Paolo Meo - MioDottore.it

Chiara Talone

01-02-2020 La malaria uccide ancora ad Agrigento. indagati sette sanitari 

Se vuoi notizie ed aggiornamenti sulla malaria apri il libro sulla malaria in biblioteca.

La malaria uccide ancora ad Agrigento a causa della incompetenza ed incuria dei medici .

Questo scrivevo il giorno 28 gennaio, poche ore dopo la morte di Loredana. L’articolo già pubblicato lo mantengo in questa pagina dove aggiorno alcune notizie. Oggi 31 gennaio la notizia è la seguente: indagati sette tra medici ed infermieri dell’ospedale di Agrigento. Ed anche il medico curante. L’ufficio della Procura, presieduto da Luigi Patronaggio ha iscritto nel registro degli indagati i sanitari. L’ipotesi di reato “omicidio colposo”. Comunque se i fatti raccontati dai parenti saranno confermati, al di là del giudizio della giustizia, i fatti sono scandalosi! DI seguito i fatti accaduti con qualche commento.

Muore a 44 anni di malaria cerebrale dopo un viaggio in Africa a Lagos, in Nigeria.  Dopo qualche giorno dal rientro ad Agrigento ha presentato malessere,  inappetenza, cefalea e febbre alta. Forse influenza? Ma nell’incertezza, conscia di essere stata in Africa, si è recata in ospedale dove, nonostante aver precisato le notizie riguardanti il viaggio, ha atteso più di 9 ore al Pronto Soccorso.  Il suo racconto non ha fatto scattare nessun allarme tra i sanitari. Alla fine, stanca e con un malessere sempre più forte ha firmato le dimissioni ed è tornata a casa. Per 5 giorni, altri sanitari non sono stati in grado di gestire una persona di ritorno dall’Africa. Dubbi, ritardi perplessità come un qualsiasi malato con sindromi simil influenzali. Poi il coma e la corsa in ospedale. Diagnosi di malaria terzana maligna, da Plasmodium falciparum.
I racconti giornalistici seguenti sono agghiaccianti. “ I medici dell’ospedale di Agrigento hanno cercato posto in qualche reparto di Malattie infettive dell’isola. Inutilmente. Da Agrigento sono partiti i contatti per le indispensabili consulenze con Roma e Palermo, Palermo e Roma. Un farmaco specifico è stato recuperato, e portato ad Agrigento, da Messina….

Per i non addetti ai lavori tutto questo può sembrare possibile per una malattia, la malaria, così lontana dalle nostre latitudini e conoscenze. Magari quasi giustificabile. Ma per la classe medica tutto questo non è giustificabile. Questo comportamento che denuncia incompetenza, superficialità ed assenza assoluta di responsabilità professionale è inaccettabile. Nel 2020, con l’informazione che circola ovunque, anche i medici più impreparati e che non hanno mai aperto un libro di malattie infettive sanno che chiunque viene da paesi a rischio va messo sotto controllo, immediato! E’ inconcepibile che un presidio, ospedaliero, un pronto soccorso, un qualsiasi ambulatorio o singolo professionista, di fronte ad una persona con malessere anche senza febbre, di ritorno da Lagos, non faccia immediatamente una valutazione clinica e poi effettui o invii in un laboratorio dove si effettua il test per la malaria. E tutti i medici devono sapere che, se hanno dubbi sulla possibilità dello sviluppo della malattia e si trovano in luoghi dove non possono fare i test necessari o trovare specialisti del settore, e la situazione del paziente peggiora, in ogni caso, prima di qualsiasi altra perdita di tempo si prescrive al paziente la terapia specifica, antimalarica. Il classico trattamento ex adiuvantibus, ossia in aiuto di un sospetto clinico non risolto. E così si salvano le vite di persone che rischiano in modo importante. 

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30-01-2020 CIVITAVECCHIA – LA COSTA SMERALDA bloccata con 7000 persone a bordo

7 mila persone a bordo e mille membri di equipaggio. Sulla Costa Smeralda attualmente sono ancora bloccati per motivi precauzionali i croceristi. In viaggio da Macao (CINA) a Malpensa il 25 gennaio. Da qui a Savona per la crociera nel Mediterraneo. Le vacanze sono iniziate così per una coppia di turisti cinesi. La signora di 54 anni si è rivolta all’ infermeria di bordo per febbre elevata e tosse. La procedura anti-contagio è scattata immediatamente. La signora è stata isolata nella piccola clinica della nave ed i 7000 passeggeri sono stati trattenuti all’interno della nave.  Nel porto centinaia di passeggeri che dovevano imbarcare sono ancora in attesa. Si aspettano i risultati dall’ospedale Spallanzani sul sospetto casi di Coronavirus registrato a bordo

Quindi non si esce e non si sale. Intanto a bordo della nave è salito il personale della Capitaneria di porto, con personale della Sanità Marittima per tutti gli accertamenti del caso. Sono anche intervenuti poi medici dello Spallanzani per eseguire i test di laboratorio e gli accertamenti clinici. Al termine della prima ispezione sanitaria, in accordo con la sanità Marittima la “Capitaneria di porto” dà il via libero allo sbarco dei 1.143 passeggeri, che dovevano lasciare la nave. ma il sindaco, Stefano Tedesco, con la sua autorità si è assolutamente opposto alla discesa dei croceristi, prima di conoscere i risultati definitivi degli esami sul corona Virus.

