Paolo Meo - MioDottore.it

Chiara Talone

Capo Verde – Scheda Paese

Bandiera Capo Verde
Mappa Capo Verde
                      Mappa Capo Verde

 

Capo Verde è un arcipelago che incanta chiunque vi metta piede: le sue spiagge bianche e dorate si perdono nell’azzurro dell’oceano, le dune di Boa Vista si alternano ai paesaggi vulcanici di Fogo, mentre le vallate verdi di Santo Antão invitano a trekking indimenticabili. L’isola di Sal, con le sue saline e le piscine naturali, è il regno degli sport acquatici e del relax, mentre Mindelo, a São Vicente, vibra al ritmo della musica e della cultura creola. Qui il clima è mite tutto l’anno, la popolazione accoglie i visitatori con il sorriso e la proverbiale “morabeza”, e l’atmosfera rilassata rende ogni viaggio un’esperienza rigenerante.

Dal punto di vista sanitario, Capo Verde è considerata una destinazione abbastanza sicura, priva di grandi epidemie, ma come in ogni paese tropicale è bene adottare alcune semplici precauzioni. Negli ultimi anni, le autorità locali hanno compiuto passi da gigante nel potenziamento delle strutture sanitarie, soprattutto nelle isole più turistiche come Sal e Boa Vista,   garantendo assistenza di base e sicurezza per i viaggiatori. Comunque la prudenza e le giuste pratiche preventive sono fondamentali per garantire un viaggio in sicurezza.

Le principali malattie da cui proteggersi sono quelle trasmesse dalle zanzare: la dengue, il virus Zika e la chikungunya sono presenti in tutto l’arcipelago, con un rischio maggiore durante la stagione delle piogge, soprattutto a Santiago e Praia.  La dengue è sicuramente la malattia da cui difendersi attraverso l’attenzione alla puntura di zanzara e l’effettuazione del vaccino, utile in questo ultimo anno con una crescita esponenziale della malattia nel territorio. La malaria è stata ufficialmente eliminata dal paese nel 2024, ma chi si reca nelle aree interne di Santiago e Boa Vista dovrebbe comunque adottare misure preventive contro le punture di insetto, come l’uso di repellenti, zanzariere e abbigliamento coprente nelle ore serali.

Per quanto riguarda le malattie trasmesse da alimenti e acqua, l’epatite A, la febbre tifoide e le sindromi diarroiche rimangono una possibilità reale a cui il viaggiatore può essere soggetto. È consigliabile bere solo acqua in bottiglia, evitare ghiaccio e cibi crudi o poco cotti, lavare e sbucciare personalmente frutta e verdura, e curare sempre l’igiene delle mani. Le vaccinazioni contro epatite A, tifo ed il vaccino orale del colera, che copre batteri che causano diarrea del viaggiare, sono prevenzioni fondamentali. La vaccinazone contro la  febbre gialla è obbligatoria solo per chi proviene da paesi a rischio, infetti ed endemici.

Capo Verde, dunque, offre ai suoi ospiti un ambiente naturale protetto e un clima ideale per il relax e il benessere. Con qualche attenzione in più – una buona assicurazione sanitaria, un piccolo kit di pronto soccorso, la prevenzione contro le zanzare e la cura nell’alimentazione – il viaggio si trasforma in un’esperienza sicura e indimenticabile, tra spiagge incontaminate, vulcani, musica e la calorosa accoglienza capoverdiana.

 

  Alert Sanitari

Capo Verde ha affrontato diverse sfide sanitarie tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025, con focolai epidemici e rischi specifici per i viaggiatori diffusi nel territorio.

Epidemie nel primo trimestre 2025
La situazione epidemiologica rimane influenzata dagli eventi del 2024, in particolare per la dengue, che ha registrato un picco significativo nel quarto trimestre dell’anno precedente.
1. Dengue:
Casi totali:
44.410 (17.942 confermati) e 8 decessi a metà dicembre 2024.
– Isole coinvolte: Tutte e 9 le isole, con Santiago (80% dei casi) e Fogo (focolaio attivo di DENV-3.
Caratteristiche: Trasmessa da zanzare “Aedes aegypti”, con sintomi come febbre alta, dolori muscolari ed eruzioni cutanee. Il rischio persiste per i viaggiatori a causa della presenza del vettore.

2. Malaria
– Stato ufficiale: Il paese è certificato “malaria-free” dall’OMS dal 2024.
– Eccezioni: Rari casi autoctoni segnalati a São Tiago e Boa Vista nel 2023, legati a introduzioni sporadiche.

3. Altre malattie tropicali
– Zika virus: Segnalato storicamente, con casi confermati nel 2015-2016.
– Chikungunya: Presente, associato a focolai sporadici.
– Febbre di Lassa e Schistosomiasi: Rischio segnalato, seppur non quantificato.

Isole a maggior rischio
– Santiago: Focolaio principale di dengue, con oltre 37% dei casi nel 2024.
– Fogo: Focolaio attivo di DENV-3, responsabile del 59% dei casi totali.
– Boa Vista e São Tiago: Storica presenza di malaria, ora eliminata.

La vigilanza resta alta, soprattutto per la dengue, data la presenza continua del vettore e le condizioni climatiche favorevoli. Si consiglia ai viaggiatori di consultare un medico prima della partenza e monitorare gli aggiornamenti sanitari locali.

Aggiornamento COVID-19

Leggi qui tutte le info necessarie per viaggiare

 

Clima, meteo e salute

  • Previsioni Meteo 
  • Clima:  Situato in una zona dove predomina un vento proveniente generalmente da nord-est e che aumenta d’intensità fino al mese di luglio, Capo Verde usufruisce di condizioni climatiche più favorevoli rispetto a quelle dei paesi del vicino continente situati alla stessa latitudine. La stagione delle piogge si estende durante i mesi di agosto, settembre e ottobre con piovosità incerta di anno in anno, da isola a isola e persino da luogo a luogo ma ciò non impedisce che a Capo Verde sia estate tutto l’anno. I famosi venti caldi dell’est provenienti dal continente africano arrivano, di solito, a gennaio e febbraio. Il clima é tropicale secco. La temperatura media annua oscilla intorno ai 25° e le escursioni termiche non superano i 10° dovuto all’influenza dell’oceano. In mare la temperatura oscilla intorno ai 21° (febbraio e marzo) e ai 25° (settembre e ottobre).


    Quali sono le malattie presenti nel paese? Quali sono i rischi reali?

Capo Verde: un mosaico di rischi sanitari tra isole affascinanti e malattie endemiche
Mentre il sole splende sulle spiagge di Capo Verde, l’arcipelago nasconde un complesso panorama epidemiologico che richiede attenzione da parte di chi si reca nell’isola. La recente certificazione “malaria-free” rilasciata dall’OMS nel 2024 non cancella del tutto le sfide sanitarie di questo paradiso tropicale, dove zanzare e condizioni igieniche precarie rimangono antagonisti silenziosi della salute dei cittadini e dei viaggiatori.

Malattie virali: il dominio delle zanzare
Nelle aree urbane di Santiago” e “Fogo”, la dengue regna sovrana, con 44.410 casi segnalati nel solo ultimo trimestre del 2024. Il sierotipo DENV-3, particolarmente aggressivo, ha trasformato Praia in un epicentro di trasmissione, dove le zanzare Aedes aegypti trovano terreno fertile nei contenitori d’acqua stagnante. A completare il quadro, Zika e Chikungunya mantengono una presenza costante, seppur con numeri meno eclatanti, minacciando soprattutto le donne in gravidanza e chi soffre di patologie articolari croniche.

Batteri: il pericolo nascosto nel piatto
L’isola di Sal ha fatto parlare di sé nel 2023 per un focolaio di Shigella sonnei resistente agli antibiotici, legato a strutture turistiche “all inclusive”. La febbre tifoide rimane un’ombra persistente nelle zone rurali, con tassi di incidenza che sfiorano il 20% tra i viaggiatori incauti.
Nei mercati di pesce di Mindelo, il rischio di colera – seppur contenuto – continua a giustificare raccomandazioni stringenti sull’evitare cubetti di ghiaccio e frutti di mare crudi. Importante la vaccinazione prima del viaggio nelle isole

Parassiti: l’invasione silenziosa
Le acque dolci di Santo Antão* nascondono il rischio schistosomiasi, malattia parassitaria contratta attraverso il semplice contatto cutaneo durante nuotate in fiumi o laghi.
Nelle campagne di Boa Vista, la filariosi linfatica mantiene bassa ma costante circolazione, trasmessa da zanzare notturne che sfuggono ai controlli sanitari. Godersi una vacanza nelle isole non vuol dire abbassare la guardia nei confronti degli insetti e adottare comportamenti che ci aiutano ad allontanare rischi inutili.
I recenti casi di malaria registrati nel 2023 a São Tiago, seppur isolati, e da probabile importazione dal continente africano testimoniano la fragilità dell’ecosistema sanitario locale.

Valutazione del rischio: mappa geografica dei rischi
I resort di Santa Maria (Sal) e Praia (Santiago) concentrano il 70% dei casi di malattie diarroiche, con picchi durante la stagione delle piogge.
Chi si avventura nelle zone interne di Fogo dovrebbe avere grande attenzione per le zanzare mentre visita i vulcani: qui la densità di “Aedes aegypti” raggiunge livelli doppi rispetto alla media nazionale.
Le isole minori come Brava e Maio, pur essendo meno colpite, presentano rischi residuali legati alle situazioni di igiene, alla presenza di zanzare, e alla limitata accessibilità alle strutture sanitarie.

Per i viaggiatori: come sempre l’arma migliore resta la prevenzione. Repellenti a base di olio di Neem, prodotto naturale molto efficace, oppure DEET al 30% costituiscono la prima linea di difesa; il consumo esclusivo di acqua imbottigliata e attenzione scrupolosa all’igiene alimentare riducono del 90% i rischi. La vaccinazione per l’epatite A, l’antitifica e la vaccinazione orale per il colera costituiscono un baluardo contro le infezioni di origine alimentare. La profilassi antimalarica – seppur non obbligatoria – rimane ancora una scelta saggia per chi pianifica escursioni fuori dai percorsi turistici battuti.

Richiedi sempre una consulenza presso strutture specializzate per avere informazioni più dettagliate ed i giusti consigli prima di partire

Prevenzione e profilassi

Quale vaccinazione è obbligatoria per viaggiare nelle isole di Capo Verde e come bisogna comportarsi?

FEBBRE GIALLA se…..

Il certificato di vaccinazione contro la Febbre Gialla non è richiesto ai viaggiatori che provengono dall’Italia, Europa; USA e Canada  e da paesi dove non è presente la malattia. E’ richiesto obbligatoriamente a tutti i viaggiatori di età superiore a un anno provenienti da aree dove è presente il rischio di trasmissione della malattia. Il certificato internazionale valido in tutto il mondo è rilasciato solamente dai centri di vaccinazione autorizzati da OMS e dagli stati di appartenenza.

La vaccinazione per la Febbre Gialla non è consigliata a chi si reca nelle isole in quanto il rischio è oramai ridotto allo zero.
(Aggiornamento Aprile 2025)

 

Quali vaccinazioni sono consigliate e come bisogna comportarsi?

VACCINAZIONI CONSIGLIATE

VACCINAZIONI PER MALATTIE TRASMESSE DA PUNTURA DA INSETTI

VACCINAZIONI CONTRO MALATTIE PORTATE DA CIBI E BEVANDE CONTAMINATE

– La vaccinazione per COLERA e DIARREA non è obbligatoria, ma va presa in considerazione a seconda il tipo di viaggio e di permanenza, ma soprattutto in base alla situazione epidemiologica del paese al momento del viaggio. La nuova formulazione “orale” del vaccino anticolera protegge ora anche dalle infezioni intestinali provocate da molti agenti enterotossici che provocano la “diarrea del viaggiatore”. Il vaccino è quindi consigliato per i viaggi in molti paesi del mondo.

in prevenzione e in cura per la DIARREA DEL VIAGGIATORE: CLICCA QUI E LEGGI ATTENTAMENTE

VACCINAZIONI CONTRO MALATTIE TRASMESSE DA SANGUE CONTAMINATO.

  • EPATITE B notizie sulla malattia
    l’epatite B è una aggressione a livello del fegato che può indurre alterazioni cellulari ed aprire la porta al carcinoma epatico. I rischi, oltre che da siringhe infette e rapporti sessuali non protetti possono venire anche da medicazioni effettuate in strutture sanitarie dove la sterilizzazione dei ferri è poco curata. Quindi è importante essere protetti quando si affrontano viaggi in posti ad alta endemia del virus B
    per saperne di più…. sulla vaccinazione

VACCINAZIONI CONTRO MALATTIE A TRASMISSIONE AEREA

Per saperne di più … sulla vaccinazione

  • POLMONITE E INFEZIONI DA PNEUMOCOCCO
    pneumococco è la principale causa di polmoniti, otiti, meningiti e sepsi. Il vaccino è molto efficace e sicuro la vaccinazione è consigliata a coloro che hanno avuto e soffrono di problemi polmonari e durante il viaggio possono avere un contatto ed un attavvo da parte di uno dei tipi del batterio streptococco pneumoniae o pneumococco

VACCINAZIONI CONTRO MALATTIE DA MORSO DI ANIMALI

  • RABBIA notizie sulla malattia
    Se si prevedono escursioni in zone extraurbane, dove può essere più facile il contatto con animali selvatici; in ocasione di safari o battute di caccia, nonché per motivi professionali (veterinari, agronomi, ecc…).
    Vedi scheda vaccinazione
  • VACCINAZIONI DI ROUTINE
    Assicurati di aver effettuato tutte le vaccinazioni previste dal Sistema Sanitario Nazionale. Queste prevedono: tetano, difterite, polio, pertosse, haemophilus B, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella.

 

Approfondimenti sulla malaria

  • CHE COSA E’

    La Malaria è una malattia infettiva, acuta, presente nel paese, molto legata agli’ ambienti umidi, piovosi, alle stagioni ed alle condizioni meteorologiche. Controlla prima di partire l’itinerario del tuo viaggio e le condizioni meteo delle aree dei tuoi soggiorni. Ricorda che la Malaria è una malattia potenzialmente grave ed anche fatale. Non sottovalutarla. E’ possibile prevenirla con una attenzione al vestiario che ti copra le parti scoperte al tramonto e la notte, all’utilizzo di repellenti e all’ utilizzo di adeguati farmaci per la profilassi, nelle stagioni di maggior rischio.  Per approfondire leggi la scheda sulla malaria

  • NELLE ISOLE DI CAPO VERDE

    Da diversi anni Capo Verde è esente da casi autoctoni di malaria (sia Falciparum che Malariae)  e  ha ricevuto  la certificazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per l’eliminazione della malaria dal territorio del paese”. Capo Verde è “Malaria-free”. (12 Gennaio 2024)

    Negli ultimi 30 anni i casi sono progressivamente diminuiti e dal 2018 il paese non ha riportato casi autoctoni.

    La “certificazione dell’eliminazione della malaria da un paese” è il riconoscimento ufficiale da parte dell’OMS dello “status di paese libero di trasmissione malarica. L’OMS concede questa certificazione quando un paese può dimostrare che la catena di trasmissione locale di tutti i parassiti della malaria umana è stata interrotta nel paese da almeno tre anni consecutivi. Il sistema di sorveglianza sia della malattia, che della presenza di zanzare anopheles infette, e che la risposta del controllo ambientale sia pienamente funzionante per prevenire qualsiasi rischio di ristabilimento della trasmissione autoctona.

    Definitivamente certificata l’assenza di casi e di presenza di parassiti nell’isola, per la terza volta Cabo Verde è statocertificato come paese malaria Free. La prima volta risale al 1968, la seconda evidenza di esenzione da casi di malaria nel 1983. Quindi il ritorno della anopheles negli anni ’90 ha portato a nuovi casi e ad una recrudescenza della malattia. Questo per diminuiti controlli ambientali nel controllo dei vettori che hanno portato a un ritorno della malattia.

    Nel 2015, il paese aveva ridotto la trasmissione della malaria autoctona a soli sette casi. Ma a causa di casi importati si è generato un focolaio di 423 casi ufficiali di malaria autoctona, in persone che non avevano viaggiato, in particolare nella capitale Praia.

    Da allora il sistema sanitario di Cabo Verde si è concentrato sulla sorveglianza dei casi si di malaria, in particolare sull’individuazione e la diagnosi di casi sospetti nelle unità sanitarie; sulla sorveglianza dei casi importati; e soprattutto sul controllo prolungato dei vettori, in particolare attraverso tecniche di ‘irrorazione interna dei residui chimici.

