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Chiara Talone

Angola – Scheda Paese

CESMET – CLINICA DEL VIAGGIATORE
ANGOLA
Scheda Paese · edizione sintetica di aggiornamento
Direttore e redattore Dr. Paolo Meo — medico tropicalista infettivologo
BandieraStemma
Mappa Angola

Redazione: 2 ottobre 2026 · Dati epidemiologici chiusi al 1° ottobre 2026

Fonti più recenti: ECDC (colera al 9 agosto 2026), CDC (avviso poliomielite del 23 settembre 2026), Ministero della Salute angolano (malaria 2025), OMS Angola.

Questa è la versione sintetica e gratuita. La scheda completa e dettagliata, curata personalmente dal Dr. Paolo Meo con oltre 40 anni di esperienza in medicina tropicale, contiene tutti i capitoli approfonditi, le mappe del rischio mese per mese e i suoi consigli pratici per il vostro viaggio. Uno strumento utilissimo per conoscere in modo approfondito le mete del tuo viaggio e per viaggiare in sicurezza.

👶 NOVITÀ – Viaggi con i tuoi bambini? Nella scheda completa trovi l’Appendice Bambini (0–10 anni): vaccini per età, profilassi antimalarica in base al peso, repellenti adatti, località consigliate e farmacia pediatrica da portare con te.

🧭 NOVITÀ – Over 60, il mondo è ancora tutto da scoprire. L’Appendice Over 60 ti spiega come preparare il viaggio insieme alle tue terapie. Trovi i vaccini consigliati alla tua età, come affrontare volo, caldo, altitudine e mare, e gli ospedali affidabili del Paese.

💊 NOVITÀ – Una malattia cronica non deve fermare il tuo viaggio. L’Appendice Malattie Croniche è dedicata a chi convive con cardiopatie, diabete, ipertensione, malattie respiratorie, renali o del fegato, a chi ha difese immunitarie ridotte e a chi segue terapie continue, come anticoagulanti, insulina, farmaci biologici o psicofarmaci. Trovi come portare i farmaci tra dogane e fusi orari e quali antimalarici e vaccini sono compatibili con la tua cura.

Potete prenotarla e acquistarla al costo di 59 € scrivendo a seg.cesmet@gmail.com.

SICUREZZA — LEGGERE PRIMA DI PARTIRE

A Luanda e nelle grandi città la criminalità è diffusa: evitate di spostarvi a piedi la sera e di mostrare oggetti di valore. La Farnesina raccomanda particolare prudenza nella provincia di Cabinda e nelle zone diamantifere delle Lunda.

Registrate il viaggio su Viaggiare Sicuri e su Dove siamo nel mondo.

Alert in evidenza

AllertaSituazione al 1° ottobre 2026Livello
Colera5.903 casi e 120 decessi dal 1° gennaio al 9 agosto 2026, dopo la grande epidemia del 2025, la peggiore da vent’anni (oltre 26.000 casi a metà anno).ALTO
MalariaPrima causa di malattia e di morte: oltre 11 milioni di casi e circa 11.000 decessi nel 2025. L’Angola è fra i sei Paesi al mondo con il carico più alto.ALTO
Febbre giallaPaese endemico; vaccinazione obbligatoria all’ingresso.ALTO
MorbilloOltre 6.000 casi nel 2025; focolaio a Malanje con 1.460 casi e 36 decessi fra settembre e dicembre 2025.MEDIO-ALTO
Poliomielite (cVDPV2)Epidemia nel 2025; l’Angola è nell’avviso CDC di livello 2 aggiornato al 23 settembre 2026.MEDIO
DengueCircolazione a Luanda, con l’arrivo recente del sierotipo DENV-3 che si aggiunge ai precedenti e aumenta il rischio di forme gravi.MEDIO

1. Introduzione alla scheda sanitaria

IL PARERE DEL DR. MEO
L’Angola è un Paese che chiede rispetto sanitario: malaria tutto l’anno, febbre gialla, colera che ritorna con le piogge. Ma con una preparazione seria si viaggia bene, anche per lavoro e a lungo. Il segreto è arrivare già protetti, non pensare di organizzarsi una volta lì.

Questa «nuova edizione sintetica delle schede» riporta gli alert al 1° ottobre 2026, le vaccinazioni e tutte le notizie aggiornate e le regole essenziali verificate dal Dr. Paolo Meo.

L’Angola, nell’Africa sud-occidentale, unisce una lunga costa atlantica, altopiani freschi all’interno, foreste a nord e il deserto del Namib a sud. Il sistema sanitario è concentrato a Luanda; fuori dalla capitale le risorse sono limitate.

2. Epidemie e alert sanitari

IL PARERE DEL DR. MEO
Il colera in Angola colpisce chi non ha acqua sicura: il viaggiatore che beve acqua sigillata e mangia cibi cotti ha un rischio basso. Chi lavora nei quartieri periferici o nelle province, invece, deve pensare al vaccino orale.

Colera. L’epidemia iniziata a gennaio 2025 nel municipio di Cacuaco, a Luanda, si è estesa a quasi tutte le province. Nel 2026 i numeri sono più bassi ma la trasmissione continua, con nuovi casi e decessi segnalati ogni mese.

Malaria. I casi sono in calo rispetto agli anni precedenti, ma restano milioni. Nel 2026 il Paese introduce la vaccinazione antimalarica nei bambini.

Morbillo e polio. Le coperture vaccinali infantili sono insufficienti e nel 2025 si sono avute epidemie di entrambe. Per l’adulto vaccinato il rischio è basso.

3. Clima e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
La stagione delle piogge in Angola è quella delle zanzare e del colera. Chi può scegliere viaggi nel cacimbo, la stagione secca e fresca, ma la profilassi antimalarica resta necessaria tutto l’anno.

Previsioni meteo: 3bmeteo.com — Angola

Clima tropicale con due stagioni. Le piogge vanno da ottobre-novembre ad aprile, più intense a nord e all’interno. Da maggio a settembre c’è il cacimbo, secco e più fresco, con nebbie costiere portate dalla corrente fredda del Benguela. Sugli altopiani (Huambo, Lubango) le notti sono fresche; il Sud-Ovest è desertico.

  • Ottobre-aprile: picco di malaria, dengue, colera e diarree, alluvioni urbane a Luanda.
  • Maggio-settembre: clima migliore, malaria in calo ma presente, infezioni respiratorie.

4. Cambiamenti climatici e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Piogge sempre più violente su città senza fognature significano acqua contaminata. Per il viaggiatore la regola non cambia: acqua sigillata, mani lavate, e mai sottovalutare una diarrea con molta acqua.

L’Angola alterna siccità gravi nel Sud (province di Cunene, Huíla, Namibe) e piogge intense che allagano i quartieri informali di Luanda e Benguela. Le alluvioni favoriscono colera e malaria; la siccità spinge all’uso di acqua non sicura e alla malnutrizione.

5. Ambienti, caratteristiche geografiche e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Altopiano e costa non sono la stessa Angola. A Lubango, a 1.700 metri, la notte si dorme con la coperta; a Luanda con il condizionatore e la zanzariera. Ma la malaria c’è in entrambe.
  • Luanda e la costa nord (Luanda, Bengo, Cabinda): malaria, dengue, colera, diarree, traffico e criminalità.
  • Costa centrale e sud (Benguela, Lobito, Namibe): clima più secco, malaria meno intensa, deserto del Namib a sud.
  • Altopiani centrali (Huambo, Bié, Lubango): notti fresche, malaria presente ma meno intensa.
  • Foreste e savane del nord e dell’est (Uíge, Zaire, Malanje, Lunda): malaria intensa, tripanosomiasi africana, schistosomiasi, isolamento sanitario.