I primi test eseguiti sembrano negativi e a quanto sembra tutto tornerà nella norma. Per alcuni solamente una grande paura. Ma rimaniamo in attesa della risposta definitiva.

A queste situazioni dovremo abituarci fino a quando l’epidemia non sarà sotto controllo. Queste sono le misure richieste dalle autorità sanitarie internazionali e nazionali per evitare un eventuale diffusione. e queste sono situazioni che si creano all’interno di mezzi di trasporto, sia aereo che navale, che in misura ridotta su strada.

Per questi motivi “chi affronta un viaggio” deve adottare quelle precauzioni e quella attenzione per diminuire la possibilità di contagio. Ricordo che per la grandezza del Coronavirus e la sua diffusione in goccioline del respiro particolarmente pesanti, la distanza di rischio di contagio è considerata di circa un metro. Tra gli accorgimenti da adottare in questi ambienti così chiusi e con una concentrazione umana così elevata, la abitudine a lavarsi spesso le mani, e se considerato necessario dal personale di bordo la possibilità di  “indossare le mascherine”.

Ricordo sempre che in questo periodo di epidemia, chi affronta viaggi in Aereo o in Nave, in particolare verso l’oriente, e non solo, farebbe bene ad effettuare la vaccinazione per influenza e pneumococco (per la spiegazione leggi il seguente documento).

dr. Paolo Meo medico tropicalista, infettivologo direttore Cesmet. 

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30-01-2020 i Coronavirus e il 2019-nCoV cinese

Chi sono
I coronavirus sono sempre stati presenti ed accompagnano la storia dell’uomo. Sono RNA virus, di tipo respiratorio. Molti tipi, animali ed umani, generalmente causano infezioni lievi.

Il genere Coronavirus è stato diviso  in quattro sottogeneri distinti:
•Alphacoronavirus (α-CoV)
•Betacoronavirus (β-CoV)
•Gammacoronavirus (γ-CoV)
•Deltacoronavirus (δ-CoV)

Alcune varianti del Coronavirus hanno causato in passato e causano attualmente “epidemie  respiratorie gravi con elevata mortalità”. In passato i “coronavirus della SARS” ed  della i “Coronavirus MERS” ancora attivi. Sono virus medio grandi, tra gli 80 ed i 160 nm, forniti di capsula e genoma ad RNA. E questo condiziona la diffusione ed il contagio del virus non oltre il metro di distanza tra persone. Si tratta di virus dotati di pericapside con un genoma a filamento singolo ad RNA a senso positivo e con un nucleocapside di simmetria elicoidale. 

Il nome “coronavirus” deriva dal termine latino “corona”, a sua volta derivato dal greco κορώνη (korṓnē, “ghirlanda”), che significa “corona” o “aureola”. Ciò si riferisce all’aspetto caratteristico dei virioni (la forma infettiva del virus,) visibili al microscopio elettronico, che presenta una frangia di grandi proiezioni superficiali bulbose che creano un’immagine che ricorda una corona reale. Questa morfologia è dovuta ai peplomeri virali del picco (S), ossia proteine che popolano la superficie del virus e ne determinano il contatto cellulare nell’ospite.

I Coronavirus più “famosi” ed attivi sull’uomo:
• Alfa coronavirus 229E
• Alfa coronavirus NL63
• Beta coronavirus OC43
• Beta coronavirus HKU1
                                  • SARS coronavirus (SARS Co-V)
                                  • MERS coronavirus (MERS Co-V)
                                  • Novel Coronavirus (2019 nCoV)

Cosa fanno
I coronavirus sono responsabili di malattie:

Negli animali: ed in particolare nei mammiferi e negli uccelli e causano casi di diarrea profusa nelle mucche e nei suini e di malattie respiratorie delle vie superiori nei polli.
Nell’uomo: causano solitamente sintomi simil influenzali “rinorrea” (naso che cola), “mal di gola”, “tosse”, “cefalea” e “febbre”.                                                                                                                                                                                                             Insieme ad altre famiglie di virus molto comuni: rhinovirus, mixo e paramixovirus, adenovirus sono tra i principali responsabili delle sindromi respiratorie, dal “banale raffreddore, alle laringo, tracheo bronchiti, fino alle polmoniti interstiziali gravi”.
Non esistono terapie specifiche contro i coronavirus, ma solo rimedi sintomatici; attualmente non esiste nemmeno un vaccino.

