Paolo Meo - MioDottore.it

Chiara Talone

Vaccini disponibili presso il Centro Vaccinazioni Internazionali della Clinica del Viaggiatore

Sono disponibili presso Cesmet Clinica del viaggiatore i vaccini per viaggi internazionali:

FEBBRE GIALLA: info e consigli – effettuazione vaccino – certificazione – DECRETO 9 luglio 2021 Centri autorizzati a praticare la vaccinazione contro la febbre gialla ed al rilascio del relativo certificato – 2021 (21A04930) (GU Serie Generale n.195 del 16-08-2021)

– COLERA – diarrea viaggiatore: info e consigli – effettuazione prima dose e certificazione / effettuazione seconda                                      dose e certificazione. 

– RABBIA – servizio controllo rischi malattia – effettuazione ciclo preventivo pre esposizione / effettuazione ciclo post                           esposizione

– ENCEFALITE GIAPPONESE: info, valutazione rischi in viaggio e consigli – effettuazione dosi e certificazioni;

– ENCEFALITE DA ZECCHE: info, valutazione rischi in viaggio e consigli – effettuazione dosi e certificazioni; 

Tetano -difterite – polio ( senza pertosse ): da prenotare.

Info e prenotazioni clicca qui  lascia i tuoi dati e le tue richieste sarai contattato. 

Il “Servizio di Vaccinazioni Internazionali Cesmet” offre alle categorie di persone che hanno bisogno di vaccinarsi:

  • viaggiatori internazionali;
  • lavoratori a rischio biologico;
  • donne in età fertile e gravidanza;
  • bambini e personale scolastico;
  • giovani in partenza per l’estero

le seguenti vaccinazioni, suddivise per causa di trasmissione:

Protezione dalle infezioni “alimentari” ossia trasmesse da “cibi e bevande contaminate”; “mani sporche”; stoviglie, piatti, bicchieri contaminati:

  • Epatite A
  • Febbre tifoide ( vaccino orale – vaccino iniettivo per le aree a rischio antigene Vi di virulenza)
  • Anticolerica / diarrea del viaggiatore  (orale)

Protezione da infezioni trasmesse da micro-particelle fecali presenti nel terreno, contatti ed ingestione;

  • Tetano (anche in forma coniugata con Difterite / Poliomielite, Difterite e Pertosse / Difterite e Polio);
  • Poliomielite (anche in forma coniugata con Tetano, Difterite e Pertosse / Tetano e Difterite);

 

Protezione da contatto con sangue infetto da ferri medicazione, siringhe in strutture sanitarie con scarsa igiene; trasmissione sessuale rapporti sessuali non protetti; altri contatti con sangue;

  • Epatite B (adulti, bambini);

 

Protezione da infezioni trasmesse per via sessuale:

  • (oltre ad Epatite B)
  • Papilloma Virus ( 2-4-9 tipi oncogeni);

 

Protezione da infezioni trasmesse da goccioline della saliva, respirazione e tosse, attraverso l’aria, in aeroplano, luoghi affollati, bus e treni, uffici e scuole, ambienti poco areati;

  • Meningite ceppo A,C,W125,Y (tetravalente);
  • Meningite ceppo B;
  • Meningite ceppo C;
  • Pneumococco, (polmoniti e meningiti);
  • Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella;
  • Influenza;

 

Protezione da infezioni trasmesse da morso di animale:

  • Antirabbica; (pre esposizione [3 dosi] – post esposizione [5 dosi]

 

Protezione da infezioni trasmesse da insetti vettore (zanzare e zecche) :

  • Febbre Gialla ( 1 dose; validità 10 anni)
  • Encefalite Giapponese (due dosi; n richiamo dopo 2 anni)
  • Encefalite da zecche (tre dosi ogni 2 mesi o diverso protocollo anche accorciato)

 

Sono inoltre disponibili le vaccinazioni per le seguenti categorie:

  • vaccinazioni pediatriche (neonati dal primo ciclo, a bambini fino ai 12 anni) certificazioni da allegare al libretto vaccinale:
    • Esavalente (tetano, difterite, poliomielite, pertosse, epatite B, haemophilus B);
    • Rota virus (orale);
    • Pneumococco 13;
    • Meningite tipo C o ACW125Y;
    • Meningite tipo B;
    • Morbillo, Parotite, Rosolia, Varicella
    • Tetravalente (tet, dift, pert, polio) o trivalente (tet, dift, pert);
    • Influenza (da 6 mesi a 3 anni)

 

  • vaccinazioni DONNE IN GRAVIDANZA:
    • pertosse – trivalente (tetano, difterite, pertosse)  tra la 28a e la 32a settimana;
    • influenza (da ottobre a febbraio annuale)

 

  • vaccinazioni DONNE IN ETA’ FERTILE:
    • HPV (anti papilloma);
    • Morbillo, parotite, rosolia, varicella;
    • pertosse – trivalente (tet, dift, pert);
    • influenza (tra ottobre e febbraio annuale);
    • herpes zoster adulti; post menopausa;

 

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Prevenzione, profilassi, vaccinazioni

Informazioni, consulenze, vaccini a Roma

Devi partire dall’Italia per paesi esteri? Vieni in Italia da qualsiasi paese del mondo e ti serve un centro di vaccinazioni internazionali per proseguire il tuo viaggio per altri paesi? necessiti di richiami di vaccinazioni? prenota qui i tuoi vaccini

CLICCA QUI per sapere quali VACCINI sono disponibili presso il Cesmet Clinica del viaggiatore 


devi fare la vaccinazione per la FEBBRE GIALLA: info e consigli – effettuazione vaccino – certificazione –
DECRETO 9 luglio 2021 Centri autorizzati a praticare la vaccinazione contro la febbre gialla ed al rilascio del relativo certificato – 2021 (21A04930) (GU Serie Generale n.195 del 16-08-2021)