6. Malattie endemiche

IL PARERE DEL DR. MEO
In Angola raccomando sempre due gesti che sembrano piccoli: non fare il bagno in acqua dolce ferma o lenta, per la schistosomiasi, e stirare la biancheria stesa all’aperto, per le larve della mosca tumbu.
  • Acqua e cibo: colera, febbre tifoide, epatite A ed E, diarree batteriche e parassitarie.
  • Acqua dolce: schistosomiasi (fiumi, laghi e lagune).
  • Insetti: malaria, dengue, chikungunya, filariosi, malattia del sonno (tripanosomiasi) nelle province settentrionali.
  • Animali: rabbia (cani randagi).
  • Suolo e ambiente: tungiasi, larva migrans, miasi da mosca tumbu.
  • Sangue e rapporti sessuali: HIV ed epatite B, diffusi.
  • Via respiratoria: tubercolosi, morbillo.

7. Vaccinazioni

IL PARERE DEL DR. MEO
Per l’Angola la febbre gialla non è un’opzione: senza certificato si rischia di non entrare. Gli altri vaccini li calibro sul viaggio, ma epatite A, tifo e rabbia li propongo a quasi tutti.

A — Vaccinazioni obbligatorie

  • Febbre gialla — obbligatoria per tutti i viaggiatori a partire dai 9 mesi di età. Il certificato è valido dal decimo giorno dopo la vaccinazione e per tutta la vita. Chi deve vaccinarsi

B — Vaccinazioni consigliate

  • Dengue (Qdenga) — consigliata a tutti i viaggiatori dai 4 anni di età, anche a chi non ha mai avuto la dengue e anche per viaggi brevi; due dosi a distanza di 3 mesi, la prima dose da effettuare prima della partenza.
  • Morbillo-parotite-rosolia — consigliato a chi non ha due dosi documentate o non ha avuto la malattia; dose anticipata dai 6 mesi per i bambini piccoli.
  • Epatite A — sempre. Con l’epatite B si può usare il vaccino combinato, anche con schema accelerato 0-7-21 giorni e richiamo a 12 mesi. Vaccinazione
  • Febbre tifoide — vaccino Vi iniettabile, richiamo a 2 anni. Vaccinazione
  • Rabbia — preesposizione con 2 dosi (schema 0-7 giorni) per chi entra in contatto con animali. Vaccinazione
  • Poliomielite — una dose di richiamo con vaccino inattivato (IPV). Scheda malattia
  • Colera orale — per operatori, soggiorni lunghi o in aree con epidemia in corso. Vaccinazione
  • Epatite B — soggiorni lunghi, lavoratori, possibili cure sul posto. Vaccinazione
  • Difterite-tetano-pertosse — richiamo dTpa.
  • Influenza, pneumococco ed herpes zoster — da proporre agli over 60.

Non indicate: encefalite giapponese.

8. Malaria PRESENTE

IL PARERE DEL DR. MEO
Qui la malaria è soprattutto da falciparum, quella che può uccidere in pochi giorni. Per me la profilassi in Angola non si discute, nemmeno per un viaggio di lavoro di una settimana a Luanda. E una febbre al rientro va controllata entro 24 ore.

Rischio alto in tutto il Paese e tutto l’anno, compresa Luanda, con picco nella stagione delle piogge. Prevale Plasmodium falciparum, resistente alla clorochina. Il rischio è minore sugli altopiani e nel deserto del Sud-Ovest, ma non assente.

  • Doxiciclina 100 mg, 1 compressa al giorno a pranzo, con un bel bicchiere d’acqua — prima scelta: dal giorno di arrivo fino a 10 giorni dopo l’uscita dall’area a rischio (sufficienti secondo l’esperienza del Dr. Paolo Meo); l’indicazione ufficiale è di continuare per 4 settimane dopo l’uscita. Approfondisci
  • Atovaquone-proguanil — seconda scelta, tenendo conto delle resistenze descritte e degli effetti collaterali. Approfondisci
  • Protezione dalle punture: repellente con DEET 30-50% o icaridina, zanzariera impregnata, maniche lunghe dal tramonto; come complemento naturale l’olio di neem NOZETA. NOZETA

9. Arbovirosi e altre virosi PRESENTI

IL PARERE DEL DR. MEO
Dengue e chikungunya a Luanda si prendono di giorno, quando la zanzariera non serve. Il repellente va messo al mattino e rinnovato; e in caso di febbre, solo paracetamolo.
  • Febbre gialla — endemica, prevenuta dal vaccino obbligatorio.
  • Dengue — Luanda e città costiere; sierotipi DENV-1, 2, 3 e 4 documentati negli ultimi anni.
  • Chikungunya — presente, probabilmente sottostimata.
  • Febbri emorragiche — nel 2005 l’Angola ha avuto un’epidemia di Marburg nella provincia di Uíge; oggi nessun focolaio segnalato.

Non presenti: encefalite giapponese.

10. Piante e medicina tradizionale

IL PARERE DEL DR. MEO
Molti angolani si rivolgono al curandeiro prima che al medico, e lo capisco. Ma una febbre in Angola è malaria fino a prova contraria: nessun infuso può sostituire un test e una terapia.

La medicina tradizionale dei kimbandeiros e degli erboristi è molto diffusa, anche in città. Si usano radici, cortecce e foglie contro febbre, dolori e disturbi intestinali. I preparati tradizionali non sono controllati e possono interferire con i farmaci antimalarici.

11. Farmacia da viaggio

IL PARERE DEL DR. MEO
A Luanda si trovano farmacie fornite, ma i farmaci contraffatti esistono, soprattutto gli antimalarici. Tutto ciò che serve si porta dall’Italia.
  • Antimalarico per tutta la durata del soggiorno più 10 giorni (sufficienti secondo il Dr. Paolo Meo) o 4 settimane (indicazione ufficiale).
  • Azitromicina per la diarrea con febbre: 1 g in dose singola oppure 500 mg al giorno per 3 giorni; rifaximina per le forme senza febbre.
  • Loperamide (da usare il meno possibile): è solo un sintomatico, non va mai usata da sola ma sempre insieme all’antibiotico (doxiciclina o altro), e mai in presenza di febbre alta o di sangue nelle feci.
  • Sali reidratanti orali: essenziali durante il soggiorno, insieme a oltre 2 litri d’acqua al giorno, contro la disidratazione.
  • Paracetamolo, antistaminico, cortisone orale.
  • Adrenalina autoiniettabile per chi ha già avuto reazioni allergiche gravi.
  • Repellente e NOZETA (multiuso: repellente, lenitivo dopo la puntura, antiparassitario, antisettico potente per la disinfezione di ferite e acqua, anti-ustione ed eritema solare), zanzariera, crema solare. NOZETA
  • Scorta dei farmaci abituali con ricetta in inglese.

Le medicine in viaggio

12. Pillole sanitarie

IL PARERE DEL DR. MEO
In Angola le tre regole d’oro sono: zanzare sempre, acqua sigillata sempre, e mai a piedi nudi o nell’acqua dolce. Il resto è buon senso da viaggiatore attento.
  • Sole e calore — caldo umido sulla costa nella stagione delle piogge: acqua e sali, protezione solare, pause all’ombra.
  • Acque dolci e mare — niente bagni in fiumi, laghi e lagune (schistosomiasi); l’oceano è freddo per la corrente del Benguela, con correnti forti in molte spiagge; evitare le spiagge vicine agli scarichi urbani di Luanda.
  • Montagna — gli altopiani (Lubango 1.700 m, Serra da Leba, Tundavala oltre 2.000 m) non danno problemi di quota; notti fredde nel cacimbo.
  • Serpenti e ragni — mamba, cobra e vipere soffianti nelle aree rurali: scarponi, torcia di notte, mai camminare nell’erba alta al buio.
  • Meduse — presenti lungo la costa in alcune stagioni: risciacquo con acqua di mare.

13. Strutture sanitarie nel Paese

IL PARERE DEL DR. MEO
A Luanda ci sono cliniche private di buon livello; nelle province un caso grave va spesso evacuato. Per l’Angola l’assicurazione con rimpatrio sanitario è indispensabile, anche per i viaggi di lavoro brevi.

A Luanda operano cliniche private di riferimento per stranieri, come la Clínica Girassol e la Clínica Sagrada Esperança. Gli ospedali pubblici sono sovraffollati e con risorse limitate. Nelle province le strutture sono essenziali; per i casi gravi si ricorre all’evacuazione verso il Sudafrica o l’Europa.

