europa di vaiolo delle scimmie, in passato molto più contenuti, e nella stragrande maggioranza dei casi autolimitantesi nel giro di due o tre settimane.
dr. Paolo Meo medico infettivologo tropicalista. direttore Cesmet
Repubblica del Congo (Brazzaville) — Scheda Paese, edizione sintetica di aggiornamento
Direttore e redattore Dr. Paolo Meo — medico tropicalista infettivologo
Redazione: 2 ottobre 2026 · Dati epidemiologici chiusi al 1° ottobre 2026
Fonti più recenti: OMS e Ministero della Salute del Congo (SITREP colera n. 43, 1° maggio 2026), Ministero degli Esteri francese (aprile 2026).
Questa è la versione sintetica e gratuita. La scheda completa e dettagliata, curata personalmente dal Dr. Paolo Meo con oltre 40 anni di esperienza in medicina tropicale, contiene tutti i capitoli approfonditi, le mappe del rischio mese per mese e i suoi consigli pratici per il vostro viaggio. Uno strumento utilissimo per conoscere in modo approfondito le mete del tuo viaggio e per viaggiare in sicurezza.
👶 NOVITÀ – Viaggi con i tuoi bambini? Nella scheda completa trovi l’Appendice Bambini (0–10 anni): vaccini per età, profilassi antimalarica in base al peso, repellenti adatti, località consigliate e farmacia pediatrica da portare con te.
🧭 NOVITÀ – Over 60, il mondo è ancora tutto da scoprire. L’Appendice Over 60 ti spiega come preparare il viaggio insieme alle tue terapie. Trovi i vaccini consigliati alla tua età, come affrontare volo, caldo, altitudine e mare, e gli ospedali affidabili del Paese.
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Potete prenotarla e acquistarla al costo di 59 € scrivendo aseg.cesmet@gmail.com.
SICUREZZA — LEGGERE PRIMA DI PARTIRE
Brazzaville e Pointe-Noire sono visitabili con prudenza (furti, controlli di polizia). La Farnesina raccomanda cautela nel dipartimento del Pool e nelle zone di confine. Non confondete questo Paese con la Repubblica Democratica del Congo, dall’altra parte del fiume, che ha una scheda propria.
Le strutture sanitarie sono limitate: serve un’assicurazione con evacuazione sanitaria. Registrate il viaggio su Viaggiare Sicuri e Dove siamo nel mondo.
Alert in evidenza
Allerta
Situazione al 1° ottobre 2026
Livello
Colera
Epidemia dal luglio 2025: 1.111 casi sospetti, 87 confermati e 100 decessi al 1° maggio 2026, in 6 dipartimenti fra cui Brazzaville; letalità del 9% nell’ondata 2026.
ALTO
Malaria
Rischio molto alto in tutto il Paese e tutto l’anno; quasi solo P. falciparum.
ALTO
Febbre gialla
Paese endemico: vaccinazione obbligatoria.
ALTO
Chikungunya
Grandi epidemie nel 2011 a Brazzaville e nel 2019 nella regione di Pointe-Noire.
MEDIO-ALTO
Mpox
Epidemia dichiarata nel 2024 in più dipartimenti, compresa Brazzaville.
MEDIO
Ebola nella vicina RDC
Epidemia del 2026 dichiarata emergenza internazionale; sorveglianza rafforzata alle frontiere.
CONTESTO
1. Introduzione alla scheda sanitaria
IL PARERE DEL DR. MEO
Il Congo-Brazzaville è un Paese di foresta equatoriale, gorilla e grandi fiumi. Chi va, per lavoro petrolifero, cooperazione o natura, ha bisogno della preparazione completa per l’Africa centrale.
Questa «nuova edizione sintetica delle schede» riporta gli alert al 1° ottobre 2026, le vaccinazioni e tutte le notizie aggiornate e le regole essenziali verificate dal Dr. Paolo Meo.
Paese dell’Africa centrale attraversato dall’equatore, con la capitale Brazzaville sul fiume Congo di fronte a Kinshasa, la costa atlantica a Pointe-Noire e grandi foreste al Nord.