Il dr. Paolo Meo, medico specialista in clinica delle malattie infettive e tropicali, ed i suoi collaboratori, presso il “Centro Vaccinazioni del Cesmet Clinica del Viaggiatore”, a Roma effettua: consulenze, valutazione rischi sanitari paesi, profilassi per malaria e malattie infettive, vaccinazioni; Prenota qui la tua consulenza, oppure telefona al numero della segreteria 06/39030481

“INFORMAZIONI E CONSULENZE”:
richiedi la consulenza ON LINE, ovunque sei in Italia o nel mondo, per informarti e porre domande per viaggiare in salute e sicuro; oppure vieni alla Clinica del Viaggiatore ed effettua la consulenza direttamente con il medico specialista. Il medico esperto risponderà ai tuoi quesiti ed imposterà secondo le tue necessità i corretti protocolli ed i comportamenti che devi adottare per rimanere in salute decidendo insieme anche quali vaccini effettuare; prenota qui la tua consulenza;

“VACCINI” Presso il “Centro di Vaccinazioni della Clinica del Viaggiatore Cesmet” sono disponibili vaccini per viaggiatori internazionali, per lavori speciali; per bambini, vaccini per la scuola, donne in gravidanza; cerca e trova i tuoi vaccini .

“PREVENZIONE – PROFILASSI   malaria e diarrea”
Presso il “Centro di Vaccinazioni della Clinica del Viaggiatore Cesmet” durante la consulenza ti indicheremo i migliori comportamenti per prevenire le malattie; come evitare il contagio da punture di insetti; come utilizzare cibi e bevande evitando problemi intestinali; potrai discutere con un esperto come evitare di ammalare di malaria, utilizzando repellenti e farmaci idonei; come vivere le tue vacanze evitando il rischio di malattie intestinali;

“REPELLENTI INSETTI – INTEGRATORI stato immunitario, stato energetico, protezione salute”
Presso il “Centro di Vaccinazioni della Clinica del Viaggiatore Cesmet” potrai informarti su quali repellenti e come utilizzarli per le tue esigenze; Come proteggere neonati, bambini o donne in gravidanza utilizzando ottimi prodotti naturali; se sei interessato ti verrà illustrato come utilizzare alcuni integratori “a base di foglie di olivo” come immunostimolanti ed energetici, per aiutare a mantenere un buono stato di salute;+

“MEDICINA PREVENTIVA PER I MALATI CRONICI CHE VIAGGIANO”; “MEDICINA DEL VIAGGIO DELLA TERZA ETA’”

VISITE DI MEDICINA VIAGGI prima del viaggio;
Visita, diagnosi, prevenzione in viaggio per malati cronici e per viaggi della terza età. In ambulatorio professionisti con anni di esperienza sono a disposizione per valutare il tuo stato di salute e consigliarti i sistemi migliori per mantenere la tua salute in viaggio;

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Ricerca di Entamoeba histolytica nelle feci: test in immunocromatografia

Si esegue su uno o più campioni di feci, per l’identificazione delle forme patogene e si associa sempre ad una visita medica con lo specialista.

Sono molti i protozoi del genere Entamoeba a colonizzare l’intestino dell’uomo, ma non tutti sono patogeni ma è fondamentale riconoscerli per una diagnosi differenziale da quelli patogeni come, ad esempio, la Entamoeba histolytica, che può causare infezioni intestinali ed extraintestinali.

Il test in immunocromatografia specifico per la E. histolytica, a differenza dell’esame microscopico, è in grado di fare diagnosi differenziale.
Spesso l’infezione decorre asintomatica; in altri casi è accompagnata da diarrea e dolori addominali.
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Ricerca di Helycobacter pylori nelle feci: test in immunocromatografia

Il test viene eseguito su campioni di feci e consente di diagnosticare, monitorare e confermare l’infezione da Helicobacter pylori.

Si raccomanda, nelle 2 settimane prima dell’esecuzione del test, la sospensione di terapie antibiotiche e l’assunzione di antiacidi (inibitori pompa protonica; bismuto), che interferiscono pesantemente con il risultato.
Il test, rapido e non invasivo, è in grado di diagnosticare l’infezione con  sensibilità e specificità superiori al 90% nonché di monitorare l’efficacia della terapia, le eventuali ricadute e l’eradicazione del batterio.
Il risultato del test va sempre considerato nell’ambito della condizione clinica del paziente ed eventualmente associato ad altri test diagnostici.

L’helicobacter pylori- attualmente considerato come uno dei più diffusi patogeni nel mondo, infettando approssimativamente i 2/3 della popolazione mondiale- è ufficialmente riconosciuto agente eziologico delle gastriti croniche e dell’ulcera peptica ed è stato associato  con adenocarcinoma gastrico e  linfoma MALT (Tessuto Linfoide Associato alle Mucose).

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IXIARO, il vaccino contro l’encefalite giapponese

Domande e risposte per conoscere IXIARO, il vaccino utile per la prevenzione dell’encefalite giapponese.

Cos’è IXIARO?

IXIARO è un vaccino indicato nella prevenzione dell’encefalite giapponese, una malattia virale veicolata dalle zanzare del genere Culex, prevalentemente endemica in Asia.

Cos’è l’Encefalite Giapponese?

L’Encefalite Giapponese (JE) è una infezione virale acuta, trasmessa all’uomo da zanzare infette del tipo Culex, ed è responsabile della più comune forma di encefalite in quasi tutta l’Asia e parte del Pacifico occidentale.
la maggior parte delle infezioni da tale virus è asintomatica; meno dell’1% degli individui infetti manifesta segni clinici. Le forme lievi o pauci sintomatiche sono caratterizzate da cefalea, febbre remittente, forte astenia ingravescente, vomito con tendenza a vomito a getto. I casi peggiorano manifestando rigidità del collo, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza, disturbi motori, paralisi spastica. Nelle forme cliniche evidenti la malattia si manifesta con una grave encefalite acuta gravata da un tasso di letalità del 25%. Un segno clinico tipico di encefalite giapponese è rappresentato da una sindrome parkinsoniana conseguenza dell’interessamento extrapiramidale. La progressione di questa sindrome evidenzia un peggioramento della malattia. Fino al 50% di coloro che sopravvivono alla malattia può manifestare sequele neurologiche o psichiatriche significative, anche dopo anni dalla malattia acuta.

