Paolo Meo - MioDottore.it

Chiara Talone

Scotch Test per Ossiuri

E’ il test specifico in caso di sospetta ossiuriasi. L’infezione da Ossiuri (Enterobius vermicularis) è molto frequente nei bambini nei quali provoca prurito anale, insonnia, irrequietezza e, nelle infezioni di lunga durata, dimagrimento e a volte nausea e vomito. L’infezione avviene per contaminazione ambientale, scarsità di igiene e spesso autoinfestazione, nei bambini.

La diagnosi: lo “Scotch test” deriva il suo nome dal caratteristico modo di “prelievo del campione”, attraverso un nastro adesivo che va fatta aderire alla zona interessata (perianale) per poi trasferirlo su un vetrino da laboratorio per la successiva lettura al microscopio (le uova di ossiuri non sono visibili ad occhio nudo). Se preparato correttamente, può essree eseguito anche in casa. Altrimenti consigliamo il prelievo presso il laboratorio specializzato.

Si consiglia di ripetere l’esame per tre volte a giorni alterni.

Esecuzione scotch test

Se l’esame risulta positivo, verrà prescritta una terapia di “bonifica”, alla quale si debve però accompagnare il rispetto delle regole di igiene basilari, ma spesso ignorate, per mantenere l’ambiente sano. Nel caso dei bambini, controllare ferquentemente la pulizia delle unghie e far lavare spesso le mani che, portate in bocca, sono il  veicolo principale di autocontaminazione.

Per effettuare il test potete contattarci al numero 06.39030481 e prendere un appuntamento con i nostri specialisti.

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Ricerca di Cryptosporidium nelle feci: test in immunocromatografia per la ricerca di antigeni

Si esegue su uno o più campioni di feci e per una diagnosi più sicura si associa all’esame microscopico e ad una visita medica con lo specialista.

La criptosporidiosi colpisce i rivestimenti epiteliali del tratto gastro-intestinale, dei condotti biliari e del tratto respiratorio. Il sintomo principale dell’infezione è un attacco diarroico, che nei bambini può essere associato anche ad anoressia e vomito. Meno frequentemente si manifestano febbre e malesseri generali, e in molti casi le infezioni sono del tutto asintomatiche.

Assieme all’infezione da Giardia, la criptosporidiosi è tra le malattie più comuni trasmesse dall’acqua e quindi legate alla balneazione.

 

 

 

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Ricerca di Giardia nelle feci: test in immunocromatografia per la ricerca di antigeni

Si esegue su uno o più  campioni di feci e per una diagnosi più sicura si associa all’esame microscopico e ad una visita medica con lo specialista..

La Giardia è un parassita intestinale dell’uomo e di altre specie animali. L’infezione si contrae per via oro-fecale, per ingestione di acqua infetta o cibi contaminati. Una volta entrata nell’organismo,  provoca diarrea e disidratazione. La gravità dei sintomi  dipende però da molti fattori: l’età, la situazione immunitaria, lo stato di nutrizione dell’individuo. Alcuni guariscono spontaneamente, in altri l’infezione si cronicizza e il parassita si riproduce a fasi intermittenti, dando luogo a ripetuti episodi di diarrea come conseguenza dell’azione patogena nell’intestino, nel quale danneggia i villi, inibisce l’assorbimento di nutrienti, aumenta la fermentazione, inibisce l’azione degli enzimi digestivi prodotti dalla mucosa intestinale.
I più colpiti dalla giardia sono i bambini da 1 a 4 anni di età e i giovani dai 20 ai 40 anni, per abitudini legate ai viaggi (bagni, cibo e bevande contaminati) o per l’accudimento dei figli (a rischio anche babysitter e infermieri).

 

 

 

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Esame parassitologico delle feci

Attraverso questo esame è possibile mettere in evidenza la presenza di parassiti intestinali che causano patologie spesso gravi. L’esame si rivela utile, e spesso necessario, nel viaggiatore internazionale di ritorno da una zona a rischio, ma è di fondamentale importanza anche per l’identificazione di alcuni parassiti “nostrani”, comunque ubiquitari.

