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Vaccinare in Gravidanza: una Strategia per Due Vite

Collana CESMET · Vaccini in Gravidanza

Vaccinare in Gravidanza: una Strategia per Due Vite

Quali vaccini proporre e utilizzare prima, durante e dopo la gravidanza:
raccomandati, da valutare con attenzione, controindicati

Documento introduttivo della collana — per ginecologi, medici e future mamme

Redazione Dr. Paolo Meo — Direttore POLO VIAGGI · tropicalista – infettivologo

In sintesi

Vaccinare una donna in gravidanza significa proteggere due pazienti con un solo gesto: la madre, più vulnerabile ad alcune infezioni, e il neonato, che nei primi mesi di vita non può ancora essere vaccinato e si difende soltanto con gli anticorpi ricevuti dalla mamma. È il principio dell’immunizzazione materna.

Per anni le vaccinazioni in gravidanza sono state guardate con un eccesso di prudenza, come se il periodo gestazionale fosse di per sé una controindicazione. È un equivoco che ha lasciato scoperte molte donne e molti neonati. Oggi le evidenze sono solide e la strategia è chiara:

(1) alcuni vaccini non solo sono sicuri, ma vanno attivamente raccomandati;

(2) altri vaccini si somministrano solo quando il rischio di contrarre la malattia supera il rischio teorico del vaccino;

(3) altri ancora — i vivi attenuati — vanno rimandati.

Questo documento apre la collana CESMET dedicata alle vaccinazioni prima e durante la gravidanza e ne fissa la cornice generale: i singoli vaccini saranno poi approfonditi, ciascuno in un proprio capitolo.

Perché vaccinare in gravidanza

La gravidanza modifica l’assetto immunitario, cardiovascolare e respiratorio della donna, rendendola più esposta alle complicanze di infezioni che in altre condizioni sarebbero banali. L’influenza, per esempio, aumenta il rischio di ospedalizzazione, di parto prematuro e di basso peso alla nascita. Ma il beneficio più prezioso della vaccinazione materna è indiretto e riguarda il neonato. Gli anticorpi materni (IgG) attraversano la placenta, soprattutto nel terzo trimestre, e conferiscono al bambino una protezione passiva proprio nella finestra più fragile: i primi mesi di vita, quando il sistema immunitario è immaturo e molte vaccinazioni dirette non sono ancora possibili.

È lo stesso meccanismo — collaudato da decenni con il tetano e la pertosse — che oggi si estende a nuove minacce come il virus respiratorio sinciziale. Vaccinare la madre nel momento giusto significa consegnare al neonato uno scudo pronto all’uso già dal primo giorno di vita.

Un principio guida semplice

Dietro l’apparente complessità delle raccomandazioni c’è una regola di lettura che orienta quasi tutte le decisioni:

(1) I vaccini inattivati (virus/batteri uccisi),

(2) i tossoidi,

(3) i vaccini ricombinanti / a subunità sono considerati sicuri in gravidanza.

(4) I vaccini vivi attenuati sono controindicati a scopo cautelativo, per il rischio teorico — mai dimostrato — legato alla replicazione del microrganismo.

Un punto rassicurante, da comunicare sempre alla donna: la somministrazione accidentale di un vaccino vivo attenuato — per esempio in una gravidanza non ancora nota — non ha mai fatto registrare un aumento di aborti o malformazioni e non costituisce indicazione all’interruzione di gravidanza. La prudenza è precauzionale, non il segnale di un danno atteso.

La mappa delle vaccinazioni in gravidanza

La tabella che segue riassume, a colpo d’occhio, le tre categorie. È uno schema di orientamento: ogni scelta va poi calata nella singola paziente, nella sua storia clinica e nella specifica situazione epidemiologica.

