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Chiara Talone

Italia- Scheda Paese- Prevenzione in viaggio

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Prevenzione e profilassi  

Vaccinazioni obbligatorie

  • NESSUNA

    Non ci sono vaccinazioni obbligatorie per entrare nel paese.

Vaccinazioni consigliate

  • ENCEFALITE DA ZECCHE (TBE) per chi si reca nelle zone montane o collinari del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, intraprendendo attività esterne, nei boschi, campeggi. In particolare nella stagione primaverile ed estiva. per saperne di più….

  • EPATITE A      per saperne di più….

  • SINDROMI DIARROICHE E COLERIFORMI

    – La vaccinazione non è obbligatoria, ma va presa in considerazione a seconda del tipo di viaggio e di permanenza, ma soprattutto in base alla situazione epidemiologica del paese al momento del viaggio.  La nuova formulazione “orale” del vaccino anticoleraprotegge ora anche dalle infezioni intestinali provocate da molti agenti enterotossici che provocano la “diarrea del viaggiatore”. Il vaccino è quindi consigliato per i viaggi in molti paesi del mondo.

  • TETANO           per saperne di più…

  • VACCINAZIONI DI ROUTINE

    Assicurati di aver effettuato tutte le vaccinazioni previste dal Sistema Sanitario Nazionale. Queste prevedono: tetano, difterite, polio, pertosse, haemophilus B, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella.

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Italia- Scheda Paese- Alert, epidemie, malattie

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Alert sanitari

 

West Nile Virus (WNV) — stagione 2026 (in corso)

Periodo: dalla fine di giugno 2026 (primi casi umani in Toscana/Caserta il 19-23 giugno, poi provincia di Verona) fino ad oggi (9-10 luglio 2026)
Casi: ancora molto contenuti — i primi casi umani della stagione sono stati segnalati a Verona, Caserta/Firenze e Novara (2 casi, 1-8 luglio) il primo caso è stato riscontrato il primo di luglio in provincia di Novara, a Romentino, e il secondo l’8 luglio
Decessi: nessuno riportato finora per la stagione 2026
Localizzazione: circolazione virale (in zanzare) già rilevata in modo anomalo precoce ed estesa: campioni di zanzare positivi trovati in sei province su nove in Emilia-Romagna, con la Regione che segnala come dal 2008 non si fosse mai vista una circolazione così precoce e su territorio così vasto. Casi umani finora in Piemonte (Novara), Veneto (Verona), Campania (Caserta), Toscana (Firenze)
Nota: gli esperti segnalano allerta per l’anticipo insolito della stagione rispetto agli anni precedenti; nel 2025 il bilancio finale era stato di 680 casi confermati e 48 decessi, quindi il confronto stagionale sarà cruciale nelle prossime settimane.

Morbillo

Periodo: gennaio 2026 (ultimo bollettino ISS disponibile con dati mensili dettagliati) Casi: 84 casi segnalati in Italia nel mese di gennaio 2026, con incidenza di 17,1 casi per milione di abitanti, di cui 73 confermati in laboratorio, 5 probabili e 6 possibili — in netto aumento rispetto ai 34 casi di gennaio 2025
Decessi: non riportati per il 2026 (a livello europeo nel 2025: 8 decessi su quasi 8.000 casi in 30 Paesi UE/SEE)
Localizzazione: 9 Regioni/PA hanno segnalato casi, ma il 96,4% si concentra in 6 territori: Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria
Caratteristiche: età mediana 28 anni, incidenza più alta nella fascia 0-4 anni, 2 casi in bambini sotto l’anno; il 90,9% dei casi non era vaccinato e oltre un terzo ha avuto complicanze (soprattutto polmonite ed epatite). Il trend storico: 1.055 casi nel 2024, 532 nel 2025, nuovo rialzo a inizio 2026.

Arbovirosi da viaggio (Dengue, Chikungunya, Zika, TBE)

Periodo: 1 gennaio – 31 maggio 2026
Casi: 155 casi confermati di Dengue, tutti associati a viaggi all’estero, nessun decesso; 13 casi confermati di Chikungunya (importati); 3 casi di Zika (importati)
Decessi: nessuno
Localizzazione esposizione: prevalentemente Maldive per la Dengue (fino all’83% dei casi nel primo trimestre) e Seychelles per la Chikungunya
Nota: a differenza della stagione 2025 (in cui si erano verificati focolai autoctoni importanti, come 472 casi di Chikungunya con 384 autoctoni concentrati in un comune della provincia di Modena, e il focolaio di Dengue di Cavezzo nel 2024), nel 2026 finora non risultano ancora trasmissioni locali significative.