Il nostro protocollo prevede l’esame di 3 campioni di feci, raccolte in 3 giorni diversi nell’arco di 7-10 giorni. Ciò aumenta le possibilità di trovare eventuali parassiti, la cui emissione nelle feci non è costante.

E’ necessario anche avere alcune informazioni sulla sintomatologia, la provenienza, i soggiorni all’estero ed eventuali infezioni pregresse, che ogni paziente fornirà al laboratorio tramite un questionario apposito.

Si raccomanda:

  • l’utilizzo dei contenitori appositi
  • celerità nella consegna al laboratorio (entro l’orario stabilito)
  • durante la settimana di raccolta dei campioni, è bene astenersi da lassativi, antidiarroici, antimicrobici

 

IMPORTANTE!

L’esame parassitologico delle feci effettuato nel nostro laboratorio è sempre accompagnato da un esame chimico-fisico-funzionale del campione che, attraverso lo studio di alcui parametri quali la presenza/assenza di sangue, grassi, fibre muscolari, residui vegetali, flora batterica e micetiode, ecc…, consente lo studio delle funzioni digestive e di assorbimento dell’intestino, spesso alterate in caso di parassitosi.

Prenota qui il tuo esame delle feci.

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Prevenzione e vaccinazioni donna e bambino

VACCINAZIONI NELLE DIVERSE FASI DELLA VITA DELLE DONNE

Un po’ di storia per conferme e sicurezze.

Fine 1700: secolo dei Lumi e delle Scienze. Il medico inglese Edward Jenner nota che le  mungitrici di vacche infettate dal vaiolo bovino, non solo non si ammalano, ma hanno nel sangue qualche sostanza che sviluppa resistenza nei confronti del ben più temibile vaiolo umano, che continua ad uccidere milioni di persone. Jenner studia il fenomeno e deduce che il virus del vaiolo bovino, a contatto con l’organismo umano conferisce una protezione “naturale” indotta. Chi tocca questi bubboni presenti nelle mammelle delle vacche non si ammala ed è protetto nei confronti della grave e mortale forma umana. Con questa intuizione Jenner scopre la “protezione da vaccino”. Molte mungitrici sono incinte e quelle che si infettano con virus bovino non si ammalano di vaiolo e trasmettono la protezione anche al bambino durante la gravidanza. Anche questo fenomeno non passa inosservato.

Azione dei vaccini:

da allora sono passati oltre due secoli, ma il principio è sempre quello. Il contatto del nostro organismo con microrganismi o parte di questi, attenuati, o modificati, resi sempre più efficaci e sicuri, crea uno scudo potentissimo nei confronti delle malattie. Attiva il nostro sistema di difesa.

Ragioniamo sul fatto che tanto tempo fa i vaccini erano fortemente reattivi e davano effetti collaterali piuttosto forti e pericolosi. Oggi i vaccini agiscono in modo “chirurgico”. Un po’ come le bombe intelligenti. Colpiscono solo dove devono colpire. Quella molecola specifica di quel linfocita ben preciso. I temibili e temuti effetti collaterali ormai, sono un lontano ricordo.

C’è da temere la malattia e non le molecole (i vaccini) che creano uno scudo alle stesse malattie. Ricordiamoci poi che siamo immersi in un mondo di microbi. E galleggiamo tra virus e batteri. Quindi nessuno di noi, neanche le donne in gravidanza vivono in ambienti sterili. Se mai esistessero ambienti sterili. Mangiamo e respiriamo dosi massicce di microbi. Cosa possono farci porzioni o prodotti o addirittura molecole sintetizzate da microrganismi?

Vaccini nelle diverse fasi della vita della donna:

Anche durante la gravidanza una serie di vaccini sono utili ed innocui. Come al tempo di Jenner l’inoculo di alcune sostanze (vaccini) prima nella donna fertile, e poi anche durante la gravidanza, hanno la funzione di proteggerla e di proteggere soprattutto il nascituro. E danno al bambino quelle difese che, nei primi mesi di vita, prima di essere vaccinato, costituiscono il sistema difensivo fondamentale, insieme agli anticorpi trasmessi dalla mamma che allatta.

