Nuovi casi di Colera in Repubblica Dominicana – GENNAIO 2024
Sono stati confermati nella Repubblica Dominicana nuovi casi di colera a gennaio 2024 dopo i 17 casi di colera, ufficiali, denunciati dal mese di ottobre 2023. La maggior parte dei casi sono importati da Haiti. Al momento, non si registrano decessi legati alla malattia nel paese. Tra i casi confermati, 14 sono di nazionalità haitiana e 3 sono dominicani.I pazienti affetti da colera presentano anche diverse comorbilità, tra cui la comparsa di febbre da dengue virus. La situazione dell’aumento dei focolai di colore si è acuita dalla recrudescenza del colera in Haiti, che ha reso la popolazione dominicana estremamente vulnerabile all’epidemia. È importante prestare particolare attenzione alle misure preventive e alla sorveglianza del colera nella regione e giungere nelle zone infette dopo aver eseguito il vaccino orale contro il colera.
10 Febbraio 2024 – Anche in Madagascar nell’ultimo semestre 2023 si è sviluppata una epidemia di colera in particolare nei sobborghi della capitale Antananarivo ed in altri villaggi, ed anche nell’altopiano malgascio e in diverse aree della costa. Grande attenzione sull’isola da parte delle autorità sanitarie dopo la grande epidemia del 1999.
La nuova epidemia, segnalata per la prima volta in Zambia nell’ottobre 2023, ha raggiunto 13 paesi dell’Africa orientale. In particolare Tanzania e Isole Comore, hanno visto una diffusione importante di casi di colera. La malattia si sta diffondendo
nuovamente anche in Madagascar. Situazione epidemiologica:
per evitare una nuova diffusione di casi di colera il Madagascar segue da vicino le epidemie di colera che si sono diffuse in vari paesi vicini, in particolare sulla costa orientale dell’Africa e nelle isole vicine. Il Madagascar teme l’arrivo di casi di colera nel suo territorio. Nelle ultime settimane di gennaio 2024 sono stati rilevati focolai di colera in Mozambico, Tanzania e soprattutto nelle Isole Comore. Nessun caso è stato invece registrato nell’Isola di Mayotte (territorio francese, così come l’Isola di Reunion). Nel mese di gennaio la autorità sanitarie hanno adottato misure importanti contro la diffusione del colera. I collegamenti marittimi e aerei con l’arcipelago delle Comore e con Mayotte sono stati per precauzione temporaneamente sospesi per almeno 15 giorni, con una particolare vigilanza nella regionedi Boeny, a nord-ovest della del Madagascar, il porto malgascio più vicino alle Isole Comore.
Possono attraccare solo navi commerciali. Equipaggi e passeggeri sono messi in quarantena senza attraccare, dopo un’ispezione dei medici portuali al largo.
Non sono state osservate chiusure di frontiere o restrizioni alla circolazione tra le zone interessate. Negli aeroporti e nei porti dell’isola malgascia sono state attivate strutture igieniche, per il lavaggio delle mani e la disinfezione dei bagagli, e vengono applicati severi controlli sanitari.
La malaria è da sempre endemica in tutto il Madagascar e l’intera popolazione è considerata a rischio di contrarre la malattia. Il rischio presente in tutte le zone del paese, incluse le aree urbane, a tutte le altitudini e durante tutto l’anno. Tuttavia, il rischio è maggiore lungo le coste. Le città e le grandi città presentano un rischio di infezione talvolta uguale se non maggiore alle zone periferiche e selvagge. I bambini e le donne incinte sono i gruppi più colpiti. In termini di stagionalità, il periodo di massima diffusione delle zanzare, e quindi di maggiore rischio di contrarre la malaria, è durante l’estate australe, che va da ottobre a marzo, quando il clima è caldo e umido. Per quanto riguarda le specifiche aree geografiche, la parte nord e le coste dell’isola sono le aree maggiormente interessate alla diffusione di zanzare Anopheles. Al contrario, gli altopiani, che rappresentano più di metà del territorio, sono meno colpiti dalla malaria.Tuttavia, ci sono alcune eccezioni, come l’isola di Nosy Be, dove il rischio di malaria è considerato basso ma comunque esistente.