2. Epidemie e alert sanitari
IL PARERE DEL DR. MEO
Il colera in Congo ha una letalità alta perché molti malati arrivano tardi alle cure. Il viaggiatore che beve acqua sicura ha un rischio basso; ma una diarrea con molta acqua va trattata subito.
Colera: epidemia lungo il fiume Congo e l’Oubangui, con focolai sulle isole del fiume e a Brazzaville. Mpox: presente dal 2024. Chikungunya e dengue: epidemie urbane periodiche. L’Ebola del 2026 nella vicina Repubblica Democratica del Congo impone sorveglianza alle frontiere.
3. Clima e malattie
IL PARERE DEL DR. MEO
La stagione secca, da giugno a settembre, è più fresca e con meno zanzare. Ma la profilassi antimalarica serve tutto l’anno.
Equatoriale caldo umido: stagione delle piogge da ottobre a maggio, stagione secca da giugno a settembre al Sud; al Nord piogge quasi tutto l’anno.
Ottobre-maggio: piogge, malaria, colera, dengue e chikungunya.
Giugno-settembre: stagione secca, cielo coperto e più fresco.
4. Cambiamenti climatici e malattie
IL PARERE DEL DR. MEO
Le piene del fiume Congo stanno diventando più violente. Quando l’acqua invade i quartieri, il colera segue.
Alluvioni sempre più gravi lungo i fiumi Congo e Oubangui, erosione a Brazzaville, deforestazione al Nord. Le inondazioni favoriscono colera e malaria.
5. Ambienti, caratteristiche geografiche e malattie
IL PARERE DEL DR. MEO
Nei parchi del Nord, come Odzala, si vedono i gorilla di pianura. Ma lì si è lontanissimi da qualsiasi ospedale.
Brazzaville e fiume Congo: colera, malaria, mpox, dengue.
Pointe-Noire e costa: malaria, chikungunya, correnti oceaniche.
Foreste del Nord (Odzala-Kokoua, Likouala): malaria, mpox, rischio di zoonosi, isolamento.
Pool e plateaux: savana, insicurezza.
6. Malattie endemiche
IL PARERE DEL DR. MEO
Nella foresta, niente carne di selvaggina: è la via con cui virus come mpox ed Ebola passano dagli animali all’uomo.
Acqua e cibo: colera, febbre tifoide, epatite A ed E.
Acqua dolce: schistosomiasi.
Animali e selvaggina: mpox, rabbia.
Via respiratoria: morbillo, tubercolosi.
Sangue e rapporti sessuali: HIV, epatite B.
7. Vaccinazioni
IL PARERE DEL DR. MEO
Per il Congo il pacchetto è completo: febbre gialla obbligatoria, dengue e chikungunya, epatite A, tifo, colera, rabbia, morbillo e polio.
A — Vaccinazioni obbligatorie
Febbre gialla — obbligatoria per tutti i viaggiatori a partire dai 9 mesi di età. Chi deve vaccinarsi
B — Vaccinazioni consigliate
Dengue (Qdenga) — consigliata a tutti i viaggiatori dai 4 anni di età, anche a chi non ha mai avuto la dengue e anche per viaggi brevi; due dosi a distanza di 3 mesi, la prima dose da effettuare prima della partenza.
Chikungunya (VIMKUNYA) — consigliata ai viaggiatori dai 12 anni di età; dose singola, da fare prima della partenza.
Morbillo-parotite-rosolia — consigliato a chi non ha due dosi documentate o non ha avuto la malattia; dose anticipata dai 6 mesi per i bambini piccoli.
Epatite A — sempre; combinata con la B anche con schema accelerato 0-7-21 giorni. Vaccinazione
Febbre tifoide — sempre; vaccino Vi, richiamo a 2 anni. Vaccinazione
Colera orale — per soggiorni lungo il fiume, operatori, epidemia in corso. Vaccinazione
Rabbia — preesposizione con 2 dosi (schema 0-7 giorni) per chi entra in contatto con animali: foreste e parchi, zone rurali, lavoro con animali. Vaccinazione
Poliomielite e dTpa — richiamo IPV e dTpa.