    Per arginare e prevenire l’ondata di casi importati dall’Africa continentale dal 2009 è stato messo in essere un piano di cure e diagnosi fornite gratuitamente a viaggiatori e migranti internazionali. Uno sforzo che per anni ha contribuito ad abbattere la presenza di malaria.
    La maggior parte dei casi di malaria viene rilevata presso le strutture sanitarie del paese. I casi confermati vengono segnalati entro 24 ore, ospedalizzati e trattati. Dopo la dimissione, i pazienti guariti vengono monitorati una volta alla settimana per 28 giorni, per evitare episodi di recrudescenza della malattia e innesco di nuovi focolai infettivi.

    Le principali misure preventive sono state caratterizzate da due campagne annuali di irrorazione residua indoor; controllo regolare delle larve dei vettori anopheles; controllo di casi di malaria, anche sospetti, ai punti di ingresso (aeroporti e porti) e attenzione all’igiene ambientale.

    Nonostante la pandemia di COVID-19 abbia bloccato ogni attenzione verso altri problemi, il Ministero della Salute di Capo Verde ha cercato di mantenere un impegno concreto nel programma di controllo ed eliminazione della malaria.

  • PROFILASSI

    Per la situazione epidemiologica ed il rischio malarico molto basso, non è consigliata alcuna profilassi, ma si raccomanda, in ogni caso, particolare attenzione ad evitare le punture degli insetti (V. zanzare &co: come proteggersi)
    Per la situazione epidemiologica ed il rischio malarico molto basso, non è consigliata alcuna profilassi, ma si raccomanda, in ogni caso, particolare attenzione ad evitare le punture degli insetti (V. zanzare &co: come proteggersi)
    In ogni caso consigliamo sempre di portare una confezione di DOXICICLINA 100 mg, da assumere in caso di forte diarrea, puntura di zecche degli animali, per la protezione e cura del tifo esantematico, con possibilità, in ogni caso di prevenzione dalla malaria nei territori dove ancora ci può essere il sospetto della trasmissione. DOXICICLINA 100 mg è da considerare, da parte dei viaggiatori, un farmaco multiuso per infezioni cutanee, intestinali, per le infezioni da Rickettsie, Borrellia ed altre infezioni batteriche a trasmissione vettoriale.

    AL RIENTRO
  • In caso di febbre, di diarrea o comunque di malessere, è indispensabile consultare senza indugio (in caso di febbre, possibilmente entro 24 ore, per la possibilità di aver contratto la malaria, se si è di ritorno da una zona a rischio) un Medico Specialista o esperto in Malattie Tropicali.

Pillole di salute

  • Come evitare di ammalarsi

    Dai tempo al tuo organismo di ambientarsi al nuovo clima ed al nuovo ambiente. Prima del viaggio, se possibile, dedica alcune ore alla attività fisica, e abitua il tuo organismo ai nuovi ritmi durante il viaggio…leggi tutto

  • Chi deve vaccinarsi per la febbre gialla

    La vaccinazione contro la Febbre Gialla o Vaccino Antiamarillico, malattia virale acuta, che si trasmette tramite puntura di zanzara, è l’unica pratica preventiva che può essere richiesta obbligatoriamente dalle autorità sanitarie di un Paese per poter entrare attraverso i valichi di frontiera….

    leggi tutto

  • La malaria, attenzione….!

    E’ una malattia infettiva, acuta, spesso ma non sempre febbrile, talvolta caratterizzata da pochi sintomi ma sempre con presenza di grande stanchezza, può essere fortemente debilitante, provocando anemia talvolta grave e molto spesso alterazioni metaboliche ed organiche. Appena entrati nell’organismo i parassiti colonizzano le cellule del fegato che poi vengono via via distrutte creando zone di necrosi (morte cellulare) e di fibrosi puntiforme. Alla lunga il parassita malarico crea lesioni permanenti a livello epatico. (altro che medicine contro la malaria che fanno male al fegato!).
    Ricorda che la protezione dei farmaci utilizzati per la profilassi (prevenzione) è efficace e sicura. Gli eventuali effetti collaterali, raramente presenti, sono sicuramente meno dannosi, sul tuo organismo, rispetto alle conseguenze derivanti dalla malattia stessa. Tali effetti collaterali, sempre temporanei, possono dipendere da dosaggi non corretti o da intolleranze individuali. Devi temere l’azione distruttiva del parassita sul tuo organismo piuttosto che gli effetti collaterali,generalmente non pericolosi dei farmaci antimalarici.
    Febbre, brividi, sudorazione, cefalea nucale, stanchezza ingravescente sono i sintomi più frequenti e caratteristici. Ma non sempre la malaria si presenta in modo così eclatante.  Basta un malessere al rientro dal viaggio a far scattare l’attenzione.
    FAI SUBITO GLI ESAMI DI LABORATORIO PRESSO UN CENTRO SPECIALIZZATO. TI ASPETTIAMO AL CESMET PER  ESCLUDERE CON UNA VISITA E CON ESAMI MIRATI CHE I TUOI SINTOMI PROVENGANO DA UN ATTACCO MALARICO.

    CHIAMA IL CENTRO CLINICO E DIAGNOSTICO TROPICALE                                   La malaria:   scheda tecnica

  • Zanzare & co. – Come proteggersi

    • le  zanzare che trasmettono malattie diverse dalla malaria sono attive durante il giorno ed ovunque vi sia una raccolta di acqua dolce: indossare abiti di colore chiaro, lunghi e con maniche larghe, pantaloni lunghi e larghi, di colore chiaro, magliette o camicie con maniche lunghe e larghe e di colore chiaro da infilare nella cintura dei pantaloni….

    leggi tutto

  • Nuotare con precauzione

    Per prevenire l’eventuale trasmissione di malattie infettive, è opportuno nuotare esclusivamente in piscine con acqua clorata. L’acqua del mare è sicura.
    Fare il bagno in acque contaminate può essere pericoloso per la pelle, gli occhi, le orecchie, le mucose della bocca, specialmente se…

    leggi tutto

  • In valigia

    Montagna o mare, safari e avventura o vacanza di tutto riposo, caldo o freddo: devi preparare il tuo bagaglio  con cura, attenzione, senza esagerare e soprattutto prevedendo ……l’imprevedibile. Abbigliamento appropriato al clima   e non dimenticando mai una piccola farmacia da viaggio.

  • Al rientro a casa

    Quando rientri da un viaggio ricorda di prenderti una pausa di un tempo sufficiente per riadattare il tuo organismo al tuo ambiente ed ai tuoi ritmi di vita. Stanchezza, malessere, senso di vuoto, scarsa capacità alla concentrazione….

    leggi tutto

Informazioni generali

Capitale: Praia

Lingua:  portoghese e creolo (crioulo, un misto di portoghese e lingue africane).

Moneta: Escudo capoverdiano, diviso in 100 centavos – 1 Euro parità fissa = 110,265 CVEsc .

Fuso orario: GMT-1

Storia,Economia,Cultura: https://www.cia.gov  http://www.britannica.com

Sicurezza: www.viaggiaresicuri.it www.dovesiamonelmondo.it

Capo Verde – Scheda Paese Leggi tutto »

INFLUENZA 25/26: la Variante K del virus influenzale A/H3N2 corre veloce.

INFLUENZA 25/26: la Variante K del virus influenzale A/H3N2 corre veloce. 
In questo articolo voglio fornire una descrizione delle caratteristiche biologiche e cliniche e qualche consiglio di come proteggersi.

Il VIRUS protagonista indiscusso della stagione 2025/26 è costituito dalla variante K (sottoclade K) del virus influenzale A/H3N2, identificato come “improvvisa” variante emergente già a partire dall’agosto 2025 in Australia. E vi ricorderete che vi avevamo preannunciato che questo ceppo influenzale presentava allora, ed oggi è confermato, sette mutazioni della “proteina emoagglutinina” che gli conferiscono una straordinaria capacità di “eludere l’immunità pregressa della popolazione”, risultante da vaccinazioni precedenti o infezioni naturali passate. E questo rende il mixovirus di quest’anno particolarmente diffusivo.
È fondamentale sottolineare che 
questa variante K NON presenta una maggiore aggressività o severità clinica rispetto all’H3N2 stagionale tradizionale. Piuttosto, la vera caratteristica biologica della variante K risiede nella sua efficienza replicativa e nella velocità di trasmissione, che le ha permesso di prolungare significativamente la stagione influenzale negli emisferi meridionali (Australia e Nuova Zelanda) per almeno un mese oltre il normale.​

Questo aspetto è clinicamente rilevante perché, sebbene la variante non sia più virulenta, la sua capacità di eludere parzialmente l’immunità della popolazione ha generato un picco epidemiologico anticipato e potenzialmente più ampio. Le sequenze genomiche depositate nel database internazionale confermano che in questo periodo invernale il subclade K è nettamente predominante anche in Italia, rappresentando la spina dorsale dell’epidemia attuale.​

Clinicamente, l’infezione da variante K presenta il classico spettro sintomatologico dell’H3N2 stagionale:

  1. febbre alta (>38°C) ad esordio brusco,
  2. tosse intensa,
  3. faringite,
  4. dolori muscolari e articolari marcati,
  5. stanchezza profonda,
  6. congestione nasale
  7. nei bambini, disturbi gastrointestinali (nausea, vomito, diarrea).

È degno di nota che l’H3N2, indipendentemente dal sottoclade, produce manifestazioni febbrili più pronunciate rispetto all’H1N1, che invece tende a manifestarsi con sintomi respiratori superiori più salienti (tosse persistente, mal di gola, congestione nasale).​

Tra le complicanze specifiche documentate figurano

  1. le otiti media,
  2. sinusiti,
  3. bronchiti e polmoniti,
    1. con un rischio aumentato in determinate popolazioni vulnerabili:
      1. anziani over 65,
      2. bambini sotto i 5 anni,
      3. donne in gravidanza,
    2. persone affette da patologie croniche respiratorie (asma, BPCO) o cardiache,
    3. individui immunocompromessi.​

Diffusione Geografica e Temporale: Il Picco Imminente

La diffusione della variante K in Italia mostra le medesime caratteristiche osservate nell’emisfero Sud:

  • un picco epidemiologico anticipato (già evidente a metà dicembre 2025)
  • con previsioni di raggiungimento del picco massimo tra la fine del 2025 e mese di gennaio 2026.

Gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità evidenziano tuttavia l’impossibilità di una previsione esatta del momento del picco, sottolineando che esso potrebbe verificarsi in qualsiasi momento tra fine dicembre e inizio febbraio.​

Questa proiezione temporale è supportata dal fatto che l’A/H3N2 ha circolato molto poco negli anni precedenti nella popolazione italiana, generando una cohorte ampia di individui suscettibili, soprattutto nei bambini. Tale gap immunitario a livello di popolazione rappresenta il terreno fertile per una diffusione accelerata.​

La pressione ospedaliera attesa (richiesta di ricoveri per sintomi gravi) dalle autorità sanitarie è descritta come “alta”, con particolare preoccupazione per il mantenimento della capacità di risposta nelle strutture di emergenza-urgenza durante il periodo festivo, noto per ridotte disponibilità di personale sanitario e disponibilità di letti.

Contesto Globale: La Stagione “Record” negli USA 2024/25
Per contestualizzare la gravità della stagione 2024-2025, è illuminante considerare i dati epidemiologici dagli Stati Uniti, dove la sorveglianza è particolarmente rigorosa.
Durante i mesi di picco (ottobre 2024-maggio 2025), gli USA hanno registrato oltre 

  • 47 milioni di casi influenzali, il dato più elevato dal 2010-2011,
  • con 610.000 ospedalizzazioni cumulative (il record storico)
  • e approssimativamente 130.000 decessi per influenza.
  • Il tasso di ospedalizzazione ha raggiunto il 7,0%
    (confrontato al 5,6% della stagione precedente e al 4,9% di due anni prima).​

Particolarmente allarmante è il dato pediatrico:

  • 231 decessi registrati nei bambini,
  • di cui il 90% in soggetti idonei alla vaccinazione ma non vaccinati.
  • Inoltre, il 35,0% dei pazienti con influenza confermata ha richiesto una visita al pronto soccorso entro 30 giorni dall’infezione,
  • percentuale superiore alla media storica (24,1% nel 2012-2013).​

 

Un chiarimento tra le forme della “influenza aviaria H5N1 Clade 2.3.4.4b”
nei confronti della influenza umana Variante K dell’H3N2

Desidero chiarire una potenziale fonte di confusione terminologica e concettuale tra i due tipi influenzali attualmente circolanti nel mondo:
Quando si discute di
variante clade 2″ nel contesto dell’epidemia influenzale attuale, occorre distinguere nettamente tra due entità biologicamente e epidemiologicamente distinte:

  1. Variante K dell’H3N2 stagionale: costituita da “virus influenzale umano” endemico, caratterizzata da trasmissione efficiente umano-umano”, bassa mortalità, dominante globalmente;
  2. Variante Clade 2.3.4.4b dell’H5N1 costituita ad “virus dell’influenza aviaria” ad alta patogenicità (HPAI), spillover zoonotico sporadico, ossia con possibile trasmissione uccelli – mammiferi; spillover recente in bovini da latte (ossia trasmesso da uccelli a bovini), e possibile passaggio da bovini-uomo, con tasso di mortalità estimato 38-48%

La confusione sorge talvolta dal fatto che, nella nomenclatura dell’influenza aviaria, il “clade 2.3.4.4b” si riferisce effettivamente a una linea genetica specifica dell’H5N1.

Tuttavia, nell’ambito dell’epidemia stagionale attuale (dicembre 2025), la pressione virale dominante e i dati epidemiologici pertinenti derivano esclusivamente dalla variante K dell’H3N2, non dall’H5N1.

Parliamo della rara forma di H5N1 Clade 2.3.4.4b: Situazione Epidemiologica Attuale

Sebbene non rappresenti una minaccia immediata all’epidemia stagionale in corso, la situazione dell’H5N1 clade 2.3.4.4b merita una discussione dettagliata data l’importanza della sorveglianza globale e il profilo di rischio pandemico.

Epidemiologia Umana
Dal marzo 2024 al giugno 2025, gli Stati Uniti hanno registrato 70 casi umani confermati di H5N1 clade 2.3.4.4b.
Le esposizioni erano ripartite come segue:

  • 41 da bovini da latte,
  • 24 da polli commerciali,
  • 2 da pollame da cortile,
  • 3 da fonte di esposizione sconosciuta. L’ultimo caso registrato negli USA risale a maggio 2025, suggerendo una fase calante dell’incidenza umana negli Stati Uniti.​

A livello mondiale, dal 2003 al maggio 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato 972 casi confermati di H5N1 con 468 decessi, per un tasso di mortalità cumulativo del 48%.
Nel 2025 (dati fino a
maggio), sono stati registrati 13 casi globali con 5 decessi, corrispondente a un tasso di mortalità del 38%.​

È fondamentale evidenziare che non è stata mai documentata trasmissione uomo-uomo  sostenuta di H5N1 clade 2.3.4.4b. Tutti i casi umani derivano da esposizioni dirette a fonti animali (avicoltura, bovini da latte, ecc.).​

Patogenesi e Adattamento Mammifero
La particolarità biologica più inquietante del clade 2.3.4.4b è la sua progressiva adattamento a ospiti mammiferi.

Fino al marzo 2024
, i virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità non si riteneva causassero infezioni economicamente significative nei bovini.
L’identificazione del genotipo B3.13 nei bovini da latte del Texas e Kansas ha rappresentato un precedente senza storia.
Questo genotipo ricombinante, derivante da una fusione di geni dell’HPAI H5N1 europeo e dell’LPAI nord-americano,
si è successivamente diffuso a 17 stati americani e a oltre 1.000 mandrie.​

Nei bovini, l’infezione si manifesta prevalentemente come mastite e ridotta produzione lattea, con sintomi respiratori lievi. Tuttavia, un genotipo distinto (D1.1), un altro ricombinante HPAI-LPAI, ha causato due casi umani gravi, uno fatale in California.