I casi di malaria sono diminuiti nel paese dal 2020, dopo l’aumento di attività di prevenzione e controllo della malaria, come la distribuzione di zanzariere trattate con insetticidi da letto e la nebulizzazione intradomiciliare per proteggere le abitazioni, ma i cambiamenti climatici continuano a cambiare l’ambiente rendendo favorevole l’aumento delle zanzare.
Consigliamo la profilassi antimalarica per i viaggiatori che si recano in Madagascar, con farmaci efficaci, non resistenti e con pochi effetti collaterali. L’innalzamento delle temperature e dell’umidità e il tempo particolarmente piovoso, tipico degli ultimi cambiamenti climatici, ha creato le condizioni ambientali per un aumento della diffusione di diversi tipi di zanzare (Aedes e Anopheles), con il propagarsi di malattie di origine virale e parassitario. Anche negli altopiani del Madagascar si è verificato un aumento di casi di malaria, anche mortali, in aree del paese ad altitudine superiore ai 2000 metri. Il fenomeno è già presente da qualche anno. Ciò conferma la necessità di una informazione corretta ed aggiornata sulle reali situazioni epidemiologiche sul paese, al fine di attuare il miglior protocollo preventivo e la profilassi più adeguata. Diversi casi denunciati anche nelle aree del nord e nelle isole, compresa Nosy Be.
Dicembre 2023- Gennaio 2024 AUMENTANO I CASI DI DENGUE ANCHE IN MADAGASCAR
ambiente favorevole alla AEDES aegypti vicino alla costa
Dopo una prolungata siccità che ha colpito molte parti della “grande isola” durante la prima e la seconda parte dell’anno 2023, nell’ultimo trimestre 2023 e durante il mese di gennaio 2024 si è assistito al periodo di massima diffusione delle zanzare Aedes aegypti, il vettore delle arbovirosi presenti in Madagascar ed in particolare della febbre virale da Dengue. Questo è il periodo di maggiore rischio di contrarre la dengue sull’isola. E’ proprio durante l’estate australe, che va da ottobre a marzo, con il clima sempre più caldo, umido e piovoso, che aumentano le malattie a trasmissione da insetti.
Per quanto riguarda le specifiche aree geografiche… CLICCA QUI PER PROSEGUIRE
L’epidemia di “febbre virale da Dengue in Brasile” si aggrava nel mese di gennaio 2024. I casi sono cresciuti nelle prime 3 settimane del 2024 di oltre 500% rispetto allo stesso mese del 2023. Nello stato brasiliano di Rio de Janeiro il numero dei casi certi è aumentato del 587% nelle prime 3 settimane di gennaio. I casi denunciati sono oltre 10.000; i casi presunti sono 10 volte superiori. Gli ospedali e le cliniche private a Rio de Janeiro e nello Stato hanno registrato un aumento di casi medio del 778 %. I dati provengono dal ministero della Salute.
Come all’epoca del Covid-19 le autorità sanitarie stanno pensando di convertire alcune strutture sanitaria esclusivamente alla gestione del problema della febbre virale di Dengue per aumentare la capacità di assistenza per i casi gravi ed avanzati della malattia. Siamo in una reale situazione di emergenza.
Un altro pilastro della strategia……………..continua a leggere qui
La somministrazione del “vaccino antirabbico” deve essere effettuata ai soggetti sopra i “12 mesi di età” che:
– possono essere esposti, per lavoro o per viaggio, al rischio di venire a contatto con il virus attraverso contatto con animale infetto;
– sono venuti a contatto con il virus, perchè aggrediti da animali sospettati di essere portatori del virus.