Epatite A

Periodo: gennaio–marzo 2026
Casi: 160 casi con esordio sintomi nel solo mese di marzo 2026 (dato aggiornato al 24 marzo), con un trend in costante rialzo nel primo trimestre
Decessi: non specificati nella fonte
Localizzazione: situazione epidemica sostenuta soprattutto dai picchi in 3 Regioni: Lazio, Campania e Puglia
Fattori di rischio: 262 casi nel primo trimestre 2026 associati al consumo di frutti di mare (vs 43 nello stesso periodo 2024); in crescita anche la trasmissione sessuale in uomini che fanno sesso con uomini (26 casi tra gennaio-marzo 2026, 11,1% del totale)

Hantavirus (focolaio non autoctono, ma con rilevanza per la sanità italiana)

Periodo: segnalato con circolare ministeriale dell’11 maggio 2026, aggiornamento al 11 maggio
Casi: 9 casi totali segnalati, di cui 3 decessi (letalità 33%); 7 confermati in laboratorio come infezioni da virus Andes (ANDV), 2 considerati probabili
Contesto: focolaio a bordo della nave da crociera MV Hondius (non trasmissione autoctona in Italia); l’OMS ha valutato il rischio come basso a livello globale e l’ECDC molto basso per l’UE/SEE.

Ebola (casi sospetti, nessuna conferma in Italia)

Periodo: fine maggio 2026 Casi: 2 casi sospetti in provincia di Como (due cooperanti rientrati dall’Uganda, ricoverati all’Ospedale Sacco di Milano) e una chirurga di Medici Senza Frontiere rientrata dal Congo, trasferita in quarantena precauzionale allo Spallanzani di Roma
Decessi in Italia: nessuno — il Ministero della Salute ha confermato che non ci sono casi accertati in Italia, con rischio per la popolazione valutato come molto basso
Localizzazione: Lombardia (Como/Milano) e Lazio (Roma), casi di rientro da area epidemica (Uganda/Congo, virus Bundibugyo)

Meningococco (aumento senza vera epidemia)

Periodo: anno 2026 (dati parziali)
Casi: 115 casi legati ai ceppi meningococco B e C segnalati nel 2026, in aumento rispetto ai 57 del 2025, incidenza nazionale intorno a 0,2/100.000 — sotto la media europea, ma con forte disomogeneità nelle coperture vaccinali regionali
Nota: non si tratta di un’epidemia in senso stretto ma di cluster sporadici (es. Napoli, gennaio 2026, poi smentiti come focolaio) e di un incremento watched a livello europeo (focolaio UK, marzo 2026: 23-29 casi, 2 decessi).


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COVID-19, PAESI DEL MONDO A,B,C,D,E

A-Repubblica di San Marino, Stato della Città del Vaticano.
B-Al momento, nessuno Stato è in questo elenco.

C– Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco.

D– Argentina, Arabia Saudita, Australia, Bahrein, Canada, Cile, Colombia, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia, Israele, Kuwait, Nuova Zelanda, Perù, Qatar, Ruanda, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro), Repubblica di Corea, Stati Uniti d’America, Uruguay, Taiwan, Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao

E– Tutti gli Stati e territori non espressamente indicati in altro elenco.

 

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Scheda vaccinazione Colera- Come funziona

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Gli studi di immunogenicità hanno dimostrato bassa efficacia del vaccino nel produrre anticorpi neutralizzanti e in ogni caso una scarsa risposta dei linfociti di tipo B nei confronti del colera dopo vaccinazione per via orale. La risposta anticorpale vibrocida è scarsa. L’immunità protettiva risulta essere mediata dagli anticorpi secretori IgA prodotti localmente a livello intestinale. L’immunità risulta essere prevalentemente da contatto.
Il vaccino induce risposte contro le tossine intestinali da parte delle IgA nel 70-100% dei soggetti vaccinati. Mentre invece il vaccino produce anticorpi vibrocidi nel 35-55% dei soggetti vaccinati e anticorpi anti tossine 78-87% dei soggetti vaccinati. Le risposte delle dosi di richiamo inducono una buona risposta anamnestica. Negli adulti la memoria immunitaria dura almeno 2 anni.