Ma l’Asia è grande, il rischio è uguale dappertutto?

La malattia è endemica in una vasta fascia dell’Asia che va dal Pakistan per giungere attraverso l’India e Sri Lanka, al Nepal, il Buthan e il Bangladesh fino alle regioni estremo orientali quali Myanmar, Laos, Thailandia, Vietnam, per arrivare al Giappone, alla Corea ed alle Filippine. Coinvolte anche vaste aree della Cina Centro meridionale fino ed alle estreme regioni orientali della Russia. Nelle regioni del Sud, Malesia, Indonesia, Giacarta, Bali, Brunei e la Papua Nuova Guinea sono segnalati casi sporadici.
Generalmente la trasmissione si verifica nelle zone agricole o rurali, spesso associata alla produzione di riso, ma è sempre più presente anche nelle aree urbane.
Nelle zone temperate dell’Asia, la trasmissione è stagionale, e la malattia ha il suo picchio in estate e in autunno. Nelle regioni subtropicali e tropicali, la trasmissione stagionale varia con le piogge monsoniche e le pratiche di irrigazione, potendo così prolungarsi per buona parte dell’anno.
Nelle aree equatoriali,la trasmissione è continua.

Da cosa è costituito il vaccino?

Il vaccino IXIARO è costituito dal virus dell’encefalite giapponese ( inattivato), coltivato su cellule Vero.

Posso vaccinare i miei figli?

IXIARO può essere somministrato ad adulti, adolescenti, bambini e neonati a partire dai 2 mesi di età.

Posso essere vaccinata se sono incinta o se sto allattando?

Esistono solo informazioni limitate relative all’uso di IXIARO in donne in gravidanza o in allattamento. Il suo utilizzo, deve pertanto essere sottoposto a giudizio di un medico.

Come si somministra il vaccino?

IXIARO viene somministrato da un medico o un infermiere tramite iniezione intramuscolare.
La dose raccomandata per adulti, adolescenti e bambini è un totale di 2 iniezioni:
1. una prima dose il Giorno 0
2. una seconda dose 28 giorni dopo la prima iniezione (Giorno 28).
A discrezione, esiste uno schema “accorciato”, che prevede:
1. una prima dose il Giorno 0
2. una seconda iniezione 7 giorni dopo la prima dose (Giorno 7).
La copertura vaccinale è ottenuta al compimento del protocollo.

Ci sono effetti collaterali?

Come tutti i medicinali, IXIARO può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.
Tali reazioni si verificano solitamente entro i primi tre giorni dalla somministrazione del vaccino, generalmente sono di grado lieve e scompaiono entro qualche ora/giorno.Più comunemente si può riscontrare: mal di testa, mialgia, dolore nel sito di iniezione, affaticamento,nausea, malattia simil-influenzale, febbre, arrossamento/gonfiore nel sito di iniezione.

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Cambiamento climatico e malattie infettive

CAMBIAMENTO CLIMATICO E MALATTIE INFETTIVE
INTERVISTA RADIOFONICA AL DOTT. PAOLO MEO
Il cambiamento climatico con l’innalzamento della temperatura del Mar Mediterraneo favorisce la proliferazione e la presenza di alcuni insetti vettore di malattie, come le zanzare, soprattutto negli stati costieri ma sempre più anche all’interno del continente.
Il giornalista Claudio Bustaffa, per la Radiotelevisione Svizzera, ne ha parlato con il Dott. Paolo Meo, Presidente del Centro di Medicina Preventiva e Tropicale di Roma. (Sintonizzarsi al minuto 15,55 della trasmissione).
“Il Mar Mediterraneo e il generale innalzamento delle temperature hanno costituito sicuramente un bacino per la proliferazione e presenza di insetti vettore di alcune malattie. Stiamo assistendo a un vero e proprio mutamento della flora e della fauna caratteristica sia degli stati costieri come la Grecia, l’Italia, la Spagna e la Francia, ma sempre più anche tra gli stati continentali. Proprio questi stati hanno rappresentato terreno favorevole per l’attecchimento di alcuni vettori, come la sempre più aumentata presenza della zanzara Aedes, comunemente conosciuta come Zanzara Tigre.
Quanto tempo è necessitato per questo mutamento?
Il cambiamento climatico avvenuto negli ultimi 20 anni ha favorito la proliferazione di particolari insetti vettori, e di conseguenza l’apparizione di focolai di malattia, dapprima nella costa fino a poi prevalere anche nell’entroterra europeo. Parlo proprio di alcuni focolai registrati in Austria, Germania e Francia.
Quali conseguenze cliniche e mediche possiamo osservare?
Possiamo parlare di alcune malattie che fino a poco fa sono sempre state considerate “tropicali”, ma che ora rappresentano una minaccia anche europea.
Come ad esempio la febbre West Nile Virus, causata da un arbovirus dapprima presente nelle zone tropicali di Africa e America, ma ora endemico in Italia, Francia e anche nei Balcani.
Altra minaccia da considerare è la Dengue, una malattia infettiva veicolata dalla zanzara Aedes Aegypti, che ha registrato focolai anche qui, soprattutto nelle zone costiere francesi.
In Italia, soprattutto qui a Roma, sono stati registrati dei focolai di Chikungunya, circa 100 casi.
Uno dei provvedimenti concreti è stato quello di stoppare le donazioni del sangue per chi provenisse dalle zone colpite. Alcune limitazioni sono state fatte anche in Svizzera, con lo stop alle donazioni ematiche per chi proveniva dal Lazio, dalla Toscana.. insomma, non stiamo parlando dei tropici. Dovremmo sempre più abituarci a questa situazione?
Assolutamente sì.
Non solo per il problema delle virosi, ma in futuro anche per la malaria.
Non avremmo mai pensato che ora, chi passa dall’Italia, deve porre attenzione a determinate malattie o subire restrizioni e accorgimenti per le donazioni del sangue, ma queste sono solo alcune delle conseguenze del cambiamento climatico.”

