Paolo Meo - MioDottore.it

Chiara Talone

Lettera ad una mamma in gravidanza

Cara Mamma in dolce attesa di un bimbo, o che stai per decidere di diventarlo,
ti scrive un medico che da sempre si occupa di malattie tropicali ed infettive, responsabile della “Clinica del Viaggiatore Cesmet”,
dove la “prevenzione” è stata fin dall’inizio la prima preoccupazione.
Raccogliendo il pressante appello della “Organizzazione Mondiale della Sanità”, lanciato a tutte le nazioni del mondo, dopo anni di ricerche, e riprendendo la circolare del 21 novembre 2018 del nostro Ministero della Salute, che ha recepito e rilanciato le indicazioni internazionali, ti voglio spiegare come puoi, o potrai in un futuro prossimo, proteggere il tuo bambino, sia durante i mesi
della gravidanza, che soprattutto durante i suoi primi mesi di vita.
Il mondo della scienza, i medici ed i ricercatori, attenti da sempre alla protezione dei soggetti più deboli dalle malattie infettive, in questo caso i neonati da 0 a 3 mesi, ti invitano ad effettuare alcune pratiche preventive a vantaggio tuo, durante la gravidanza e di tuo figlio, appena nato.
Farsi somministrare durante la gravidanza, in particolare all’ottavo mese, alcuni vaccini sicuri ed efficaci, nei confronti di due
malattie particolarmente aggressive, diventa da parte tua una scelta saggia e ragionata.
La prima vaccinazione proposta è la trivalente “TDPa”, vaccino fondamentale per rafforzare le difese nei confronti della
PERTOSSE, malattia particolarmente aggressiva e pericolosa. Ti protegge nell’ultimo trimestre di gravidanza, ma soprattutto
protegge il tuo bambino, nei primi due/tre mesi di vita. Questo periodo è molto rischioso per i neonati prima di effettuare le
vaccinazioni obbligatorie. Infatti la somministrazione di questo vaccino, per ogni gravidanza, tra la 25a e la 35a settimana, aumenta
esponenzialmente la presenza delle difese specifiche contro la pertosse. Queste difese, attraverso la placenta, arrivano
direttamente al tuo bambino e lo proteggono nelle ultime settimane di gestazione, ma soprattutto saranno un “salva vita” nei primi
mesi di vita. Mentre allatterai il tuo bambino, dopo aver fatto il vaccino all’ottavo mese, gli continuerai a passare gli anticorpi, ossia
le difese per questa pericolosa malattia.
La seconda vaccinazione essenziale in corso di gravidanza riguarda il virus antinfluenzale. Questo virus, presente in Italia tra i mesi
di dicembre e di febbraio, crea rischi reali di aborto e di forte malattia per le mamme in gravidanza, con grande rischio per il feto.
Tutto questo a causa della sua aggressività diretta e per gli effetti secondari sull’organismo. Il virus può passare la placenta e creare
problemi nelle ultime settimane di gestazione. Il vaccino antinfluenzale può essere somministrato, con efficacia, in ogni momento
della gravidanza, ma è particolarmente utile in corso del secondo e terzo trimestre. La vaccinazione antinfluenzale, deve essere
effettuata, a tutte le donne che sono in gravidanza nel periodo che va da metà ottobre al mese di febbraio. Questa vaccinazione è
quindi fondamentale per evitare danni del mixovirus, sia diretti sulle mucose respiratorie materne e fetali, sia derivati dalle alte
temperature e dagli altri gravi sintomi del sistema respiratorio. La protezione immunitaria continua anche in corso di allattamento,
nei primi mesi di vita. Ti ricordo anche che la vaccinazione antinfluenzale nel tuo bambino è raccomandata tra il sesto mese ed i tre
anni di vita.
Da medico responsabile del “Centro di Vaccinazioni Cesmet”, e da tanti anni dedito alla pratica preventiva nel campo delle malattie infettive, posso confermarti prima di tutto la sicurezza di questi due vaccini, ed anche la loro efficacia, durante il periodo della gravidanza, sia per te che che per il tuo bambino, nel proteggere te ed il tuo piccolo, nelle ultime settimane di gestazione, e nei primi mesi di vita.
Sono a tua disposizione rispondendo a qualsiasi tuo quesito all’indirizzo mail  seg.cesmet@gmail.com, premettendo che sei una donna in gravidanza.
Puoi prendere un appuntamento sia per una consulenza vaccinale, sia per effettuare direttamente i vaccini  scrivendo a seg.cesmet@gmail.com

Dr Paolo Meo

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Congressi ed eventi

In questa sezione abbiamo raccolto e catalogato corsi e congressi, sia nazionali che internazionali, inerenti il tema della prevenzione e della cura delle malattie infettive e tropicali, dell’epidemiologia e della sanità dei viaggi.

