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EBOLA BUNDIBUGYO INDICAZIONI Operative per Viaggiatori e Cooperanti

 

⚠ Allerta Internazionale Attiva

EBOLA BUNDIBUGYO
Briefing Operativo per Viaggiatori e Cooperanti

Focolaio attivo DRC / Uganda
Aggiornamento: 16 giugno 2026
CESMET – Clinica del Viaggiatore

Emergenza globale
🔴 TRASMISSIONE: solo per contatto diretto — NON per via aerea o droplet a distanza
  • Sangue, secreti, organi e fluidi corporei di persone malate o decedute
  • Contatto con salme durante riti funerari tradizionali (alto rischio)
  • Aghi e materiale sanitario contaminato
  • Trasmissione sessuale possibile fino a 90 giorni dopo la guarigione
  • Animali serbatoio: chirotteri (pipistrelli della frutta); carni di animali selvatici (bushmeat)

MAPPA DEL RISCHIO PER ZONA
ZONA RISCHIO RACCOMANDAZIONE OPERATIVA
DRC Ituri (epicentro) MASSIMO Evitare. Se missione essenziale: solo operatori formati, full PPE, protocollo MSF/OMS.
DRC Province limitrofe ALTO Evitare viaggi non necessari. Monitoraggio quotidiano aggiornamenti OMS.
UgandaConfine Ovest ELEVATO  Massima precauzione. Evitare attraversamenti di frontiera via terra da zone rosse.
Africa sub-sahariana confinante MODERATO Attenzione rafforzata. Seguire avvisi locali. No bushmeat, no strutture sanitarie non attrezzate.
Africa orientale (Kenya, Tanzania…) BASSO Nessuna restrizione, ma informare il paziente. Monitorare i sintomi al rientro.
Europa – Italia TRASCURABILE Nessun caso autoctono previsto. Allerta diagnostica nei PS per viaggiatori febbricitanti da zone rosse.

3     SEZIONE TURISTI

COSA EVITARE ASSOLUTAMENTE
Destinazioni a rischio
  • Viaggi nella Provincia dell’Ituri (DRC) per qualsiasi motivo non essenziale
  • Zone di trasmissione attiva in Uganda occidentale
COMPORTAMENTI AD ALTO RISCHIO
  • Partecipare a cerimonie funebri e riti di lavaggio del cadavere
  • Toccare o maneggiare salme o pazienti ricoverati in strutture locali
  • Consumare bushmeat (carne di selvaggina, pipistrelli)
  • Visitare strutture sanitarie locali non attrezzate senza necessità
  • Contatti con animali selvatici (pipistrelli, primati)
COMPORTAMENTI CORRETTI
Prima della partenza
  • Consulenza preventiva in centro di medicina dei viaggi
  • Registrare i contatti della rappresentanza diplomatica italiana locale
Durante il viaggio
  • Igiene rigorosa delle mani con acqua e sapone o gel idroalcolico
  • Evitare contatti con persone sintomatiche (febbre, sanguinamenti)
  • Informarsi quotidianamente sugli aggiornamenti di sicurezza locali
PROCEDURA DI RIENTRO CON FEBBRE
  • CHIAMARE il 1500 (Ministero della Salute) prima di qualsiasi altro contatto
  • NON recarsi autonomamente al pronto soccorso
  • NON usare mezzi pubblici
  • Attendere le istruzioni del 1500 per il trasporto in sicurezza
  • Comunicare data di rientro, zone visitate e sintomi

SEZIONE COOPERANTI E OPERATORI UMANITARI
🛡️ PROTOCOLLI IPC OBBLIGATORI
  • Formazione IPC obbligatoria pre-missione (OMS/MSF standard)
  • Triage dei pazienti all’ingresso con identificazione dei casi sospetti
  • Zone contaminate / decontaminate rigorosamente separate
  • Procedure di donning/doffing supervisionate da osservatore
  • Disinfezione con ipoclorito 0,5% (superfici) e 0,05% (cute)
  • Smaltimento rifiuti biomedici in sacchi biohazard sigillati
  • Nessun riutilizzo di materiale monouso
🧹 DPI – DOTAZIONE MINIMA
  • Tuta impermeabile integrale (coverall BSL-3 o superiore)
  • Doppi guanti in nitrile — cambio tra un paziente e l’altro
  • Respiratore FFP2/FFP3 o maschera chirurgica + visiera
  • Occhiali di protezione a tenuta stagna
  • Stivali o sovrascarpe impermeabili
  • Grembiule impermeabile per procedure ad alto rischio
  • Checklist doffing passo per passo, supervisore presente
🌡️ AUTOMONITORAGGIO IN MISSIONE
  • Misurazione temperatura corporea 2×/die (mattino e sera)
  • Registro quotidiano su scheda standardizzata (OMS SEARO form)
  • Periodo di osservazione: 21 giorni dall’ultimo contatto a rischio
  • Sintomi da segnalare: febbre ≥38,5°C, cefalea intensa, mialgie, vomito, diarrea, rash, sanguinamenti
  • Contatto di riferimento: focal point IPC locale + coordinatore MSF/OMS
  • Nessuna autoprescrizione senza supervisione medica
✈️ GESTIONE DEL RIENTRO
Centri di riferimento italiani
  • IRCCS Lazzaro Spallanzani – Roma
    Tel. 06 5517 0  |  H24 per casi ad alta pericolosità
  • ASST Fatebenefratelli Sacco – Milano
    Tel. 02 3904 1  |  Malattie infettive e tropicali
  • Comunicare: data rientro, esposizioni, diario termometrico
  • Monitoraggio 21 giorni post-rientro con contatto giornaliero
  • Febbre: chiamare 1500, non muoversi autonomamente
  • Evitare contatti stretti fino a esclusione diagnostica

5. NOTA VACCINI — SITUAZIONE AGGIORNATA
Stato della copertura vaccinale per il ceppo Bundibugyo
Ervebo® (rVSV-ZEBOV)

Efficace contro EBOV-Zaire (Kivu 2018–2020), ma NON efficace contro il ceppo Bundibugyo (BDBV). Non autorizzato per l’attuale focolaio. Non somministrare come profilassi.

Mvanzi® (Ad26.ZEBOV + MVA-BN-Filo)

Analogo limite di spettro, non indicato per BDBV. Nessuna autorizzazione per l’impiego nel focolaio in corso.

Trial in avvio (2026): studi di fase I/II per candidati vaccinali contro Bundibugyo (piattaforma mRNA e VSV ricombinante); nessun prodotto disponibile in campo nel breve termine. La protezione dipende esclusivamente dai DPI e dai protocolli IPC.

redazione dr. PAOLO MEO CESMET – Centro di Medicina dei Viaggi    www.clinicadelviaggiatore.com
Aggiornamento: 16 giugno 2026  |  Fonti: OMS, ECDC, Ministero della Salute italiano
Aggiornare periodicamente in base all’evoluzione del focolaio. Documento a uso professionale e informativo.