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Lo Pneumococco killer – dalla tragica storia di una paziente, un invito alla vaccinazione

Questa è la storia di una nostra paziente, cinquantenne, in buono stato di salute che non ha viaggiato ma viveva tranquillamente in Italia.
A Natale scorso ha presentato un herpes labialis, come le era capitato già altre volte in precedenza in forma molto lieve. Questa lesione però non solo non è passata ma anzi è progredita fino ad estendersi al prolabio il giorno di Capodanno. Eccetto questo fastidiosissimo Herpes la signora godeva di ottima salute fino al 6 Gennaio 2019, giorno in cui è comparsa febbre e cefalea. Nelle 48 ore successive, la situazione clinica è drasticamente precipitata con peggioramento della cefalea, comparsa di vomito e febbre con puntate fino a 39°C. Sembrava una brutta influenza stagionale fin quando, il 9 Gennaio, al mattino la paziente ha perso coscienza e viene trasportata in pronto soccorso dove ipotizzano una meningite.
In seguito a ricovero in ambiente specialistico, viene diagnosticata una “meningite pneumococcica”. Vengono messe in atto terapie specifiche mirate, con l’obiettivo di portar fuori dal coma la paziente.
Purtroppo il 23 Gennaio la Signora è deceduta.
Questa è la brutta storia di un batterio che si è fatto strada in un organismo con difese immuni indebolite da una causa ignota, e che aveva dato segno di questo calo delle difese immunitarie tramite la riattivazione dell’herpes.
L’infezione pneumococcica è la prima causa di meningite batterica e di polmonite batterica contratta in comunità, ossia in ambienti affollati. Si stima che questo batterio sia coinvolto nei 2/3 dei casi di infezione.
A livello mondiale, negli ultimi anni si è registrato un aumento dell’incidenza di malattia invasiva pneumococcica con mortalità media del 20% che puo’ raggiungere il 40% nelle diagnosi di meningite.
Fortunatamente abbiamo a disposizione un mezzo di difesa potente ed efficace che è la vaccinazione antipneumococcica.
Ne esistono di due tipi: l’antipneumococcico 13 e l’antipneumococcico 23 che rispettivamente coprono dall’infezione di 13 tipi e 23 tipi differenti di questo batterio. Secondo il protocollo vaccinale nazionale tutti i bambini dai due mesi devono obbligatoriamente effettuare la vaccinazione con tre dosi di vaccino, da effettuare nel corso del primo anno. Tutti si dovrebbero vaccinare per questo batterio che può diventare un vero e proprio Killer.
Per noi il viaggio può diventare motivo di vaccinarsi e di aumentare le protezioni immunologiche sia per attacchi polmonari che sulle meningi del nostro sistema nervoso.
In particolare i soggetti di età superiore ai 65 anni di età, o i pazienti con età inferiore ma affetti da patologie croniche (BPCO, Diabete, Cardiopatie,…), possono usufruire gratuitamente della vaccinazione con Prevenar 13 e, a distanza di almeno un anno, completare con Pneumovax 23. Spesso noi adulti sani non siamo consapevoli del potenziale rischio di contrarre malattie infettive, ritenendo di non aver bisogno dei vaccini. In realtà l’equilibrio tra salute e malattie dipende dalla attività e dalle risposte del nostro sistema immune. Nel caso specifico tutti siamo a rischio di contrarre questo tipo di polmonite, o ancora peggio di meningite, che tutt’ora sono la prima causa di decesso per malattie infettive nei Paesi occidentali.
Per questo, consigliamo vivamente a tutti voi che leggete questo articolo di “prevenire il prevedibile” avendo a disposizione l’arma vincente della vaccinazione.
Redatto da Dr Enrica Intini
Responsabile scientifico Dr Paolo Meo

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Febbre Tifoide – Vaccinazione

 Febbre Tifoide

  • Vaccino orale vivo ed attenuato
  • Iniettabile – Vaccino Polisaccaridico

VACCINO ORALE VIVO ED ATTENUATO:

Composizione:
E’ costituito dal ceppo di S. typhi Ty 21a liofilizzato, mescolato ad eccipienti vari e rinchiuso in capsule ciascuna delle quali contiene almeno 1000 milioni di batteri vivi. Il ceppo Ty 21a è un mutante stabile di S. typhi ottenuto in laboratorio e privo o con difetto di alcuni enzimi. Tale vaccino permette di ottenere una ottima risposta locale (IgA secretorie) ed una modesta immunità umorale.

Indicazioni:
Limite minimo di età per la somministrazione: 6 anni.

Consigliata in occasione di viaggi in tutti i paesi tropicali. Sono considerate aree a maggior rischio i paesi del Nord Africa, il Perù e il sub-continente indiano.

Efficacia:
67% Efficacia dopo: 10 giorni.

Durata:
5 anni.

Modalità di somministrazione:
il vaccino orale vivo ed attenuato va somministrato nel corso di una settimana: un totale di 3 capsule vengono  assunte a giorni alterni, con acqua o liquidi non caldi, un’ora prima dei pasti.

Effetti collaterali:
raramente febbre e disturbi gastrointestinali quale dolore addominale, nausea, vomito (ma non diarrea); orticaria o rash.>

Controindicazioni:

– Soggetti immunocompromessi

– Contemporanea assunzione di sulfonamidi o altri antibiotici: il vaccino orale può essere somministrato a distanza minima di 24 ore dalla somministrazione di antibiotici. La meflochina può inibire in vitro la crescita del ceppo Ty21a; se tale antimalarico viene somministrato, è opportuno ritardare l’assunzione del vaccino di 24 ore. L’assunzione di clorochina non interferisce con l’immunogenicità del vaccino.

