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Chiara Talone

Scheda vaccinazione Epatite A- Introduzione all’argomento

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I vaccini contro l’epatite A contengono “virus inattivati” la cui azione è sostenuta da un sale d’alluminio. È disponibile singolo o combinato con un vaccino contro l’epatite B.

La vaccinazione contro l’epatite A prevede 2 o 3 dosi da somministrare con un intervallo ben definiti. La vaccinazione combinata epatite A/B prevede 2 dosi intervallate da 6 mesi se la persona vaccinata ha meno di 16 anni. Dai 16 anni compiuti sono necessarie 3 dosi, la seconda dopo 1 mese e la terza dopo 6 mesi.

La profilassi dell’epatite A si basa, oltre che sul rispetto di determinate norme igieniche e comportamentali, sulla vaccinazione e sull’immunizzazione passiva tramite gammaglobuline standard (anticorpi).
L’utilizzo di gammaglobuline è efficace nel mantenere una immunità a breve termine (circa tre mesi). L’utilizzo del vaccino antiepatite-A offre una protezione duratura di 10-20 anni o più.
Oltre a fornire, a ciclo vaccinale completato, un’immunità di lunga durata, il vaccino antiepatite-A si dimostra particolarmente efficace, tanto da coprire quasi il 100% dei vaccinati.

Il vaccino, iniettato per via intramuscolare, solitamente nella regione deltoidea, necessita di un richiamo a distanza di 6 o 12 mesi. Gli effetti collaterali sono scarsi e per lo più locali: dolore nel sito di iniezione, raramente cefalea, malessere; rarissimi nausea ed inappetenza.

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Scheda vaccinazione Epatite A- Indicazioni terapeutiche

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Il vaccino anti epatite A è raccomandato nei bambini a partire dall’anno di età e si somministra in due dosi (dosi pediatriche) a distanza di sei mesi l’una dall’altra.

Il vaccino per HAV è fortemente consigliato a chi programma un viaggio all’estero ed in particolare in Paesi ritenuti a rischio per la bassa igiene alimentare o perchè iperendemici per la malattia.
E’ consigliato negli epatopatici cronici; per le persone a maggiore rischio di esposizione e/o di trasmissione tra cui i consumatori di droghe iniettabili; uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini; persone a stretto contatto con  consumatori di droghe; persone impegnate nell’assistenza di soggetti che provengono da Paesi con elevata endemia; lavoratori addetti alla manutenzione delle fognature o che lavorano nelle stazioni di depurazione delle acque; personale di laboratori0.
E’ opportuno effettuare la vaccinazione, magari preceduta da somministrazione di immunoglobuline, in prevenzione secondaria, nei 7 giorni dopo l’esposizione al virus.

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Scheda vaccinazione Epatite A- Come funziona

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Rispetto al vaccino, le immunoglobuline vengono preferite quando è richiesta una rapida immunizzazione. Il vaccino, infatti, richiede circa due settimane per fornire la massima protezione, mentre le immunoglobuline sono attive sin da subito, con una copertura dell’85% (contro il 97% della vaccinazione).

Gli stessi anticorpi possono essere utilizzati per prevenire o attenuare la malattia nel soggetto sano che sia venuto a contatto con il virus; in questo caso, però, il trattamento deve essere intrapreso tempestivamente, entro le due settimane dal contagio.
Le immunoglobuline vengono spesso somministrate anche alle persone che vivono nello stesso domicilio dei soggetti con epatite accertata; il loro utilizzo non è controindicato in gravidanza ed allattamento.
Mentre il vaccino protegge il soggetto dall’epatite A per almeno un decennio, l’effetto delle immunoglobuline esogene si esaurisce nell’arco di 3-6 mesi.
Da notare, infine, che le persone guarite da una precedente infezione da epatite A, hanno nel loro sangue un corredo di anticorpi che le proteggerà dalla malattia per il resto della vita. E’ bene ricordare, inoltre, che i vaccini antiepatite-A, così come l’immunità acquisita dopo aver superato la malattia, non proteggono contro altre forme di epatite (B, C, D, E, G).