 

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Il Bassado: un vecchio antibiotico per una ottima prevenzione della malaria

UTILIZZO DELLA DOXICICLINA PER LA PREVENZIONE DELLA MALARIA … e non solo

DOXICICLICA
             DOXICICLINA

DOXICICLINA 100 mg (BASSADO o MIRACLIN)

Una tetraciclina versatile al servizio del viaggiatore internazionale

Aggiornato a giugno 2026 – Dr. Paolo Meo, Medico Infettivologo e Tropicalista – direttore CESMET

1. Introduzione: un antibiotico “vecchio” ma sempre attuale

Il Dr. Paolo Meo, infettivologo e tropicalista direttore del CESMET di Roma con decenni di esperienza sul campo in Africa, Asia e America Latina, ha seguito nel corso degli anni migliaia di viaggiatori che hanno utilizzato la doxiciclina soprattutto in prevenzione, accumulando una casistica clinica di grande valore e confermando l’efficacia e la sicurezza di questo farmaco nelle condizioni più diverse preventive e terapeutiche.

La doxiciclina, antibiotico distribuito in tutto il mondo, è commercializzata in Italia principalmente come Bassado® 100 mg o Miraclin 100 mg farmaco senza lattosio) – è un antibiotico della famiglia delle tetracicline, impiegato in medicina clinica da oltre cinquant’anni. Nonostante la sua lunga storia, questo farmaco mantiene oggi una rilevanza straordinaria, sia nella infettivologia ma in particolare nel campo della medicina dei viaggi. La sua azione è al tempo stesso preventivo e terapeutico come antiparassitario, antibatterico ad ampio spettro e antiprotozoario, il che lo rende una scelta privilegiata per chi si reca in aree tropicali e subtropicali.  Utilizza questa molecola e porta con te le confezioni sufficienti per la chemioprofilassi per la malaria, la protezione batterica, in particolare per diarrea e punture di zecca, e non solo; e per la cura di molte forme batteriche come di seguito illustrato.

Naturalmente dovrai ben capire se puoi utilizzare il farmaco senza problemi. Potrai richiedere al dr. Paolo Meo, per la sua esperienza, o al tuo medico di fiducia, se, come e quando utilizzare la doxiciclina.   

2. Meccanismo d’azione

La doxiciclina 100 mg agisce inibendo la “sintesi proteica batterica” a livello dei ribosomi 30S, impedendo la crescita e la replicazione di un’ampia gamma di microrganismi. È attiva contro:

  • batteri Gram-positivi e Gram-negativi
  • batteri intracellulari (Rickettsia, Chlamydia, Coxiella, Bartonella, Anaplasma)
  • spirochete (Borrelia, Leptospira, Treponema)
  • micoplasmi e clamidie
  • il protozoo “Plasmodium”, in particolare falciparum (agente della malaria)

 

3. Profilassi antimalarica: l’uso principale, ma non unico nel viaggiatore.

3.1 Perché la doxiciclina per la malaria?

La malaria rimane una delle malattie infettive più pericolose al mondo, con oltre 600.000 decessi l’anno secondo i dati OMS aggiornati al 2025, la grande maggioranza dei quali causati da Plasmodium falciparum nell’Africa subsahariana. La chemioprofilassi farmacologica, associata alle misure di protezione antizanzara, rimane lo strumento più efficace per il viaggiatore non immune per prevenire l’infezione.

La doxiciclina è riconosciuta come farmaco di prima scelta per la profilassi antimalarica dalle principali linee guida internazionali, tra cui CDC (Centers for Disease Control and Prevention), WHO, e le linee guida europee ISTM/ASTMH. L’esperienza pluriennale del Dr. Meo, con migliaia di prescrizioni effettuate al CESMET, conferma una protezione elevatissima e un profilo di sicurezza nettamente superiore ad altri antimalarici disponibili.

3.2 Schema di somministrazione

Schema raccomandato dal CESMET (Dr. Paolo Meo)

BASSADO un ottimo farmaco nella chemioprofilassi per la malaria
BASSADO un ottimo farmaco nella chemioprofilassi per la malaria

•       1 compressa da 100 mg al giorno, durante il pasto principale (pranzo), da assumere con un bicchiere di acqua abbondante;

•       Inizio: è sufficiente iniziare il giorno prima della partenza o all’arrivo nell’area a rischio malarico;

•       Durata: per tutto il periodo del soggiorno in zona endemica;

•       Termine: continuare per un periodo di 7-10 giorni dopo aver lasciato l’area a rischio, il periodo è considerato sufficiente per evitare la riproduzione del plasmodio intraepatico; (l’esperienza di migliaia di casi ci dice ce non è necessario prolungare per altre 3 settimane)

 

Nota: A differenza di altri antimalarici come la meflochina (Lariam®), non è necessario iniziare due settimane prima della partenza.

 

3.3 Aree geografiche di indicazione

La doxiciclina 100 mg è indicata come profilassi antimalarica in tutte le aree a rischio di malaria da P. falciparum con resistenza alla clorochina ed alla meflochina, ed all’Atovaquone  comprendendo:

  • Africa subsahariana (area ad altissimo rischio)
  • Papua Nuova Guinea e Melanesia
  • Regioni a rischio del Sud-Est asiatico (incluse aree con P. falciparum resistente all’artemisinine, in particolare al confine Tailandia-Myanmar-Cambogia)
  • Alcune aree dell’Amazzonia sudamericana
  • Altre aree tropicali indicate di volta in volta dalle schede paese

 

4. Azione antibatterica ad ampio spettro: utilità nel viaggio

Uno dei grandi vantaggi della doxiciclina nel contesto dei viaggi internazionali è la sua capacità di offrire protezione simultanea contro numerose infezioni batteriche, alcune delle quali particolarmente frequenti (diarrea da viaggio) o pericolose (infezioni da punture o morso di zecca) nei paesi tropicali.


4.1 Infezioni trasmesse da puntura di zecca e altri artropodi

La doxiciclina è il FARMACO DI PRIMA SCELTA per le infezioni trasmesse da zecche

Le zecche sono vettrici di patogeni molto diversi e legate alla presenza animale negli ambienti. Durante i viaggi in ambienti naturali – foreste, savane, praterie, zone rurali, ma anche parchi di grandi città e cittadine – il rischio di esposizione aumenta significativamente. La doxiciclina agisce su:

•       Rickettsia spp. – agenti del Tifo Esantematico da Rickettsia (Spotted Fever Group) e altre rickettsiosi: febbri emorragiche, febbre bottonosa del Mediterraneo (R. conorii), febbre delle Montagne Rocciose (R. rickettsii). Farmaco elettivo, gold standard nella terapia, spesso considerato salva-vita.