Nella donna fertile le vaccinazioni non solo proteggono dalle malattie, ma sono uno scudo sulla sterilità provocata da alcuni virus o batteri. Spesso la sterilità di coppia ha una origine infettiva e pochi lo capiscono. Sarebbe bastata una vaccinazione per evitare tanti drammi. Ed arrivare al momento della gravidanza pronte, coperte da anticorpi attivi su una serie di virus e batteri è una sicurezza per la mamma, che durante il periodo della gestazione può sviluppare problemi anche gravi sull’esito della propria gravidanza, e soprattutto per il feto che crescendo ha una protezione importante con gli anticorpi che passano attraverso la placenta.

I vaccini contro “morbillo, parotite, rosolia e varicella”, realizzati con virus vivi e attenuati, ed i vaccini contro i tipi di “papilloma cancerogeno”, vanno considerati per mantenere il proprio stato di benessere, ma anche in vista di una gravidanza. Una protezione importante nella vita di tutti i giorni, ma anche alla mamma durante i nove mesi, ed al bambino che riceve difese pronte anche nei confronti di “tetano, difterite e pertosse”, vaccini sicuri e consigliati nel corso della gravidanza dalla 28°settimana.

Anche l’adolescenza è un periodo in cui fare molta attenzione: le ragazze tra i 10 ed i 15 anni dovrebbero essere condotte dai genitori a rafforzare il sistema difensivo nei confronti di queste malattie che, nel corso della loro vita, potrebbero creare seri problemi.

Ad ogni gravidanza aumentare i livelli anticorpali, in particolare nei confronti della temibile pertosse, che miete le sue vittime in particolare nel periodo perinatale e nei primi 2 mesi di vita,   è indicazione forte dalle autorità sanitarie internazionali a tutto il mondo. Molti paesi hanno reso obbligatoria questa pratica preventiva. Ripetere ad ogni gravidanza il vaccino trivalente TDPa (acellulare), e il vaccino nei confronti dell’influenza, durante il periodo autunnale e invernale, vuol dire fornire ad ogni bambino, attraverso la placenta e con l’allattamento, le difese fondamentali per mantenere uno stato di buona salute del neonato.

Gravidanze nel corso di epidemie, rischi reali di contagio, viaggi non dilazionabili in aree ad alto rischio di contagio e  L’utilizzo dei vaccini inattivati, sintetici, molecolari.
Alcuni vaccini quali il colera (orale), l’ encefalite giapponese, le epatiti A e B, lo stesso meningococco, ed anche il papilloma virus umano, ed altri vaccini prodotti con microrganismi uccisi o parti di questi, o sintetici, possono essere somministrati senza rischi per la donna in gravidanza né per il bambino. La prudenza sta nella mancanza di studi di sicurezza nel periodo considerato. Ma le tante vaccinazioni eseguite con tali vaccini, anche in modo inavvertito non hanno mai procurato danni.

L’utilizzo di vaccini vivi ed attenuati: Anche i tanti studi condotti su migliaia di donne inavvertitamente vaccinate nel corso della gravidanza dimostrano che i vaccini vivi ed attenuati quali quello contro morbillo, parotite, rosolia e varicella, ma anche il vaccino della poliomielite vivo attenuato, e quello contro la febbre gialla, o la febbre tifoide, vaccino orale, ed altri vivi ed attenuati si sono dimostrati privi di effetti negativi e rischiosi. Ma la prudenza ci spinge ad evitarne l’uso in gravidanza.

Nella donna adulta o nel post menopausa è bene ricordare che richiamare ogni 10 anni il TDPa, magari con l’aggiunta della polio, TDPaP, è una buona pratica preventiva. Richiamare e rafforzare ogni 10 anni anche le difese nei confronti del virus dell’epatite B, causa prima del tumore del fegato, per chi ha fatto la prima copertura con le tre dosi, è un’ottima pratica.