Epatite B — per soggiorni lunghi e operatori. Vaccinazione
Influenza, pneumococco ed herpes zoster — per over 60.
8. Malaria PRESENTE
IL PARERE DEL DR. MEO
In Congo la malaria è ovunque e tutto l’anno. Profilassi sempre, zanzariera impregnata, test entro 24 ore per qualsiasi febbre.
Rischio molto alto in tutto il Paese, comprese Brazzaville e Pointe-Noire. Plasmodium falciparum, resistente alla clorochina.
Doxiciclina 100 mg, 1 compressa al giorno a pranzo, con un bel bicchiere d’acqua — prima scelta: dal giorno di arrivo fino a 10 giorni dopo l’uscita dall’area a rischio (sufficienti secondo l’esperienza del Dr. Paolo Meo); l’indicazione ufficiale è di continuare per 4 settimane dopo l’uscita. Approfondisci
Atovaquone-proguanil — seconda scelta. Approfondisci
Protezione dalle punture: repellente con DEET 30-50% o icaridina, zanzariera impregnata; come complemento NOZETA. NOZETA
9. Arbovirosi e altre virosi PRESENTI
IL PARERE DEL DR. MEO
Qui ci sono tutte le arbovirosi africane. Il repellente si mette di giorno e di notte: quella della febbre gialla e della dengue punge di giorno, quella della malaria di notte.
Febbre gialla — endemica.
Chikungunya — epidemie nel 2011 e nel 2019.
Dengue — presente.
Mpox — contatto con malati o selvaggina.
Ebola — nessun caso in Congo-Brazzaville; epidemia nella vicina RDC.
Non presente: encefalite giapponese.
10. Piante e medicina tradizionale
IL PARERE DEL DR. MEO
La medicina tradizionale è molto diffusa, e nella foresta si usano piante potenti. Nessuna sostituisce la profilassi antimalarica.
Guaritori tradizionali ed erbe della foresta equatoriale sono il primo ricorso in molte zone rurali. Nei mercati circolano farmaci contraffatti, compresi antimalarici.
11. Farmacia da viaggio
IL PARERE DEL DR. MEO
Brazzaville e Pointe-Noire hanno qualche farmacia affidabile, il resto del Paese no. Kit completo dall’Italia.
Antimalarico per tutta la durata del soggiorno più 10 giorni (sufficienti secondo il Dr. Paolo Meo) o 4 settimane (indicazione ufficiale).
Azitromicina per la diarrea con febbre: 1 g in dose singola oppure 500 mg al giorno per 3 giorni; rifaximina per le forme senza febbre.
Loperamide (da usare il meno possibile): è solo un sintomatico, non va mai usata da sola ma sempre insieme all’antibiotico (doxiciclina o altro), e mai in presenza di febbre alta o di sangue nelle feci.
Sali reidratanti orali: essenziali durante il soggiorno, insieme a oltre 2 litri d’acqua al giorno, contro la disidratazione.
Paracetamolo, antistaminico, cortisone orale.
Adrenalina autoiniettabile per chi ha già avuto reazioni allergiche gravi.
Repellente e NOZETA (multiuso: repellente, lenitivo dopo la puntura, antiparassitario, antisettico potente per la disinfezione di ferite e acqua, anti-ustione ed eritema solare), zanzariera, crema solare. NOZETA
Scorta dei farmaci abituali con ricetta in inglese.
Il fiume Congo è maestoso, ma nelle sue acque e nelle isole c’è il colera. Si guarda dalla riva o dalla barca, non si fa il bagno.
Sole e calore — caldo umido equatoriale: acqua, sali, ombra.
Acque dolci e mare — niente bagni nei fiumi (colera, schistosomiasi); oceano con correnti forti a Pointe-Noire.
Montagna — non rilevante: rilievi modesti.