•       Borrelia burgdorferi e altre specie – agente della Malattia di Lyme: la doxiciclina è il trattamento di prima scelta nelle fasi precoci.

•       Anaplasma phagocytophilum – agente dell’anaplasmosi granulocitica umana.

•       Ehrlichia spp. – ehrlichiosi monocitiche.

•       Coxiella burnetii – agente della Febbre Q, trasmessa anche da zecche e da animali.

•       Bartonella spp. – trasmessa da pidocchi e pulci (febbre delle trincee, malattia da graffio del gatto).

•       Francisella tularensis – agente della tularemia, trasmessa da zecche e roditori.

 

Importanza pratica: In molte aree tropicali e subtropicali, un viaggiatore che assume doxiciclina come profilassi antimalarica è già protetto in modo significativo contro queste infezioni, anche senza saperlo. Questo costituisce un vantaggio protettivo “a 360 gradi”.

4.2 Diarrea del viaggiatore e infezioni intestinali

La diarrea del viaggiatore colpisce dal 20% al 50% dei viaggiatori in paesi a risorse sanitarie limitate, ed è un problema sanitario frequente in viaggi in tutto il mondo; La doxiciclina è attiva contro i principali enterobatteri responsabili, tra cui Escherichia coli enterotossigena (ETEC), Shigella spp., Vibrio cholerae e altri enterobatteri.                                                                                                            Il Dr. Meo indica e prescrive questo farmaco come una eccellenza nella prevenzione di diarree alimentari e da acque contaminate anche con cui ci si lava (docce), ed anche per la prevenzione ed il trattamento del colera, tra le diarree batteriche più gravi. In viaggio, portare con se qualche confezione di doxiciclina significa disporre di un presidio preventivo ed anche terapeutico di prima linea contro le enteriti batteriche acute.

4.3 Infezioni cutanee

Nei climi tropicali, la sudorazione intensa, le punture di insetti e le abrasioni cutanee favoriscono infezioni da stafilococchi e streptococchi. La doxiciclina è efficace nel trattamento di:

  • Foruncolosi e ascessi cutanei;
  • Ferite infette;
  • Acne vulgaris (impiego anche a lungo termine, fino a 8-10 mesi, come documentato nella pratica clinica dal Dr. Meo)

4.4 Infezioni respiratorie atipiche

In aree tropicali e in contesti di promiscuità (dormitori, campeggi, strutture di fortuna), le polmoniti atipiche da Mycoplasma pneumoniae, Chlamydophila pneumoniae e Legionella pneumophila sono frequenti. La doxiciclina è attiva anche su tutti questi patogeni.

4.5 Infezioni sessualmente trasmesse (IST)

In caso di esposizioni non protette durante il viaggio, la doxiciclina offre copertura su:

  • Chlamydia trachomatis (uretrite, cervicite, linfogranuloma venereo)
  • Neisseria gonorrhoeae (gonorrea) anche in possibile combinazione con altri antibiotici;
  • Treponema pallidum (sifilide, terapia di seconda scelta);

4.6 Leptospirosi

La leptospirosi, trasmessa attraverso acqua o terreno contaminati da urine animali, è un rischio concreto in aree rurali tropicali, specialmente dopo inondazioni o contatto con acque dolci. La doxiciclina è indicata sia nella profilassi (in esposizioni note) sia nel trattamento precoce.

 

5. Pregi della doxiciclina da utilizzare in corso di viaggio

•       Efficacia antimalarica elevata e stabile: scarsa resistenza documentata rispetto ad altri antimalarici;

•       Ampio spettro antibatterico: un solo farmaco per molte protezioni;

•       Inizio il giorno prima della partenza: non richiede la lunga pre-somministrazione necessaria con meflochina

•       Ottimo profilo di sicurezza neurologica e psichiatrica: nessuna delle alterazioni del tono dell’umore, dei disturbi del sonno e dei sintomi neuropsichiatrici documentati con la meflochina (Lariam®) ed anche Atovaquone ( Malarone)

•       Lunga esperienza clinica: farmaco in uso da oltre 50 anni, con un profilo di sicurezza ben definito;

•       Utilizzo a lungo termine documentato: impiegato anche per 8-10 mesi consecutivi nel trattamento dell’acne, o addirittura anni, in alcune infezioni croniche, senza problemi di rilievo

•       Basso costo: meno di 4 euro a confezione, rendendo la profilassi accessibile a tutti;

•       Forma orale comoda: compressa da 100 mg, una volta al giorno

•       Protezione multipla in viaggio: malaria, infezioni da zecche, diarrea del viaggiatore, infezioni cutanee, IST

 

6. Limiti e possibili effetti indesiderati del farmaco

Disturbi gastrointestinali: sensazione di pesantezza gastrica, nausea, epigastralgia. Il rischio di presentare questi sintomi si riduce notevolmente assumendo il farmaco durante il pasto principale – pranzo, mai assumerlo a stomaco vuoto, ed utilizzare molta acqua.

Fotosensibilità cutanea: il rischio è correlato alla dose (dose dipendente): a 100 mg/die la sensibilizzazione solare è modesta, specie nelle persone con fototipo mediterraneo, ricco di melanina. Tuttavia è sempre buona norma utilizzare creme solari ad alta protezione. L’esperienza clinica del Dr. Meo su migliaia di casi conferma che le reazioni di fotosensibilità clinicamente rilevanti sono state rare.

Possibile comparsa di macchie cutanee: in un numero molto limitato di viaggiatori possono comparire piccole chiazze di iperpigmentazione cutanea, generalmente reversibili.

Lieve astenia iniziale: segnalata nei primi giorni di somministrazione in alcuni soggetti, generalmente transitoria.

Candidiasi orale o vaginale: rara ma ipotizzabile, come con tutti gli antibiotici ad ampio spettro, per alterazione del microbiota. Affrontabile con antimicotici topici o sistemici.

Controindicazioni principali: non è indicata la somministrazione (1) nei bambini sotto i 10 anni (rischio di discromia dentaria permanente e alterazioni della crescita ossea); (2) nelle donne in gravidanza dal secondo trimestre in poi; (3) nelle donne che allattano (4) in caso di allergia documentata alle tetracicline;

 

7. Avvertenze e controindicazioni importanti

⚠️ Quando non utilizzare la doxiciclina

•       Bambini con meno di 10 anni

•       Gravidanza (a partire dalla 16°-17° settimana e preferibilmente evitata anche prima)

•       Allattamento al seno

•       Allergia documentata alle tetracicline

•       Grave insufficienza epatica (usare con cautela)

 

Alternative disponibili: in caso di controindicazioni alla doxiciclina, il medico specialista potrà valutare per la profilassi della malaria farmaci alternativi quale Malarone® (atovaquone/proguanile) o, in casi selezionati, meflochina (Lariam®), pur con i significativi effetti collaterali neuropsichiatrici e cardiotossici di quest’ultima.