Tipi di rabbia:
(1) rabbia urbana, diffusa principalmente dal cane e dal gatto domestici non immunizzati e non controllati;
(2) rabbia silvestre, propagata da volpi, ma anche tassi, faine, martore donnole, moffette, manguste, procioni e soprattutto pipistrelli. Nei paesi tropicali le scimmie ed altri mammiferi posso essere portatori sani del virus della rabbia.Se il rischio risulta reale può essere opportuno effettuare la protezione dal rischio rabbia, mediante la somministrazione del vaccino con il protocollo “PRE ESPOSIZIONE”.
“protocollo pre esposizione”
Il protocollo vaccinale “PRE EVENTO” contro la rabbia, ossia prima della venuta a contatto con il virus: (prevenzione dalla malattia)
viene raccomandato per proteggere la persona dall’insorgenza della malattia, prima del contatto con l’animale considerato infetto (Vaccinazione preventiva con vaccino HDCV). Il vaccino va raccomandato a persone con:
rischio elevato di esposizione professionale: medici, biologi e tutti i lavoratori che negli ospedali e nei laboratori diagnostici e di ricerca devono trattare persone affette dalla malattia della rabbia, oppure hanno il rischio di manipolare il virus rabbico o materiale contaminato o sospetto. Si tratta essenzialmente di veterinari, di laboratoristi, di cacciatori, di guardie forestali, di tassidermisti, di personale dei mattatoi e di alcuni allevatori e commercianti di bestiame;
Può essere importante, nei viaggiatori internazionali, valutare il rischio rabbia nel paese e nel territorio di viaggio e soggiorno, ed anche il tipo di attività e di comportamenti durante i viaggi. Per i viaggiatori si recacano in aree dove si trovano animali “portatori sani o malati del virus della rabbia” l’indicazione alla somministrazione preventiva del vaccino non dipende dal periodo di soggiorno ma piuttosto dal rischio epidemiologico (presenza del virus nell’ambiente), che è determinato da possibili contatti con animali sospetti.
Modalità di somministrazione del protocollo PRE ESPOSIZIONE:
Il protocollo pre-esposizione per la vaccinazione contro la rabbia prevede tre dosi di vaccino somministrate in determinati intervalli di tempo. Esistono due schemi di vaccinazione pre-esposizione: “il ciclo rapido” e “il ciclo standard”. CICLO RAPIDO: le dosi vengono somministrate
– tempo 0;
– dopo 3 giorni;
– dopo 7 giorni;
viene utilizzato soprattutto in quei soggetti che si riducono a pochi giorni dalla partenza, o non hanno il tempo di tornare nell’arco di un mese.
CICLO STANDARD: le dosi vengono somministrate
– tempo 0;
– dopo 7 giorni;
– dopo 21 giorni;
viene utilizzato in quei soggetti che richiedono la vaccinazione nei tempi corretti per effettuare questo tipo di protocollo.
Le iniezioni del vaccino della rabbia, da 1 ml, vanno somministrate per via sottocutanea profonda, preferibilmente a livello della fossa sottospinata bassa. Inoltre, è consigliato un’ulteriore richiamo a distanza di 5 anni per mantenere l’efficacia del vaccino nel tempo.
Il protocollo vaccinale “POST EVENTO” contro la rabbia, ossia dopo il probabile o possibile contatto con il virus, per un morso o graffio di animale viene raccomandato per proteggere la persona dall’insorgenza della malattia, dopo il contatto con l’animale considerato infetto.
Cosa sono le soluzione in flebo “cristalloidi” e “colloidali?
La somministrazione di liquidi in via infusiva (via flebo) ha l’obiettivo di ripristinare il volume ematico, sceso per diverse cause eziopatogenetiche.
Le infusioni si dividono in: soluzioni cristalloidi e soluzioni colloidali.
Le soluzioni cristalloidi e colloidali si differenziano per la composizione e il comportamento all’interno dell’organismo.