La caratteristica biologica di massima preoccupazione risiede nel dual receptor-binding capacity osservato nei ceppi bovini isolati: il virus mantiene l’avidità per i recettori α2,3-sialici (di tipo aviario) mentre acquisisce capacità di legame ai recettori α2,6-sialici (di tipo umano), presenti nell’epitelio respiratorio superiore umano. Questa adattabilità recettoriale rappresenta un passo potenziale verso una facilitazione di trasmissione inter-specie e intra-specie nell’ospite umano.​

Patogenicità in Modelli Sperimentali

Studi di infezione sperimentale in furetti con il ceppo umano del Cile H5N1 (genoma D1.1) hanno documentato febbre, secrezione nasale, diarrea, secrezione oculare, letargia marcata e segni di malattia severa quali dispnea e respirazione affannosa.
Questo profilo clinico, sebbene limitato ai modelli animali, riflette il potenziale per manifestazioni respiratorie severe nell’ospite umano.​

Valutazione del Rischio Pandemico

Il consenso scientifico internazionale considera l’H5N1 clade 2.3.4.4b come una “seria minaccia pandemica”. I fattori di preoccupazione includono:​

  • Diffusione globale continuativa nel compartimento aviare selvatico e domestico
  • Incursioni in ospiti mammiferi (visoni, foche, leoni marini, bovini)
  • Plasticità genetica: diversità genotipica elevata e potenziale per reassortimento con virus influenzali umani stagionali
  • Spillover sporadico persistente in umani con casi umani in Cile, Canada e USA caratterizzati da gravità aumentata

Tuttavia, l’assenza di trasmissione umano-umano sostenuta e il fenomeno di “viral inert” (il virus non ha acquisito la capacità replicativa ottimale nell’ospite umano) mitigano il rischio a breve termine.

 

Manifestazioni Cliniche Dettagliate dell’Influenza Stagionale 2025

La variante K produce un quadro clinico indistinguibile dalla classica influenza H3N2 stagionale. I tre criteri diagnostici cardine (indicatori di sospetto diagnostico nel setting primario) sono:​

  1. Esordio acuto di febbre sopra 38°C (in adulti) o >39°C (nei bambini piccoli)
  2. Almeno un sintomo respiratorio: tosse, congestione nasale, faringite
  3. Almeno un sintomo sistemico: mialgia marcata, artralgia, astenia profonda

L’assenza di uno di questi tre elementi depone generalmente per diagnosi alternativa (raffreddore comune da rhinovirus, per esempio).​

La progressione temporale classica prevede:

  • un picco sintomatologico nei giorni 2-4 di malattia, con la febbre che tende a persistere per 3-5 giorni anche in assenza di complicanze batteriche secondarie.
  • La tosse e l’astenia possono protrarsi per 1-2 settimane, rappresentando frequente motivo di visita medica tardiva e preoccupazione del paziente.Differenze Sintomatologiche H3N2 vs H1N1

Studi comparativi dei dati clinici di cure primarie hanno documentato che:
– i pazienti infetti da H3N2 presentano febbre più elevata e più prolungata rispetto a quelli con H1N1;
– i pazienti con H1N1 al contrario manifestano tosse più frequente (63,8% vs 40,7%), mialgia più comune (71,8% vs 48,2%) e faringite (40,4% vs 19,0%).

Queste differenze sintomatologiche dovrebbero caratterizzare la valutazione clinica e l’approccio terapeutico.​

Interazioni Virali tra diversi virus delle alte vie respiratorie.
Meccanismi Fondamentali di Interferenza Virale

La circolazione simultanea di molteplici patogeni respiratori (influenza, RSV, rhinovirus, coronavirus generici, SARS-CoV-2) non produce semplicemente una sovrapposizione lineare di malattia, ma queste interazioni virali talvolta antagoniste talvolta sinergiche determinano dinamiche patologiche complesse governate dal fenomeno “dell’interferenza virale”.

Questa si verifica quando l’infezione da un virus primario innesca una “risposta immunologica innata” (produzione interna di interferone di tipo I e III) che sopprime la replicazione di un virus secondario (fenomeno denominato challenge).

Per chiarire il fenomeno: in studi realizzati su coltura cellulare di epitelio respiratorio,
– l’infezione da virus influenzale A (IAV) o da virus respiratorio sinciziale (RSV) riduce significativamente la replicazione di SARS-CoV-2 tramite l’induzione di uno stato “antivirale” cellulare.
L’effetto è più pronunciato con IAV che con RSV.​

Implicazioni Epidemiologiche e rapporto tra casi influenzali e casi di COVID: una spiegazione dell’andamento delle due epidemie:

Durante la stagione 2024-2025, questi meccanismi di competizione hanno generato un’epidemiologia caratteristica:
una ondata massiccia di influenza (82 milioni di casi USA da ottobre 2024 a maggio 2025) ha interferito con la diffusione di SARS-CoV-2, mantenendola fortemente.
Al diminuire dell’attività influenzale in primavera 2025, è seguita una risalita marcata di SARS-CoV-2, in particolare della variante NB.1.8.1 (derivata da JN.1), che ha causato un aumento di ospedalizzazioni.​

COVID-19 e la Variante NB.1.8.1 attualmente in Circolazione

La variante di SARS – CoV-2 denominata NB.1.8.1 rappresenta un’evoluzione della linea Omicron con mutazioni aggiuntive sulla proteina spike (T22N, F59S, G184S, A435S, V445H, T478I) che conferiscono ridotta sensibilità agli anticorpi neutralizzanti. Tuttavia, i dati epidemiologici attuali indicano che NB.1.8.1 NON causa malattia più severa rispetto alle varianti Omicron precedenti. La trasmissibilità è elevata, ma la clinica prevede sintomi prevalentemente lievi, soprattutto in individui vaccinati o con infezione pregressa.​

Coinfesione Influenza-COVID-19: Implicazioni Cliniche

Diversi studi hanno valutato l’impatto della coinfesione influenza-SARS-CoV-2 sulla gravità della malattia COVID-19.
Gli autori documentano che
la coinfesione con influenza è associata a un aumento 2-fold del rischio di ammissione in ICU (odds ratio = 2,09, IC 95% = 1,64-2,68) e a un aumento 2,31 volte del rischio di ventilazione meccanica (IC 95% = 1,10-4,85) rispetto a infezione COVID-19 in monoterapia. Quindi un aggravamento rispetto alle singole infezioni.

Co-Circolazione di Altri Virus Respiratori
I dati RespiVirNet italiano, pubblicati da Istituto superiore di Sanità per dicembre 2025 documentano la circolazione simultanea di:

  • RSV: pico raggiunto in gennaio 2025 (396 casi nella settimana 4)
  • Rhinovirus: circolazione anno-round con picchi invernali, ruolo potenziale di “protezione” tramite interferenza virale verso IAV e SARS-CoV-2
  • Coronavirus generici (escludendo SARS-CoV-2): 1003 casi totali stagione
  • SARS-CoV-2: circolazione continua, prevalentemente variante NB.1.8.1

 

Efficacia Vaccinale e Protezione nella Stagione 2025

I dati scientifici ci portano ad affermare che i vaccini in uso continuano a proteggere dall’ospedalizzazione e da sintomi particolarmente gravi. E’ da sottolineare che l’efficacia vaccinale verso infezione ossia la fase di attacco acuto è ridotta, ma la protezione verso la severità (morte, ospedalizzazione) rimane solida, probabilmente per il mantenimento di epitopi B e T cellulari cross-conservati.​

I pediatri dell’Istituto Superiore di Sanità sottolineano l’importanza della vaccinazione immediata, poiché i bambini, in quanto principali diffusori del virus, potrebbero raggiungere una protezione adeguata prima del picco epidemiologico previsto tra fine dicembre e inizio gennaio.

La situazione epidemiologica al 24 dicembre 2025 è caratterizzata da una massiccia ondata di influenza stagionale dominata dalla variante K dell’A/H3N2, non da una emergenza H5N1 pandemica. La variante K non è clinicamente più severa dell’H3N2 tradizionale, ma la sua capacità di eludere parzialmente l’immunità pregressa ha generato un picco epidemiologico anticipato e potenzialmente ampio. I dati italiani e globali indicano tassi di ospedalizzazione superiori alla media storica e pressione straordinaria sui sistemi sanitari.

L’H5N1 clade 2.3.4.4b rimane una minaccia di sorveglianza a lungo termine, particolarmente dati i fenomeni recenti di adattamento mammifero e la persistente spillover zoonotico, ma non rappresenta un problema epidemiologico acuto nell’ambito della stagione influenzale in corso.

La coinfezione con SARS-CoV-2 variante NB.1.8.1 e altri patogeni respiratori è possibile e comporta conseguenze cliniche misurabili (aumento di ICU e ventilazione), richiedendo vigilanza diagnostica e terapeutica avanzata nei pazienti critici.

La vaccinazione rimane la strategia preventiva primaria, con efficacia mantenuta verso la severità dei sintomi.

L’utilizzo di antivirali (oseltamivir) per pazienti ad alto rischio o con malattia conclamata rimane valido e da favorire in particolare nei portatori di patologie croniche.

redattore dr. Paolo Meo
Direttore POLO VIAGGI

INFLUENZA 25/26: la Variante K del virus influenzale A/H3N2 corre veloce. Leggi tutto »

Street Food, senza pensieri: i consigli del dott. Paolo Meo

Profumi irresistibili, colori vivaci… lo street food è una tentazione di viaggio. Ma tra banchi e padelle all’aperto si nascondono rischi reali per la salute. Sul nostro canale You Tube, destinato a viaggiatori consapevoli, trovi un video chiaro e concreto del dott. Paolo Meo, specialista in Malattie Tropicali e Infettive: in pochi minuti spiega come scegliere in sicurezza, riconoscere le situazioni a rischio, prevenire le infezioni più comuni e quando è necessario consultare medici esperti prima e dopo il viaggio.

Gusta il mondo senza compromettere la tua salute: guarda il video ora e viaggia con consapevolezza.

Street Food, senza pensieri: i consigli del dott. Paolo Meo Leggi tutto »

Giornata Mondiale contro l’AIDS

 

 

In questa Giornata Mondiale contro l’AIDS facciamo nostre le parole e le raccomandazioni che ci vengono dal nostro Ministero della Salute :
“Solidarietà globale, responsabilità condivisa” è il tema della Giornata mondiale contro l’#AIDS. Mai come quest’anno sono parole che parlano del nostro futuro. Solo uniti e responsabili possiamo sconfiggere emergenze sanitarie globali. E i pregiudizi che spesso le accompagnano.”

 

Questi i numeri di UNAIDS

Nel 2024, 40,8 milioni [37,0 milioni-45,6 milioni] di persone nel mondo erano affette da HIV.

Nel 2024, 1,3 milioni [1 milione-1,7 milioni] di persone hanno contratto l’HIV.

Nel 2024, 630 000 [490 000-820 000] persone sono morte per malattie correlate all’AIDS.

Nel 2024, 31,6 milioni di persone [27,8-32,9 milioni] avevano accesso alla terapia antiretrovirale.

91,4 milioni [73,4 milioni-116,4 milioni] di persone sono state infettate dall’HIV dall’inizio dell’epidemia.

44,1 milioni [37,6 milioni-53,4 milioni] di persone sono morte per malattie correlate all’AIDS dall’inizio dell’epidemia.

 

 

Giornata Mondiale contro l’AIDS Leggi tutto »

La Chikungunya: un video per informarsi e scoprire cos’è

Scopri tutto quello che c’è da sapere sull’infezione da Chikungunya, una malattia trasmessa dalla puntura di zanzare che si sta diffondendo anche in Europa, ma che rappresenta soprattutto un rischio nei paesi tropicali. Nel video pubblicato sul nostro canale YouTube , il dott. Paolo Meo, specialista in medicina preventiva e malattie infettive e tropicali, spiega in modo chiaro i principali aspetti dell’infezione, fornendo consigli pratici per prevenirla e sottolineando l’importanza di rivolgersi a medici esperti prima e durante il viaggio. Non perderti questa guida essenziale per viaggiare in sicurezza!

La Chikungunya: un video per informarsi e scoprire cos’è Leggi tutto »

Aedes vittatus a Cuba: il nuovo vettore che preoccupa le autorità sanitarie

Dal 2020 è stata confermata la presenza sull’isola della zanzara Aedes vittatus, specie invasiva capace di trasmettere dengue, zika, chikungunya e febbre gialla. Questa scheda riassume le informazioni essenziali per viaggiatori e operatori sul campo.

Che cos’è Aedes vittatus

Aedes vittatus è una specie di zanzara ritenuta invasiva e particolarmente adattabile. A differenza dell’Aedes aegypti, che tende a vivere e riprodursi negli ambienti domestici e punge principalmente gli esseri umani, A. vittatus mostra una maggiore flessibilità ecologica e comportamentale.

Quando e dove è stato identificato a Cuba

La prima rilevazione (gennaio 2020)

La presenza dell’insetto è stata segnalata per la prima volta nel gennaio 2020 nella località di Ramón de las Yaguas, nella provincia di Santiago de Cuba.

Diffusione nelle regioni orientali

Secondo lo studio pubblicato nel 2022 su MEDISAN, la specie è stata rilevata in oltre 30 località dell’est dell’isola e in almeno quattro comuni della provincia. Le autorità hanno lanciato allerte entomologiche e raccomandato di intensificare il monitoraggio.

Perché questa specie rappresenta una preoccupazione

L’allarme è motivato da alcune caratteristiche chiave dell’Aedes vittatus:

  • Alta adattabilità: colonizza ambienti urbani, rurali e aree boschive.
  • Alimentazione flessibile: punge sia esseri umani sia altri mammiferi.
  • Riproduzione versatile: deposita uova in pozzanghere, vasi, barili, naturali cavità d’albero e qualsiasi accumulo d’acqua.
  • Resistenza ambientale: uova più resistenti a disidratazione e sole; larve tolleranti a salinità e alte temperature.
Nota: queste caratteristiche la rendono più difficile da controllare rispetto ai vettori tradizionali e aumentano il potenziale di diffusione delle arbovirosi sull’isola.

Implicazioni per la salute pubblica

Gli autori dello studio avvertono che, qualora la specie si stabilisse in modo permanente, potrebbe diventare un vettore significativo di malattie virali. Per questo motivo è stata emessa un’allerta entomologica nazionale e sono state rafforzate le attività di sorveglianza nelle province orientali.

Il contesto epidemiologico attuale

L’identificazione dell’Aedes vittatus si inserisce in un quadro segnato dall’aumento dei casi di dengue e dall’espansione della chikungunya. Problemi cronici come la scarsità di acqua potabile, pratiche di stoccaggio domestico dell’acqua e risorse sanitarie limitate rendono alcune comunità particolarmente vulnerabili.

Cosa significa per il viaggiatore

Per chi si reca a Cuba, il nuovo vettore rappresenta un rischio aggiuntivo in un contesto già sensibile alle arbovirosi. Indicazioni pratiche in estrema sintesi:

  • Prestare attenzione alla protezione personale contro le punture di zanzara (repellenti, abbigliamento, zanzariere) e valutare con un medico specialista l’opportunità di effettuare i vaccini ( febbre gialla, dengue. chikungunya).
  • Ridurre accumuli d’acqua intorno a case e alloggi temporanei.
  • Informarsi sulle aree di maggiore circolazione dei vettori e sulle raccomandazioni locali.

Ricerca e sorveglianza

Lo studio guidato da Mirtha Gladys Pérez Menzies ha aggiornato l’elenco delle specie di zanzare a Cuba a 71 unità, sottolineando la necessità di rafforzare la ricerca entomologica e i sistemi di sorveglianza epidemiologica per monitorare una possibile diffusione verso le regioni centrali e occidentali.