 

8. L’esperienza clinica del Dr. Paolo Meo e del CESMET

Il Dr. Paolo Meo è medico infettivologo e tropicalista con oltre quarant’anni di esperienza sul campo, maturata in Africa subsahariana, Asia e America Latina, e con una prolungata attività ambulatoriale presso il CESMET – Clinica del Viaggiatore di Roma, POLO VIAGGI -CESMET-ARTEMISIA uno dei centri di medicina dei viaggi di riferimento in Italia.

Nel corso degli anni, il Dr. Meo ha effettuato migliaia di prescrizioni di doxiciclina per la profilassi antimalarica, seguendo viaggiatori diretti verso le destinazioni a rischio più diverse: dall’Africa subsahariana alle foreste amazzoniche, dalla Papua Nuova Guinea alle zone rurali del Sud-Est asiatico.

I risultati osservati del farmaco confermano:

  • Protezione elevatissima contro la malaria, con quasi nessun caso documentato di malaria da P. falciparum tra i pazienti complianti;
  • Frequenza molto bassa di effetti collaterali seri: la grande maggioranza dei soggetti ha completato la profilassi senza problemi rilevanti;
  • Nessuna reazione neuropsichiatrica o cardiotossica, a differenza di quanto documentato con altri antimalarici;
  • Benefici aggiuntivi riportati: riduzione delle diarree batteriche, miglioramento di condizioni cutanee acneiformi, protezione contro infezioni da puntura di zecca;

Questa esperienza diretta, unita alle evidenze delle linee guida internazionali (CDC, WHO, ISTM), fa della doxiciclina 100 mg la scelta prioritaria del CESMET e del dr. Paolo Meo sia per la chemioprofilassi antimalarica, sia per la profilassi e la cura di molteplici malattie infettive a cominciare dalla frequentissima diarrea del viaggiatore, ai temibile tifo esantematico da zecca, nella maggior parte dei viaggiatori adulti.

Per questo motivo, l’assunzione in prevenzione antibatterica del Bassado, viene estesa a tutti i viaggiatori, in qualsiasi area del mondo si trovino, da assumere solamente durante il periodo del viaggio (dal giorno di arrivo al giorno di partenza)

9. Consigli pratici per il viaggiatore

La doxiciclina non sostituisce le misure di protezione personale antizanzara, ma le integra. Si raccomanda sempre di:

  • Usare repellenti e lenitivi cutanei naturali a base di OLIO DI NEEM – NOZETA;
  • Usare repellenti cutanei a base di DEET o Icaridina sulle parti esposte;
  • Indossare indumenti a maniche lunghe al tramonto e di notte;
  • Dormire sotto zanzariere impregnate di insetticida (LLIN);
  • Preferire ambienti con aria condizionata quando possibile;
  • In ambienti con zecche: indossare calzini e pantaloni lunghi, eseguire ispezione corporea a fine giornata;
  • Assumere la doxiciclina sempre durante il pasto per ridurre i disturbi gastrointestinali;
  • Non esporsi al sole senza adeguata protezione solare (SPF 30 o superiore);
  • Conservare il farmaco in luogo fresco e asciutto, lontano dalla luce;

 

10. L’importanza del consiglio medico specialistico

👨‍⚕️ Rivolgiti sempre a un medico esperto in medicina dei viaggi

Nonostante la doxiciclina sia un farmaco collaudato e generalmente sicuro, ogni viaggio e ogni viaggiatore sono diversi. La scelta dei farmaci da utilizzare in chemioprofilassi più adatta dipende da numerosi fattori individuali: la destinazione specifica e le aree visitate (città o zone rurali, quota altimetrica), la stagione e le condizioni climatiche, la durata del soggiorno, le condizioni di salute preesistenti, i farmaci già assunti (possibili interazioni), l’età e la gravidanza, le precedenti esperienze con antimalarici.

Se ti rivolgi al dr. Paolo Meo, esperto in medicina dei viaggi, è in grado di valutare l’insieme di questi fattori e di fornirti una raccomandazione personalizzata, che includa non solo la profilassi farmacologica ma anche il piano vaccinale completo, I consigli per la gestione delle emergenze sanitarie in loco, e le indicazioni su cosa portare nel kit di pronto soccorso da viaggio.

Mi raccomando non affidarti al “passaparola” o al “fai da te”: una profilassi sbagliata può dare falsa sicurezza o esporre a rischi inutili. Il CESMET, tramite il dr. Paolo Meo, per la sua lunga esperienza, offre consulenze specialistiche online, in diverse lingue, con la possibilità di ricevere indicazioni personalizzate.

 

11. Come contattarci

CESMET – Polo Viaggi Artemisia | Centro di Medicina e Vaccinazioni per i Viaggi – Roma

Email: [email protected]

WhatsApp: 346 6000899

Servizi disponibili tutti i giorni:

•       Consulenze online pre-viaggio personalizzate

•       Informazioni sulla chemioprofilassi antimalarica

•       Consulenze su malattie infettive e tropicali

•       Schede paese aggiornate per tutte le destinazioni a rischio

 

Dr. Paolo Meo – Medico Infettivologo, Tropicalista, Esperto in Malariologia

Buon viaggio, in salute!

Aggiornato a giugno 2026 – CESMET Polo Viaggi Artemisia

Leggi anche Bassado- Foglietto illustrativo

Al rientro a casa
Malaria: la malattia

Qui sotto è disponibile un podcast sul Bassado; buon ascolto! (7 minuti circa)

 

 

 

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Meningite: il killer silenzioso che colpisce i giovani

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Cosa è successo in Inghilterra? perché riguarda tutti noi? e perché vaccinarsi può salvarci la vita?
Immagina di uscire una sera con gli amici, ballare in discoteca, tornare a casa stanchi ma felici. Tre giorni dopo sei in terapia intensiva. Non è la trama di un film dell’orrore. È esattamente quello che è successo a Canterbury, nel Kent, in Inghilterra, nel marzo 2026.
L’EPIDEMIA CHE NEL MARZO 2026 HA SCONVOLTO IL REGNO UNITO
Tra il 5 e il 7 marzo 2026, un gruppo di studenti universitari ha frequentato il Club Chemistry, una discoteca nel centro di Canterbury. Nei giorni successivi, molti di loro hanno cominciato a sentirsi male. Quello che sembrava un banale stato influenzale si è rivelato qualcosa di molto più grave: meningite da meningococco TIPO B. In pochi giorni si sono registrati oltre 20 casi, con 2 morti — tra cui Juliette, una studentessa di 18 anni, e un ragazzo di 21 anni iscritto all’Università del Kent.
Il vice-direttore medico per l’Inghilterra, il dottor Thomas Waite, ha dichiarato: “È di gran lunga l’epidemia a crescita più rapida che abbia mai visto nella mia carriera.” Le autorità sanitarie britanniche hanno distribuito d’urgenza oltre 2.500 dosi di antibiotici in prevenzione e avviato una campagna di vaccinazione per meningococco B di emergenza per oltre 5.000 studenti universitari residenti nei dormitori del campus universitario.
Questo episodio non è stato un caso isolato. È un promemoria brutale che la meningite batterica esiste, colpisce forte e colpisce soprattutto i giovani. E soprattutto è diffuso ovunque, in Europa ed in tutto il mondo.
LA DISCOTECA NON È SOLO DIVERTIMENTO: È UN RISCHIO BIOLOGICO
Suona forte, ma è la realtà. In un locale affollato, con aria ricircolata, urla, baci, bicchieri condivisi e migliaia di goccioline respiratorie sospese nell’aria, la trasmissione del meningococco — così come di altri patogeni — è facilitata in modo significativo. L’epidemia di Canterbury ne è la dimostrazione più drammatica e recente.
Questo non significa smettere di uscire. Significa essere consapevoli, vaccinarsi, e sapere cosa fare se qualcosa non va.