La vaccinazione contro il colera è da molti considerata un optional. Operatori sanitari e centri di vaccinazione per viaggiatori la consigliano senza troppa convinzione. Altri professionisti, legati a ricordi passati di vaccini iniettivi poco efficaci, la sconsigliano. Nonostante questo vaccino per il colera abbia oltre un lustro di vita è ancora poco conosciuto e poco consigliato.
DOVE NEL MONDO
Una breve panoramica sulla presenza del colera nel Mondo. Da oltre un decennio il colera si è rafforzato e si è diffuso in molti paesi della fascia equatoriale e tropicale. I focolai, spesso a macchia di leopardo, del Vibrio Cholerae sono in continuo aumento.
Pensiamo a come il colera si è diffuso in tutta la “fascia sub saheliana” a partire dal grande focolaio yemenita. Questo focolaio per anni ha alimentato il colera nel corno d’Africa, in particolare in Somalia. Da qui è passato e si è diffuso in Kenya, anche nei sobborghi di Nairobi. I campi dei profughi somali in terra Keniota, congolesi lungo il lago Tanganica
DIFFUSIONE DEL COLERA
al confine con la Tanzania. Da sempre nell’area nord della Tanzania, da Arusha ai grandi parchi al lago Vittoria il colera è presente a macchia di leopardo. I focolai si sono diffusi negli ultimi anni in tutta la fascia subsaheliana, rafforzando i focolai già esistenti. Nei territori di Goma o in altre cittadine e villaggi congolesi casi di colera sono sempre stati presenti ma negli ultimi anni una vera epidemia si è manifestata. Per diffondere nuovamente nel cuore dell’Africa equatoriale e lungo le coste dei paesi del Golfo del Leone, dalla Nigeria al Gambia fino ai villaggi del Senegal e alla stessa Dakar. Piccoli focolai che sono cresciuti ed hanno diffuso in particolare nella stagione delle piogge con il fenomeno della fecalizzazione del terreno. In Asia, in America Latina, nei Caraibi stessi focolai, stessa diffusione, stessi problemi. Viaggiando nei paesi dell’area equatoriale e tropicale è buona norma proteggersi dal Vibrione del colera assumendo questo vaccino che protegge anche da altri batteri intestinali piuttosto aggressivi e quindi aiuta per la diarrea tipica di questi viaggi.
IL DUKORAL
Il Dukoral è un vaccino ormai da tanti anni sul mercato ma ancora non ben conosciuto
Il Dukoral è un vaccino orale caratterizzato da una sospensione e polvere effervescente e contiene in 3 ml:
1,25 x 1011 batteri complessivi, appartenenti ai seguenti ceppi:
*Vibrio cholerae O1 Inaba, biotipo classico (inattivato con il calore) 31,25×109 batteri
* Vibrio cholerae O1 Inaba, biotipo El Tor (inattivato con formalina) 31,25×109 batteri
* Vibrio cholerae O1 Ogawa, biotipo classico (inattivato con il calore) 31,25×109 batteri
* Vibrio cholerae O1 Ogawa, biotipo classico (inattivato con formalina) 31,25×109 batteri
* Subunità B ricombinante della tossina colerica (rCTB) 1 mg (prodotta nel V. cholerae O1 Inaba, ceppo 213 del biotipo classico)
Eccipienti: Sodio fosfato monobasico diidrato 2,0 mg, sodio fosfato dibasico diidrato 9,4 mg, sodio cloruro 26 mg, sodio bicarbonato 3600 mg, sodio carbonato anidro 400 mg, saccarina sodica 30 mg, sodio citrato 6 mg Una dose contiene circa 1,1 g di sodio.