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Scheda vaccinazione Epatite A- Calendario vaccinale

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Per la popolazione adulta il protocollo di vaccinazione per HAV può essere somministrato negli adulti in 2 modalità:
(A) emi dose (VAQTA da 25U/0,5mL) (HAVRIX da 720U/ml)  (più facilmente recuperabili sul mercato):
somministrazione: 1a dose – 2a dose richiamo dopo 7/30 giorni – 3a dose dopo 6 mesi;

(B) dose intera (VAQTA da 50U/1mL) (HAAVRIX da 1440 U/ml)  (talvolta difficilmente recuperabili sul mercato):
somministrazione: 1a dose – 2a dose richiamo dopo 6/18 mesi;  
Generalmente gli anticorpi contro il virus dell’epatite A persistono per almeno 10 anni dopo la somministrazione della dose di richiamo.

Intercambiabilità della dose di richiamo
Una dose di richiamo di uno dei vaccini precedentemente mensionati  può essere somministrata da 6 a 12 mesi dopo la somministrazione della prima dose effettuata con altri vaccini inattivati contro l’epatite A

Popolazione pediatrica

Per i bambini e gli adolescenti fino ai 12 anni il protocollo di vaccinazione HAV prevede la dose pediatrica dei diversi vaccini così somministrati:

1a dose; 2a dose richiamo a distanza di 6-12 mesi;

Modalità di somministrazione

I diversi vaccini per HAV devono essere iniettati per via INTRAMUSCOLARE nella regione deltoidea o nel quadricipide nella popolazione infantile. Si prefferisce non somministrare il vaccino per via intradermica poiché la risposta immune potrebbe risultare meno efficace.

Per individui con “disordini della coagulazione” e che sono a “rischio di emorragia” in seguito ad iniezioni intramuscolari (ad es., emofilici), questo vaccino può essere somministrato per via sottocutanea

La risposta immunitaria cellulare e poi anticorpale inizia già dopo alcuni giorni dalla somministrazione del vaccino. In via esemplificativa, chi deve partire per aree a rischio Epatite A, o che ha a è bene che somministri il vaccino anche se la partenza è a breve o brevissimo. Per una risposta anticorpale piena, l’immunizzazione primaria deve essere eseguita tra 1 14 ed i 28 giorni prima dell’eventuale esposizione al virus dell’epatite A (HAV).

Tutti i vaccini per HAV non prevengono l’epatite causata da agenti infettivi diversi dal virus dell’epatite A.

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Scheda vaccinazione Epatite A- Efficacia del vaccino

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Il vaccino è sicuro, ben tollerato e immunogeno nel 99% dei vaccinati dopo la somministrazione di 2 dosi.

L’efficacia del vaccino per la prevenzione dei sintomi dell’epatite A è del 95-100%. I rari casi di epatite A in persone vaccinate manifestano in genere sintomi attenuati.

L’efficacia del vaccino può essere ridotta nelle persone anziane e nei soggetti immunodeficienti.

 

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Scheda vaccinazione Epatite A- Effetti collaterali e avvertenze

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La vaccinazione contro l’epatite A è generalmente molto ben tollerata.

Talvolta compare una reazione infiammatoria locale (arrossamento, dolore, gonfiore) nel punto dell’iniezione. Raramente si presenta cefalea, stanchezza o febbre; Tutte queste reazioni scompaiono in 1-3 giorni.

La vaccinazione è controindicata per i soggetti allergici o con ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti presenti; o alla neomicina e alla formaldeide, che possono essere presenti come tracce residue.

Le vaccinazioni devono essere sempre posticipata nei soggetti con importanti infezioni e febbre in corso; in coloro che fanno uso di alte dosi di cortisone; nelle persone che hanno di recente ricevuto dosi di chemioterapia o radioterapia.

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Scheda vaccinazione Epatite A- Composizione e caratteristiche

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Il vaccino anti epatite A è costituito da virus inattivati e viene somministrato per via intramuscolare.
È disponibile anche un vaccino combinato anti epatite A ed epatite B.