Calendario:
non è una vaccinazione obbligatoria nell’infanzia.
In Italia l’obbligatorietà della vaccinazione antitifica paratifica è stata esclusa per legge, sebbene nel sud, e specialmente in Puglia, Campania e Sicilia l’andamento epidemiologico della febbre tifoide presenti “picchi” con conseguente superamento del tasso d’incidenza annuo di 5/100.000 abitanti. Tale superamento, corrispondente al limite di “riconosciuta necessità” previsto dal co.3 art. 93 della L.388/2000. giustifica, secondo le disposizioni dell’OMS e del Consiglio Superiore di Sanità, l’adozione della profilassi vaccinale. Pertanto in caso di superamento del tasso d’incidenza su base annuale di 5/100.000 (n° di casi per n° di abitanti) o di 8/100.000 (n° di casi per n° di abitanti) su base semestrale, la A.S.L. valuterà la necessità di proporre la immuno profilassi antitifica agli alimentaristi (Gelatieri; Pasticcieri; Addetti rosticcerie, pastifici, bar con tavola calda o fredda; Lavoratori presso stabilimenti di prodotti d’uovo, gastronomici; Addetti lavorazione carni -macelli, salumifici, macellerie con annesso laboratorio- e pesce; Addetti lavorazione pane e prodotti da forno; Allievi e personale scuola alberghiera). La vaccinazione è dunque consigliata in Italia per tutti coloro che manipolano il cibo e per le categorie di lavoratori a rischio come gli addetti alla raccolta rifiuti solidi, il personale sanitario ed altre categorie a rischio.

INIETTABILE – VACCINO POLISACCARIDICO

Composizione:
Polisaccaride capsulare purificato Vi di Salmonella Typhi. Il polisaccaride Vi viene estratto dal ceppo di Salmonella typhi Ty2, inattivato con calore e purificato. Eccipienti: Fenolo, soluzione tamponata isotonica.

Efficacia:
55-74% Efficacia dopo: 10 giorni

Durata:
almeno 3 anni.

Indicazioni:

Limite di età per la somministrazione: 2 anni

Il vaccino protegge contro la febbre tifoide causata da Salmonella typhi; non viene conferita protezione contro malattie causate da Salmonella paratyphi e da altre salmonelle non tifoidi.

Consigliata in occasione di viaggi in paesi a rischio. (vedi Indicazioni Viaggiatori Internazionali)

Modalità di somministrazione:
1 fiala da 0,5 ml per via intramuscolare deltoidea dai 2 anni di età. Il vaccino deve essere somministrato preferibilmente due settimane prima del rischio di esposizione alla febbre tifoide. Richiamo ogni due anni.

Effetti collaterali:

– Dolore locale ed infiltrazione nel 10-20% dei casi

– Reazioni generalizzate quali febbre, cefalea, malessere e nausea, in meno del 5% dei casi

Controindicazioni:

– L’ipersensibilità accertata verso i componenti del vaccino.
VIAGGIATORI INTERNAZIONALI
La Febbre Tifoide è diffusa ubiquitariamente nel mondo ed in misura minore nei Paesi altamente Industrializzati (Stati Uniti, Canada, Europa Occidentale, Australia, Giappone). Negli ultimi 10 anni le aree maggiormente a rischio sono state l’Asia, l’Africa, e l’America Latina. Sono considerati specialmente a rischio i paesi del Nord Africa, il Perù e il sub-continente indiano. E’ una vaccinazione raccomandata a tutti i viaggiatori che si recano in paesi tropicali e subtropicali. E’ inoltre consigliata a coloro che si recano in paesi del bacino del mediterraneo e dell’Est Europa. Numerosi studi internazionali, eseguiti in diversi paesi dell’area tropicale, hanno individuato le forme capsulate, e quindi portatrici dell’antigene Vi, prevalenti rispetto alle forme non Vi (oltre il 70%). Per questo motivo il vaccino iniettivo (polisaccaride Vi), nelle zone sopradescritte, ha una protezione maggiore.

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Rabbia – Scheda malattia

Malattia della Rabbia

  • Descrizione
  • Agente infettivo
  • Porta di ingresso
  • Distribuzione
  • Trasmissione e Patogenesi
  • Incubazione
  • Sintomi
  • Mortalità
  • Controllo e prevenzione
  • Trattamento
  • Diagnosi

Descrizione:

La rabbia è probabilmente la più antica malattia di cui si ha notizia. La parola “rabbia” deriva dal sanscrito “rabbahs”, che significa “fare violenza”. Risale al trentesimo secolo avanti Cristo, quando in India il dio della Morte era dipinto sempre accompagnato da un cane, emissario, appunto, del trapasso.
La rabbia è una malattia virale a carattere zoonosico. Provoca un’encefalite negli animali, domestici e selvatici. Si trasmette attraverso il contatto diretto con la saliva di animali infetti (morsi, ferite, graffi, soluzioni di continuo della cute o contatto con mucose anche integre). Una volta che i sintomi si sviluppano, la malattia è sempre letale per l’uomo e per gli animali. Nella situazione epidemiologica attuale non determina danni al settore agro-zootecnico nazionale, ponendo esclusivamente gravi rischi di sanità pubblica.

Agente infettivo della Rabbia

Il virus della rabbia è un virus ad RNA a singola elica che appartiene alla famiglia dei rhabdovirus. All’interno di questa famiglia è compreso il genere Lyssavirus, che include il gruppo degli agenti che causano la rabbia negli animali e negli esseri umani. Virus rabici isolati da diverse specie animali e da diverse zone possiedono differenti proprietà biologiche e antigieniche che possono rendere conto di differenze nella virulenza tra i diversi ceppi isolati. Il virus presenta, inoltre, un particolare tropismo per le fibre muscolari e le cellule nervose, cosa che spiega il particolare decorso della malattia. Esistono diversi genotipi di virus della rabbia con specifici reservoir.