Questo vaccino è indicato: (1) nella prevenzione del colera ma in diversi paesi, tra cui il Canada, è registrato anche nella (2) prevenzione della diarrea del viaggiatore. La ricerca e l’esperienza clinica confermano l’azione (3) stimolante le difese immunitarie intestinali. Una triplice azione che lo rendono uno dei migliori vaccini per la protezione dal Vibrio Cholerae; di grande interesse per la copertura di batteri particolarmente pericolosi, quali Escherichia Coli del tipo enterotossigeno ed enteroemorragico. Questi ed altri batteri sono tra le cause più frequenti delle temibili diarree del viaggiatore.
Il colera, malattia gastro intestinale, dove le tossine prodotte agiscono a livello delle cellule dell’epitelio, l’utilizzo del Dukoral, vaccino orale costituito da batteri uccisi e dalla subunità B ricombinante della stessa tossina da loro prodotta, favorisce la risposta immunitaria locale a livello dell’organo intestinale, anticorpi di mucosa, piuttosto che quella sistemica. Difatti l’immunogenicità di Dukoral valutata in adulti e bambini di età superiore ad un anno, sia residenti in zone endemiche sia residente in aree in assenza del batterio, ha indotto la produzione di IgA di mucosa ed anche di IgG dirette contro gli antigeni batterici che la tossina colerica.
LA MALATTIA DEL COLERA(clicca per approfondire) informazioni da OMS Il colera è un’infezione acuta, spesso senza febbre, dell’intestino, facilitata da condizioni igieniche carenti. Nell’80% dei casi l’infezione è asintomatica o di lieve entità. Malessere generale e digestivo, lieve nausea, qualche lieve scarica di diarrea. In una minoranza di persone provoca “diarrea acquosa profusa” dalle caratteristiche acqua di riso, vomito e crampi muscolari. La perdita di liquidi, se non reintegrata, può portare ad un grave stato di disidratazione fino a collasso e morte. In genere in meno dell’1% dei casi. Il vibrione del colera viene ingerito con acqua contaminata, cibi crudi o poco cotti. Il vibrione secerne una tossina che causa secrezione attiva di acqua dalle cellule del colletto della mucosa intestinale. L’ attenzione alle norme igieniche e alimentari, il lavaggio delle mani, l’utilizzo di acqua controllata, meglio in bottiglie chiuse, non solo per bere ma anche per lavare i denti, e le verdure, l’evitare alimenti e bevande quali ghiaccio, insalate, frutta fresca o verdura che non può essere sbucciata o sgusciata, cibi cotti da molto tempo, uova crude comprese creme e maionesi, molluschi crudi, formaggi.
Il vecchio vaccino anticolerico iniettabile, disponibile fino a qualche decennio fa, è stato oramai ritirato dal commercio per l’efficacia protettiva modesta, calcolata tra il 40% ed il 50% e per la breve durata di copertura immunitaria, tra i 3 ed i 6 mesi, oltre che per gli effetti indesiderati locali e sistemici frequenti e importanti.
La diarrea del viaggiatore è una condizione clinica, caratterizzata da tre o più emissioni di feci non formate, pastose o liquide, nell’arco delle 24 ore che si manifesta in breve tempo dalla causa dell’evento, alimenti, acqua, contaminazione oro fecale, ma può comparire in qualsiasi momento, e si protrae per 3-4 giorni. E’ accompagnata da dolore addominale, impellente bisogno di defecare, nausea e crampi e, come detto precedentemente, raramente da febbre. Generalmente è di lieve entità e si autolimita per la risposta veloce del sistema immune. Il colera si manifesta come tante altre infezioni causate da batteri più o meno aggressivi. Per la maggior parte delle cause batteriche praticamente impossibile formulare un vaccino specifico. Ma per l’infezione con il Vibrio Cholerae il vaccino Dukoral manifesta una efficacia fino all’95% in molti degli studi effettuati. Gli anticorpi presenti sulle mucose dell’intestino verso il vibrione e verso la sua tossina costituiscono una difesa efficace all’attacco del batterio. Gli stessi anticorpi sono efficaci anche nei confronti di diversi tipi di enterobatteri, tra cui i temibili Escherichia Coli. La vaccinazione è opportuna non solo quando per viaggiatori con problemi di salute tali da rendere pericoloso e invalidante un eventuale episodio di diarrea ma in tutti i viaggiatori che effettuano un viaggio in paesi a rischio.