Serpenti e ragni — vipera del Gabon, mamba, cobra nelle zone rurali: scarponi, torcia.
Meduse — in alcune stagioni sulla costa: risciacquo con acqua di mare.
13. Strutture sanitarie nel Paese
IL PARERE DEL DR. MEO
A Brazzaville e Pointe-Noire ci sono alcune cliniche private per le urgenze comuni. Per tutto il resto, l’evacuazione va pianificata prima.
Le strutture di riferimento sono a Brazzaville (CHU) e Pointe-Noire, con cliniche private legate anche al settore petrolifero. Nel resto del Paese strutture minime. Per i casi gravi si ricorre all’evacuazione verso l’Europa o il Sudafrica.
Rappresentanza italiana: consultare Viaggiare Sicuri per la sede consolare competente.
Al rientro: i segnali da non trascurare
Qualsiasi febbre nei 3 mesi successivi al rientro è malaria fino a prova contraria: test entro 24 ore. Attenzione anche a diarrea con molta acqua (colera), febbre con forti dolori articolari (chikungunya, dengue), febbre alta con ittero (febbre gialla), eruzione con vescicole (mpox), febbre con emorragie dopo contatti con malati nella regione (Ebola: urgenza, avvisare prima di presentarsi in ospedale).
Clima, ambiente e malattie presenti nelle mete più richieste da chi visita o lavora in Congo (Repubblica del Congo).
Brazzaville
Clima e quota: Equatoriale, piogge da ottobre a maggio.
Ambiente: Capitale sul fiume Congo, di fronte a Kinshasa.
Malattie e rischi: Colera (isola di Mbamou e Talangaï), malaria, mpox, dengue.
Consiglio: Acqua solo sicura, profilassi, niente bagni nel fiume.
Pointe-Noire
Clima e quota: Costiero equatoriale.
Ambiente: Città petrolifera e porto atlantico.
Malattie e rischi: Malaria, chikungunya (epidemia 2019), correnti in mare.
Consiglio: Vaccini dengue e chikungunya, profilassi, bagni prudenti.
Parco nazionale di Odzala-Kokoua
Clima e quota: Foresta equatoriale umida.
Ambiente: Gorilla di pianura, elefanti di foresta, savane forestali.
Malattie e rischi: Malaria, rischio di zoonosi, mosche, isolamento sanitario.
Consiglio: Mai toccare animali o carcasse, mascherina vicino ai gorilla, kit completo.
Parco di Conkouati-Douli
Clima e quota: Costiero e lagunare.
Ambiente: Lagune, foresta, scimpanzé, tartarughe.
Malattie e rischi: Malaria, schistosomiasi nelle lagune.
Consiglio: Niente bagni nelle lagune, repellente.
Riserva di Lésio-Louna
Clima e quota: Savana e foresta.
Ambiente: Gorilla reintrodotti, a nord di Brazzaville.
Malattie e rischi: Malaria, zecche.
Consiglio: Visite con guide autorizzate.
Fonti principali
OMS e Ministero della Salute del Congo, SITREP colera n. 42 e 43, aprile-maggio 2026.
Ministero degli Esteri francese, Conseils aux voyageurs — Congo, aggiornamento aprile 2026.
Ministero della Salute del Congo, dichiarazione dell’epidemia di mpox, 2024.
Ministero degli Affari Esteri, Viaggiare Sicuri — scheda Congo, consultata il 2 ottobre 2026.
La scheda completa Congo (Repubblica del Congo) a 13 capitoli è in preparazione. Per una consulenza prima della partenza, anche a distanza: WhatsApp 346 6000899 · seg.cesmet@gmail.com · Consulenze online
NOTA METODOLOGICA E DI TRASPARENZA — MODELLO MEO–CLAUDE
Questa scheda è stata preparata con il metodo Meo–Claude. Le ricerche sulle fonti internazionali, l’ordinamento dei dati e l’impaginazione sono stati svolti con Claude (Anthropic); la veste grafica è stata studiata insieme. I dati sono stati poi valutati e verificati sulle fonti primarie dal Dr. Paolo Meo, che ha riscritto le parti cliniche e ne porta l’intera responsabilità. Lo strumento cerca, ordina e dà forma alla pagina; il medico decide e firma.