Rappresentanza italiana: Ambasciata d’Italia a Luanda.

Al rientro: i segnali da non trascurare

Qualsiasi febbre nei 3 mesi successivi al rientro è malaria fino a prova contraria: test entro 24 ore. Attenzione anche a diarrea con molta acqua (colera), febbre con dolori articolari (dengue, chikungunya), prurito o sangue nelle urine dopo bagni in acqua dolce (schistosomiasi), foruncoli che si muovono sotto la pelle (miasi). Rivolgetevi a un centro di medicina tropicale.

Visite di medicina tropicale al rientro →

Appendice — Le località più ricercate

Clima, ambiente e malattie presenti nelle mete più richieste da chi visita o lavora in Angola.

Luanda, Ilha e Mussulo

Clima e quota: Livello del mare. Caldo umido nella stagione delle piogge, più fresco e nebbioso nel cacimbo.

Ambiente: Capitale da milioni di abitanti, baia e lungomare, penisola sabbiosa di Mussulo.

Malattie e rischi: Malaria, dengue, colera (epicentro 2025), diarree, traffico e criminalità.

Consiglio: Profilassi antimalarica, repellente di giorno e di sera, acqua solo sigillata.

Benguela, Lobito e Baía Azul

Clima e quota: Costa più secca, estati calde, inverni miti.

Ambiente: Città coloniali, porto di Lobito, spiagge atlantiche.

Malattie e rischi: Malaria (meno intensa che a nord), colera nelle piogge, correnti oceaniche.

Consiglio: Bagni solo in spiagge conosciute, profilassi antimalarica comunque.

Lubango, Serra da Leba e Tundavala

Clima e quota: 1.700-2.200 m. Clima fresco, notti fredde da maggio a settembre.

Ambiente: Altopiano della Huíla, tornanti della Serra da Leba, fenditura di Tundavala.

Malattie e rischi: Malaria presente ma meno intensa, colera (Huíla epicentro a metà 2025), infezioni respiratorie nel cacimbo.

Consiglio: Abiti caldi la sera, profilassi e zanzariera anche in altopiano.

Namibe e Parco Nazionale di Iona

Clima e quota: Desertico costiero, nebbie mattutine, piogge rarissime.

Ambiente: Deserto del Namib, dune che scendono all’oceano, welwitschia.

Malattie e rischi: Malaria bassa, disidratazione, scorpioni, isolamento sanitario.

Consiglio: Viaggi solo organizzati con veicoli attrezzati, scorte d’acqua.

Cascate di Kalandula (Malanje)

Clima e quota: Circa 1.000 m. Piogge intense da novembre ad aprile.

Ambiente: Una delle cascate più grandi d’Africa, savana e foresta.

Malattie e rischi: Malaria intensa, schistosomiasi nei corsi d’acqua, morbillo (focolaio Malanje 2025), malattia del sonno in alcune aree della provincia.

Consiglio: Nessun bagno nel fiume, repellente e abiti chiari contro le mosche tse-tse.

Parco Nazionale di Kissama (Quiçama)

Clima e quota: Costiero tropicale, caldo umido nelle piogge.

Ambiente: Savana e foresta a sud di Luanda, fiume Cuanza, fauna reintrodotta.

Malattie e rischi: Malaria, zecche, schistosomiasi nel Cuanza, morsi di serpente.

Consiglio: Pantaloni lunghi, controllo delle zecche, profilassi antimalarica.

Fonti principali

  1. ECDC, Cholera worldwide overview, aggiornamento mensile al 26 agosto 2026 (Angola: dati al 9 agosto 2026).
  2. OMS, Multi-country outbreak of cholera, aggiornamento epidemiologico n. 38, 30 giugno 2026.
  3. Ministero della Salute dell’Angola, comunicato per la Giornata mondiale della malaria, aprile 2026.
  4. OMS Angola, Relatório Anual 2025, febbraio 2026.
  5. CDC, Travel Health Notice livello 2 Global Polio, aggiornato al 23 settembre 2026.
  6. Emerging Infectious Diseases 2025;31(11): emergenza di DENV-3 a Luanda.
  7. Gabinete Provincial de Saúde de Malanje (Angop), focolaio di morbillo, dicembre 2025.
  8. OMS, International Travel and Health: requisiti febbre gialla — Angola.
  9. Ministero degli Affari Esteri, Viaggiare Sicuri — scheda Angola, consultata il 2 ottobre 2026.

La scheda completa Angola a 13 capitoli è in preparazione. Per una consulenza prima della partenza, anche a distanza: WhatsApp 346 6000899 · seg.cesmet@gmail.com · Consulenze online

NOTA METODOLOGICA E DI TRASPARENZA — MODELLO MEO–CLAUDE
Questa scheda è stata preparata con il metodo Meo–Claude. Le ricerche sulle fonti internazionali, l’ordinamento dei dati e l’impaginazione sono stati svolti con Claude (Anthropic); la veste grafica è stata studiata insieme. I dati sono stati poi valutati e verificati sulle fonti primarie dal Dr. Paolo Meo, che ha riscritto le parti cliniche e ne porta l’intera responsabilità. Lo strumento cerca, ordina e dà forma alla pagina; il medico decide e firma.

CESMET – Clinica del Viaggiatore · Direttore Dr. Paolo Meo · clinicadelviaggiatore.com

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Andorra – Scheda Paese

CESMET – CLINICA DEL VIAGGIATORE
ANDORRA
Scheda Paese · edizione sintetica di aggiornamento
Direttore e redattore Dr. Paolo Meo — medico tropicalista infettivologo
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Mappa Andorra

Redazione: 2 ottobre 2026 · Dati epidemiologici chiusi al 1° ottobre 2026

Fonti più recenti: Ministero della Salute di Andorra (sorveglianza respiratoria 2026), Servizio meteorologico nazionale, stampa andorrana.

Questa è la versione sintetica e gratuita. La scheda completa e dettagliata, curata personalmente dal Dr. Paolo Meo con oltre 40 anni di esperienza in medicina tropicale, contiene tutti i capitoli approfonditi, le mappe del rischio mese per mese e i suoi consigli pratici per il vostro viaggio. Uno strumento utilissimo per conoscere in modo approfondito le mete del tuo viaggio e per viaggiare in sicurezza.

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PRIMA DI PARTIRE — DA SAPERE

Andorra non fa parte dell’Unione Europea: la tessera sanitaria europea (TEAM) non dà diritto all’assistenza gratuita e le cure sono a pagamento. Serve un’assicurazione sanitaria di viaggio che copra anche il soccorso in montagna e l’elisoccorso.

Si entra solo attraverso la Spagna o la Francia: portate un documento valido per l’espatrio. Nessuna area del Paese è sconsigliata dalla Farnesina.

Alert in evidenza

AllertaSituazione al 1° ottobre 2026Livello
Traumi da sci e valangheStagione dicembre-aprile; allerta arancione per valanghe nel Nord del Paese a febbraio 2026.MEDIO
Ghiaccio sulle strade e sui marciapiediIl 10 gennaio 2026 oltre 130 persone sono state curate per fratture dopo una notte di pioggia gelata ad Andorra la Vella ed Escaldes.MEDIO
Influenza e infezioni respiratorieOndata invernale 2025-26 rientrata sotto la soglia epidemica a febbraio 2026; ripresa attesa da novembre.BASSO
Gastroenteriti nei gruppi scolasticiEpisodi lievi nelle gite sulla neve (gennaio 2026), legati alla vita di gruppo.BASSO
ZecchePresenti nei prati e nei boschi d’estate; rischio basso di malattia di Lyme.BASSO

1. Introduzione alla scheda sanitaria

IL PARERE DEL DR. MEO
Andorra non è una meta da medicina tropicale, ed è proprio per questo che la scheda serve: i rischi qui non vengono dalle zanzare ma dalla montagna, dal freddo e dalla velocità sugli sci. E dal fatto, che molti ignorano, che la tessera sanitaria europea qui non vale.