La diarrea del viaggiatore non richiede generalmente trattamento medico ma una reidratazione adeguata per mantenere un buon equilibrio idro-elettrolitico. Abbondanti liquidi, una alimentazione semi liquida, qualche granulo di sale grosso, zucchero o bevande zuccherate, possono ridurre gli episodi. Bere molto e mangiare poco, leggero e semi liquido è la prima terapia.
Il farmaco di elezione per la cura del colera e delle diarree da diversi enterobatteri è la doxiciclina 100 mg (bassado 100 mg) che ha una azione antibatterica rapida ed efficace e che piò essere assunto anche in via preventiva in situazioni ed in luoghi a rischio.
La rifaximina (normix), è un antibiotico orale non assorbibile, efficace nelle lievi diarree. Può accompagnare l’utilizzo di Doxiciclina
Tra gli altri farmaci utilizzati un chinolonico quale la ciprofloxacina 500 mg x 2 al dì fino a conclusione dei sintomi, minimo 5 giorni; oppure norfloxacina 400 mg x 2 al dì per 5 giorni). Anche l’azitromicina può costituire una valida alternativa.
L’utilizzo di Dukoral nella diarrea del viaggiatore si fonda sul presupposto che Escherichia coli enterotossigeni producono una tossina termolabile simile strutturalmente, funzionalmente e immunologicamente alla tossina prodotta dal vibrione del colera, con una omologia di aminoacidi di circa l’80%. Dal momento che l’ETEC (Escherichia) rappresenta una buona percentuale dei casi di diarrea del viaggiatore e sono la causa di diarree particolarmente intense, con una efficacia protettiva tra il 70% ed il 90%, questo potrà prevenire in modo efficace una buona parte di diarree di origine batterica. Comunque il vaccino non deve indurre ad un falso senso di sicurezza.
COME E’ CAMBIATO IL COVID-19 NEL MONDO Il virus SARS-CoV continua a circolare nella maggior parte dei paesi del mondo. Le campagne di vaccinazioni effettuate in ogni singolo paese dal 2021 fino ad oggi, e le ripetute infezioni da COVID-19, anche asintomatiche, a cui tutti gli individui sono stati sottoposti, hanno elevato le difese e le risposte immunitarie, realizzando un sistema difensivo in grado di arginare e neutralizzare in modo adeguato ogni prossimo attacco e modulare le risposte linfocitarie alla presenza del virus.
Il virus continua a mutare e le varianti di SARSCoV-2 derivano dalle continue mutazioni del genoma a cui il virus, nelle varie parti del monto è soggetto. Il continuo evolversi della risposta immunologica, e quindi protettiva nei riguerdi delle popolazioni, deriva dall’infezione del virus che diffonde nelle persone, ed anche dall’azione combinata dei vaccini, potenti stimolanti della risposta immune.
I soggetti deboli, i portatori di malattie croniche, gli anziani è bene che seguitino ad effettuare, nei periodi giusti, i richiami con i vaccini aggiornati. Anche se i richiami stagionali nei confronti del Covid-19 sono indicati a tutti.
Le indicazioni e le regole disposte dai diversi paesi del mondo nei confronti della pandemia COVID-19 escludono oramai qualsiasi restrizione, e quindi si viaggia senza più alcun problema.
VACCINAZIONI ANTICOVID
Come sopra affermato il consiglio è sempre quello di effettuare le vaccinazioni. Terminato il primo ciclo vaccinale,è opportuno, soprattutto per le categorie considerate a rischio seguire le indicazioni dei nuovi richiami, stagionali, che aggiornano i vaccini con i nuovi antigeni presenti nelle recenti mutazioni.