Ricordarsi la vaccinazione per lo pneumococco dai 55 anni in avanti, e il periodico vaccino dell’influenza e, in età avanzata, il richiamo o la somministrazione del vaccino contro il virus Herpes zoster, diventa una pratica preventiva virtuosa.

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Centro diagnosi, prevenzione e cura Papilloma virus e Herpes zoster

Presso il Servizio di Vaccinazioni internazionali Cesmet è attiva una sezione dedicata alla prevenzione, diagnosi e cura del Papilloma Virus e dell’Herpes zoster virus.

Il  Servizio di Vaccinazioni Cesmet  dispone dell’ultimo vaccino uscito che copre contro i nove tipi più rischiosi per l’induzione del cancro della cervice uterina, ed a copertura anche dei tipi meno aggressivi dei condilomi. Sono anche disponibili il vaccino bivalente e l’esavalente.

La vaccinazione è consigliata per le adolescenti preferibilmente intorno al 12° anno di età (prima dell’inizio dell’attività sessuale), ma anche per il sesso maschile.

I vaccini inducono immunità specifica nei confronti dei virus, particolarmente aggressivi per le mucose, che possono indurre mutazioni cellulari del collo dell’utero che portano, negli anni, allo sviluppo del carcinoma.

Per la diagnosi, oltre quella obiettiva, attuata mediante l’osservazione su cute o mucose di  condilomi, verruche, ed altre forme, talvolta particolarmente sviluppate, si attuano dei  test citologici e colturali che permettono di evidenziare le alterazioni delle cellule o dei tessuti provocate dall’HPV.

Nella diagnostica citologica il test HPV è sicuramente il test di elezione per la diagnostica della presenza del virus. Chiamato anche DNA HPV test, consiste nel prelievo di una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero che vengono analizzate per la presenza del virus HPV. Il Pap Test, diventa test complementare ed evidenzia la conformazione cellulare ed eventuali modifiche della normale struttura. Questo doppio screening viene raccomandato ogni 3 anni nelle donne tra i 25 e i 65 anni.

Questo tipo di controllo è in grado di identificare con molto anticipo il rischio di lesione precancerosa rispetto all’utilizzo solo del Pap Test.

Molte lesioni mucose o cutanee, causate dai vari tipi di HPV possono guarire spontaneamente, senza necessità di trattamenti. In questi casi la assenza di lesioni non esclude la presenza del virus latente nell’organismo.

In caso di lesione presente a livello cutaneo o mucoso le terapie possono essere differenti. Dai trattamenti topici diretti, per verruche o condilomi, alla rimozione chirurgica locale con diatermocoagulazione, laser terapia o crioterapia; I trattamenti laser sono indicati per i condilomi genitali e anali. Le lesioni precancerose vengono asportate parzialmente con Laser e, ancora meglio, con “ansa termica” (LEEP). La resezione parziale della cervice consente l’eliminazione delle porzioni di mucosa a rischio ed il mantenimento delle capacità riproduttive.

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Vaccini obbligatori a scuola: quali e chi deve farli

30 Agosto 2017 –

Chi deve essere vaccinato e quali sono le vaccinazioni: 

  • I nati dal 2001 al 2011 dovranno effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’antipertosse e l’anti-Haemophilus influenzae tipo b.
  • I nati dal 2012 al 2016 devono effettuare, oltre alle quattro vaccinazioni già imposte per legge, anche l’anti-morbillo, l’anti-parotite, l’anti-rosolia, l’anti-pertosse, l’anti-Haemophilus influenzae tipo b e l’anti-meningococcica C.
  • I nati dal 2017 dovranno effettuare tutti e dodici i vaccini previsti nel nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2017-2019 (anti-epatite B; anti-tetano; anti-poliomielite; anti-difterite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae tipo b; anti-morbillo; l’anti-parotite; l’anti-rosolia; anti-varicella; antimeningococcico B; antimeningococcico C).