Questa «nuova edizione sintetica delle schede» riporta gli alert al 1° ottobre 2026, le vaccinazioni e tutte le notizie aggiornate e le regole essenziali verificate dal Dr. Paolo Meo.

Il Principato, nel cuore dei Pirenei, ha un buon sistema sanitario e nessuna malattia infettiva particolare. I problemi sanitari del viaggiatore sono quelli della montagna: traumi, freddo, quota moderata, sole.

2. Epidemie e alert sanitari

IL PARERE DEL DR. MEO
In Andorra il pronto soccorso d’inverno è pieno di fratture, non di infezioni. Casco, attrezzatura controllata e scarpe adatte per camminare in paese valgono più di qualsiasi vaccino.

Non ci sono emergenze infettive in corso. Gli alert del 2026 riguardano la sicurezza invernale: valanghe nelle aree fuoripista, ghiaccio nelle vie cittadine, traumi sulle piste. L’influenza segue lo stesso andamento del resto d’Europa.

3. Clima e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Chi arriva in auto da Barcellona o da Tolosa passa dal livello del mare a oltre 2.000 metri in poche ore. Per un cardiopatico o un anziano il primo giorno va preso con calma.

Previsioni meteo: 3bmeteo.com — Andorra

Clima di montagna: inverni freddi e nevosi da dicembre ad aprile, estati miti con temporali pomeridiani. Le valli abitate sono fra 1.000 e 1.500 m, gli impianti sciistici arrivano a 2.600 m.

  • Dicembre-aprile: traumi da sci, valanghe, ipotermia, ghiaccio, influenza.
  • Maggio-settembre: escursionismo, temporali e fulmini, sole intenso in quota, zecche.
  • Ottobre-novembre: stagione di passaggio, nebbie e prime nevicate.

4. Cambiamenti climatici e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Inverni più caldi significano neve più instabile e più pioggia gelata. Io consiglio sempre di controllare il bollettino valanghe e le allerte meteo prima di uscire, ogni giorno.

Nei Pirenei gli inverni diventano più irregolari: nevicate abbondanti alternate a fasi miti, pioggia su neve, maggiore instabilità del manto nevoso e più episodi di ghiaccio. D’estate aumentano le ondate di calore anche in quota e il rischio di frane, come quella che nel 2026 ha chiuso per mesi la strada francese verso Pas de la Casa.

5. Ambienti, caratteristiche geografiche e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Le valli di Andorra sono strette e ripide: in pochi chilometri si passa dal centro commerciale al sentiero d’alta quota. L’errore tipico è affrontare il secondo vestiti per il primo.
  • Valli urbane (Andorra la Vella, Escaldes-Engordany): traffico, ghiaccio d’inverno, infezioni respiratorie stagionali.
  • Stazioni sciistiche (Grandvalira, Pal-Arinsal, Ordino-Arcalís): traumi, freddo, sole riflesso dalla neve.
  • Alta montagna e parchi (Madriu-Perafita-Claror, Coma Pedrosa): escursionismo, temporali, zecche, distanza dai soccorsi.

6. Malattie endemiche

IL PARERE DEL DR. MEO
Qui non c’è nulla di esotico. Le uniche attenzioni infettive che chiedo sono le zecche dopo un’escursione estiva e l’acqua dei torrenti, limpida ma non per questo potabile.
  • Zecche: malattia di Lyme, rischio basso.
  • Acqua di torrenti e sorgenti non controllate: giardiasi e diarree (pascoli in quota).
  • Via respiratoria: influenza, virus respiratorio sinciziale e COVID-19 d’inverno.
  • Encefalite da zecche (TBE): non presente nei Pirenei.

7. Vaccinazioni

IL PARERE DEL DR. MEO
Per Andorra bastano i vaccini di base in regola. Insisto solo sul tetano per chi fa sport in montagna, e sull’antinfluenzale per chi ha più di sessant’anni e va sulla neve in pieno inverno.

A — Vaccinazioni richieste

  • Nessuna vaccinazione obbligatoria.

B — Vaccinazioni consigliate

  • Tetano-difterite-pertosse — richiamo ogni 10 anni, importante per chi fa sport e trekking.
  • Morbillo-parotite-rosolia — verificare le due dosi, come per tutta l’Europa.
  • Influenza — per over 60, fragili e chi viaggia fra novembre e marzo.
  • Pneumococco ed herpes zoster — da proporre agli over 60.
  • COVID-19 — secondo le indicazioni nazionali per età e condizioni di salute.

Non indicate: epatite A per i soggiorni turistici (rischio come in Italia), rabbia, febbre tifoide, encefalite da zecche.

8. Malaria NON PRESENTE

IL PARERE DEL DR. MEO
Nessuna malaria e nessuna profilassi. Unica avvertenza: se arrivate in Andorra dopo un viaggio in un Paese tropicale, ricordatevi di completare la profilassi iniziata lì.

In Andorra non c’è trasmissione di malaria. La profilassi non è indicata.

9. Arbovirosi e altre virosi NON PRESENTI

IL PARERE DEL DR. MEO
Le valli andorrane sono troppo alte e fredde per le zanzare che trasmettono dengue o chikungunya. Una zanzariera qui non serve; un repellente contro le zecche d’estate sì.

Non sono presenti dengue, chikungunya, Zika, West Nile, febbre gialla, encefalite giapponese né encefalite da zecche.

10. Piante e medicina tradizionale

IL PARERE DEL DR. MEO
La flora dei Pirenei è splendida e va guardata più che raccolta. Alcune piante comuni nei prati d’alta quota, come l’aconito e il veratro, sono velenose e si confondono con erbe commestibili.

La tradizione pirenaica usa erbe di montagna per tisane e liquori. Nei prati crescono specie tossiche, come l’aconito napello e il veratro bianco (simile alla genziana): non raccogliete erbe spontanee se non le conoscete con certezza.

11. Farmacia da viaggio

IL PARERE DEL DR. MEO
In Andorra le farmacie sono ottime e fornite come le nostre. La valigia sanitaria serve soprattutto per la montagna: un piccolo kit di pronto soccorso nello zaino vale più di una farmacia in albergo.
  • Kit traumi: cerotti, bende elastiche, disinfettante, garze, telo isotermico.
  • Analgesici e antinfiammatori, antistaminico, cortisone orale.
  • Adrenalina autoiniettabile per chi ha già avuto reazioni allergiche gravi (anche alle punture di imenotteri).
  • Crema solare ad alta protezione e stick labbra, occhiali da sole con filtro UV.
  • Pinzetta per le zecche e repellente d’estate.
  • Scorta dei farmaci abituali con ricetta in inglese.

Le medicine in viaggio

12. Pillole sanitarie

IL PARERE DEL DR. MEO
In montagna le regole sono poche e sempre le stesse: casco, bollettino valanghe, e scendere quando il tempo cambia. Il sole in quota brucia anche quando fa freddo.
  • Sole e calore — in quota i raggi UV sono molto più intensi, e la neve li riflette: crema e occhiali anche nelle giornate nuvolose.
  • Acque dolci e mare — Paese senza mare. Laghi e torrenti gelidi anche d’estate: rischio di shock da freddo; l’acqua delle sorgenti va trattata. Le terme di Caldea sono un ambiente controllato.
  • Montagna — quota massima 2.942 m (Coma Pedrosa): mal di montagna raro, ma freddo, temporali con fulmini e valanghe sono i rischi principali; in inverno, fuoripista solo con ARTVA, pala e sonda.
  • Serpenti e ragni — la vipera è presente nei pendii soleggiati d’estate: scarponi e attenzione dove si mettono le mani.
  • Meduse — non applicabile: Andorra non ha sbocco al mare.

13. Strutture sanitarie nel Paese

IL PARERE DEL DR. MEO
Il servizio sanitario andorrano è di buon livello, ma si paga. Un intervento in elicottero sulle piste o in montagna può costare migliaia di euro: per questo, prima di tutto, l’assicurazione.