Aedes vittatus a Cuba: il nuovo vettore che preoccupa le autorità sanitarie Leggi tutto »

Chikungunya – Scheda malattia

NOTA PER L’UTILIZZO DELLA SCHEDA CHIKUNGUNYA (aggiornata Novembre 2025 – redazione scientifica dr. Paolo Meo)

La presente scheda malattia è stata aggiornata a novembre 2025 ed incorpora le ultime indicazioni epidemiologiche, le nuove approvazioni vaccinali (VIMKUNYA), le linee guida diagnostiche internazionali e le raccomandazioni terapeutiche dell’OMS e dei principali enti di sanità pubblica (CDC, ECDC, ACIP). Rappresenta uno strumento di riferimento completo per viaggiatori internazionali, medici tropicalisti e infettivologi, operatori di sanità pubblica, e professionisti della medicina di viaggio, e risulta conforme agli standard informativi della Clinica del Viaggiatore CESMET. Il dr. Paolo Meo ha inserito anche alcune sue considerazioni sulla base della esperienza clinica effettuata in decenni di lavoro in molti paesi dove la malattia è endemica.
                                                                          Per uno sguardo d’insieme, rapido ma esplicativo, il nostro video su You Tube

    Per approfondire, leggi la scheda che segue

 

 

                                                    SCHEDA MALATTIA: CHIKUNGUNYA      

      Descrizione Generale

La Chikungunya è una malattia infettiva virale acuta febbrile trasmessa da artropodi, caratterizzata da febbre elevata, cefalea persistente, astenia progressiva, e soprattutto da artralgie e mialgie invalidanti che costringono il paziente ad assumere posizioni antalgiche per alleviare la sofferenza. Il nome, derivato dal vocabolo in lingua swahili “ciò che curva”, rispecchia fedelmente il quadro clinico predominante della malattia. Originariamente limitata alle aree tropicali ed equatoriali dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceano Indiano, negli ultimi due decenni ha subito una progressiva espansione geografica, raggiungendo le Americhe, i Caraibi, e sempre più frequentemente le regioni temperate in particolare il bacino del Mediterraneo europeo. La malattia si trasmette esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette, in particolare del genere Aedes, e non per contatto diretto tra persone. Il serbatoio del virus è rappresentato dall’uomo, sia sintomatico che asintomatico o paucisintomatico, e in aree silvestri da piccoli mammiferi e primati.​


      Agente Infettivo – alphavirus

Il virus della Chikungunya (CHIKV) appartiene alla famiglia delle Togaviridae, genere Alphavirus. Si tratta di un virus a RNA a polarità positiva di circa 11,8 kb di lunghezza, contenente una struttura 5′ N7-methylguanylated cap e 3′ polyadenylated tail. Il genoma virale codifica due regioni:
(a) la prima, che occupa i due terzi del genoma, codifica quattro proteine non strutturali (nsP1, nsP2, nsP3, nsP4) essenziali per la replicazione virale e la formazione del complesso di replicazione;
(b) la seconda, a valle del promotore subgenomico, codifica le proteine strutturali (C-E3-E2-6K-E1) necessarie per l’assemblaggio del virione e per l’interazione con le cellule ospite.

Il virus è morfologicamente sferico con diametro di 60-70 nanometri, rivestito di un doppio strato lipidico dal quale emergono 240 trimeri di proteine di superficie E1-E2. La replicazione virale avviene in ultrastructture derive da membrane cellulari denominate “sfere di replicazione” (spherules) che contengono il template di RNA a polarità negativa e il complesso di replicazione, permettendo una rapida ed efficiente sintesi di RNA genomico e subgenomico minimizzando l’esposizione agli interferoni cellulari.science

Virus strettamente correlati includono l’O’nyong-nyong virus e il Sindbis virus. Tuttavia, le variazioni genetiche e le mutazioni di alcuni ceppi, in particolare durante le epidemie di grande portata, hanno portato a differenze significative nelle modalità di trasmissione e nella competenza vettoriale di determinate specie di zanzare.


                                                           Ciclo Vitale e Trasmissione

      Vettori e Modalità di Trasmissione

Diverse specie di zanzare sono coinvolte nella trasmissione e nel mantenimento del virus in natura:

  • Aedes aegypti: Principale vettore urbano in Africa e nelle Americhe. Dotata di alta competenza vettoriale e responsabile delle maggiori epidemie. Trasmette il virus sia verticalmente (da zanzara madre alla progenie) che orizzontalmente.

  • Aedes albopictus (zanzara tigre): Originaria dell’Asia, attualmente distribuita in Europa, Nord America, e aree temperate. Costituisce il principale vettore in Europa e nel bacino del Mediterraneo. Sebbene abbia dimostrato capacità di infettarsi e trasmettere il virus, la trasmissione verticale non è stata definitivamente provata in questa specie, riducendo la sua competenza vettoriale complessiva rispetto ad A. aegypti.pmc.ncbi.nlm.nih

  • Aedes africanus: Specie silvestre presente in Africa responsabile della trasmissione enzomica in ambienti forestali e savane.

  • Culex spp.: Ha dimostrato capacità di infettarsi e trasmettere il virus nel bacino del Mediterraneo, sebbene con efficienza minore rispetto a Aedes.

  • Artropodi del genere Mansonia: Responsabili della trasmissione silvestre in Africa, in particolare nelle savane.

      Serbatoi Animali

In ambienti urbani, l’uomo è il principale serbatoio. In aree rurali e silvestri, i serbatoi includono primati (babbuini, circopitechi), piccoli mammiferi e roditori. La trasmissione silvestre è facilitata dalla prossimità tra popolazioni umane e ambienti endemici.

      Ciclo di Infezione della Zanzara

Quando una zanzara femmina si alimenta di sangue da un ospite viremico, ingerisce il virus che si moltiplica nei tessuti dell’insetto, in particolare nelle ghiandole salivari. Il periodo di replicazione virale nelle ghiandole salivari è stimato in circa 10 giorni. Durante questo periodo, la zanzara diventa infettante e può trasmettere il virus attraverso la saliva durante il pasto di sangue.​

La vita media della zanzara è stimata tra 15 e 30 giorni. Le uova di Aedes albopictus possono sopravvivere disseccate per molti mesi, anche in ambienti secchi e freddi, permettendo il mantenimento del virus in territori apparentemente non idonei durante i periodi sfavorevoli.

Viremia nell’Ospite Umano

Una volta inoculato il virus dalla zanzara nell’uomo attraverso la saliva attraversa la barriera cutanea e dermica e accede al flusso sanguigno, causando una viremia che persiste da 3 a 10 giorni—periodo che inizia prima della comparsa dei sintomi e prosegue fino ai 5-7 giorni di malattia manifesta. Durante questo periodo di viremia, le zanzare che pungono il paziente possono infettarsi e re-innescare il ciclo di trasmissione.​

Le difese naturali della cute e del derma, attraverso l’immunità innata e i processi infiammatori, sono in grado di neutralizzare il virus inoculato nella maggior parte degli individui. In caso di neutralizzazione efficace, possono essere rilevati movimenti immunitari mediante diagnostica sierologica (senza che la malattia si sia manifestata).


                                                Distribuzione Geografica ed Epidemiologia


Storico di Espansione e Aree Endemiche

Il virus della Chikungunya è stato descritto per la prima volta nel 1952 in Tanzania, nelle savane al confine con il Kenya e in villaggi costieri del lago Vittoria. Descrizioni cliniche storiche di febbri “spaccaossa” risalgono al 1779 nell’Indonesia. A partire dagli anni ’50 del XX secolo, diverse epidemie sono state segnalate sistematicamente in Asia e Africa.medicoebambino

2005-2006: Epidemia dell’Oceano Indiano

Nel marzo 2005 scoppiò un’importante epidemia a La Réunion, che si diffuse in altre aree dell’Oceano Indiano. Al 17 marzo 2006, l’OMS stimò circa 204.000 persone infettate a La Réunion (pari a un terzo della popolazione di 705.000 abitanti). L’epidemia si estese a Mauritius, Madagascar, Mayotte, Seychelles, e altre isole dell’Oceano Indiano, fornendo evidenza della vulnerabilità di queste aree.

2005-2007: Primi Casi in Europa

Nel 2006 l’Europa registrò i primi casi importati: Francia (307 casi), Germania (17), Belgio (12), Regno Unito (9), Norvegia (1), Repubblica Ceca (1). In Italia, al 13 giugno 2006 erano stati confermati 11 casi in pazienti che avevano viaggiato in paesi endemici. Un caso di probabile trasmissione autoctona fu segnalato in Francia in un infermiere esposto accidentalmente al sangue durante l’assistenza.

2007: Focolaio Italiano di Ravenna

Nella seconda metà di agosto 2007, la regione Emilia-Romagna notificò un focolaio epidemico a Ravenna con 197 casi segnalati al 4 settembre, di cui 166 rispondevano completamente ai criteri di caso. Il focolaio iniziale si verificò a Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna, con cluster secondari nelle periferie di Cesena (13 casi) e Cervia (6 casi). Furono riportati 101 casi confermati di laboratorio, con il virus isolato da Aedes albopictus.epicentro.iss

2017: Outbreak di Anzio

Nel agosto 2017 tre casi accertati di Chikungunya furono segnalati nel comune di Anzio, provincia di Roma, con identificazione di alcune zanzare infette e immediata bonifica dei focolai.

2013-2016: Diffusione nelle Americhe

A fine 2013 la prima epidemia di Chikungunya nelle Americhe fu segnalata in isole Caraibiche. Dalla fine del 2014, oltre un milione di casi sono stati riportati in diversi paesi Caraibici, dell’America Centrale e del Sud. Il virus continua a circolare coinvolgendo frequentemente viaggiatori da aree temperate.

Situazione Epidemiologica Globale 2025

Africa e Sahel

I casi di Chikungunya sono primariamente localizzati nella regione del Sahel africano, dove vivono circa 33 milioni di persone. Paesi come Senegal, Gambia, Burkina Faso, Kenya, Mali, e Somalia hanno registrato epidemie significative.
Nel 2023-2024, Senegal ha riportato oltre 280 casi confermati, principalmente nelle regioni di Kedougou e Tambacounda. L’Africa CDC ha segnalato oltre 1.900 casi di Chikungunya a luglio 2025, con focolai attivi in Madagascar, Maurizio, Mayotte, La Réunion (dove è diventata endemica da agosto 2024 con oltre 47.000 casi confermati),
Kenya, Somalia, e Sri Lanka
con 151 casi segnalati tra novembre 2024 e marzo 2025.who+2

India e Sud-Est Asiatico

L’India rappresenta un’area di endemicità storica. Nel 2022 furono riportati 2.974 casi. Uno studio del 2025 prevedeva che 5,1 milioni di persone in India potrebbero essere a rischio di infezione ogni anno, con potenziale espansione fino a 12,1 milioni se la malattia raggiungesse regioni attualmente non colpite. L’Indonesia, paese endemico con trasmissione sporadica, continua a registrare casi. Sri Lanka dopo l’epidemia del 2006 ha registrato casi intermittenti con ricrudescenza nel 2024-2025.medicalxpress+1

Americhe e Caraibi

Nel 2024 la Pan American Health Organization (PAHO) ha riportato 431.408 casi di Chikungunya. Nel 2025, fino ad agosto, 14 paesi delle Americhe hanno segnalato 212.029 casi sospetti e 110 morti, con oltre il 97% concentrato in Sud America, in particolare in Bolivia, Brasile, Paraguay e Perù. I casi sono associati ai genotipi asiatico e ECSA (East/Central/South African), rappresentando uno shift nei pattern osservati dal 2014. Nel 2025 i casi sono aumentati ulteriormente, con 427.622 casi riportati nel 2024 secondo fonti globali.paho+1

Europa e Bacino Mediterraneo 2025

La situazione epidemiologica in Europa ha subito una drammatica trasformazione nel 2025. Al 15 settembre 2025, l’OMS ha registrato:

  • Francia: 479 casi distribuiti in 54 cluster, con 40 cluster attivi. Al 19 ottobre 2025, 734 casi erano stati segnalati.who+1

  • Italia: 205 casi localmente acquisiti distribuiti in quattro cluster, di cui tre attivi. Al 19 ottobre 2025, 364 casi confermati in diverse province dell’Emilia-Romagna e altre regioni, inclusi comuni come Carpi, San Prospero, Soliera, Novellara, Cavezzo, Modena, Nonantola, Correggio, Novi di Modena, e Cesenatico.vax-before-travel+1

  • Totale Regione Europea: 56.456 casi di Chikungunya nel 2025.who

Rappresenta il primo grande focolaio autoctono di Chikungunya in Europa da quando la zanzara tigre ha colonizzato il continente, testimoniando la vulnerabilità dell’Europa all’infezione dovuta alla presenza di vettori competenti (Aedes albopictus) e alle condizioni climatiche favorevoli durante i mesi estivi e autunnali (luglio-ottobre).pmc.ncbi.nlm.nih

Caratteristiche di Distribuzione Geografica e Fattori Climatici

La trasmissione della Chikungunya in Europa dipende da:

  • Caratteristiche climatiche: Temperatura, umidità e precipitazioni favorevoli alla riproduzione di Aedes albopictus

  • Densità di popolazione suscettibile: Elevata in ambienti urbani e periurbani

  • Densità dei flussi migratori: Introduzione del virus attraverso persone viremiche (sintomatiche o asintomatiche) provenienti da aree endemiche

  • Stato dell’interazione ospite-vettore: Immunità pregressa, concentrazione virale, infezioni precedenti da ceppi diversi

In molti paesi europei (Francia, Germania, Norvegia, Svizzera), la febbre Chikungunya era stata diagnosticata nei viaggiatori, ma la trasmissione locale non era mai stata riportata fino al 2005-2006. Il rischio è attualmente considerato limitato a piccole aree dell’Europa meridionale (bacino del Mediterraneo, Italia, Spagna Francia), con potenziale espansione verso nord grazie alla progressiva migrazione di Aedes albopictus in nuove aree geografiche.climate-adapt.eea.europa+1


                                                                 LA MALATTIA

      Periodo di Incubazione

Il periodo di incubazione va da 3 a 10 giorni, con media di 4-6 giorni. Una minoranza di pazienti può presentare sintomi entro 2-3 giorni, mentre altri possono sviluppare la malattia fino a 10-14 giorni dopo l’esposizione. Questo periodo è critico per la diagnosi e la comunicazione del rischio ai pazienti di ritorno da aree endemiche.


      Presentazione Clinica e Sintomatologia

La Chikungunya presenta tipicamente un andamento bifasico.

(A) Fase Acuta (6-10 giorni)

La fase acuta è caratterizzata dall’esordio improvviso di:

  • Febbre: Generalmente elevata (38-40°C), spesso a picco nei primi 2-3 giorni, risolvibile dopo 3-7 giorni dall’esordio.​

  • Cefalea: Persistente e rilevante, spesso frontale o occipitale.

  • Artralgie: Diffuse e incapacitanti, colpendo prevalentemente articolazioni distali (polsi, caviglie) e articolazioni piccole delle mani e dei piedi. Le articolazioni grandi possono essere interessate, con gonfiore prominente. Il dolore articolare è spesso descritto come “lancinante” e costretto il paziente ad assumere posizioni antalgiche curve e contorte, da cui il nome della malattia.

  • Mialgie: Diffuse, particolarmente intense nella muscolatura paravertebrale, nei muscoli degli arti e nella muscolatura facciale.

  • Astenia: Grave e progressiva, costringendo il riposo a letto.

  • Manifestazioni cutanee: Esantema maculo-papulare pruriginoso, tipicamente su tronco e arti, più diffuso nella prima metà della malattia. In alcune epidemie, particolarmente in Asia, sono state riportate manifestazioni emorragiche transitori quali petecchie, ecchimosi, epistassi, e gengivorragie, tuttavia di minore severità rispetto alla dengue emorragica.​

(B) Fase Subacuta (2-3 giorni)

Una seconda fase subacuta segue il calo della febbre, caratterizzata da:

  • Secondo picco febbrile meno pronunciato del primo

  • Ricorrenza o peggioramento dell’esantema: Maculo-papulare e pruriginoso su tutto il corpo

  • Persistenza di artralgie e mialgie: Spesso pari o superiore alla fase acuta

(C) Complicanze Acute

La Chikungunya è generalmente a decorso benigno e autolimitante, tuttavia possono verificarsi complicanze:

  • Manifestazioni neurologiche (rari): Particolarmente nei bambini piccoli, includono convulsioni, encefalopatia, meningoencefalite. La prevalenza di malattia del sistema nervoso centrale è riportata nel 47% dei pazienti ospedalizzati in alcuni studi. Sono stati segnalati anche rari casi di sindromi simili alla sclerosi laterale amiotrofica (ALS-like), neuropatie craniali, e sindrome di Guillain-Barré, soprattutto in pazienti con infezione duale Zika-Chikungunya. Pazienti con infezione duale presentavano malattia più aggressiva del Guillain-Barré, richiedendo supporto di terapia intensiva e ospedalizzazione più prolungata (mediana 24 giorni vs. 17 giorni).thelancet

  • Miocarditi e scompenso cardiaco acuto: Raramente riportati.

  • Manifestazioni emorragiche: Rare, con comparsa limitata di petecchie, mai importanti sanguinamenti quali si osservano nella dengue grave. Non sono mai state documentate coagulopatie significative.

  • Shock settico da coagulazione intravascolare disseminata (DIC): Complicanza gravissima ma estremamente rara.

  • Insufficienza renale acuta: Segnalata in rari casi.