 

Chi è esonerato dai vaccini

Sono esonerati dall’obbligo di vaccinazione i minori già immunizzati per effetto della malattia naturale. Ad esempio i bambini che hanno già contratto la varicella non dovranno vaccinarsi contro tale malattia. L’immunizzazione dovrà essere comprovata dalla notifica effettuata dal medico curante o dagli esiti dell’analisi sierologica. Sono esonerati anche i soggetti che si trovano in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Ad esempio per i soggetti che abbiano avuto pregresse gravi reazioni allergiche al vaccino o ad uno dei suoi componenti.
In questo caso i minori saranno inseriti in classi nelle quali sono presenti solo minori vaccinati o immunizzati.

 

Quando si può posticipare il vaccino

I soggetti possono ritardare di sottoporsi a vaccinazione in caso si trovino in specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta. Ad esempio, quando versino in una malattia acuta, grave o moderata, con o senza febbre.

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L’OMS individua il rifiuto dei vaccini tra le maggiori minacce per la Salute Globale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato le 10 maggiori minacce per la salute e le strategie su come affrontarle nei prossimi 12 mesi.
L’analisi ha come scopo quello di prevedere i fattori che minacceranno la salute mondiale e dove incanalare gli sforzi e gli investimenti.
“Se avessero pubblicato lo stesso studio un secolo fa, ci sarebbe stato un elenco di sole malattie infettive.
Le persone, prima dell’utilizzo dei vaccini, non hanno avuto il lusso di morire di diabete, obesità, cancro e malattie cardiovascolari. I vaccini sono una delle più grandi tecnologie ad aver avuto un impatto sulla salute umana”.
Secondo l’OMS, infatti, la vaccine hesitancy – cioè la riluttanza o il rifiuto a vaccinare nonostante la disponibilità di vaccini – rischia di invertire i progressi compiuti nella lotta contro le malattie prevenibili grazie al vaccino.
La vaccinazione è uno dei modi più economici per evitare la malattia: attualmente impedisce 2-3 milioni di morti all’anno, e ben 1.5 milioni di decessi potrebbero essere evitati se la copertura globale delle vaccinazioni migliorasse.
Il morbillo, ad esempio, globalmente ha registrato un aumento del 30% dei casi. Le ragioni di questo aumento sono complesse e non tutti questi casi sono dovuti al rifiuto volontario del vaccino, tuttavia, alcuni paesi che erano vicini all’eliminazione della malattia, hanno subito una rinascita importante.
Parliamo di paesi Europei, che nel 2018 hanno visto oltre i 40.000 casi, e Stati Uniti d’America con un’epidemia di morbillo tutt’ora in corso.
Le motivazioni del rifiuto dei vaccini sono complesse e multifattoriali, dall’indifferenza alla difficoltà di accesso ai servizi vaccinali, alla mancanza di fiducia nei confronti della comunità medica e dei decisori politici.
Gli operatori sanitari, medici e infermieri, sono il primo tramite dei cittadini, per questo l’OMS raccomanda che vengano adeguatamente formati e sostenuti nelle loro attività di informazione, mediazione e consulenza.
Nel 2019, gli obiettivi cardine dell’OMS riguarderanno l’aumento degli sforzi per eliminare il cancro della cervice uterina aumentando la copertura del vaccino anti HPV. Quest’anno dovrebbe essere anche l’anno decisivo per eliminare la trasmissione del virus della poliomielite in Afghanistan e Pakistan, obiettivo che ha già raggiunto ottimi risultati negli ultimi anni grazie a massive campagne vaccinali.

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Schede malattie infettive

Pur se la mortalità per malattie infettive è diminuita nel corso degli ultimi decenni, le malattie infettive costituiscono sempre una grave problema di salute pubblica.