Diversi tipi di vaccino in commercio
I vaccini anti-epatite A sono preparati a partire da colture cellulari infettate da virus dell’epatite A inattivato con formalina.
Ci sono in commercio 2 vaccini antiepatite A (Havrix® e Vaqta®); entrambi sono disponibili in formulazione sia pediatrica/adulti che da adulti.

Inoltre è disponibile un vaccino che unisce sia vaccino contro l’epatite A che quello contro l’epatite B (Twinrix®).

(1) VAQTA 50 U/1 mL,  /  VAQTA 25 U/1 mL (emidose per adulto in 3 somministrazioni o pediatrico in 2 somministrazione);  sospensione iniettabile in siringa preriempita, virus inattivato, adsorbito
Una dose (1 mL) contiene Virus dell’epatite A (ceppo CR 326F) (inattivato); Prodotto su cellule diploidi di fibroblasti umani (MRC-5); Adsorbito su Alluminio idrossifosfato solfato amorfo (0,45 mg di Al3+)

(2) HAVRIX

(3) TWINRIX

I vaccini possono contenere tracce di “neomicina” e di “formaldeide” che sono impiegate durante il processo di produzione. (attenzione alle persone allergiche alle molecole)

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Scheda malattia Febbre Gialla- Distribuzione geografica

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La febbre gialla si trova tra il 15° parallelo Nord e il 10° parallelo Sud in America e in Africa (v.mappa). Non c’è in Asia, benché siano presenti specie di zanzare potenziali vettori. L’incidenza è imprecisata perché la maggior parte dei casi è subclinica o non è segnalata, verificandosi in aree geografiche remote. L’OMS stima che si verifichino 200,000 casi all’anno solo in Africa (100-200 casi all’anno in Amazzonia). L’area geografica interessata dalla febbre gialla è in espansione, soprattutto in Africa, in zone dove era considerata eradicata (es. Africa orientale e meridionale). In Africa la trasmissione avviene principalmente nelle zone di savana dell’Africa centrale e occidentale, durante la stagione delle piogge, con saltuarie epidemie in zone urbane e in villaggi. Più raramente interessa le zone di foresta equatoriale.

In Sud America gli episodi sono sporadici e colpiscono quasi sempre agricoltori o lavoratori delle foreste. Dopo una campagna di eradicazione dell’Aedes aegypti negli anni trenta, la febbre gialla urbana era diventata rara in Sud America, ma a causa del degrado socio-economico ed ecologico degli ultimi anni, queste zanzare hanno recentemente rioccupato buona parte delle aree dalle quali erano state eliminate e il rischio potenziale di epidemie urbane è aumentato. Molto raramente si hanno casi di febbre gialla nei turisti e nei viaggiatori.

 

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Scheda malattia Febbre Gialla- Agente infettivo e ciclo vitale

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Agente infettivo

Il virus della febbre gialla (virus amarillico) è un arbovirus (gruppo B), virus a RNA del genere dei Flavivirus, membro della famiglia delle Flaviviridae.

Ciclo vitale

La febbre gialla è una febbre emorragica virale che viene trasmessa da zanzare infette. Sono descritti tre cicli diversi di attività del virus e di modalità trasmissiva: una selvatica, una intermedia e una urbana. I tre tipi esistono in Africa, ma in Sud America si riscontrano solo il tipo selvatico e urbano dell’infezione.

Ciclo silvestre: nella febbre gialla silvestre i vettori sono in Sud America Haemagogus spp. e Sabethes spp., ed Aedes africanus in Africa. Le zanzare acquisiscono l’infezione dalle scimmie, che fungono da serbatoio del virus. Le zanzare poi pungono e infettano gli uomini, di solito giovani maschi lavoratori delle foreste o in attività agricole.

Questo tipo di infezione è più comune in America latina dove soprattutto nei bacini dei fiumi Magdalena, Orinoco e Rio delle Amazzoni.

Ciclo urbano: nella febbre gialla urbana, gli uomini sono serbatoi del virus, quando sono viremici, e il contagio avviene attraverso la zanzara domestica, l’Aedes aegypti.

Questa modalità di infezione si ritrova prevalentemente in Africa dove ogni anno si manifestano numerosi focolai epidemici e circa 200.000 casi.

 

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Grazie dr. Paolo Meo

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