Come si trasmettono
La trasmissione dei coronavirus uomo-uomo avviene principalmente in tre modalità:
–  (diretta) inalazione delle goccioline in sospensione emesse con tosse e starnuti da soggetti infetti;
–  (indiretta) contatto con mani, superfici, oggetti contaminati;                                                                                                                          –  ingestione di cibi contaminati non cotti;

La caratteristica del 2019-nCoV è quella di essere trasmesso per via aerea, con goccioline di saliva, di medie dimensioni con una distanza utile di meno di un metro. Difficile contagio. L’individuo infetto, ma che non ha ancora sviluppato la malattia, può diffondere il virus che si trova nelle goccioline di saliva fin dai primi giorni.

Epidemiologia
Diffusissimi nei mammiferi e negli uccelli, presenti anche nei rettili, sono presenti negli uomini e, salvo casi di modificazione e virulentizzazione come il coronavirus SARS, della MERS o il Novel Coronavirus, si manifestano con sintomi lievi; Secondo un’indagine epidemiologica i coronavirus sarebbero responsabili di circa il 10-15% dei casi di raffreddore rinvenuti nella popolazione generale.
È certo che molti di noi, più volte negli anni, abbiano contratto, una qualche infezione da coronavirus.
Nell’ultimo ventennio i coronavirus si sono imposti alle attenzioni del mondo per tre motivi: l’epidemia di SARS, tra il 2002 e il 2003, l’epidemia di MERS, tra il 2012 e il 2013, e la recente epidemia di Novel coronavirus, iniziata a fine dicembre 2019.
Epidemia di SARS
Nel novembre 2002 (SARS): una particolare variante di Coronavirus, di origine animale – pipistrelli cinesi, diede avvio, in Cina, a un’epidemia di una forma infettiva nuova, respiratoria molto aggressiva, denominata SARS Sindrome Acuta Respiratoria Grave;
L’epidemia di SARS si protrasse nel 2003 inoltrato interessando molti Stati dell’Asia (es: Hong Kong, Taiwan, Vietnam e Singapore); secondo i dati epidemiologici la SARS contagiò più di 8.000 persone e fu responsabile di quasi 800 morti.
Epidemia di MERS
Nel 2013 in Arabia Saudita (MERS):, comincia a diffondere un’altra infezione respiratoria da coronavirus alquanto aggressiva e virulenta; la MERS o sindrome Respiratorie Medio-Orientale.
L’epidemia di MERS ha registrato ad oggi circa 840 casi con poco più di 320 decessi. I casi a distanza di oltre 7 anni continuano in modo molto contenuto. Il coronavirus della MERS è conosciuto MERS-CoV o MERS-Coronavirus.
La trasmissione all’essere umano è derivata da dromedari e cammelli malati.
Epidemia di Novel Coronavirus – 2019 nCoV
Il 31 dicembre 2019 – CINA, viene notificato alla OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’informazione di diversi casi in Cina, nella città di Wuhan, di un’infezione respiratoria grave, con polmonite ed anche alcuni decessi. Non si conosce l’agente infettivo responsabile. Il 7 gennaio 2020 viene annunciato che la causa di queste infezioni è un coronavirus con il quale l’uomo non era mai entrato a contatto prima di allora. Questa nuova infezione da coronavirus è detta 2019 nCoV.

Periodo di Incubazione
L’incubazione, ossia il tempo che intercorre tra l’esposizione al virus e la comparsa dei primi sintomi può variare dai 3 ai 14 giorni; con una media di 6 giorni.
È stato dimostrato che durante il periodo di incubazione, diversi coronavirus, tra cui il coronavirus SARS e il recente 2019 nCoV, sono contagiosi; in termini pratici, una persona infetta e non sintomatica può trasmettere l’infezione ad altre persone

Fattori di rischio

• In generale, le infezioni da coronavirus sono più probabili durante la stagione autunnale o in inverno e sono legate alle questioni ambientali e climatiche. Resta l’evidenza che il contagio può avvenire in qualsiasi stagione. Da qui un comportamento ed una prevenzione adeguata;

• Una coinfezione con altri microrganismi, ed in particolare il virus dell’influenza ed il pneumococco, possono facilitare il manifestarsi e l’aggressione del coronavirus. Da qui l’invito alla vaccinazione;

• La stretta vicinanza con un individuo contaminato costituisce alto rischio di contagio. Da qui l’utilizzo di mascherine

• L’età avanzata e le malattie croniche, cardiache, polmonari, renali, immunologiche, costituiscono importante fattore di rischio.