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Scheda vaccinazione Colera- Introduzione all’argomento

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Il vaccino anticolerico è un farmaco per la profilassi vaccinale contro il Vibrione del colera. I primi vaccini tradizionali erano iniettivi, costituiti da cellule intere di batteri uccisi col fenolo. Da oltre un decennio non è più raccomandato dall’OMS per la loro scarsa efficacia, circa il 30- 50% dei vaccinati; per la breve durata dell’immunità (3-6 mesi); per il senso di sicurezza delle persone vaccinate, con basso livello di copertura.
Per tutti questi motivi è stato studiato e messo in commercio dal 2004 un vaccino, orale, con le seguenti caratteristiche: costituito da (1) cellule intere di batteri, uccisi col calore e la formalina; (2) subunità B non tossica della tossina del colera. Viene ottenuta con tecniche di ingegneria genetica. Questa tossina stimola una risposta anticorpale più forte e migliore dei precedenti vaccini. Sempre la tossina induce una immunità crociata nei confronti di ETEC (Escherichia coli Enterotossigena, enterotossina termolabile, e della diarrea causata da questo batterio. Diarrea del viaggiatore.

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Scheda vaccinazione Colera- Notizie e bibliografia

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Cholera vaccines: WHO position paper – August 2017, in Releve Epidemiologique Hebdomadaire, vol. 92, n. 34, 08 25, 2017, pp. 477–498. URL consultato il 12 gennaio 2021.
1. ^ Stefan L. Karlsson, Elisabeth Ax e Erik Nygren, Development of stable Vibrio cholerae O1 Hikojima type vaccine strains co-expressing the Inaba and Ogawa lipopolysaccharide antigens, in PloS One, vol. 9, n. 11, 2014, pp. e108521, DOI:10.1371/journal.pone.0108521
2. ^  Jan Holmgren e Myron M. Levine, Mucosal Immunology (Fourth Edition), Academic Press, 1º gennaio 2015, pp. 1047–1082, ISBN 978-0-12-415847-4. URL consultato il 12 gennaio 2021.
3. ^ John D. Clemens, G. Balakrish Nair e Tahmeed Ahmed, Cholera, in Lancet (London, England), vol. 390, n. 10101, 23 settembre 2017, pp. 1539–1549, DOI:10.1016/S0140-6736(17)30559-7.
4. ^ (EN) Office of the Commissioner, FDA approves vaccine to prevent cholera for travelers, su FDA, 24 marzo 2020.
5. ^ WHO | Lessons learnt from 12 oral cholera vaccine campaigns in resource-poor settings, su WHO. URL consultato il 12 gennaio 2021.
6. ^ Salta a:a b c David Sinclair, Katharine Abba e K Zaman, Oral vaccines for preventing cholera, in The Cochrane Database of Systematic Reviews, vol. 2011, n. 3, 16 marzo 2011, DOI:10.1002/14651858.CD008603.pub2.
7. ^ T. Mall e K. Gyr, Episode resembling immune complex disease after cholera vaccination, in Transactions of the Royal Society of Tropical Medicine and Hygiene, vol. 78, n. 1, 1984, pp. 106–107, DOI:10.1016/0035-9203(84)90188-3. URL consultato il 12 gennaio 2021.
M. M. Levine, Vaccines against enteric infections, in The Lancet, 1990, pp. 958-961.
• J. Clemens e altri, Field trial of oral cholera vaccines in Bangladesh: results of three-year follow-up, in The Lancet, 1990, pp. 270-273.
• Suharyono e altri, Safety and immunogenicity of single-dose live oral cholera vaccine CVD 103-HgR in 5-9-year-old Indonesian children, in The Lancet, 1992, pp. 689-694.
• Forrest, B.D., LaBrooy, J., Attridge, S.R., et al., A candidate live oral typhoid/cholera hybrid vaccine is immunogenic in humans, in The Journal of Infectious Diseases, 1989, pp. 145-6.