PRATICHE COMPORTAMENTALI Comunque, durante un viaggio, per diminuire il rischio di infettarsi, in particolare per gli ultra settantenni, le persone fragili per i portatori di malattie croniche, e per chi non ha ancora effettuato le vaccinazioni contro il covid,
è sempre buona pratica
Indossa la mascherina durante il viaggio aereo, ed in ambienti chiusi ed affollati.
Evita l’affollamento e gli ambienti chiusi con scarsa ventilazione. In questi casi indossa le mascherine.
Lavati di tanto di tanto in tanto le mani con acqua e sapone. Utilizza le soluzioni idroalcoliche con parsimonia per il rischio di alterare i biofilm batterici della pelle. Usali dopo un rischio reale di contatto con il virus.
Fai attenzione a ventilare gli ambienti chiusi di stanze d’albergo o residenze;
Starnutisci e tossisci in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie.
Evita l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva.
Non toccare occhi, naso e bocca con le mani.
Pulire le superfici con acqua e sapone o comuni detergenti neutri per rimuovere lo sporco e poi disinfettarle con soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina/varechina) o alcol adeguatamente diluite.
Non assumere farmaci antivirali e antibiotici, se non prescritti dal medico.
Tutte queste pratiche. adottate durante il viaggio, comunque sono utili per evitare di contagiarti con microrganismi causa di una serie di malattie.
– E’ sintomatica, ovvero utilizza farmaci ad azione sui sintomi prevalenti.
– Il riposo assoluto a letto è essenziale nella fase febbrile, per evitare aggravamenti nella fase di defervescenza dai sintomi.
– Utilizzati antipiretici ed antidolorifici.
– Fondamentale la somministrazione di liquidi per via orale, o in aggravamenti in via infusiva per prevenire i problemi di ipovolemia e shock ed il reintegro degli elettroliti persi.
– In caso di crollo della concentrazione di piastrine, si discute sulla efficacia della trasfusione.
– L’utilizzo di terapia cortisonica non trova conferme nella pratica clinica.
– Non esistono farmaci antivirali specifici per la cura del virus della dengue.
Approfondimenti sulla terapia
In caso di malattia da virus dengue, l’infezione si presenta, in un 30% dei contaminati, con sintomi che vanno dalla “lieve febbre” “allo shock” e “alla morte”.
Nel corso della malattie questi sono le regole di terapia da adottare secondo la corrente pratica clinica e linee dettate dalla esperienza.
ZURIGO 10 GENNAIO 2024: Casi di Dengue decuplicati nel 2023 rispetto all’anno precedente.
In Svizzera aumentano i casi di febbre virale da dengue diagnosticati dall’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Negli ultimi due anni i casi sono addirittura decuplicati, passando da 26 a 261. Una maggiore attenzione alla malattia? Un aumento dei viaggi in aree endemiche dopo la pausa del Covid? Nel paese i casi sono stati tutti da importazione. Ossia trasmessi dalle zanzare infette durante viaggi all’estero. Al contrario di altri paesi europei come l’Italia, la Francia, la Spagna, dove sono presenti decine di casi autoctoni della malattia, la zanzara Aedes (tigre,) seppur presente in diverse vallate svizzere, …. per saperne di più CLICCA QUI
20 dicembre 2023, caso di WEE in Argentina dopo 20 anni di assenza nell’uomo.
Dopo 20 anni si riaffaccia in Argentina la Encefalite Equina Occidentale, (WWE- Western Equine Encephalitis) durante i quali questa malattia dei cavalli, molto pericolosa sembrava scomparsa. Le autorità sanitarie argentine hanno denunciato il primo caso umano, confermato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). il paziente è un lavoratore rurale in un’area in cui erano stati precedentemente identificati equini risultati positivi all’infezione da WEE.
Gli ultimi casi umani in Argentina erano stati denunciati nel 1982/1983 e nel 1996.