 

PRENOTA LA TUA VACCINAZIONE

Scrivi a [email protected] richiedendo le vaccinazioni per i 4 tipi di maningococco ACWY, oppure per meningococco B.
Se vuoi richiedi una consulenza con me, dr. Paolo Meo, per sapere come comportarti. Ti ricordo che parte del tuo contributo, per la consulenza richiesta, è destinato ai nostri programmi di cooperazione in Kenya.

 

PERCHÉ I GIOVANI SONO I PIÙ A RISCHIO
Il meningococco — il batterio Neisseria meningitidis — vive normalmente nella gola e nel naso di molte persone senza causare alcun sintomo. Il fenomeno del portatore sano è diffuso. Si stima che tra il 10 e il 25% della popolazione sia portatore sano del batterio. Il problema esplode quando le condizioni sono favorevoli alla trasmissione: ambienti affollati, aria condivisa, contatti ravvicinati e prolungati.
Le università, le mense, le palestre, le case condivise e — soprattutto — le discoteche sono ambienti perfetti per la diffusione. I giovani che si trasferiscono per la prima volta lontano da casa incontrano in poco tempo centinaia di nuove persone, ognuna con la propria flora batterica. Il sistema immunitario, per quanto giovane e reattivo, si trova improvvisamente esposto a ceppi batterici mai incontrati prima. Aggiungete a questo le notti brevi, l’alcol, lo stress degli esami, e avete tutti gli ingredienti per un’infezione che può sfuggire di mano.
I SINTOMI: COME RICONOSCERE IL PERICOLO
Qui sta il vero problema: all’inizio la meningite assomiglia a un’influenza, o ad un postumo da sbornia, oppure ad un semplice mal di testa. Ed è per questo che è così pericolosa, perché ci si mette a letto sperando di star meglio, mentre il batterio sta già invadendo il sangue e poi il sistema nervoso centrale.
I segnali d’allarme da non ignorare mai sono:
• Febbre alta a insorgenza rapida
• Mal di testa intenso e progressivo, diverso dal solito;
• Rigidità del collo (difficoltà a piegare la testa in avanti);
• Fotofobia: fastidio alla luce;
• Nausea e vomito;
• Mani e piedi gelati nonostante la febbre;
• Confusione, sonnolenza eccessiva, difficoltà a svegliarsi;
• Eruzione cutanea con macchie rosso-violacee che non scompaiono premendo un bicchiere di vetro sulla pelle — questo è il segnale più grave, indica una sepsi in corso
Una “Regola d’oro”: Se un amico va a letto sentendosi male, controllalo ogni ora. Non aspettare. Se compare uno di questi sintomi, chiama il 118. La meningite batterica può uccidere in meno di 24 ore dall’inizio dei sintomi. Il tempo è tutto.
DIAGNOSI E TERAPIA: OGNI ORA CONTA
La diagnosi è clinica considerando in modo opportuno i sintomi premonitori e la conferma avviene in ospedale attraverso la rachicentesi (prelievo del liquido cerebrospinale), gli esami del sangue con emocolture e test rapidi di biologia molecolare per identificare il ceppo batterico. Spesso però, in presenza di un quadro clinico fortemente suggestivo, la terapia antibiotica viene avviata immediatamente, prima ancora della conferma di laboratorio — perché aspettare può costare la vita.
Il trattamento si basa su antibiotici per via endovenosa ad alte dosi (cefalosporine di terza generazione come il ceftriaxone), supporto intensivo con fluidi, ossigeno e, nei casi più gravi, ricovero in terapia intensiva. Nonostante le cure ottimali, la mortalità della meningite batterica resta tra il 5 e il 10%, e circa il 20% dei sopravvissuti riporta sequele permanenti: sordità, amputazioni per necrosi, danni neurologici. Non è una malattia da sottovalutare. La nostra campionessa Bebe Vio ne è uno degli esempi più evidenti.
Bebe Vio è la campionessa che ha sfidato la meningite B. Nata a Venezia il 4 marzo 1997, è una schermitrice paralimpica specializzata nel fioretto. Il 20 novembre 2008, a soli 11 anni, viene colpita da una meningite fulminante da meningococco B che le causa un’infezione così estesa da rendere necessaria l’amputazione di tutti e quattro gli arti. E un anno prima i medici le sconsigliarono proprio il vaccino per la meningite di tipo B.
I VACCINI: LA VERA DIFESA
E allora perché non proteggersi prima? Esiste un vaccino. Anzi, ne esistono diversi:
• Vaccino MenACWY: protegge dai sierogruppi A, C, W e Y. In Italia è raccomandato e offerto gratuitamente negli adolescenti. In UK è già da anni nel calendario vaccinale scolastico. I sierogruppi sono presenti in tutto il mondo. Opportuno nei viaggiatori internazionali che avranno contatti in ambienti chiusi.
• Vaccino MenB: protegge dal sierogruppo B, il più frequente in Europa tra i giovani adulti — esattamente quello che ha causato l’epidemia del Kent. In Italia è disponibile (Bexsero® o Trumenba®) ma spesso poco conosciuto e poco richiesto.
Il problema è che il vaccino MenACWY non protegge dal MenB. E il MenB è il ceppo dominante nei paesi europei tra i 15 e i 25 anni. Molti ragazzi pensano di essere protetti perché hanno fatto il vaccino a scuola, ma non è così.
La copertura vaccinale per il MenB è ulteriormente calata dopo la pandemia COVID-19, lasciando intere coorti di giovani adulti vulnerabili. La buona notizia è che il vaccino è sicuro, efficace e può essere fatto a qualsiasi età.