Livello Vaccino Indicazione in gravidanza
● Raccomandati — da offrire attivamente
dTpa Difterite-tetano-pertosse acellulare. Ad ogni gravidanza, 27ª–36ª sett. (idealmente ~28ª).
Influenza (inattivato) In qualsiasi trimestre, se la gestazione cade in stagione influenzale.
COVID-19 (mRNA) Raccomandato, in particolare nel 2º–3º trimestre.
VRS / RSV (Abrysvo) Dose singola nel 3º trimestre, in alternativa al monoclonale nel neonato — cap. dedicato.
▲ Con attenzione — solo se il rischio di malattia supera il rischio teorico
Epatite B Se suscettibile e con esposizione in corso o prevista.
Epatite A In caso di rischio concreto (viaggio, esposizione).
Meningococco ACWY / B In situazioni epidemiche o di rischio individuale elevato.
Poliomielite (IPV) Solo se esposizione inevitabile; formulazione inattivata.
Rabbia Post-esposizione: sempre indicata, mai controindicata. Pre-esposizione: se rischio elevato.
Pneumococco Non di routine; da valutare in presenza di comorbidità.
Colera / TBE (inattivati) Solo per rischio di esposizione documentato.
■ Controindicati — vaccini vivi attenuati (da rimandare)
Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) Vivo attenuato. Prima della gravidanza; poi rimandare al post-partum.
Varicella Vivo attenuato. Come sopra.
Herpes zoster (vivo att.) Controindicato in gravidanza.
Febbre gialla Vivo attenuato. Solo se esposizione inevitabile e non differibile.
Tubercolosi (BCG) Controindicato.
Tifo orale (Ty21a) · Influenza LAIV (spray) Formulazioni vive: controindicate. Esistono alternative inattivate.
HPV Non un vivo attenuato, ma rimandato al post-partum per dati insufficienti.

● Raccomandati: da offrire attivamente

Sono il cuore della strategia.

(1) La dTpa va ripetuta ad ogni gravidanza — anche se la donna è già vaccinata o in regola con i richiami — perché lo scopo non è proteggere lei, ma far arrivare al neonato un alto livello di anticorpi contro la pertosse, malattia che nei primi mesi di vita può essere mortale. La finestra ottimale è la 27ª–36ª settimana, idealmente intorno alla 28ª.

(2) La vaccinazione antinfluenzale (inattivata) è offerta in qualunque trimestre durante la stagione epidemica;

(3) la vaccinazione anti-COVID-19 con vaccino a mRNA è raccomandata, soprattutto nel secondo e terzo trimestre;

(4) il vaccino anti-VRS, la vera novità degli ultimi anni.

▲ Con attenzione: la logica del rischio-beneficio

Questa categoria non è una “zona grigia” di incertezza, ma il territorio del giudizio clinico. Si tratta in larga parte di vaccini inattivati che non si somministrano di routine, ma che diventano indicati quando la donna è realmente esposta al contagio:

(1) una gestante suscettibile all’epatite B con partner infetto, un viaggio in area a rischio;

(2) una situazione epidemica di meningococco;

(3) merita una nota a parte la profilassi antirabbica: dopo un morso a rischio la vaccinazione post-esposizione non è mai controindicata in gravidanza, perché la rabbia è invariabilmente mortale.

In tutti questi casi la domanda non è “si può?”, ma “il rischio della malattia, qui e ora, supera il rischio teorico del vaccino?”.

■ Controindicati: i vivi attenuati

(1) Morbillo-parotite-rosolia (MPR),

(2) varicella, herpes zoster vivo,

(3) febbre gialla,

(4) BCG,

(5) tifo orale e influenza in spray nasale: sono tutti vaccini vivi attenuati, da rimandare.

La strategia corretta è anticiparli, verificando l’immunità della donna prima del concepimento. Un caso particolare è la febbre gialla: in un viaggio inevitabile verso un’area endemica, la vaccinazione può essere valutata quando l’esposizione non è differibile. L’HPV, pur non essendo un vivo attenuato, si rimanda al dopo-parto per dati insufficienti in gravidanza.

Prima della gravidanza: la finestra da non perdere

La miglior vaccinazione in gravidanza è spesso quella fatta prima. La consulenza preconcezionale è il momento ideale per mettere in ordine proprio i vaccini che poi non si potranno somministrare: verificare l’immunità verso morbillo, parotite, rosolia e varicella e, se la donna è suscettibile, vaccinarla — rimandando l’inizio della gravidanza di almeno un mese (28 giorni) dopo l’ultima dose. È anche l’occasione per completare l’HPV e aggiornare il richiamo dTpa. Rosolia e varicella contratte in gravidanza possono avere conseguenze gravi sul nascituro: prevenirle prima significa togliere dal tavolo un rischio importante.

Dopo il parto: recuperare e proteggere

Il puerperio è la seconda finestra utile. Le donne risultate suscettibili a MPR o varicella vanno vaccinate prima della dimissione dal reparto di maternità, per non affrontare una successiva gravidanza di nuovo esposte. È anche il momento della cosiddetta strategia “a bozzolo” (cocoon): vaccinare i conviventi e i contatti stretti — in primis il padre — per costruire attorno al neonato un anello di persone immuni che riducono la probabilità di portargli in casa l’infezione.