L’ospedale di riferimento è l’Hospital Nostra Senyora de Meritxell a Escaldes-Engordany; nelle parrocchie operano centri di salute e, nelle stazioni sciistiche, presidi medici sulle piste. Per i casi complessi i pazienti vengono trasferiti a Barcellona o Tolosa. Il soccorso in montagna è svolto dai Bombers d’Andorra.

Rappresentanza italiana: l’Italia è competente per Andorra tramite l’Ambasciata a Madrid.

Al rientro: i segnali da non trascurare

Una macchia rossa che si allarga attorno al punto di una puntura di zecca nelle settimane successive (malattia di Lyme); dolore persistente dopo una caduta sugli sci, anche se sembrava una contusione; tosse e febbre che non passano dopo un soggiorno invernale. Rivolgetevi al vostro medico o a un centro specialistico.

Visite di medicina tropicale al rientro →

Appendice — Le località più ricercate

Clima, ambiente e malattie presenti nelle mete più richieste da chi visita o lavora in Andorra.

Andorra la Vella ed Escaldes-Engordany

Clima e quota: Circa 1.050 m. Inverni freddi con neve e ghiaccio, estati miti.

Ambiente: Capitale e centro commerciale, terme di Caldea, traffico intenso nelle feste.

Malattie e rischi: Cadute sul ghiaccio, infezioni respiratorie invernali.

Consiglio: Scarpe con suola antiscivolo d’inverno, antinfluenzale per gli over 60.

Grandvalira (Pas de la Casa, Soldeu, El Tarter)

Clima e quota: 1.700-2.600 m. Neve da dicembre ad aprile, vento e freddo intenso.

Ambiente: Il più grande comprensorio sciistico dei Pirenei.

Malattie e rischi: Traumi da sci e snowboard, ipotermia, ustioni solari e oftalmia da neve.

Consiglio: Casco, crema e occhiali UV, pause per bere e mangiare.

Pal-Arinsal e Ordino-Arcalís

Clima e quota: 1.550-2.600 m. Innevamento abbondante, stazioni più esposte al vento.

Ambiente: Comprensori sciistici del Nord-Ovest, aree di fuoripista.

Malattie e rischi: Traumi, valanghe nel fuoripista.

Consiglio: Controllare ogni giorno il bollettino valanghe; fuoripista solo con attrezzatura e guida.

Valle del Madriu-Perafita-Claror

Clima e quota: 1.050-2.900 m. Estate mite, temporali pomeridiani.

Ambiente: Valle glaciale patrimonio UNESCO, rifugi e antichi sentieri.

Malattie e rischi: Traumi da escursionismo, fulmini, zecche, acqua non potabile dei torrenti.

Consiglio: Partire presto, scendere ai primi tuoni, controllo delle zecche la sera.

Coma Pedrosa e laghi di Tristaina

Clima e quota: 2.250-2.942 m. Freddo anche d’estate, meteo che cambia in fretta.

Ambiente: La vetta più alta del Paese, laghi glaciali.

Malattie e rischi: Affaticamento da quota, ipotermia, cadute su terreno roccioso.

Consiglio: Abbigliamento a strati, scorta d’acqua, non partire da soli.

Fonti principali

  1. Ministero della Salute di Andorra, sorveglianza delle infezioni respiratorie acute, settimane 1-6 del 2026.
  2. Servizio meteorologico di Andorra, allerta valanghe del 16 febbraio 2026.
  3. Diari d’Andorra / Altaveu, fratture da ghiaccio del 10 gennaio 2026.
  4. Ministero degli Affari Esteri, Viaggiare Sicuri — scheda Andorra, consultata il 2 ottobre 2026.

La scheda completa Andorra a 13 capitoli è in preparazione. Per una consulenza prima della partenza, anche a distanza: WhatsApp 346 6000899 · seg.cesmet@gmail.com · Consulenze online

NOTA METODOLOGICA E DI TRASPARENZA — MODELLO MEO–CLAUDE
Questa scheda è stata preparata con il metodo Meo–Claude. Le ricerche sulle fonti internazionali, l’ordinamento dei dati e l’impaginazione sono stati svolti con Claude (Anthropic); la veste grafica è stata studiata insieme. I dati sono stati poi valutati e verificati sulle fonti primarie dal Dr. Paolo Meo, che ha riscritto le parti cliniche e ne porta l’intera responsabilità. Lo strumento cerca, ordina e dà forma alla pagina; il medico decide e firma.

CESMET – Clinica del Viaggiatore · Direttore Dr. Paolo Meo · clinicadelviaggiatore.com

Andorra – Scheda Paese Leggi tutto »

Algeria – Scheda Paese

CESMET – CLINICA DEL VIAGGIATORE
ALGERIA
Scheda Paese · edizione sintetica di aggiornamento
Direttore e redattore Dr. Paolo Meo — medico tropicalista infettivologo
BandieraStemma
Mappa Algeria

Redazione: 2 ottobre 2026 · Dati epidemiologici chiusi al 1° ottobre 2026

Fonti più recenti: ECDC e CDC (avviso poliomielite del 23 settembre 2026), OMS (valutazione del rischio difterite, marzo 2026), Ministero della Salute algerino.

Questa è la versione sintetica e gratuita. La scheda completa e dettagliata, curata personalmente dal Dr. Paolo Meo con oltre 40 anni di esperienza in medicina tropicale, contiene tutti i capitoli approfonditi, le mappe del rischio mese per mese e i suoi consigli pratici per il vostro viaggio. Uno strumento utilissimo per conoscere in modo approfondito le mete del tuo viaggio e per viaggiare in sicurezza.

👶 NOVITÀ – Viaggi con i tuoi bambini? Nella scheda completa trovi l’Appendice Bambini (0–10 anni): vaccini per età, profilassi antimalarica in base al peso, repellenti adatti, località consigliate e farmacia pediatrica da portare con te.

🧭 NOVITÀ – Over 60, il mondo è ancora tutto da scoprire. L’Appendice Over 60 ti spiega come preparare il viaggio insieme alle tue terapie. Trovi i vaccini consigliati alla tua età, come affrontare volo, caldo, altitudine e mare, e gli ospedali affidabili del Paese.

💊 NOVITÀ – Una malattia cronica non deve fermare il tuo viaggio. L’Appendice Malattie Croniche è dedicata a chi convive con cardiopatie, diabete, ipertensione, malattie respiratorie, renali o del fegato, a chi ha difese immunitarie ridotte e a chi segue terapie continue, come anticoagulanti, insulina, farmaci biologici o psicofarmaci. Trovi come portare i farmaci tra dogane e fusi orari e quali antimalarici e vaccini sono compatibili con la tua cura.

Potete prenotarla e acquistarla al costo di 59 € scrivendo a seg.cesmet@gmail.com.

SICUREZZA — LEGGERE PRIMA DI PARTIRE

La Farnesina raccomanda di evitare le zone di confine meridionali e orientali (Mali, Niger, Libia, Mauritania) e di affrontare il Sahara solo con agenzie autorizzate e, dove richiesto, con scorta. Nel resto del Paese il viaggio è possibile con le normali precauzioni.

Prima di partire registrate il viaggio su Viaggiare Sicuri e su Dove siamo nel mondo.

Alert in evidenza

AllertaSituazione al 1° ottobre 2026Livello
Malaria importata e difterite nel Grande SudDal settembre 2024 focolai nelle wilaya di Tamanrasset, In Guezzam e Bordj Badji Mokhtar, legati ai flussi dal Sahel: a fine settembre 2024 536 casi e 40 decessi. Dall’ottobre 2025 l’OMS non riceve dati aggiornati.MEDIO
Recrudescenza stagionale della malaria importataOgni anno a settembre, dopo le prime piogge, aumentano i casi importati nelle wilaya sahariane.MEDIO
Poliomielite (poliovirus derivato da vaccino, cVDPV2)Circolazione dal 2022 (primo caso a Tamanrasset). L’Algeria è nell’avviso CDC di livello 2 aggiornato al 23 settembre 2026.MEDIO
Leishmaniosi cutaneaEndemica nelle steppe e nelle oasi del Nord sahariano (Biskra, M’Sila), con picco a fine estate e in autunno.MEDIO
Scorpioni e caldo estremoNel Sahara d’estate le punture di scorpione sono un problema sanitario rilevante; temperature oltre i 45 °C.MEDIO
Nord e costeNessuna emergenza infettiva in corso. Rischi abituali: epatite A, diarree, brucellosi, rabbia.BASSO

1. Introduzione alla scheda sanitaria

IL PARERE DEL DR. MEO
L’Algeria è un Paese che conosco bene per la sua doppia natura: un Nord mediterraneo, vicino al nostro, e un Sahara immenso che appartiene già a un altro mondo sanitario. La scheda va letta così, in due metà: chi resta sulla costa ha bisogno di poco, chi scende nel Grande Sud deve prepararsi come per il Sahel.