• Il grado di virulenza e le modificazioni genetiche del coronavirus costituiscono motivo di maggior rischio anche in persone in buono stato di salute.

Diagnosi
Sono stati messi a punto diversi metodi sierologici e molecolari in grado di diagnosticare con precisione il virus in questione. I test di laboratorio si effettuano su sangue e sui tamponi naso-faringei.

Come si Curano
Non esistono trattamenti specifici, ossia eziologici, contro i coronavirus e le infezioni che quest’ultimi provocano. Sono in corso studi su alcuni antivirali, utilizzati per la cura dei retrovirus che stanno fornendo risposte positive, ma ancora non si è definito un protocollo terapeutico;
Un paziente in buona salute, con una infezione respiratoria da coronavirus, deve:
Osservare un riposo assoluto fino al scomparsa della sintomatologia.
Assumere molti liquidi (reidratazione) contro una pericolosa disidratazione, con alterazione degli equilibri acido/base;
Assumere farmaci antinfiammatori contro l’infiammazione e e la febbre. Paracetamolo ed ibuprofene i farmaci di maggior utilizzo.

Come Prevenire
Non esiste ancora alcun vaccino diretto e specifico contro i coronavirus. Sono in corso ricerche piuttosto avanzate per la produzione di un vaccino efficace, che richiederà comunque molti mesi od oltre per la messa in commercio.

Come precedentemente riferito effettuare un protocollo preventivo per evitare il contatto con il virus antinfluenzale e contro il pneumococco, diminuisce la possibilità di una coinfezione potenzialmente pericolosa.

Altri metodi di prevenzione:
• Lavare le mani con sapone o soluzioni a base di alcool;
• Coprire la narici e la bocca in caso di starnuti o tosse;
• Evitare il contatto con persone che manifestano sintomi respiratori.

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27-01-2020 Indicazioni  OMS per il traffico internazionale in relazione alla epidemia da coronavirus 2019-nCoV

Sintomi, trasmissione

Finora, i principali sintomi clinici riportati nel focolaio da 2019-nCoV comprendono: febbre, difficoltà respiratoria, tosse; Rx torace con infiltrati polmonari bilaterali.Dal 27 gennaio 2020 la trasmissione da uomo a uomo è stata confermata nella città di Wuhan, ma anche in altre città in Cina e a livello  internazionale.

Viaggiatori internazionali: pratiche preventive

I coronavirus sono una vasta famiglia di virus respiratori che possono causare malattie che vanno dal comune raffreddore alla sindrome respiratoria medio-orientale (MERS) e alla sindrome respiratoria acuta grave (SARS). In caso di sintomi indicativi di “malattia respiratoria acuta prima, durante o dopo il viaggio”, i viaggiatori sono incoraggiati a rivolgersi al medico specialista e a riferire la storia dei propri viaggi.

L’informazione come mezzo di prevenzione

Le autorità e gli operatori sanitari diffondono ai viaggiatori informazioni per “ridurre il rischio generale di infezioni respiratorie acute”.
I consigli per il pubblico sui Coronavirus (2019-nCoV) pubblicati sul sito Web dell’OMS contengono raccomandazioni per la popolazione per ridurre l’esposizione e la trasmissione di una serie di malattie, per proteggere se stessi e gli altri dall’ammalarsi, per rimanere in salute durante il viaggio.

Ragioni della diffusione della malattia

L’attuale epidemia ha avuto origine nella città di Wuhan, che è un importante centro di trasporto nazionale e internazionale,  a causa dei grandi spostamenti della popolazione all’interno della Cina e fuori il Paese, sia nell’area dell’Asia Orientale che in tutto il mondo.  A causa della trasmissione del virus osservata da uomo a uomo c’è da aspettarsi una diffusione rapida di nuovi casi in altre aree della Cina e in sempre maggiori paesi.Con le informazioni attualmente disponibili per il nuovo coronavirus, l’OMS consiglia di attuare misure per limitare il rischio di esportazione o importazione della malattia, senza inutili restrizioni al traffico internazionale.

Consigli per attuare un controllo sanitario alle uscite dei paesi o aree dove è in atto la trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV (attualmente Repubblica popolare cinese)

Effettuare il “controllo sanitario” in uscita negli aeroporti e porti internazionali nelle aree interessate, con l’obiettivo di individuare tempestivamente i viaggiatori sintomatici per un’ulteriore valutazione dello stato di salute ed eventuale trattamento. Scopo è quello di evitare l’esportazione della malattia.