Un focus sul VRS: la novità che cambia la prevenzione perinatale

Il virus respiratorio sinciziale è la prima causa di bronchiolite e una delle principali cause di ricovero nel primo anno di vita. Fino a poco tempo fa la prevenzione era limitata ai bambini più fragili. Oggi disponiamo di due strumenti complementari:

(1) il vaccino materno Abrysvo, somministrato alla gestante nel terzo trimestre per trasferire anticorpi al feto;

(2) l’anticorpo monoclonale (nirsevimab), somministrato direttamente al neonato.

In Italia i monoclonali per i nuovi nati sono già operativi e, per la stagione 2025-2026, si aggiunge l’offerta del vaccino in gravidanza.

Punto chiave sul VRS

Le due strategie:

vaccino alla madre

monoclonale al neonato

non vanno combinate di routine nella stessa coppia madre-bambino: si sceglie l’una o l’altra in base alle circostanze cliniche e stagionali. Finestre di somministrazione, tempistiche, intervallo con la dTpa ed efficacia saranno oggetto del capitolo dedicato.

Il parere del Dr. Meo

Nella mia esperienza il vero ostacolo non è la sicurezza dei vaccini, ma la paura — spesso alimentata da un’informazione confusa. La donna in gravidanza non chiede certezze assolute: chiede di capire.

Il nostro compito, come ginecologi e medici, è trasformare un elenco di raccomandazioni in una decisione consapevole, spiegando che qui non si protegge un paziente, ma due. Ogni vaccino fatto al momento giusto è un dono che la madre consegna al proprio bambino ancor prima che nasca. Questa collana nasce per dare a colleghi e future mamme uno strumento chiaro, onesto e aggiornato.

Dr. Paolo Meo · Direttore POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA

Come è organizzata la collana

Questo documento introduttivo fornisce la cornice. Ogni vaccinazione avrà poi un capitolo dedicato, con la stessa struttura: malattia e rischio in gravidanza, tipo di vaccino, tempistiche, sicurezza, controindicazioni e messaggi per il counseling. I capitoli previsti:

dTpa — difterite, tetano, pertosse: lo scudo contro la pertosse neonatale.
Influenza — perché vaccinare in ogni stagione epidemica.
COVID-19 — vaccini a mRNA e sicurezza in gravidanza.
VRS / RSV — vaccino materno e monoclonale: come scegliere.
MPR e Varicella — la prevenzione preconcezionale e post-partum.
Epatiti A e B — quando l’esposizione cambia le regole.
Meningococco e Pneumococco — le indicazioni selettive.
Vaccini del viaggiatore in gravidanza — febbre gialla, rabbia, tifo, colera, TBE, encefalite giapponese.
HPV — perché si rimanda e come recuperare.

Messaggi chiave

  • Vaccinare in gravidanza è proteggere due vite: la madre e, tramite gli anticorpi transplacentari, il neonato.
  • Regola d’oro: inattivati, tossoidi e ricombinanti sono sicuri; i vivi attenuati sono controindicati e vanno rimandati.
  • Raccomandati attivamente: dTpa ad ogni gravidanza, influenza, COVID-19 e — novità — il vaccino anti-VRS.
  • La categoria “con attenzione” è governata dal rapporto rischio-beneficio, non dall’incertezza.
  • La somministrazione accidentale di un vaccino vivo non è mai indicazione all’interruzione di gravidanza.
  • La finestra preconcezionale e il post-partum sono momenti preziosi quanto la gravidanza stessa.

Riferimenti essenziali

  1. Ministero della Salute. Vaccinazioni raccomandate per le donne in età fertile e in gravidanza — Circolare e aggiornamenti (2019; revisione 2025).
  2. Istituto Superiore di Sanità — EpiCentro. Vaccinazioni per le donne in gravidanza e in età fertile.
  3. SIGO, AOGOI, AGUI, SIN, SIP, FNOPO. Position paper sulla vaccinazione anti-VRS in gravidanza (Abrysvo).
  4. European Medicines Agency (EMA). Abrysvo — Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto.
  5. Kampmann B, Madhi SA, Munjal I, et al. Bivalent Prefusion F Vaccine in Pregnancy to Prevent RSV Illness in Infants. N Engl J Med 2023;388:1451-1464.
  6. Ministero della Salute. Prevenzione dell’infezione da Virus Respiratorio Sinciziale (RSV): monoclonali per i neonati e vaccino in gravidanza — stagione 2025-2026.
  7. Ministero della Salute. Circolare sulle raccomandazioni per la vaccinazione antinfluenzale, stagione 2025-2026.
  8. Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV).