Calano sensibilmente i casi di COVID-19 ma raddoppiano quelli di malaria.
Nella regione del Maharashtra sono stati più di 17 mila i casi di malaria accertati nel biennio 2021-2022, quasi il doppio di quelli del biennio precedente, che sono stati 9.491.
Tra le cause di questo aumento le abbondanti piogge, la densità di popolazione di questa regione, che ospita la capitale Mumbai con i suoi di 12 milioni, e oltre, di abitanti. (Mumbailive.com)
Si raccomanda quindi a chi è diretto in queste zone di informarsi presso centri specializzati sulla migliore forma di prevenzione da attuare per una permanenza senza rischi.
Per approfondire leggi la nostra Scheda Malaria
Dichiarata una situazione di emergenza per un focolaio di Febbre Gialla sviluppatosi nella contea di Isiolo, a nord di Nairobi, dove finora non erano mai stata registrati casi.
I casi sospetti sono al momento 15, con 4 morti, ma gli esperti temono l’allargarsi dell’epidemia e un aumento nel numero dei casi. In questa zona, infatti, e nelle contee vicine, la popolazione è scarsamente immunizzata, per la mancanza di campagne di vaccinazione.
Ai viaggiatori diretti in queste zone si consiglia vivamente di prendere in considerazione l’opportunità di effettuare la vaccinazione.(Outbraknews today)
AFRICA Dall’inizio del 2023, e fino al 25 febbraio 2024, un totale di 13 Paesi della Regione africana dell’OMS hanno documentato casi probabili e confermati di febbre gialla (YF): Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica del Congo, Costa d’Avorio, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Guinea, Niger, Nigeria, Sud Sudan, Togo e Uganda.
Si ritiene che i casi reali di febbre gialla umana, in Africa subsahariana siano molto maggiori rispetto a quelli denunciati. Questo è dovuto a una combinazione di fattori, tra cui la mancanza di una sorveglianza completa e soprattutto la difficoltà di confermare la malattia della febbre gialla per mancanza di possibilità diagnostica. La diagnosi di laboratorio esiste, ma è scarsa e poco praticata.
Importante per i viaggiatori prevenire le punture di insetti vettori del virus, zanzara Aedes Aegypti durante il viaggio nei paesi dell’area. Tra i repellenti consigliati NOZETA a base di olio di NEEM. (informati qui)Vaccinazione obbligatoria per entrare nel paese, fondamentale ed essenziale per prevenire la febbre gialla. Tutti i viaggiatori dall’età di 9 mesi in avanti devono essere vaccinati almeno 10 giorni prima del viaggio.
A causa dell’attuale epidemia, le persone che non sono mai state vaccinate contro la febbre gialla e non possono essere vaccinate per motivi sanitari dovrebbero evitare di viaggiare in Ghana.
I viaggiatori che hanno ricevuto il vaccino contro la febbre gialla 10 o più anni fa devono effettuare il richiamo prima di viaggiare nelle aree a rischio.
Curiosità
Le zanzare e i colori. Uno studio di alcuni ricercatori dell’Università di Washington ha scoperto che le femmine di Aedes aegypti, le zanzare che trasmettono la Febbre Gialla, sono attirate da alcuni colori, più di altri. Attraverso un sistema di tracciamento in 3D delle loro traiettorie in volo, verso macchie di diversi colori, i ricercatori hanno evidenziato che le zanzare si avvicinano e stazionano di più sulle aree colorate di rosso, arancio nero e ciano, mentre le lasciano abbastanza indifferenti le macchie colorate di blu, verde, giallo e porpora.
Non sarebbero quindi solo gli odori ad attirare le zanzare, ma anche i diversi colori. Da qui, preziosi suggerimenti sugli abiti da indossare quando si soggiorna in aree endemiche per le malattie portate da insetti.