Il “controllo sanitario” in uscita include:  il controllo dei sintomi di una malattia respiratoria acuta: febbre superiore a 38 °, tosse;  il questionario ai passeggeri che escono dalle aree interessate alla infezione con ricerca di sintomi di infezione respiratoria, ricerca della potenziale esposizione a contatti ad alto rischio o alla presunta fonte animale; l’indirizzare i viaggiatori sintomatici verso ulteriori controlli medici con l’esecuzione del test sierologico per 2019-nCoV e  invio dei casi confermati in isolamento e trattamento.

In Cina, nelle aree di epidemia è opportuno istituire luoghi di “controllo sanitario” negli aeroporti nazionali, nelle stazioni ferroviarie e nelle stazioni degli autobus a lunga percorrenza, per contenere e bloccare la diffusione della epidemia.
I viaggiatori che hanno avuto contatti con casi confermati o esposizione diretta a potenziali fonti di infezione devono essere sottoposti a osservazione medica. I contatti ad alto rischio dovrebbero evitare i viaggi per la durata del periodo di incubazione (fino a 14 giorni).

Consigli per attuare un controllo sanitario all’ ingresso in paesi / aree senza trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV

Le esperienze passate sul controllo delle epidemie dimostrano che l’efficacia dello screening effettuato alle dogane di ingresso è spesso poco efficace, ma può essere molto utile per la strategia di comunicazione del rischio fornendo informazioni ai viaggiatori provenienti da paesi infetti, riguardo a come comportarsi in caso di sintomi di malattia.

Controlli e contenimento della diffusione della malattia

Durante l’attuale epidemia da coronavirus 2019-nCoV, sono stati identificati numerosi casi esportati attraverso lo screening effettuato alle dogane di accesso. I casi sintomatici possono essere identificati mediante screening della temperatura presso il punto di ingresso. Su questi individui sintomatici saranno condotti esami medici e test di laboratorio per la conferma del caso. Presso i punti di screening della temperatura non tutti i casi sono identificati. Molti portatori del virus stanno incubando la malattia o nascondono la febbre durante il viaggio.

Attualmente l’emisfero settentrionale (compresa la Cina) è nel pieno della stagione invernale quando si manifestano l’influenza e altre infezioni respiratorie. I controlli sanitari d’ingresso, devono prendere in considerazione che i viaggiatori possono manifestare sintomi di infezione respiratoria derivata da malattie respiratorie diverse dal 2019-nCoV

Comportamenti in caso di sintomi

E’ importante ricordare a tutti i viaggiatori internazionali provenienti da aree della epidemia, o che hanno avuto contatti con persone che provengono da queste aree che, in caso di febbre, tosse e difficoltà respiratoria, è importante recarsi da un medico o struttura santaria specializzata, per escludere l’insorgenza di malattia respiratoria da Corona Virus.
Le autorità sanitarie devono rafforzare la collaborazione con gli operatori aerei per la gestione dei casi a bordo di un aeromobile e la segnalazione, qualora venga rilevato un viaggiatore con sintomi di malattie respiratorie, conformemente alla guida IATA dell’equipaggio di cabina per gestire la sospetta malattia trasmissibile a bordo di un aeromobile.

Pratica vaccinale antinfluenzale ed antipneumococcica

Da diverse fonti specialistiche e di ricerca viene raccomandato, a chi affronta un viaggio verso la Cina ed i parsi asiatici, l’effettuazione della vaccinazione antinfluenzale e contro il Pneumococco. Malattie tipiche della stagione invernale, la cui presenza può facilitare il contatto e l’aggressione del Coronavirus, anche per un deficit di risposte immune, secondaria. Da qui l’efficacia della pratica vaccinale preventiva con effetti indiretti sul Coronavirus.

L’OMS sconsiglia l’applicazione di restrizioni al traffico internazionale, aereo, navale e terrestre in base alle informazioni attualmente disponibili su questo evento epidemico.

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01-02-2020 La malaria uccide ancora ad Agrigento. indagati sette sanitari 

Se vuoi notizie ed aggiornamenti sulla malaria apri il libro sulla malaria in biblioteca.

La malaria uccide ancora ad Agrigento a causa della incompetenza ed incuria dei medici .

Questo scrivevo il giorno 28 gennaio, poche ore dopo la morte di Loredana. L’articolo già pubblicato lo mantengo in questa pagina dove aggiorno alcune notizie.                          Oggi 31 gennaio la notizia è la seguente: indagati sette tra medici ed infermieri dell’ospedale di Agrigento. Ed anche il medico curante. L’ufficio della Procura, presieduto da Luigi Patronaggio ha iscritto nel registro degli indagati i sanitari. L’ipotesi di reato “omicidio colposo”. Comunque se i fatti raccontati dai parenti saranno confermati, al di là del giudizio della giustizia, i fatti sono scandalosi! DI seguito i fatti accaduti con qualche commento.