Redazione Dr. Paolo Meo — Direttore POLO VIAGGI · tropicalista – infettivologo

POLO VIAGGI CESMET – ARTEMISIA · Centro di Medicina Tropicale e dei Viaggi

Clinica del Viaggiatore · Roma — www.clinicadelviaggiatore.com

Documento a fini informativi e di aggiornamento professionale. Non sostituisce la valutazione clinica individuale né le indicazioni ministeriali vigenti.

 

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L’estate che non si dimentica

CESMET — CLINICA DEL VIAGGIATORE

COLLANA: SOTTO IL SOLE CHE SCOTTA

Redazione dr. Paolo meo

Articolo 1 di 6

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L’ondata di calore che sta cambiando tutto

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Caldo, clima estremo e salute: quello che devi sapere — e quello che forse preferiresti non sapere.

UNA CRONACA DAL PIANETA IN EBOLLIZIONE

Roma, 26 giugno 2026. Il termometro della stazione del Collegio Romano — la più antica d’Italia, attiva dal 1782 — segna 36 gradi. Ma questa non è la notizia. La notizia è che il picco, secondo i meteorologi, deve ancora arrivare. Nei prossimi giorni, nelle zone interne del Paese, le temperature supereranno i 40 gradi. E questo non è più un’eccezione: è la nuova normalità.

Benvenuti nell’estate 2026. Un’estate che, come molte di quelle che l’hanno preceduta nell’ultimo decennio, si sta scrivendo nei libri dei record. Un’estate che parla di anticicloni africani poderosi, di città trasformate in forni, di fiumi di aria rovente che scorrono da Casablanca a Berlino senza chiedere il permesso a nessuno.

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“Il picco di caldo per il Nord e Centro Italia deve ancora arrivare. Nei prossimi giorni le temperature supereranno i 40 gradi nelle zone interne.” — Massimo Ciccazzo, climatologo

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Ma prima di cedere al panico — o, peggio, all’abitudine — facciamo un passo indietro. Perché capire cosa sta succedendo davvero, al di là dei titoli dei giornali, è il primo atto di una prevenzione intelligente.
E la prevenzione intelligente è esattamente quello che, al CESMET, pratichiamo ogni giorno.

L’EUROPA CHE SUDAVA: I NUMERI CHE FANNO IMPRESSIONE

I dati di questa ondata di calore sono impressionanti. Non tanto per i singoli valori assoluti, quanto per dove questi valori vengono registrati. Perché una cosa è che a Siviglia si tocchino i 42 gradi — ci siamo quasi abituati — un’altra è che Parigi superi per la prima volta in assoluto la soglia dei 40 gradi in giugno, frantumando un record che resisteva dal lontano 1947 (quando la temperatura massima registrata era stata di 37,6°C).

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Non è solo una curiosità statistica. È un segnale, un brutto segnale. Come lo è il fatto che a nord di Bordeaux si siano toccati 44,7 gradi, in una città francese che probabilmente non aveva mai visto simili temperature dall’inizio della sua storia. O che a Berlino e Varsavia si prevedano punte tra i 35 e i 40 gradi nel giro di pochi giorni.

I NUMERI DELL’ONDATA — ESTATE 2026

Roma (stazione Collegio Romano) – 36°C registrati → previsti 38°C

Milano – Previsti 36–37°C

Firenze – Previsti 40°C

Parigi (stazione Montsouris, attiva dal 1800) – Superata per la prima volta la soglia dei 40°C in giugno

Nord di Bordeaux, Francia – 44,7°C — dato straordinario

Berlino / Varsavia – Previsti 35–40°C nei giorni successivi

Roma — media giugno anni ’90 – 27°C (massima media)

Roma — media giugno 2025 – 32,6°C (massima media)

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L’anticiclone africano — il protagonista di questa storia — si muove come un esercito invisibile. Prima ha colpito Spagna e Francia, poi l’Italia, e ora punta verso est: Germania e Polonia nel mirino. Non c’è difesa territoriale che tenga contro di lui. L’unica risposta è la preparazione individuale e collettiva.