 

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Ricerca di Entamoeba histolytica nelle feci: test in immunocromatografia

Si esegue su uno o più campioni di feci, per l’identificazione delle forme patogene e si associa sempre ad una visita medica con lo specialista.

Sono molti i protozoi del genere Entamoeba a colonizzare l’intestino dell’uomo, ma non tutti sono patogeni ma è fondamentale riconoscerli per una diagnosi differenziale da quelli patogeni come, ad esempio, la Entamoeba histolytica, che può causare infezioni intestinali ed extraintestinali.

Il test in immunocromatografia specifico per la E. histolytica, a differenza dell’esame microscopico, è in grado di fare diagnosi differenziale.
Spesso l’infezione decorre asintomatica; in altri casi è accompagnata da diarrea e dolori addominali.
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Bexsero: il vaccino per la meningite meningococcica B

La meningite da meningococco è un vero flagello che colpisce molto spesso i bambini in età scolare. Si può presentare oltre che nella classica forma nella quale colpisce il sistema nervoso centrale, che può avere un decorso breve e tragico, anche nella forma settica, caratterizzata dalle tipiche macchie emorragiche sulla pelle, non meno letale e rapida purtroppo. Può essere trattabile con gli antibiotici giusti, a patto che vengano somministrati tempestivamente, sotto controllo medico.

Il vaccino

La buona notizia è arrivata in parte tre decenni fa. Era stato infatti introdotto in commercio un efficace vaccino. La profilassi di questa malattia faceva un importante passo in avanti e chi era sottoposto a questa vaccinazione è stato sufficientemente protetto. Il problema però era che il meningococco è costituito da una famiglia di ceppi diversi, i cosiddetti sierogruppi, che danno luogo a immunità diverse, che non sono sovrapponibili. Pertanto chi è immune ad un sierogruppo non lo è se la malattia è provocata da un sierogruppo differente. I sierogruppi coinvolti in questo primo tentativo di immunizzazione si chiamano: A,C, W135 e Y. Restava escluso dalla protezione il sierogruppo B. Il quale per altro almeno nel nostro Paese, come nel resto dell’Occidente, è quello che capita più di frequente. A dire il vero anche il C è piuttosto rappresentato e da luogo a numerosi casi, almeno il 30-40% del totale, ma il restante 50-60% è dovuto appunto al B. Un vero Killer. La ragione per la quale non era stato prodotto un vaccino risiedeva nella ampia variabilità della capsula che determina nell’ospite una risposta anticorpale diversa e impedisce quindi la formazione di un’immunità valida universalmente.

Il vaccino contro la meningite B

La copertura per il sierogruppo B è possibile tramite il vaccino chiamato Bexsero®. Questo vaccino è stato concepito in Italia. I ricercatori Novartis di Siena, per realizzare questo vaccino, hanno infatti messo a punto un approccio innovativo, chiamato “reverse vaccinology”. Hanno dapprima decodificato l’intera mappatura genetica di un ceppo patogeno appartenente al sierogruppo B, scoprendo 600 nuove proteine, e riproducendole tramite l’ingegneria genetica al fine di praticare ulteriori indagini, in quanto tutti antigeni potenziali. Nessun singolo antigene da solo infatti potrebbe proteggere contro la diversità espressa dai ceppi di MenB, spiegando la resistenza del sierogruppo alle difese immunitarie, o meglio la scarsa immunogenicità. Successivamente gli investigatori hanno trovato una combinazione di antigeni risultata essenziale per la sopravvivenza del batterio, la funzione, e la capacità di causare infezioni, riscontrabile nella maggior parte dei ceppi di MenB in circolazione a livello mondiale.

I quattro antigeni identificati e utilizzati in Bexsero sono:

  1. Adesina Neisserica A, (neisserial adhesin A: NadA)
  2. Proteina di legame del fattore H (factor H-binding protein: fHBP)
  3. Antigene legante eparina Neisserica, (neisserial heparin-binding antigen: NHBA)
  4. Por A

Successivamente è stata fatta un’amplissima ricerca per identificare con metodiche di ingegneria genetica i fattori comuni ai diversi ceppi, 85 nella fattispecie, che provocavano le infezioni. In altri termini si è proceduto nella ricerca del numero minimo di varianti antigeniche sufficienti a determinare una risposta immunitaria efficace.