COSA FARE SE SEI UNO STUDENTE, UN FREQUENTATORE DI LOCALI, UN GIOVANE
Non serve aspettare un’epidemia. La prevenzione si fa prima. Ecco le azioni concrete:
1. Controlla il tuo stato vaccinale. Hai fatto il Meningococco ACWY? E il Meningococco B? Se non sei sicuro, non esitare a chiedere di effettuare le vaccinazioni.
2. Vaccinati prima di andare all’università. È il momento di massima esposizione al rischio.
3. Conosci i sintomi. Stampali mentalmente. Condividili con i tuoi amici.
4. Se un amico sta male — davvero male — non aspettare. Meglio chiamare il 118 per un falso allarme che trovarlo la mattina in uno stato critico.
5. Non ignorare la febbre alta dopo una serata in discoteca. Non è sempre la sbornia.

 

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Consulenze online viaggi

Parti Sicuro. Torna in Salute. La Consulenza del medico Tropicalista che Ha Vissuto il Mondo.
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Quella conoscenza è ora a tua disposizione, ovunque tu sia.

Perché la consulenza medica prima del viaggio è indispensabile. Organizzare un viaggio tropicale o in paesi a rischio sanitario senza una consulenza specialistica è come partire senza assicurazione: si spera che tutto vada bene, ma si lascia troppo al caso.

Malaria, dengue, febbre tifoide, colera, epatiti, leishmaniosi: sono malattie reali, che colpiscono chi non si protegge, anche i viaggiatori esperti. La prevenzione non è un optional. È il primo atto di cura verso se stessi e verso chi viaggia con noi.

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Al rientro — Febbre, stanchezza, malesseri digestivi, jet lag persistente? La visita post-viaggio (120€) può fare la differenza tra una diagnosi tempestiva e una complicanza evitata. Ricorda: qualsiasi febbre nei tre mesi successivi al rientro da un paese tropicale va valutata immediatamente.

Dove siamo
Il Dott. Paolo Meo riceve e visita in presenza presso il POLO VIAGGI Artemisia–CESMET, Via Piave 76, Roma, dove è possibile effettuare visite infettivologiche e tropicali, esami per malaria, dengue e altre malattie da rientro.

La consulenza online è disponibile per privati, aziende, enti e istituzioni da tutta Italia e dall’estero.

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La Dengue, un problema globale

La dengue non è più solo un problema dei tropici: la zanzara Aedes sta portando questa infezione anche alle nostre latitudini. In questo video il dott. Paolo Meo, specialista del settore, spiega in modo chiaro cos’è la dengue, dove si sta diffondendo, come riconoscerla e soprattutto come ridurre il rischio durante viaggi e vita quotidiana.
Troverai consigli pratici di prevenzione personale e l’invito a rivolgerti a medici esperti per informazioni aggiornate e personalizzate.
👉 Guarda il video e parti informato: la prevenzione è il primo passo per proteggere te e chi viaggia con te.

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Virus del Nilo Occidentale in Europa: la situazione aggiornata al 10 Ottobre 2025

Virus del Nilo Occidentale in Europa: aggiornamento ECDC ottobre 2025

Situazione attuale in Europa

Dall’inizio del 2025 fino all’8 ottobre, 13 Paesi europei hanno segnalato casi umani di infezione da virus del Nilo occidentale (West Nile Virus, WNV).

I Paesi coinvolti sono:

  • 🇮🇹 Italia (166 casi)
  • 🇷🇸 Serbia (55)
  • 🇫🇷 Francia (32)
  • 🇬🇷 Grecia (31)
  • 🇷🇴 Romania (29)
  • 🇪🇸 Spagna (24)
  • 🇭🇺 Ungheria (13)
  • 🇭🇷 Croazia (3)
  • Albania, Bulgaria, Kosovo, Macedonia del Nord e Turchia (1 caso ciascuno)

Questi dati, pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), comprendono sia casi probabili che casi confermati. Sono dati preliminari, soggetti a revisione man mano che i Paesi aggiornano le loro segnalazioni.

 


 

Come leggere la mappa dell’ECDC
La mappa mostra le aree europee in cui sono stati registrati casi umani di infezione da WNV:

  • 🟥 Rosso scuro: casi confermati
  • 🟧 Arancione: casi probabili
  • Grigio: nessun caso segnalato
Mappa dei casi di virus del Nilo Occidentale in Europa - ottobre 2025
Fonte: ECDC – aggiornamento del 10 ottobre 2025

Perché queste informazioni sono fondamentali

Il monitoraggio del virus del Nilo occidentale serve a proteggere la salute pubblica e a garantire la sicurezza delle donazioni di sangue in tutta Europa.

In base alle direttive europee 2004/33/CE e 2014/110/UE, i dati dell’ECDC permettono alle autorità di:

  • sospendere temporaneamente la donazione di sangue nelle aree colpite;
  • sottoporre a test specifici i donatori potenzialmente esposti al virus.

In questo modo si previene la trasmissione del virus attraverso le trasfusioni e si assicura una risposta sanitaria tempestiva e coordinata.


Che cos’è il virus del Nilo Occidentale

Il West Nile Virus (WNV) è un virus trasmesso dalle zanzare infette, che possono pungere sia gli esseri umani sia gli animali (in particolare gli uccelli, che fungono da serbatoio naturale).

Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica o causa solo lievi sintomi simili all’influenza. In una piccola percentuale di persone, specialmente anziane o immunodepresse, può provocare forme neurologiche più gravi.


Prevenzione: semplici gesti che fanno la differenza

Per chi vive o viaggia in zone dove il virus è stato segnalato, la prevenzione delle punture di zanzara resta la misura più efficace:

  • Usare repellenti cutanei;
  • Indossare abiti chiari e a maniche lunghe;
  • Dormire in ambienti con zanzariere o aria condizionata;
  • Evitare ristagni d’acqua vicino alle abitazioni.

Un’informazione in continuo aggiornamento

L’ECDC aggiorna la situazione epidemiologica del virus del Nilo occidentale ogni settimana durante la stagione di trasmissione, che in Europa va generalmente da maggio a ottobre.

Per consultare i rapporti più recenti, visita il portale ufficiale:

👉 ECDC – West Nile Virus updates


Fonte dati: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), EpiPulse Cases – 8 ottobre 2025
📅 Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2025


Per informazioni, visite e esami di laboratorio,
chiama la Clinica del Viaggiatore 06-39030481

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Diffusione del Virus West Nile (WNV) in Italia al 25 agosto 2025

Il Contesto della Stagione WNV 2025 in Italia

La stagione di trasmissione del Virus West Nile (WNV) del 2025 in Italia si delinea come un evento di notevole rilevanza per situazione sanitaria in Italia, caratterizzata da un’intensa circolazione virale che ha posizionato il Paese al primo posto a livello dei paesi europei per numero di casi segnalati.
I dati aggiornati al 21 agosto 2025, documentano un totale di
351 casi umani confermati
22 decessi su tutto il territorio nazionale.
Questi dati mostrano un sensibile aumento di casi rispetto alle rilevazioni delle settimane precedenti e mostrano una fase epidemica nella sua fase di massima espansione.