 (D)  La mortalità
complessiva è bassa (0,4%), ma la malattia può essere fatale, particolarmente in:

  • Soggetti anziani (età >60 anni con mortalità >2%)pmc.ncbi.nlm.nih

  • Pazienti con sottostanti patologie di base (cancro, trapianti, broncopneumopatia cronica ostruttiva, cardiopatie, diabete, immunocompromissione)

  • Neonati e bambini di età inferiore a 1 anno

  • Persone di età superiore a 75 annipmc.ncbi.nlm.nih

I gruppi a più alto rischio di ospedalizzazione includono neonati e anziani.pmc.ncbi.nlm.nih

 (E) Fase Cronica (Postacuta)

Una proporzione significativa di pazienti sviluppa una fase cronica caratterizzata da:

  • Persistenza di artralgie e mialgie: Che possono durare da settimane a mesi, occasionalmente fino a un anno o oltre. In alcuni studi, il 65% dei pazienti continua a riferire artralgie dopo 3 mesi, il 40% dopo 6 mesi, e il 10-15% dopo un anno.journals.plos

  • Poliartralgia e poliartrite ricorrenti o remittente: Con gonfiore articolare, tenosinovite ipertrofica a polsi e caviglie.

  • Mialgia persistente: Specialmente negli arti superiori e cosce.

  • Astenia cronica e affaticamento: Significativamente incapacitante.

  • Disturbi del sonno: Comuni e correlati al dolore cronico.

  • Lesioni cutanee residue: Pigmentazione anomala, cicatrici

  • Sintomi neuropsichiatrici: Depressione, ansia, disturbi cognitivi (brain fog).

  • Disturbi gastrointestinali: Diarrea, nausea ricorrenti.

Le manifestazioni croniche riducono significativamente la qualità della vita, con implicazioni nel lavoro e nella sfera sociale. La prevalenza di malattia cronica è estremamente comune: uno studio sistematico ha trovato l’artralgia come manifestazione predominante della fase cronica. journals.plos


Modalità di Trasmissione e Porta d’Ingresso

Il virus della Chikungunya è un arbovirus diffuso globalmente nelle aree tropicali, equatoriali e sempre più nei paesi temperati. È classificato come antropo-zoonosi, presente in diversi animali e capace di causare malattia nell’uomo.

Trasmissione Primaria: Puntura di Zanzara

La trasmissione primaria avviene esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette del genere Aedes, in rari casi Culex. L’inoculazione del virus nella saliva della zanzara avviene durante il pasto di sangue. Anopheles non può trasmetterlo.

La trasmissione verticale (da zanzara madre alla prole) è stata dimostrata in Aedes aegypti, africanus, e altri, costituendo uno dei motivi principali del mantenimento della trasmissione nei territori coinvolti. Tuttavia, non è stata provata in Aedes albopictus nel bacino del Mediterraneo, il che rappresenta un fattore favorevole per il controllo della malattia in Europa.​

Assenza di Trasmissione Diretta Persona-Persona

Il virus non si trasmette da persona a persona attraverso:

  • Contatti quotidiani normali

  • Via aerea (goccioline respiratorie)                                 NO

  • Rapporti sessuali

  • Contatto cutaneo

Tuttavia, non si può escludere in modo assoluto la possibilità di contagio interumano raro in condizioni eccezionali di prolungato contatto stretto con pazienti malati, attraverso esposizione a fluidi organici (sangue, saliva).

Trasmissione Verticale (Gestazionale)

La trasmissione madre-feto durante la gravidanza, particolarmente nel terzo trimestre, è possibile e documentata. Sono stati segnalati casi di infezione congenita con manifestazioni neonatali gravi incluse meningoencefalite, congiuntivite emorragica, trombocitopenia, anemia, e morte perinatale. Il rischio è maggiore se l’infezione materna avviene durante il terzo trimestre.epicentro.iss

Trasmissione Trasfusionale e Trapiantale

La trasmissione attraverso trasfusioni di sangue è possibile ma difficile, documentata in rari casi. La trasmissione attraverso trapianti è stata raramente riportata. Tuttavia, in aree endemiche, è importante implementare test sierologici o molecolari nei donatori di sangue durante epidemie.

Meccanismo di Infezione Cellulare

Una volta inoculato il virus dalla zanzara nell’uomo:

  1. Il virus attraversa la barriera cutanea e dermica indenne

  2. Accede al flusso sanguigno attraverso le cellule endoteliali dei capillari

  3. Si moltiplica in tessuti della risposta immunitaria innata (cellule dendritiche, macrofagi) e in altri tessuti, produttori di interferon

  4. La viremia persiste da 3 a 10 giorni (inizia prima della comparsa dei sintomi, continua fino a 5-7 giorni della malattia sintomatica)

Durante il periodo di viremia, le difese naturali della cute e del derma, attraverso l’immunità innata (interferone, complemento) e i processi infiammatori, possono neutralizzare il virus in molti individui, prevenendo l’infezione manifesta (infezione subclinica). In questi casi, possono essere rilevati movimenti immunitari tramite diagnostica sierologica (anticorpi neutralizzanti) senza che l’infezione clinica sia avvenuta.

Fattori Facilitanti l’Attecchimento Epidemico

Per innescare un focolaio epidemico stabile, sono necessari:

  • Presenza di molti serbatoi (individui viremiaci, sintomatici o asintomatici)

  • Alta densità di zanzare competenti che pungono ripetutamente

  • Condizioni climatiche favorevoli (temperature, umidità, precipitazioni)

  • Densità di popolazione suscettibile (mancanza di immunità pregressa)

L’evento di attecchimento è eccezionale, specialmente in Europa, dove più frequentemente si presentano casi sporadici autoctoni piuttosto che epidemie autoctone stabili, a causa della ridotta competenza vettoriale di Aedes albopictus e della bassa trasmissione verticale nella zanzara tigre.


Diagnosi

La diagnosi clinica è suggerita dal contesto epidemiologico (viaggi in aree endemiche), dal profilo sintomatologico caratteristico (febbre elevata bifasica, artralgie incapacitanti diffuse), e dall’assenza di alternative diagnostiche. La diagnosi di laboratorio è essenziale per la conferma e per la sorveglianza epidemiologica.

Metodi Sierologici (Rilevazione di Anticorpi)

Immunoglobuline M (IgM)

  • Sono normalmente rilevabili dal 5° al 7° giorno dall’esordio dei sintomi, anche se alcuni pazienti possono non presentare IgM fino al 9° giorno   pmc.ncbi.nlm.nih

  • Indicano infezione recente (entro ultime 2-4 settimane)

  • Persistono per 2-3 mesi

  • Test disponibili: ELISA (MAC-ELISA – anticorpo cattura), immunofluorescenza indiretta (IFA), rapid lateral flow tests

  • Limitazione: Nei pazienti con febbre <5 giorni, le IgM possono essere ancora negative malgrado viremia attiva

Immunoglobuline G (IgG)

  • Compaiono a partire dalla seconda settimana della malattia

  • Indicano infezione pregressa o immunità

  • Persistono a lungo (anni/vita)

  • Utili per studi sieropravalenza e identificazione di infezioni precedenti

Test di Inibizione dell’Emoagglutinazione (HI) e Neutralizzazione

  • Misurano il titolo anticorpale

  • Non permettono differenziazione tra IgM e IgG se non associati a tecniche di classe specifica

  • Richiedono due campioni sierici (fase acuta e convalescente) per diagnosi definitiva

  • Meno pratico nei setting di urgenza

ELISA e Immunofluorescenza

  • Consentono distinzione delle classi di anticorpi (IgM vs. IgG)

  • Permettono profilo anticorpale qualitativo e quantitativo

  • Permettono diagnosi anche con un singolo campione di siero

  • Sono le tecniche attualmente preferite

Limitazioni dei Test Sierologici

  • Falsi negativi nei primi 5 giorni di malattia

  • Reattività crociata con altri Alphavirus (O’nyong-nyong, Sindbis virus)

  • Difficile diagnosi differenziale precoce con Dengue e Zika virus in aree co-endemiche

Metodi Molecolari (Rilevazione dell’Acido Nucleico Virale)

Real-time RT-PCR (Reverse Transcription Polymerase Chain Reaction)

  • Gold standard per la diagnosi della fase acuta

  • Rileva il genoma virale nel siero e nei tessuti

  • Sensibilità: Massima durante i primi 7-10 giorni di malattia (fase viremica), periodo coincidente con l’esordio sintomaticopmc.ncbi.nlm.nih

  • Specificità: Elevata (>95%) con primer specifici

  • Vantaggio cruciale: Permette diagnosi negli stadi precoci quando gli anticorpi IgM non sono ancora presenti (giorni 1-5 di malattia)pmc.ncbi.nlm.nih

  • Requisiti: Reagenti preparati in laboratorio (kit commerciali limitati), necessita standardizzazione del metodo

  • Biosicurezza: Richiede laboratori con livello BSL-3 per la coltura virale

RT-PCR Nested

  • Aumenta sensibilità in campioni a basso titolo virale

  • Utile per fasi tardive della viremia

Ricerca Antigene Virale Rapida

  • Test antigenici rapidi in fase di sviluppo

  • Ancora non diffusamente disponibili

Isolamento Virale

  • Richiede laboratori di biosicurezza livello 3 (BSL-3)

  • Tempo prolungato (7-14 giorni)

  • Limitato ai laboratori di riferimento

  • Attualmente poco utilizzato per gestione clinica acuta

Strategie Diagnostiche e Timing Ottimale

Fase Acuta (Giorni 1-5 di Malattia)

  • Raccomandato: Real-time RT-PCR su siero

  • Alternativa: Ricerca di antigeni virali (ove disponibili)

  • Non raccomandato: Test sierologici IgM (alto rischio di falsi negativi)

Fase Post-Acuta (Giorni 5-10 di Malattia)

  • Raccomandato: Real-time RT-PCR (ancora positiva)

  • Raccomandato aggiunto: IgM ELISA o IFA (ora presumibilmente positiva)

  • Diagnosi più sicura: Combinazione di RT-PCR e IgM

Fase Convalescente (Dopo 10 giorni)

  • Raccomandato: IgM ELISA o IFA

  • Complementare: IgG ELISA o IFA (appare dalla settimana 2)

  • Diagnosi retrospettiva: Se non diagnosticata nella fase acuta

Diagnosis Differenziale

Data la sovrapposizione geografica e clinica con altre arbovirosi (Dengue, Zika, West Nile Virus, O’nyong-nyong), è essenziale:

  • Testare per Dengue (NS1 antigen ELISA, IgM, RT-PCR) contemporaneamente, poiché la co-infezione è possibile e presentava precedenza nel 2017-2024pmc.ncbi.nlm.nih

  • Considerare Zika virus in donne in gravidanza

  • West Nile Virus nei periodi epidemici autunnali in Europa

  • Malaria e altre febbri in aree co-endemiche

  • Differenziare da febbre reumatica acuta, lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide, sulla base di anamnesi, decorso, e test sierologici


Terapia e Gestione Clinica

Principi Generali del Trattamento

Non esiste al presente nessun antivirale specifico efficace contro il virus della Chikungunya. La terapia è quindi interamente sintomatica e di supporto, mirata a ridurre i sintomi acuti e cronici, promuovere il riposo, e prevenire complicanze.ncbi.nlm.nih

Fase Acuta

Raccomandazioni WHO e Linee Guida Internazionalincbi.nlm.nih

1. Riposo Assoluto

  • Fondamentale per accelerare la ripresa

  • Consigliato fino a risoluzione della febbre e miglioramento significativo dell’astenia

2. Reidratazione

  • Idratazione orale: Acqua, bevande ricche di sali minerali, succhi di frutta diluiti

  • Idratazione infusiva (IV): Indicata in pazienti con difficoltà di assunzione orale, vomito persistente, segni di disidratazione. La reidratazione infusiva abbondante accelera la riduzione della febbre, del dolore, e facilita la ripresa energetica dell’organismoepicentro.iss

  • Composizione ottimale: Soluzione fisiologica (NaCl 0.9%), reintegro di sali (potassio, sodio, magnesio) e lattato

  • Monitoraggio: Bilancio idroelettrolitico, funzionalità renale (creatinina, urea)

3. Controllo della Febbre e del Dolore

La gestione del dolore è cruciale, poiché il dolore articolare incapacitante rappresenta la manifestazione predominante.

First-line (Raccomandato)

  • Paracetamolo (Acetaminofene): 500-1000 mg ogni 6-8 ore, massimo 4 g/die

    • Efficace per febbre e dolore

    • Profilo di sicurezza migliore

    • Evitare sovradosaggio (epatotossicità)

Non raccomandato inizialmente (Prime 48 Ore)

  • Acido Acetilsalicilico (Aspirina) e Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS): SCONSIGLIATI nelle prime 48 ore per rischio di aggravamento della disfunzione piastrinica, particolarmente in caso di co-infezione con Dengue o altre arbovirosi emorragichencbi.nlm.nih

  • Dopo le prime 48 ore, FANS a basso dosaggio (ibuprofene 400-600 mg ogni 6-8 ore) possono essere considerati se disponibili e tollerati

Fase Post-Acuta e Cronica

Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)

  • Ibuprofene 400-600 mg 2-3 volte al giorno

  • Naprossene 250-500 mg 2 volte al giorno

  • Utili per ridurre infiammazione articolare persistente

Corticosteroidi

  • Corticosteroidi a basso dosaggio: Dimostrato efficace nei primi 2 mesi di malattia post-acuta per ridurre infiammazione e accelerare la ripresancbi.nlm.nih

  • Prednisone 20-30 mg al giorno per 1-2 settimane, poi riduzione graduale

  • Indicati particolarmente nei pazienti con astenia severa e dolore incapacitante

Farmaci Antireumatici Modificanti la Malattia (DMARDs)

  • Idrossiclorochina: 200-400 mg al giorno, ha mostrato efficacia nella poliartralgia e poliartrite cronica ricorrente/remittentencbi.nlm.nih

  • Combinazione di idrossiclorochina + corticosteroidi o altri DMARDs

  • Indicata per manifestazioni croniche persistent oltre 3 mesi

  • Sulfasalazina, metotrexato in casi refrattari

Farmaci Immunosoppressori

  • Considerati in rari casi di malattia cronica severa non responsiva a altre terapie

  • Necessita valutazione specialistica reumatologica

Supporto Sintomatico Supplementare

Glutatione

  • Ha dimostrato utilità per accelerare la fase di ripresa

  • Riduce lo stress ossidativo

Nutrizione e Integrazione

  • Dieta ricca di antiossidanti, vitamine (particolarmente B, C, D)

  • Integrazione di micronutrienti (zinco, selenio) per supportare la risposta immunitaria

  • Proteine adeguate per prevenzione della sarcopenia da immobilità

Fisioterapia e Riabilitazione

  • Fase acuta: Riposo e immobilità relativa

  • Fase post-acuta: Esercizi di mobilizzazione passiva e attiva dolce iniziati quando tollerati

  • Fase cronica: Fisioterapia strutturata per mantenersi funzione, ridurre rigidità articolare, prevenire atrofia muscolare

  • Importante per tutti i pazienti con artralgia persistente

Infezione Nosocomiale in Pazienti Viremiaci

Protezione dai Vettori nelle Aree Endemiche

Nelle aree endemiche e dove si manifestano epidemie o casi sporadici, tutti i pazienti affetti da febbre Chikungunya dovrebbero essere protetti da punture degli insetti vettori (zanzare) per evitare che le zanzare si infettino e propaghino l’infezione.

Gestione della Malattia Cronica Persistente

Data la frequenza e l’impatto della malattia cronica postacuta:

  • Monitoraggio a lungo termine: Valutazione clinica a 3 mesi, 6 mesi, 1 anno post-infezione

  • Coinvolgimento multidisciplinare: Medici di medicina generale, reumatologi, fisioterapisti, psicologi (per depressione/ansia correlate)

  • Educazione del paziente: Aspettative realistiche sulla durata e sulla progressione della malattia, aderenza alla terapia

  • Supporto socio-lavorativo: Aggiustamenti lavorativi, congedi medici appropriati data l’incapacità funzionale

Ricerca di Terapie Antivirali Innovative

Sebbene non ancora approvate per uso umano, sono in fase di sperimentazione:

  • siRNA targeting virale: Bloccaggio selettivo della replicazione virale

  • Inibitori della replicazione/entrata virale: Targeting di nsP2 (proteasi), proteine di superficie E1-E2

  • Monoclonali neutralizzanti e immunoterapia cellulare: In fase preclinica

Questi approcci rappresentano prospettive future per la terapia specifica della Chikungunya.