In questa area del sito offriamo ai nostri lettori la possibilità di apprendere informazioni di base sulle malattie più conosciute e non, sulla loro distribuzione nel mondo, sui sintomi e le possibilità di prevenzione e cura. Il linguaggio è semplice, ma gli approfondimenti accontenteranno anche i lettori più esigenti.

Per le malattie prevenibili con vaccini, l’informazione è completata dalla relativa Scheda Vaccinazione.

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Schede malattie tropicali


Diffuse nell’area tropicale, dove hanno origine, di fatto sono esportate in tutto il mondo, le malattie tropicali sono spesso “mascherate” e “ingannatrici” e per questo difficili da diagnosticare e curare, se non si conoscono .

DISTRIBUZIONE MALATTIE TROPICALI
                            DISTRIBUZIONE MALATTIE TROPICALI

 

In questa area del sito offriamo ai nostri lettori la possibilità di apprendere informazioni di base sulle malattie tropicali più conosciute e frequenti, sulla loro distribuzione nel mondo, sui sintomi e le possibilità di prevenzione e cura. Il linguaggio è semplice, ma gli approfondimenti accontenteranno anche i lettori più esigenti.

Puoi trovare notizie sui vaccini che prevengono alcune di queste malattie nella relativa  Scheda Vaccinazione.

 

SCHEDA MALATTIA

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Un caso mortale di Encefalite Giapponese in un turista australiano

21 Giugno 2017- Encefalite Giapponese
Autore: Chiara Talone – Resp.scientifico: Dott. Paolo Meo Australia- Un caso mortale di Encefalite Giapponese in un turista australiano, di ritorno dalla Thailandia, dopo una vacanza di 10 giorni a Phuket. La diagnosi, effettuata in Australia, non ha chiarito come possa aver contratto la malattia che, peraltro statisticamente, è considerata rara. Il turista non era vaccinato. PROMED Archive Number: 20170621.5122453; ABC News
A coloro che si recano in zone endemiche è raccomandata la vaccinazione che è l’unica arma preventiva, efficace, oltre ad evitare la punture degli insetti con abbigliamento coprente e un efficace repellente.
Il commento del dott. Meo:
“Morto per una encefalite causata da un virus considerato da contagio impossibile, il virus della Encefalite Giapponese.
Dieci giorni di soggiorno a Phuket,  una delle zone marittime più gettonate, meta di milioni di viaggiatori. Mai successo nulla. Non era andato ne in foresta ne nelle risaie interne. Quante teorie strane e prive di significato.
A lui che prendeva il sole sulle spiagge del sud della Thailandia è accaduto ed è morto.
Per lui le statistiche non contano nulla, non contano più nulla. Il virus che uccide maiali, animali da cortile e tanti uccelli ha colpito duro a livello cerebrale e poi non ha lasciato scampo.
Quanta incertezza nel consigliare il vaccino. Un vaccino sicuro ed efficace, un vaccino salvavita.
Oggi il consiglio deve essere un imperativo. Perché rischiare quando il vaccino per Encefalite Giapponese copre nel 100% dei casi.
Il contagio avviene nelle città, nei centri abitati, dove gli animali convivono con gli uomini. E bastano pochi giorni di soggiorno per rischiare.
Che questo ennesimo decesso serva di monito. Lui e la ragazza che ad Hong Kong, partita da Milano, non ce l’ha fatta per una meningite di tipo B.
Ragazzi vogliamo smetterla di giocare alla Roulette Russa con malattie evitabili?! Sono vaccini costosi, ma la vita vale più della spesa nei confronti di chi può’Per saperne di più –  Encefalite Giapponese: cosa c’è da sapere

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IXIARO, il vaccino contro l’encefalite giapponese

Domande e risposte per conoscere IXIARO, il vaccino utile per la prevenzione dell’encefalite giapponese.

Cos’è IXIARO?

IXIARO è un vaccino indicato nella prevenzione dell’encefalite giapponese, una malattia virale veicolata dalle zanzare del genere Culex, prevalentemente endemica in Asia.

Cos’è l’Encefalite Giapponese?