La malattia da West Nile Virus quest’anno è fortemente condizionato da fattori ecologici e climatici.
L’alternanza di piogge intense, che hanno creato numerosi focolai larvali, e le successive ondate di calore prolungate hanno generato condizioni ambientali ideali per la diffusione e crescita del principale vettore del virus, la zanzara comune del genere Culex.
Dal punto di vista geografico il 2025 si differenzia dalle scorse stagioni per una concentrazione di casi più gravi nella Regione Lazio che emerge come l’epicentro nazionale dell’epidemia, registrando il più alto numero sia di forme neuro-invasive della malattia (West Nile Neuroinvasive Disease, WNND) sia di decessi.
Nonostante la gravità della situazione il fenomeno non è da valutare come un’emergenza sanitaria generalizzata, ma come un’intensificazione della circolazione di un virus ormai considerato endemico in Italia. La caratteristica di questa epidemia consiste in una più ampia distribuzione geografica rispetto al passato.

Il sistema di sorveglianza integrata, basato sull’approccio “One Health” che monitora simultaneamente la salute umana, animale (uccelli, equidi) ed entomologica (zanzare), si conferma uno strumento strategico e indispensabile nel controllo della malattia.
La sua efficacia è dimostrata dalla capacità di identificare precocemente la circolazione virale sul territorio, permettendo l’attivazione tempestiva di misure di prevenzione, in particolare quelle volte a garantire la massima sicurezza delle donazioni di sangue e organi.

Quadro Epidemiologico in Italia al 26 Agosto 2025
Analisi dei dati consolidati (Bollettino ISS N.6 del 21 Agosto 2025)
L’analisi dei dati ufficiali forniti dall’Istituto Superiore di Sanità offre un quadro della situazione epidemiologica.
Dall’inizio della stagione di sorveglianza 2025, sono stati registrati un totale di
– 351 casi umani confermati di infezione da Virus West Nile.
con un incremento di 76 nuovi casi, rispetto ai 275 registrati nel bollettino della settimana precedente. Ciò evidenzia una fase di rapida accelerazione della curva epidemica.
La classificazione dei casi in base alla manifestazione clinica fornisce indicazioni precise sulla gravità dell’epidemia:
• 158 casi con forma neuro-invasiva (WNND): manifestazioni più severe come encefaliti, meningiti e paralisi flaccide acute, rappresenta il 45% del totale dei casi confermati. La distribuzione geografica di questi casi gravi delinea con chiarezza i principali focolai attivi sul territorio nazionale.
La Regione Lazio è la più colpita con 59 casi,
seguita dalla Campania con 54.
il Veneto (10),
la Lombardia (8),
l’Emilia-Romagna (8),
il Piemonte (6),
la Calabria (5)
la Sardegna (5),
con casi sporadici in Basilicata e Friuli-Venezia Giulia.

• 162 casi di febbre (West Nile Fever): la forma sintomatica più comune e meno grave, caratterizzata da sintomi simil-influenzali quali febbre, cefalea, dolori muscolari e talvolta rash cutaneo.
Rappresenta il 46% del totale, indica un’ampia circolazione del virus con manifestazioni cliniche paucisintomatiche.
• 27 casi asintomatici identificati in donatori di sangue: Questa identificazione è la diretta conseguenza dei protocolli di screening (test di amplificazione degli acidi nucleici, NAT) applicati alle sacche di sangue nelle province dove è stata accertata la circolazione virale.
L’epidemiologia del WNV è nota per essere caratterizzata da un’alta percentuale di infezioni asintomatiche, stimate intorno all’80% del totale.
La presenza di 27 donatori positivi asintomatici, intercettati prima che il loro sangue potesse essere trasfuso, è la prova tangibile che il sistema di sicurezza nazionale funziona come previsto per proteggere i riceventi.
Al contempo, questo numero permette di comprendere la reale portata del fenomeno. La letteratura scientifica indica che per ogni caso di malattia neuro-invasiva (WNND) si verificano circa 150 infezioni totali, la maggior parte delle quali asintomatiche.

Applicando questo rapporto ai 158 casi di WNND registrati in Italia, si può stimare che il numero totale di persone infettate dal virus nella stagione 2025 possa essere superiore a 23.000:
158 casi×150 asintomatici =23.700 infettati).
Questa stima, che supporta le proiezioni di alcuni esperti che parlano di almeno 10.000 infezioni 20, chiarisce come i 351 casi confermati e sintomatici rappresentino solo la “punta dell’iceberg” di una circolazione virale molto più vasta e in gran parte silente nella popolazione.

Analisi dei decessi
Ad oggi, sono stati notificati 22 decessi correlati all’infezione da WNV. La distribuzione geografica di questi eventi letali ricalca quella dei casi neuro-invasivi, con una netta prevalenza nel
Lazio (10 decessi)
Campania (9 decessi).
Si registrano decessi singoli in Piemonte, Lombardia e Calabria.

Il tasso di letalità per le forme più gravi si attesta al 13,9%. Questo valore, pur indicando una malattia potenzialmente fatale, risulta in linea con quello registrato nella stagione 2024 (14%) e inferiore rispetto al picco del 20% osservato nel 2018.

Mappatura della diffusione geografica
estensione della circolazione virale.
Il WNV è stato rilevato (attraverso casi umani, positività in animali sentinella o in pool di zanzare) in 53 province distribuite su 14 Regioni:
Piemonte,
Lombardia,
Veneto,
Friuli-Venezia Giulia,
Emilia-Romagna,
Lazio,
Abruzzo,
Molise,
Campania,
Puglia,
Basilicata,
Calabria,
Sicilia
Sardegna.
Questa distribuzione geografica conferma come il WNV sia ormai un virus endemico e inserito nell’ecosistema italiano.
Le analisi molecolari effettuate sui campioni positivi hanno inoltre confermato la co-circolazione di due diversi ceppi virali, il Lineage 1 e il Lineage 2. entrambi noti per la loro capacità di causare malattia nell’uomo.

Anno                            Casi Umani                           Totali Confermati Casi Neuro-invasivi (WNND)                 Decessi                                      Tasso di Letalità WNND (%)
2025                        (al 21/08) 351                                                                     158                                                             22                                                            13,9%
2024                              484                                                                                 266                                                             36                                                             13,5%
2023                              394                                                                                  195                                                             32                                                             16,4%
2022                              728                                                                                  330                                                            51                                                              15,5%

La tabella evidenzia come la stagione 2025, sebbene non abbia ancora raggiunto i picchi assoluti del 2022, si stia dimostrando particolarmente severa, con un numero di decessi già significativo a fine agosto.
Il tasso di letalità sulle forme neuro-invasive rimane in un range comparabile a quello degli anni precedenti, confermando la gravità della malattia neurologica.