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Scheda vaccinazione Colera- Calendario vaccinale

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Per gli adulti e i bambini dai 6 anni di età il ciclo della vaccinazione prevede l’assunzione di 2 dosi di vaccino. I bambini dai 2 ai 6 anni di età devono assumere 3 dosi di vaccino. Le dosi devono essere somministrate nell’intervallo tra 7 / 40 giorni. Se sono trascorse più di 6 settimane tra le dosi, è necessario ricominciare il ciclo di immunizzazione.

Dose di richiamo
Per una protezione continuativa nei confronti del colera, si raccomanda una singola dose di richiamo, entro 2 anni per gli adulti e i bambini a partire dai 6 anni di età ed entro 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età.
Per gli adulti ed i bambini da 2 a 6 anni sarà necessario somministrare una dose di richiamo dopo 24 mesi dalla prima assunzione. Nel caso siano trascorsi più di 2 anni dall’ultima vaccinazione o più di 6 mesi per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età, sarà necessario ripetere il ciclo di base.
Bambini al di sotto dei 2 anni di età
Dukoral è stato somministrato a bambini di età compresa tra 1 e 2 anni nell’ambito di studi sulla sicurezza e l’immunogenicità, ma l’efficacia protettiva non è stata studiata in questo gruppo di età. Quindi l’uso di Dukoral nei bambini al di sotto dei 2 anni di età non è raccomandato.
Anziani
I dati sull’efficacia protettiva del vaccino nei soggetti dai 65 anni sono molto limitati, ma può essere somministrato senza controindicazioni.
Modo di somministrazione
Il vaccino è per uso orale. Prima di assumere il vaccino la sospensione va miscelata con la soluzione sodio bicarbonato. Non ingerire cibo e bevande 1 ora prima e 1 ora dopo la vaccinazione. Evitare la somministrazione di altri medicinali per os 1 ora prima e 1 ora dopo la somministrazione di Dukoral.

Per i bambini da 2 e al di sotto dei 6 anni di età gettare via metà della soluzione e miscelare quella che rimane, circa 75 ml, con l’intero contenuto del flacone.

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Scheda vaccinazione Colera- Efficacia del vaccino

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La vaccinazione orale contro il colera dimostra una buona efficacia ma variabile. Garantisce una protezione fino al 90% dei casi nei primi sei mesi dalla somministrazione, nel 52% dei casi dopo un anno dalla prima somministrazione, e nel 62% dopo due anni nel caso venga effettuato un richiamo. Tuttavia occorre prestare comunque attenzione per quanto riguarda il consumo di cibo e acqua, in quanto un inoculo importante di batteri potrebbe compromettere l’efficacia del vaccino.
Dal momento che Dukoral viene usato in Svezia dal 1991, la ditta ha presentato i risultati di tre studi principali che erano già stati condotti per sostenere l’impiego di Dukoral.
Gli studi di efficacia sono stati condotti su un totale di quasi 113 000 persone. Nei tre studi, l’efficacia di Dukoral, somministrato in due o tre dosi, veniva confrontata con quella del placebo. Furono condotti in zone di endemia colerica.
Il primo studio interessò più di 89 000 persone in Bangladesh e fu utilizzata una tossina colerica estratta da batteri del vibrione al posto della più recente tossina ricombinante.
Gli altri due studi confrontavano Dukoral, contenente tossina colerica ricombinante, con il placebo in oltre 22 000 persone in Perù. Le persone dell’ultimo studio ricevevano anche una dose di richiamo 10 – 12 mesi dopo.
Furono presentati alcuni studi sull’uso di Dukoral che dimostravano l’efficacia di Dukoral anche su una grave forma di diarrea da Escherichia Coli enterotossigena.
Nello studio in Perù l’efficacia protettiva a breve termine nei confronti del colera dopo 2 dosi di vaccino è stata dell’85%. L’efficacia protettiva contro il colera è stata valutata nell’ambito di due campagne per la vaccinazione di massa organizzate in Mozambico (dicembre 2003-gennaio 2004) e a Zanzibar (febbraio 2009- maggio 2010) l’efficacia protettiva di 2 dosi di Dukoral è risultata dell’84%.

 

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