Porta d’Ingresso della Rabbia:

Il morso di animali infetti rappresenta la principale modalità di esposizione alla rabbia; occasionalmente può verificarsi una contaminazione aerea, attraverso aerosol infetti, una contaminazione digestiva o una contaminazione da trapianti di organi infetti. La trasmissione aerea del virus è limitata a situazioni molto particolari, di elevata concentrazione di virus in aerosol, come potrebbe verificarsi in laboratorio o in grotte con popolazioni di pipistrelli infetti.
Rari casi di infezione nell’uomo per via alimentare sono stati segnalati recentemente nel Sud Est Asiatico.

Distribuzione della Rabbia

La rabbia esiste in due forme epidemiologiche: la rabbia urbana, diffusa principalmente dal cane e dal gatto domestici non immunizzati, e la rabbia silvestre, propagata da volpi, tassi, faine, martore, donnole, moffette, manguste, procioni, lupi e pipistrelli. L’infezione negli animali domestici è in genere espressione di una saturazione del serbatoio di infezione selvatico; l’infezione nell’uomo tende, quindi, a verificarsi in zone dove la rabbia è enzootica o epizootica, dove la gran parte degli animali domestici non è immunizzata e dove è comune il contato con l’uomo. Il ciclo urbano è presente prevalentemente in Africa, Asia e Sud America, dove la presenza di animali randagi è molto elevata.

Il ciclo silvestre è predominante in Europa e in Nord America. L’epidemiologia di questo ciclo è piuttosto complessa: vanno tenuti in considerazione il genotipo virale, il comportamento e l’ecologia delle specie ospiti e i fattori ambientali. Nello stesso ecosistema una o più specie possono essere coinvolte nell’epidemiologia della malattia.

Rischio rabbia

La Rabbia nel Mondo

Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale di sanità (Oms) la rabbia è ampiamente diffusa in tutto il globo. Ogni anno, a causa di questa malattia, muoiono più di 55 mila persone. Di questi decessi, il 95% si registra in Asia e Africa. Il 99% dei casi di rabbia nell’uomo dipendono da rabbia canina e circa il 30-60% delle vittime di morsi di cane sono bambini minori di 15 anni. Inoltre, oltre 10 milioni di persone ogni anno vengono sottoposte a trattamento post-esposizione a seguito di contatto a rischio con ad animali sospetti rabidi.

 

Negli ultimi anni, la rabbia dei pipistrelli è emersa come uno dei principali problemi di salute pubblica nelle Americhe e in Europa. Per la prima volta nel 2003 in Sud America sono morte più persone per rabbia da animali selvatici (in particolare pipistrelli) che da cani. Il peso economico della rabbia nei Paesi in via di sviluppo è molto pesante.

Negli Stati Uniti, nel 2008, 49 Stati, il Distretto di Columbia e Porto Rico hanno testato oltre 121 mila animali e riportato ai Cdc più di 6800 casi di rabbia tra gli animali e 2 casi nell’uomo. Il totale dei casi riferiti è sceso di circa il 3,1% rispetto al 2007. Il 93% dei casi registrati nel 2008 riguarda animali selvatici e il 7% animali domestici. Il numero dei decessi tra gli uomini è di circa 2-3 all’anno.

 

La Rabbia in Europa

In Europa, nonostante zone molto estese abbiano ottenuto lo status di libere da rabbia, la vaccinazione degli animali da compagnia rimane una fase importante della prevenzione.

 

La rabbia in Europa è prevalentemente rabbia silvestre: alle specie selvatiche è attribuito l’80% di tutti i casi di rabbia. Di questi, più dell’80% è legato a volpi rosse (Vulpes vulpes), appartenenti alla famiglia dei Canidae. La vaccinazione orale delle volpi, sviluppata ormai quasi 25 anni fa, ha offerto una nuova prospettiva per il controllo della rabbia tra le specie selvatiche. Questo metodo, è stato provato come l’unico modo efficace per eliminare la rabbia tra le volpi e tra altre specie terrestri: se si elimina la rabbia tra le volpi scompare anche tra gli altri animali domestici.

I risultati ottenuti con questo metodo sono significativi, il numero annuale di casi di rabbia è sceso da 21 mila nel 1990 a 5400 nel 2004. Nella maggior parte delle zone dell’Europa occidentale e centrale la rabbia è stata eradicata e il controllo è stato di successo. A oggi, molti Paesi sono considerati liberi da rabbia. In Francia nel 2004 e nel 2008 si sono verificati due casi di rabbia, diagnosticati entrambi in cani importati dal Marocco. Nel 2004 in Germania sono stati segnalati tre casi di rabbia post-trapianto su sei pazienti che avevano ricevuto organi dalla stessa donatrice.

 

La Rabbia in Italia

Dal 1997 e fino all’ottobre 2008, l’Italia è stata considerata libera da rabbia (rabies free). Successivamente, secondo i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe), dal 2008 a febbraio 2010, sono stati diagnosticati centinaia di casi di rabbia in animali in Friuli-Venezia Giulia, in Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. I casi di rabbia diagnosticati sono da mettere in stretta correlazione con la situazione epidemiologica della rabbia silvestre nella vicina Slovenia.

 

Nel corso del 2009 e inizio 2010 l’epidemia si è diffusa in direzione Sud-Ovest, comprendendo il Friuli Venezia Giulia, il Veneto in particolare la provincia di Belluno, fino ai casi più recenti riscontrati nella provincia di autonoma di Trento.

La prevalenza dei casi ha interessato gli animali selvatici, per lo più le volpi, che rappresentano il principale serbatoio della malattia, ed alcuni caprioli e tassi. Sono stati riscontrati positivi anche animali domestici tra cui cani, gatti, un cavallo ed un asino.

Le autorità veterinarie nazionali e locali hanno messo in atto tutte le misure sanitarie necessarie al controllo della diffusione della malattia. Grazie a questi interventi, la malattia è ritenuta sotto controllo e al momento si assiste ad una riduzione dei casi accertati: infatti si è passati dalle 49 positività al virus registrate nelle volpi nel mese di gennaio 2010, ai 9 casi dell’ultimo mese (Giugno 2010).