Questa «nuova edizione sintetica delle schede» riporta gli alert al 1° ottobre 2026, le vaccinazioni e tutte le notizie aggiornate e le regole essenziali verificate dal Dr. Paolo Meo.

L’Algeria, il Paese più grande d’Africa, è certificata dall’OMS libera dalla malaria dal 2019. Il quadro sanitario cambia però molto tra la fascia costiera, le steppe degli altopiani e il Sahara, dove arrivano malattie dai Paesi confinanti del Sahel.

2. Epidemie e alert sanitari

IL PARERE DEL DR. MEO
Gli alert del Grande Sud nascono quasi tutti oltre confine, con chi fugge dalla guerra nel Nord del Mali. Per il viaggiatore il messaggio è semplice: difterite e polio si prevengono con un richiamo, la malaria con la protezione dalle zanzare. Chi va a Tamanrasset o a Djanet controlli il libretto vaccinale prima, non dopo.

Difterite e malaria al Sud. Nel settembre 2024 il Ministero della Salute ha inviato commissioni mediche, farmaci e siero antidifterico nelle wilaya di frontiera. Tinzaouatine, al confine con il Mali, è stata la località più colpita. La situazione attuale non è chiara per assenza di dati recenti.

Poliomielite. Il poliovirus derivato da vaccino di tipo 2 è stato identificato per la prima volta nel 2022 in un bambino non vaccinato di Tamanrasset. Il rischio per l’adulto vaccinato è basso, ma un richiamo è consigliato.

Malaria importata. I casi crescono ogni settembre nelle wilaya sahariane (Tamanrasset, Adrar, Illizi), dopo le piogge e con i movimenti dai Paesi del Sahel.

3. Clima e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Nel Sahara il periodo giusto è da ottobre ad aprile. D’estate il caldo non è un disagio, è un rischio clinico, soprattutto per chi ha più di sessant’anni o prende farmaci per la pressione.

Previsioni meteo: 3bmeteo.com — Algeria

Tre climi in un solo Paese. Sulla costa il clima è mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche. Sugli altopiani delle steppe gli inverni sono freddi, a volte nevosi. Nel Sahara le estati sono torride, oltre i 45 °C, mentre le notti invernali possono scendere sotto zero; il vento caldo di sud porta tempeste di sabbia.

  • Novembre-marzo: stagione ideale per il Sahara; al Nord infezioni respiratorie e influenza.
  • Aprile-giugno: inizio del caldo, scorpioni attivi, tempeste di sabbia.
  • Luglio-agosto: caldo estremo nel Sud, colpo di calore, disidratazione, diarree al Nord.
  • Settembre-ottobre: malaria importata al Sud dopo le piogge; leishmaniosi cutanea nelle steppe.

4. Cambiamenti climatici e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Il cambiamento climatico in Algeria si misura in gradi d’estate e in litri d’acqua che mancano. Per il viaggiatore significa più ondate di calore anche sulla costa e la necessità di non dare mai per scontata l’acqua del rubinetto.

L’Algeria registra estati sempre più calde, siccità prolungate, incendi boschivi in Cabilia e lungo la costa e piogge improvvise che nel Sud favoriscono la ricomparsa delle zanzare Anopheles. Le autorità sanitarie indicano proprio il clima, insieme alle migrazioni, fra i fattori dell’aumento della malaria importata nel Sahara.

5. Ambienti, caratteristiche geografiche e malattie

IL PARERE DEL DR. MEO
Costa, steppa e deserto chiedono valigie diverse. Sulla costa porto quello che porterei in Sicilia; nelle oasi aggiungo repellente contro i pappataci; nel deserto profondo, acqua, sali minerali e una torcia per guardare dove metto i piedi.
  • Costa mediterranea (Algeri, Orano, Annaba, Tipasa): epatite A, diarree, brucellosi da latticini non pastorizzati, rabbia da cani.
  • Altopiani e steppe (Sétif, Djelfa, M’Sila, Biskra): leishmaniosi cutanea, idatidosi, freddo intenso d’inverno.
  • Oasi del Nord sahariano (Ghardaïa, Valle del M’zab, Timimoun): pappataci, scorpioni, caldo.
  • Grande Sud (Tamanrasset, Hoggar, Djanet, Tassili n’Ajjer): caldo estremo, scorpioni e vipere, malaria e difterite importate, distanze enormi dai centri sanitari.

6. Malattie endemiche

IL PARERE DEL DR. MEO
Della brucellosi parlo sempre: il formaggio fresco o il latte di capra e di cammello offerti con generosità nei villaggi sono un gesto di ospitalità, ma senza pastorizzazione possono dare febbri che durano mesi.
  • Acqua e cibo: epatite A, febbre tifoide, diarree batteriche, amebiasi, giardiasi.
  • Latte e formaggi non pastorizzati: brucellosi.
  • Pappataci: leishmaniosi cutanea (steppe e oasi) e viscerale (Nord e Cabilia).
  • Animali: rabbia (cani randagi), idatidosi (contatto con cani, verdure non lavate).
  • Via respiratoria: tubercolosi, morbillo.
  • Ambiente: punture di scorpione e morsi di vipera nel Sahara.

7. Vaccinazioni

IL PARERE DEL DR. MEO
Per l’Algeria del Nord bastano epatite A e vaccini di base in regola. Per il Grande Sud aggiungo il richiamo di difterite-tetano e quello antipolio, e la rabbia per chi fa trekking o vive a lungo nei villaggi.

A — Vaccinazioni richieste

  • Febbre gialla. Non richiesta a chi arriva dall’Italia. Il certificato è richiesto ai viaggiatori di almeno 1 anno provenienti da Paesi a rischio di trasmissione (per esempio chi arriva dal Sahel o dall’Africa centrale). Chi deve vaccinarsi

B — Vaccinazioni consigliate

  • Morbillo-parotite-rosolia — consigliato a chi non ha due dosi documentate o non ha avuto la malattia; dose anticipata dai 6 mesi per i bambini piccoli.
  • Epatite A — sempre. Con l’epatite B si può usare il vaccino combinato, anche con schema accelerato 0-7-21 giorni e richiamo a 12 mesi. Vaccinazione
  • Difterite-tetano-pertosse — richiamo dTpa, indispensabile per il Grande Sud.
  • Poliomielite — una dose di richiamo con vaccino inattivato (IPV); per soggiorni lunghi conservare il certificato internazionale. Scheda malattia
  • Febbre tifoide — per soggiorni fuori dai circuiti alberghieri; vaccino Vi iniettabile, richiamo a 2 anni. Vaccinazione
  • Rabbia — preesposizione con 2 dosi (schema 0-7 giorni) per chi entra in contatto con animali: trekking, soggiorni lunghi, lavoro con animali. Vaccinazione
  • Epatite B — soggiorni lunghi e lavoratori. Vaccinazione
  • Influenza, pneumococco ed herpes zoster — da proporre agli over 60.

Non indicate: encefalite giapponese, febbre gialla (il Paese è fuori dall’area di trasmissione).

8. Malaria NON PRESENTE — casi importati al Sud

IL PARERE DEL DR. MEO
L’Algeria è libera dalla malaria e non serve la profilassi. Attenzione però a due situazioni: chi dal Sahara prosegue verso Niger o Mali, e chi soggiorna a lungo a Tamanrasset o In Guezzam in autunno. Lì la protezione dalle punture va presa sul serio, e una febbre al rientro va controllata.