Muore a 44 anni di malaria cerebrale dopo un viaggio in Africa a Lagos, in Nigeria.  Dopo qualche giorno dal rientro ad Agrigento ha presentato malessere,  inappetenza, cefalea e febbre alta. Forse influenza? Ma nell’incertezza, conscia di essere stata in Africa, si è recata in ospedale dove, nonostante aver precisato le notizie riguardanti il viaggio, ha atteso più di 9 ore al Pronto Soccorso.  Il suo racconto non ha fatto scattare nessun allarme tra i sanitari. Alla fine, stanca e con un malessere sempre più forte ha firmato le dimissioni ed è tornata a casa. Per 5 giorni, altri sanitari non sono stati in grado di gestire una persona di ritorno dall’Africa. Dubbi, ritardi perplessità come un qualsiasi malato con sindromi simil influenzali. Poi il coma e la corsa in ospedale. Diagnosi di malaria terzana maligna, da Plasmodium falciparum.
I racconti giornalistici seguenti sono agghiaccianti. “ I medici dell’ospedale di Agrigento hanno cercato posto in qualche reparto di Malattie infettive dell’isola. Inutilmente. Da Agrigento sono partiti i contatti per le indispensabili consulenze con Roma e Palermo, Palermo e Roma. Un farmaco specifico è stato recuperato, e portato ad Agrigento, da Messina….

Per i non addetti ai lavori tutto questo può sembrare possibile per una malattia, la malaria, così lontana dalle nostre latitudini e conoscenze. Magari quasi giustificabile. Ma per la classe medica tutto questo non è giustificabile. Questo comportamento che denuncia incompetenza, superficialità ed assenza assoluta di responsabilità professionale è inaccettabile. Nel 2020, con l’informazione che circola ovunque, anche i medici più impreparati e che non hanno mai aperto un libro di malattie infettive sanno che chiunque viene da paesi a rischio va messo sotto controllo, immediato! E’ inconcepibile che un presidio, ospedaliero, un pronto soccorso, un qualsiasi ambulatorio o singolo professionista, di fronte ad una persona con malessere anche senza febbre, di ritorno da Lagos, non faccia immediatamente una valutazione clinica e poi effettui o invii in un laboratorio dove si effettua il test per la malaria. E tutti i medici devono sapere che, se hanno dubbi sulla possibilità dello sviluppo della malattia e si trovano in luoghi dove non possono fare i test necessari o trovare specialisti del settore, e la situazione del paziente peggiora, in ogni caso, prima di qualsiasi altra perdita di tempo si prescrive al paziente la terapia specifica, antimalarica. Il classico trattamento ex adiuvantibus, ossia in aiuto di un sospetto clinico non risolto. E così si salvano le vite di persone che rischiano in modo importante. 

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24-01-2020 Coronavirus: i decessi in Cina negli anziani e malati cronici

I dati clinici dei pazienti ricoverati per il Coronavirus che cominciano ad affluire dagli ospedali cinesi, ci confermano, se mai avessimo avuto bisogno di conferme, che la maggior parte dei 600 casi manifestatesi fino ad oggi, con forme respiratorie gravi, e soprattutto i decessi,  si sono manifestati nella popolazione anziana, ultra ottantenne, affetta da malattie croniche cardiologiche, respiratorie o in diabetici avanzati. Pochi i settantenni e sessantenni generalmente malati cronici. Solamente una donna di 45 anni è deceduta. Diabete, cirrosi epatica, malattie cardiocircolatorie ed ipertensione le malattie presenti nelle persone decedute per questa forma di Coronavirus.

I casi accertati si mantengono ad oggi, 24 gennaio 2020, poco oltre i 600 individui, la cui età, la maggior parte anziani, ed i precedenti clinici, confermano le normali risposte ed i normali quadri che si manifestano durante epidemie virali di diversi tipi. Si conferma che l’attenzione della sanità deve essere sempre riposta negli anziani, persone defedate ed affette da malattie croniche.

Ricordiamo che la tanto banale “Influenza da mixovirus”, tanto poco considerata nel nostro paese, da sola ha fatto la scorsa stagione (’18/’19) oltre 200 vittime, in particolare nella popolazione anziana.

La risposta della sanità mondiale è stata messa in atto per arginare la diffusione di un virus che da zoonotico, ossia caratteristico degli animali, è diventato a contagio diretto uomo – uomo. Questa risposta è stata attuata per il timore che questo nuovo virus, come successo in altre occasioni, potesse avere una diffusione pandemica, ossia rapida, e globale, oltre che rischiosa. D’altra parte in Cina è stata particolarmente forte e con decisioni draconiane. Decine di milioni di persone sono state bloccate in tutte le loro attività e spostamenti. Una domanda comunque si impone? Perché in passato non sono state prese misure così drastiche per altre situazioni epidemiche? Perché epidemie come la MERS nei paesi Arabi, con oltre un migliaio di decessi, non hanno trovato attenzione come questa epidemia? Seguiremo l’evoluzione della epidemia e dei fatti per poter dare una risposta anche a questi quesiti.