La WEE è una rara malattia di natura virale trasmessa dalle zanzare che colpisce gli equini, gli uccelli, ed anche raramente gli esseri umani. In particolare, gli uccelli fungono da serbatoio, una volta infettati, e diventano la causa della trasmissione negli umani, che avviane tramite puntura di zanzara. Il virus può diffondere in altri territori o paesi lontani attraverso la migrazione di uccelli infetti o il movimento di persone e animali portatori del virus.
Le persone a rischio sono coloro che vivono, lavorano o partecipano ad attività all’aperto in aree endemiche o dove si sono manifestati casi negli animali.
I focolai negli animali
In Argentina, tra il 25 novembre e il 27 dicembre 2023, sono stati identificati un totale di 1182 focolai di malattia WEE negli equini in 12 province del paese: Buenos Aires (n = 717), Santa Fe (n = 149), Córdoba ( n = 141), Entre Ríos (n = 69), Corrientes (n = 41), Chaco (n = 19), La Pampa (n = 18), Río Negro (n = 11), Formosa (n = 8), Santiago del Estero (n = 6), San Luis (n = 2) e Salta (n = 1).
Che cosa è la WE
La WEE è una malattia virale, acuta, rara, trasmessa dalle zanzare causata dal virus omonimo, che appartiene al genere Alphavirus della famiglia Togaviridae, a cui appartengono anche i virus EEE e VEE. I principali “ospiti serbatoio” dei virus EEE e WEE, come già detto, sono gli uccelli passeriformi. Negli esseri umani, il virus WEE può causare malattie che vanno da sintomi subclinici o moderati a forme gravi di meningite asettica ed encefalite fino alla morte.
Allerta epidemiologica nazionale per WEE dal 28 novembre 2023
Il Ministero della Salute argentino ha attivato, il 28 novembre 2023, un’allerta epidemiologica a livello nazionale a causa del diffondersi di focolai di malattia negli equini e per rafforzare la sorveglianza epidemiologica di possibili casi umani.
Insetti vettori: le zanzare
La trasmissione del virus WEE avviene attraverso le punture di zanzare infette, che agiscono come vettori. Il vettore principale è Culex tarsalis; ma esistono più vettori che contribuiscono alla trasmissione, tra cui Aedes melanimon, Aedes dorsalis e Aedes campestris . Questi vettori, pungendo gli uccelli selvatici, mantengono la circolazione del virus e fungono da serbatoi primari del virus. L’uomo e gli equini fungono da serbatoi finali del virus, incapaci di trasmetterlo alle zanzare. Sono quindi gli uccelli l’origine della trasmissione e del mantenimento dei focolai attivi.
Diagnosi clinica e di laboratorio di WEE nell’uomo
La diagnosi di infezione da WEE difficile da eseguire clinicamente poiché i sintomi possono essere sfumati o non specifici per la malattia. La richiede conferma è di laboratorio. I metodi di laboratorio includono la ricerca diretta del virus mediante PCR (amplificazione dell’acido nucleico) o colture cellulari del virus oppure metodi sierologici volti a rilevare gli anticorpi prodotti contro il virus.
Sorveglianza
Nelle aree a rischio con epidemie attive segnalate negli animali, si raccomanda di rafforzare la sorveglianza con la ricerca attiva di casi umani per sindromi neurologiche compatibili senza altra diagnosi definita, tenendo conto del periodo di incubazione, dell’area geografica e delle condizioni ambientali.
Misure di prevenzione
Le azioni preventive consistono: (1) nella gestione dell’ambiente considerando l’ecologia e la biologia dei principali vettori del virus WEE; (2) il controllo vettoriale; (3) la vaccinazione degli equini; (4) le misure di protezione personale: Uso di indumenti che coprano gambe e braccia; utilizzo di repellenti idonei; utilizzo di zanzariere su porte e finestre; utilizzo di zanzariere trattate.