NON È LA PRIMA VOLTA — MA QUESTA VOLTA È DIVERSO

Chi ha qualche anno di memoria ricorderà le estati del 2003 e del 2022. Erano state definite eccezionali, anomale, irripetibili. Eppure eccoci qui, a sfidare quegli stessi record. La differenza rispetto ad allora non sta solo nei numeri: sta nella frequenza. Quello che un tempo era un evento straordinario che capitava forse una volta ogni vent’anni, oggi si ripete con cadenza quasi annuale.

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I climatologi parlano chiaro: negli ultimi dieci anni c’è stata una progressiva e netta accelerazione del riscaldamento, con un aumento delle temperature di 0,5–0,56 gradi ogni decennio rispetto alla media climatica 1991–2020. Già negli ultimi tre anni, la media dell’anomalia termica rispetto all’epoca pre-industriale ha superato la soglia di 1,5°C — quella soglia che gli Accordi di Parigi del 2015 avevano indicato come limite da non superare entro il 2030.

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Abbiamo bruciato dieci anni di anticipo. Qualcuno potrebbe dire che è andata male. Noi preferiamo dire che è arrivato il momento di essere seri — e anche un po’ creativi — su come adattarci.

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“Statisticamente, prendendo la media climatica dell’ultimo trentennio, negli ultimi dieci anni c’è stata una progressiva e netta accelerazione. Un aumento di 0,5/0,56 gradi ogni decennio.” — Massimo Ciccazzo, Associazione Edmondo Bernacca

LA TREGUA CHE VERRÀ — E I TEMPORALI DEVASTANTI

C’è una buona notizia e una cattiva notizia. La buona: il caldo non durerà per sempre. Già dalla prossima settimana è previsto un primo miglioramento, con un progressivo assestamento delle temperature intorno ai 30–32°C. Niente di fresco, beninteso, ma almeno respiriamo.
La cattiva notizia: quella “tregua” non arriverà in punta di piedi. Quando l’aria più fresca incontrerà quella ancora rovente, il risultato sarà una serie di temporali violentissimi, potenzialmente devastanti. Grandine, vento forte, allagamenti lampo. L’estate italiana, si sa, non va mai in vacanza per davvero.

E poi? Secondo i climatologi, ci saranno “sicuramente altre fasi calde” nel corso dell’estate. Ovvero: questa non è l’unica ondata che dovremo affrontare. È più probabile che sia la prima di una serie.

IL CALDO VISTO DAL CESMET: UN RISCHIO DA CONOSCERE PER PREVENIRE

Da noi al CESMET — Centro di Medicina Tropicale e dei Viaggi — il caldo estremo non è una novità. Lavoriamo ogni giorno con persone che si spostano verso climi tropicali, che affrontano ambienti ostili, che portano con sé fragilità fisiologiche o patologie preesistenti. Sappiamo bene che il calore non è semplicemente una questione di comfort: è un rischio medico reale, con meccanismi fisiopatologici precisi e conseguenze che possono essere gravi.

Ma sappiamo anche un’altra cosa: il calore si affronta. Con le giuste informazioni, con i comportamenti corretti, con una comprensione lucida di chi è più vulnerabile e perché. Questa collana nasce da questa convinzione.

Nei prossimi articoli parleremo:
(1)
di chi rischia di più (anziani, bambini, cardiopatici, lavoratori all’aperto),
(2)
di come il caldo trasforma gli ambienti in cui viviamo,
(3)
di cosa succede al nostro corpo quando la temperatura sale troppo,
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di come difendersi in modo concreto ed efficace.
Non con liste di banalità, ma con una guida medica scritta per essere letta — e usata.

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♥ Il mio parere (del Dr. Meo e del CESMET)

L’ondata di calore del giugno 2026 non è un episodio isolato: è la conferma di una tendenza che i dati scientifici mostravano già da anni. Come medico di medicina tropicale e dei viaggi, ho visto crescere nei nostri ambulatori la consapevolezza che il cambiamento climatico non è un problema astratto: riguarda la salute di ciascuno di noi, qui e ora. Chi parte per un Paese tropicale porta con sé i rischi di quel clima. Ma sempre di più, il clima tropicale viene a trovare noi — nei nostri cortili, nelle nostre città, nelle nostre case. E con il clima diffondono sempre di più i vettori di malattia, insetti, zanzare, zecche, ed altri vettori che trasmettono microbi. E con questi cambiamenti è sempre più evidente che i microrganismi virulentizzano sempre di più. La prevenzione comincia dall’informazione. E l’informazione comincia qui.