L’OMS ha certificato l’Algeria libera dalla malaria nel 2019; il Nord l’aveva eliminata già nel 1992. Nelle wilaya sahariane si registrano però ogni anno casi importati dai Paesi del Sahel, con un picco a settembre-ottobre. La chemioprofilassi non è indicata per i soggiorni in Algeria; diventa necessaria per chi prosegue verso Mali, Niger o altri Paesi endemici.

  • Protezione dalle punture nel Grande Sud: repellente con DEET 30-50% o icaridina, maniche lunghe dal tramonto, zanzariera; come complemento naturale l’olio di neem NOZETA. NOZETA

9. Arbovirosi e altre virosi PRESENZA LIMITATA

IL PARERE DEL DR. MEO
Nel Nord dell’Algeria le arbovirosi sono simili a quelle dell’Italia meridionale: poche, stagionali, quasi sempre lievi. Il vero insetto da cui difendersi qui è il pappatacio, piccolo e silenzioso.
  • West Nile — casi sporadici, storicamente anche nelle oasi del Sud.
  • Febbre da pappataci (virus Toscana e affini) — estate, Nord e steppe.
  • Dengue — nessuna trasmissione locale stabile documentata, ma la zanzara tigre è segnalata in alcune città del Nord.

Non presenti: febbre gialla, encefalite giapponese, chikungunya autoctona.

10. Piante e medicina tradizionale

IL PARERE DEL DR. MEO
Le erbe del deserto e dei mercati algerini hanno una lunga tradizione, ma vanno trattate come farmaci: il rimedio contro la febbre o il dolore preso in un’oasi non sostituisce una diagnosi, e qualche pianta del Sahara è tossica.

Nei suq si trovano erbe e preparati della medicina tradizionale araba e berbera: artemisia del deserto (chih), cumino nero, henné, timo, oli essenziali. L’henné nero per tatuaggi temporanei può contenere parafenilendiammina e provocare dermatiti allergiche gravi: meglio evitarlo.

11. Farmacia da viaggio

IL PARERE DEL DR. MEO
Nelle città le farmacie algerine sono ben fornite. Nel Sud no: chi va nel deserto porta con sé un kit completo e la scorta dei farmaci abituali per tutto il viaggio più qualche giorno.
  • Azitromicina per la diarrea con febbre: 1 g in dose singola oppure 500 mg al giorno per 3 giorni; rifaximina per le forme senza febbre.
  • Loperamide (da usare il meno possibile): è solo un sintomatico, non va mai usata da sola ma sempre insieme all’antibiotico (doxiciclina o altro), e mai in presenza di febbre alta o di sangue nelle feci.
  • Sali reidratanti orali: essenziali durante il soggiorno, insieme a oltre 2 litri d’acqua al giorno, contro la disidratazione.
  • Paracetamolo, antistaminico, cortisone orale.
  • Adrenalina autoiniettabile per chi ha già avuto reazioni allergiche gravi.
  • Repellente e NOZETA (multiuso: repellente, lenitivo dopo la puntura, antiparassitario, antisettico potente per la disinfezione di ferite e acqua, anti-ustione ed eritema solare), zanzariera, crema solare. NOZETA
  • Scorta dei farmaci abituali con ricetta in inglese.

Le medicine in viaggio

12. Pillole sanitarie

IL PARERE DEL DR. MEO
Nel deserto la regola è la stessa che ripeto da quarant’anni: bere prima di avere sete, non camminare nelle ore centrali, e scuotere sempre scarpe e vestiti prima di indossarli.
  • Sole e calore — nel Sahara d’estate oltre 45 °C: acqua e sali, ombra nelle ore centrali, copricapo e occhiali; confusione e crampi sono segnali d’allarme.
  • Acque dolci e mare — il Mediterraneo algerino è balneabile, con attenzione alle correnti e agli scarichi vicino alle città; mai bere acqua delle guelta e dei pozzi del deserto senza trattarla.
  • Montagna — Hoggar (Tahat 2.918 m) e Djurdjura: quota moderata, ma freddo notturno intenso e grandi distanze dai soccorsi.
  • Serpenti e ragni — scorpioni (Androctonus, Leiurus) e vipere cornute nel Sahara: scarponi, torcia, mai infilare le mani sotto i sassi; in caso di puntura, immobilità e trasporto rapido.
  • Meduse — presenti d’estate lungo la costa: risciacquo con acqua di mare, mai con acqua dolce.

13. Strutture sanitarie nel Paese

IL PARERE DEL DR. MEO
Ad Algeri e Orano si trovano strutture pubbliche universitarie e cliniche private di buon livello. Nel Grande Sud un’emergenza può significare ore di volo: l’assicurazione con rimpatrio sanitario è indispensabile.

Il sistema sanitario pubblico ha i suoi centri di riferimento nei CHU, gli ospedali universitari: a Algeri il CHU Mustapha Pacha, poi Orano, Costantina, Annaba. Nelle grandi città operano cliniche private. Nel Sahara le strutture sono essenziali e lontane fra loro. La TEAM, la tessera sanitaria europea, non vale in Algeria.

Rappresentanza italiana: Ambasciata d’Italia ad Algeri.

Al rientro: i segnali da non trascurare

Febbre al rientro dal Grande Sud o da un proseguimento nel Sahel (malaria importata); mal di gola con placche e difficoltà a deglutire (difterite); febbre ondulante e dolori articolari per settimane (brucellosi); una lesione cutanea che non guarisce (leishmaniosi); diarrea oltre una settimana. Rivolgetevi a un centro di medicina tropicale e dite dove siete stati.

Visite di medicina tropicale al rientro →

Appendice — Le località più ricercate

Clima, ambiente e malattie presenti nelle mete più richieste da chi visita o lavora in Algeria.

Algeri e la Casbah

Clima e quota: Livello del mare. Mediterraneo: inverni miti e piovosi, estati calde e umide.

Ambiente: Capitale affacciata sul golfo, Casbah patrimonio UNESCO, traffico intenso.

Malattie e rischi: Epatite A, diarree, intossicazioni alimentari estive, rabbia da cani randagi.

Consiglio: Acqua in bottiglia, cibi cotti e caldi, attenzione al caldo umido di agosto.

Orano e la costa occidentale

Clima e quota: Mediterraneo semiarido, estati secche e ventilate.

Ambiente: Porto, spiagge, rovine romane di Tipasa più a est.

Malattie e rischi: Diarree, epatite A, meduse e correnti in mare, brucellosi da latticini artigianali.

Consiglio: Bagni solo in spiagge sorvegliate; latticini solo confezionati.

Costantina e gli altopiani

Clima e quota: Circa 650 m. Inverni freddi, estati calde.

Ambiente: Città dei ponti sospesi sulle gole del Rhumel, steppe e campi di grano attorno.

Malattie e rischi: Leishmaniosi cutanea nelle steppe vicine, idatidosi, brucellosi.

Consiglio: Repellente al tramonto contro i pappataci, verdure crude solo ben lavate.

Valle del M’zab (Ghardaïa)

Clima e quota: Circa 500 m. Desertico: estati torride, inverni miti di giorno e freddi di notte.

Ambiente: Cinque città fortificate mozabite, patrimonio UNESCO, palmeti.

Malattie e rischi: Leishmaniosi cutanea, scorpioni, colpo di calore.

Consiglio: Viaggiare fra ottobre e aprile; scuotere scarpe e indumenti.

Timimoun e il Grande Erg Occidentale

Clima e quota: Desertico estremo, escursioni termiche forti fra giorno e notte.

Ambiente: Oasi rossa, ksour, foggara e dune del Grande Erg.

Malattie e rischi: Caldo estremo e disidratazione, scorpioni e vipere cornute, occhi irritati dalla sabbia.

Consiglio: Solo con guide autorizzate, acqua abbondante, occhiali avvolgenti.

Tamanrasset e l’Hoggar

Clima e quota: Circa 1.400 m. Secco, caldo di giorno, freddo di notte in inverno.