 

 

 

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23-01-2020 – Coronavirus Cinese: alcune novità dalla scienza

Proseguono gli studi dei ricercatori in tutto il mondo sul virus 2019-nCoV, il virus respiratorio che da circa un mese tiene il mondo in apprensione. Soprattutto i ricercatori cinesi in queste ore sono impegnati a dare risposte e fornire indicazioni sull’argomento. I dottori Xiaofang Zhao, Junjie Zai, e Xingguang Li, Wei Ji, Wei Wang, virologi degli istituti delle università     di Pechino e Guangxi hanno pubblicato sull’ultimo numero del Journal of Medical Virology i preliminari della loro ricerca in cui sostengono che il 2019-nCoV è stato trasmesso dai pipistrelli, serbatoio naturale del virus, ad alcune specie di serpenti orientali, e da questi rettili agli uomini. Dalle osservazioni effettuate il virus dai pipistrelli avrebbe ricombinato il proprio DNA all’interno delle cellule di alcune specie di serpente. Da questi sarebbe passato all’uomo, presumibilmente per via alimentare. Nell’uomo si sarebbe riprodotto e poi avrebbe trovato la via del contagio di altri individui, realizzando il fatidico “salto di specie”, diventando praticamente un virus umano. La ricerca è stata condotta su campioni del virus provenienti da diverse località della Cina e da diverse specie ospiti. Nel mercato ittico del pesce, come in tanti altri mercati cinesi, la presenza di serpenti vivi o già pronti per essere mangiati è la norma.

Sulla base delle attuali conoscenze, il periodo di incubazione è di 14 giorni, ed i primi giorni di presenza dei sintomi è il momento del contagio aereo.

 

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Vaccino anti rabbia presso il Cesmet

 

Vaccino antirabbico presso il Cesmet Aumentano le segnalazioni di casi di Rabbia in diversi paesi tropicali. Consigliamo la vaccinazione per chi effettua viaggi che favoriscono il contatto con animali. Attenti ai graffi e morsi di scimmie nei parchi africani e presso i templi in oriente.

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23-01-2020 Il nuovo coronavirus 2019-n-CoV sempre più conosciuto. I tempi ed i risultati della ricerca

Al contrario di quanto trasmesso dai titoli di alcuni media, “ Il virus misterioso cinese”, “il mistero del virus cinese” ed altri simili ,non c’è mai stata una epidemia, nella storia dell’umanità, così identificata, studiata, compresa come quella del 2019-n-CoV, il nuovo Coronavirus di tipo respiratorio.
Nel corso del mese di dicembre 2019 nella città cinese di Wuhan si sono manifestati casi di “malattia respiratoria acuta”, alcuni dei quali evolvevano in polmonite diffusa. Tutto questo nella stagione invernale, durante la quale i virus respiratori influenzali e di diversi tipi si diffondono in modo esponenziale. In questo panorama, che si ripete ogni anno, sono stai notati alcuni casi “strani”, e soprattutto non identificabili dai normali test di laboratorio. Alcune persone ricoverate con una patologia respiratoria acuta, e con una polmonite aggressiva, presentavano un virus “non identificabile”. Il 31 dicembre le autorità di Pechino hanno comunicato ufficialmente all’Oms il contagio di una persona con un virus respiratorio non identificato.
I ricercatori cinesi, con un tempismo esemplare, il 9 gennaio 2020 hanno reso pubblica la “sequenza genomica del virus”, identificato come Coronavirus, in modo da diffondere a tutto il mondo scientifico le conoscenze, e permettere contributi scientifici da ogni parte del mondo.
Tutto questo va considerato come un primo grande successo della scienza medica, nei confronti di un virus aggressivo e poco identificabile.
A fine dicembre Il primo focolaio della malattia è stato localizzato nel “mercato del pesce della città di Wuhan”. Oltre alla vendita del pesce, come tradizione dei mercati cinesi, vi si trova ogni genere di animali vivi, dagli uccelli, ai polli, ai mammiferi. L’infezione ed il contagio è partito da un animale, ancora non identificato. Gli animali ammalati hanno contagiato una o più persone che si trovavano a stretto contatto con questi, ed in breve tempo il virus, come talvolta accade soprattutto per questi virus respiratori, si è adattato all’organismo umano ed ha imparato a trasmettersi da uomo ad uomo, attraverso le goccioline del respiro. Ora sappiamo che il 2019-n-Cov può trasmettersi da uomo ad uomo come un normale virus influenzale.
E qui si è verificato il secondo successo, quanto meno per la prontezza della risposta a livello mondiale. Con decisioni rapide e precise sono state isolate tutte le aree dove si è sviluppato il focolaio di malattia. La città di Wuhan è stata isolata dal resto del mondo e sono stati limitati gli spostamenti delle persone sia all’interno che verso l’esterno. Parliamo di una città da 11 milioni di abitanti.
Una serie di casi già si sono manifestati in diversi paesi del mondo, dalla Thailandia, alla Corea, all’ Australia, ed un caso anche negli stati Uniti. Ma nello stesso tempo è stato messo in atto un piano di controllo dei viaggiatori, dalla Cina ed in particolare da Wuhan, come mai prima era stato fatto. Ora vedremo se questo sforzo collettivo e soprattutto questo coordinamento immediato a livello internazionale potrà bloccare all’origine la propagazione dei casi che si sono manifestati in Cina. Certo è che la risposta preventiva e di circoscrivere i focolai di malattia virale è stata immediata. Anche l’informazione limpida e reale ha contribuito ad una coscienza collettiva di protezione generale. Ora bisognerà attendere i risultati continuando i controlli ai varchi di frontiera ed alla attenzione, nelle aree di epidemia di eventuali altri casi di malattia respiratoria.
D’altra parte ricordiamo sempre che, come in tutte le malattie infettive e contagiose, anche causate da virus aggressivi, la maggior parte di noi umani, ma anche animali, supera l’infezione senza neanche accorgersi di essere stati infettati. I nostri sistemi di difesa sono sempre attivi ed efficaci. Come sempre i soggetti più a rischio e da tenere sotto controllo attivo sono i malati cronici, e gli anziani per la diminuzione delle capacità difensive del sistema immunitario. Anche i bambini piccoli, soprattutto defedati e malnutriti, possono sviluppare una malattia aggressiva. Continuiamo a seguire lo sviluppo di questa epidemia con le prossime notizie commentate. Dr. Paolo Meo infettivologo, tropicalista.