Prevenzione

Prevenzione Individuale e Comportamentale

La prevenzione della Chikungunya si basa primariamente sull’evitamento della puntura di zanzare, dato il vettore biologico della trasmissione.

1. Abbigliamento Protettivo

  • Indumenti di colore chiaro: I colori scuri e accesi attraggono gli insetti

  • Copertura corporea: Maniche lunghe e pantaloni lunghi che coprano la maggior parte del corpo

  • Trattamento degli indumenti: Spray insetticidi permetrina-based applicati agli abiti (non sulla pelle)

2. Evitare Profumi e Fragranze

  • I profumi e le fragranze attraggono gli insetti

3. Sistemazione Notturna Protetta

  • Camere con condizionamento d’aria: Ideale, poiché l’attività di Aedes è ridotta in ambienti freddi

  • Zanzariere alle finestre e porte: Tenute in buone condizioni, chiuse costantemente

  • Zanzariere sul letto: Impregnate possibilmente con insetticidi permetrina, con margini ben rimboccati sotto il materasso

  • Ispezione: Verificare assenza di zanzare all’interno prima di coricarsi

4. Insetticidi Ambientali

  • Zampironi (spirali antizanzare): Disponibili in commercio

  • Spray insetticidi: A base di piretro o permetrina

  • Diffusori elettrici di insetticida: Funzionanti a corrente elettrica; verificare voltaggio locale

  • Precauzioni d’uso: Seguire scrupolosamente le istruzioni del foglio illustrativo, non applicare su mucose o aree cutanee lese, prestare attenzione particulare all’uso in bambini

5. Repellenti Cutanei

  • DEET (N,N-diethyl-m-toluamide):

    • Concentrazione 20-30% efficace per adulti e bambini >2 mesi

    • Concentrazione 10% per bambini 2-12 mesi (uso limitato)

    • Durata protezione: 4-6 ore a seconda della concentrazione

    • Riapplicare dopo bagni o sudorazione

  • Picaridin (1-piperidinecarboxylic acid, 2-(2-hydroxyethyl)-, 1-methyl propyl ester):

    • Concentrazione 20% efficace e ben tollerato

    • Profilo di sicurezza simile a DEET

    • Durata: 4-6 ore

  • Olio di Neem Compositum (Azadirachta indica + Corymbia citriodora):epicentro.iss

    • Prodotto naturale, multiuso, sicuro

    • Efficace anche per neonati, bambini, donne in gravidanza, soggetti con ipersensibilità

    • Indicato per coloro che preferiscono prodotti naturali anziché chimici

    • Grande efficacia come repellente da punture di zanzare, zecche, e altri parassiti

    • Utilizzo: Applicare su parti scoperte del volto, braccia, gambe, particolarmente nelle ore pomeridiane/notturne

    • Azione multipla: Antiparassitaria cutanea, antinfettiva (batteri, funghi, virus), protettiva cutanea, antieritema solare

    • Per informazioni: Contattare CESMET ([email protected], Tel. 06-39030481)

  • Olio di eucalipto limone (Eucalyptus citriodora):

    • Alternativa naturale al DEET

    • Efficace per 4-6 ore

  • Informazioni pratiche: Il sudore riduce l’effetto dei repellenti; riapplicare frequentemente, specialmente dopo attività fisica o bagni.

6. Orari di Esposizione

  • Aedes aegypti è attiva principalmente durante il giorno (alba e primissime ore del mattino, tardo pomeriggio)

  • Aedes albopictus è attiva principalmente tra tardo pomeriggio e alba

  • Limitare l’esposizione negli orari di picco

7. Eliminazione dei Siti di Riproduzione

  • Zanzare Aedes si riproducono in piccoli accumuli d’acqua stagnante: vasi, sottovasi, pneumatici, grondaie, scodelle per animali domestici

  • Eliminare regolarmente l’acqua stagnante dalle vicinanze

  • Coprire serbatoi d’acqua

  • Mantenere le aree circostanti prive di vegetazione densa

Prevenzione Vaccinale

Vaccino VIMKUNYA

Approvazione e Disponibilità

VIMKUNYA (Chikungunya Vaccine, Recombinant) è stato approvato dalla FDA il 14 febbraio 2025 con accelerated approval per persone di età ≥12 anni. È il primo vaccino contro la Chikungunya approvato globalmente.bavarian-nordic+1

Caratteristiche Virologiche

  • Piattaforma tecnologica: Vaccino VLP (Virus-Like Particles)

  • Struttura: Particelle simil-virali ricombinanti che mimano la struttura del virus Chikungunya senza capacità di infezione, replicazione, o causare malattiabavarian-nordic

  • Composizione: Adjuvanted recombinant CHIKV VLP vaccine

  • Formulazione: Dose singola di 1 mL in siringa di vetro pre-riempitabavarian-nordic

Immunogenicità ed Efficacia Clinica

Studi clinici di fase 3 hanno arruolato >3.500 individui sani di età ≥12 anni:bavarian-nordic

  • Immunogenicità: Al 21° giorno post-vaccinazione, VIMKUNYA ha indotto anticorpi neutralizzanti in fino al 97,8% dei vaccinatibavarian-nordic

  • Risposta immunitaria rapida: Inizio della risposta immunitaria entro una settimana dalla vaccinazione

  • Efficacia clinica: I trial hanno raggiunto gli endpoint primari, dimostrando protezione contro la malattia da Chikungunya

  • Profilo di sicurezza: Bene tollerato con effetti avversi prevalentemente miti-moderati

Profilo di Sicurezza e Effetti Avversi

In Pazienti di Età 12-64 Annivimkunyahcp+1

Effetti avversi sollecitati riportati entro 7 giorni dalla vaccinazione (percentuali >10%):

  • Dolore al sito di iniezione: 23,7%

  • Affaticamento: 19,9%

  • Cefalea: 18,0%

  • Mialgia: 17,6%

Effetti avversi moderati-gravi rare.

In Pazienti di Età ≥65 Annipharmacytimes+1

  • Dolore al sito di iniezione: 5,4%

  • Mialgia: 6,3%

  • Affaticamento: 6,3%

Profilo di sicurezza globalmente migliore nei pazienti anziani.

Dati di Sicurezza Real-World (al 3 Settembre 2025)pharmacytimes

  • No eventi avversi seri (SAEs): Nessuno segnalato a VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System)

  • No ospedalizzazioni o morti: Attribuite al vaccino

  • Segnalazioni: Tre eventi non-seri in due individui

Controindicazionicdc

  • Assolute: Storia di reazione allergica severa (es. anafilassi) a qualsiasi componente del vaccino

Precauzionicdc

  • Gravidanza: Dati limitati di sicurezza; consultare medico per valutazione rischio-beneficio

  • Allattamento: Dati limitati; valutare con medico

  • Età ≥65 anni: Precauzione generale (specialmente per vaccino live-attenuated alternativo); il vaccino VLP (VIMKUNYA) è preferibile agli anziani

  • Immunocompromissione: Pazienti in terapia immunosoppressiva possono avere risposta immunitaria diminuita; consultare medico

  • Sincope: Possibile in associazione con iniezioni; avere presidi medici pronti per gestione anafilassi

Indicazioni di Vaccinazione (CDC/ACIP 2025)cdc

  • Raccomandato: Persone di età 12 anni e oltre che viaggiano verso paesi/territori con outbreak di Chikungunya in corso

  • Può essere considerato: Persone di età 12 anni e oltre che viaggiano/si trasferiscono in paesi/territori senza outbreak attuale ma ad elevated risk, se pianificano soggiorno prolungato (≥6 mesi)

  • Vaccinazione VLP (VIMKUNYA): Preferibile ai vaccini live-attenuated (Ixchiq) particolarmente per persone ≥65 anni, immunocompromesse, donne in gravidanza

Vantaggi della Piattaforma VLP

  • Profilo di sicurezza superiore ai vaccini live-attenuated

  • Idoneo per immunocompromessi

  • Idoneo per donne in gravidanza/allattamento

  • Risposta immunitaria robusta e duratura

  • Dose singola

Limitazioni Attuali

  • Approvazione recente; dati a lungo termine su durata dell’immunità ancora in raccolta

  • Postmarketing requirement (PMR): Studio randomizzato doppio-cieco placebo-controllato per valutare efficacia, sicurezza, immunogenicità nel tempo

  • Pediatric study deferred: Valutazione di sicurezza e immunogenicità in bambini 2-<12 anni (submission finale febbraio 2028)

Vaccino Ixchiq (Live-Attenuated Vaccine) – NON PIU’ IN USO

IXCHIQ è il vaccino live-attenuated contro Chikungunya (CHIKV VLA).

Indicazioni: Persone di età ≥18 anni a rischio di esposizione

Precauzioni: Età ≥65 anni è una precauzione in base a investigazioni su segnalazioni di eventi avversi seri post-vaccinazione negli anziani. Tuttavia, il vaccino può ancora essere offerto se il beneficio della protezione supera i rischi. Valutazione medica necessaria.cdc

Consigli per Donne in Gravidanza e Persone con Malattie Croniche

  • Le donne in gravidanza dovrebbero chiedere consigli al proprio medico sull’opportunità di intraprendere viaggi in zone endemiche di Chikungunya, data la possibilità (anche se rara) di trasmissione congenita con manifestazioni neonatali gravi

  • Le persone con malattie croniche, anziani, immunocompromessi dovrebbero valutare il rischio-beneficio di viaggio in aree endemiche con il proprio medico

Sorveglianza e Monitoraggio Territoriale

In Europa e in Italia, è essenziale:

  • Monitoraggio attivo della presenza di casi di Chikungunya sul territorio nazionale per identificare tempestivamente, oltre ai casi importati, eventuali casi di trasmissione autoctona

  • Sorveglianza entomologica della densità e distribuzione di Aedes albopictus e della sua carica virale

  • Sorveglianza sierologica periodica in aree a rischio

  • Misure di controllo vettoriale: Spruzzamenti insetticidi in focolai attivi, bonifica di siti di riproduzione

Considerazioni Commerciali e di Viaggio

Al momento non ci sono evidenze che indichino di limitare gli scambi commerciali e i viaggi nelle zone endemiche per Chikungunya, considerando:

  • Il numero limitato di casi importati in Europa

  • La non-severità del quadro clinico nella popolazione generale

  • L’assenza di trasmissione locale stabile in Europa (eccetto per gli episodi 2005-2007 in Italia e 2025 in Francia-Italia)

Tuttavia, categorie particolari (donne in gravidanza, persone con malattie croniche, immunocompromessi) dovrebbero ricevere counseling medico specifico.


Considerazioni Epidemiologiche Critiche e Epidemiologia Attuale 2025

Genotipi Virali e Variazioni

Tre genotipi principali circolano globalmente:

  1. ECSA (East/Central/South African): Storicamente associato all’Africa e all’Oceano Indiano; emergente nelle Americhe nel 2025, particolarmente in Sud America

  2. Asiatico: Dominante in Asia; emergente nelle Americhe

  3. West African: Circola principalmente in Africa occidentale

Le variazioni genetiche influenzano:

  • La competenza vettoriale

  • La virulenza clinica

  • La trasmissibilità

Coinfezioni con Dengue e Zika

In aree co-endemiche (particolarmente Asia, Africa, Americhe), la coinfection con Dengue e/o Zika è possibile (prevalenza riportata 2,7-12,4%). I pazienti coinfetti:pmc.ncbi.nlm.nih

  • Presentano quadro clinico più severo

  • Hanno aumentato rischio di manifestazioni neurologiche severe

  • Mostrano maggiore incidenza di stroke/TIA (17% vs. 6% in monoinfection)thelancet

  • Richiedono diagnosi differenziale attenta e contemporanea ricerca di tutti i virus

Sottostima Epidemiologica Globale

La vera incidenza globale di Chikungunya è sottostimata per:

  • Casi lievi e paucisintomatici che non vengono diagnosticati

  • Alta percentuale di portatori sani asintomatici del virus

  • Mancanza di test diagnostici nei paesi endemici tropicali (assenza di kit diagnostici)

  • Diagnosi clinica difficile (tutti i casi febbrili vengono etichettati come “malaria” o “tifo” in molti sistemi sanitari tropicali)

  • Modelli predittivi attuali suggeriscono che 14,4 milioni di persone globalmente potrebbero essere a rischio annualmente, con potenziale espansione a 34,9 milioni con futura diffusionemedicalxpress

Impatto Socio-Economico

La Chikungunya causa:

  • Perdita di produttività lavorativa durante fase acuta (incapacità funzionale)

  • Perdita cronica di produttività in pazienti con artralgia persistente

  • Impatto psicosociale (depressione, ansia, alterata qualità della vita)

  • Costi sanitari per ospedalizzazione, test diagnostici, terapie

  • Impatto economico su turismo e commercio in aree endemiche


Paesi e Aree Geografiche di Maggior Rischio Epidemiologico

Africa (Endemica e Co-Endemica)

  • Sahel africano: Senegal, Gambia, Burkina Faso, Mali

  • Africa Orientale: Kenya, Somalia, Tanzania

  • Africa Centrale: Repubblica Centrafricana, Congo

  • Isole Africane e Oceano Indiano:

    • Madagascar: Ongoing transmission, 2024-2025

    • Mauritius/Maurizio: Ongoing transmission

    • Mayotte (Francia): Ongoing transmission

    • Seychelles: Endemic with periodic outbreaks

    • La Réunion (Francia): Endemic dal agosto 2024, >47.000 casi confermati al maggio 2025, trasmissione sostenuta

Asia e Sud-Est Asiatico (Endemici)

  • India: Endemica, 5,1 milioni di persone a rischio annualmente secondo modelli predittivi; focolai periodici

  • Sri Lanka: Endemica, ricrudescenza 2024-2025 (151 casi novembre 2024-marzo 2025)

  • Bangladesh: Endemica, casi intermittenti

  • Thailand: Endemica

  • Malaysia: Endemica

  • Indonesia: Endemica, 2.974 casi nel 2022

  • Filippine: Endemica

  • Singapore: Endemica con bassa incidenza

  • Myanmar: Endemica

  • Laos: Endemica

  • Cambodia: Endemica

  • Vietnam: Endemica

Oceano Indiano (Endemico)

  • Maldive: Endemica, outbreak 2024-2025

  • Isole dei Caraibi Francesi: Ongoing transmission

Americhe (Emergente e In Espansione 2024-2025)

Sud America

  • Bolivia: Epidemia in corso 2024-2025, uno dei focolai più grandi delle Americhe

  • Brasile: Epidemia sustanuta 2024-2025, con >200.000 casi, genotipi asiatico e ECSA

  • Paraguay: Epidemia in corso 2024-2025, espansione a aree precedentemente incolpite

  • Argentina: Trasmissione autoctona dopo anni di assenza, reemergenza 2024-2025

  • Perù: Trasmissione locale 2024-2025, integrazione con epidemia amazzonica

  • Colombia: Trasmissione autoctona

America Centrale e Messico

  • Messico: Casi sporadici e piccoli focolai

  • Costa Rica: Trasmissione autoctona

  • Belize: Trasmissione autoctona

  • Guatemala: Trasmissione autoctona

  • Honduras: Trasmissione autoctona

  • Panama: Trasmissione autoctona

Caraibi

  • Repubblica Dominicana: Epidemia storica

  • Porto Rico: Trasmissione autoctona storica e ricorrente

  • Isole Vergini Americane: Trasmissione autoctona

  • Antigua e Barbuda: Trasmissione autoctona

  • Barbados: Trasmissione autoctona

  • Dominica: Trasmissione autoctona

  • Grenada: Trasmissione autoctona

  • Guadeloupe (Francia): Trasmissione autoctona

  • Martinica (Francia): Trasmissione autoctona

  • Saint Lucia: Trasmissione autoctona

  • Saint Vincent e Grenadine: Trasmissione autoctona

Nord America

  • USA – Florida: Trasmissione locale limitata (focolai sporadici)

  • USA – Porto Rico: Trasmissione locale ricorrente

Bacino del Mediterraneo e Europa 2024-2025 (NEW – AUTOCTONA)

  • Francia: 734 casi confermati al 19 ottobre 2025, con 54 cluster (40 attivi), trasmissione sostenuta nelle aree rivierasche mediterraneevax-before-travel+1