Test clinici

Dopo aver ottenuto un prodotto vaccinico ottimale, si è provveduto a sperimentarlo in una serie di trial in tre fasi. La prima allo scopo di determinare la sicurezza, gli effetti tossici, gli effetti metabolici e farmacologici in un ristretto numero di individui. Nella fase II si sono verificati gli effetti collaterali, i rischi associati e la immunogenicità. Nella fase III, su un numero di vaccinati molto ampio, si è indagato sul manifestarsi dell’effetto clinico desiderato, cioè la protezione, in relazione all’esposizione al rischio di acquisire l’infezione da MenB. Il vaccino, sottoposto a verifica nel quadro di una serie di studi clinici in popolazioni di bambini, che dopo vaccinazione risultavano protetti, è senz’altro efficace e non ha dato luogo a fenomeni di tossicità e gli effetti collaterali sono stati di scarso rilievo.

Commercializzazione

Bexsero® è stato in fase di sviluppo per circa 20 anni. L’Unione europea ha dato l’approvazione alla commercializzazione del vaccino meningite meno di una settimana dopo i favorevoli risultati pubblicati sul Lancet dello studio di Vesikari di fase III presentati per la prima volta nel 2010 in occasione della diciassettesima Conferenza Internazionale sulla Neisseria. Basandosi sulla metodica chiamata “retro o reverse vaccinology”, Rappuoli spera che si possano in un vicino futuro realizzare vaccini diretti magari contro l’HIV, o la malaria o tanti altri flagelli.

Sembra che nel mondo la macchina della ricerca non si sia arrestata e continui a produrre benefici rimedi e duraturi per il genere umano.

Se vuoi richiedere ulteriori informazioni, prenotare una visita o prendere un appuntamento per una vaccinazione, contattaci via e-mail oppure telefona ad uno dei seguenti numeri:

Telefono (08.30 – 17.00) – 06/39030481

 

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Ricerca di Helycobacter pylori nelle feci: test in immunocromatografia

Il test viene eseguito su campioni di feci e consente di diagnosticare, monitorare e confermare l’infezione da Helicobacter pylori.

Si raccomanda, nelle 2 settimane prima dell’esecuzione del test, la sospensione di terapie antibiotiche e l’assunzione di antiacidi (inibitori pompa protonica; bismuto), che interferiscono pesantemente con il risultato.
Il test, rapido e non invasivo, è in grado di diagnosticare l’infezione con  sensibilità e specificità superiori al 90% nonché di monitorare l’efficacia della terapia, le eventuali ricadute e l’eradicazione del batterio.
Il risultato del test va sempre considerato nell’ambito della condizione clinica del paziente ed eventualmente associato ad altri test diagnostici.

L’helicobacter pylori- attualmente considerato come uno dei più diffusi patogeni nel mondo, infettando approssimativamente i 2/3 della popolazione mondiale- è ufficialmente riconosciuto agente eziologico delle gastriti croniche e dell’ulcera peptica ed è stato associato  con adenocarcinoma gastrico e  linfoma MALT (Tessuto Linfoide Associato alle Mucose).

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Ricerca di antigeni del virus Dengue: test in immunocromatografia

Il test si esegue su siero o su sangue, anche dal poslpastrello, ed identifica la presenza dell’antigene NS1 del virus della Dengue.
La ricerca dell’antigene NS1 è una procedura importante in quanto permette di individuare l’infezione prima che avvenga la sieroconversione e può essere rilevato nel siero prima delle IgM.
La diagnosi precoce della malattia consente una terapia mirata e immediata e il suo monitoraggio, riducendo il rischio di insorgenza di complicanze.
Per maggiori informazioni sulla infezione da Dengue e sulla sua distribuzione nel mondo leggi la nostra scheda

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Ricerca acidi nucleici del Plasmodio

Esame biologico molecolare

Grazie alle tecniche di biologia molecolare (reazione di amplificazione genica a catena mediante polimerasi – PCR) è possibile identificare il DNA di tutte e 4 le specie dei parassiti della malaria, con una sensibilità 10 volte superiore alle tecniche di micropscopia.

Si rivela quindi un test fondamentale, soprattutto nei viaggiatori di ritorno da una zona a rischio, in caso di parassitemia molto bassa e quindi difficilmente diagnosticabili con i test microscopici.