Mappa di diffusione della Rabbia nel mondo

Trasmissione e Patogenesi:

La trasmissione del virus della rabbia agli esseri umani di solito è dovuta al morso di un animale infetto, ma può avvenire anche tramite contatto diretto delle membrane mucose o di ferite dell’epidermide con materiale infetto (ad es. saliva, tessuti neurali, fluido cerebrospinale). La replicazione virale comincia all’interno delle fibrocellule muscolari striate prossime al punto di inoculazione. Il virus si diffonde poi in direzione centripeta lungo il nervo sino al sistema nervoso centrale in cui si moltiplica; quindi prosegue attraverso i nervi efferenti verso le ghiandole salivari e compare nella saliva. L’autopsia (post-mortem) mostra un intasamento vasale con emorragie puntiformi nelle meningi e nel cervello; l’esame microscopico mostra raccolte perivascolari di linfociti con distruzione minima delle cellule nervose. Corpi inclusi intracitoplasmatici (corpi di Negri), solitamente nel corno di Ammone, sono patognomonici della rabbia, anche se non sono sempre presenti.

Incubazione:

Il periodo di incubazione della rabbia è assai variabile, oscillando da 7 giorni a più di un anno (in media 1-2 mesi). La latenza sembra dipendere dalla carica infettante, dall’estensione dell’interessamento tissutale in sede di inoculo, dai meccanismi di difesa dell’ospite e dalla distanza che il virus deve coprire dalla sede di inoculazione al sistema nervoso centrale. I tassi di infezione e la mortalità sono elevati a seguito di morsi sul capo o sul tronco, minori in occasione di morsi sugli arti inferiori.

Sintomi della Rabbia :

Le manifestazioni cliniche della rabbia (forma furiosa, 75% dei casi) configurano 4 stadi:
1.una sindrome prodromica aspecifica: dura circa da 1 a 4 giorni ed è caratterizzata da febbre, cefalea, malessere, mialgie, astenia ingravescente, anoressia, nausea e vomito, mal di gola e tosse non produttiva; un sintomo fortemente suggestivo, presente nel 50-80% dei pazienti, è rappresentato dalla comparsa di parestesie e/o fascicolazioni nella sede dell’inoculo;

2. una fase encefalitica acuta, generalmente preceduta da periodi di iperattività motoria, ipereccitabilità e agitazione; rapidamente compaiono confusione, allucinazioni, aggressività, bizzarre aberrazioni del pensiero, spasmi muscolari, meningismo, convulsioni e paralisi distrettuali; i periodi di alterazione mentale si alternano a periodi di perfetta lucidità, ma con il procedere della malattia questi ultimi si fanno più rari finchè il paziente cade in coma; molto comune è l’iperestesia con eccessiva sensibilità alla luce intensa, ai rumori forti, al tocco e talvolta anche allo sfioramento. La temperatura corporea può raggiungere i 40°C; comune è la paralisi delle corde vocali;

3. una fase encefalitica di tipo rabico da profonda alterazione dei centri del tronco encefalico: l’interessamento dei nervi cranici causa diplopia, paralisi facciali, neurite ottica e la caratteristica difficoltà alla deglutizione; questa, associata all’eccessiva salivazione, dà luogo al tipico quadro di “bava alla bocca”; nel 50% dei casi compare idrofobia, ovvero una dolorosa, violenta contrazione involontaria del diaframma e dei muscoli respiratori accessori, faringei e laringei, scatenata dall’ingestione di liquidi; il paziente diventa comatoso e l’interessamento dei centri respiratori determina una morte per apnea.

4. morte, o in rari casi, guarigione: in assenza di una terapia rianimatoria, la sopravvivenza media dall’esordio dei sintomi è di quattro giorni. La guarigione è eccezionale e quando si verifica è graduale.

La forma paralitica (25% dei casi) è caratterizzata da una paralisi ascendente del tipo sindrome di Landry/Guillain-Barrè (rabbia muta, rabbia tranquilla); si osserva più frequentemente in coloro che sono stati morsicati da pipistrelli o in coloro che hanno ricevuto una profilassi post-esposizione; si manifesta, inoltre, nel sud-est asiatico in soggetti morsicati da cani.

Controllo e prevenzione della rabbia:

In generale, la letteratura scientifica disponibile è concorde nell’affermare che il controllo della rabbia si identifica nella rigorosa attuazione degli interventi codificati da norme di polizia veterinaria, specificamente mirati alla protezione dell’uomo nei confronti della malattia.

La prevenzione nei confronti della rabbia si basa sulla vaccinazione preventiva degli animali domestici, sulla lotta al randagismo e su altri provvedimenti finalizzati a impedire contatti a rischio con le popolazioni selvatiche.

 

Per quanto riguarda la prevenzione della rabbia negli animali è importante :
la vaccinazione antirabbica (obbligatoria o volontaria a seconda del dato epidemiologico) degli animali domestici, la lotta al randagismo e l’attuazione di provvedimenti coercitivi (cattura ed eventuale abbattimento)  al fine di realizzare, attorno all’uomo, un anello di protezione costituito da animali domestici non recettivi e, quindi, incapaci di trasmettere l’infezione (prevenzione del ciclo urbano della malattia);

la vaccinazione orale dei carnivori selvatici, volpi in particolare, introdotta da più di un decennio in alcuni paesi europei.

A seguito di tale misura è stato osservato un significativo decremento dell’incidenza della malattia, rilevato attraverso piani di sorveglianza sul serbatoio selvatico (prevenzione e controllo del ciclo silvestre della malattia).

Prevenzione della Rabbia:

Nell’uomo, la prevenzione della malattia si basa sulla vaccinazione preventiva per chi svolge attività professionale “a rischio specifico” (veterinari, guardie forestali, cinovigili, guardie venatorie ecc.), sulla vaccinazione pre-contagio e sul trattamento vaccinale post-esposizione che sarà considerato di volta in volta in funzione della tipologia di esposizione verificatasi.