23-01-2020 Il nuovo coronavirus 2019-n-CoV sempre più conosciuto. I tempi ed i risultati della ricerca Leggi tutto »

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Pacchetto di prevenzione respiratoria in viaggio: influenza e pneumococco

 

Corona Virus 2019-nCoV: un consiglio se viaggi verso l’Asia, e non solo …

 Prima del viaggio, dopo aver letto l’informazione che segue prenota nel sito www.clinicadelviaggiatore.com il tuo “pacchetto di prevenzione respiratoria vaccinale” prenotandolo e chiedendo informazioni. Se vuoi informazioni personalizzate ponendo allo specialista quesiti, dubbi e richieste, acquista la consulenza, sia via mail che telefonica o via skipe.

 Tra i consigli più comuni che le autorità sanitarie forniscono a chi viaggia in aereo verso l’Asia, o verso altre mete, ci sono regole semplici spesso poco seguite:

  • Porta con te alcune mascherine da utilizzare, in loco, in ambienti chiusi ed affollati dove esiste possibilità di contatto con possibili persone infette;
  • Copriti sempre bocca e naso in caso di tosse e starnuti. Questo è utile a te e soprattutto agli altri;
  • Lavati le mani con acqua e sapone, con una certa frequenza, senza esagerare, per evitare di trasportare eventuali particelle virali a contatto con le mucose della bocca o del naso;

Consigli sentiti tante volte, indicati da OMS (organizzazione mondiale della sanità), semplici ma efficaci. Consigli poco ripresi e sottolineati dalla comune informazione.

Esiste un’altra pratica preventiva, molto efficace, indicata da specialisti e ricercatori ma poco promossa e richiesta dai viaggiatori: la vaccinazione contro influenza e pneumococco; (anche alla fine o fuori la stagione) da eseguire prima del viaggio, sia aereo che in luoghi dove è possibile il contatto con il Coronavirus.

I due vaccini in questione nulla hanno a che fare, direttamente con il Coronavirus cinese, per il quale non esiste vaccino. Lo scopo di questa doppia vaccinazione (pacchetto di prevenzione respiratoria per il viaggio) è quello di impedire l’insorgenza di una malattia polmonare o delle alte vie respiratorie importante, da influenza o/e pneumococco, che possa favorire, in caso di contatto o contagio, l’aggressione e l’insorgenza di una polmonite particolarmente grave da Coronavirus.

Questo “protocollo di prevenzione respiratoria vaccinale prima del viaggio ha lo scopo quindi di rafforzare l’immunità generale e quella specifica nei confronti di virus e batteri ubiquitari che, se presenti ed attivi nell’organismo possono facilitare l’attecchimento, lo sviluppo e l’aggressione del virus della malattia respiratoria Cinese. Ci vacciniamo quindi nei confronti di due microbi, presenti ovunque, il cui contagio può facilitare l’aggressione del terzo virus.

 

 

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