Se sei di ritorno da una zona a rischio di parassitosi intestinali, hai diarrea, dolori addominali o altri malesseri, non trascurare l’ipotesi di un test diagnostico. Rivolgiti sempre a centri specializzati per una diagnosi rapida e mirata.

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Striscio e goccia spessa per malaria

Dove trovo informazioni o dove posso fare i test per la malaria?
Presso la “Clinica del Viaggiatore Cesmet” a Roma puoi richiedere consulenze per la prevenzione e la profilassi per la malaria; al rientro esami di laboratorio specialistici e visite tropicali.

 

Striscio e goccia spessa

Ad un accurato esame clinico, effettuato da uno specialista in Malattie Tropicali, si affiancano diversi esami di laboratorio, alcuni dei quali più rapidi ed altri più complessi.

Striscio e goccia spessa:

E’ il metodo Gold standard – cioè ottimale – per la diagnosi di malaria.

Plasmodium Vivax

Si effettua su una goccia di sangue da polpastrello, strisciato in film sottile e in goccia spessa, opportunamente colorato e letto al microscopio. Questo test evidenzia la presenza del parassita malarico all’interno dei globuli rossi, durante la fase del suo ciclo cosiddetto eritrocitario e permette una diagnosi qualitativa (parassiti presenti/assenti, e di quale specie) e quantitativa (indice di parassitemia).

Si effettua comunemente durante il rialzo febbrile portato dall’infezione malarica, ma non bisogna dimenticare che i plasmodi possono essere trovati – se c’è infezione – in qualsiasi momento. La gravità dell’attacco malarico è legata al numero di emazie parassitate.

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Febbre Gialla- paesi a rischio di trasmissione

1) Paesi a rischio di trasmissione

*In questi paesi il rischio di trasmissione è limitato ad alcune aree.

Africa:

Angola
Benin
Burkina Faso
Burundi
Cameroon
Chad*
Congo, Rep
Costa d’Avorio
Ethiopia*
Gabon
Gambia
Ghana
Guinea
Guinea Bissau
Guinea Equatoriale
Kenya*
Liberia
Mali*
Mauritania*
Niger*
Nigeria
Repubblica Centrafricana
Repubblica Democratica del Congo*
Senegal
Sierra Leone
Sudan*
Sud Sudan
Togo
Uganda

America:

Argentina*
Bolivia*
Brasile *
Colombia*
Ecuador*
Guyana
Guyana Francese
Panama*
Paraguay
Peru*
Suriname
Trinidad e Tobago*
Venezuela*

 

2) Paesi a basso rischio di trasmissione

Eritrea
Rwanda
São Tomé
Somalia
Tanzania
Zambia

 

 

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La medicina internazionale per le esigenze aziendali

D.Lgs 81/2008, TITOLO X: “Rischi biologici ed ambientali in corso di viaggio”, per le aziende che inviano personale all’estero.

Tutte le aziende:

  • si devono adeguare alla legge sulla sicurezza sul lavoro;
  • devono tutelare il “datore di lavoro” – ossia l’A.D. aziendale – da qualsiasi responsabilità legale derivante dalle disposizioni di legge in materia sanitaria per il personale aziendale in missione in ogni area del mondo;
  • hanno l’obbligo di tutelare il proprio personale in missione:
    • effettuando una valutazione dei rischi biologici ed ambientali;
    • informando e formando sui rischi e sul giusto comportamento da adottare;
    • proponendo protocolli preventivi per la tutela della salute.
  • richiedono ai propri medici competenti:
    • di valutare obiettivamente le situazioni di rischio biologico, nelle aree di missione, fornendo una valutazione reale de rischio collegato alle variazioni ambientali e meteorologiche;
    • di informare correttamente sulla reale presenza di malattie e situazioni di rischio che possono compromettere la salute e adeguate norme comportamentali per evitare il contagio o lo stato di malattia;
    • di effettuare consulenze che informino e formino il personale in missione sui rischi e sui comportamenti;
    • di gestire la documentazione clinica specifica pre-viaggio, le problematiche sanitarie in loco, i controlli e la gestione dei casi al rientro.

Per facilitare il lavoro del medico aziendale e adeguare agli standard internazionali le aziende all’estero si propone a favore delle “Aziende”:

  • una attività di consulenza riguardante “servizi sanitari di medicina internazionale”;
  • una assistenza alla azienda per la gestione del personale – prima – durante e dopo – i viaggi;
  • un programma di prevenzione e copertura vaccinale per il personale in partenza.

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