Ambiente: Massiccio vulcanico dell’Hoggar, eremo di Assekrem, città crocevia verso il Sahel.

Malattie e rischi: Malaria importata (picco settembre-ottobre), difterite (focolai 2024 nelle wilaya vicine), scorpioni.

Consiglio: Richiami dTpa e polio prima di partire, protezione dalle zanzare in autunno.

Djanet e il Tassili n’Ajjer

Clima e quota: Circa 1.000 m. Desertico, stagione utile ottobre-aprile.

Ambiente: Altopiano di arenaria con pitture rupestri, parco UNESCO, campi tendati.

Malattie e rischi: Disidratazione, traumi da trekking su roccia, scorpioni, nessun ospedale vicino.

Consiglio: Kit sanitario completo, assicurazione con evacuazione, comunicazione satellitare.

Fonti principali

  1. CDC, Travel Health Notice livello 2 Global Polio, aggiornato al 23 settembre 2026.
  2. OMS, Rapid Risk Assessment Difterite — Regione Africana, marzo 2026.
  3. OMS, Disease Outbreak News: cVDPV2 — Algeria, 13 settembre 2022.
  4. Ministero della Salute algerino / ANSS, comunicati del 27-30 settembre 2024 su difterite e malaria nel Grande Sud.
  5. IFRC, DREF MDRDZ012 South Algeria Malaria and Diphtheria, novembre 2024.
  6. OMS, certificazione dell’eliminazione della malaria in Algeria, maggio 2019.
  7. Ministero degli Affari Esteri, Viaggiare Sicuri — scheda Algeria, consultata il 2 ottobre 2026.

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CESMET – Clinica del Viaggiatore · Direttore Dr. Paolo Meo · clinicadelviaggiatore.com

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Chi siamo

La Travel Medicine al servizio di chi viaggia

L’obiettivo del CESMET, società medica che ha realizzato una struttura clinica specializzata nella Assistenza Sanitaria diretta ai viaggiatori, è quello di mettere la sua esperienza nel campo della “Travel medicine” al servizio di chi viaggia. Per questo si è specializzata nella gestione del “paziente viaggiatore e del Case Management”, secondo le linee guida dell’International Society of Travel Medicine.

A questo scopo CESMET ha realizzato fin dall’inizio una struttura ambulatoriale complessa con ambulatori per le malattie infettive e tropicali, un centro di vaccinazioni internazionali, autorizzato per la febbre gialla, ed un laboratorio per esami di medicina tropicale. La  “VIRTUAL CLINIC CESMET ”, è una novità assoluta nel campo dell’assistenza sanitaria ai viaggiatori. Tramite la virtual clinic il Cesmet, attraverso il dr. Paolo Meo ed i suoi assistenti, fornisce consulenze, visite e servizi di assistenza ON LINE – a distanza, in qualsiasi posto in Italia e nel mondo.  Il programma della “Clinica Globale CESMET” ed il suo obiettivo sono quelli di realizzare e gestire direttamente, come ente medico, i servizi sanitari richiesti dai viaggiatori e di coordinare e controllare l’operato dei fornitori sanitari fiduciari in tutto il mondo. I servizi vengono gestiti anche ON LINE.

La storia del CESMET

Il CESMET, Centro di Medicina Preventiva e Tropicale, è stata per oltre 30 anni una società medica che fin dalla sua fondazione, nel 1985, ha realizzato servizi sanitari nel campo della Medicina dei Viaggi, in particolare della Medicina Tropicale e delle Malattie Infettive, della Medicina Internazionale, nel campo dell’igiene ambientale e ha realizzato un dipartimento di medicina del lavoro per imprese che lavorano all’estero.

Durante i trenta anni di esperienza nella gestione del viaggiatore all’estero, ed in particolare nei paesi esotici, la Travel Clinic si è sempre strutturata come “Clinica Globale del Viaggiatore”, fornendo servizi sanitari generali per viaggiatori in Italia, in Europa, e realizzando accordi e partnership con strutture mediche ed enti esperti nella gestione della sanità dei viaggi, assistendo i viaggiatori in tutto il Mondo.

Per oltre 20 anni la Travel Clinic, diretta e gestita dal dott. Paolo Meo, ha operato in paesi dell’area tropicale, in particolare in paesi africani, realizzando strutture cliniche e gestendo programmi internazionali, maturando esperienze anche nella “clinica e nella medicina del lavoro nelle diverse aree del tropico” e nei “sistemi di evacuazione” di pazienti gravi.

Nel corso degli anni ha realizzato servizi medici per aziende turistiche, comunità religiose, imprese e singoli viaggiatori. Ha lavorato come ente di consulenza nella maggior parte dei Paesi Africani ed Asiatici per grandi imprese di costruzioni ed impiantistica. E’ stata società di consulenza per ONG ed Ordini religiosi.

E’ stata la Travel Clinic di riferimento per ITPC (Italian Travel Promotion Council – Chicago, USA) e per i turisti americani in viaggio in Italia ed in Europa.

Per alcuni anni ha gestito la sanità turistica per il Comune di Roma, mediante il Servizio Travel Health per Roma Pass.

Nel settore sportivo ha gestito il servizio globale di assistenza sanitaria, durante i mondiali di Nuoto – Roma ’09, per i 5000 accreditati all’evento internazionale.

E’ stata l’ente di consulenza per la Nazionale di Calcio Under 17 durante i mondiali di Nigeria, effettuando il programma preventivo e di assistenza specialistica.

Nel 2009/2010 ha seguito il team 06-SUZUKI nel corso del campionato del mondo Superbike.

Dal 2007 alla fine del 2017 la Travel Clinic CESMET, sotto la direzione e le attività specialistiche del dott. Paolo Meo, è stata ente di consulenza in medicina internazionale ed assistenza al personale viaggiante per la ex FINMECCANICA e per le aziende associate tra cui Alenia Aeronautica, Selex SI, MBDA.

Ha seguito per circa 10 anni gli equipaggi ed il personale della compagnia aeronautica CAI.

E stata ente di consulenza e di attività sanitaria della azienda RCS (La Repubblica L’Espresso), della società Enel ed aziende associate e di molte altre aziende in diversi settori.

Negli ultimi mesi, dopo aver vinto una gara internazionale con OIM ed Unione Europea, ha realizzato un programma di controllo della tubercolosi per immigrati da ricollocare nei paesi europei richiedenti.

Il dott. Paolo Meo ha recentemente attivato un sistema di teleconsulto e telemedicina applicata alla medicina del viaggiatore, implementando i sistemi di risposta ai quesiti provenienti dai viaggiatori di ogni parte d’Italia.

Le Persone

ll Dott. Paolo Meo (CLICCA PER IL CURRICULUM), ideatore e fondatore del CESMET, specialista in medicina tropicale e malattie infettive, gestisce la struttura fin dal 1985. Manager della società medica fin dall’inizio, ne è attualmente il Presidente. La sua esperienza nel campo della Medicina Tropicale comincia nel 1981, con la prima missione in Somalia, nei campi profughi della guerra dell’Ogaden, Corioley-Merka durata oltre un anno. Seguirono innumerevoli missioni e lavori in paesi Africani ed Asiatici.

Per oltre 18 anni ha gestito, in qualità di direttore medico la sanità dell’azienda Salini Costruttori, in particolare nei cantieri in Africa, seguendo contemporaneamente altre imprese ed enti. Matura una solida esperienza in Sierra Leone, Guinea Conakry, Nigeria, Sudan, Congo, Zimbabwe e Marocco. Ha esercitato la sua professione in Etiopia, sia nel comparto clinico che organizzativo-gestionale per svariati anni.

Importante è il suo lavoro con la Cooperazione Internazionale e con altri enti in Senegal e Mauritania, Guinea Equatoriale, Costa d’Avorio, Sud Africa. In India, a metà degli anni ’80, ha maturato esperienza di malattie infettive quali Lebbra e Tubercolosi. E’ stato consulente di grandi imprese ed aziende e dal 2002 al 2005 consulente per la medicina tropicale dell’ospedale Spallanzani di Roma.

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