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Collana editoriale CESMET CLINICA DEL VIAGGIATORE  
“Sotto il sole che scotta — Caldo, clima e salute: quello che devi sapere”

www.clinicadelviaggiatore.com | CESMET — Centro di Medicina dei Viaggi e delle Migrazioni

Articolo 1 di 6 · Prossimo: “Chi suda di più — Le persone a rischio nell’estate torrida”

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Influenza stagionale: come prevenirla al meglio

Sta per arrivare la nuova stagione influenzale: sai davvero come proteggerti?
Nel nostro nuovo video, il dott. Paolo Meo, specialista in Malattie Infettive e Medicina Preventiva, spiega in modo chiaro e pratico come ridurre il rischio di contagio, chi dovrebbe vaccinarsi e quali sono le novità per la stagione 2025-2026.

👉 Guarda il video  e scopri le strategie più efficaci per difendere te stesso e chi ti sta vicino.

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Virus del Nilo Occidentale in Europa: la situazione aggiornata al 10 Ottobre 2025

Virus del Nilo Occidentale in Europa: aggiornamento ECDC ottobre 2025

Situazione attuale in Europa

Dall’inizio del 2025 fino all’8 ottobre, 13 Paesi europei hanno segnalato casi umani di infezione da virus del Nilo occidentale (West Nile Virus, WNV).

I Paesi coinvolti sono:

  • 🇮🇹 Italia (166 casi)
  • 🇷🇸 Serbia (55)
  • 🇫🇷 Francia (32)
  • 🇬🇷 Grecia (31)
  • 🇷🇴 Romania (29)
  • 🇪🇸 Spagna (24)
  • 🇭🇺 Ungheria (13)
  • 🇭🇷 Croazia (3)
  • Albania, Bulgaria, Kosovo, Macedonia del Nord e Turchia (1 caso ciascuno)

Questi dati, pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), comprendono sia casi probabili che casi confermati. Sono dati preliminari, soggetti a revisione man mano che i Paesi aggiornano le loro segnalazioni.

 


 

Come leggere la mappa dell’ECDC
La mappa mostra le aree europee in cui sono stati registrati casi umani di infezione da WNV:

  • 🟥 Rosso scuro: casi confermati
  • 🟧 Arancione: casi probabili
  • Grigio: nessun caso segnalato
Mappa dei casi di virus del Nilo Occidentale in Europa - ottobre 2025
Fonte: ECDC – aggiornamento del 10 ottobre 2025

Perché queste informazioni sono fondamentali

Il monitoraggio del virus del Nilo occidentale serve a proteggere la salute pubblica e a garantire la sicurezza delle donazioni di sangue in tutta Europa.

In base alle direttive europee 2004/33/CE e 2014/110/UE, i dati dell’ECDC permettono alle autorità di:

  • sospendere temporaneamente la donazione di sangue nelle aree colpite;
  • sottoporre a test specifici i donatori potenzialmente esposti al virus.

In questo modo si previene la trasmissione del virus attraverso le trasfusioni e si assicura una risposta sanitaria tempestiva e coordinata.


Che cos’è il virus del Nilo Occidentale

Il West Nile Virus (WNV) è un virus trasmesso dalle zanzare infette, che possono pungere sia gli esseri umani sia gli animali (in particolare gli uccelli, che fungono da serbatoio naturale).

Nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica o causa solo lievi sintomi simili all’influenza. In una piccola percentuale di persone, specialmente anziane o immunodepresse, può provocare forme neurologiche più gravi.


Prevenzione: semplici gesti che fanno la differenza

Per chi vive o viaggia in zone dove il virus è stato segnalato, la prevenzione delle punture di zanzara resta la misura più efficace:

  • Usare repellenti cutanei;
  • Indossare abiti chiari e a maniche lunghe;
  • Dormire in ambienti con zanzariere o aria condizionata;
  • Evitare ristagni d’acqua vicino alle abitazioni.

Un’informazione in continuo aggiornamento

L’ECDC aggiorna la situazione epidemiologica del virus del Nilo occidentale ogni settimana durante la stagione di trasmissione, che in Europa va generalmente da maggio a ottobre.

Per consultare i rapporti più recenti, visita il portale ufficiale:

👉 ECDC – West Nile Virus updates


Fonte dati: European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), EpiPulse Cases – 8 ottobre 2025
📅 Ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2025


Per informazioni, visite e esami di laboratorio,
chiama la Clinica del Viaggiatore 06-39030481

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