L’Encefalite Giapponese (JE) è una infezione virale acuta, trasmessa all’uomo da zanzare infette del tipo Culex, ed è responsabile della più comune forma di encefalite in quasi tutta l’Asia e parte del Pacifico occidentale.
la maggior parte delle infezioni da tale virus è asintomatica; meno dell’1% degli individui infetti manifesta segni clinici. Le forme lievi o pauci sintomatiche sono caratterizzate da cefalea, febbre remittente, forte astenia ingravescente, vomito con tendenza a vomito a getto. I casi peggiorano manifestando rigidità del collo, convulsioni, alterazione dello stato di coscienza, disturbi motori, paralisi spastica. Nelle forme cliniche evidenti la malattia si manifesta con una grave encefalite acuta gravata da un tasso di letalità del 25%. Un segno clinico tipico di encefalite giapponese è rappresentato da una sindrome parkinsoniana conseguenza dell’interessamento extrapiramidale. La progressione di questa sindrome evidenzia un peggioramento della malattia. Fino al 50% di coloro che sopravvivono alla malattia può manifestare sequele neurologiche o psichiatriche significative, anche dopo anni dalla malattia acuta.

Ma l’Asia è grande, il rischio è uguale dappertutto?

La malattia è endemica in una vasta fascia dell’Asia che va dal Pakistan per giungere attraverso l’India e Sri Lanka, al Nepal, il Buthan e il Bangladesh fino alle regioni estremo orientali quali Myanmar, Laos, Thailandia, Vietnam, per arrivare al Giappone, alla Corea ed alle Filippine. Coinvolte anche vaste aree della Cina Centro meridionale fino ed alle estreme regioni orientali della Russia. Nelle regioni del Sud, Malesia, Indonesia, Giacarta, Bali, Brunei e la Papua Nuova Guinea sono segnalati casi sporadici.
Generalmente la trasmissione si verifica nelle zone agricole o rurali, spesso associata alla produzione di riso, ma è sempre più presente anche nelle aree urbane.
Nelle zone temperate dell’Asia, la trasmissione è stagionale, e la malattia ha il suo picchio in estate e in autunno. Nelle regioni subtropicali e tropicali, la trasmissione stagionale varia con le piogge monsoniche e le pratiche di irrigazione, potendo così prolungarsi per buona parte dell’anno.
Nelle aree equatoriali,la trasmissione è continua.

Da cosa è costituito il vaccino?

Il vaccino IXIARO è costituito dal virus dell’encefalite giapponese ( inattivato), coltivato su cellule Vero.

Posso vaccinare i miei figli?

IXIARO può essere somministrato ad adulti, adolescenti, bambini e neonati a partire dai 2 mesi di età.

Posso essere vaccinata se sono incinta o se sto allattando?

Esistono solo informazioni limitate relative all’uso di IXIARO in donne in gravidanza o in allattamento. Il suo utilizzo, deve pertanto essere sottoposto a giudizio di un medico.

Come si somministra il vaccino?

IXIARO viene somministrato da un medico o un infermiere tramite iniezione intramuscolare.
La dose raccomandata per adulti, adolescenti e bambini è un totale di 2 iniezioni:
1. una prima dose il Giorno 0
2. una seconda dose 28 giorni dopo la prima iniezione (Giorno 28).
A discrezione, esiste uno schema “accorciato”, che prevede:
1. una prima dose il Giorno 0
2. una seconda iniezione 7 giorni dopo la prima dose (Giorno 7).
La copertura vaccinale è ottenuta al compimento del protocollo.

Ci sono effetti collaterali?

Come tutti i medicinali, IXIARO può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino.
Tali reazioni si verificano solitamente entro i primi tre giorni dalla somministrazione del vaccino, generalmente sono di grado lieve e scompaiono entro qualche ora/giorno.Più comunemente si può riscontrare: mal di testa, mialgia, dolore nel sito di iniezione, affaticamento,nausea, malattia simil-influenzale, febbre, arrossamento/gonfiore nel sito di iniezione.

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