Le linee guida Oms individuano tre tipologie di esposizione:
– contatto di una superficie cutanea intatta con animali, con le loro mucose o con il loro cibo (se la ricostruzione dei fatti è attendibile, non c’è esposizione e quindi non è necessaria una profilassi);
– graffi minori o abrasioni senza sangue o leccate di animali su pelle tagliata e piccoli morsi su pelle abrasa (si consiglia sola la vaccinazione), morsi singoli o multipli transdermici, graffi o contaminazione della membrana della mucosa con saliva o contatti sospetti con pipistrelli (in questo caso si devono somministrare sia le immunoglobuline, che il vaccino).

Le cure post-esposizione per prevenire la rabbia includono la pulizia e la disinfezione della ferita o dei punti di contatto e la somministrazione precoce della vaccinazione (se necessaria), senza aspettare i risultati dei test diagnostici di laboratorio e, comunque, senza ritardi per l’osservazione dell’animale sospetto. Per quanto riguarda le immunoglobuline, non ci sono limiti di tempo alla somministrazione. La maggior parte delle immunoglobuline deve essere somministrata in profondità nella ferita, mentre la parte restante, se avanza, dovrebbe essere iniettata in un altro sito muscolare aggiuntivo lontano dalla ferita. L’Oms raccomanda, infine, l’osservazione dell’animale sospetto per 10 giorni, perché i primi sintomi nei cani e nei gatti non sono molto specifici. Francia, Spagna e Inghilterra raccomandano 14 giorni di osservazione.

Trattamento della Rabbia:

All’insorgenza dei sintomi neurologici la rabbia non è curabile.

Diagnosi:

La diagnosi clinica della rabbia non è affidabile. La diagnosi definitiva può essere fatta solo con l’esame di laboratorio. La diagnosi post-mortem è effettuata sul SNC e comprende come test di elezione l’immunofluorescenza diretta (FAT) e l’isolamento del virus in coltura cellulare (RTCIT). La RT-PCR e le altre tecniche di amplificazione sono di solito utilizzate come test di conferma.

La diagnosi intra-vitam è utilizzata spesso nell’uomo a partire da saliva, urina, liquido cefalorachidiano e biopsia cutanea effettuata sulla nuca e prevede tecniche di FAT, RTCIT e RT-PCR. L’ulteriore caratterizzazione dell’isolato virale avviene mediante sequenziamento o l’utilizzo di anticorpi monoclonali.

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Poliomelite – Scheda malattia

Poliomelite

poliomenite

  • Agente patogeno
  • Porta di ingresso
  • Aspetti clinici
  • Trasmissione
  • Incubazione
  • Controllo e prevenzione

Agente patogeno:
Poliovirus.

Porta di ingresso:
cavità orale, quindi faringe, intestino e talora SNC.

Aspetti clinici:
Sintomatologia poco caratteristica se non è interessato il SNC, altrimenti manifestazioni tipiche con paralisi muscolari ed esiti permanenti di paralisi flaccida (poliomielite paralitica). Può determinare grave insufficienza respiratoria e morte se colpisce rispettivamente i muscoli respiratori o i centri del respiro. Prima dell’avvento della vaccinazione in tutto il mondo erano presenti epidemie gravissime di polio paralitica; strategie vaccinali di massa hanno portato alla eradicazione della malattia in molti Paesi.

Trasmissione:
la sorgente di infezione è l’uomo, il contagio avviene per via oro – fecale.

Incubazione:
3-35 giorni (media 14 giorni).

Controllo e prevenzione:
Vaccinazione:

  • Orale

Efficacia: 100%
Efficacia dopo: dopo la terza dose
Durata: tutta la vita
Limite di età: 6 settimane
Indicazioni:Raccomandata. Non indicata per gli adulti.
Modalità di somministrazione: prima dose al tempo 0, IIa dopo 6-8 settimane, IIIa dopo 6-12 mesi dalla prima; richiamo a 6 anni.

Principali precauzioni e controindicazioni: tutte le limitazioni di ordine generale relativamente all’uso dei vaccini vivi.
I bambini che non possono effettuare il vaccino vivo, attenuato, i loro fratelli e i familiari conviventi riceveranno vaccino antipolio parenterale a virus uccisi tipo Salk, con il seguente calendario: prime tre dosi con un intervallo di 6-8 settimane, 4° dose dopo 6-12 mesi, 5° dose all’ingresso nella scuola elementare, quindi una dose ogni cinque anni fino ai 18 anni di età.
–   Non consigliata in gravidanza e in soggetti immunocompromessi; –   non somministrare se tra i contatti abituali del soggetto vi sono persone immunodepresse

Effetti collaterali più comuni: Rarissimi casi di infezione del sistema nervoso

Calendario: 1° dose 2-3° mese; 2° dose 4-5° mese; 3° dose 11-12° mese; 4° dose 3° anno. Un ritardo di somministrazione di una delle dosi di vaccino non richiede mai di ricominciare il ciclo.

Viaggiatori internazionali: E’ consigliato il richiamo antipolio a tutti i viaggiatori che si recano in paesi dove sono segnalate epidemie o situazione di endemia diffusa su tutto il territorio con rischi reali di contatto con il virus.

Obbligatoria in Italia dal 1966. Il vaccino adottato è quello a base di virus vivi attenuati secondo Sabin, somministrato per via orale, a distanza di almeno due ore dal pasto. E’ utilizzato anche il vaccino iniettivo IPV che ha preso il posto di quello orale in diversi schemi vaccinali.

  • Iniettabile

efficacia: 96% – efficacia dopo la terza dose
Durata: tutta la vita
Limite di età: 6 settimane
Indicazioni: raccomandata
Modalità di somministrazione: tre dosi per via intramuscolare. Richiamo a 6 anni.
Principali precauzioni e controindicazioni: Reazioni anafilattiche a streptomicina o neomicina
Effetti collaterali più comuni: Rare reazioni locali di lieve entità

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