  • Italia: 364 casi confermati al 19 ottobre 2025, principalmente in Emilia-Romagna (Ravenna, Modena, Bologna, Forlì-Cesena), con trasmissione autoctona stabile in quattro cluster (tre attivi). Distribuzione: Carpi, San Prospero, Soliera, Novellara, Cavezzo, Modena, Nonantola, Correggio, Novi di Modena, Cesenaticowho+1

  • Spagna: Caso isolato (monitorato)

  • Portogallo: Nessun caso endemico riportato

  • Grecia: Nessun caso endemico riportato

Cina e Giappone

  • Cina: Endemica in aree sud/sud-est (Guangdong, Guangxi)

  • Giappone: Caso isolato sporadico

Australia e Oceania

  • Australia: Rara, casi di importazione

  • Papua Nuova Guinea: Endemica

  • Nuove Ebridi (Vanuatu): Endemica

  • Samoa: Endemica

  • Isole Cook: Endemica

Ranking di Rischio per il Viaggiatore

Altissimo Rischio (Epidemia attiva, alta trasmissione):

  • Bolivia, Brasile, Paraguay, Sri Lanka, La Réunion, Francia (2025), Italia (2025)

Alto Rischio (Endemico con epidemie periodiche):

  • India, Indonesia, Kenya, Argentina

Rischio Moderato (Endemico con trasmissione sporadica):

  • Thailand, Malaysia, Filippine, Bangladesh, Senegal, Somalia, Mauritius, Seychelles

Rischio Basso (Rari focolai, casi sporadici):

  • USA (Florida, Porto Rico), Messico, Singapore, Giappone, Australia

 Per uno sguardo d’insieme, rapido ma esplicativo, guarda anche il nostro video su You Tube   


Bibliografia Aggiornata (Novembre 2025)

  1. Clinica del Viaggiatore CESMET. (2023). Chikungunya – Scheda malattia. https://www.clinicadelviaggiatore.com

  2. European Union Climate-Adapt Platform. (2025). Chikungunya | Malattie infettive. https://climate-adapt.eea.europa.eu

  3. Istituto Superiore di Sanità – epiCentro. (2025). Chikungunya. https://epicentro.iss.it

  4. MSD Manuals. (2025). Chikungunya – Malattie infettive. https://www.msdmanuals.com

  5. Medico e Bambino. (2005). Chikungunya: primo focolaio epidemico italiano di una malattia. https://www.medicoebambino.com

  6. Bavarian Nordic. (2025, March 17). Bavarian Nordic Announces Commercial Launch of Chikungunya Vaccine (VIMKUNYA). https://www.bavarian-nordic.com

  7. WHO. (2025, June 10). Global Chikungunya Epidemiology Update. https://cdn.who.int

  8. CDC. (2025, February 14). Approval Letter – VIMKUNYA – FDA. https://www.fda.gov

  9. HealthyTravel.ch. (2025, March 13). Factsheet Febbre Chikungunya. https://healthytravel.ch

  10. NIH/NCBI. (2025, June 25). Diagnostic Utility of Real-Time RT-PCR for Chikungunya Virus. https://www.pmc.ncbi.nlm.nih.gov

  11. Vax-Before-Travel. (2025, October 18). Chikungunya Cases Spike in France and Italy. https://www.vax-before-travel.com

  12. NCBI StatPearls. (2023, June 25). Chikungunya Fever – Treatment/Management. https://www.ncbi.nlm.nih.gov

  13. Science Magazine. (2022, December 27). Molecular Architecture of the Chikungunya Virus Replication Complex. https://www.science.org

  14. WHO. (2025, October 2). Chikungunya Virus Disease – Global Situation. https://www.who.int

  15. NICD South Africa. (2025, August 11). Update on Chikungunya Fever. https://www.nicd.ac.za

  16. NIH/NCBI. (2016, December 14). Laboratory Diagnosis of Chikungunya Virus Infections. https://www.pmc.ncbi.nlm.nih.gov

  17. PLOS Journals. (2025, February 2). Clinical Manifestations Associated with the Chronic Phase of Chikungunya Fever. https://www.journals.plos.org

  18. Vax-Before-Travel. (2023, October 8). Chikungunya Outbreaks – Africa and Global Distribution. https://www.vax-before-travel.com

  19. VIMKUNYA Healthcare Provider. (2025, February 24). Safety and Tolerability Information. https://www.vimkunyahcp.com

  20. The Lancet. (2023). Neurological Disease in Adults with Zika and Chikungunya Virus Coinfection. https://www.thelancet.com

  21. PMC/NIH. (2018, June 13). Increased Risk for Autochthonous Vector-Borne Infections Transmitted by Aedes albopictus in Europe. https://www.pmc.ncbi.nlm.nih.gov

  22. Pharmacy Times. (2025, October 23). Early Real-World Experience with VIMKUNYA Consistent with Clinical Trials. https://www.pharmacytimes.com

  23. Dr.Oracle. (2025, November 13). What is the Treatment for Chikungunya? https://www.droracle.ai

  24. PMC/NIH. (2017, December 31). Coinfection of Chikungunya and Dengue Viruses – A Serological Study. https://www.pmc.ncbi.nlm.nih.gov

  25. PMC/NIH. (2025, October 20). Clinical Outcomes of Chikungunya Across Age Groups – A Systematic Review. https://www.pmc.ncbi.nlm.nih.gov

  26. Department of Health, Virgin Islands. Chikungunya – Clinical and Public Health Guidance. https://www.doh.vi.gov

  27. Medical Express. (2025, September 30). India Could Bear Biggest Impact from Chikungunya – New Maps Suggest. https://www.medicalxpress.com

  28. CDC. (2025, August 21). Chikungunya Vaccine Information for Healthcare Providers. https://www.cdc.gov

  29. PAHO. (2025, November 12). Amid Localized Chikungunya Outbreaks and Ongoing Oropouche Emergence. https://www.paho.org


Nota per l’Utilizzo Clinico e Didattico

La presente scheda malattia è stata aggiornata a novembre 2025 ed incorpora le ultime indicazioni epidemiologiche, le nuove approvazioni vaccinali (VIMKUNYA), le linee guida diagnostiche internazionali e le raccomandazioni terapeutiche dell’OMS e dei principali enti di sanità pubblica (CDC, ECDC, ACIP). Rappresenta uno strumento di riferimento completo per medici tropicalisti, operatori di sanità pubblica, e professionisti della medicina di viaggio, e risulta conforme agli standard informativi della Clinica del Viaggiatore CESMET.

  1. https://www.epicentro.iss.it/chikungunya/
  2. https://climate-adapt.eea.europa.eu/it/observatory/topics/health-impacts/infectious-diseases/chikungunya-factsheet
  3. https://www.who.int/emergencies/disease-outbreak-news/item/2025-DON581
  4. https://www.msdmanuals.com/it/professionale/malattie-infettive/arbovirus-arenaviridae-e-filoviridae/chikungunya
  5. https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.add2536
  6. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6152200/
  7. https://www.medicoebambino.com/_chikungunya_zanzara_tigre_virus_infezione_febbre
  8. https://cdn.who.int/media/docs/default-source/documents/epp/ezh/chikungunya-epidemiology-update_11june2025.pdf
  9. https://www.nicd.ac.za/update-on-chikungunya-fever-august-2025/
  10. https://www.vax-before-travel.com/chikungunya-outbreaks
  11. https://medicalxpress.com/news/2025-10-india-biggest-impact-chikungunya.html
  12. https://www.paho.org/en/news/29-8-2025-amid-localized-chikungunya-outbreaks-and-ongoing-oropouche-cases-paho-urges
  13. https://www.vax-before-travel.com/2025/10/19/chikungunya-cases-spike-france-and-italy
  14. https://www.thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(20)30232-5/fulltext
  15. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12539745/
  16. https://journals.plos.org/plosntds/article?id=10.1371%2Fjournal.pntd.0012810
  17. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5657184/
  18. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12203700/
  19. https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6210850/
  20. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK534224/
  21. https://www.bavarian-nordic.com/media/chikungunya/2025-03-18-commercial-launch-of-chikungunya-vaccine.aspx
  22. https://www.fda.gov/media/185478/download
  23. https://vimkunyahcp.com/safety/
  24. https://www.pharmacytimes.com/view/early-real-world-experience-with-vimkunya-consistent-with-clinical-trial-findings
  25. https://www.cdc.gov/chikungunya/hcp/vaccines/index.html
  26. https://clinicadelviaggiatore.com/chikungunya-scheda-malattia-2/
  27. https://www.healthytravel.ch/get-file?attachment_id=4563&download_file=Chikungunya_ECTM_Factsheet_Layperson_IT.pdf
  28. https://www.droracle.ai/articles/509426/what-is-the-treatment-for-chikungunya
  29. https://doh.vi.gov/pantheon/CHIKV_Clinicians.pdf

 

Chikungunya – Scheda malattia Leggi tutto »

La Chikungunya in Italia e in Europa

 


Dall’inizio del 2025 e fino al 12 novembre 2025, due Paesi europei hanno riportato casi di Chikungunya: Francia (776 casi) e Italia (384 casi).

L’Italia ha recentemente identificato dieci nuovi casi autoctoni, portando il totale cumulativo a 384 infezioni locali, distribuite in sei cluster, tre dei quali ancora attivi. Il cluster più esteso interessa numerosi comuni tra cui Carpi, San Prospero, Soliera, Novellara, Cavezzo, Modena, Nonantola, Correggio, Novi di Modena e Cesenatico.

La Cikungunya non è endemica nella parte continentale dell’Unione Europea e la maggior parte dei casi riguarda viaggiatori infettati all’estero. Tuttavia, quando le condizioni ambientali favoriscono l’attività delle zanzare — soprattutto nelle aree dove Aedes albopictus è ormai stabilita — i casi importati in fase viremica possono generare trasmissione locale, come dimostrato da vari episodi sporadici osservati dal 2007.
Secondo la letteratura scientifica, la temperatura ambientale è uno dei principali fattori che influenzano la trasmissione del virus. Nelle zone temperate dell’emisfero nord, la temperatura media giornaliera ottimale per la diffusione mediata da Aedes albopictus è compresa tra 24 e 26 °C, anche se la trasmissione può avvenire in un intervallo più ampio compreso tra 12 e 30 °C.


Novità dal 1° novembre: in Italia è disponibile il vaccino contro la Chikungunya

Un sviluppo molto importante è che, dal 1° novembre, in Italia è disponibile un nuovo vaccino contro la Chikungunya, in grado di offrire un’elevata protezione. Si tratta di un passo fondamentale nella prevenzione dell’infezione, soprattutto per i viaggiatori diretti in aree dove la Chikungunya è presente o in circolazione attiva.

Alla luce dell’evoluzione epidemiologica e della crescente possibilità di trasmissione locale in Europa, è essenziale che i viaggiatori:

  • restino aggiornati sulle situazioni epidemiche,
  • consultino medici esperti in medicina dei viaggi,
  • valutino insieme allo specialista se il vaccino rappresenta la scelta più adeguata per il proprio viaggio.

Per approfondire la malattia e conoscere nel dettaglio il nuovo vaccino, si consiglia la lettura dell’articolo:

👉 “Chikungunya: la malattia e il nuovo vaccino VimKunya”

Se stai programmando un viaggio in un’area a rischio e hai bisogno di un parere personalizzato, puoi richiedere una consulenza professionale qui:

👉 Modulo per la consulenza medica online

La Chikungunya in Italia e in Europa Leggi tutto »

Scheda paese Tanzania (Zanzibar, Pemba)

Bandiera Tanzania (Zanzibar, Pemba)Mappa Tanzania (Zanzibar, Pemba)

Aggiornamento COVID-19

Leggi qui tutte le info necessarie per viaggiare

Clima, meteo e salute

  • Previsioni Meteo
  • CONDIZIONI CLIMATICHE:
    Alle condizioni della geografia del paese così vari e diverse e vari corrispondono climi e situazioni meteo molto diverse. I cambiamenti del clima hanno condizionato grandemente la variabilità da una regione all’altra del paese.
    I venti ALISEI a provenienza da nord-est, più caldi e umidi, determinano
    –   la stagione delle “piccole piogge”    tra novembre e dicembre
    – 
    e la stagione delle “grandi piogge”   tra marzo e maggio con piogge di intensità variabile
    Il caldo tropicale risente dell’influsso di questi venti ed anche dei monsoni, che invece determinano una cospicua piovosità da ottobre a dicembre.
    Le temperature si aggirano tra      “i 20°C-22°C in agosto-settembre”       e tra   “27°C-30°C nel periodo dicembre-marzo”.
    Sull’altopiano interno il clima è torrido e secco, con precipitazioni medie di minore intensità,
    mentre ricevono una maggiore quantità di pioggia i monti del sud-ovest, dove il clima è semi-temperato.
    Le temperature più basse si registrano, ovviamente, sugli alti rilievi ove regnano i ghiacciai eterni.Isole (Zanzibar e Pemba): il clima è generalmente tropicale, ma il caldo viene mitigato nel corso dell’anno dalla brezza marina.
    Nella città di Zanzibar la temperatura media annuale è di 29°C per la massima e di 25°C per la minima, mentre nella città di Wete, a Pemba, le temperature medie sono addirittura superiori.

                        ZANZIBAR E PEMBA

Zanzibar e Pemba godono di un clima tropicale caldo tutto l’anno, con escursioni termiche molto ridotte ma significative variazioni di pioggia e umidità dovute alle due stagioni delle piogge e ai periodi di alisei. Di seguito la descrizione mese per mese delle condizioni climatiche medie, valida per entrambe le isole, dato il profilo ambientale analogo

Zanzibar e Pemba godono di un clima tropicale caldo tutto l’anno, con escursioni termiche molto ridotte ma significative variazioni di pioggia e umidità dovute alle due stagioni delle piogge e ai periodi di alisei. Di seguito la descrizione mese per mese delle condizioni climatiche medie, valida per entrambe le isole, dato il profilo ambientale analogo.[1][3][5][7]

Caratteristiche generali del tempo nelle isole
Il mare rimane caldo tutto l’anno (26–30°C), umidità sempre piuttosto elevata.
Le piogge maggiori sono tra metà marzo e maggio (stagione grande pioggia) e tra novembre–dicembre (stagione piccola pioggia),
mentre da giugno a ottobre e da gennaio a marzo prevale la stagione secca.

Pemba segue lo stesso ciclo di Zanzibar, benché qui le piogge possano essere leggermente più abbondanti a causa della vegetazione più densa.

Questi dati sono presi da una media del tempo degli ultimi anni nell’isola di Zanzibar ma anche a Pemba dove la piovosità è maggiore considerato anche il sistema orografico dell’isola.
Gennaio:  Temperature: massime 31–32°C, minime 24–26°C.
Piogge: scarse (circa 55–125 mm in 10–12 giorni).
                 Clima caldo, soleggiato e piuttosto secco.
Febbraio: Temperature: massime 32–33°C, minime 24–26°C.
Piogge: scarse (50–150 mm, spesso concentrate in pochi episodi).
                 Periodo ideale per turismo balneare.
  Marzo:    Temperature: massime 32°C, minime 24–26°C.
Piogge: in aumento (90–175 mm, 12–14 giorni).
                 Inizia la stagione delle grandi piogge, clima caldo e umido.
   Aprile:   Temperature: massime 29–31°C, minime 24–26°C.
Piogge: picco massimo annuale (215–350 mm, 17–18 giorni).
                 Mese più piovoso, umidità elevatissima, occasionali allagamenti.
  Maggio:  Temperature: massime 29–30°C, minime 24–25°C.
Piogge: ancora elevate (190–290 mm, 15–22 giorni), clima umido.
                 Verso fine mese comincia a migliorare.
  Giugno:  Temperature: massime 28–29°C, minime 23–24°C.
Piogge: drasticamente in calo (40–70 mm, 5–18 giorni).
                 Inizio stagione secca, giornate ventilate, clima più gradevole.
   Luglio:   Temperature: massime 28°C, minime 22–23°C.
Piogge: minime (28–50 mm, 5–14 giorni).
                 Periodo fresco e ventilato, ottimo per turismo attivo.
   Agosto:  Temperature: massime 28°C, minime 22–23°C.
Piogge: sempre scarse (28–44 mm, 6–12 giorni).
                 Fresco relativo, clima stabile con alisei di sud-est.
   Settembre: Temperature: massime 28°C, minime 22–24°C.
Piogge: minime (28–47 mm, 5–10 giorni).
                 Stagione secca, mare calmo e clima gradevole.
    Ottobre: Temperature: massime 30°C, minime 24°C.
Piogge: in aumento (66–95 mm, 7–12 giorni).
                   Umidità crescente, inizio “piccole piogge”.
     Novembre: Temperature: massime 30°C, minime 24°C.
Piogge: in sensibile aumento (115–201 mm, 13–14 giorni).
                   Stagione delle “piccole piogge”, clima ancora caldo.
   Dicembre: Temperature: massime 31–32°C, minime 24–26°C
Piogge: 95–140 mm (10–13 giorni).
                      Alternanza di rovesci e lunghe ore soleggiate, umidità elevata.