Il Lazio Epicentro Nazionale di WNV
Nella stagione 2025, la Regione Lazio si è affermata come l’epicentro dell’epidemia di West Nile Virus in Italia, registrando i dati più critici sia per incidenza delle forme gravi sia per mortalità.
Secondo i dati il Lazio ha notificato
59 dei 182 casi neuro-invasivi totali (il 37% del totale nazionale)
10 dei 22 decessi (il 45% del totale nazionale).9

Disaggregazione dei Dati Territoriali nel Lazio
L’analisi della distribuzione dei 182 casi confermati a livello regionale rivela una concentrazione geografica così composta:
eccezionale, che identifica in modo inequivocabile l’area a più alta trasmissione. La suddivisione per Azienda Sanitaria Locale (ASL) di probabile esposizione è la seguente 23:
• ASL di Latina: 160 casi
• ASL Roma 6: 11 casi
• ASL di Frosinone: 6 casi
• ASL Roma 3: 1 caso

Quasi il 90% dei casi laziali è riconducibile alla provincia di Latina, e in particolare all’area dell’Agro Pontino, che si configura come il più grande e intenso focolaio di WNV in Italia per la stagione 2025.
L’esplosione di casi nella ASL di Latina è risultato di una convergenza di fattori che hanno creato una situazione favorente l’insorgere della epidemia:
L’Agro Pontino, un’area storicamente bonificata, è caratterizzato da una fitta rete di canali, aree umide e un’intensa attività agricola. Questa conformazione idrogeografica costituisce l’habitat ideale per la riproduzione e la proliferazione delle zanzare del genere Culex, il principale vettore del WNV.
Le condizioni meteorologiche della stagione 2025, con piogge abbondanti seguite da ondate di caldo intenso, hanno agito da amplificatore per la crescita della popolazione di zanzare in un’area già ecologicamente predisposta.
L’alta percentuale di anziani, spesso impegnati in attività all’aperto o agricole ha innescato il focolaio di queste dimensioni eccezionali. Non si tratta solo della presenza del virus, ma del fatto che esso ha trovato in questo territorio le condizioni ottimali per un ciclo di trasmissione e amplificazione di straordinaria efficienza.

I decessi si sono concentrati quasi esclusivamente in individui anziani e affetti da significative patologie preesistenti, che agiscono come fattori di rischio per lo sviluppo delle forme più gravi della malattia. L’infezione, sebbene asintomatica nella maggior parte dei casi, possa avere esiti fatali quando colpisce soggetti con un sistema immunitario compromesso o con un quadro clinico già fragile.

Previsioni sull’ andamento della malattia
E’ evidente che la stagione di trasmissione del WNV non ha ancora esaurito la sua spinta. L’analisi storica delle epidemie precedenti indica che la curva dei contagi continuerà a salire nelle prossime settimane. Il picco stagionale è atteso tra la fine di agosto e l’inizio di settembre.
La storia di questa malattia dimostra che in Italia la crescita dei casi parte a metà luglio, con un picco tra la seconda e la terza settimana di agosto, per poi scendere con l’arrivo di temperature più fresche.20

Motivi di una diffusione in crescita
La diffusione del Virus West Nile dipende da fattori ambientali, ecologici e climatici:
• Cambiamenti Climatici:
rappresentano il fattore fondamentale che sta alterando l’epidemiologia delle malattie trasmesse da zanzare in Europa.
Estati sempre più calde e prolungate non solo estendono la stagione di attività delle zanzare, ma creano anche un habitat favorevole alla loro proliferazione in aree geografiche precedentemente meno ospitali.

• Condizioni Meteorologiche Stagionali:
L’andamento della stagione 2025 è stato un motivo per la trasmissione del virus.
– l’alternanza di piogge abbondanti, che hanno saturato il terreno e creato innumerevoli ristagni d’acqua,
– successive ondate di calore intenso,
hanno innescato un ciclo virtuoso per il virus. Le alte temperature, infatti, accelerano sia il ciclo di vita della zanzara (da uovo ad adulto) sia il periodo di incubazione estrinseca del virus all’interno del vettore, rendendolo infettivo più rapidamente.

• Ciclo Enzootico (Serbatoi e Vettori):
Il virus si mantiene in natura attraverso un ciclo che coinvolge:
– gli uccelli (sia migratori che stanziali) come ospiti serbatoio, nei quali il virus si replica raggiungendo alte cariche virali,
– le zanzare del genere Culex (in particolare Culex pipiens in Italia) come vettori primari.

Le zanzare si infettano pungendo un uccello portatore del virus e possono poi trasmettere il virus all’uomo o ad altri mammiferi (ospiti a fondo cieco), che non sono in grado di ritrasmettere l’infezione.
Le rotte migratorie degli uccelli giocano un ruolo chiave nell’introdurre il virus in nuove aree geografiche ogni anno.

Quindi non ci troviamo di fronte ad una emergenza sanitaria ma ad una circolazione del virus in linea con le stagioni precedenti. Cosa è cambiato è stata la distribuzione geografica.

Con il picco di trasmissione atteso tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2025, è fondamentale che la popolazione, specialmente quella residente o in transito nelle aree a più intensa circolazione di WNV, mantenga un altissimo e costante livello di attenzione. L’adozione scrupolosa delle misure di prevenzione, sia a livello individuale:
– uso di repellenti,
– abbigliamento protettivo
sia a livello ambientale:
– meticolosa eliminazione di tutti i ristagni d’acqua,
rimane lo strumento più potente ed efficace a disposizione dei cittadini per proteggere la propria salute e quella della comunità.

Una particolare enfasi deve essere posta sulla tutela delle persone più vulnerabili, come anziani e soggetti con patologie croniche o immunocompromessi, che sono a maggior rischio di sviluppare le forme neurologiche gravi della malattia VIRALE.
Il comune lavoro tra le istituzioni sanitarie e i cittadini rappresentano la soluzioe per il controllo di questa e delle future stagioni epidemiche di West Nile Virus.

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Cartografia MERS-COV

Da aprile 2012 ad oggi, sono stati segnalati in tutto il mondo 2627 casi confermati in laboratorio di sindrome respiratoria mediorientale (MERS), con 947 decessi associati e un tasso di letalità (CFR) del 36%. La maggior parte di questi casi è stata segnalata in Arabia Saudita, con 2218 casi e 866 decessi correlati (CFR: 39%).

 

 

OMS 2025

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Mappa dell’HIV nel mondo

ourworldindata.org/graph...

Interpretazione della mappa

  • Zone rosso scuro: regioni dell’Africa subsahariana con le prevalenze più elevate (spesso superiori al 5 %).

  • Zone arancioni/gialle: alcune aree dell’Africa non subsahariana, parti dell’Asia meridionale e dell’America Latina mostrano prevalenze moderate.

  • Zone chiare: gran parte dell’Europa, Nord America, Asia orientale e Australia, con prevalenze basse (sotto lo 0,5-1 %).

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