 

Prevenzione e profilassi

Vaccinazioni obbligatorie

Vaccinazioni consigliate

  • FEBBRE GIALLA

    La vaccinazione è raccomandata ai viaggiatori al di sopra di 1 anno di vita, indipendentemente dalla normativa internazionale o locale in vigore per l’ingresso nel paese. Prima della partenza informarsi presso centri specializzati sulle aree del paese a maggior rischio.

  • EPATITE A per saperne di più….

  • EPATITE B per saperne di più….

  • FEBBRE TIFOIDE per saperne di più….

  • SINDROMI DIARROICHE E COLERIFORMI per saperne di più……

  • TETANO per saperne di più…

  • VACCINAZIONI DI ROUTINE

    Assicurati di aver effettuato tutte le vaccinazioni previste dal Sistema Sanitario Nazionale. Queste prevedono: tetano, difterite, polio, pertosse, haemophilus B, epatite B, morbillo, parotite, rosolia, varicella.

Approfondimenti sulla malaria

  • CHE COSA E’

    La Malaria è una malattia infettiva test link, acuta, presente nel paese, molto legata agli’ ambienti umidi, piovosi, alle stagioni ed alle condizioni meteorologiche. Controlla prima di partire l’itinerario del tuo viaggio e le condizioni meteo delle aree dei tuoi soggiorni. Ricorda che la Malaria è una malattia potenzialmente grave ed anche fatale. Non sottovalutarla. E’ possibile prevenirla con una attenzione al vestiario che ti copra le parti scoperte al tramonto e la notte, all’utilizzo di repellenti e all’ utilizzo di adeguati farmaci per la profilassi, nelle stagioni di maggior rischio.Per approfondire leggi la scheda sulla malaria

  • NEL PAESE

    Il rischio di contrarre la malattia (principalmente nella forma da Plasmodium falciparum) esiste tutto l´anno in tutto il Paese al di sotto dei 1800 metri. E’ stata notificata resistenza alla clorochina ed alla sulfadoxina-pirimetamina.

  • PROFILASSI

    Doxiciclina, è un ottimo farmaco di scelta per i soggiorni sia in aree turistiche che in viaggi avventurosi, durante trekking e in caso di utilizzo di tende o residenze poco controllate. Farmaco per i soggiorni in residenze protette o aree di lieve rischio, sia per soggiorni a rischio elevato. Devi sapere che la “doxiciclina 100 mg”è un farmaco di scelta non solo per la prevenzione della infezione malarica ma anche per la prevenzione delle infezioni batteriche intestinali e cutanee e verso le infezioni causate da punture di zecca. Per le sue caratteristiche il farmaco è molto versatile, può essere infatti assunto per soggiorni brevissimi o brevi, alcuni giorni o settimane, ma anche nel lungo periodo,cioè per molti mesi. Ti ricordiamo che farmaci a base di tetracicline, compresa la doxiciclina, vengono assunti per oltre 1 anno da ragazzi che manifestano l’acne, cioè infezioni sul volto o tronco. Un farmaco sicuro, efficace, privo o con scarsi effetti collaterali. Ricordiamo che alle dosi di profilassi, 100 mg al giorno, gli effetti di sensibilizzazioni ai raggi solari, sono praticamente assenti. In ogni caso ricordiamo l’uso di creme solari. Farmaco di basso costo. Non è utilizzabile al di sotto dei 12 anni o in gravidanza, o in caso di allergia o intolleranza alle tetracicline. Si assume tutti i giorni, durante il pranzo, dalla entrata in area a rischio, per una settimana dalla uscita dall’area di rischio malarico.

    Atovaquone-Proguanile, farmaco sul mercato da quasi 20 anni possiede ancora una buona copertura antimalarica per le forme resistenti alla clorochina, anche se sono state descritte da diversi anni forme di resistenza e di scarsa efficacia. Utile per l’utilizzo pediatrico, Utilizzato per periodi non superiori ai 30 giorni, ma utilizzabile fino a 60 giorni. Si assume una compressa tutti i giorni da 2/3 giorni prima di partire ad 1 settimana al rientro.

    Meflochina, farmaco utilizzato da oltre 30 anni, Efficace in profilassi e in terapia. Efficace sia negli adulti che anche in età pediatrica. Efficacia e sicurezza dimostrata anche nelle donne in gravidanza. Utilizzabile in soggetti in buone condizioni di salute. Da non utilizzare nei cardiopatici, soggetti aritmici, neuro e psicopatici, in chi soffre di insonnia. Riferiti sintomi da irritabilità del sistema nervoso periferico e centrale. Da evitare in chi effettua immersioni, soggiorni in alta quota, voli aerei ripetuti e prolungati. Favorevole la modalità di assunzione che prevede una dose settimanale da una settimana prima di partire a 3/4 settimane al rientro.

  • AL RIENTRO

    In caso di febbre, di diarrea o comunque di malessere, è indispensabile consultare senza indugio (in caso di febbre, possibilmente entro 24 ore, per la possibilità di aver contratto la malaria, se si è di ritorno da una zona a rischio) un Medico Specialista o esperto in Malattie Tropicali.

Malattie prevalenti sul territorio

  • Endemie

    Malaria – L’endemia è diffusa a tutte le aree al di sotto dei 1800 metri. Le principali specie sono: P. falciparum (responsabile dell’85% dei casi), P. ovale (responsabile del 10% dei casi); rare le infezioni da P. malariae e P. vivax.

    Colera – Focolai di colera si verificano ciclicamente durante la stagione delle piogge (che va da marzo a giugno e da ottobre a novembre) e più frequentemente nei distretti di Rorya (regione di Mara),Temeke (regione di Dar es Salaam), Mwanza e Magu (regione del Lago Vittoria).

    Zika virus – Nessun focolaio segnalato ma la popolazione è sierologicamente positiva.

    Schistosomiasi – La Tanzania è il secondo Paese dell’Africa (il primo è la Nigeria) ad alta prevalenza di infezione.Le regioni nord-occidentali, che circondano il Lago Vittoria, le regioni a nord, al centro, a sud e sud-est del Paese, sono state individuate per essere ad alta endemia di Schistosoma mansoni, mentre le zone dell’entroterra del Paese sono ad alta endemia di Schistosoma haematobium.

    ZANZIBAR

    Colera – Focolai di colera si verificano ciclicamente durante la stagione delle piogge (che va da marzo a giugno e da ottobre a novembre) nell’isola di Tumbatu, nelle aree di Kojanì (Pemba), Kiongwe e Jambiani (Unguja). La costa orientale di Pemba è considerata la più a rischio per epidemie di colera.

Pillole di salute

  • Come evitare di ammalarsi leggi qui

  • Chi deve vaccinarsi per la febbre gialla leggi qui

  • La malaria, attenzione….!

    E’ una malattia infettiva, acuta, spesso ma non sempre febbrile, talvolta caratterizzata da pochi sintomi ma sempre con presenza di grande stanchezza, può essere fortemente debilitante, provocando anemia talvolta grave e molto spesso alterazioni metaboliche ed organiche. Appena entrati nell’organismo i parassiti colonizzano le cellule del fegato che poi vengono via via distrutte creando zone di necrosi (morte cellulare) e di fibrosi puntiforme. Alla lunga il parassita malarico crea lesioni permanenti a livello epatico. (altro che medicine contro la malaria che fanno male al fegato!).
    Ricorda che la protezione dei farmaci utilizzati per la profilassi (prevenzione) è efficace e sicura. Gli eventuali effetti collaterali, raramente presenti, sono sicuramente meno dannosi, sul tuo organismo, rispetto alle conseguenze derivanti dalla malattia stessa. Tali effetti collaterali, sempre temporanei, possono dipendere da dosaggi non corretti o da intolleranze individuali. Devi temere l’azione distruttiva del parassita sul tuo organismo piuttosto che gli effetti collaterali,generalmente non pericolosi dei farmaci antimalarici.
    Febbre, brividi, sudorazione, cefalea nucale, stanchezza ingravescente sono i sintomi più frequenti e caratteristici. Ma non sempre la malaria si presenta in modo così eclatante. Basta un malessere al rientro dal viaggio a far scattare l’attenzione.
    FAI SUBITO GLI ESAMI DI LABORATORIO PRESSO UN CENTRO SPECIALIZZATO. TI ASPETTIAMO AL CESMET PER ESCLUDERE CON UNA VISITA E CON ESAMI MIRATI CHE I TUOI SINTOMI PROVENGANO DA UN ATTACCO MALARICO.

    CHIAMA IL CENTRO CLINICO E DIAGNOSTICO TROPICALE 06-39030481

  • Zanzare & co. – Come proteggersi leggi tutto

  • Nuotare con precauzione leggi tutto

  • Il mal di montagna Leggi tutto

  • In valigia

    Montagna o mare, safari e avventura o vacanza di tutto riposo, caldo o freddo: devi preparare il tuo bagaglio con cura, attenzione, senza esagerare e soprattutto prevedendo ……l’imprevedibile. Abbigliamento appropriato al clima e non dimenticando mai una piccola farmacia da viaggio.

    Al rientro a casa leggi tutto

Informazioni generali

Capitale: Dar es Salam

Lingua: kiswahili o swahili (lingua ufficiale), kiunguju (così viene chiamato lo swahili a Zanzibar),inglese (lingua ufficiale) e altre lingue indigene

Moneta: Scellino della Tanzania

Fuso orario: GMT +3

AMBASCIATE – CONSOLATI USA Ambasciata: P.O. Box 9123,686 Old Bagamoyo Road,Msasani, Dar es SalaamTel:255-22-266-8001 CANADA Ambasciata: The Canadian High Commission 38 Mirambo St., Garden AvenueDar es Salaam, Tanzania, P.O. Box 1022 Tel.: (255-22) 216-3300

Storia,Economia,Cultura: https://www.cia.gov http://www.britannica.com

Sicurezza: www.viaggiaresicuri.it www.dovesiamonelmondo.it

Scheda paese Tanzania (Zanzibar, Pemba) Leggi tutto »

 Siena apre una nuova via contro l’antibiotico-resistenza

Un gruppo di ricercatori italiani, guidato da Rino Rappuoli della Fondazione Biotecnopolo di Siena, ha isolato un anticorpo monoclonale capace di neutralizzare Klebsiella pneumoniae, un batterio ormai resistente a tutti gli antibiotici conosciuti. Lo studio, pubblicato su Nature, rappresenta una svolta nella lotta alla cosiddetta “pandemia silenziosa” dell’antibiotico-resistenza.

L’anticorpo agisce contro la capsula protettiva del batterio, permettendo al sistema immunitario di riconoscerlo e distruggerlo. Nei test di laboratorio e su modelli animali, ha dimostrato di bloccare completamente infezioni gravi, risultando efficace anche contro ceppi diversi ma con la stessa struttura di capsula.

La scoperta apre la strada a nuove terapie per infezioni batteriche finora considerate incurabili e consolida il ruolo di Siena e del Biotecnopolo italiano ai vertici della ricerca biomedica mondiale.

 Siena apre una nuova via contro l’antibiotico-resistenza Leggi tutto »

Consulenze online viaggi

Viaggi per lavoro o per turismo e vuoi essere sicuro e informato? Sei una azienda, un ente o una istituzione e invii personale a lavorare all’estero? oltre a leggere le informazioni sulle schede dei paesi meta dei tuoi viaggi è opportuno  parlare direttamente con un medico esperto che ti consigli sulla base della sua esperienza. Rivolgiti al dr. Paolo Meo, medico tropicalista infettivologo, direttore del POLO VIAGGI Artemisia-Cesmet, con 40 anni di esperienza di lavoro in molti paesi tropicali.

Rischio malattie e comportamenti in viaggio; come affontare il viaggio e i suoi imprevisti; prevenzione e modo di evitare lo stress da viaggio e il rischio malattie; valutazione dei rischi sanitari presenti nel paese; prodotti utili per gli insetti, parassiti e questioni legate al sole da portare; profilassi farmacologica ed eventuali vaccinazioni consigliate; integratori opportuni da assumere, assistenza….questo e altro ancora …

con la CONSULENZA e le INFORMAZIONI on line  prima – durante e dopo il viaggio ti informi ovunque sei, in Italia o nel mondo
per informazioni su come richiedere la consulenza: clicca qui e lascia i tuoi dati o quelli della azienda o della istituzione:

Richiedi la consulenza online

👉 Guarda il video e parti informato: la prevenzione è il primo passo per proteggere te e chi viaggia con te.

Se vuoi puoi richiedere la tua consulenza in presenza, a Roma presso gli ambulatori del POLO VIAGGI Artemisia-Cesmet in via Piave 76.

PRIMA DI PARTIRE per turismo o missioni di lavoro:
Acquista la tua “CONSULENZA ONLINE”, ovunque ti trovi, in Italia o in qualsiasi parte del mondo; il Dott. Paolo Meo sarà a tua disposizione per fornirti informazioni, valutare i rischi del paese, fornirti e spiegarti pratiche preventive, i vaccini indispensabili, quali farmaci ed integratori . Viaggerai sicuro ed in salute.

Se hai dubbi sulla meta dei tuoi viaggi,
Se vuoi sapere come rimanere in salute ed energico durante il viaggio,
Se hai notizie e pareri discordanti su problemi che ti preoccupano riguardanti la tua meta,
Se soffri di qualche malattia e non vuoi rinunciare a un viaggio piacevole e rilassante,
Se hai sentito tante “leggende metropolitane” su eventuali medicine da assumere in prevenzione,
Se hai dubbi sulla destinazione del viaggio solo perché sono necessarie vaccinazioni,
Se hai bambini che viaggiano con te,
Se aspetti un bambino o pensi di averlo presto e vuoi viaggiare sicura,

Per ricevere informazioni e per trovare soluzioni idonee, contatta e dialoga direttamente con il Dott. Paolo Meo.  Compila subito il modulo e acquista la tua consulenza.

PRIMA DEL VIAGGIO: sei un turista o viaggi per lavoro o sei una azienda che deve inviare proprio personale per lavori all’estero: potrai effettuare la tua consulenza dialogando a distanza con lo specialista; in VIDEO WHATSAPP;
La Consulenza ha il costo di € 70,00 (clicca qui per richiederla e prendere appuntamento) oppure scrivi a [email protected]; la consulenza vale per una o più persone. (viene effettuata la verifica dello stato di salute, il controllo del libretto vaccinazioni già esistente, la possibile risposta ai vaccini ed farmaci ed altro.) Al termine della consulenza viene inviata la documentazione del paese, la ricetta dei farmaci da acquistare, e l’elenco dei vaccini indicati con la loro spiegazione.

AL RIENTRO: se hai problemi di salute o malesseri legati al viaggio, con sintomi fisici o psicofisici quali “jet lag, alimentazione, stanchezza, ansia, contatto (e talvolta contagio) con malattie”, la visita on line con il medico specialista ha un costo di 100,00 (clicca qui e lascia i tuoi dati per essere contattato e avere l’appuntamento).
Richiedi una consulenza anche se è passato tempo dal tuo ultimo viaggio e non ti senti bene. 

Il dr. Paolo Meo visita presso il POLO VIAGGI Artemisia-Cesmet in via Piave 76 Roma. In presenza potrai effettuare visite infettivologiche e tropicali, controlli e diagnosi per malaria, dengue ed altre malattie dal rientro dei viaggi.

ll dott. Paolo Meo, medico infettivologo e tropicalista ed esperto di realtà sanitarie internazionali ha lavorato e lavora in molteplici realtà tropicali di diversi continenti e soprattutto in Africa. I consigli provengono da esperienze decennali vissute nelle realtà di molti paesi.

Richiedi anche informazioni per le convenzioni con le aziende, enti o istituzioni (clicca qui)

👉 Guarda il video e parti informato: la prevenzione è il primo passo per proteggere te e chi viaggia con te.

Per ulteriori info contatta la segreteria scrivendo a [email protected]

 

Consulenze online viaggi Leggi tutto »

error: Il contenuto di questo sito è protetto!
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e
C e s m e t . c o m C l i n i c a d e l V i a g g i a t o r e